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Challenger-Guillem López

 

#73

Challenger

Cape Canaveral, Florida 11:38 a.m.

Il conto alla rovescia è iniziato.Sono successe molte cose da quando gli occupanti della navicella spaziale Challenger sono saliti a bordo e hanno occupato i loro posti. Cose che sono strettamente legate a questa storia, anche se sono successe in altri posti, in altri momenti. È una cosa complicata che dipende, come tutto ciò che è complicato, dalla fede e dell’immaginazione.”

Non mi è capitato spesso di leggere qualcosa che non riuscissi a classificare. Challenger di Guillem López non ha una sola anima; non può essere limitato al genere romanzo di fantascienza, ma è qualcosa di più. Tutto parte il 28 gennaio 1986 con il lancio della navetta spaziale che ha dato il titolo al romanzo.


Ma le cose non andranno come da programma; la navetta infatti dopo soli 73 secondi dal suo decollo esploderà, riempiendo il cielo della Florida dei suoi detriti e illuminando con la forza della sua esplosione, pochi istanti della vita dei protagonisti attraverso lo schermo delle televisioni dalle quali i vari personaggi seguiranno la vicenda. Sì, perché questo è un racconto corale, un dipinto che per completarsi ha bisogno di vari colori, distinti, ognuno con la sua sfumatura precisa.

L’autore deciderà di dividere la narrazione in settantatré brevi racconti, ognuno autoconclusivo certo, ma legato ai successivi grazie a particolari elementi. Ed è questo ciò che più ho amato, il fatto che nonostante i vari microsistemi siano racchiusi nei confini del singolo racconto, siano solo il pezzo di un puzzle più grande e complesso, quello della Miami nella quale tutto si muove con la sua pluralità di voci e di storie.

Proprio per questo al libro è allegata la mappa della città, con i nomi dei vari protagonisti ed una timeline sulla quale ci si può appuntare l’ora in cui hanno luogo i numerosi eventi raccontati, e come un moderno Sherlock, cercare di trovare il bandolo della matassa.

“Che valore può avere la vita di un singolo in confronto alla rivoluzione? Che valore ha il suo beneficio in confronto al beneficio della specie? Che valore ha la sua sofferenza in confronto al mutamento delle coscienze di una nuova era?”

Oltre alle storie, nelle quali trovano voce tutti, dai bambini, alle liceali, ai professori, agli immigrati, molte sono le riflessioni di una profondità che non ci si aspetta.

Ecco una delle mie preferite

“Esiste un inizio? Esiste davvero? Come si può riconoscerlo nell’infinita catena di cause, conseguenze, previsioni? Il tempo ad esempio. Avrà una fine? Cosa c’era prima? Ci sarà qualcosa dopo? Ah, il tempo. La vera dimensione sconosciuta. La variabile ingannevole, contorta, schiva, gelatinosa che ci si insinua dentro, nelle viscere. (…)La realtà è là fuori, oltre lo specchio, è quel numero infinito di possibilità che si ripercuotono sul caos onnipresente, è ovunque e in nessun posto. Siamo figli dell’incertezza, in balia del nostro io più primitivo e vittime della casualità.”

Se vi piacciono le letture particolari, originali di quelle che ci sorprendono ad ogni pagina, leggetelo e consigliatelo a vostra volta.

“Vivere significa mantenere l’equilibrio e cercare di cadere il più tardi possibile, perché alla fine tutti cadiamo, tutti. Per questo è impossibile decidere la rotta dell’esistenza. Gli asteroidi viaggiano senza meta, spinti e attratti dalla gravità di altri corpi celesti. A volte si disintegrano l’uno contro l’altro. Nascere significa lanciarsi spinti dalla forza d’ inerzia del nostro retaggio, fatto di principi morali e di abitudini, in questo caotico ballo di forze invisibili e fluttuare da una parte all’altra della galassia, dell’asilo alla pensione. A che serve negarlo? Nessuno controlla niente.”

SCHEDA LIBRO

Editore: Eris Edizioni
Pagine: 401
Prezzo: 20 euro

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Consigli pratici per uccidere mia suocera-Giulio Perrone

Non fatevi ingannare dal titolo! Consigli pratici per uccidere mia suocera non vi fornirà idee bizzarre su come sbarazzarvi di una suocera che odiate; vi farà sorridere, riflettere e poi pensare: “Questa potrebbe essere la storia di quel mio amico, quello perennemente indeciso, quello che non sa cosa ne sarà del suo futuro. E che gliene importa dell’età che avanza!!!”.Perché sì, il nuovo libro di Perrone racconta la storia di un uomo ordinario che lavora, come tanti, da precario nell’editoria, che non ha una vita sentimentale definita e che ha alle spalle un padre che può solo creargli problemi.

“Uno dei vantaggi d’essere stato bambino negli anni Ottanta è che i gusti del gelato erano pochi, scegliere era facile.”

Già dall’incipit del romanzo è chiaro che il protagonista del racconto ha sempre avuto problemi con le decisioni, persino le più banali.
Leo, questo è il nome dell’uomo, viene dipinto da Perrone come un bambinone eternamente combattuto fra il voler prendere posizione e il tirarsi indietro. Rifugge dalle responsabilità che per chiunque sono diretta conseguenza del crescere, del diventare indipendente.

Nonostante l’età non ha ancora un’idea precisa di ciò che ne sarà della sua vita.

La sua vita sentimentale, come se non bastasse, è in equilibrio precario: la sua ex moglie Marta, lasciata per una donna più giovane, diviene la sua amante e Annalisa, la giovane donna per la quale ha divorziato, diviene sua compagna. Come risultato Leo si ritrova conteso ma allo stesso tempo terribilmente solo; è come se non riuscisse a vedersi in futuro sistemato e con prole o comunque maturo. Consapevole di questo suo problema si avvarrà dell’aiuto di un analista.

“Ho inseguito i miei sogni a metà e ho lasciato che una folata di vento li portasse via.”

A questo quadro già estremamente delicato, si aggiunge la sua situazione lavorativa instabile che sta alla base del titolo del romanzo. Lo stravagante proprietario della casa editrice per la quale lavora ha spesso idee particolari e il trovare un modo originale per uccidere la suocera è solo l’ultimo strumento che ha per decidere chi far lavorare ancora per lui e chi licenziare definitivamente.
Le varie chat riportate nel romanzo oltre agli appunti di Leo sulle morti più bizzarre, saranno a mio avviso, le parti più divertenti del libro.

 “Su Yahoo! Answers, nota fonte di saggezza, un tizio chiede numi.La migliore risposta è: “E chi le ammazza a quelle!”.Un altro si dà a una riflessione escatologica:”Secondo me certe suocere nemmeno la morte le leva dalle balle”.Riesco a trovare anche un’altra perla di sapienza poco sotto: “Di solito un paletto di frassino piantato nel cuore è sufficiente… Altrimenti prova con la luce del sole o l’acqua santa…””

Personaggio estremamente originale sarà il padre scapestrato di Leo, Dustin, eterno playboy, sempre senza soldi e invischiato in traffici strani con gente poco raccomandabile.

Giulio Perrone riesce con maestria e intelligenza ad alternare all’ironia del racconto della vita di un uomo come tanti, che nulla ha di speciale o di rimarcabile da dire, un tono più serio, che lascia spazio a riflessioni profonde sul rapporto padre/figlio, sul come gli uomini di mezza età di oggi stiano cambiando, sulla direzione che può prendere la loro vita e sulla fondamentale voglia di scappare dalle responsabilità.

“La compassione è la conseguenza della mia incapacità di stare vicino alle persone, io non so assorbire il dolore, la paura, la difficoltà degli altri e farmene carico. In fondo non sono tanto diverso da mio padre.”

Forse però c’è sempre tempo per cambiare, per fermarsi a riflettere e decidere di dare un taglio col passato prendendo in mano il proprio destino.

Vi consiglio la lettura di questo romanzo perché, oltre a farvi divertire, vi farà pensare. I problemi non si eliminano semplicemente alienandosi dal mondo (come spesso Leo farà, spegnendo il telefono, non rispondendo a chiamate e messaggi), bensì prendendo di petto le difficoltà e decidendo concretamente cosa fare, iniziando davvero a vivere.

Ciò che evitiamo di affrontare non sparisce mai del tutto: ritorna più forte di prima fino a quando la matassa non viene sbrogliata e si giunge ad una soluzione.

Cliccando sul link troverete l’intervista che Ilaria, Daniela e io abbiamo fatto a Perrone che ringrazio ancora per la disponibilità.

https://leggendoabari.wordpress.com/2017/05/22/consigli-pratici-per-uccidere-mia-suocera-giulio-perrone-intervista-allautore/

Scheda libro:
Autore: Giulio Perrone
Editore: Rizzoli
Costo: 18
Pagine: 254

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Consigli in pillole: 10 romanzi con un uomo in copertina da leggere assolutamente

Buongiorno lettori! Eccoci qui con il quinto appuntamento con la serie di articoli-consiglio riguardanti le categorie della Challenge 2017. Oggi parliamo di romanzi con un uomo sulla copertina. Ecco i nostri consigli in ordine casuale 🙂

P.s.
– per chi si fosse perso la nostra challenge, trovate tutte le info qui;
– per chi invece si fosse perso i precedenti “Consigli in pillole”:
Primo articolo: romanzi di formazione
Secondo articolo: romanzi epistolari
Terzo articolo: romanzo con titolo in lingua straniera
Quarto articolo: romanzi basati su storie vere

1. Madame Bovary – Gustave Flaubert

17910857_10212587533031550_1175288160_nIncriminato per oltraggio alla morale e poi assolto, questo romanzo è un tipico esempio di letteratura realista. Madame Bovary c’est moi, sono io, era solito confessare l’autore, alludendo ad un io collettivo da cui nessuno può ragionevolmente tirarsi fuori. Madame Bovary è la storia di una ragazza di campagna, Emma Roualt, impregnata di desideri di lusso e romanticherie, provenienti dai romanzi letti, che sposa un modesto, noioso e tranquillo medico, Charles Bovary. La vita che Emma si ritrova tra le mani non è quella che avrebbe voluto avere e quella che si aspetteva, perciò cercherà in tutti i modi di sfuggire dalla quotidianità e dalla piattezza delle giornate trascorse in un piccolo paesino con suo marito. Emma si macchierà di adulterio, affascianata da chi ama la vita e le cose più belle come le ama lei. Un personaggio che sottolinea il senso di inadeguatezza dell’uomo, la macchia della noia e dell’esistenza senza uno scopo. Madame Bovary è un classico senza tempo, assolutamente da leggere almeno una volta nella vita.

2. Il ladro di nebbia – Lavinia Petti

17838742_10208269149358090_1397747294_oSe avete amato L’ombra del vento di Ruiz Carlos Zafón, e non disprezzate un pizzico in più di fantasia, questo libro fa di certo per voi. Trasuda lo stesso amore per la lettura e per le storie che si ritrova nella celebre opera dell’autore spagnolo, aggiungendo riferimenti a opere letterarie di Pirandello, Carroll e J.M. Barrie, il tutto speziato da atmosfere oniriche che Freud avrebbe sicuramente apprezzato. Il romanzo parla di Antonio Maria Fonte, cinquant’anni, eccentrico scrittore di best seller: un protagonista che si ritroverà coinvolto in un viaggio alla ricerca di se stesso, dei suoi ricordi, che lo porterà a incontrare tanti personaggi colorati e particolari e ad attraversare Tirnaìl, il Regno delle Cose Perse. Si tratta di un libro di quelli che leggi tutto d’un fiato, e che ti fa sentire un’altra persona non appena richiudi le sue pagine.
Ognuno ha una Tirnaìl da visitare e delle cose, o persone, che ha perso e che vorrebbe ritrovare.

3. Tenera è la notte – Francis Scott Fitzgerald

tenera-e-la-notte_7560_x1000Dick, giovane neuropsichiatra, s’innamora e si sposa con Nicole, una sua ex paziente. Dopo essersi sposati si trasferiscono in Costa Azzurra dove, grazie al patrimonio di Nicole, conducono una vita agiata ma frivola. Ed è proprio questa frivolezza che condurrà Dick alla deriva mentre Nicole riuscirà, come una fenice, a risorgere dalle ceneri di questo amore in declino. Romanzo molto psicologico ma che, grazie alla meravigliosa scrittura di Fitzgerald, si fa leggere in maniera scorrevole. Uno dei più bei romanzi della letteratura americana moderna.

4. Educazione siberiana – Nicolai Lilin

62ad5b7a4bb5e136f92afe6e3ab127d4Opera prima di questo scrittore russo e anche, si può dire, autobiografica. Lilin racconta la sua crescita, da bambino ad adolescente e poi adulto, nella comunità siberiana della Transnistria. Una comunità fatta di “criminali onesti” dediti allo spaccio, ai furti e alle rapine ai danni dello stato e dove l’omicidio è legittimato solo da una “giusta” causa. Dove lo stupro, lo strozzinaggio e l’omosessualità sono assolutamente vietati. Queste le regole degli Urka. Questo il luogo in cui si formerà il protagonista di questa storia. Pagine dure che lasciano il segno ma che “volano via” grazie ad una narrazione fluida e scorrevole.

 

5. Uno, nessuno e centomila – Pirandello

6694055_1234353“Più amaro di tutti, profondamente umoristico” così Luigi Pirandello definisce il romanzo “Uno, nessuno, centomila”.
Partendo da un piccolo dettaglio del proprio volto, apparentemente privo di importanza, il protagonista, Vitangelo Moscarda comprende l’impossibilità di una sovrapposizione tra l’immagine che lui ha di se stesso e quella che hanno gli altri.
Ancora più amaro del Fu Mattia Pascal, questo romanzo vede il protagonista identificarsi con la natura, col fluire incessante della vita,rigettando tutto ciò che è forma, gabbia, maschera.
Prima maschera inconsapevole, poi maschera consapevole ed infine maschera nuda liquefatta.
Un romanzo che non porta a una conclusione canonica. Pirandello evita ancora una volta un finale plausibile e forse mette sotto i nostri occhi una conclusione “inconcludentemente vitale”.

6. La rancura – Romano Luperini

71l5zb1wp3l  Romanzo denso in tutti i sensi, dalle motivazioni che hanno spinto Luperini a scriverlo(la malattia) agli argomenti trattati. La “rancura” è il conflitto inevitabile tra padre e figlio, un conflitto che si fa anche generazionale. Tre protagonisti (padre, figlio, figlio del figlio), tre uomini, tre generazioni, tre ideali politici differenti, tre personalità diverse, irrompono sulla pagina scritta quasi a voler uscire da questa per diventare di carne e ossa.
Sotteso dal complesso edipico, il romanzo è diviso in tre parti ben differenziate l’una dall’altra.
Nella prima parte il figlio parla del padre per riconciliarsi a quest’ultimo dopo la sua morte, nella seconda parte scrive di sé, nella terza parte è il figlio del figlio a scrivere.
L’inconciliabile contrasto che sembrerebbe quasi un dato di fatto, una situazione di stallo, è paradossalmente superato proprio dalla pagina scritta. È la pagina scritta che tiene insieme e che si fa portatrice di significato ed evocatrice di molteplici ricordi.

7. La grammatica di Dio – Stefano Benni

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Il mio primo Benni che mi ha fatto innamorare della sagacia di questo scrittore irriverente. “La grammatica di Dio” è una raccolta di racconti stravaganti e a volte anche amari e crudi. Una raccolta che offre un affresco particolare e a tratti inquietante dell’umanità, delle sue paure e delle sue gioie. Troviamo personaggi sui generis come uomini d’affari , frati, vecchiette invidiose e cani troppo fedeli. Consiglio questa lettura a chiunque si voglia dedicare a qualcosa di non troppo impegnativo ma che voglia ugualmente ricavarne riflessioni: con Benni tutto ciò è possibile, grazie alla sua scrittura unica che riesce ad essere contemporaneamente amara e divertente.

8. Narciso e Boccadoro – Herman Hesse

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Nel Medioevo leggendario del cattolicesimo monastico si snoda la storia dell’amicizia tra il dotto e ascetico Narciso, destinato a una brillante carriera religiosa al riparo dalle insidie del mondo e della storia, e Boccadoro, l’artista geniale e vagabondo, tentato dall’infinita ricchezza della vita e segretamente innamorato anche della sua caducità. Ripercorrendo una delle epoche storiche che più gli erano congeniali, Hermann Hesse torna a riflettere sul tema, centrale nella sua poetica, del contrasto tra natura e spirito, fra eros e logos, fra arte e ascesi, alla ricerca di una loro possibile integrazione(fonte:anobii).
Un libro che esplora i confini dell’’essere umano, i suoi dissidi interiori e l’equilibrio/lotta tra gli opposti. Narciso e Boccadoro sono personaggi che si fanno carico di tutto questo e ne diventano metafora e insegnamento. Come se Herman Hesse volesse guidarci e farci da maestro. Grazie a questa lettura mi sono sentita soddisfatta, soprattutto perché ho avvertito di aver letto qualcosa che “va letto assolutamente nella vita”. Un’ esperienza di lettura commovente e delicata che lascia il segno.

 

9. Shining – Stephen King 

71revdhkbrlSe nelle nostre rubriche consigliamo quasi sempre uno dei libri di King, un motivo c’è. Shining, poi, è stato il primo libro del maestro dell’orrore che io abbia letto. Ci troviamo all’Overlook, un albergo misterioso che ha ospitato numerosi delitti e suicidi, e siamo nella stagione invernale. L’albergo è chiuso e Jack Torrance, scrittore sull’orlo del fallimento, accetta il lavoro di guardiano invernale e ci si trasferisce insieme alla famiglia. Inizia da qui la sequela di eventi “sinistri” e il cambiamento spaventoso di Jack che avviene in un crescendo di tensione e di situazioni ansiogene descritte da King in maniera come sempre magistrale. Non sono assolutamente riuscita a staccarmi da questo libro, soprattutto in determinati punti dove la tensione raggiunge livelli incredibili. Lo consiglio a tutti gli amanti del genere, ma anche a chi vorrebbe approcciarsi a King per la prima volta.

10. I dolori del giovane Werther – Johann Wolfgang von Goethe

coverUno dei primi grandi scritti del Romanticismo, “I dolori del giovane Werther” ci regala uno dei più grandi personaggi della letteratura. Werther è un giovane capace di sublimare il mondo intorno a sè e di regalarci riflessioni e pensieri di infinita bellezza e delicatezza; di descriverci l’estasi della natura e delle passioni più forti e degli amori non corrisposti. Contemporanemante sensuale, affascinante e drammatico, questo è uno di quei libri “da leggere assolutamente prima di morire”, magari in un momento in cui si è pronti ad affrontare una lettura di questa portata. 

 

 

 

 

 


Autrici: dolcedany84ilariamoruso, patriziaHeathcliff, maribooklover93, sabrinaGuaragno

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Consigli in pillole: 10 romanzi basati su storie vere da leggere assolutamente

Buongiorno lettori! Eccoci qui con il quarto appuntamento con la serie di articoli-consiglio riguardanti le categorie della Challenge 2017. Oggi parliamo di romanzi basati su storie vere. Ecco i nostri consigli in ordine casuale 🙂

P.s.
– per chi si fosse perso la nostra challenge, trovate tutte le info qui;
– per chi invece si fosse perso i precedenti “Consigli in pillole”:
Primo articolo: romanzi di formazione
Secondo articolo: romanzi epistolari
Terzo articolo: romanzo con titolo in lingua straniera

1. Marie Curie. Una vita – Susan Quinn

4046039_269059Personalmente ho sempre pensato che le donne abbiano una marcia in più. Ditemi ciò che volete ma quando ho letto la biografia di Marie Curie ne ho avuto la conferma. Polacca, cresciuta
in una nazione nella quale le donne non potevano accedere ad un’istruzione superiore e per questo costretta a trasferirsi in Francia dove ha frequentato la Sorbona, si è fatta strada con le sue sole forze in un mondo maschilista e governato dai preconcetti. Prima donna a vincere il Premio Nobel e una delle poche personalità ad averne vinti due in aree distinte, fisica e chimica. Nel libro grazie ai diari della stessa Curie e a documenti d’epoca, la Quinn indaga la vita di una scienziata fuori dal comune, dedita allo studio e alla ricerca come pochi. Il lettore potrà anche venire a conoscenza del suo lato più umano, di madre e modello per le sue figlie. È un dipinto completo della sua vita raccontata in ogni sfaccettatura ponendo l’accento sul suo viscerale attaccamento alla patria alla quale si sentirà sempre connessa fino alla morte.

2. Se questo è un uomo – Primo Levi

61dZugeFuJLScritto tra il 1945 e il 1947 questo romanzo racconta quanto vissuto dall’autore nel campo di concentramento di Monowitz. Si tratta di un’opera memorialistica in cui viene narrato tutto l’orrore che i deportati hanno patito ad opera dei tedeschi in quel periodo oscuro della nostra storia chiamato Olocausto. La psicologia e le dinamiche del gruppo di deportati sono la colonna portante di questa narrazione che guarda anche il lato ‘scientifico’ degli avvenimenti di quel periodo. Un libro crudo, doloroso e straziante che porta a conoscere quella che è stata una realtà bruttissima e a riflettere sugli errori ed orrori che un umano può arrivare a commettere.

3. L’amico ritrovato – Fred Uhlman

41qQQ+ajKoL._SX318_BO1,204,203,200_Primo libro di una trilogia conosciuta come La trilogia del ritorno (L’amico ritrovato – Un’anima non vile – Niente resurrezioni, per favore) racconta la storia di Hans, sedicenne di origine ebrea residente a Stoccarda. Un giorno del 1932 nella sua  classe verrà introdotto Konradin von Hohenfels, ragazzo di famiglia nobile di origini tedesche. Tra Hans e Konradin nascerà una bella ed intensa amicizia contraddistinta dalla purezza di due ragazzi ignari di tutto quello che sta per accadere intorno a loro. Poco dopo, infatti, in Germania salirà al potere Hitler ed Hans e Konradin si troveranno a dover affrontare le idee politiche dei genitori di quest’ultimo che odiano gli ebrei e non permetterebbero mai a questa amicizia di esistere.

4. Ai piani bassi – Margaret Powell

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Le memorie di Margaret Powell hanno ispirato la celebre serie tv Downton Abbey. In copertina infatti spicca una foto del maestoso Highclere Castle, che ha ospitato i set e il cast della serie. Si tratta della storia in prima persona di Margaret stessa che, figlia di una famiglia poverissima, si trovò costretta come tante giovani del suo periodo ad “andare a servizio” in giovane età. Spiritoso e irriverente, il libro ci illumina su quelle che erano le abitudini delle grandi famiglie nobili e della servitù che lavorava in queste immense tenute assicurando ai padroni cibo e pulizia rasentando quasi lo sfruttamento.

5. La ragazza con l’orecchino di perla – Tracy Chevalier

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La storia del celebre quadro di Jan Vermeer viene raccontata in questo romanzo di Tracy Chevalier. La vera identità della ragazza del dipinto in realtà non è ancora nota al pubblico, ma la storia viene debitamente romanzata e inserita all’intero di un contesto vero, ovvero quello della famiglia del pittore Vermeer e dei suoi emblematici quadri. Un’altra storia di povertà che costringe una giovane ad andare a servizio presso una famiglia benestante come era consuetudine all’epoca per garantire soldi alle proprie famiglie. La piccola Griet si trova quindi catapultata in una casa piena di intrighi e dovrà affrontare non pochi ostacoli tra cui le figlie del pittore, piccole vipere in erba e la moglie del pittore stesso, preoccupata per la sua posizione vacillante all’interno della vita di Vermeer.

6. Lion. La lunga strada per tornare a casa – Saroo Brierley

2941866-9788891507167Questo romanzo ha ispirato il film di recentissima uscita Lion, il cui nome è stato aggiunto da poco al titolo del libro. La storia è quella dell’autore stesso che a soli cinque anni, si ritrova a salire per sbaglio su un treno che lo farà approdare a Calcutta. Solo e senza sapere come tornare, il piccolo dovrà cercare di sopravvivere nella caotica città. Venticinque anni dopo però, ormai adottato e cresciuto in Australia, Saroo decide di voler rintracciare la propria famiglia ma gli unici dettagli che ricorda della sua casa sono un ponte e una cisterna. Passando le serate su Google Earth a scandagliare ogni singola linea ferroviaria indiana, Saroo riesce a scovare un luogo famigliare ma l’unico modo per avere un riscontro è partire e visitare quel luogo di persona.

7. Stupori e tremori – Amélie Nothomb

Le disavventure di Amélie cominciano quando viene assunta come interprete alla Yamamoto, una multinazionale giapponese. Nell’azienda svolge i compiti più disparati: prima postina, poi addetta alle fotocimage_bookopie , infine guardiana dei bagni. Ma perché questo declassamento continuo? Qual è stata la sua colpa? Aver svolto un lavoro che non le spettava, e pur dimostrando in questo modo la sua bravura, viene presa di mira dal suo capo Fubuki, che da quel momento diventerà la sua aguzzina. Amélie continua svolgere qualsiasi lavoro le viene chiesto con tutta la dignità che le rimane, cosa che fa sempre più rabbia alla carceriera.  Con questa storia autobiografica, l’autrice racconta quello che noi oggi definiremo mobbing in chiave leggera e con un umorismo assolutamente tagliente; ci parla di sé e dalla sua prima esperienza lavorativa in Giappone, ma soprattutto è proprio la società giapponese che ci descrive: un popolo dove la pressione sociale e lavorativa sono all’ordine del giorno e la competizione spietata è l’unico modo per farsi strada nella vita. Amélie riesce a far tesoro persino di questa esperienza e dal bagno del 43° piano, con lo scopino del gabinetto tra le mani, sogna casa sua: “Finché esisteranno finestre l’essere umano più umile della terra avrà la sua parte di libertà”. Finale assolutamente a sorpresa, che dimostra ancora una volta come la realtà possa essere più creativa di una qualsiasi storia.

8. Lessico famigliare – Natalia Ginzburg

lessicoE’ la storia della famiglia Levi, la famiglia dell’autrice. La stessa Ginzburg in un’avvertenza a inizio libro specifica che “Luoghi, fatti e persone sono reali. Non ho inventato niente: e ogni volta che, sulle tracce del mio vecchio costume da romanziera, inventavo, mi sentivo subito spinta a distruggere quanto avevo inventato.” Anche i nomi stessi, sono reali. La narrazione copre almeno quarant’anni, tra prefascismo, fascismo e post-fascismo. Si tratta di una famiglia ebraica ed antifascista, così forte dei suoi valori in un momento storico sbagliato, al cui interno nasce un vero e proprio lessico speciale, che plasma vari personaggi e li caratterizza. Una via attraverso la quale l’autrice stessa usa per ricordare: «Noi siamo cinque fratelli. Abitiamo in città diverse, alcuni di noi stanno all’estero: e non ci scriviamo spesso. Quando c’incontriamo, possiamo essere, l’uno con l’altro, indifferenti, o distratti. Ma basta, fra noi, una parola. Basta una parola, una frase, una di quelle frasi antiche, sentite e ripetute infinite volte, nel tempo della nostra infanzia. Ci basta dire “Non siamo venuti a Bergamo per fare campagna” o “De cosa spussa l’acido cloridrico”, per ritrovare a un tratto i nostri antichi rapporti, e la nostra infanzia e giovinezza, legata indissolubilmente a quelle frasi, a quelle parole». Uno scorcio famigliare affettuoso e ironico, drammatico e delizioso, una spaccato della civiltà italiana da scoprire.

9. Il cacciatore di aquiloni – Khaled Hosseini 

6730-IL CACCIATORE DI AQUILONI.inddLa storia di un amicizia all’interno di un mondo difficile, quella tra Amir e Hassan, in una terra fatta di controversie, difficoltà, in cui le donne si nascondono, e sembra impossibile per gli aquiloni, volare.  Un’amicizia che però viene segnata da una grave colpa. Sono trascorsi  molti anni, infatti, dal giorno in cui la vita di Hassan è cambiata del tutto ed Amir è rimasto a guardare, quando una telefonata nella sua casa di San Francisco lo coglie impreparato. Amir sa di dover tornare e di dover espiare il suo peccato, trovare il figlio di Hassan e redimersi una volta per tutte. Hosseini delinea la storia struggente di questi ragazzi in modo diretto e impeccabile, una lettura straziante ma tremendamente vera. 

10. Frida. Una biografia di Frida Kahlo – Hayden Herrera

Una biografia curata e approfondita ci racconta un’artista carismatica e intrigante. Herrera arricchisce la panoramica su Frida con stralci di lettere e pagine del suo diario. Nonostante l’incidente che le stravolse la vita, l’ottimismo e la voglia di vivere della nota artista furono immutati. La più grande pittrice messicana affrontò i suoi profondi amori e i suoi strazianti dolori con estremo coraggio. Anzi, trasformò la sofferenza in ispirazione. “Non ho mai dipinto sogni. Ho dipinto la mia realtà”. Consigliato a chi vuole conoscere la storia di una donna e un’artista fuori dagli schemi, misteriosa e passionale. Viva la vita!” . Viva Frida.

 

Autrici: dolcedany84londa92, yorukoe, Iridiel93NicoleZoiilariamoruso

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La vita degli altri di Neel Mukherjee

36801992-3656-4052-80f2-875ffb96d5d3“Chi può sfuggire a ciò che fin dalla nascita ha scritto in fronte?”

Con questa frase che ritroviamo in una delle prime pagine, comprendiamo come quello che ci apprestiamo a leggere non sia solo un romanzo familiare, ma più un’analisi culturale e sociale della condizione in cui si trovano a vivere i bengalesi negli anni ’60.

Già dal titolo del romanzo “La vita degli altri”, ci aspettiamo che l’autore Neel Mukherjee nato a Calcutta e finalista con questo gioiellino del Man Booker Prize 2015, si comporti come un investigatore, una spia, che è ovunque e ci racconterà ogni particolare della vita della numerosa famiglia Ghosh protagonista della narrazione.

Siamo nel 1967 nel centro di Bhabanipur, uno dei quartieri più ricchi della Calcutta nord, catapultati nella quotidianità di questo miscuglio eterogeneo di personaggi che ben presto ci confonderà e destabilizzerà a causa anche dei numerosi appellativi e nomi che dovremo far nostri.

Nell’affresco familiare dipinto con maestria e grazia da Mukherjee, si staglieranno le figure di Baba e Ma e della famiglia di Adinath, erede che dovrà gestire le ricchezze dei Ghosh, Bholanath il più giovane della famiglia, dirigente della Charu Books, il secondogenito Priyo e Purba.

Ma le grandi fortune dei Ghosh non sembrano avere origini limpide e quello che accadrà dal ’67 in poi sembra quasi opera di una mente superiore che cerchi di punirli per lo sfruttamento e i guadagni derivanti dalla rovina altrui.

“Chissà com’è, farsi spremere fino all’ultima goccia di sangue (e di terre) senza poterci fare niente. È come finire nelle sabbie mobili: più ti agiti, più sprofondi? Quanto ci vuole per spezzare un uomo (spezzarlo fisicamente) come si spezza una bestia da soma che lavora sostenendosi con una minima parte della razione che gli sarebbe necessaria?”

Da questo sfondo di povertà e miseria, si fanno spazio le figure dei cinque figli dei Ghosh, quattro maschi e una femmina Chaya, scura come la pece, strabica e senza più possibilità di trovare marito nonostante gli sforzi dei genitori.
Poi ci sono i nipoti, gli emarginati, quelli che vengono relegati ai piani bassi della lussuosa palazzina a quattro piani in cui vivono, affinché non possano godere del lusso e del benessere della famiglia alla quale appartengono.

Il mondo femminile poi pare a se stante. I rapporti fra le donne della famiglia sono ricchi di invidie, rivalità, gelosie di ogni tipo, liti… persino fra madri e figlie non sembra esserci autentico affetto.

Di questo tomo impegnativo, vivo, ricco di spunti di riflessione non ci si annoia mai, fino all’ultima pagina, in quanto l’autore, con sapienti cambi di punti di vista, riesce a mantenere costante la nostra attenzione.

Si passa dalla storia dell’anziano Prafullanath, al morboso legame di Priyo e Chaya, al genio della matematica Sona, al servo accusato di furto, tutto permeato dall’atmosfera calda e in rivolta del Bengala degli anni ’60.

Proprio in relazione ai tentativi di ribellione della popolazione bengalese, figura importante e voce narrante parallela a quella dell’autore, sarà quella di Supratik, nipote maggiore dei Ghosh che deciderà di andar via di casa, abbandonando così un futuro certo e privo di preoccupazione per unirsi ai Naxaliti del Medinipur nell’ovest del Bengala, ribelli maoisti che con la violenza e la lotta armata reclamano la ridistribuzione delle ricchezze e delle terre per gli sfruttati lavoratori delle piantagioni di tè, quelli la cui vita conta e vale niente.

Le scelte politiche di Supratik, coraggiose ed estreme ci fanno pensare.

Anche noi al posto suo, nato fortunato in una famiglia abbiente e senza apparenti problemi, saremmo disposti ad abbandonare tutto per difendere un ideale? La paura ci frenerebbe?

Libro assolutamente consigliato specialmente per chi non è solo in cerca di intrattenimento ma di una lettura che anche dopo giorni ti lascia qualcosa sotto la pelle che senti farà parte di te per un lungo periodo.

Scheda libro

Autore: Neel Mukherjee

Editore: Neri Pozza

Pagine: 605

Costo: 20 euro

In collaborazione con Thrillernord

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Consigli in pillole: 10 romanzi con titolo in lingua straniera da leggere assolutamente

Buongiorno lettori! Eccoci qui con il terzo appuntamento con la serie di articoli-consiglio riguardanti le categorie della Challenge 2017. Oggi parliamo di romanzi con titolo in lingua straniera. Ecco i nostri consigli in ordine casuale 🙂

P.s.
-per chi si fosse perso la nostra challenge, trovate tutte le info qui
-per chi invece si fosse perso i precedenti appuntamenti con “Consigli in pillole”:
Primo articolo: romanzi di formazione
Secondo articolo: romanzi epistolari

1. Fight Club- Chuck Palahniuk

17012529_10212154411123773_232931398_n L’anonimo protagonista del romanzo è un uomo ormai disilluso e disincantato che vive le sue giornate in modo sempre uguale, senza stimoli. Ma l’incontro improvviso con Tyler Durden cambia tutto. Tyler rappresenta ciò che lui non è e non potrà essere, è un uomo con un piano. Crea una vera e propria rete, un club dove ci si riunisce per picchiarsi. La prima regola del fight club, infatti, è non parlare mai del fight club. Palahniuk delinea in modo realistico e spietato una società consumistica che ha perso i suoi valori fondamentali. Fight club è tutto un mondo da scoprire, ricco di colpi di scena.

2. Zero K – Don Delillo

zerokUn libro che, a mio parere, rasenta e forse raggiunge pienamente la perfezione stilistica. Il narratore è Jeffrey Lockhart, figlio di Ross Lockhart, magnate della finanza. Ross  vuole che Jeffrey lo accompagni nel deserto del Kazakistan, in un’ azienda futurista di nome Convergence. Attraverso le più avanzate tecnologie informatiche, questa azienda si pone il fine di conservare corpi e coscienze grazie ad un processo di criogenesi, affinché la morte sia solo un passaggio verso la rinascita. In questo romanzo è molto labile il rapporto tra fede nella scienza e religione. Tutto il libro è pervaso da uno stato di attesa che induce il lettore non solo all’analisi profonda di ciò che viene descritto, ma anche ad una sorta di autoanalisi, un’autorivelazione di sé stessi e di ciò che sono le nostre opinioni rispetto a tematiche tanto importanti quanto lontane dal pensiero quotidiano. Delillo è uno scrittore analitico ed evocativo, capace di toccare corde delicate, di sfiorare i labili confini tra vita e morte, tra realtà e percezione, con una scrittura asettica e rarefatta. Un dio della parola che si insinua, ma soprattutto uno scrittore che celebra le immagini e parla attraverso di esse.
Per la recensione completa cliccate qui.

3. Battle Royale – Koushun Takami

battle_royale_libro_takamiHo letto Battle Royale parecchi anni fa e ancora oggi ricordo la mia esaltazione nel leggerlo e la voracità con la quale l’ho concluso. Vi deve piacere il genere, questo è certo, ma in ogni caso io gli darei una possibilità perché vale ed è un’esperienza di lettura straordinaria. Dal 1947 ogni anno una classe di quindicenni delle scuole superiori giapponesi viene scelta per partecipare al Programma: intrappolati su un’isola deserta, controllati tramite collari radio, i ragazzi sono costretti a uccidersi l’un l’altro o a essere uccisi. Finché non ne rimanga uno solo… (vi ricorda qualcosa?). Si inserisce nel genere distopico, ma si può benissimo vedere anche come un survival d’azione pieno di adrenalina pura, leggermente pulp e splatter. A mio parere libro geniale e crudo, avvincente dalla prima all’ultima pagina e con un finale sorprendente. Volendo lo si può accostare con dovuta cautela al “Signore delle mosche”, ma anche chi ha letto “Hungar Games” proverà un’eco fortissima (ma ci tengo a precisare che Hungar Games è stato scritto DOPO). Io l’ho amato e quindi..ve lo consiglio! 🙂


4. Blankets  -Craig Thompson

 

16934220_757072101117706_154991094_nLeggere una graphic novel è diverso rispetto alla lettura di un romanzo e se questo è vero, lo è ancor di più per Blankets, in cui le tavole non solo danno il giusto supporto alla storia, ma spesso la sovrastano. Un “tomone” di 592 pagine narra la storia di Craig a partire dalla sua infanzia, infanzia che giocherà un ruolo chiave nella sua vita da adulto. Craig infatti, cresce assieme al fratello sotto il peso di un’educazione religiosa opprimente, che genera più domande che risposte e che lo spinge spesso a mettere da parte i suoi sogni. Tutto sembra cambiare quando Craig incontra Reina. Il loro amore è raccontato con estremo candore, mai banale, mai stucchevole. Due anime fragili s’incontrano: Craig venera Reina, ma mille pensieri affollano la sua mente: ci sono le influenze della madre, i dogmi religiosi e non meno importanti, le sue paure; d’altra parte anche Reina cerca di gestire al meglio i suoi problemi familiari. Con Blankets fa capolino qualche ricordo del nostro passato e ci sembra di rivivere un po’ la nostra storia: un ragazzo alla ricerca del suo posto nel mondo, con le paure e le delusioni che crescendo è inevitabile affrontare. Chi non l’ha provato? Chi non si è sentito un po’ Craig?


5. Purity- Jonathan Franzen

16934127_10212154470485257_844114768_nSu Purity Tyler, detta Pip, gravano troppe responsabilità, il debito scolastico, una madre ipocondrica e nessun padre . L’incontro fortuito con un’attivista a Oakland la porta ad accettare uno stage presso la sede del Sunlight Project, un’organizzazione clandestina che divulga via rete notizie riservate sui traffici mondiali. Così non solo potrà aiutare il mondo ad essere migliore ma anche a cercare notizie su suo padre. Purity si ritroverà a conoscere personalità del calibro di Julian Assange e a stravolgere la sua vita. Franzen ancora una volta incanta con il suo stile attraverso una vera e propria galleria di personaggi, in un tempo e spazio che variano dalla Germania dell’Est degli anni 80 a Philadelphia, Denver, alla Bolivia di oggi.

.6. Duma Key- Stephen King

16923697_757071801117736_1103989155_nDuma Key è un posto paradisiaco, un’isola semideserta dispersa nei mari della Florida. Su quest’isola si trova Big Pink: una deliziosa villa sulla spiaggia dove Edgar Freemantle decide di trasferirsi in seguito ad un tragico incidente. Ma Duma Key non è un posto così noioso come Edgar pensava, qui conosce Wireman, che in un’altra vita faceva l’avvocato (e con cui scopre di avere molto in comune!) e la signora Elisabeth, anziana donna afflitta dal morbo di Alzheimer, nel cui passato sembra celarsi un mistero. Durante il soggiorno a Duma Key, Edgar, pur privo di un arto a causa dell’incidente, riscopre una vecchia passione: la pittura. Il suo talento ha però un risvolto decisamente meno piacevole quando capisce che i suoi disegni possono influenzare la realtà e i suoi incubi sembrano prender vita. Qualcosa o qualcuno si sta servendo di Edgar per liberarsi da una millenaria prigionia? La chiave sembra essere l’anziana Elisabeth, che in un momento di lucidità, rivela di aver avuto la medesima possessione da bambina.

7. Notre Dame de Paris – Victor Hugo

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Parigi. Gennaio 1482. Un gruppo di zingari gitani prende possesso di una parte della città di Parigi e la ribattezzano Corte dei Miracoli. Durante la Festa dei Folli monsignor Frollo scorge la piccola Esmeralda tra gli zingari, che intrattiene il popolo con canti e balli insieme alla sua fedele amica Dalì (una capretta), e se ne innamora. Ma la sua posizione religiosa non gli permette di manifestare i suoi sentimenti e così il sentimento per Esmeralda si trasforma ben presto in un’ossessione. La stessa ossessione che gli farà decidere di rapire la piccola zingara e di portarla tra le mura di Notre Dame. Tra quelle stesse mura vive anche Quasimodo, il piccolo campanaro gobbo e sordo che fu accolto e cresciuto proprio da monsignor Frollo. Le circostanze porteranno Quasimodo ed Esmeralda a stringere una bella amicizia che accompagnerà il lettore in tutto il libro, insieme al misterioso mondo dell’alchimia, alla colorata e caratteristica vita degli zingari e alla conoscenza del valore della polizia cittadina. Il tutto sullo sfondo di una Parigi di fine XV secolo che catturerà il lettore e lo conquisterà.

8. Haiku

9780226922218Qualsiasi edizione o raccolta voi scegliate, gli Haiku sono frammenti di pura poesia giapponese che vanno letti e assaporati almeno una volta nella vita. Lasciatevi trasportare dalle pennellate e dai tocchi leggeri di questi versi. Amplificate l’immaginazione ed evocate i fiumiciattoli, gli uccelli, il vento, le foglie. Date un senso vostro e personale e apprezzate la magia orientale. Un’esperienza di lettura che vi consiglio di fare con tutto il cuore!

9. Revolutionary Road – Richard Yates

124_revolutionaryroad_1175289944Richard Yates esplora la vita piena di apparenza e ipocrisia di Frank e April, una coppia della middle class americana. Nonostante l’ambientazione negli anni ’50, Revolutionary Road appare più che mai attuale e sembra ricordarci che nulla è cambiato nella nostra così frequente incapacità di amare. Ognuno di noi si chieda quanti Wheeler conosce? Un amaro romanzo, scritto divinamente, sull’infelicità e sui rimpianti. Un libro incantevole e devastante allo stesso tempo. Leggete prima il libro e solo successivamente concedetevi la visione del film.

10. Magic Kingdom – Elkin Stanley

9788887765892_0_0_317_80Una lettura che assomiglia tanto a un giro sulle montagne russe. La trama è estremamente interessante e originale. Eddy dopo aver perso Liam, suo figlio di 11 anni, per un brutto male, decide di avventurarsi in una nuova impresa: portare un gruppo di giovanissimi malati terminali a Disney World. Prima di leggere questo romanzo ero convinto che raccontare una storia del genere potesse scivolare nella narrativa del dolore e sfociare nel melodramma; invece Stanley Elkin consegna al lettore la semplice verità del suo racconto. Surreale e divertente.

 

 

 

Autrici: PatriziaHeathcliff,  yorukoe, dolcedany84, ilariamoruso, londa92

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Consigli in pillole: 10 romanzi epistolari da leggere assolutamente

Buongiorno lettori! Eccoci qui con il secondo appuntamento con la serie di articoli-consiglio riguardanti le categorie della Challenge 2017. Oggi parliamo di romanzi epistolari. Ecco i nostri consigli in ordine casuale 🙂

P.s.
per chi si fosse perso la nostra challenge, trovate tutte le info qui
per chi invece si fosse perso il primo articolo, lo trova qui

1. La signora di Wildfell Hall – Anne Bronte

la-signora-di-wildfell-hall_7875_x1000 Gilbert Markham vive un esistenza ordinaria come giovane proprietario terriero in una cittadina inglese assieme alla madre alla sorella. Ha cominciato ad intraprendere una corrispondenza epistolare con un suo amico di vecchia data a cui ha promesso di raccontare le novità della sua vita. Un giorno vede in chiesa una giovane donna in nero che assieme al figlioletto Arthur ha preso in affitto la tenuta di Wildfell Hall abbandonata da tempo. Stregato dal mistero della bella Helen, Gilbert entrerà in contatto con l’infelice esistenza di una donna determinata e forte, costretta a fuggire dalla violenza e dal male di un uomo… Anne Bronte ci regala un romanzo denso di modernità e dolore, consigliato agli amanti delle sorelle Bronte e a chi ha sempre sottovalutato la sorella minore che qui dimostra grandi capacità di scrittura e si dimostra perfettamente all’altezza delle due sorelle più famose.

2. Noi siamo infinito – Stephen Chbosky

16650482_1988105507904566_1556972459_nCharlie è un adolescente che scrive lettere ad un “amico” anonimo riguardo a quello che gli succede a scuola e nella vita di tutti i giorni. E’ il primo giorno di liceo, Charlie non conosce nessuno, il suo migliore amico si è suicidato e si trova da solo. Qui conoscerà un professore di letteratura inglese e due fratellastri, Sam e Patrick con cui legherà. “Noi siamo infinito” è un romanzo moderno che tratta temi contemporanei come il sesso, la droga, il suicidio, l’omosessualità e la pedofilia: non potrà non rimanervi dentro Charlie.

3. Le relazioni pericolose – Pierre-Ambroise-François Choderlos de Laclos

image_bookUltimo romanzo settecentesco di genere libertino, “Le relazioni pericolose” pubblicato nel 1782 ci regala uno spaccato di aristocrazia ormai decadente. I protagonisti sono il visconte di Valmont e Madame de Merteuil, due nobili libertini rappresentati di una figura sociale molto in voca a quel tempo. I due si sfidano nel conquistare una giovane appena entrata in società e destinata a sposare un nobile ex amante della Merteuil e una donna integerrima sposata con un magistrato. I due scambiandosi lettera intesseranno intrighi e piani che colpiranno molte persone e rovineranno molte vite. Bellissimo romanzo epistolare che descrive appieno il clima di un ambiente aristocratico senza più valori. Bellissimo anche il film del 1988.


4. Lettera al padre – Kafka

8fro84ssiju1_s4Lettera al padre è una lunga, tormentata lettera che il giovane Kafka scrive al genitore. Tutto ha inizio da una domanda: Perché hai paura di me? La risposta che segue è lunga e complessa. L’autore analizza minuziosamente il rapporto conflittuale col padre rievocando episodi dell’infanzia per poi arrivare all’età adulta; vengono così alla luce una serie di meccanismi disfunzionali che dominano la relazione tra padre e figlio. Le accuse principali rivolte al genitore sono l’educazione incoerente e troppo rigida e le scarse dimostrazioni d’affetto. Kafka vive un costante senso di inadeguatezza che lo confina all’ombra del padre. Il piccolo Franz cresce nella paura, ma soprattutto prova vergogna per quello che è e per quello che invece, sente di dover essere. Una lettera commovente e piena di verità, uno spaccato della vita di Kafka che non può lasciare indifferenti i lettori.


5. Lady Susan – Jane Austen

978-88-541-5152-9L’autrice non ha bisogno di presentazioni. In questo breve libro ritroviamo tutta l’ironia e la sagace della Austen. La protagonista, Lady Susan è una donna estremamente intelligente, spigliata e spregiudicata che non nutre alcun interesse per i sentimenti degli uomini con cui si diverte a giocare. Vedova da poco, decide di fare visita alla sua famiglia Veron in una cittadina di provincia, con l’intento di sfuggire alle velenose voci su una doppia relazione che la donna sembra avere a Londra.
In questo universo borghese fatto di pettegolezzi da un lato e rigide regole dall’altro, c’è la figura della figlia di Lady Susan, Frederica, tanto odiata dalla madre che farà innamorare di lei l’uomo per il quale la figlia si è invaghita. Insomma, un classico dipinto della vita da salotto di fine ‘700, argutamente dipinto e nel contempo criticato con la grazia che solo la Austen ha.
Se avete bisogno di una lettura divertente, leggera ma valida, cercate rifugio in queste breve romanzo.

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6. P.S. I love you – Cecilia Ahern
516bjyu6rpl-_sx331_bo1204203200_“P.s. I love you” è il romanzo d’esordio della scrittrice Cecilia Ahern. Holly e Gerry sono una coppia giovane e sono felici. Ma un giorno Gerry verrà colpito da una grave malattia e morirà. Troverà però il modo di essere presente nella vita di Holly facendole recapitare ogni mese una lettera diversa. Ed ognuna termina nello stesso modo: “P.S. I love you”. Grazie a queste lettere, cariche d’amore e di speranza, Holly capirà che la morte di Gerry non deve impedirle di vivere, che può proseguire la sua vita portando per sempre il suo grande amore nel cuore. Un libro dolcissimo con un grande insegnamento. Se siete in vena di romanticismo questo è il libro che fa per voi.

7. Ti scrivo che ti amo. 299 lettere d’amore italiane – (a cura di) Guido Davico Bonino

7200081_2082524Una piacevolissima scoperta tra gli scaffali di una libreria: “Ti scrivo che ti amo” è una raccolta delle più belle poesie d’amore italiane. Ritroviamo  personaggi come Michelangelo Buonarroti,  Isabella de’ Medici, Tasso, Alfieri, Foscolo, Manzoni, Pellico, Rossini, Leopardi, D’annunzio, Pirandello, Gramsci e tanti tanti altri. Lo si può leggere con tranquillità, come sto facendo io, con qualche lettera la sera, prima di addormentarsi. Davvero piacevole immergersi nelle parole, nei pensieri intimi e nelle vite di personaggi importanti come questi. Davvero super consigliato!

8. Ultime lettere di Jacopo Ortis – Ugo Foscolo
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Una delle opere più sofferte e viscerali di Foscolo. Le lettere, inviate da Jacopo Ortis all’amico Lorenzo Alderani che le raccoglie e le ordina, sono “ultime”,  prannunciatrici fatali del fatale destino di Ortis, il suicidio. Impetuoso e passionale, politico e sentimentale, il romanzo è squisitamente tragico ed eroe tragico è il protagonista, incapace di compromessi e mediazioni, votato a valori assoluti destinati a essere frustrati, destinati alla distruzine e all’oblio.  Frustrati saranno anche i valori della cultura illuminista, incapace di permeare la storia e di cambiarla. Un’opera che tratteggia l’interiorità del protagonista e dell’Essere Umano, la mette a fuoco, la disgrega fino all’implosione.

9. Scrivimi ancora -Cecelia Ahern

thumb_book-scrivimi-ancora-330x330_q95Simpatico e irriverente, Scrivimi Ancora racchiude una raccolta di lettere che delineano la travagliata storia d’amore tra Rosie e Alex. Attraverso brevi SMS, biglietti d’auguri e lettere, l’autrice riesce a dipingere alla perfezione dei personaggi divertenti che non hanno bisogno di ulteriori descrizioni fisiche o caratteriali. Perfetto per rilassarsi e da leggere in breve tempo, siate pronti a ridere grazie alle lettere della piccola e ingenua Katie, dispensatrice di innocenti consigli e massime.

10. Train man. Romanzo d’amore collettivo  – Nakano Hitori

2436817“Train man” è un romanzo “epistolare” atipico. Non sono le lettere a fare da protagoniste, ma le e-mail (o meglio, i messaggi su un forum). All’inizio ero scettica e sicuramente piena di pregiudizi verso un epistolare così diverso, “non classico”. Eppure è stata una lettura dolce, piacevole e  divertente. Narra la storia di un ragazzo (che si firma appunto “Train man”) che scrive un appello su un sito per ritrovare una ragazza vista una sola volta in metropolitana. Succede poi che la community di questo “forum” risponde in massa e fa di tutto per aiutarlo. A tratti davvero esilarante, tra vari incidenti di percorso, tutti gli utenti si appassionano a questa strana storia d’amore. Lascio a voi il compito di scoprire come va a finire.

Autrici: PatriziaHeathcliff, Iridiel93, NicoleZoi, MariBookLover93yorukoe, 

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