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Il seguito più atteso

Voglio dedicare questo articolo a “Dopo di te”, il sequel del libro recensito da me qualche mese fa “Io prima di te”.

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Uscito il 3 maggio, per me attesissimo, perchè appena scoperta la data di uscita ho iniziato a farmi i film mentali su quello che poteva essere successo a Lou dopo il triste epilogo. So che molti non lo leggeranno, perchè troppo legati a Will Traynor, o magari altri lo faranno per completare la serie. Io posso solo consigliarvelo 🙂

E’ stata una lettura tutto sommato veloce, lo stile della Moyes ti trascina attraverso le pagine. Ma cominciamo a parlare del contenuto in sè.

Innanzi tutto, se non volete avere spoiler sulla trama, vi consiglio di saltare questo pezzo fino alla foto dell’autrice 😛

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Sono passati quasi due anni dalla morte di Will, Lou non parla con sua madre, ha un rapporto abbastanza difficile con la famiglia e con il resto del mondo in generale. Lavora nel bar di un aeroporto a Londra, ha comprato un appartamento grazie ai soldi del testamento di Will ed è come rimasta in una situazione di stasi. Tutto questo fino a che una sera, ubriaca dopo il lavoro, urlando contro il cielo per quello che le ha tolto, cade dal tetto del suo palazzo e si frattura qualcosa come 2/3 delle ossa..ma ovviamente, perchè non poteva certo concludersi dopo 50 pp, si salva *quando qualcuno probabilmente da lassù ti tiene una mano sulla testa*! Da quel momento recupera il rapporto con la famiglia, comincia a frequentare un gruppo di sostegno per volere del padre (dal momento che da tutti il suo non viene considerato un incidente, ma un tentato suicidio)..e poi cambia tutto con due eventi, la conoscenza di un nuovo possibile amore, Sam e di una persona di cui non si conosceva l’esistenza..la figlia di Will!

Ok, credo di aver detto abbastanza sulla trama..dirvi altro vi rovinerebbe la lettura del romanzo, era giusto per mettervi un pò di curiosità e istigarvi a voler sapere come va avanti 😛

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La cosa che mi è piaciuta tanto di questo libro è che è un inno alla vita! Un invito ad andare avanti, a superare le avversità, la tristezza magari per la perdita di qualcuno. Mi ha dato una sensazione di speranza, perchè tutto può cambiare, ma perchè cambi dobbiamo dargli noi una spinta e cominciare a prendere le redini della nostra vita.

Sono molto contenta di questo sequel, per cui, se potete leggetelo 😀 non dico altro!

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Abbiamo sempre vissuto nel castello

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Mi chiamo Mary Katherine Blackwood. Ho diciott’anni e abito con mia sorella Constance. Ho sempre pensato che con un pizzico di fortuna potevo nascere lupo mannaro, perché ho il medio e l’anulare della stessa lunghezza, ma mi sono dovuta accontentare. Detesto lavarmi, e i cani, e il rumore. Le mie passioni sono mia sorella Constance, Riccardo Cuor di Leone e l’Amanita phalloides, il fungo mortale. Gli altri membri della famiglia sono tutti morti.

Ero alla ricerca di qualcosa di forte,di uno di quei libri che ti fanno sussultare dalla paura, che incutono terrore nel girare la pagina. Cercavo un horror pieno di fantasmi, azione e sussulti e… non l’ho trovato. Quindi questo sembrerebbe essere l’incipit di una recensione negativa, ma non lo è. Certo, se cercate tutto ciò che ho scritto nelle prime righe, allora forse non dovreste leggere questo libro, ma io sono qui proprio per incitarvi a farlo in qualunque caso, anche se, come me, cercavate qualcosa di diverso.

Shirley Jackson (e l’ho scoperto praticamente dieci minuti fa) è considerata da Stephen King come la sua “Maestra”. “Non ha mai bisogno di alzare la voce”, sostiene King a proposito di Shirley Jackson. Ed è esattamente così: lo stile lieve, il paesaggio bucolico, la calma che pervade i dialoghi e lo svolgersi degli eventi, nasconde un libro ed una storia sconvolgente e disturbante. Non per caso in Italia questo libro è conosciuto anche con il titolo di “Così dolce, così Innocente”. Questo ossimoro rende questo breve racconto un piccolo gioiello. Il genere non può essere definito e in generale Abbiamo sempre vissuto nel castello non è una lettura di nicchia.

La storia ruota intorno alla famiglia Blackwood che vive placidamente e tranquillamente in una casa al limitare della città. Sono in tre: le due sorelle Mary Katherine e Constance e lo zio invalido Julian. Sembrerebbe uno spaccato di vita assolutamente normale se non fosse che tutti gli altri membri della famiglia sono morti per avvelenamento anni prima. Questi tre personaggi vivono insieme, quasi reclusi, e a parte Mary Katherine, nessuno si reca al villaggio dove dilaga l’astio e la diffidenza dei paesani. Constance fu accusata dell’omicidio della sua famiglia ed è per questo che, nonostante sia stata assolta, vive rinchiusa in casa a causa della sua conseguente agorafobia. Mary Katherine è la sorella minore, vive in una specie di morbosità per la sorella, ed è il personaggio di cui sentiamo tutti i pensieri.

Sin da subito si riesce a captare che qualcosa non va nei loro comportamenti, nei loro pensieri e discorsi. Eppure, una cosa che ho davvero apprezzato di questo libro è che, nonostante la palese instabilità dei personaggi, ci viene offerto un quadro di vita quotidiana, di routine semplice e tranquilla. Una specie di folle normalità. Una storia fatta di ossimori, di parti che stridono tra loro e che creano un qualcosa dal fascino vagamente perverso. Ad intaccare il loro precario equilibrio arrivo l’elemento estraneo: il cugino Charles. Da qui in poi un crescendo di eventi che portano verso una conclusione atipica e sconcertante.

Un libro che scava nella mente molesta dei protagonisti, che ci mostra una follia perseguita per anni. Non è un horror, non è un thriller. Non so che genere sia, ma l’ho apprezzato ancora di più perché è riuscito a prevalere sulle mie aspettative.

Se avete voglia di leggere un libro strano, un libro sussurrato e diverso dal solito, un racconto apparentemente normale ma altamente disturbante, allora Abbiamo sempre vissuto nel castello fa al caso vostro.

 

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“Giochi di ombre” di Giovanna Evangelista e gli ingredienti per un bellissimo esordio

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La recensione che mi accingo a scrivere riguarda il lavoro di una esordiente, la giovanissima Giovanna Evangelista che con Giochi di ombre ha voluto mettersi alla prova, creando un prodotto ben congegnato, non esente sicuramente da alcuni “difetti” (come ogni opera), ma che lascia piacevolmente sorpresi . Una lettura piacevole che rivela tutto l’impegno dell’autrice.

Ma scendiamo nel dettaglio:
La storia gira intorno al personaggio di Liam, un ragazzo perseguitato da un sogno ricorrente dove una donna senza volto cerca di raggiungerlo e gli sussurra sempre le stesse parole. E’ da quando ha ricordi che questa misteriosa donna gli appare. Giunto all’età di vent’anni Liam conduce una vita propria, studia all’università e ha una ragazza che lo sostiene costantemente, ma i sogni non si bloccano, tanto che il ragazzo ormai ci convive e ogni notte per lui arriva il terrore di addormentarsi.
La situazione prende una svolta quando Liam ascolta i suoi genitori parlare di nascosto,  un mistero riguardante il passato e alcune misteriose lettere prende vita, dando inizio alla spasmodica ricerca della verità da parte del ragazzo.

Ciò che ho apprezzato di questo romanzo sono le descrizioni evocative e intense. Infatti, sebbene abbia notato che in alcuni punti il lessico possa sembrare troppo enfatizzato, è proprio nelle descrizioni delle sensazioni dei personaggi che l’autrice ha una padronanza del linguaggio davvero notevole. Riesce a descrivere magistralmente tutte le percezioni che il lettore deve vivere insieme ai suoi personaggi.

E, d’improvviso, seppe. Seppe che stava ritornando. La sentì avvicinarsi col solito incedere leggero, annunciata dal flemmatico picchiettio di passi che ogni notte aveva imparato a riconoscere.
Risplendette una sagoma; quanto lontano o quanto vicino non era dato saperlo. Nell’ombra avanzava una figura incerta, quasi divorata dal buio che pareva esalare dal suo stesso corpo[…]

Un altro punto a favore di Giochi di ombre è la coesistenza di ben due sfere che caratterizzano il romanzo. La parte del thriller, del mistero e della caccia alla scoperta della verità. Parte che viene sostenuta e che si amalgama molto bene con la love story. La componente amorosa non è un contorno della storia, ma una componente principale esattamente come l’altra.  Il mix è perfetto.

Le braccia di lui la cinsero forte, quasi violente, come desiderandola, temendo di perderla non appena l’avessero lasciata andare.
Quando l’abbracciava tremava di passione, tanto che lei sentiva il suo corpo vibrare sotto la sua stretta, i muscoli contrarsi, le membra scuotersi in lievi spasmi.[…] Sorrideva lui, di quel sorriso che le svuotava lo stomaco, e posava le labbra sulle sue con una foga quasi eccessiva, incontrollata. La passione prendeva il controllo di lui, di loro, e quell’abbraccio diventava salvezza, le mani scivolavano delicate come acqua, i corpi si abbandonavano alla natura.

Mi è piaciuto inoltre il gioco della narrazione alternata e alcuni punti sono davvero molto avvincenti. Una cosa che però  a mio parere penalizza il romanzo sono alcune parti affrettate che sarebbero potute essere sviluppate più ampiamente. L’autrice fa la scelta del medias res in molti punti. Sarebbe forse stato meglio scoprire certe cose più gradualmente, per lasciare più suspense. Anche nel finale ho riscontrato lo stesso “difetto”, infatti all’80% del libro e quindi vicino alla fine, le vicende risultano un po’ sbrigative tanto che non si ha ben chiara la sensazione che la storia stia finendo.
Chiudo la mia recensione facendo ulteriori considerazioni: alcuni indizi portano forse ad intuizioni troppo semplici, però posso confermare che non guastano assolutamente la buona riuscita del compimento della storia.

Una nota va fatta su alcune lettere che sono presenti all’interno del romanzo: le ho trovate di una bellezza rara!

Per concludere: consiglio questo libro? Sì. Giovanna Evangelista parte con una marcia in più e sono sicura che apprezzerete il suo lavoro.  Non facciamoci spaventare dagli esordienti e ricordiamoci che tutti i più grandi autori lo sono stati.
Vi lascio il link dell’ebook acquistabile ad un prezzo irrisorio (0,49€) su Amazon:
http://www.amazon.it/Giochi-Ombre-Giovanna-Evangelista-ebook/dp/B010P03B1Y
Inoltre è disponibile anche la versione cartacea.