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Presentazione “Wolfheart” Alessia Coppola

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Sabato 10 giugno 2017 io (Lydia), Sabrina, Daniela e Sara abbiamo assistito alla presentazione di “Wolfheart – La ragazza lupo” di Alessia Coppola al BGeek a Bari, diretta da Paolo Pugliese. E’ stata un’ottima occasione per reincontrare la scrittrice dopo la presentazione della serie “Alice from wonderland”  dello scorso anno. La presentazione è durata circa una mezz’oretta, ma ci ha conquistate (tanto è vero che, subito dopo, io e Sabrina siamo corse a comprare una copia del libro in anteprima; ricordiamo, infatti, che il libro sarà disponibile da ottobre 2017). Alessia ha creato delle nuove creature sovrannaturali per questo romanzo, i totemki, che hanno dentro di sé lo spirito di un animale; nel caso di Aylena, il totemki è rappresentato dallo spirito del lupo. A causa di una maledizione, vive durante il giorno come un lupo, durante la notte, invece, sotto la forma di essere umano (mi ha ricordato un po’ Ladyhawke :D). Per liberarsi della maledizione deve compiere un viaggio sia geografico che storico, dal momento che attraversa le epoche e l’Europa. E’ stato bello scoprire come Alessia abbia creato questo personaggio, inserendo le caratteristiche di coraggio che vorrebbe possedere lei. Attraverso un percorso tra streghe, creature fantastiche e cacciatori, Aylena cercherà di liberarsi dalla sua maledizione. 

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E’ stato bello scoprire cosa c’è di lei nei personaggi nati dalla sua creatività, il fatto che nel mondo di Alice le assomigliassero molto il Cappellaio e il Brucaliffo, che Alice avesse di lei il desiderio di trovarsi e la curiosità. In Aylena, invece, c’è il desiderio di riscatto nei confronti della vita, il desiderio di avere coraggio: è una sorta di personaggio specchio che ha influenzato Alessia nelle sue scelte. Infatti, durante la chiacchierata, è venuto fuori che questo è stato il primo romanzo che lei ha scritto all’età di 20 anni, ed era di mole maggiore rispetto alle 320 pp. odierne. 

Un momento commovente è stato quando, dal pubblico, è stata fatta la domanda ad Alessia su come fosse nata la  passione per la scrittura, quando si è resa conto che la carta e l’inchiostro la chiamavano; la risposta è stato un riferimento all’infanzia e al desiderio di suscitare emozioni positive negli altri dopo averle viste negli occhi della madre mentre apriva un libro. Per un attimo mi è scesa una lacrimuccia!

Nel momento finale foto con Alessia e il libro *-*

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Ciao, ragazzi! Proprio come ha già detto Lydia, ho partecipato anch’io alla presentazione di Alessia Coppola (sì, sono Sabrina, quella vestita da dark nella foto!). Che dire? Che aggiungere rispetto a quello che ha già detto Lydia?

Si è trattata di una bellissima esperienza, proprio come l’anno scorso, vissuta insieme ad alcune delle ragazze di Leggendo a Bari e soprattutto, di nuovo con Lydia! Con l’autrice Alessia Coppola si è instaurato un bel rapporto, ed è stato bello ritrovarla e chiacchierare con lei rispetto alla passione della scrittura!

Alessia sa sempre come catturare i suoi lettori con romanzi particolari, personaggi combattuti e, stavolta, Aylena possiede dentro di sé un’oscurità molto profonda, rendendolo un personaggio diverso dagli altri creati dall’autrice. Sono troppo curiosa di leggere le sue avventure! 

 

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La dedicuccia che mi ha lasciato *^*

A parte il racconto di come Alessia abbia scoperto la sua passione per la scrittura, mi ha molto colpito l’aspetto di oscurità della protagonista, il fatto che sia molto forte, almeno all’apparenza. E poi, Alessia ci ha anticipato che forse ci sarà un amore… abbastanza combattuto! Mi aveva già conquistato così!

Chissà, magari l’anno prossimo Alessia tornerà al Bgeek per presentarci il suo sequel!

 

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In libreria dal 22 giugno: “Le parole ritrovate” di Igor Patruno

BOOK MEDIA EVENTS
in libreria dal 22 giugno con

LE PAROLE RITROVATE

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Il romanzo perduto dei ragazzi del ‘77
Edizioni Ponte Sisto

Interviste a:

BARBARA ALBERTI, ALBERTO ARBASINO, DARIO BELLEZZA,

SILVANA CASTELLI, FRANCO CORDELLI, UMBERTO ECO,

DACIA MARAINI, ANNA MONGIARDO, ALBERTO MORAVIA,

RENZO PARIS, ALDO ROSSELLI.

Introduzione a cura di

Stefano Gallerani, critico letterario

Bandella di

Andrea Caterini, critico letterario

Collana: Ombre pagine: 162 – prezzo: 13,50 euro – isbn: 978-88-99290-37-5

La riscoperta del gusto di raccontare storie. Dopo un decennio, quello degli anni
Settanta, dominato dalla poesia, ma anche dalla violenza, tra i ragazzi del
movimento del ’77 torna l’interesse per il romanzo e più in generale per la scrittura.
Nel 1980 il quotidiano Lotta Continua, interpretando questa esigenza, pubblica,
per la prima volta nella storia del giornale, una rubrica settimanale di interviste
ad alcuni importanti scrittori italiani. Le interviste, ideate e realizzate da Igor
Patruno, con la collaborazione di Massimo Barone e Antonio Veneziani,
affrontano il tema del tornare a “raccontare storie”, del rapporto tra personaggio
e scrittore, del senso dello scrivere e riflettono sul bisogno di una generazione di narrare sé stessa e le vicende che l’avevano vista protagonista.
Bisognerà aspettare ancora molto prima che gli eventi degli anni Settanta entrino
nella narrativa italiana, tuttavia le interviste esprimono con forza il dilemma tra
l’esigenza urgente di raccontarsi e quella di raccontare storie esemplari.
Il libro propone integralmente la raccolta di interviste preceduta da un lungo
racconto dell’autore sulla loro genesi, sull’atmosfera degli anni di fine decennio,
sugli incontri e i discorsi attraverso i quali è stato costruito il plot narrativo.
Igor Patruno, giornalista e scrittore, partecipa giovanissimo all’epopea delle radio
libere a Roma lavorando tra il 1976 e il 1977 a Radio On Off. Tra il 1984 e il 1985
collabora in Rai come autore e conduttore al programma Appuntamento del sabato.
Esordisce nel 1983 come scrittore con il romanzo Passaggi ristampato nel 2011 da
Edizioni fahrenheit 451. Fonda nel 2005 insieme a Giacomo Marramao
l’associazione Multiversum e organizza, nel 2006, 2007 e 2008, con la fondazione
Musica per Roma e con la rivista Micromega il Festival Internazionale della
Filosofia di Roma. Collabora, nel 2007, alla realizzazione di Hi! Tech. Festival
dell’innovazione . Negli anni successivi lavora come freelance nel mondo
dell’innovazione e comunicazione. Per Edizioni Ponte Sisto ha pubblicato Via
Poma, La ragazza con l’ombrellino rosa (due ristampe), un romanzo-inchiesta
sull’omicidio di Simonetta Cesaroni e I campi di maggio.

 

Per info e materiali editoriali rivolgersi a:

Book Media Events bookmediaevents.wordpress.com – Isabella Borghese

info.bookmediaevents@gmail.com 

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1° edizione del #GruppoDiLetturaDay: 17 gruppi parleranno de Le notti blu di Chiara Marchelli – Madrina: Dacia Maraini

BOOK MEDIA EVENTS

lancia il 15 giugno

la prima giornata nazionale del

#GruppoDiLetturaDay

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Dacia Maraini madrina e promotrice dell’iniziativa:

17 gruppi di lettura da nord a sud Italia

si incontreranno alle ore 18,00 per discutere de

 

Le notti blu

di Chiara Marchelli

Giulio Perrone editore

in dozzina alla LXXI edizione del Premio Strega

 

ore 12,00 Chiara Marchelli verrà intervistata su twitter di @CasaLettori

 

ore 17,30 l’autrice a Cave

incontrerà i lettori dell’Associazione culturale Caffè Corretto

 

 

Dacia Maraini: “Stanno nascendo tanti gruppi di lettura… segno che, nonostante le tante novità tecnologiche, il libro resiste più e meglio di quanto si pensava. Auguro alla bella iniziativa lunga vita e molta popolarità, come merita”.

 

Il #GruppoDiLetturaDay, giornata nazionale dedicata ai Gruppi di Lettura, progetto di Book Media Events (firmato Isabella Borghese) patrocinato dalle Biblioteche Roma, nasce con l’obiettivo di promuovere la lettura condivisa, di dare visibilità alle attività dei gruppi di lettura, di fare rete tra gli stessi e infine di avvicinare nuovi e curiosi lettori.

Il progetto prevede la partecipazione di 17 Gruppi di Lettura che, da nord a sud Italia, hanno aderito a questa iniziativa. Cosa accadrà dunque il 15 giugno?

In questa prima edizione del #GruppoDiLetturaDay il libro scelto è Le notti blu di Chiara Marchelli (Giulio Perrone editore) in dozzina alla LXXI edizione del Premio Strega.

“Stanno nascendo tanti gruppi di lettura in giro per l’Italia – dichiara Dacia Maraini, promotrice e madrina di questa iniziativa; – segno che, nonostante le tante novità tecnologiche il libro resiste più e meglio di quanto si pensava. Evviva il libro e chi lo legge! Leggere – aggiunge – aiuta a ragionare, a ricordare, a capire. Leggere aiuta a sviluppare l’immaginazione che è il motore più potente della nostra mente. Leggere fa viaggiare nel tempo e nello spazio. Come scrive Hortega y Gasset: In un libro ci si impaesa e quando si esce da un bel racconto, ci si sente spaesati. E aggiungiamo – conclude la Maraini: – Attenzione! Perché la lettura crea dipendenza. Auguro alla bella iniziativa lunga vita e molta popolarità, come merita”.

17 i gruppi di lettura che in questa prima edizione aderiscono al #GruppoDiLetturaDay nella giornata prevista. Gruppi che arrivano da queste regioni: Puglia, Toscana, Abruzzo, Lombardia, Lazio, Piemonte, Campania, Umbria, Emilia Romagna.

Il 15 giugno ciascun gruppo si riunirà nella propria sede per discutere, tra lettori e lettrici, e confrontarsi su questo libro.

I partecipanti, durante l’incontro, produrranno contenuti video e scatteranno fotografie. Il giorno a seguire i contenuti prodotti da ciascun gruppo di lettura (foto, video…) saranno divulgati su twitter, facebook e instagram – della giornata nazionale – con l’obiettivo di fare rete e condividere parte del lavoro svolto durante il #gruppodiletturaday.

Per il #GruppoDiLetturaDay la mattina del 15 giugno Chiara Marchelli sarà ospite nella pagina di twitter di Casa Lettori dove verrà intervistata.

Nel pomeriggio incontrerà le lettrici e i lettori del Circolo Caffè Corretto a Cave.

 

Come avviene la scelta del libro proposto e quali libri propongono? A proporre il libro da condividere ai Gruppi di Lettura è Book Media Events. Tenendo presente il panorama contemporaneo delle pubblicazioni e delle case editrici piccoli, medie e grandi italiane la scelta sarà per romanzi di autori/autrici italiani/e di cui si motiverà la scelta ogni volta alla presentazione della nuova giornata nazionale ai gruppi di lettura da coinvolgere.

Perché, allora, Le notti blu di Chiara Marchelli? Quando è stato scelto questo libro Le notti blu non era ancora in dozzina alla LXXI edizione del Premio Strega, ma era uno dei ventisette candidati.

Una voce interessante quella di Chiara Marchelli, nel panorama contemporaneo: autrice italiana che vive e insegna a New York, ne Le notti blu racconta la storia di una famiglia, ma non solo. Questo è un racconto profondo dell’evoluzione e dei cambiamenti dei rapporti umani davanti a un evento importante, o anche drammatico come la morte – il suicidio – di un figlio adulto. Con grazia, profondità e maestria la Marchelli mette in atto un’operazione ancora più bella: l’autrice racconta il suicidio di un figlio adulto senza appesantire il lettore: riesce a scrivere di questa assenza attraverso la vita, quella di un suo possibile figlio di cui nessuno era a conoscenza, nato da una relazione clandestina, e che influenzerà la vita e la quotidianità di chi è ancora vivo, a lui più o meno vicino. Come i nonni del bimbo. La storia è intrisa della teoria dei giochi. Di fatto la Marchelli dimostra che in una situazione di conflitto emotivo il raggiungimento dell’equilibrio non è possibile.

#GruppoDiLetturaDay è lettura condivisa. Se è vero, come diceva Italo Calvino che La lettura è un atto necessariamente individuale molto più bello dello scrivere il momento della condivisione della lettura diventa un’occasione di incontro molto più bella della riflessione individuale: proprio da questo incontro e da questa condivisione crescono, difatti, di libro in libro, le possibilità di comprensione del testo, arricchendo – e qualche volta mutando – le riflessioni nate dalla lettura individuale.

#GruppoDiLetturaDay è visibilità ai gruppi di lettura che aderiscono. Ogni gruppo di lettura ha modalità e tempi di incontro differenti. Esse permettono la continuità delle attività, e così la divulgazione della lettura condivisa.

#GruppoDiLetturaDay è fare rete. Essere in rete oggi non è solo importante, è quasi indispensabile. Ritrovarsi e dunque condividere piattaforme sui social permette di far conoscere agli altri le proprie attività, di trovare stimoli per quelle future, di creare momenti condivisi.

#GruppoDiLetturaDay è avvicinare nuovi e curiosi lettori a queste attività. L’attività promozionale di questa giornata, i canali social pubblici messi a disposizione anche delle attività che ciascun gruppo svolge individualmente durante l’anno, vogliono essere un canale comune per tutti e aperto per attirare nuove e curiose lettrici e nuovi e curiosi lettori. Pennac dice: “Non ho mai sentito nessuno dire di non avere il tempo di fare l’amore, non avrebbe senso. Per la lettura è la stessa cosa: dire “non ho il tempo di leggere” è una frase insensata. Posso dire che non ne ho bisogno, che non mi piace o che non ne ho voglia, ma dire che non ho tempo è ridicolo. È solo una scusa per coprire la non voglia di leggere, che naturalmente è una non voglia legittima. Nessuno è obbligato ad aver voglia di leggere, ma i non lettori pensano sempre di doversi scusare. Il che è assurdo”. Noi andremo a cercare lettrici e lettori che prima o dopo aver fatto l’amore non avranno scuse da raccontare: solo libri da voler leggere.

 

Gruppi partecipanti alla prima edizione del #GruppoDiLetturaDay:

Leggendo a Bari – Arts Academy Giulianova – Circolo di Lettura Walter Mauro – Biblioteca di Basiglio – SarteanoViva – Gruppo di Lettura Carmagnola – Falling book – Gruppo di Lettura del Laboratorio di scrittura di Enza Alfano – Tracce di lettura – Circolo Laav di Pisa – Una banda di lettori – Yes we radio – Circolo dei Libridinosi – Gruppo di Lettura Nuova Libreria di Vasto – Monteverdelegge – i Bookanieri – Le cicale operose-

 

Hashtag da utilizzare: #GruppoDiLetturaDay #bookmediaevents

Dove saranno postati i contenuti video e fotografici del 15 giugno:

Pagina facebook: Gruppodiletturaday e Book Media Events

Twitter: bookmediaevents

Instagram: una selezione su Isabella Borghese (Book Media Events)

 

A settembre i gruppi saranno ricontattati per organizzare il #GruppoDiLetturaDay2 in occasione della Fiera Più Libri Più Libri, con la proposta del libro da leggere e le modalità di partecipazione.

Per info e materiali editoriali:
Book Media Events – bookmediaevents.wordpress.com Isabella Borghese
info.bookmediaevents@gmail.com

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The Midnight Sea – Release Party

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Chi dice che il lunedì porta solo cose brutte? Oggi infatti la Dunwich Edizioni ci fa un bel regalo con il #releaseparty di Midnight Sea. Noi adoriamo la copertina e ancora di più la trama. Siete pronti a scoprirla?? Partiamo prima con i 5 buoni motivi per leggerlo u.u

5 motivi

Trama: Nazafareen vive per la vendetta. È una ragazza dell’isolato clan Four-Legs e tutto ciò che sa dei Water Dog del Re è che legano a sé delle creature malvagie chiamate daeva per proteggere l’impero dai non-morti. Ma quando arrivano degli esploratori per reclutare persone con il dono, afferra al volo l’opportunità di unirsi alle loro file per dare la caccia ai mostri che le hanno ucciso la sorella. Segnata dal dolore, è disposta a pagare ogni prezzo, anche se significa legarsi a un daeva chiamato Darius. Umano solo nell’aspetto, possiede un potere terrificante, controllato da Nazafareen. Ma i bracciali d’oro che li uniscono hanno un indesiderato effetto collaterale. Ciascuno prova le emozioni dell’altro, e l’umana e il daeva cominciano a diventare pericolosamente intimi. Mentre inseguono un nemico mortale lungo l’arida Great Salt Plain fino alla scintillante capitale Persepolae, dissotterrando i segreti del passato di Darius, Nazafareen è costretta a mettere in dubbio la schiavitù dei daeva e la sua stessa lealtà nei confronti dell’impero. Ma con un male antico che si agita al nord e un giovane conquistatore che controlla l’ovest, il destino dell’intera civiltà potrebbe essere in pericolo…

                 THE MIDNIGHT SEA di Kat Ross
Prezzo: 14.90€ – 3.99€ | Pagine: 300The Midnight Sea - promo
Link per acquistarlo

Informazioni sull’autore: Kat Ross ha lavorato come giornalista delle Nazioni Unite per dieci anni prima di ritirarsi felicemente a fare ciò che le piace di più: inventare cose. È l’autrice del thriller distopico Some Fine Day e della serie Il Quarto Elemento.
Adora i miti, i mostri e scenari da apocalisse. Per altre informazioni sui libri di Kat, puoi trovarla alla pagina katrossbooks.com.

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Consigli in pillole: 10 romanzi con un uomo in copertina da leggere assolutamente

Buongiorno lettori! Eccoci qui con il quinto appuntamento con la serie di articoli-consiglio riguardanti le categorie della Challenge 2017. Oggi parliamo di romanzi con un uomo sulla copertina. Ecco i nostri consigli in ordine casuale 🙂

P.s.
– per chi si fosse perso la nostra challenge, trovate tutte le info qui;
– per chi invece si fosse perso i precedenti “Consigli in pillole”:
Primo articolo: romanzi di formazione
Secondo articolo: romanzi epistolari
Terzo articolo: romanzo con titolo in lingua straniera
Quarto articolo: romanzi basati su storie vere

1. Madame Bovary – Gustave Flaubert

17910857_10212587533031550_1175288160_nIncriminato per oltraggio alla morale e poi assolto, questo romanzo è un tipico esempio di letteratura realista. Madame Bovary c’est moi, sono io, era solito confessare l’autore, alludendo ad un io collettivo da cui nessuno può ragionevolmente tirarsi fuori. Madame Bovary è la storia di una ragazza di campagna, Emma Roualt, impregnata di desideri di lusso e romanticherie, provenienti dai romanzi letti, che sposa un modesto, noioso e tranquillo medico, Charles Bovary. La vita che Emma si ritrova tra le mani non è quella che avrebbe voluto avere e quella che si aspetteva, perciò cercherà in tutti i modi di sfuggire dalla quotidianità e dalla piattezza delle giornate trascorse in un piccolo paesino con suo marito. Emma si macchierà di adulterio, affascianata da chi ama la vita e le cose più belle come le ama lei. Un personaggio che sottolinea il senso di inadeguatezza dell’uomo, la macchia della noia e dell’esistenza senza uno scopo. Madame Bovary è un classico senza tempo, assolutamente da leggere almeno una volta nella vita.

2. Il ladro di nebbia – Lavinia Petti

17838742_10208269149358090_1397747294_oSe avete amato L’ombra del vento di Ruiz Carlos Zafón, e non disprezzate un pizzico in più di fantasia, questo libro fa di certo per voi. Trasuda lo stesso amore per la lettura e per le storie che si ritrova nella celebre opera dell’autore spagnolo, aggiungendo riferimenti a opere letterarie di Pirandello, Carroll e J.M. Barrie, il tutto speziato da atmosfere oniriche che Freud avrebbe sicuramente apprezzato. Il romanzo parla di Antonio Maria Fonte, cinquant’anni, eccentrico scrittore di best seller: un protagonista che si ritroverà coinvolto in un viaggio alla ricerca di se stesso, dei suoi ricordi, che lo porterà a incontrare tanti personaggi colorati e particolari e ad attraversare Tirnaìl, il Regno delle Cose Perse. Si tratta di un libro di quelli che leggi tutto d’un fiato, e che ti fa sentire un’altra persona non appena richiudi le sue pagine.
Ognuno ha una Tirnaìl da visitare e delle cose, o persone, che ha perso e che vorrebbe ritrovare.

3. Tenera è la notte – Francis Scott Fitzgerald

tenera-e-la-notte_7560_x1000Dick, giovane neuropsichiatra, s’innamora e si sposa con Nicole, una sua ex paziente. Dopo essersi sposati si trasferiscono in Costa Azzurra dove, grazie al patrimonio di Nicole, conducono una vita agiata ma frivola. Ed è proprio questa frivolezza che condurrà Dick alla deriva mentre Nicole riuscirà, come una fenice, a risorgere dalle ceneri di questo amore in declino. Romanzo molto psicologico ma che, grazie alla meravigliosa scrittura di Fitzgerald, si fa leggere in maniera scorrevole. Uno dei più bei romanzi della letteratura americana moderna.

4. Educazione siberiana – Nicolai Lilin

62ad5b7a4bb5e136f92afe6e3ab127d4Opera prima di questo scrittore russo e anche, si può dire, autobiografica. Lilin racconta la sua crescita, da bambino ad adolescente e poi adulto, nella comunità siberiana della Transnistria. Una comunità fatta di “criminali onesti” dediti allo spaccio, ai furti e alle rapine ai danni dello stato e dove l’omicidio è legittimato solo da una “giusta” causa. Dove lo stupro, lo strozzinaggio e l’omosessualità sono assolutamente vietati. Queste le regole degli Urka. Questo il luogo in cui si formerà il protagonista di questa storia. Pagine dure che lasciano il segno ma che “volano via” grazie ad una narrazione fluida e scorrevole.

 

5. Uno, nessuno e centomila – Pirandello

6694055_1234353“Più amaro di tutti, profondamente umoristico” così Luigi Pirandello definisce il romanzo “Uno, nessuno, centomila”.
Partendo da un piccolo dettaglio del proprio volto, apparentemente privo di importanza, il protagonista, Vitangelo Moscarda comprende l’impossibilità di una sovrapposizione tra l’immagine che lui ha di se stesso e quella che hanno gli altri.
Ancora più amaro del Fu Mattia Pascal, questo romanzo vede il protagonista identificarsi con la natura, col fluire incessante della vita,rigettando tutto ciò che è forma, gabbia, maschera.
Prima maschera inconsapevole, poi maschera consapevole ed infine maschera nuda liquefatta.
Un romanzo che non porta a una conclusione canonica. Pirandello evita ancora una volta un finale plausibile e forse mette sotto i nostri occhi una conclusione “inconcludentemente vitale”.

6. La rancura – Romano Luperini

71l5zb1wp3l  Romanzo denso in tutti i sensi, dalle motivazioni che hanno spinto Luperini a scriverlo(la malattia) agli argomenti trattati. La “rancura” è il conflitto inevitabile tra padre e figlio, un conflitto che si fa anche generazionale. Tre protagonisti (padre, figlio, figlio del figlio), tre uomini, tre generazioni, tre ideali politici differenti, tre personalità diverse, irrompono sulla pagina scritta quasi a voler uscire da questa per diventare di carne e ossa.
Sotteso dal complesso edipico, il romanzo è diviso in tre parti ben differenziate l’una dall’altra.
Nella prima parte il figlio parla del padre per riconciliarsi a quest’ultimo dopo la sua morte, nella seconda parte scrive di sé, nella terza parte è il figlio del figlio a scrivere.
L’inconciliabile contrasto che sembrerebbe quasi un dato di fatto, una situazione di stallo, è paradossalmente superato proprio dalla pagina scritta. È la pagina scritta che tiene insieme e che si fa portatrice di significato ed evocatrice di molteplici ricordi.

7. La grammatica di Dio – Stefano Benni

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Il mio primo Benni che mi ha fatto innamorare della sagacia di questo scrittore irriverente. “La grammatica di Dio” è una raccolta di racconti stravaganti e a volte anche amari e crudi. Una raccolta che offre un affresco particolare e a tratti inquietante dell’umanità, delle sue paure e delle sue gioie. Troviamo personaggi sui generis come uomini d’affari , frati, vecchiette invidiose e cani troppo fedeli. Consiglio questa lettura a chiunque si voglia dedicare a qualcosa di non troppo impegnativo ma che voglia ugualmente ricavarne riflessioni: con Benni tutto ciò è possibile, grazie alla sua scrittura unica che riesce ad essere contemporaneamente amara e divertente.

8. Narciso e Boccadoro – Herman Hesse

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Nel Medioevo leggendario del cattolicesimo monastico si snoda la storia dell’amicizia tra il dotto e ascetico Narciso, destinato a una brillante carriera religiosa al riparo dalle insidie del mondo e della storia, e Boccadoro, l’artista geniale e vagabondo, tentato dall’infinita ricchezza della vita e segretamente innamorato anche della sua caducità. Ripercorrendo una delle epoche storiche che più gli erano congeniali, Hermann Hesse torna a riflettere sul tema, centrale nella sua poetica, del contrasto tra natura e spirito, fra eros e logos, fra arte e ascesi, alla ricerca di una loro possibile integrazione(fonte:anobii).
Un libro che esplora i confini dell’’essere umano, i suoi dissidi interiori e l’equilibrio/lotta tra gli opposti. Narciso e Boccadoro sono personaggi che si fanno carico di tutto questo e ne diventano metafora e insegnamento. Come se Herman Hesse volesse guidarci e farci da maestro. Grazie a questa lettura mi sono sentita soddisfatta, soprattutto perché ho avvertito di aver letto qualcosa che “va letto assolutamente nella vita”. Un’ esperienza di lettura commovente e delicata che lascia il segno.

 

9. Shining – Stephen King 

71revdhkbrlSe nelle nostre rubriche consigliamo quasi sempre uno dei libri di King, un motivo c’è. Shining, poi, è stato il primo libro del maestro dell’orrore che io abbia letto. Ci troviamo all’Overlook, un albergo misterioso che ha ospitato numerosi delitti e suicidi, e siamo nella stagione invernale. L’albergo è chiuso e Jack Torrance, scrittore sull’orlo del fallimento, accetta il lavoro di guardiano invernale e ci si trasferisce insieme alla famiglia. Inizia da qui la sequela di eventi “sinistri” e il cambiamento spaventoso di Jack che avviene in un crescendo di tensione e di situazioni ansiogene descritte da King in maniera come sempre magistrale. Non sono assolutamente riuscita a staccarmi da questo libro, soprattutto in determinati punti dove la tensione raggiunge livelli incredibili. Lo consiglio a tutti gli amanti del genere, ma anche a chi vorrebbe approcciarsi a King per la prima volta.

10. I dolori del giovane Werther – Johann Wolfgang von Goethe

coverUno dei primi grandi scritti del Romanticismo, “I dolori del giovane Werther” ci regala uno dei più grandi personaggi della letteratura. Werther è un giovane capace di sublimare il mondo intorno a sè e di regalarci riflessioni e pensieri di infinita bellezza e delicatezza; di descriverci l’estasi della natura e delle passioni più forti e degli amori non corrisposti. Contemporanemante sensuale, affascinante e drammatico, questo è uno di quei libri “da leggere assolutamente prima di morire”, magari in un momento in cui si è pronti ad affrontare una lettura di questa portata. 

 

 

 

 

 


Autrici: dolcedany84ilariamoruso, patriziaHeathcliff, maribooklover93, sabrinaGuaragno

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Lettere d’amore: Vittorio Alfieri e Penelope Pitt

I PERSONAGGI

Vittorio Alfieri
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Grandissimo drammaturgo, poeta, scrittore e attore teatrale, nato nel 1749 e morto nel 1803. Di lui ci rimangono molte opere, tra le quali Saul, L’Antigone, Le RimeVita di Vittorio Alfieri da Asti scritta da lui.

Penelope Pitt
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Penelope Pitt, moglie del visconte Edward Ligonier. Nata nel 1749, morta nel 1827.

 

 

 

L’incontro
Londra 1771: Un Vittorio Alfieri ventiduenne soggiorna nella capitale inglese, godendone i salotti e la bella società.  E’ qui che incontra Penelope, moglie del visconte Edward Ligonier e colei che gli ruberà il cuore. Inizia così la loro relazione, fatta di incontri fugaci, bigliettini passati di nascosto e sguardi rubati. Si vedono a teatro o a casa sua quando il marito Edward, tenente colonnello dell’esercito inglese, è oberato dagli impegni del suo rango. Anche quando Penelope parte per la campagna, Vittorio, in sella al suo cavallo, va a trovarla quando lui non c’è. Persino una brutta caduta dalla sella non lo ferma. Ma ben presto i due giovani amanti vengono smascherati e il consorte di Penelope sfida Vittorio a duello.

“Io sono sempre stato un pessimo schermidore; mi ci buttai dunque fuori di ogni regola d’arte come un disperato; e a dire il vero io non cercava altro che di farmi ammazzare.” dice Alfieri nella sua autobiografia.

Fortunatamente il duello porterà solo una lieve ferita al braccio ad Alfieri e poco dopo il marito chiederà finalmente il divorzio.
Sembrerebbe l’epilogo felice di una relazione travagliata, ma non finisce qui! Piena di inquietudini, nonostante il divorzio, Penelope confessa a Vittorio di aver avuto una storia con il palafreniere di casa. E’ stato proprio lui infatti, cieco di gelosia, a dire tutto al visconte. Quindi l’aristocratico piemontese, dopo non poche esitazioni, la abbandona. Secondo alcuni questo scandalo pregiudicò irreparabilmente un’eventuale carriera diplomatica di Alfieri, che per ciò avrebbe poi scelto un’altra attività, quella di autore tragico.
Alla fine di giugno, Vittorio lascia l’Inghilterra per l’Olanda, mentre Penelope, per rimediare al disonore (nel frattempo la notizia era diventata di dominio pubblico) si trasferisce in Francia, in un monastero.
I due si rincontrano vent’anni dopo, tra di loro ci sono forse ancora le braci di ciò che è stato e Vittorio, sempre passionale, sempre sentimentale, le scriverà una lettera, scusandosi di averle sconvolto la vita e ricordando con nostalgia sentimenti tenerissimi, ricordi e rimpianti.

 

Vi allego tre lettere che Vittorio scrisse a Penelope. Le prime due durante la loro relazione, l’ultima vent’anni dopo. Spero possiate apprezzarle come ho fatto io 🙂
(Fonte: “Ti scrivo che ti amo : 299 lettere d’amore italiane” a cura di Guido Davico Bonino (UTET) )

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Consigli in pillole: 10 romanzi basati su storie vere da leggere assolutamente

Buongiorno lettori! Eccoci qui con il quarto appuntamento con la serie di articoli-consiglio riguardanti le categorie della Challenge 2017. Oggi parliamo di romanzi basati su storie vere. Ecco i nostri consigli in ordine casuale 🙂

P.s.
– per chi si fosse perso la nostra challenge, trovate tutte le info qui;
– per chi invece si fosse perso i precedenti “Consigli in pillole”:
Primo articolo: romanzi di formazione
Secondo articolo: romanzi epistolari
Terzo articolo: romanzo con titolo in lingua straniera

1. Marie Curie. Una vita – Susan Quinn

4046039_269059Personalmente ho sempre pensato che le donne abbiano una marcia in più. Ditemi ciò che volete ma quando ho letto la biografia di Marie Curie ne ho avuto la conferma. Polacca, cresciuta
in una nazione nella quale le donne non potevano accedere ad un’istruzione superiore e per questo costretta a trasferirsi in Francia dove ha frequentato la Sorbona, si è fatta strada con le sue sole forze in un mondo maschilista e governato dai preconcetti. Prima donna a vincere il Premio Nobel e una delle poche personalità ad averne vinti due in aree distinte, fisica e chimica. Nel libro grazie ai diari della stessa Curie e a documenti d’epoca, la Quinn indaga la vita di una scienziata fuori dal comune, dedita allo studio e alla ricerca come pochi. Il lettore potrà anche venire a conoscenza del suo lato più umano, di madre e modello per le sue figlie. È un dipinto completo della sua vita raccontata in ogni sfaccettatura ponendo l’accento sul suo viscerale attaccamento alla patria alla quale si sentirà sempre connessa fino alla morte.

2. Se questo è un uomo – Primo Levi

61dZugeFuJLScritto tra il 1945 e il 1947 questo romanzo racconta quanto vissuto dall’autore nel campo di concentramento di Monowitz. Si tratta di un’opera memorialistica in cui viene narrato tutto l’orrore che i deportati hanno patito ad opera dei tedeschi in quel periodo oscuro della nostra storia chiamato Olocausto. La psicologia e le dinamiche del gruppo di deportati sono la colonna portante di questa narrazione che guarda anche il lato ‘scientifico’ degli avvenimenti di quel periodo. Un libro crudo, doloroso e straziante che porta a conoscere quella che è stata una realtà bruttissima e a riflettere sugli errori ed orrori che un umano può arrivare a commettere.

3. L’amico ritrovato – Fred Uhlman

41qQQ+ajKoL._SX318_BO1,204,203,200_Primo libro di una trilogia conosciuta come La trilogia del ritorno (L’amico ritrovato – Un’anima non vile – Niente resurrezioni, per favore) racconta la storia di Hans, sedicenne di origine ebrea residente a Stoccarda. Un giorno del 1932 nella sua  classe verrà introdotto Konradin von Hohenfels, ragazzo di famiglia nobile di origini tedesche. Tra Hans e Konradin nascerà una bella ed intensa amicizia contraddistinta dalla purezza di due ragazzi ignari di tutto quello che sta per accadere intorno a loro. Poco dopo, infatti, in Germania salirà al potere Hitler ed Hans e Konradin si troveranno a dover affrontare le idee politiche dei genitori di quest’ultimo che odiano gli ebrei e non permetterebbero mai a questa amicizia di esistere.

4. Ai piani bassi – Margaret Powell

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Le memorie di Margaret Powell hanno ispirato la celebre serie tv Downton Abbey. In copertina infatti spicca una foto del maestoso Highclere Castle, che ha ospitato i set e il cast della serie. Si tratta della storia in prima persona di Margaret stessa che, figlia di una famiglia poverissima, si trovò costretta come tante giovani del suo periodo ad “andare a servizio” in giovane età. Spiritoso e irriverente, il libro ci illumina su quelle che erano le abitudini delle grandi famiglie nobili e della servitù che lavorava in queste immense tenute assicurando ai padroni cibo e pulizia rasentando quasi lo sfruttamento.

5. La ragazza con l’orecchino di perla – Tracy Chevalier

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La storia del celebre quadro di Jan Vermeer viene raccontata in questo romanzo di Tracy Chevalier. La vera identità della ragazza del dipinto in realtà non è ancora nota al pubblico, ma la storia viene debitamente romanzata e inserita all’intero di un contesto vero, ovvero quello della famiglia del pittore Vermeer e dei suoi emblematici quadri. Un’altra storia di povertà che costringe una giovane ad andare a servizio presso una famiglia benestante come era consuetudine all’epoca per garantire soldi alle proprie famiglie. La piccola Griet si trova quindi catapultata in una casa piena di intrighi e dovrà affrontare non pochi ostacoli tra cui le figlie del pittore, piccole vipere in erba e la moglie del pittore stesso, preoccupata per la sua posizione vacillante all’interno della vita di Vermeer.

6. Lion. La lunga strada per tornare a casa – Saroo Brierley

2941866-9788891507167Questo romanzo ha ispirato il film di recentissima uscita Lion, il cui nome è stato aggiunto da poco al titolo del libro. La storia è quella dell’autore stesso che a soli cinque anni, si ritrova a salire per sbaglio su un treno che lo farà approdare a Calcutta. Solo e senza sapere come tornare, il piccolo dovrà cercare di sopravvivere nella caotica città. Venticinque anni dopo però, ormai adottato e cresciuto in Australia, Saroo decide di voler rintracciare la propria famiglia ma gli unici dettagli che ricorda della sua casa sono un ponte e una cisterna. Passando le serate su Google Earth a scandagliare ogni singola linea ferroviaria indiana, Saroo riesce a scovare un luogo famigliare ma l’unico modo per avere un riscontro è partire e visitare quel luogo di persona.

7. Stupori e tremori – Amélie Nothomb

Le disavventure di Amélie cominciano quando viene assunta come interprete alla Yamamoto, una multinazionale giapponese. Nell’azienda svolge i compiti più disparati: prima postina, poi addetta alle fotocimage_bookopie , infine guardiana dei bagni. Ma perché questo declassamento continuo? Qual è stata la sua colpa? Aver svolto un lavoro che non le spettava, e pur dimostrando in questo modo la sua bravura, viene presa di mira dal suo capo Fubuki, che da quel momento diventerà la sua aguzzina. Amélie continua svolgere qualsiasi lavoro le viene chiesto con tutta la dignità che le rimane, cosa che fa sempre più rabbia alla carceriera.  Con questa storia autobiografica, l’autrice racconta quello che noi oggi definiremo mobbing in chiave leggera e con un umorismo assolutamente tagliente; ci parla di sé e dalla sua prima esperienza lavorativa in Giappone, ma soprattutto è proprio la società giapponese che ci descrive: un popolo dove la pressione sociale e lavorativa sono all’ordine del giorno e la competizione spietata è l’unico modo per farsi strada nella vita. Amélie riesce a far tesoro persino di questa esperienza e dal bagno del 43° piano, con lo scopino del gabinetto tra le mani, sogna casa sua: “Finché esisteranno finestre l’essere umano più umile della terra avrà la sua parte di libertà”. Finale assolutamente a sorpresa, che dimostra ancora una volta come la realtà possa essere più creativa di una qualsiasi storia.

8. Lessico famigliare – Natalia Ginzburg

lessicoE’ la storia della famiglia Levi, la famiglia dell’autrice. La stessa Ginzburg in un’avvertenza a inizio libro specifica che “Luoghi, fatti e persone sono reali. Non ho inventato niente: e ogni volta che, sulle tracce del mio vecchio costume da romanziera, inventavo, mi sentivo subito spinta a distruggere quanto avevo inventato.” Anche i nomi stessi, sono reali. La narrazione copre almeno quarant’anni, tra prefascismo, fascismo e post-fascismo. Si tratta di una famiglia ebraica ed antifascista, così forte dei suoi valori in un momento storico sbagliato, al cui interno nasce un vero e proprio lessico speciale, che plasma vari personaggi e li caratterizza. Una via attraverso la quale l’autrice stessa usa per ricordare: «Noi siamo cinque fratelli. Abitiamo in città diverse, alcuni di noi stanno all’estero: e non ci scriviamo spesso. Quando c’incontriamo, possiamo essere, l’uno con l’altro, indifferenti, o distratti. Ma basta, fra noi, una parola. Basta una parola, una frase, una di quelle frasi antiche, sentite e ripetute infinite volte, nel tempo della nostra infanzia. Ci basta dire “Non siamo venuti a Bergamo per fare campagna” o “De cosa spussa l’acido cloridrico”, per ritrovare a un tratto i nostri antichi rapporti, e la nostra infanzia e giovinezza, legata indissolubilmente a quelle frasi, a quelle parole». Uno scorcio famigliare affettuoso e ironico, drammatico e delizioso, una spaccato della civiltà italiana da scoprire.

9. Il cacciatore di aquiloni – Khaled Hosseini 

6730-IL CACCIATORE DI AQUILONI.inddLa storia di un amicizia all’interno di un mondo difficile, quella tra Amir e Hassan, in una terra fatta di controversie, difficoltà, in cui le donne si nascondono, e sembra impossibile per gli aquiloni, volare.  Un’amicizia che però viene segnata da una grave colpa. Sono trascorsi  molti anni, infatti, dal giorno in cui la vita di Hassan è cambiata del tutto ed Amir è rimasto a guardare, quando una telefonata nella sua casa di San Francisco lo coglie impreparato. Amir sa di dover tornare e di dover espiare il suo peccato, trovare il figlio di Hassan e redimersi una volta per tutte. Hosseini delinea la storia struggente di questi ragazzi in modo diretto e impeccabile, una lettura straziante ma tremendamente vera. 

10. Frida. Una biografia di Frida Kahlo – Hayden Herrera

Una biografia curata e approfondita ci racconta un’artista carismatica e intrigante. Herrera arricchisce la panoramica su Frida con stralci di lettere e pagine del suo diario. Nonostante l’incidente che le stravolse la vita, l’ottimismo e la voglia di vivere della nota artista furono immutati. La più grande pittrice messicana affrontò i suoi profondi amori e i suoi strazianti dolori con estremo coraggio. Anzi, trasformò la sofferenza in ispirazione. “Non ho mai dipinto sogni. Ho dipinto la mia realtà”. Consigliato a chi vuole conoscere la storia di una donna e un’artista fuori dagli schemi, misteriosa e passionale. Viva la vita!” . Viva Frida.

 

Autrici: dolcedany84londa92, yorukoe, Iridiel93NicoleZoiilariamoruso