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Tutta colpa di Mr Darcy – Shannon Hale

C’è una differenza sostanziale tra i fan (e soprattutto le fan) di Jane Austen: quelli che hanno letto tutti i suoi romanzi e la amano, la chiamano zia, ma riescono a non ricercare quel mondo letterario nella realtà e quelli come Jane Hayes. Jane rappresenta quella fetta di popolazione femminile che si è innamorata di Mr Darcy con l’adattamento BBC di Orgoglio e pregiudizio, quello con Colin Firth giovane e bello che esce dalla fontana. Questa ossessione, mescolata all’amore per il romanzo e per le atmosfere regency ha un po’ traviato la mente di Jane. Infatti la nostra protagonista ammette ripetutamente la sua ossessione, che l’ha spinta ad avere una visione dell’amore idilliaco, che forse manco nell’ottocento era possibile, ma che ai giorni nostri è quasi irreale.

 

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Dopo aver collezionato delusioni amorose una sull’altra, alcune anche abbastanza idiote, figlie di una mente che non riesce a distinguere tra il vero amore e il flirt, frustrata dalla ricerca del principe azzurro che sembra non comparire, parte per una vacanza di tre settimane ad Austenland, in Inghilterra. Jane Hayes infatti è americana, ha studiato arte all’università e lavora come grafica in un’azienda. La morte di una zia molto ricca, vista ben poche volte, ma che ha saputo cogliere il suo amore per Jane Austen, le permette una bella vacanza nella campagna inglese, dove sono state ricreate le atmosfere di Jane Austen e del periodo della reggenza.

Partendo Jane ha solo un pensiero: immergersi in questo mondo per l’ultima volta e rinunciare poi agli uomini che tanto l’hanno fatta soffrire. Così diventa Miss Jane Erstwhile, nipote arrivata dalle ex colonie a trovare dopo anni gli zii. Nella tenuta abbiamo come ospiti anche il colonnello Andrews, un gentiluomo elegante e sulle sue, Mr Nobley e Miss Charming, donna di grandi ricchezze di mezza età che si finge più giovane. Fin da subito Jane comincia a percepire un’atmosfera di noia, le giornate trascorrono tra partite a whist, flirt, libri e cieli nuvolosi e piovosi. L’incontro con Martin, uno dei giardinieri, porta una ventata di passione e di vita reale per Jane, che comincia a passare le serate nel suo alloggio, guardando partite di basket e sentendo musica.

Alla piccola combriccola si aggiunge presto Miss Heartwright, arrivata per curare la povera madre, con spontaneità vive al meglio i momenti con gli altri, almeno fino a che non torna il capitano George Heast, marinaio che l’anno prima le aveva confessato il suo amore ed era stato da lei rifiutato per costrizione esterne.

Ed è così che ripercorriamo alcuni tratti salienti dei romanzi austeniani e assistiamo alla nascita di legami tra coppie che sembrano sempre più reali agli occhi di Jane che non riesce più a distinguere il gioco dalla verità.

Tutta colpa di Mr Darcy di Shannon Hale è una commedia romantica che ci regala una protagonista che perfetta non è per niente, anzi, fa sbagli su sbagli, per certi versi si comporta da ragazzina, quando nella realtà del romanzo ha più di trent’anni. Innamorata dell’amore, o meglio, di un’idea dell’amore, fa errori su errori con gli uomini, vivendo tutto con troppa serietà. Innamorata di Mr Darcy, allo stesso tempo se ne vergogna e invidia profondamente la migliore amica Molly che è sposata e ha bambini. Nel mondo di Austenland si rende conto dell’impossibilità sociale e storica di poter ripetere un tempo del genere nella modernità, lei che da perfetta donna americana figlia del puritanesimo, è dedita al lavoro giorno dopo giorno, trova noiosa e insopportabile la vita sedentaria a cui inevitabilmente erano destinate le donne nell’ottocento.

Ingenuamente però non riesce a immergersi del tutto nella parte, non riesce a recitare sul set come tutti gli altri, rimane se stessa e non riesce quindi più a capire chi stia davvero recitando e chi no. Ma come una perfetta eroina austeniana riesce a riprendere i fili della sua vita e alla fine della vacanza a trovare il suo principe azzurro, regalandosi il lieto fine topico dei romanzi a cui è affezionata. Sembra uscire dalle righe la riflessione sostanziale: ma per noi donne l’amore è davvero così essenziale?

 

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Piemme
Pagine: 234
Prezzo: 18,50€
Voto: 7/10

 

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Poirot sul Nilo – Agatha Christie

Poirot sul Nilo di Agatha Christie è il quindicesimo romanzo scritto dalla famosissima giallista inglese con protagonista il detective belga Hercule Poirot.

Scritto nel 1937, può essere considerato il secondo capitolo di una trilogia che comprende La domatrice Non c’è più scampo, romanzi che vedono impegnato Poirot in un viaggio prima in Egitto e poi nell’Europa orientale.

Siamo a bordo della nave Karnak, una nave da crociera in navigazione sul Nilo. Qui si è riunito un nutrito e variegato gruppo di croceristi tra cui è presente il noto detective Hercule Poirot, per una volta in vacanza.

La personalità più di spicco di questo gruppo è senz’altro Linnett Ridgeway, la ragazza più ricca d’Inghilterra. Ma adesso la ragazza è sposata e si trova lì con il neo marito in viaggio di nozze.

Attorno a lei gravitano ammiratori e detrattori, fidanzati respinti, amiche tradite e molti pettegolezzi. Ma non è l’unica che ha i suoi segreti da mantenere. Infatti ogni singolo individuo presente sulla nave ha i suoi segreti accuratamente nascosti sotto una maschera di perbenismo e rispettabilità.

Ma quando sulla nave si perpetreranno ben due omicidi, sarà allora che Hercule Poirot entrerà in gioco e farà cadere tutte le maschere pur di trovare il colpevole.

Poirot sul Nilo

Lo stile di Agatha Christie non ha bisogno di essere spiegato: scorrevole, lucido ed accattivante.

Credo sia l’unica scrittrice che può permettersi di mettere “tanta carne sul fuoco” e poi avere la capacità di riportare tutto al proprio posto senza tralasciare nulla al caso.

Punto forte dei suoi romanzi è sempre la veste psicologica dei singoli personaggi. Sempre approfondita e acuta, raramente però permette di intuire il vero colpevole prima dell’ultima pagina.

Per quanto riguarda Poirot sul Nilo ho personalmente solo fatto un po’ di fatica ad entrare nel vivo del romanzo visto che il primo assassinio avviene a quasi cento pagine. Ma, una volta entrato nel vivo, anche questo è un romanzo che si legge con la stessa velocità con cui si beve un bicchiere d’acqua.

Poirot sul Nilo è un altro romanzo dell’immensa opera di Agatha Christie che va letto, assaporato e adorato.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Mondadori Oscar Vault
Pagine: 265
Prezzo: 10.00€
Voto: 10/10

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In attesa degli altri trasmettiamo musica da ballo – Malusa Kosgran

In attesa degli altri trasmettiamo musica da ballo è un romanzo di Malusa Kosgran edito da Book a Book Edizioni.

Questo è il terzo romanzo di questa scrittrice, nata a Milano ma trapiantata in Puglia. Io non la conoscevo, questo è stato il mio primo approccio alla sua scrittura.

In attesa degli altri trasmettiamo musica da ballo è, fondamentalmente, la storia di Antonio Di Pinto, un agricoltore ultrasessantenne di Bisceglie (in provincia di Bari) che un giorno, all’improvviso scompare.

La moglie, le tre figlie, i suoi lavoranti e tutti i parenti sono sconvolti. Antonio è un uomo metodico ed abitudinario, dedito al lavoro ancor più che alla famiglia, con nessun vizio e nessun grillo per la testa che ne giustifichi la scomparsa.

Ma qualche giorno prima, lasciandosi andare a delle confidenze con i suoi lavoranti, Antonio ha affermato di essere stato felice solo una volta in vita sua ed è stato quand’era bambino.

Ma la sua infanzia non è stata “normale”: all’età di dieci anni, finite le scuole elementari, il piccolo Antonino fu accompagnato dalla madre a Milano e lì lasciato per lavorare in condizioni non favorevolissime.

Ci troviamo così a ripercorrere quegli anni difficili, anni di formazione che non hanno avuto niente della fanciullezza ma che, al contrario, hanno contribuito a plasmare in maniera precoce, il carattere del primogenito della famiglia Di Pinto.

Ma sarà davvero da ricercare in quegli anni la causa della sua scomparsa? E, nonostante Antonio sia sempre stato un padre apparentemente distaccato e disinteressato alla vita delle figlie, sarà possibile che il mistero della sua scomparsa venga risolto proprio da una di loro?

In attesa degli altri trasmettiamo musica da ballo

Malusa Kosgran ci regala un romanzo delicato e potente. A cavallo tra il presente e il passato, l’autrice ci racconta la vita di un uomo e ci svela i perché di tanti comportamenti attuali del protagonista.

La scrittura è lineare, coinvolgente e accattivante. Da pugliese è stato un piacere leggere anche dei modi di dire nel mio dialetto ed anche molto divertente.

Nella sua semplicità narrativa questo libro regala un’ampia visuale su quello che era il fenomeno dell’immigrazione negli anni ’50 dal Sud verso il Nord, alla ricerca di un lavoro e di una speranza di vita migliore e di come ci si scontrava con la dura realtà.

La caratterizzazione dei personaggi è ben fatta, acuta e dettagliata. Anche quella dei personaggi secondari è ben costruita e contribuisce alla giusta costruzione della storia.

Unica pecca, a mio parere, l’ho trovata nel finale: frettoloso e, per certi versi, inspiegabile. Non voglio esagerare dicendo che rovina tutto il libro ma fa perdere molto delle sensazioni accumulate durante la lettura.

A parte questa piccola pecca posso dire che In attesa degli altri ascoltiamo musica da ballo di Malusa Kosgran è un bel romanzo che apre gli occhi su un mondo che, ad oggi, ci sembra lontano ed estraneo.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Book a Book Editore
Pagine: 458
Prezzo: 18.00€
Voto: 8/10

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La pietra di paragone – Edith Wharton

La pietra di paragone di Edith Wharton ha una protagonista particolare: Margaret Aubin. Margaret è stata una scrittrice di grande talento e, cosa importante, al momento del racconto è morta ormai da qualche anno. Eppure pur essendo morta il suo fantasma sembra aleggiare e premere sulla coscienza del vero protagonista della storia.

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Glennard è un giovane che si occupa di investimenti, ma purtroppo non ha i mezzi finanziari per poter sposare la donna di cui è innamorato, Miss Trent. La loro relazione, pur non essendo mai stata ratificata da una proposta di matrimonio, va avanti da anni. Miss Trent lo ama, nonostante Glennard spesso la consideri quasi un cane fedele, più che una donna da amare.

Sul giornale appare una notizia: uno studioso vorrebbe scrivere una biografia di Margaret Aubin e chiede a chiunque la conosca in vita di dare riscontro di lettere o documenti che possano aiutarlo a delinearla al meglio. Glennard potrebbe fare al caso suo: d’altronde ha conosciuto Margaret tanti anni prima, tra di loro si era instaurato un rapporto particolare, durato nel tempo e concretizzato da uno scambio epistolare. L’idea di cedere quei pacchi di lettere allo studioso lo attira, ma allo stesso tempo viene preso dal dilemma morale. La coscienza vince e quegli incarti tornano nascosti nei cassetti.

Ma qualcosa cambia per Glennard: Miss Trent è stata invitata dalla ricca zia a fare un viaggio in Europa. La separazione e il distacco gli accendono un campanello d’allarme. E se nei cassetti della sua scrivania fosse custodito il segreto della ricchezza?

Il pensiero si tramuta in azione: le lettere vengono vendute, Glennard nasconde di essere stato lui il destinatario dell’intimità della sua cara amica e di essere lui stesso il venditore. Passano un paio di anni: le lettere di Margaret Aubyn sono state pubblicate e portano grande profitto. Tutti le leggono e tutti allo stesso tempo provano disprezzo per essere entrati nell’intimo di una donna che in quelle parole si apre ad un amico. Glennard e Miss Trent sono benestanti e felici: ma qualcosa attanaglia l’animo di lui.

Edith Wharton è maestra nel raccontare i costumi della società americana del suo tempo e questo lungo racconto o romanzo breve ne è l’esempio. In poco più di cento pagine scopriamo tutte le sfaccettature di Glennard: la sua volontà, i suoi dubbi, i suoi timori e la sua crudeltà. Due grandi protagonisti quindi, una scrittrice morta di cui si parla solamente e l’agire di un uomo che proprio per i suoi desideri e vizi è reale. Poi tutti gli altri personaggi secondari, tra cui Miss Trent, fidanzata prima e moglie poi, carattere leale e fedele all’inizio, silenzioso e distaccato poi. E poi Flamel, confidente all’inizio, collezionista di opere letterarie, colui che spinge Glennard alla pubblicazione, perchè Margaret Aubyn per lui è diventata una proprietà di tutti.

Il problema morale attraversa tutto il libro: se una persona muore, è giusto che quello che ha scritto e detto in forma privata venga trasmesso ai posteri solo perchè è famosa? Quanto è labile il confine tra privato e pubblico per chi è conosciuto da molti?

Pubblicato nel 1900 La pietra di paragone, scritto vent’anni prima del capolavoro L’età dell’innocenza, ci mostra il talento di una grande scrittrice, che avrebbe rimescolato le tematiche presenti, in tutte le sue opere successive. Il titolo purtroppo è disponibile nell’unica stampa del 1995 de La Tartaruga edizioni, acquistabile quasi esclusivamente usato. Se riuscite però, non fatevelo scappare!

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: La Tartaruga edizioni
Pagine: 134
Prezzo: 24.000 lire (usato al Libraccio sui 6€)
Voto: 7/10

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Nell’antro dell’alchimista – Angela Carter

51rvN2jqRoLNell’antro dell’alchimista è una raccolta di racconti firmata da Angela Carter e pubblicata da Fazi Editore lo scorso 14 ottobre.

Il volume è diviso in tre parti: Primi racconti scritti tra il 1962 e il 1966; Fuochi d’artificio nove racconti scritti nel 1974 e La camera di sangue e altri racconti scritti nel 1979.

I racconti che compongono Fuochi d’artificio sono ambientati in Giappone, dove la Carter visse tra il 1969 e il 1971. Perno principale di questi racconti è il femminismo in ogni sua accezione, ma c’è anche una buona dose di erotismo.

Il ritmo narrativo è lento, quasi a voler ricordare la calma della cerimonia del tè ed il convenzionalismo giapponese.

Ne La camera di sangue ritroviamo, anche qui, elementi che richiamano la donna e il suo ruolo nella società: dal matrimonio all’invecchiamento, passando per la sessualità e le relazioni sociali, la Carter inonda il tutto con un velo macabro e terrificante.

Il ritmo narrativo di questi racconti è più veloce. Ci troviamo di fronte a racconti dalla lunghezza variabile che richiamano le fiabe di Charles Perrault e altre famosissime fiabe che l’autrice ha sapientemente rivisitato.

Pur apprezzando la penna sagace e brillante di Angela Carter, devo ammettere che questa prima raccolta (la Fazi pubblicherà una seconda raccolta) non mi ha particolarmente entusiasmato.

Alla fine di ogni racconto è rimasto, in me, un senso di insoddisfazione che non sono riuscita a scacciare nemmeno nei giorni successivi al termine della lettura.

Sentivo come la necessità di un proseguo di ogni singola storia, come se ci fosse ancora molto da dire e l’autrice, con una vena oltremodo sadica, abbia stoppato tutto sul più bello.

Tra tutti i racconti ho però apprezzato molto le varianti alla storia de La Bella e la Bestia: in ognuna di queste la fiaba originale viene completamente ribaltata. E se, nel primo racconto, abbiamo una madre che si butta a capofitto nel salvataggio della figlia, negli altri troviamo la Bella che è mille volte più forte e più sensuale della Bestia; fino ad arrivare anche al punto in cui quello che rimane è solo voglia di vendetta senza nessuna possibilità di riconciliazione e perdono.

Sono comunque contenta di aver affrontato questa lettura anche perché mi ha confermato che Angela Carter è stata una grande autrice oltre che una grande donna piena di ironia e verve. Ma mi è servita anche come conferma al fatto che io, la Carter, la preferisco come autrice di romanzi e non di racconti.

Nell’antro dell’alchimista è un libro che consiglio soprattutto a chi ama i racconti ed è un ottimo primo approccio ad Angela Carter: un trampolino di lancio per immergersi nella sua immensa arte e nella sua penna spettacolare.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Fazi Editore
Pagine: 291
Prezzo: 17.50€
Voto: 6.5/10

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Il mio nemico mortale – Willa Cather

Ho conosciuto Willa Cather di nome un paio di anni fa, avrei dovuto portare un suo romanzo ad un esame universitario, ma per una serie di vicissitudini ciò non è avvenuto. In questo modo ho procrastinato il mio approccio a questa autrice e, complici gli sconti Fazi dell’autunno scorso, ho deciso di acquistare, affascinata dalla copertina, Il mio nemico mortale. 

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L’io narrante della vicenda è Nellie, che racconta e descrive due momenti diversi di vita di Mrs Myra Henshawe. Incontra la protagonista della vicenda a quindici anni, quando la donna ne ha ormai quaranta. Myra ha sposato diversi anni prima Oswald Henshawe. I due si erano conosciuti e innamorati in gioventù, ma lo zio di Myra, nonchè suo tutore legale dopo la morte dei genitori, si era opposto al loro legame. Dopo una prima separazione Oswald era tornato e aveva chiesto ufficialmente la mano di Myra, avendo trovato un lavoro: non si era spezzata la loro relazione con la lontananza, era stata tenuta a galla da uno scambio epistolare attraverso il tramite della cara amica Lydia.

Il NO dello zio però era stato categorico: Myra si era trovata di fronte ad un aut aut. O il matrimonio con Oswald, o il denaro dello zio una volta morto. La scelta di Myra era stata passionale: una notte era fuggita con solo un borsellino e un manicotto e si era diretta al municipio per sposare il suo amore. Anni dopo Lydia e la nipote Nellie partono per le vacanze e arrivano a New York, dove hanno modo di rivedere la coppia felice. Ma i due, saranno ancora felici dopo tutto?

Nellie ci descrive Myra come una donna piena di fascino, ma con un carattere particolare e ambiguo. Impara a provare fastidio per quella risata che sembra nascondere qualcosa, così come impara a riconoscere le smorfie facciali della donna, facendo da testimone ad una relazione che non comprende e che viene messa a dura prova ad un certo punto, da una coppia di gemelli di topazio.

In seguito ad una litigata piuttosto furiosa, Nellie non rivedrà la coppia Henshawe fino a una dozzina di anni dopo, quando li ritroverà in una pensione, frequentata per lo più da gente con poco denaro, e ne potrà vedere il disfacimento.

Il romanzo che ci troviamo a leggere si lascia descrivere con difficoltà: l’intreccio narrativo non presenta colpi di scena, il racconto si delinea in due momenti temporali distanziati da poco più di dieci anni e il loro legame è dato dal punto di vista di Nellie. L’adolescente prima e donna dopo ci delinea una figura femminile affascinante ma che allo stesso tempo sembra suggerire sin da subito la crudeltà del suo destino e il senso di colpa per le scelte fatte. Già all’inizio, da quando conosciamo Myra la sensazione che ci rimane è di fastidio e malessere: non abbiamo di fronte una donna felice e innamorata, ma una donna che avrebbe voluto qualcosa in più e lo ha perso per sempre.

Lo stile di scrittura è molto bello, regala delle perle e delle frasi da legger e rileggere per la loro profondità, ma allo stesso tempo lascia in sospeso; si vorrebbe qualche ricchezza di descrizione in più. Rimane addosso l’idea di aver avuto solo un assaggio del menù proposto.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Fazi editore
Pagine: 89
Prezzo: 9,00€
Voto: 7/10

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I fratelli Kimball – Valeria Di Spezio

I fratelli Kimball è un libro d’esordio scritto da Valeria Di Spezio e pubblicato da Elpis Editrice lo scorso 6 settembre.

Sono venuta a conoscenza di questo romanzo in maniera piuttosto fortuita e sono stata incuriosita dalla trama oltre che dalla copertina che ricordava i romanzi classici ottocenteschi.

NZOSiamo, infatti, all’incirca a metà dell’Ottocento nella cittadina di Haworth. Qui vivono i fratelli Kimball: John, Alice e Sarah. John è il maggiore, unico maschio di casa dopo che il padre è stato dichiarato disperso in un naufragio molti anni prima; Alice è considerata una delle più belle ragazze del paese ma lei non se ne cura e passa la maggior parte del tempo in casa; Sarah è una piccola ribelle, con un comportamento molto lontano da quello ritenuto consono per l’epoca e passa la sua vita immersa nei libri nella speranza di trovarci il segreto della felicità come le disse una volta il padre.

A dare una svolta alla vita di questi tre ragazzi di provincia arriverà un baronetto che, venuto a conoscenza del lavoro da “spia” di John, lo assumerà per svelare una verità che lo tormenta.

I tre giovani Kimball si ritroveranno così ad aggirarsi tra saloni da ballo ed alta nobiltà, alle prese con segreti nascosti, sotterfugi e nobili che pensano di poter fare e disfare delle persone a loro piacimento.

Quali conseguenze ci saranno nella vita della famiglia Kimball?

Valeria Di Spezio ci porta in un’epoca, quella vittoriana, agli albori della sua magnificenza. Con una scrittura molto semplice e che si lascia leggere velocemente, ci racconta la storia di questi tre giovani e della loro famiglia con estrema perizia.

Durante la lettura mi sono ritrovata più di una volta a fare paragoni con una delle autrici più apprezzate dell’epoca: Jane Austen. La Di Spezio, infatti, ne ricorda molto l’eleganza e la cura con cui la Austen scriveva le sue storie.

Le ambientazioni sono fedeli a quelle dell’epoca, nessuna modernità è stata apportata e tutto è perfettamente bilanciato.

I tratti psicologici dei tre protagonisti sono ben definiti, come anche quelli dei personaggi secondari. È facile provare simpatia o disprezzo per ognuno di loro.

Unica piccola pecca, a mio parere, è una sorta di fretta sul finale della storia. Avrei preferito qualche pagina in più per assaporare con più calma l’intera vicenda.

I fratelli Kimball di Valeria Di Spezio è il romanzo ideale per gli amanti dell’Ottocento e dell’Inghilterra, un libro d’esordio che consiglio a tutti.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Elpis Editrice
Pagine:
Prezzo: 15.00€
Voto: 7.5/10