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La trilogia dei Sogni

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi di una serie young adult che ho appena finito di leggere: “La trilogia dei sogni” di Kerstin Gier. Ho già avuto modo di conoscere questa scrittrice tedesca grazie alla lettura della “Trilogia delle gemme” e da quel momento sono rimasta completamente ammaliata dal suo stile. La Gier è stata infatti in grado di creare una storia originalissima basata sui viaggi nel tempo e di raccontarla con uno spirito brioso, ironico ed esilarante, facendo subito scattare quella trilogia in vetta alla mia personalissima classifica di romanzi young adult. Non potevo quindi lasciarmi sfuggire l’occasione di leggere “La trilogia dei sogni”, nella speranza che anche questa fosse all’altezza di quanto letto precedentemente. Le mie aspettative non sono state assolutamente deluse e la Gier mi ha regalato nuovamente quel turbinio di emozioni che solo lei è in grado di creare. Ho divorato in pochi giorni questi libri e attendo con ansia che ne scriva altri!

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La trilogia dei sogni si compone dunque di tre libri:

  • Silver – Il libro dei sogni
  • Silver – La porta di Liv
  • Silver – L’ultimo segreto

Liv Silver ha 15 anni e insieme alla sorella Mia, alla bambinaia Lottie e alla cagnolina Buttercup, si è da poco trasferita nella lussuosa abitazione londinese di Ernest, il nuovo compagno della madre. Dopo aver conosciuto il fratellastro Grayson, Liv inizia a fare dei sogni alquanto bizzarri, in cui le capita spesso di incontrare lui e i suoi amici. In uno di questi sogni, si trova ad esempio a spiare i ragazzi mentre sono impegnati in uno strano rituale esoterico in un cimitero. La stranezza di questi sogni è che sembrano incredibilmente reali ma è ancor più strano e inspiegabile come mai quei ragazzi sembrano sapere cose che sono accadute soltanto nei suoi sogni. Liv sa che le stanno nascondendo qualcosa e, da brava amante di Sherlock Holmes, è intenzionata a tutti i costi ad arrivare fino in fondo a questo mistero.

La prima cosa che colpisce dei libri di Kerstin Gier è il carattere ironico e pungente delle sue protagoniste femminili. Il romanzo è narrato in prima persona da Liv che descrive gli avvenimenti, commentando ogni azione ed ogni personaggio con un’ironia pungente e in maniera esilarante e travolgente. Più di una volta infatti mi sono sorpresa a ridere di gusto per quello che leggevo. Oltre alla protagonista, è impossibile non amare un personaggio che fa da cornice a tutto il romanzo, senza il quale la storia non avrebbe avuto la stessa bellezza: Lottie. Lottie ha iniziato a lavorare da ragazzina come bambinaia delle sorelle Silver, ma è poi rimasta con loro anche quando sono diventate grandi e indipendenti. Lei, infatti, si è sempre stata una seconda mamma per le due ragazze, sopperendo alle mancanze della madre, sempre in giro a causa del suo lavoro. Il rapporto tra Lottie, Mia e Liv è meraviglioso e dolce come il profumo dei dolci che Lottie prepara quasi giornalmente; è infatti convinta di poter risolvere qualsiasi problema con le sue prelibatezze.

Nei romanzi della Gier non manca mai una dolce storia d’amore, che non sconfina mai nello smielato o nel volgare. Nella trilogia dei sogni troviamo infatti Liv alle prese con il suo primo amore, Henry Harper, uno degli amici di Grayson, ragazzo bellissimo ma che nasconde anche molti segreti.

La narrazione durante i tre libri che compongono questa trilogia, non ha mai abbassamenti di tono e non risulta mai ripetitiva o noiosa. I libri si leggono tutto d’un fiato e uno dietro l’altro.

Il motivo fantasy alla base di questi romanzi, cioè l’esistenza di un mondo onirico nel quale i protagonisti si aggirano, è molto originale anche se non ha lo stesso mordente e la stessa caratterizzazione caleidoscopica che invece contraddistinguevano i viaggi nel tempo della Trilogia delle Gemme. Questo elemento però è marginale perché lo stile di questa scrittrice e i suoi personaggi renderebbero divertente e accattivante anche la lettura di un libro di ricette.

Il racconto di Liv è inframmezzato dagli articoli del Tittle-Tattle Blog, scritti da un misterioso personaggio “Secrecy”, di cui nessuno conosce l’identità ma che sembra conoscere i segreti, che vengono puntualmente svelati, di tutti i ragazzi della Frognal Accademy, la scuola frequentata da Liv. Il lettore è chiamato a recuperare i vari indizi durante la lettura per cercare di scoprire chi sia Secrecy, la cui identità verrà svelata solo alla fine dell’ultimo libro.

Il Tittle-Tattle Blog della Frognal Academy con gli ultimi pettegolezzi, le novità più attuali e gli scandali più scottanti della nostra scuola. 

CHI SONO: Mi chiamo Secrecy. Sono in mezzo a voi e conosco i vostri segreti.

Durante la scrittura di questa recensione ho anche scoperto che il “Tittle Tattle Blog” esiste davvero! Vi sono riportati sia gli articoli effettivamente presenti nella storia, che articoli nuovi ed è possibile anche commentare e interagire con la scrittrice e gli altri lettori! E’ infatti un blog a tutti gli effetti, che purtroppo è scritto interamente in tedesco. In questo modo Kerstin Gier ha creato un’illusione fantastica in cui i suoi personaggi e le sue storie si materializzano e diventano reali, un pò come i sogni di Liv. È un peccato che però possano goderne soltanto i lettori tedeschi.

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http://www.tittletattleblog.de/

La realtà virtuale creata dall’autrice non si ferma al Tittle-Tattle Blog: ha infatti creato anche un gioco online (http://silber-finale.de/). Durante i suoi sogni Liv si ritrova in uno sconfinato corridoio, dove si affacciano le porte di tutte le persone del mondo. Ogni porta è protetta da una serie di sistemi di sicurezza, in particolare indovinelli ed enigmi. Se questi vengono risolti, è possibile entrare nel sogno del proprietario della porta. Allo stesso modo, ogni giocatore è invitato a creare e personalizzare la propria porta e a raccontare un sogno che potrà essere letto dagli altri giocatori solo se riusciranno a risolvere l’indovinello messo a protezione della propria porta. Nel gioco è possibile infatti vagare nello stesso corridoio in cui si svolge la vicenda della trilogia ed è possibile cliccare sulla porta di qualsiasi giocatore, risolvere l’indovinello e accumulare premi. Purtroppo anche questo è in lingua tedesca! Kerstin Gier ha quindi creato un intero mondo al di fuori dei suoi libri, in cui comunica e crea un rapporto bellissimo con i suoi lettori.

Di questa scrittrice adoro non solo lo stile leggero e mai banale di raccontare, ma adoro anche il suo gusto artistico in fatto di copertine per i suoi libri. Le edizioni tedesche sono infatti molto diverse da quelle italiane, come si vede dalle immagini.

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Trovo le copertine tedesche incantevoli e anche molto più in linea con lo stile brillante ed effervescente di questi romanzi. Le copertine italiane, per quanto belle, sono completamente diverse e suggeriscono un contenuto molto più gotico e oscuro. Trovo quindi che sia un gran peccato che nella versione italiana non sia stato mantenuto il design originale.

In conclusione, posso dire con assoluta certezza che Kerstin Gier è, a mio parere, una delle migliori scrittrici urban-fantasy e young adult dei nostri giorni e i suoi libri non possono mancare nelle librerie di tutti gli amanti di questo genere letterario.

Se non lo avete ancora fatto, correte in libreria e buona lettura!


Scheda del libro

  • Titolo: Silver – Il libro dei sogni / La porta di Liv / L’ultimo segreto
  • Autore: Kerstin Gier
  • Editore: Corbaccio
  • Prezzo: 9.90 € / 16.40 € / 16.40 €

Kipferl alla vaniglia di Lottie

Alla fine del secondo libro di questa trilogia, Kerstin Gier ha riportato la ricetta dei famosi “Kipferl alla vaniglia di Lottie adatti per ogni stagione” e ho deciso di provare a farli per la nostra rubrica Book&Food! Sono davvero buonissimi e facilissimi da fare! Di seguito trovate la ricetta così come è riportata sul libro:

Ingredienti:

  • 200g di burro
  • 100g di zucchero
  • 1 bacca di vaniglia
  • 100g di mandorle macinate
  • 250g di farina
  • Zucchero a velo e una bustina di zucchero vanigliato

PicMonkey Image.jpgMescolare lo zucchero e il burro fino ad ottenere un impasto morbido e cremoso (1). Tagliare la bacca per lungo e grattare l’interno nell’impasto (io per semplicità ho usato due bustine di vanillina). Aggiungere la farina e le mandorle e impastare. Creare una palla e lasciarla riposare in frigorifero per un’ora (2). Stendere l’impasto in modo tale da ottenerne un rotolo e da questo ritagliare bastoncini di circa 2 cm (io ho tagliato dei bastoncini molto più lunghi, di circa 10cm) (3). Dar loro la tipica forma ricurva e infornare per 10 minuti a 190°C sul ripiano intermedio fino a quando si dorano (4). Lasciarli raffreddare e spolverarci su lo zucchero a velo e vanigliato precedentemente mescolati.

Distribuirli a tutti quelli che hanno bisogno di essere consolati, insieme a parole di incoraggiamento, come <<andrà tutto bene>> o <<insieme ce la faremo>>.

Come dicevo prima, Kerstin Gier è in grado di rendere divertente anche una ricetta!

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Buon appetito!

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Il gioco di Gerald

Cari lettori, questo è il periodo dell’anno che amo di più! Adoro l’aria frizzantina, i colori caldi dell’autunno e le tisane fumanti da bere in compagnia di un buon libro. Adoro i paesaggi variopinti di cui si dipingono le città, con le foglie che cadono lentamente al suolo e dipingono con i loro colori i prati e gli angoli urbani. Adoro la sensazione di poter indossare un maglioncino la sera per uscire a passeggio fra i vicoli dei paesi densi degli odori dei camini accesi e delle prelibatezze casalinghe che si cucinano in questo periodo. Adoro tante altre cose, ma qui mi fermo, per non annoiarvi.

Per un amante dell’ horror come me questo periodo è speciale anche per la ricorrenza di una delle festività che attendo con più trepidazione, quella di Halloween. Aspettando la notte del 31, adoro leggere libri a tema, decorare la casa con qualsiasi cosa abbia la forma di un pipistrello o di una strega e cucinare cibi dolci e salati a base di zucca.

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Quale libro è dunque più adatto da leggere nel mese di ottobre se non uno scritto dal re dell’horror, Stephen King? La mia scelta per queste serate autunnali è stata “Il gioco di Gerald”. Questo thriller-horror è sicuramente un romanzo in grado di creare tensione e di lasciare il lettore con il fiato sospeso, anche se non è di certo il migliore di quelli targati King.

Il romanzo racconta dell’esperienza più terribile mai vissuta da Jessie Mahout, giovane donna sulla quarantina, sposata con l’avvocato di successo Gerald Burlingame, che si apprestano a trascorrere un piccante weekend nella loro casa sul lago in una cittadina del Maine. Nell’intimità della propria abitazione, decidono di dedicarsi ad un gioco erotico che avrà però delle conseguenze impreviste. Infatti, Jessie, ammanettata  alla testiera del letto per assecondare le fantasie del marito, si sente improvvisamente in imbarazzo ed umiliata. Quando la sua richiesta di interrompere il gioco e di essere liberata viene ignorata, la donna allontana il marito con un calcio, causando un improvviso infarto al cuore già malato e sofferente dell’uomo che muore da li a pochi minuti ai piedi del letto. Da questo momento inizieranno per Jessie delle ore di puro terrore in cui cercherà di liberarsi in tutti i modi possibili dalle manette. La situazione, che è già tragica, viene complicata dall’intrusione nella casa di un cane randagio, attirato dall’odore di sangue proveniente da Gerald, e di una strana presenza che Jessie soprannominerà “Il cowboy spaziale”: la donna non riesce più a distinguere se quello che vede è reale o è frutto di un’allucinazione dovuta allo stress fisico ed emotivo a cui è sottoposta.

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Solo un grande autore come Stephen King è in grado di costruire un romanzo basato su una storia in cui accade ben poco a causa dell’immobilità fisica della protagonista: la lettura provoca ugualmente ansia, attesa, suspense e lascia il lettore con il naso incollato al libro. Mi era già capitato di riscontrare questa incredibile abilità di King in un altro suo capolavoro, “La bambina che amava Tom Gordon”, romanzo incentrato sulla vicenda di una bambina che durante una gita con la famiglia, si perde nel bosco. Anche in questo caso la vicenda è alquanto lineare, si segue infatti la protagonista durante la sua lunga “passeggiata” nel tentativo di ritrovare la via di casa e durante il percorso non avverrà nulla di eccezionale o particolarmente pericoloso. Nonostante tutto, l’ansia e l’angoscia provate dalla bambina che all’improvviso si ritrova a passare notti e giorni da sola, all’interno di una foresta, sono descritte in maniera talmente intensa da costringermi a chiudere il libro per qualche secondo per poter riprendere fiato, far diminuire il ritmo del mio battito cardiaco e riprendere la lettura.

In “Il gioco di Gerald” King manifesta la sua incredibile maestria nel descrivere in maniera terribilmente vivida e realistica il dolore fisico provato dalla protagonista, descrivendo con precisione quasi “chirurgica” quello che succede ad un corpo quando è costretto a lungo ad immobilità in una posizione non fisiologica e quando è privato da troppo tempo di acqua e cibo.

Un elemento che è possibile riscontrare in “Il gioco di Gerald”, comune a tutte le opere di questo autore, è l’approfondimento psicologico dei personaggi. Nei romanzi di Stephen King nulla viene lasciato al caso e nessun personaggio è una semplice comparsa, neanche lo spaventoso cane randagio che pasteggerà con il corpo del defunto Gerald; lo scrittore dedica ad ognuno un ampio spazio con il risultato finale di creare dei personaggi che il lettore difficilmente può dimenticare e che diventano autonomi e indipendenti dalla  penna dello scrittore.

Attraverso un dialogo costante tra Jessie e varie “voci” che affollano la sua mente, il lettore viene accompagnato nella conoscenza del passato fortemente doloroso della protagonista, caratterizzato da un rapporto particolare con il padre (su cui Freud avrebbe sicuramente molto da dire), nel quale però si nasconde la chiave che permetterà a Jessie di liberarsi dalle manette fisiche e mentali che la imprigionano. Questa forte caratterizzazione dei personaggi rallenta in qualche punto la narrazione che si mantiene però fluida e piacevole. Questo romanzo è più un thriller che un horror puro in quanto gli elementi macabri seppur presenti, non occupano la maggior parte della narrazione, permettendo quindi anche a chi non è un grande amante del genere, di leggere con piacere e coinvolgimento questo romanzo. Come detto precedentemente, questo romanzo non occupa le prime posizioni della classifica dei libri che ho amato del maestro dell’horror, ma ne consiglio fortemente la lettura se si ha desiderio di un po’ di brivido. Insomma, leggere un libro di Stephen King, non delude mai!

Vi lascio con la ricetta di un dolce a base di zucca, consumatissimo in questo periodo autunnale in America, la Pumpkinpie! Vi propongo questa versione con il cioccolato, spero vi piaccia e vi auguro di trascorrere un felice e spaventoso Halloween!

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Scheda del libro

  • Titolo: Il gioco di Gerald
  • Autore: Stephen King
  • Editore: Sperling Paperback
  • Pagine: 368
  • Prezzo: 8.41 €

Pumpkinpie al cioccolato 

Ingredienti:

  • 250 gr di pasta brisée
  • 120 g di cioccolato fondente
  • 240 ml di panna fresca
  • 150 g di zucca già lessata
  • 150 g di zucchero di canna
  • 1 uovo
  • qualche goccia di essenza di vaniglia
  • Mezzo cucchiaino di maizena
  • Un pizzico di sale

PicMonkey Collage1.jpg(1) Cucinare la zucca a vapore dopo averla tagliata a tocchetti per 15 minuti e lasciarla raffreddare. (2) Riporre la pasta brisée nello stampo, bucherellarla e rivestire con un foglio di carta forno e ricoprire con legumi secchi. Cuocere per 10 minuti, togliere la carta forno con i legumi secchi e riprendere la cottura per altri 5 minuti. Al termine della cottura lasciar raffreddare. (3) Montare la panna e (4) sciogliere a bagnomaria 30 ml di panna e il cioccolato e versare sulla base. Lasciar riposare per 10 minuti in frigorifero.

(5) Unire in un mixer la zucca, l’uovo, lo zucchero di canna, la maizena, l’essenza di vaniglia e il sale. Frullare fino a quando non si ottiene una crema morbida ed omogenea. Aggiungere la panna alla crema di zucca (facendo attenzione a lasciarvene una quantità necessaria per decorare la torta) mescolando dal basso verso l’alto. (6) Aggiungere la crema ottenuta alla base e cuocere in forno statico preriscaldato a 180° per 20 minuti. Estrarre dal forno e lasciare raffreddare. Decorare a piacere la torta con la panna montata.

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Ed ecco la vostra pumpkinpie al cioccolato! Effettivamente è venuta un pò diversa da quello che mi aspettavo, ma vi assicuro che è molto buona!

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Per fare questa torta ho usato la classica zucca tonda di Halloween, però mi sono accorta che è molto acquosa. Questo ha aumentato i tempi di cottura facendo assumere alla pumpkinpie questo aspetto caramellato. Vi consiglio quindi di usare una zucca lunga che ha un minor contenuto d’acqua.

Buon appetito!

Fonte: blog.giallozafferano.it/mastercheffa

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Cose da salvare in caso di incendio

Riempì le parole con tutto il suo amore, il suo affetto, la sua preoccupazione per Lena e gliele lanciò, confidando che come fanno i piccioni viaggiatori l’avrebbero trovata e sentì, quella sera, che le sue parole l’avrebbero protetta, che se lui avesse pensato a lei, le avesse voluto bene e lo avesse mostrato all’universo, non le sarebbe successo alcun male.

Questa volta mi ha ispirata l’ultimo libro che ho letto Cose da salvare in caso di incendio di Haley Tanner.

Trama: Vaclav ha dieci anni e un sogno: diventare un mago famoso in tutto il mondo. Ma il sogno più grande è fare di Lena, una compagna di scuola molto speciale, la sua incantevole assistente. Nasce così, all’insegna della magia, l’amicizia che cambierà la vita dei due ragazzini. Vaclav vive con i genitori, ebrei russi emigrati nella terra delle grandi opportunità, in un modesto appartamento di Brooklyn dove il borsc ha impregnato del suo odore ogni cosa. Stesse origini ha Lena, che non ha i genitori, abita con una giovane zia sbandata e passa molto tempo da sola. Si esprime soprattutto con le emozioni, perché l’inglese non è la sua lingua madre e spesso non trova le parole giuste. Ma ci pensa Vaclav ogni volta a regalargliele, aiutandola a leggere il mondo quando per lei diventa indecifrabile. Un giorno la madre di Vaclav scopre un segreto sconvolgente sulla piccola Lena. E da quel giorno la bambina sparisce, come per effetto di un numero di magia. Cosa le è successo? Chi si occuperà di lei? Chi la proteggerà? Per sette anni Vaclav, ogni sera, addormentandosi, si porrà queste domande. Finché la sera del diciassettesimo compleanno di Lena riceverà una telefonata che gli rivelerà ogni cosa e cambierà per sempre la sua vita.

Quella che viene raccontata è la storia di un amore dolce, che cresce poco a poco con i protagonisti e sarà in grado di frantumare le barriere del tempo e della distanza. Ma questo libro non è solo il racconto di una storia d’amore. Tra le pagine del libro aleggia lo spettro di un passato non raccontato che ha il volto della clandestinità, della povertà e degli abusi. E’ un libro capace di arrivare fin nel profondo del cuore, da leggere tutto d’un fiato. Assolutamente consigliato.

Le pagine del libro sono costellate da richiami alla cucina tipica russo-ebraica e in particolare hanno attirato la mia curiosità (e il mio palato) i “rugelach”, dolcetti tipici ebraici di cui trovate qui la ricetta. Davvero buonissimi, da provare assolutamente!

RUGELACH

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Ingredienti:

  • Farina 200 g (100 g farina tipo 00 e 100 g farina manitoba)
  • Sale 1 pizzico
  • Uovo 1
  • Formaggio spalmabile 75 g
  • Latte q.b.
  • Zucchero semolato 1 cucchiaio
  • Panna acida 75 g
  • Marmellata di lamponi q.b.
  • Zucchero a velo q.b.
  • Burro 150 g
  • Mandorle tritate q.b.

PicMonkey Collage.jpg(1) Per chi non avesse la panna acida già pronta, è possibile prepararla facilmente a casa. Versare la panna fresca da cucina in una ciotola e aggiungere alcune gocce di succo di limone, privo di semi e polpa, fino a quando la panna non inizierà ad addensarsi. Lasciare riposare in frigo per almeno 30 minuti. (2) In una terrina aggiungere la farina, il sale, il formaggio, lo zucchero, il burro a pezzetti e la panna acida. Mescolare il tutto velocemente fino ad avere un composto omogeneo abbastanza morbido. (3) Una volta preparato l’impasto, farlo riposare in frigo per diverse ore, anche per una notte intera. Più l’impasto sarà freddo, migliore sarà il risultato. (4) Stendere l’impasto fino ad avere uno spessore di pochi  millimetri. Ricavare un disco dal diametro di circa 24 cm. Stendere la marmellata e le mandorle tritate. Ritagliare 8 o 12 spicchi utilizzando un tagliapasta.

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(5) Arrotolare i vari spicchi così ottenuti fino ad ottenere una forma che ricorda quella dei cornetti, riporli poi su una teglia con carta da forno e farli riposare in frigo per almeno 30 minuti. (6) Spennellare i rugelach con una miscela formata da uovo sbattuto, due cucchiai di latte e mezzo cucchiaio di zucchero a velo. (7) Cuocere i rugelach in forno preriscaldato a 180°C per 20-30 minuti fino a quando non saranno ben dorati.

Fonte: ricettamania.it


Scheda del libro

  • Titolo: Cose da salvare in caso di incendio
  • Autore: Haley Tanner
  • Editore: Longanesi
  • Pagine: 336
  • Prezzo: 16.60 €
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Un thè con Jane Eyre

L’idea di questa rubrica è quella di associare ai libri che leggiamo un cibo a loro ispirato. Ho terminato da poco la lettura di “Jane Eyre” di C. Bronte la cui bellissima recensione è stata scritta dalla nostra Babybooks e potete leggerla qui5913073_344142

La lettura di questo libro mi ha piacevolmente sorpresa. Mi era capitato precedentemente di vederne il film e di solito non amo leggere un libro dopo averne vista la versione cinematografica perchè viene meno l’effetto sorpresa, si sa già come andrà a finire e si hanno già opinioni e pregiudizi sui personaggi.

Sono invece rimasta assolutamente ammaliata dalla scrittura della Bronte, elegante e raffinata, in perfetto stile “British” ma allo stesso tempo moderna. Pagina dopo pagina sono stata partecipe delle emozioni di una Jane che non conoscevo e sono stata accompagnata in un tour guidato delle campagne inglesi e dei modi di vivere della borghesia del 1800. Assoluto protagonista dei pomeriggi inglesi è sicuramente il thè, accompagnato da torte o biscotti di vario genere. Mi sono fatta quindi ispirare proprio dal thè per la prima ricetta di questa rubrica, buona lettura!

BISCOTTI BUSTINA DA THE’

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Ingredienti per 25 bustine

  • Farina tipo 00, 250 gr
  • Zucchero a velo, 125 gr
  • Uova medie, 2 tuorli
  • Burro, 125 g
  • Sale 2 g
  • Cioccolato fondente, 200 gr
  • Vaniglina, 1 bustina

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(1) Aggiungere in un mixer il burro tagliato a pezzi e la farina (2) e frullare fino a quando si otterrà un composto sabbioso (3). (4) Trasferire l’impasto di pasta frolla così ottenuto in una coppa e aggiungere lo zucchero a velo setacciato, i tuorli, il sale e la vaniglina e impastare fino a creare una “palla” che andrà coperta con una pellicola e riposta in frigo per 30 minuti.

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(5) Stendere la pasta frolla in modo che abbia uno spessore di circa 7 mm e ritagliare dei rettangoli di circa 5 cm x 9 cm. (6) Con un coltellino smussare gli angoli in modo tale da ottenere la tipica forma delle bustine da thè e con uno stuzzicadenti praticare un foro nella parte superiore. Infornare i biscotti per 15-20 minuti in forno statico a 180°C. (7) Nel frattempo, sciogliere a bagno maria il cioccolato fondente. (8) Una volta che i biscotti saranno pronti, lasciarli raffreddare e poi intingerli nel cioccolato fuso. Lasciare i biscotti su un foglio di carta forno fino a quando il cioccolato non si sarà solidificato.

I vostri biscotti bustina da thè sono pronti! Spero che questa ricetta semplice semplice vi sia piaciuta e chiedo perdono per le forme un pò irregolari dei miei biscotti, ho ancora tanto da imparare, spero che a voi vengano meglio 😀

Buona merenda e buona lettura!

Sources: GialloZafferano.it


Scheda del libro

  • Titolo: Jane Eyre
  • Autore: C. Bronte
  • Editore: Newton Compton
  • Pagine: 320
  • Prezzo: 3.90 €