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La settimana bianca – Emmanuel Carrère

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La settimana bianca”, il mio secondo Carrère, è stata una lettura assai voluta e desiderata. Dopo aver letto “L’Avversario” e dopo esserne rimasta folgorata, ho capito che Carrère è quel tipo di scrittore, così affine ai miei gusti, di cui vorrò leggere tutto ciò che ha partorito. “La settimana bianca” è una lettura atipica che mi piace definire tesa. Tesa perché per tutta la durata della narrazione, il lettore si trova in equilibrio e in tensione continua sul filo di una trama perturbante, dove il turbamento, la paura, l’orrore non vengono banalmente racconti, ma suscitati.

Nicolas, bambino timido e fragile, dovrà tascorrere dieci giorni in montagna con la sua classe. Mentre gli altri bambini arrivano in autobus, Nicolas viene accompagnato dal padre. Già da questo primo episodio si percepisce il distacco emozionale che dividerà Nicolas dai suoi compagni. Nicolas detesta l’idea di dover trascorrere così tanti giorni con loro. E se dovesse di nuovo fare la pipì a letto? Per fortuna però il suo zaino è ben attrezzato con traverse e pigiami puliti. Per sfortuna, invece, il padre dimenticherà il suo zaino in macchina e Nicolas ne rimarrà sprovvisto.
Panico.
Inizia così la scoperta del dramma intimo di Nicolas, che scopriremo essere un bambino chiuso, fragile e bisognoso di protezione. Le sue notti sono spesso abitate da incubi provocati da letture inconsuete per la sua età, che lo attraggono morbosamente e che suscitano in lui pensieri angoscianti e di inquietudine.

La scrittura di Carrère, costernata di frasi brevi, incisive, scarne, è potente ed evocativa. Possiede il dono di far scaturire nel lettore emozioni di tensione, in modo tale che egli possa sentire costantemente l’odore di tragedia che aleggia per tutto il libro. «A mano a mano che procedevo nella storia ero sempre più terrorizzato», afferma lo stesso Carrère. Nell’insicurezza e nello smarrimento suscitati da questo autore sorprendente, imparerete a conoscere le molteplici fantasie e le paure di Nicolas. Rimarrete in stato di allerta e divorerete le pagine perché sentirete l’assoluta necessità di farlo.

Consiglio questo libro agli amanti del genere noir o a chi, semplicemente, vorrà farsi sorprendere.

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SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Adelphi
Pagine: 139
Prezzo: 16,00 €

 

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L’uomo che cadde sulla terra – Walter Tevis

«Non era un uomo, eppure era molto simile all’uomo». E allora cosa è l’individuo gentile e fragile che si fa passare per cittadino britannico, nascondendosi dietro il nome altisonante di Thomas Jerome Newton, che accumula in breve tempo una vera e propria fortuna grazie a invenzioni geniali e inaudite, che vive in solitudine quasi completa dedicandosi a un compito misterioso e immane? (minimumfax.com)

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Avete presente quando avete voglia di un libro che vi faccia venire i brividi per quanto vi piace, per ciò che racconta, per come lo racconta, per quello che riesce a trasmettere? Ne leggete uno e ok, è bellissimo, vi ha strappato sorrisi e lacrime ma non vi ha dato quel senso di pienezza, di soddisfazione completa che cercavate. Ma va bene così. Per un lettore è così raro trovare quel libro, riscoprire e riassaporare certe emozioni provate tempo fa con una lettura che gli è rimasta nel cuore e per la quale ha continuato a cercare negli anni qualcosa alla sua altezza.
Senza dubbi, senza vergogna, senza remore, vi confesso di aver trovato qualcosa di molto simile ne L’uomo che cadde sulla terra di Walter Tevis.  Comprato per caso, questo libro meraviglioso è entrato in casa mia, a Roma, tra i pochi libri che ho qui. L’ho scelto per caso, perché tra 4-5 libri disponibili mi ispirava lui. Ed è stata una lettura poetica, struggente, emozionante.

Jerome Newton è un extraterrestre, messosi in viaggio dal suo pianeta, Anthea, verso la Terra. Si è preparato per anni, ha studiato gli essere umani per un tempo assai lungo prima di intraprendere il suo viaggio. Lo scopo della sua immensa traversata, che scoprirete durante la lettura, lo porterà a compiere varie azioni indispensabili, tra le quali quella di diventare ricchissimo. Newton è un personaggio solitario, perennemente pensieroso e in crisi. Durante la lettura attraversa una fase di evoluzione spettacolarmente romantica.  L’immedesimazione conNewton è così facile e immediata che sorprenderà il lettore. Non è affatto scontato, infatti, provare una tale empatia per un personaggio, soprattutto se pensiamo al fatto che è un alieno. È proprio questo infatti uno dei punti di forza di questo romanzo.
La dicotomia uomo-alieno diviene sempre meno marcata, meno importante. Si trasforma quasi in una simmetria poetica. L’alieno è anche uomo e l’uomo è anche, imprescindibilmente, alieno.  In un percorso tutto sentimentale, emozionale e carico di simboli, amerete e soffrirete con questo personaggio, pregno di poesia, malinconia, solitudine.  L’uomo che cadde sulla terra è una lettura amara e intelligente, e riesce a valicare i canonici confini del libro di fantascienza. Se non ci si ferma ad un’osservazione superficiale, se si riesce a strappare l’involucro degli elementi fantascientifici – pianeti, navicelle, comunicazioni aliene – si riesce a scoprire un romanzo quasi psicologico ed esistenziale. I personaggi, i loro pensieri, i loro passi e le loro decisioni, riusciranno a toccarvi nel profondo, e trovo che questa sia una capacità eccezionale, che ho trovato veramente in pochissimi libri. Tanti mi hanno emozionata, pochi hanno svegliato in me sentimenti del genere.

Fissò a lungo la propria immagine e poi si mise a piangere. Non singhiozzava, ma le lacrime gli uscivano dagli occhi, lacrime del tutto uguali a quelle degli uomini, e scivolavano giù dalle guance sottili. Piangeva di disperazione.
Poi parlò forte, in inglese. «E tu chi sei?» disse a se stesso. «E di che paese sei?»
Vedeva il suo corpo riflesso dallo specchio, ma non sapeva riconoscerlo come cosa sua. Gli era estraneo.

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David Bowie nel film omonimo

Senza distinzioni per genere letterario, consiglio questo gioiello di lettura a chiunque abbia voglia di emozionarsi con sentimenti che innalzano il lettore sopra tutto ciò che è quotidiano e immediatamente raggiungibile, e a chiunque abbia voglia di intraprendere un percorso disseminato di poesia e dolce malinconia.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Minimum Fax
Pagine: 231
Prezzo: 13,00 euro 

 

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Memorie di un Cyborg – Alex Zaum

WhatsApp Image 2018-01-05 at 13.49.50Un bel giorno, girando distrattamente su Facebook, una foto cattura la mia attenzione. E’ un post della libreria barese “Zaum” (Ormai Prinz Zaum) e diceva così:
“Qualche giorno fa arriva la mail di un editore sulla posta di Zaum. Dice, tra le altre cose:
“Le scrivo, per indicare una novità editoriale di un autore barese vostro assiduo cliente che avrebbe piacere di vedere alcune copie del suo libro presso la vostra libreria.
L’autore si chiama XXXXXX e scrive sotto lo pseudonimo di Alex Zaum (a quanto sembra lo pseudonimo prende spunto dalla vostra libreria).”
Come dirgli di no?”
E io come potevo dirgli di no? Una bella copertina, un titolo che odorava di fantascienza, una trama che prometteva mondi apocalittici.. la decisione era presa, il libro (il giorno stesso) pure. Qualche mese dopo poi è l’autore stesso a contattarci proponendoci il suo libro. Era destino!

“Memorie di un Cyborg” mi ha tenuto compagnia durante le vacanze natalizie e devo dire che era esattamente la lettura che ci voleva dopo il periodo super stressante della tesi/trasferimento/lavoro.  Un libro perfetto per un’amante della fantascienza e del distopico come me.

Ci troviamo in un futuro apocalittico segnato dalle conseguenze della terza guerra mondiale. L’acqua è infetta, l’aria irrespirabile, la terra bruciata. Le città hanno perso lo splendore di un tempo e ogni cosa è più cupa, diversa. La società che conosciamo è decaduta in favore di una nuova, nella quale dopotutto sussiste ancora la più antica delle differenze: quella tra i potenti e gli sfortunati. Una fetta del mondo è gestito dalle cosiddette corporazioni che fondano il loro potere sul monopolio dell’acqua o sulle invenzioni in bio-meccanica. Il resto del mondo, i sopravviventi vivono come reietti della comunità, come veri e propri zombie sociali.

In questa cornice sconvolgente, il nostro protagonista Sean Parker, un cyborg, e il suo socio Christopher Tuttle vengono ingaggiati dalla Stilla Corporation per indagare su un misterioso furto, avvenuto in maniera del tutto inspiegabile, all’interno dei loro laboratori. Il furto in questione riguarda il Progetto 2037, sul quale aleggia un’ombra misteriosa: cos’è? Perché è tanto importante per la Stilla? Ma soprattutto chi l’ha rubato?

E’ compito del lettore scoprirlo e seguire le avventure dei personaggi, godendosi una lettura adrenalinica, dal ritmo incalzante e contornata da un’ambientazione affascinante. Ho tanto apprezzato anche quei piccoli riferimenti cinematografici (e non solo) disseminati per il testo, che mi hanno fatto capire che l’autore si “poggia” su solide basi anche dal punto di vista letterario (basta leggere all’inizio quali sono gli autori che lo hanno ispirato).
I personaggi, dotati di un’ottima caratterizzazione, pongono il lettore d’avanti a certe questioni etiche che donano punti di forza a questo romanzo di fantascienza. Lo stesso autore nella postfazione dice: “L’elemento di evasione è solo l’aspetto più evidente del genere fantastico. Per molti versi il fantastico è l’essenza del romanzo politico e, nello stesso tempo, di quello psicologico”. E io mi trovo pienamente d’accordo. Il motivo per il quale adoro Orwell, Auxley, Golding e i distopici in generale, è perché dietro il velo dell’intrattenimento e dell’esercizio di fantasia, si nascondono i simboli e le riflessioni. E cosa si potrebbe volere di più da un libro?

Sento di consigliare questo libro sia agli amanti del genere che non. Il racconto è sotto tutti i punti di vista molto interessante e il finale si snoda in maniera impeccabile tra colpi di scena e rivelazioni importanti.
Concludo dicendo che l’autore, Alex Zaum, ha intenzione di scriverne anche un seguito che noi di Leggendo a Bari saremmo felicissime di leggere. 😉

 


SCHEDA DEL LIBRO:

Editore: Eden Editori
Pagine: 432
Prezzo: € 15,00

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10 libri per tutti da regalare a Natale

In occasione del super imminente Natale 2017, noi di Leggendo a Bari vorremmo consigliarvi 10 titoli da regalare ad un amico lettore e non. 10 romanzi che, secondo noi, sarà impossibile non amare!

1. L’Avversario – Emmanuel Carrère

librocarrereQuesto libro mi ha folgorata. L’avversario di Carrère è un libro agghiacciante, una storia vivida che lascia un segno profondo. “Il 9 gennaio 1993 Jean-Claude Romand ha ucciso la moglie, i figli e i genitori, poi ha tentato di suicidarsi, ma invano. L’inchiesta ha rivelato che non era affatto un medico come sosteneva e, cosa ancor più difficile da credere, che non era nient’altro. Da diciott’anni mentiva, e quella menzogna non nascondeva assolutamente nulla. Sul punto di essere scoperto, ha preferito sopprimere le persone il cui sguardo non sarebbe riuscito a sopportare.” (ibs.it)
Emmanuel Carrère disegna per noi i tratti enigmatici di questo personaggio che, a sangue freddo, ha deciso di sterminare i suoi cari. L’autore, che ha incontrato egli stesso Jean-Claude Romand, descrive la sua personalità in ogni sfaccettatura con un’abilità disarmante. L’avversaio è una storia sconvolgente, con un protagonista pregno di duplicità e Carrère dipinge per noi l’uomo e l’assassino in una modo che lascia senza fiato. Se volessi fare un regalo eccezionale, beh, regalerei questo libro.   (Patrizia)
Prezzo: 17 €

2. Omero, Iliade – Alessandro Baricco

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Chi mi conosce sa che amo Alessandro Baricco e che adoro i suoi romanzi. Tutti conoscono i poemi omerici e le storie e avventure degli eroi greci e troiani: Achille, Ulisse, Ettore, Paride. Questa è una trascrizione in chiave letteraria dell’Iliade, raccontata dal punto di vista dei singoli personaggi che si alternano nella narrazione. Non ci sono gli dei, ma solo coloro che la guerra l’hanno combattuta e vissuta: abbiamo la voce di Cassandra, di Briseide e di tanti altri. E’ un concertato che rinnova ciò che abbiamo imparato sui banchi di scuola. Consigliato agli amanti dell’epica ma anche per un regalo ad un giovane ragazzo, per smontare la percezione scolastica. (Lydia)
Prezzo: 8,50 €

3. L’amore che mi resta – Michela Marzano

arton146672Daria è una donna che si trova, improvvisamente, a lottare cosa un qualcosa di enorme: il dolore che può provocare la perdita di un figlio. Dolore ancora più grande quando si capisce che si è trattato di suicidio. Perché Giada, figlia adottiva di Daria e Andrea, ha deciso proprio di suicidarsi. Ed è da questa orribile vicenda che si dipana questo romanzo: quasi un diario, un lungo flusso di coscienza che ripercorre un sentiero fatto di buio e di dolore che Daria dovrà necessariamente percorrere per ritornare a vivere.
Un romanzo lacerante ma anche immensamente dolce che lascerà al lettore un retrogusto dolce-amaro e tanto a cui pensare. (Daniela)
Prezzo:17,50 €

4. Che la festa cominci – Niccolò Ammaniti

ammanitiArriva Natale e per tutti coloro che decidono di regalare libri (ottima scelta!) gli interrogativi sono tanti. In linea di massima il mio consiglio è quello di buttarsi su delle letture che abbiano uno stile scorrevole e una trama originale: un mago in questo senso è senza dubbio Ammaniti. Le sue storie sono sempre a metà strada tra il buffo ed il grottesco, alcuni passaggi fanno persino accapponare la pelle, altri ridere come non mai… ce n’è per tutti i gusti! Tra tutti i suoi romanzi mi sento di consigliarvi Che la festa cominci, un romanzo corale, affresco di vizi e virtù della nostra epoca dove una serie di bizzarri personaggi intrecciano casualmente i propri destini per dare vita ad una storia strampalata e divertente. Si parla di una grande festa mondana nel cuore di Roma, una setta satanica dai bizzarri adepti e uno scrittore sulla via del fallimento… insomma, i presupposti per un ottimo libro ci sono tutti! Assolutamente consigliato. (Giulia)
Prezzo: 14 €

5. Le otto montagne- Paolo Cognetti

Questo è il libro dell’anno. La storia narrata è quella dell’amicizia fra due uomini Pietro e Bruno; un rapporto fatto di silenzi, conversazioni incomplete e frasi sospese.
La montagna sarà la grande protagonista del racconto, fornendo lo sfondo perfetto per la descrizione di un ,modo fatto di sacrifici, solitudine e introspezione. Il rapporto padre/figlio poi, sarà un altro tema sviluppato con estrema delicatezza e troverà spazio anche lo scontro fra generazioni e modi di vedere il mondo tanto distanti, quanto complementari. Vincitore dell’ultimo Premio Strega, è il regalo perfetto per animi sensibili e sognatori che apprezzeranno senz’altro lo stile preciso ed evocativo di Cognetti. (Nicole)
Prezzo: 18,50 €

6. Cyrano de Bergarac – Edmond Rostand

oTruW7n6cCry_s4-mChi conosce i miei gusti letterari sa benissimo quanto io ami i classici di ogni epoca e quanto io vada alla ricerca di opere che mettano in moto un processo introspettivo mente-cuore, bandendo in assoluto il banale happy ending. Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand è tutto questo e molto altro.
Sottile è la linea che separa il tragico dal comico in questa piccola grande opera di Edmond Rostand. Se l’elogio del naso vi farà ridere di gusto, le malinconiche riflessioni di Cyrano vi renderanno, battuta dopo battuta, vicini al suo “umano sentire”. L’ironia, mai fine a se stessa, addolcisce l’amarezza dell’amore non ricambiato per la bella cugina Rossana. Quest’ultima, però, confessa a Cyrano di essere follemente innamorata del valoroso e avvenente Cristiano. Ed è proprio questa situazione a mettere in moto l’azione teatrale: Cristiano sarà la “maschera” che pronuncerà in presenza di Rossana le bellissime parole, piene di sentimento, suggerite dall’abile Cyrano. I due uomini sono complementari, sono l’uno la parte mancante dell’altro: la bellezza estetica incontra la bellezza della parola, la forma incontra la poesia.
Amore e amicizia, i due temi attorno ai quali gira tutta l’opera, si intersecano formando un ordito aureo. La verità dell’amore, quello puro, sincero, incondizionato, resistente anche alla guerra, sarà la cifra di Cyrano e dell’opera tutta.
La meraviglia della scrittura di Rostand consiste nella capacità di permettere al lettore – pagina dopo pagina – di far proprie le inquietudini, i sentimenti e le riflessioni dei personaggi, giungendo dal particolare all’universale. La maschera di Cristiano/ Cyrano cade e con questa la pretesa di circoscrivere i personaggi alla pagina scritta: vi è infatti il rispecchiamento totale tra il lettore e il personaggio. (Marika)
Prezzo: 9,50 €

7. Follia per sette clan – Philip K. Dick

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Dalla penna peculiare di Philip K. Dick, famoso scrittore di fantascienza, questo libro rappresenta un connubio tra finzione e amaro realismo. La visione dei disturbi mentali, di stampo più arcaico, non intacca, però, i significati morali che l’autore vuole mandare.  I temi trattati sono quelli dell’inettitudine, del confine tra malattia e normalità, della visione della donna e della passione, evidenziando un dualismo tra amore e promiscuità.
Il romanzo sembra un viaggio onirico nella psiche non solo del protagonista, ma dello scrittore stesso, il tutto condito da un intreccio pieno di enigmi e colpi di scena, umorismo, creature bizzarre e tanta riflessione. Una lettura sempre attuale. (Sabry)
Prezzo: 9,90 €

8. La straniera – Diana Gabaldon

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Il libro che mi sento di consigliarvi da regalare per Natale, è un romanzo che io stessa ho letto (o meglio divorato) in questi giorni natalizi. Si tratta del primo libro della serie “Outlander”, La Straniera, uno dei libri più avvincenti e appassionanti che mi sia capitato di leggere ultimamente. Narra la vicenda fuori dall’ordinario di una ex infermiera militare, Claire Beauchamp, la quale, in visita ad un antico cerchio di pietre in Scozia, dove si trova in vacanza, viene inspiegabilmente trasportata indietro nel tempo, nella Scozia del 1743. Claire si ritroverà ad affrontare un mondo completamente nuovo, abitato da uomini e donne con abitudini lontanissime dalle sue. In questo mondo sconosciuto, incontrerà un giovane guerriero scozzese, Jamie Fraser, al quale si troverà legata da un amore inaspettato e intenso. La guerra di ribellione tra i clan delle Highlands scozzesi contro gli invasori inglesi, fa da sfondo e si intreccia alla storia dei due protagonisti. Dunque, un romanzo storico, impreziosito da una storia d’amore e passione che vi terrà con il naso incollato alle pagine per tutto il periodo natalizio! (Polly)
Prezzo: 12 €

9. Il Cerchio – Dave Eggers

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Se vi piacciono i distopici, o se non vi piacciono (provateci, dai!) io vi consiglio Il Cerchio di Dave Eggers. Il Cerchio è una grandissima società che non ha concorrenza. È potente, innovativa, all’avanguardia. Avere un posto al Cerchio, significa diventare parte di un enorme meccanismo che detiene “il potere” di tutto o quasi. Mae Holland, dopo un lavoro sconclusionato e decisamente poco appagante, riesce ad ottenerlo. Cosa c’è all’interno della società che ha concepito un nuovo modo di gestire le informazioni di tutti e dove la privacy sembra un reato? Come funzionano i suoi ingranaggi? Se volete addentravi all’interno di una lettura interessante e attualissima, questo libro fa al caso vostro. In questo romanzo potrebbe esserci la realtà. Forse un futuro prossimo? Non lo so. Ma gli spunti di riflessione saranno tanti e automatici, naturali. Una lettura appassionante davvero adatta a tutti. Straconsigliato! (Patrizia)
Prezzo: 14,50 €

10. Festa Mobile – Ernest Hemingway

downloadSe vi è capitato di guardare il film di Woody Allen, Midnight in Paris e innamorarvene perdutamente e sognare di poter conoscere tutti i più grandi artisti del primo 900, questo è il libro giusto per voi. Ernest Hemingway con la sua prosa unica, racconta la città più amata dallo scrittore, la Parigi degli anni Venti. Il posto più bello per lavorare, dove era “povero ma felice”. Tra feste, bevute, corse di cavalli, passeggiate per la Rive Gauche, visite alla libreria Shakespeare e Company sarete immersi in un’atmosfera di libertà, vita e fervore. Hemingway si muoverà tra i più grandi intellettuali, da Ford Maddox Ford, a Getrude Stein, a Ezra Pound, James Joyce e Francis Scott Fitgerald. Un inno al passato, un’opera d’addio che celebra la vita parigina come una splendida giornata di festa.
(Ilaria)
Prezzo: 10 €


Autrici: dolcedany84ilariamoruso, patriziaHeathcliff, maribooklover93sabrinaguaragnopollyy91

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Lizzie – Shirley Jackson

6038e8ea66c3a3b6c747d9937a5cd531_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyTRAMA:    La protagonista, Elizabeth Richmond, ventitré anni, i tratti insieme eleganti e anonimi di una “vera gentildonna” della provincia americana, non sembra avere altri progetti che quello di aspettare “la propria dipartita stando il meno male possibile”. Sotto un’ingannevole tranquillità, infatti, si agita in lei un disagio allarmante che si traduce in ricorrenti emicranie, vertigini e strane amnesie. Un disagio a lungo senza nome, finché un medico geniale e ostinato, il dottor Wright, dopo aver sottoposto la giovane a lunghe sedute ipnotiche, rivelerà la presenza di tre personalità sovrapposte e conflittuali: oltre alla stessa Elizabeth, l’amabile e socievole Beth e il suo negativo fotografico Betsy, “maschera crudele e deforme” che vorrebbe fagocitare e distruggere, con il suo “sorriso laido e grossolano” e i suoi modi sadici, insolenti e volgari, le altre due. È solo l’inizio di un inabissamento che assomiglierà, più a che un percorso clinico coronato da un successo terapeutico, a una discesa amorale e spietata nelle battaglie angosciose di un Io diviso, apparentemente impossibile da ricomporre: tanto che il dottor Wright sentirà scosse le fondamenta non solo della sua dottrina, ma della sua stessa visione del rapporto tra l’identità e la realtà. (fonte: ibs.it)

 

I casi di questo genere sono comunemente conosciuti come di “doppia” o di “multipla personalità”, a seconda del numero di persone rappresentate; il termine più corretto tuttavia sarebbe quello di personalità frammentata, perché ogni personalità secondaria costituisce solo una parte del normale, complessivo io.

“Lizzie” è il secondo romanzo di Shirley Jackson che leggo. Con questa autrice è stato come in un incantesimo: mi è bastato saggiare le prime pagine di Abbiamo sempre vissuto nel castello (1962) per innamorarmi del suo stile particolare, insinuante, inquieto e placido allo stesso tempo. Lizzie è a mio parere un libro singolare, sia per lo stile che per la trama (bisogna considerare anche l’anno d’uscita, il 1954!), ma soprattutto per i sentimenti contrastanti che riesce a suscitare durante la lettura. Come ho già avuto modo di affermare, Shirley Jackson riesce ad insinuarsi con la sua scrittura fino in profondità, creando un apparente equilibrio dentro di noi che distrugge lei stessa attraverso la follia e la perversione dei suoi personaggi. Personaggi – ovviamente – tutt’altro che tipici, considerando il fatto che in uno se ne rinchiudono già tre!

In questa storia dai risvolti pulp, ci addentriamo in un viaggio negli abissi del disturbo della personalità multipla. A tratti veramente inquietante e disturbante, a tratti quasi divertente, l’argomento della personalità multipla esposto dalla magica penna della Jackson non è soltanto affascinante e interessante, ma direi quasi perturbante (almeno per me che di personalità multiple ne sapevo e ne so veramente poco).
A contornare un argomento così intrigante ci ritroviamo un piccolo ma determinante ventaglio di personaggi che con la loro evoluzione tessono la trama della storia e incrementano il nostro interesse: come andrà a finire?
Dall’eccentrico Dottor Wright all’insolente e chiassosa Betsy, dalla dolce e serena Beth alla timorosa Elizabeth, in un vortice di sensazioni e di brividi lungo la schiena, questi personaggi ci accompagneranno durante l’evolversi della vicenda, ci confonderanno e ci faranno cambiare idea un milione di volte, ma alla fine riusciremo, grazie a loro, ad inserire tutti i tasselli al loro posto.

Quali segreti nasconde il disturbo di Lizzie? Quale personalità avrà il sopravvento? Io ovviamente non vi svelo niente, ma vi anticipo che il finale vi gelerà il sangue nelle vene!

Di seguito la scheda del libro e alcuni link interessanti:

Editore: Adelphi
Pagine: 318
Prezzo: 20,00€

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“La metà che manca” di Graham Jackson, un thriller a quattro mani

WhatsApp Image 2017-06-10 at 16.09.07Per iniziare questa recensione è assolutamente necessaria una premessa: sto per parlare del libro di un’amica. Ebbene sì! Sarebbe stato inutile e non trasparente nei confronti del lettore parlarne in termini vaghi: “L’autore ha scritto…”, “L’autore ha uno stile…”, “Qui L’autore…”. E a me piace essere chiara. La nostra Barbara del gruppo di lettura (e admin di IRead la Tana del Lettore) ha scritto un libro a quattro mani con la sua amica Elena (ex admin della pagina appena citata). Il lettore adesso potrebbe interrompere la lettura della recensione, caricandosi di pregiudizi e cliché come “è sua amica, ne parlerà sicuramente bene”, “recensione truccata”, “complotto” 😀 ma io vi invito a rimanere con me, perché sì, questo libro mi è piaciuto, e lo dico con totale leggerezza d’animo e con sincerità assoluta, e vi spiego perché.

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Dopo questo preambolo doveroso passiamo quindi a parlare di Graham Jackson . Chi è Graham Jackson? Uno pseudonimo, questo è certo. Barbara ed Elena, e anche questo è certo. Ma perché questa scelta? Barbara ci ha raccontato che Jackson e Graham erano i nomi di due personaggi con i quali giocavano in un gdr online e un bel giorno, mentre cercavano di costruire l’ambientazione e la storia per una nuova giocata è arrivato il lampo di genio: “perché non scrivere un libro?”. Ed ecco come nasce La metà che manca.

Sinossi:
La metà che manca inizia quando ancora non c’è niente a mancare e non ci sono frammenti da rimettere insieme. Il 23 ottobre del 1993 Zoe e Dominic Marshall sono ancora convinti che i casi che risolvono sul campo li immunizzino dal diventare dei bersagli. Ma che succede quando, improvvisamente, si viene travolti dal peggiore degli incubi? Ciò che si annida dentro un crimine innesca un processo che trasforma normalità in mostruosità, mostruosità in normalità. Si può evitare il caos? Si può evitare di annegare nel senso di colpa, cedendo alla disperazione o, peggio, alla follia?

«Anna!? ANNA!» Zoe non gli aveva detto che un nome breve l’avrebbe aiutato a non soffocare nel caso in cui la sua bambina fosse scomparsa. È un nome che nasce con lo scopo di essere gridato nei corridoio di una scuola ormai deserta. Dove sei, Anna?

Zoe e Dominic sono due detective. Impastano le mani quotidianamente in crimini, omicidi, casi infelici, rapimenti. Ma Zoe e Dominic sono anche i genitori di Anna. Nessuna abitudine e nessuna corazza acquistata col tempo può salvarli o rendere il loro dolore diverso da quello di qualsiasi altro genitore. Si apre così il libro, con una sparizione abominevole che li getterà nel caos.
Seguiremo passo passo le indagini dei due e il loro coinvolgimento emotivo. Le sensazioni e le emozioni dei personaggi non lasciano il tempo che trovano e sono minuziose, incisive, reali.

Le scene di riflessione e introspezione si alternano all’azione, all’adrenalina pura. Secondo me è più che giusto che in un thriller come si deve sia dato tutto lo spazio necessario ai personaggi, alle loro sensazioni e ai loro sentimenti perché ciò giustifica e ci aiuta a capirne le azioni e l’evolversi della trama. In ciò, La metà che manca, riesce perfettamente.

Ho adorato tantissimo la descrizione del rapporto tra Zoe e Dominic, che subisce una naturale incrinatura e poi un riavvicinamento doloroso ma coraggioso.
Certe parti raggiungono poi un picco di suspense e di angoscia veramente incredibili! Vi ritroverete a sfogliare freneticamente le pagine per capire come andrà a finire quella scena, quel momento topico (ammetto di aver anche sbirciato la fine di qualche capitolo per l’impossibilità di gestire l’ansia xD).

Concludo con il dire che ciò che si può notare subito, e che il lettore attento potrà apprezzare già dalle prime pagine, è la totale assenza di dissonanza tra la scrittura di entrambe le mani. Il lavoro condotto sul testo è eccezionale, sicuramente pieno di riletture, accortezze e aggiustamenti affinché Graham Jackson risulti Graham Jackson. Non riuscirete mai a capire chi ha scritto cosa e questo non fa che donare linearità e scorrevolezza alla lettura. Il lavoro certosino delle due autrici si rispecchia anche nel testo nudo e crudo. L’uso di font particolari per le firme, le lettere o i documenti per le indagini. Rapporti polizieschi veramente realistici e allegati di vario genere minuziosi e dettagliati. Dietro questo libro c’è veramente tanto lavoro e si vede!
Del finale poi, dico solo che sarà sorprendente e disarmante.

Lo consiglio agli amanti del genere e non.

 

SCHEDA DEL LIBRO

Autore: Graham Jackson

Titolo: La metà che manca

Pagine: 312

Editore: Lettere Animate

Prezzo: 13€ – 1,50€

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L’ estate del cane bambino – Mario Pistacchio e Laura Toffanello

copertina

Divorato voracemente, amato in modo sofferto, “L’estate del cane bambino” si prospetta una delle migliori letture del mio 2017.

In una pesino sconosciuto nel veneziano di nome Brondolo, è estate e sei ragazzini giocano a palla, fumano le loro prime sigarette e cercano di scampare a qualsiasi tipo di lavoro estivo imposto dai propri genitori per stare insieme il più possibile. Il loro luogo d’incontro: la Base, dove si sentono liberi come i grandi.
Sono Vittorio, Michele, Stalino, Menego, Ercole e il suo fratellino Narciso.
Brondolo, all’apparenza un piccolo paesino tranquillo, racchiude una piccola comunità segnata da oscurità, leggende, famiglie ambigue e cose non dette ed è la location perfetta per una storia di sparizioni.
Ad un certo punto della narrazione infatti un bambino scompare e il bambino in questione è proprio Narciso, fratello di Ercole. Al suo posto arriva Houdini, un piccolo cane nero e scodinzolante che abbaia di felicità alla canzone di Claudio Villa che amava Narciso e che sa distinguere i giocatori sulle figurine. Il passo successivo è semplice: Houdini è Narciso, trasformato dal Morto della leggenda paesana.

Dopo la scomparsa, tutta Brondolo si attiva per la ricerca del piccolo Narciso. Vengono immediatamente incolpati i ragazzi e messi in punizione. La gente, il parroco, i genitori sono sicuri del fatto che loro sappiano dove si nasconda Narciso. Tra falsi allarmi, ricerche estenuanti e giorni passati a setacciare il paese e le vicinanze, Narciso non si riesce a trovare. I prossimi sviluppi li lascio al lettore, in modo che possa lasciarsi trasportare da questa storia amara e per nulla banale.

Di speciale questo libro ha molte cose. Innanzitutto la narrazione particolareggiata e segnata da tinte fosche. Poi i personaggi caratterizzati alla perfezione e inseriti magistralmente nel passaggio delicato dall’infanzia all’età adulta e non solo dal punto di vista anagrafico: le vicende che si susseguono e le scoperte sconcertanti fanno sì che Vittorio e i suoi amici, in quell’estate, crescano all’improvviso.

“Non si invecchia mai un po` alla volta. C’è un momento preciso, nella vita, in cui ti accorgi che è successo. È una certezza, e non contano gli anni che hai. Capita quando smetti di andare avanti e ti scopri a guardarti alle spalle. Scruti il tempo che se n’è andato. Lì dietro sono rimasti i tuoi unici amici, i ricordi, l’illusione che niente possa mai finire davvero.”

“L’estate del cane bambino” è un libro malinconico e allo stesso tempo tenero e profondo. Una lettura intensa che ti prende allo stomaco, una scrittura che ho apprezzato tantissimo e che riesce a fare di questo libro sia un romanzo di formazione, sia un romanzo che parla di violenza, di vendetta e di perdono. Una storia sulla difficoltà di diventare adulti che vi lascerà un senso di smarrimento nel quale dovrete ancora riflettere a lungo prima di iniziare la prossima lettura.

Una menzione particolare a nonno Cesilio, personaggio fenomenale che si fa amare senza condizioni e che è un punto di luce all’interno della narrazione.

 

Scheda del libro

Titolo: l’estate del cane bambino
Autori: Mario Pistacchio, Laura Toffanello
Editore: 66th and 2nd
Prezzo: 16,00€
Pagine: 218 p.