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Fiore frutto foglia fango – Sara Baume

Vi è mai capitato di sentirvi chiedere il motivo per cui avete comprato un determinato libro? E quante risposte avete dato che, agli occhi (e alle orecchie) di un non lettore, sono potute suonare strane e bizzarre? Bene, io ne ho una per questo libro: perché ho comprato questo libro? Perché c’è un cane in copertina.

Il mio amore per i nostri amici pelosi a quattro zampe mi ha portato ad afferrare e comprare questo libro senza nemmeno leggerne la trama. Col senno di poi ammetto che si è trattato di una scelta abbastanza azzardata ma non è stata una pessima scelta. Anzi.

Fiore frutto foglia fango è la storia di un’amicizia: quella tra un umano ed il suo cane. Entrambi sono “strani”, feriti, impauriti e malandati; ognuno a modo suo ed ognuno per motivi diversi.

Quando Ray trova Unocchio al canile e decide di adottarlo, di salvarlo da quella vita, involontariamente decide di salvare un po’ anche se stesso. Inizia così una convivenza fatta di piccole abitudini in un piccolo universo rappresentato dalla casa color salmone situata sulla costa irlandese e dalle spiagge che la circondano.

Ma Unocchio, oltre ad essere ferito fisicamente, è ferito anche all’interno ed ha problemi a rapportarsi con chiunque non sia il suo padrone, sia esso umano o animale. Ed è per questa incapacità a rapportarsi che, durante una delle loro passeggiate, morde un altro cane gravemente. Per salvarlo dal canile e probabilmente dalla morte, Ray deciderà di mettersi in viaggio lasciando così la casa paterna e tutte le sue poche certezze.

E sarà un viaggio alla scoperta non solo di posti nuovi ma, soprattutto, alla scoperta di sé, alla scoperta di cosa un’amicizia come quella tra uomo e cane può dare e può rappresentare. Un viaggio che permetterà a Ray di capirsi e capire tutto quello che è stato il suo passato e la sua vita prima di Unocchio.

Fiore frutto foglia fango

Sara Baume riesce a raccontare i pensieri di Ray e lo speciale rapporto che lega un umano al suo animale con parole semplici. La narrazione è scorrevole, senza fronzoli, arriva diretta al cuore come della buona musica.

L’intero romanzo mi ha un po’ ricordato, per sommi capi, Il mio cane del Klondike di Romana Petri in cui veniva narrato un rapporto similmente esclusivo tra una donna ed il suo cane, anche lui salvato dalla strada con ferite fisiche e psicologiche.

Amo questi libri perché riescono ad entrare nel vivo dei sentimenti e dei rapporti. Rapporti che non tutti possono comprendere ma che, per chi li vive, hanno un potere sorprendente ed un’importanza notevole.

Vorrei essere nato con la tua capacità di stupirti. Non mi dispiacerebbe vivere meno, se la mia breve vita potesse essere intensa come la tua.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: NN Editore
Pagine: 236
Prezzo: 18.00€

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Castigo di Dio – Marcello Introna

Nella mia vita da lettrice mi sono imbattuta in tanti tipi di romanzi ognuno dei quali mi ha sempre suscitato diversi sentimenti più o meno positivi. Pochi sono stati quei libri che non mi hanno lasciato nulla. Sono del parere che un buon romanzo debba suscitare emozioni forti, sia esse positive o negative. Solo in quel caso mi posso ritenere soddisfatta. E devo dire che questo romanzo mi ha enormemente soddisfatta.

Ammetto che, prima della presentazione alla Libreria Libriamoci di Bitritto, non avevo mai sentito parlare di Marcello Introna e dei suoi romanzi (due, entrambi pubblicati da Mondadori). Casualmente una mia amica mi aveva chiesto, pochi giorni prima, se avessi letto il suo romanzo d’esordio Percoco ed io avevo candidamente ammesso che non sapevo nemmeno di chi stesse parlando.

Sarà stata una congiuntura astrale, una coincidenza, non saprei… sta di fatto che, incuriosita, mi sono recata a questa presentazione e sono rimasta letteralmente folgorata. Tanto da decidere di acquistare immediatamente il romanzo in questione: Castigo di Dio.

Il romanzo si apre nell’estate del 1943 e copre un arco temporale di quasi due anni narrando le vicende umane che girano attorno alla struttura de la Socia, un grande casermone costruito a Bari nel 1897 con lo scopo di offrire alloggi alla popolazione meno abbiente ma che, a lungo andare, era diventato un luogo di perversione e delinquenza.

Al suo interno, distribuiti su quattro piani, vi si trovava di tutto: dalle prostitute agli affari del mercato nero, senza tralasciare la prostituzione minorile, quei pochi uomini che abitavano lì solo perché non avevano altro posto in cui andare e altri traffici illeciti. A capo di tutto questo c’era un uomo che veniva chiamato Amaro.

Amaro era l’ossido che aggredisce il metallo, lo scorpione in attesa sotto la sabbia, la putrescina della carogna di un cane, era la guerra, il razzismo, l’opportunismo, il nazista che cavava denti d’oro ai deportati. Non provava affetto per nessuno e l’idea che nessuno ne provasse per lui lo irritava ancora di più perché lo leggeva come un gesto di mancata sottomissione.
Era cattivo. In un unico termine che meravigliosamente lo sintetizzava, era cattivo ed era nato così.
Un castigo di Dio.

 Nell’arco narrativo facciamo la conoscenza di diversi personaggi che girano attorno alla Socia e al “re” Amaro: Anna, la puttana letterata; i piccoli Francesco e Lorenzo; il prefetto corrotto Nicola Arpino; la famiglia Morisco a cui Amaro rapirà la figlia dodicenne; il commissario Michele De Santis; il giornalista Luca detto il Bardo e tanti altri.

A differenza di tanti altri romanzi in questo si nota la mancanza di un personaggio dai connotati positivi: nessuno dei protagonisti può portare una ventata di ottimismo, di “aria fresca” nell’atmosfera cupa e puzzolente della Socia.

Ognuno di loro è immerso nei suoi dolori, nei propri peccati. Negli abitanti della Socia c’è un’accettazione quasi passiva delle circostanze. E anche quando ci sono dei tentativi di ribellione non portano mai a nessuna svolta. Per quanto riguarda invece la classe politica dell’epoca viene dipinta come un manipolo di corrotti e viziosi, disposti a tutto pur di arricchirsi. Ed anche chi non ha lo stesso modo di pensare sembra quasi che faccia finta di non vedere pur di continuare la propria esistenza.

Castigo di Dio

Marcello Introna racconta tutto questo, amalgamando fatti realmente accaduti e personaggi realmente esistiti con altri di pura fantasia. La narrazione è scarna, diretta, capace di trasmettere tutto l’orrore di quegli anni di una città in balia della guerra e che cercava di risollevarsi.

Ammetto che durante l’intera lettura sono stata pervasa da un senso di angoscia profonda. Però, come dicevo all’inizio di questa recensione, per me un buon libro deve suscitare qualcosa. E questo romanzo qui mi ha preso l’anima.

Da amante della storia sono stata affascinata dal racconto di un’epoca che è stata forse una delle più oscure dell’umanità. Inoltre un punto a favore (ovviamente per parere puramente soggettivo) è l’ambientazione: è stato un modo per conoscere meglio il passato della mia città, Bari, ed in particolare del quartiere nel quale sono nata, cresciuta e in cui ancora vivo.

Marcello Introna, durante la presentazione, ha dato prova di essere un uomo con una cultura vastissima e con un’onestà intellettuale non indifferente. E sono state proprio queste qualità che mi hanno spinto ad acquistare e leggere il suo romanzo. Qualità che ho ritrovato all’interno del libro e che me l’hanno fatto apprezzare ancora di più.

Spero di riuscire a recuperare presto anche il suo romanzo d’esordio. Nel frattempo non posso fare altro che consigliarvi la lettura de Castigo di Dio, un romanzo che vi aprirà gli occhi e che vi farà riflettere su quanto oscura e malvagia possa essere la psiche umana.

 

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Un’immagine esterna della Socia, palazzone sito su piazza Luigi di Savoia, costruito nel 1897 e demolito nel 1965

 


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Mondadori
Pagine: 296
Prezzo: 19.00€

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Il sole a mezzanotte – Trish Cook

L’intro di questa recensione è stato cancellato e scritto più volte perché, davvero, non so come introdurre il libro di cui vi parlerò. Per cui ho deciso che l’intro giusto è questo qui: ciao, sono Daniela e sono una recidiva dei libri tristissimi e bellissimi.

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Bene, detto questo, urge un’altra precisazione: stavolta, prima di leggere il libro, sono andata al cinema a vedere il film. Per cui in questa recensione vi parlerò anche della pellicola che era nelle sale cinematografiche in questi giorni.

Ma, per il momento, torniamo al libro. Il sole a mezzanotte è la storie di Katie Price, ragazza diciottenne affetta da una rara malattia degenerativa: lo xeroderma pigmentoso comunemente detta XP. A causa di questa malattia Katie non può esporsi ai raggi solari e può uscire solo di sera. Per cui non frequenta la scuola pubblica ma studia da casa con l’aiuto del padre.

Nonostante questo ha una migliore amica, Morgan, ed anche un amore: Charlie Reed, il ragazzo che vede passare davanti alla sua finestra (oscurata) tutti i giorni ormai da undici anni.

La sera del diploma Katie chiederà al padre di poter andare a suonare nella stazione della loro cittadina e qui incontrerà, per la prima volta faccia a faccia, proprio Charlie. Tra momenti di imbarazzo e un piccolo aiuto da parte di Morgan, tra Katie e Charlie nascerà un sentimento che, per la prima volta, la farà sentire “una ragazza e non una malattia”.

Così, nascondendo un segreto enorme come quello della malattia, Katie intreccia una relazione con Charlie che la porterà finalmente a godere delle piccole cose che ogni ragazza della sua età merita e sogna. Ma basterà l’amore a far sparire tutto il resto?

Il libro, scritto da Trish Cook, è ispirato al film quindi siamo di fronte ad uno di quei rari casi in cui non vi sono differenze sostanziali. La narrazione è scorrevole ed anche lo stile è molto semplice. Qualcuno lo definirebbe un semplice libro per ragazzine ma non io. Perché anche in queste storie che sembrano banali, stereotipate e fatte con lo stampino c’è sempre qualcosa da imparare e di cui fare tesoro.

 

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La scena del primo appuntamento tra Katie e Charlie quando, insieme a Morgan, vanno ad una festa di diploma.

 

Il film, un remake di una pellicola giapponese del 2006, è stato diretto da Scott Speer ed è interpretato da Bella Thorne (qualcuno la potrebbe ricordare per i suoi lavori nella “famiglia” Disney) e da Patrick Schwarzenegger (figlio del più famoso Arnold). Le riprese sono state effettuate a partire dal 2015 tra Vancouver e Seattle.

Assolutamente perfetta l’interpretazione di Bella Thorne: è riuscita ad esprimere appieno tutta la vitalità e la voglia di combattere e farcela che contraddistingue una ragazza di diciotto anni. Anche l’interpretazione del giovane Schwarzenegger non lascia indifferenti. Vi svelo un piccolo segreto: al termine del film non c’era una persona in sala che non avesse gli occhi lucidi per la commozione!

Per alcuni versi la storia potrebbe ricordare molto quella più famosa de I passi dell’amore di Nicholas Sparks ma vi assicuro che, nonostante questo, sia il libro che il film meritano una chance. In fin dei conti ogni tanto fa bene versare qualche lacrima sulle pagine del libro che si sta leggendo!

Quindi, cosa aspettate? Correte al cinema ed in libreria e godetevi questa splendida storia d’amore e cogliete l’insegnamento che solo queste storie possono dare.

 

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Una delle scene finali del film, forse la più toccante.

 


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Fabbri Editori
Pagine: 205
Prezzo: 18.00€

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Emma, 1876 – Gore Vidal

Nella vita, si sa, non si finisce mai d’imparare. Questa massima si può applicare anche alla vita di un lettore. Perché non si finisce mai d’imparare e di scoprire nuovi libri ed autori.

Quindi oggi vi parlo di una mia piacevole scoperta: Gore Vidal. In particolare del romanzo Emma,1876 uscito da poco nelle librerie sotto il marchio Fazi Editore.

Il libro, come si può evincere dal titolo, si svolge principalmente nell’anno 1876. I protagonisti sono Mr. Charles Schermerhorn Schuyler e sua figlia Emma, la principesse d’Agrigente.

Mr. Schuyler ritorna in America per la prima volta dopo quasi trent’anni. Sua figlia Emma, invece, ci sbarca per la prima volta. Entrambi provengono dalla Francia dove avevano svolto una vita molto agiata alla corte dell’imperatore Napoleone III finché il principe d’Agrigente, marito di Emma, non morì lasciandoli pieni di debiti.

Lui è uno scrittore storico che si diletta come giornalista. Lei, dalla sua, ha un’evidente bellezza ed un’intelligenza non indifferente.

Il ritorno in America avviene in un periodo storico molto particolare: quell’anno, infatti, non solo ricorre il centenario della nascita degli Stati Uniti ma sono in corso le elezioni del presidente. Elezioni molto particolari in quanto il presidente uscente era il repubblicano Grant noto per le sue azioni militari come generale durante la Guerra di Secessione.

In questo quadro si muovono i nostri due protagonisti: Mr. Schuyler si dedicherà al giornalismo politico per guadagnare qualche dollaro nella speranza che, al termine delle elezioni, possa ottenere il posto di ministro plenipotenziario in Francia; mentre Emma cercherà di utilizzare il suo fascino per scalare la società americana e trovare un marito.

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Gore Vidal riesce a raccontare perfettamente la realtà sociale dell’epoca: tra cene e balli sfarzosi si consumavano torbidi intrighi e insospettabili alleanze. Durante la lettura si può infatti percepire appieno il grado di attesa e aspettativa per delle elezioni che furono, sicuramente, tra le più discusse e controverse della storia americana.

Con una narrazione scorrevole e senza fronzoli, mescolando fatti e personaggi realmente vissuti ad altri di pure fantasia, Vidal ci racconta quello che era la società americana: una società dedita ai sotterfugi e agli scandali, con una classe politica altamente corrotta e dedita solo al suo arricchirsi. Una descrizione di una società che, purtroppo, non è tanto diversa da quella odierna.

Questo è il secondo romanzo pubblicato da Fazi Editore che sta raccogliendo e ristampando tutti i romanzi firmati dalla penna di Gore Vidal in una raccolta dal titolo Narratives of Empire (il primo romanzo pubblicato è stato L’età dell’oro nel novembre 2017).

Personalmente posso assolutamente affermare che questo è un altro colpo perfettamente andato a segno per la casa editrice Fazi. Un libro con un’accuratezza storica perfetta e che riesce a tenere alta l’attenzione del lettore. Assolutamente consigliato.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Fazi Editore
Pagine: 564
Prezzo: 18.00€

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Una vita da libraio – Shaun Bythell

Una vita da libraio

Galeotta fu la copertina e chi la disegnò. Esattamente. Perché questo libro ha attirato subito la mia attenzione per la sua bellissima copertina. E poi per il titolo: Una vita da libraio. Perché da brava lettrice compulsiva e amante dei libri e della carta stampata ho sempre desiderato vivere una vita da libraia.

Non potendo soddisfare (almeno al momento) questo sogno nel cassetto, mi accontento di bere a grandi sorsi questi libri che narrano storie di librerie e librai e libri di ogni epoca.

Ma questo non è un libro come gli altri. Vado a spiegarmi: se vi aspettate una storia inventata ambientata in una libreria con protagonista un libraio non è questo il caso. Una vita da libraio è una sorta di diario di bordo tenuto da Shaun Bythell e che riguarda la sua libreria dell’usato a Wigtown, in Scozia (la cittadina è conosciuta come “La città del libro” visto la massiccia presenza di librerie sul territorio).

Bythell ha tenuto questo diario con un’assiduità da far invidia per quasi un anno, raccontando sprazzi della sua vita privata ma soprattutto raccontando la sua vita in rapporto al Book Shop: i collaboratori, la gente di Wigtown, i clienti, la ricerca e la selezione dei testi nelle case di chi vuole sbarazzarsi dei propri libri e i vari eventi che si tengono nella sua cittadina tra cui il Wigtown Book Festival in particolare.

Emerge, durante la lettura, un amore incondizionato per i libri condito da un velo di cinismo e d’introversione verso i clienti. Perché, come in tutte le attività commerciali, anche in una libreria si trova gente che entra per perdere tempo o per far credere di amare alla follia la lettura ed i libri senza poi dimostrarlo.

Ma oltre alla clientela fisica che frequenta il Book Shop si parla anche della clientela online e della difficoltà ad andare avanti a causa di Amazon e dei prezzi competitivi che vengono applicati e che possono creare diversi problemi alle piccole librerie indipendenti.

Insomma, c’è tanto in questo libro. C’è l’amore per una passione che diventa lavoro, c’è l’amarezza per chi cerca di mettere il bastone tra le ruote a tutti i costi, ci sono le persone che compongono una comunità abituata a darsi una mano.

Con una prosa semplice ed asciutta, esattamente come potrebbe essere un diario qualsiasi, Shaun Bythell ci racconta il microcosmo della sua libreria e come il mondo esterno interagisca con esso. Con una buona dose di pungente ironia (che in alcuni punti sfocia in una fastidiosa supponenza) e con una visione pulita e realista del mondo conosceremo Anna, Nicky, Laurie e gli altri bizzarri personaggi che ruotano intorno al Book Shop.

Cosa state aspettando? Correte in libreria e non lasciatevi scappare questa meraviglia!


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Einaudi
Pagine: 376
Prezzo: 19.00€

 

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Sorprendimi! – Sophie Kinsella

Credo di parlare con assoluta certezza se dico che ogni lettore che si rispetti ha il suo personale pantheon all’interno del quale risiedono i propri scrittori preferiti. E, per ognuno di essi, il lettore ha la sua personalissima classifica formata da tutti i romanzi scritti e letti (o divorati?) da quello che è piaciuto di meno al proprio preferito.

Nel mio personale pantheon Sophie Kinsella occupa un posto speciale però non so ancora a che punto della classifica inserire quest’ultimo romanzo.

Sorprendimi! è stato pubblicato il 13 febbraio scorso, a ridosso della tanto attesa festa di san Valentino. Ed onestamente non so fino a che punto c’entri qualche trovata marketing visto il tema trattato.

In questo romanzo facciamo la conoscenza di Sylvie e Dan, due trentaduenni che stanno insieme da dieci anni, di cui sette da marito e moglie, genitori di due splendidi e vivaci gemelline. Agli occhi di tutti sono la coppia perfetta: belli, innamorati e con una routine ben consolidata e funzionante.

Ma anche ai loro occhi Sylvie e Dan si credono perfetti: nella loro coppia tutto funziona alla perfezione. Ognuno completa le frasi dell’altro, sanno esattamente cosa l’altro pensi in quel momento e di cosa abbia bisogno. E tutto questo va avanti a meraviglia fin quando, durante un check-up medico di controllo, il dottore rivela ad entrambi che sono così sani ed hanno dei geni così forti che sicuramente vivranno a lungo. Così a lungo da avere davanti a loro ancora la bellezza di sessantotto anni di matrimonio.

Come sopravvivere a tutti quegli anni insieme senza incorrere nella noia e nelle incomprensioni? Perché quando Sylvie e Dan si sono promessi il loro per sempre non avrebbero mai immaginato che si sarebbe trattato di un lasso di tempo così ampio. Per cui bisogna correre ai rimedi. E cosa c’è di meglio delle sorprese? Secondo Sylvie è questa la giusta via per la “sopravvivenza”: mantenere il rapporto vivo attraverso tante piccole inaspettate sorprese che si faranno a vicenda.

Ma, a volte, le soprese non sono esattamente piacevoli. E Sylvie si ritroverà a dover rimettere in discussione non solo il proprio matrimonio ma tutte le certezze che credeva di possedere e a dover combattere per riprendere in mano la propria vita.

Sorprendimi!

Come dicevo all’inizio della recensione, non so ancora esattamente a che punto della mia personale classifica inserire questo romanzo. Lo stile della Kinsella è riconoscibile, così come la struttura dei suoi romanzi e la narrazione sempre molto fluida e piacevole da leggere.

Però, a mio parere, a questo romanzo manca la verve frizzante e briosa a cui l’autrice ci ha sempre abituato. Gli equivoci sembrano forzati e alquanto banali, alcune scelte narrative le ho trovate pesanti e con una soluzione affrettata. Solo un altro suo romanzo aveva avuto su di me le stesse impressioni e si tratta de La regina della casa pubblicato nel 2005.

Nonostante tutto non mi sento di “bocciare” completamente questo romanzo, rimane comunque una lettura piacevole sia per gli amanti del genere chick-lit sia per chi ha voglia di passare qualche ora rilassante.

Sarebbe stupido, da parte mia, aspettarmi che un autore (o comunque un libro) possa incontrare sempre i miei gusti. E sarebbe ancora più stupido peccare di poca oggettività solo perché si tratta di uno dei miei autori preferiti. Per cui, al momento, confido nel suo prossimo lavoro e mi butto a capofitto in un’altra avventura!


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Mondadori
Pagine: 310
Prezzo: 20.00€

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La libreria dove tutto è possibile – Stephanie Butland

Il 2018 è iniziato già da un po’ e le letture fatte in questi due mesi sono state tutte molto belle. Sapevo, ovviamente, che prima o poi sarebbe arrivato il romanzo che avrebbe interrotto questa sequenza positiva. Purtroppo posso dire che si tratta di questo.

La libreria dove tutto è possibile è la storia di Loveday Cardew, una ragazza che lavora in una piccola libreria dell’usato nel cuore di York. Lei è una ragazza chiusa nel suo guscio, non permette a nessuno di entrare nella sua vita e, soprattutto, non permette al suo passato di uscire fuori da quella scatola in cui lei l’ha rinchiuso.

L’unico amore (e unica valvola di sfogo) è rappresentato dai libri e dalla poesia: in loro riesce a trovare la pace e, a volte, anche le risposte ai suoi problemi. Forse, per Loveday, questo è qualcosa di più di un semplice hobby. Si tratta quasi di una venerazione per quelle pagine stampate e rilegate.

Un paio di pagine avevano accurate orecchie, triangoli rettangoli che sottolineavano un interesse. Io non l’avrei fatto, sono una che venera i libri, e poi cosa ci vuole a trovare un segnalibro? C’è sempre qualcosa a portata di mano che si può usare a questo scopo: biglietti dell’autobus, incarti dei biscotti, l’angolo strappato di una bolletta.

Ed è proprio grazie ai libri e alla poesia che Loveday fa la conoscenza di Nathan. Tra loro sarà quasi subito amore ma questo sentimento verrà ostacolato dalla stessa Loveday e dalla paura che il suo passato, che stranamente si sta ripresentando a lei e bussa prepotentemente per uscire allo scoperto, possa rovinare tutto.

Riuscirà Loveday a fare pace con il suo passato e a ritrovare la felicità perduta e che, come tutti, merita?

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La storia in sé per sé poteva essere davvero bella e ricca di suspance ma, a mio parere, è stata gestita male ed in maniera troppo frettolosa. Ho passato circa tre quarti della lettura a domandarmi cosa mai potesse celare il passato di Loveday di così brutto ed inquietante da dover essere tenuto a tutti i costi nascosto salvo poi rimanere un po’ interdetta non tanto dall’episodio quanto dalla velocità con cui, all’improvviso, il tutto viene svelato.

Anche il fattore mistero, nel momento in cui le arrivano tutti quei segnali che le fanno ricordare quello che è successo, ha poco mordente. Tutti gli indizi e tutte le conferme che arriveranno in un secondo momento, sembrano solo un mucchio di coincidenze poco credibili concentrate tutte insieme.

Unico punto a favore, nell’intero libro, è la fluidità di narrazione. Il libro scorre bene, il linguaggio utilizzato è semplice e anche i flashback sono gestiti bene.

Peccato che il libro non lasci nulla: non sono riuscita a provare né simpatia né antipatia per nessuno dei personaggi ed anche quelli che dovevano essere i momenti drammatici o le svolte inaspettate non hanno suscitato in me nessuna emozione.

Peccato perché mi aspettavo molto da un romanzo che avrebbe dovuto mettere insieme mistero, sentimento ed amore per i libri.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Garzanti
Pagine: 316
Prezzo: 17.90€