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Fahrenheit 451-Ray Bradbury

 

“Era una gioia appiccare il fuoco. Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse. Con la punta di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava contro le tempie, e le sue mani diventavano le mani di non si sa quale direttore d’orchestra che suonasse tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiarie, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate della storia.”

 


Così si apre uno dei romanzi che più mi hanno colpita nell’ultimo anno.

Fahrenheit 451 non è solo il racconto apocalittico di ciò che potrebbe accadere in un futuro governato dal consumismo, dalla tecnologia e soprattutto dall’omologazione bensì un monito, una narrazione che ti fa riflettere e che ti fa venir voglia di leggere tutti i libri a disposizione prima che sia troppo tardi. La storia è quella di Guy Montag, un pompiere che nel mondo al contrario di Bradbury invece che domare le fiamme, appicca incendi nei quali vengono distrutti per sempre libri. Tutti i libri, da Shakespeare a Melville a Whitman come se fossero spazzatura di poco conto. Secoli di ricerca, di analisi della realtà, a volte di critica, di poesia, di rabbia spazzati via per sempre.

“La durata degli studi si fa sempre più breve, la disciplina si allenta, filosofia, storia, filologia abbandonate, lingua e ortografia sempre più neglette, fino ad essere quasi del tutto ignorate. La vita diviene una cosa immediata, diretta, il posto è quello che conta, in ufficio o in fabbrica, il piacere si annida ovunque, dopo le ore lavorative. Perché imparare altra cosa che non sia premere bottoni, girar manopole, abbassar leve, applicare dadi e viti?”

Questa è la società che scopriamo pagina dopo pagina. Assopita, spenta, soggiogata dalla televisione, unico mezzo di comunicazione, talmente soffocante con la sua presenza, da essere in ogni casa, su ogni muro, bombardando di notizie e pubblicità gli abitanti di quello che sembra essere un “1984” portato all’estremo.

Se in Orwell il controllo di tutti è incessante attraverso l’occhio del Grande Fratello, con Bradbury la negazione della conoscenza stessa sarà la punizione definitiva. Montag sembra accettare tutto questo inizialmente, nonostante sia stanco della sua vita fatta di routine, slogan e abnegazione.

La svolta l’avrà con l’incontro di una ragazza, Clarisse, che lo desterà dal sonno di rassegnazione e apatia nel quale pareva piombato, incentivato anche da Mildred, una moglie perfettamente inserita nel sistema di rinunce e ignoranza.

“Questa notte ho pensato a tutto il cherosene di cui mi sono servito da dieci anni a questa parte. E ho pensato ai libri. E per la prima volta mi sono accorto che dietro ogni libro c’è un uomo. Un uomo che ha dovuto pensarli. Un uomo a cui è occorso molto tempo per scriverli, per buttar giù tante parole sulla carta. Ed è un pensiero che non avevo mai avuto, prima di questa notte.”

E così Guy deciderà di sfidare il sistema, di salvare i libri dal macero, dalla dimenticanza, dall’oblio.

Guy, un uomo come tanti, un uomo che ha compreso quanto sia importante la conoscenza, proteggere la memoria e la letteratura, si opporrà all’annichilimento delle genti, alla mediocrità alla quale tutti venivano condannati, creando una speranza per il futuro.

Lettura necessaria e sconvolgente, che pone un interrogativo: cosa diverrebbe la società in cui viviamo se si imponesse una dittatura che ci obblighi a non sapere, a non informarci, più semplicemente a non pensare? E noi avremmo il coraggio di Montag o ci comporteremmo come Mildred?

“Nessuno più ascolta. Io non posso parlare alle pareti, perché sono le pareti che urlano verso di me. Non posso parlare con mia moglie, perché sta sentendo quello che dicono le pareti. Io semplicemente ho bisogno di qualcuno che stia a sentire quello che ho da dire. E forse, se mi si desse agio di parlare un po’, potrei anche dire qualcosa di sensato. Ecco perché vorrei che voi m’insegnaste a capire quello che leggo.”

Scheda libro

Autore: Ray Bradbury
Editore: Mondadori
Costo: 12  euro
Pagine: 180

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Consigli in pillole: 10 romanzi di formazione da leggere assolutamente

Buongiorno lettori! Inauguriamo oggi una serie di articoli nei quali vi consiglieremo varie tipologie di romanzi, in particolare quelle riguardanti le categorie della Challenge 2017 (per chi si fosse perso la nostra challenge, trovate tutte le info qui ) .
Oggi parliamo di romanzi di formazione. Ecco i nostri consigli in ordine casuale 🙂

1. Il signore delle mosche – William Golding
downloadUn libro che parla attraverso i simboli, attraverso le metafore. Cosa succede quando un gruppo di ragazzini si ritrovano sperduti su un’isola? Cosa succede quando la società viene meno, quando se ne deve creare una nuova dal nulla? Con una trama semplice e lineare questo romanzo esplora i più intimi meandri della natura umana. Scoprire determinate cose sarà insieme sconcertante e straordinario. Leggere le mille sfaccettature e i mille significati di questa opera sarà un arricchimento.
Un piccolo capolavoro, una storia fatta di simboli sotto la patina del libro di avventura. Per la recensione completa clicca qui.

2. Norwegian wood – Haruki Murakami
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Un libro introspettivo e a tratti “poetico”. La storia ruota intorno a protagonisti davvero interessanti e atipici, che ti catturano completamente nelle loro “sfere emozionali”. In un’ambientazione anni ’60, il romanzo evoca atmosfere sognanti, grazie anche ai continui rimandi musicali e letterari. Amerete il continuo “sottofondo musicale” che accompagna la storia. Un libro davvero emozionante, con descrizioni superbe e con uno strabiliante utilizzo delle immagini.

3. Candido – Voltaire
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Si peccherebbe di superficialità se si giudicasse Candido un personaggio concluso nella sua semplicità, magnanimità e ingenuità nel senso shilleriano del termine. Candido non è avulso dalla realtà circostante, chiuso in una torre eburnea, al riparo dal dolore e della cattiveria del mondo. È alla continua ricerca, non solo della sua amata Cunegonda, ma e soprattutto di se stesso. È il “nuovo Adamo”  che, cacciato dal paradiso terrestre e imbattendosi in molteplici peripezie, sfida la fortuna altalenante e beffarda. Una vicenda tragicomica, tutt’altro che incastonata in un cliché letterario.


4. La collezionista dei libri proibiti – Cinzia Giorgio
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Un romanzo misterioso e dai continui risvolti storici. La protagonista, Olimpia, rappresenta quella continua ricerca e scoperta che solo un’adolescente con dei sogni nel cassetto e una passione da trasformare in mestiere, può affrontare. L’ardua scelta di lasciare la propria città e il proprio amore per cercare il proprio posto nel mondo, questo è quello che segna di più la protagonista e il lettore che cresce insieme a lei durante la lettura.


5. Il  giovane Holden – J. D. Salinger

61c7nyay4l-_sl1488_Holden Caulfield è uno studente, uno studente sedicenne del tutto originale. Vede il mondo a modo suo, è irriverente, a tratti fastidioso e in lui c’è una parte di ognuno di noi. Abbandona la scuola e passa dalla Pennsylvania a Central Park raccontandoci giusto “la roba da matti che mi è capitata sotto Natale”. La ribellione, la continua ricerca del proprio posto nel mondo, la rabbia che lo permea in ogni sua fibra fanno parte di ogni generazione è proprio per questa a quasi settant’anni dalla sua pubblicazione, il giovane Holden ha ancora qualcosa da raccontare, qualcosa in cui farci ritrovare. Assolutamente una lettura che non potrete farvi mancare.

6. Jane Eyre – Charlotte Brontë
jane-eyreA mio parere uno dei classici più belli mai esistiti. Jane Eyre è un connubio perfetto tra conquiste personali, sentimento, tragedia, mistero, crescita. Un classico che non passa e non passerà mai di moda: mai banale, sempre interessante, emozionante, attuale. Non è possibile non rimanerne affascinati e lo consiglio a chiunque, perché è uno di quei romanzi che va portato e custodito per sempre nel proprio bagaglio della vita.

7. Emma – Jane Austen
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Emma è il mio romanzo preferito di Jane Austen. Nonostante combatta strenuamente con Orgoglio e Pregiudizio, rimane quello che mi ha affascinata di più. Con la sua solita ironia e verve arguta, la Austen descrive la storia di un’eroina tutt’altro che perfetta. Ed è proprio questo che rende il romanzo più frizzante, più interessante. Mr Knightley, poi, è un altro personaggio austeniano che rientra sicuramente tra i miei preferiti in assoluto. Lo consiglio veramente a chiunque ami il genere.

8. Storia di una capinera – Giovanni Verga
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Intensità e delicatezza. Questa coppia nominale quasi ossimorica racchiude il senso più profondo del romanzo epistolare “Storia di una capinera”. È la protagonista, la giovane Maria, a raccontare la sua vicenda, attraverso uno scambio epistolare, all’amica e confidente Marianna. L’espediente del medium della lettera è perfettamente congeniale al contenuto intimo e personale che Maria espone. Nell’opera, l’analisi psicologica degli anfratti più reconditi dell’animo di Maria, innamorata del giovane Nino, ma destinata a ritornare in convento, è mitigata e riequilibrata dell’orientamento verista della scrittura verghiana.

9. Il buio oltre la siepe – Harper Lee

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Un “must” nell’educazione delle scuole americane. Lo avrete sicuramente visto e sentito nominare in film e telefilm (es. Una Mamma per Amica, Noi Siamo Infinito, ecc). “Il Buio Oltre la Siepe” affronta il percorso di crescita della piccola Scout Finch all’interno di una società in cui i pregiudizi sono radicati così a fondo da essere parte della quotidianità di tutti i giorni. Capire cosa è giusto o sbagliato a soli sei anni non è semplice ma Harper Lee, con (all’epoca) un solo romanzo, riuscì a rappresentare al meglio la mente di una bambina curiosa e afflitta da mille dubbi riguardo la giustizia. Per la recensione completa clicca qui.

10. Grandi speranze – Charles Dickens

9788854165144_0_0_1553_80Uno dei romanzi vittoriani che preferisco. La storia narrata in prima persona dal protagonista, è quella dell’orfano Pip dalla sua infanzia fino all’età adulta. Una crescita colma di violenza impartita dalla sorella che lo cresce a suon di bastonate, ma protetto dal marito di lei Joe, al quale il ragazzo sarà molto affezionato. L’incontro con un evaso di nome Magwitch e la successiva decisione di una ricca vecchia del posto, Miss Havisham, di prenderlo sotto la sua ala, ribalteranno la sua condizione di povero reietto trasformandolo ben presto in un gentiluomo. In questo romanzo di un ormai adulto Dickens, ritroviamo tutta la sua ironia e i temi a lui cari. Commovente, ironico e profondo, se siete amanti della letteratura inglese non pensateci su e leggetelo! Non ne rimarrete delusi.

Autrici: PatriziaHeathcliff, Iridiel93, NicoleZoi, MariBookLover93

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L’Ombra del Vento-Carlos Ruiz Zafón

Spesso i libri ci vengono consigliati da persone con gusti più o meno affini ai nostri e, consapevoli delle differenti preferenze, ci approcciamo alle prime pagine del romanzo in questione un po’ titubanti, privi di aspettative ma ben predisposti. Se poi, come nel mio caso, il libro viene consigliato da una persona speciale, la voglia di farci piacere la lettura tende ad oscurare i difetti o le carenze della storia. Con l’Ombra del Vento non correte questo rischio. Il primo della tetralogia del Cimitero dei Libri Dimenticati, vi stupirà, conquisterà e avvolgerà nell’atmosfera rarefatta e sognante creata dall’abile penna di Zafón evocativa, delicata eppure capace di scuotere nel profondo.

“Sono cresciuto tra i libri, in compagnia di amici immaginari che popolavano pagine consunte, con un profumo tutto particolare.”

Il racconto ha inizio nella Barcellona del ’45 con il protagonista Daniel Sempere undicenne che viene messo a conoscenza dal padre libraio di un luogo segreto, magico, sospeso nel tempo, il Cimitero dei Libri Dimenticati nel quale vengono salvati e protetti libri “che più nessuno ricorda, i libri perduti nel tempo” che vivono in attesa di essere letti.

“Questo luogo è un mistero, Daniel, un santuario. Ogni libro, ogni volume che vedi possiede un’anima, l’anima di chi lo ha scritto e l’anima di coloro che l’hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie a esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza.”

Aggirandosi in questo labirinto di conoscenza ormai assopita, tra i titoli illeggibili e le pagine ingiallite dal tempo, Daniel scorge un volume rilegato in pelle, con titolo e autore per lui sconosciuti: Julián Carax, L’Ombra del vento.

Solo sfogliando il volume ne viene rapito. Per dirlo con le sue parole “le sue pagine palpitarono come le ali di una farfalla a cui viene restituita la libertà”. Lo divora in una notte, sente la storia sempre più far parte di lui e decide di capirne il motivo.

E così ci rivediamo tutti un po’ in Daniel, sognatore ma determinato a scoprire cosa c’è dietro un semplice libro e dietro l’autore per tutti sconosciuto. Inizia la sua maniacale ricerca della verità.

Chi è Julián? Cosa ne è stato di lui? E perché quella in suo possesso sembra essere l’unica copia in circolazione di un libro tanto meraviglioso?

Ad affiancare Daniel nella sua impresa ci saranno vari personaggi, ma il mio preferito resta Fermín Romero De Torres, mendicante al quale il ragazzo offrirà lavoro nella libreria di famiglia, apparente dongiovanni sempre pronto a fornire spunti di riflessione con le sue frasi ironiche ma sagaci.

“Non cattiva” replicò Fermín. “Idiota. È ben diverso. La malvagità presuppone un certo spessore morale, forza di volontà e intelligenza. L’idiota invece non si sofferma a ragionare, obbedisce all’istinto, come un animale nella stalla, convinto di agire in nome del bene e di avere sempre ragione. Si sente orgoglioso in quanto può rompere le palle, con licenza parlando, a tutti coloro che considera diversi, per il colore della pelle, perché hanno altre opinioni, perché parlano un’altra lingua, perché non sono nati nel suo paese o perché non approva il loro modo di divertirsi. Nel mondo c’è bisogno di più gente cattiva e di meno rimbambiti.”
Più ci avviciniamo alla verità, più capiamo che quello che lega Daniel a Julián risulta essere più intimo di quello che credevamo. Passato e presente si fondono, gli amori sbagliati, le scelte di vita così simili li rendono quasi i due lati di una stessa medaglia. Ma se Carax non potrà più rimediare a ciò che ha fatto, Daniel potrà evitare di commettere gli stessi errori sfruttando la vita dello scrittore come monito.

La lettura di questo romanzo è stata davvero intensa, gli individui che popolano l’universo di Zafón sono reali, in ognuno di loro possiamo ritrovare qualcosa di noi ed è proprio questo che più mi ha colpita. Più della storia, anche se ben scritta e strutturata, l’autore ci presenta persone con difetti, profondità di pensiero e personalità ben definite. Quando leggi l’ultima pagina senti quasi di aver perso degli amici per quanto riesci a conoscere bene tutti, debolezze comprese. Non posso che consigliarvi di recuperate questo piccolo capolavoro e di permettere ai Sempere di farvi conoscere la loro Barcellona.

Di seguito vi lascio i titoli dell’intera saga così da poterli leggere nel giusto ordine.


Serie Il Cimitero dei Libri Dimenticati:

-L’Ombra del Vento

-Il gioco dell’angelo

-Il prigioniero del cielo

-Il Labirinto degli spiriti

“Le coincidenze sono le cicatrici del destino. Le coincidenze non esistono, Daniel: siamo solo marionette mosse dalla nostra incoscienza.”

Scheda libro

Autore:
Carlos Ruiz Zafón
Editore: Mondadori
Costo: 12,50 euro
Pagine: 439

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‘Vendetta di sangue’ di Andrea Mingardi

Qualche notte insonne ha contribuito affinché potessi terminare velocemente la lettura di questo libro.

Nell’afosa Bologna il commissario Bernardone si trova a fare i conti con degli strani omicidi. Tre cadaveri vengono ritrovati per strada. Il modus operandi è sempre lo stesso: i corpi sono stati dissanguati ma non presentano né tracce di sangue sugli abiti né intorno al luogo del ritrovamento.

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Unico segno è la presenza di due buchi sul collo, all’altezza della carotide.

Bernardone, insieme ai suoi collaboratori, si ritrova a dover gestire anche un’emergenza stampa: per colpa di una fug

a di notizie su ‘Il Resto del Carlino’ si parla degli omicidi riferendosi al killer come al ‘Vampiro del Felsineo’. E’ subito caos: nella città gli abitanti hanno paura e non girano più di sera, auto imponendosi il coprifuoco. Inoltre alcuni delinquenti, appro

fittando della paura seminata, cercano di emulare il vampiro per commettere violenze sessuali e altri abusi.

In un’atmosfera tra realtà e mitologia, con una piccola incursione nei luoghi in cui è nato il mito di Dracula, proseguono le indagini. E così quei delitti apparentemente senza spiegazione trovano la loro risoluzione e il loro colpevole senza tralasciare una buona dose d’incredulità nel lettore.

Mingardi ci offre una narrazione a tratti un po’ ostica ma che tiene incollato il lettore alle pagine per scoprire, insieme agli investigatori, il colpevole e le sue motivazioni.

Durante le indagini ci sono dei momenti in cui si apre un faro sulla vita privata del commissario Bernardone. Queste parti, a mio parere, sono state sfruttate male. Poca roba per cercare di capire la psicologia e il modo di essere del commissario. Avrei preferito che queste parti fossero meglio spiegate e ampliate, così come avrei voluto sapere di più sulla psicologia degli altri appartenenti al team delle indagini.

Inoltre il finale fa perdere un po’ il contatto con la realtà che, a mio parere, è fondamentale per questo tipo di romanzo. Nonostante questo il romanzo è una lettura piacevole che fa passare qualche ora in relax assoluto.


SCHEDA DEL LIBRO:

Editore: Centauria
Pagine: 326
Prezzo: 15,00€

(In collaborazione con Thriller Nord)

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“Il Ballo” di Irene Némirovsky

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Irene Némirovsky

Ero in cerca di un libro con meno di 180 pagine da leggere per la nostra challenge, quando mi sono imbattuta in questo breve racconto. “Il Ballo” di Irene Némirovsky, in realtà era nella mia libreria da tanto tempo, forse troppo, e così, dopo aver sbirciato il numero delle pagine, mi sono immersa nella lettura.

La storia è molto breve e narra le vicende della famiglia Kampf, una famiglia arrichitasi tutta d’un tratto grazie ad una giocata in Borsa del padre, il signor Kampf. La figlia quattordicenne Antoinette si ritrova ad affrontare giorno dopo giorno gli improbabili rimproveri di una madre che da semplice cittadina del popolo vuole elevarsi ad aristocratica grazie alla grande somma di denaro conquistata dal marito. Quest’ultima decide allora di organizzare un ballo con cui potrà far sfoggio di tutto il lusso che ha acquisito in poco tempo, davanti a nobili e aristocratici che a mala pena conosce…

image_bookLa narrazione è molto scorrevole e in meno di 150 pagine, Irene Némirovsky riesce a delineare il profilo di una famiglia intera, badante e insegnante di piano comprese.

Mi sono ritrovata molto nel pensiero della giovane Antoinette, che voleva a tutti i costi scappare da quei legami familiari che non le appartenevano, da quelle persone così diverse da lei. Anche il finale mi ha fatto sorridere ed è per questo che ve lo consiglio se volete una lettura veloce e senza impegno. Si tratta di poche pagine ma di una storia che vi resterà impressa nella mente.

“Era l’attimo, l’istante impercettibile in cui si incrociavano “sul cammino della vita”: una stava per spiccare il volo, l’altra per sprofondare nell’ombra. Ma non lo sapevano.”

(Il Ballo – Irene Némirovsky)

NB: preciso che ho letto il libro in questa edizione da 0,99€ pubblicata dalla Newton Compton ma, non essendo più in commercio, inserirò nella scheda a seguire i dati dell’altra edizione che potete trovare ancora nelle librerie!

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Scheda libro
Autore: Irene Némirovsky
Editore: Adelphi
Pagine: 83
Prezzo: 8€

OPPURE

Scheda libro
Autore: Irene Némirovsky
Editore: Newton Compton – Mammut
Pagine: 1584
Prezzo: 9,90€

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Il bacio più breve della storia

Oggi voglio parlarvi di un libricino piccolo piccolo che ho letto durante le vacanze natalizie: “Il bacio più breve della storia” di Mathias Malzieu. Ho voluto dare una seconda possibilità a questo scrittore che avevo avuto modo di conoscere grazie alla nostra prima lettura di gruppo “La meccanica del cuore“, la quale non mi aveva particolarmente entusiasmata (potete leggerne la recensione qui). Purtroppo anche questo nuovo libro mi ha lasciata con una serie di perplessità riguardanti la trama che di certo non hanno aiutato Malzieu a figurare tra i miei autori preferiti.

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“Il bacio più breve della storia” racconta del fugace incontro del protagonista, un inventore, con una misteriosa e sfuggente ragazza, Sobralia, avvenuto durante un concerto a Parigi. Questo breve incontro tra i due esita in un ancor più breve bacio che causerà l’improvvisa scomparsa nel nulla di lei. Il ricordo di quel bacio non dà pace al protagonista, il quale si ingegna in tutti i modi per ritrovare la ragazza invisibile. In questa ricerca è aiutato da un detective in pensione, con una particolare somiglianza ad un orso polare, e dal suo strano pappagallo, in grado di registrare e riprodurre i suoni come fosse un vero e proprio registratore.

La trama sembra preannunciare il racconto di una dolce storia d’amore, impreziosita da qualche elemento  magico e ambientata in un mondo nel quale tutto, anche l’impossibile, può succedere. La lettura ha invece rivelato soltanto un racconto a mio parere mal costruito e pretenzioso, che cerca di essere una fiaba moderna, senza tuttavia riuscirci. Troppi sono infatti gli elementi che non danno consistenza alla storia e le impediscono di restare nel cuore di chi la legge.

Innanzitutto, come già in “La meccanica del cuore”, la travolgente passione che lega i due protagonisti appare irreale. Il loro rapido e fugace bacio e l’ossessione successiva di lui nei confronti della ragazza invisibile, pretendono di essere dei momenti romantici ma di fatto appaiono soltanto esagerati e forzati. Inoltre quello che viene descritto come un immenso e infinito amore del protagonista nei confronti di Sobralia, inconcepibilmente e incoerentemente vacilla non appena fa timidamente ritorno una vecchia fiamma.

Come detto precedentemente, la storia è animata da una serie di elementi magici e fantastici, come lo stravagante pappagallo o i cioccolatini inventati dal protagonista, in grado di ricreare in chi li mangia esattamente il sapore e le sensazioni di quel fugace e misterioso bacio con cui è iniziata la storia. Questi particolari, non essendo approfonditi e introdotti all’interno di un contesto ben costruito, risultano essere inverosimili, grotteschi e inseriti a caso.

Inoltre lo scrittore inserisce nella narrazione delle descrizioni pesantemente erotiche del corpo dell’amata che risultano alquanto fuori luogo rispetto al contesto e al tono del resto della narrazione.

In conclusione, l’idea alla base della storia, per quanto carina, originale e con buone potenzialità per essere davvero una fiaba moderna, non è stata sviluppata nella maniera migliore dall’autore.
Devo quindi ammettere che purtroppo questo libro mi ha lasciata indifferente, non è stato in grado di trasmettermi alcun tipo di emozione e di conseguenza non è riuscito a modificare il mio pensiero nei confronti di Malzieu.


Scheda del libro:

  • Titolo: Il bacio più breve della storia
  • Autore: Mathias malzieu
  • Editore: Feltrinelli
  • Pagine: 121
  • Prezzo: 7.50 €
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“Silverwood Lake” di Simona Binni

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La copertina della graphic novel “Silverwood Lake”.

Oggi sono qui per parlarvi di una graphic novel, un genere che non trattiamo spesso nonostante sia di nostro gradimento qui tra le admin!

Mi capita spesso di andare in libreria e comprare libri a caso solo perchè la copertina mi attirava particolarmente ed è proprio questo il motivo per cui mi sono ritrovata ad acquistare questo libro: i colori pastello e questi disegni mi hanno conquistata subito!

Non ho provato neanche a cercare uno straccio di trama, ma alla fine sono rimasta piacevolmente sorpresa dall’originalità della storia.

Tutto è ambientato in America, dove Diego, giornalista abbandonato dal padre in tenera età, si ritrova ad affrontare un viaggio e un soggiorno in un camping per homeless al fine di poterne carpire informazioni utili per un dossier a riguardo. Questo viaggio però gli farà cambiare idea su tante cose e lo metterà difronte a tante situazioni drammatiche a cui non era pronto.

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Il libro è tutto sui toni pastello. I disegni sono rilassanti e lineari, molto semplici da seguire.

L’unica pecca, per me, è stata la velocità con cui sono spiegati certi eventi. La graphic novel non è molto lunga perciò qualche pagina in più, forse, sarebbe stata l’ideale per capire meglio certe dinamiche. Per il resto, però, sono rimasta davvero sorpresa dalla trama che non è assolutamente leggera, anzi fa molto riflettere e lascia un velo di malinconia al lettore. Disegni splendidi con uno stile inconfondibile! Ve lo consiglio se siete amanti del genere e se adorate i libri ben rilegati, belli anche solo da avere e sfogliare!

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Una delle tavole contenute nel libro.

Per quanto riguarda la nostra Book Challenge 2017, ho usato questo libro per la categoria “Libro con un animale in copertina”.

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Scheda libro

Autore: Simona Binni
Editore: Tunuè
Pagine: 168
Prezzo: 16,90€