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Il Risveglio – Ashlyn Mckyle

Oggi voglio parlarvi di un romanzo di un’autrice emergente che ho letto quasi per caso e che è stata una piacevole scoperta. Sto parlando di Il Risveglio di Ashlyn Mckyle.

Il Risveglio è il primo libro della serie Akeros Legacy, una trilogia di romanzi urban fantasy. Protagonista del romanzo è Theresa MacCallen, giovane ragazza di origini irlandesi, rientrata dopo anni di assenza nella sua terra madre, nella triste occasione del funerale della nonna materna. Theresa è cresciuta negli Stati Uniti, insieme ad una madre poco presente e con problemi di instabilità mentale: fin da quando era piccola ha infatti sempre cercato di mettere in guardia la figlia da impensabili creature mitologiche che erano sulle sue tracce. Theresa non ha mai dato peso alle farneticazioni della madre, fino a quando non mette nuovamente piede in Irlanda. Il giorno del funerale della nonna, la ragazza viene subito avvicinata da uno strano quanto affascinante personaggio, Mikhail MacMouldon, un facoltoso imprenditore locale. L’uomo si presenta come un vecchio amico della defunta nonna e come suo esecutore testamentario.

C’era qualcosa in quell’uomo che mi metteva in soggezione. Non la sua bellezza, nè il suo fascino: Mikhail MacMouldon sembrava circondato da un’aura pericolosa, che teneva a distanza tutti coloro che entravano nel suo campo d’azione.

Theresa fin dal primo momento è attratta da quest’uomo, dalla bellezza quasi surreale e dai modi misteriosi. Mikhail le chiede un incontro per poter parlare del testamento, il quale si scoprirà essere non del tutto materiale.

Dentro al suo sguardo c’erano emozioni che non riuscivo a decifrare e una sensazione aveva cominciato a insinuarsi sottopelle, facendomi rabbrividire: un segnale di pericolo scritto a caratteri cubitali, ma che, già sapevo, avrei ignorato.

Theresa accetta di incontrare il misterioso individuo e le rivelazioni che scaturiscono da quest’incontro cambieranno per sempre la sua vita. Quelli che fino a quel momento erano stati strani fenomeni, ricordi frammentari della sua infanzia e perfino le parole senza senso della madre, torneranno al loro posto acquistando finalmente un senso. Presto la ragazza scoprirà che Mikhail non è un uomo come tutti gli altri, ma è un essere immanente e antico quanto il mondo, le cui intenzioni all’inizio non sono molto chiare, ma una cosa è certa: ha bisogno di Theresa. Theresa infatti, a sua volta, non è una ragazza come le altre: da sempre è abituata a non guardare specchi o altre superfici riflettenti perchè le causano un viaggio in quello che lei chiama il luogo-non-luogo. Questa capacità di Theresa prelude in realtà a poteri ben più potenti e che la rendono una pedina essenziale in uno scontro millenario tra forze soprannaturali e che Mikhail le insergnerà a gestire.

Centrale nella storia, è il rapporto tra Theresa e Mikhail. Theresa è infatti irrimediabilmente attratta dall’uomo e questa attrazione scaturirà presto in una relazione passionale e travolgente. Non manca infatti  la narrazione dei particolari della relazione dei due protagonisti, che conferisce a tutto il romanzo quel giusto tocco di piccantezza e sensualità, senza mai scadere nel volgare.

Lo odiavo. Lo odiavo perchè mi aveva rinchiusa in quella prigione dalla quale non esisteva via d’uscita. Lo odiavo perchè il suo sguardo mi trapassava mettendomi a disagio. Lo odiavo perchè era ambiguo. Lo odiavo perchè era un Akeros. E, sopra ogni altra cosa, lo odiavo perchè lo desideravo. 

Personalmente non ho sviluppato fin da subito una grande simpatia nei confronti di Mikhail, ma ho simpatizzato per altri personaggi secondari, come quello di Aaron, braccio destro e sottoposto di Mikhail, tanto da sperare in un’evoluzione del suo rapporto con la protagonista.

Assolutamente lodevole è l’abilità narrativa della giovane scrittrice, la quale, nonostante sia di fronte al suo primo libro, mostra già grande esperienza e grande maestria nel reggere le redini della storia, nel mantenere alta l’attenzione del lettore e soprattutto nel dare spessore e carattere ai suoi personaggi. È infatti inevitabile partecipare alle emozioni di Theresa, vedere attraverso i suoi occhi l’intera vicenda e vivere con lei sia i momenti di tensione che quelli di eccitazione. La narrazione è dunque scorrevole e il romanzo si fa leggere tutto di un fiato.

Merita menzione anche la scelta dell’ambientazione. La vicenda è ambientata infatti in Irlanda, paese perfetto per ospitare una storia fantasy grazie al suo ricco patrimonio di leggende e folklore; inoltre l’autrice ha descritto in maniera così vivida e reale i paesaggi e le abitudini del posto, che chiunque ha visitato l’Irlanda, riconoscerà facilmente i luoghi descritti.

In conclusione, Ashlyn Mckyle è stata in grado di creare un primo romanzo che prelude ad una trilogia davvero intrigante ed emozionante, da non perdere assolutamente!


Scheda del libro

Editore: Self published
Pagine: 411
Prezzo: 12,48 euro (2.99 ebook)

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Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon

cover.jpgSono sempre stata attratta da questo libro,ogni volta che mi capitava di vederlo sugli scaffali delle librerie. La trama mi incuriosiva parecchio ed effettivamente quella di cui vi parlo oggi si è rivelata essere una lettura piacevolissima! Sto parlando di Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Huddon.

Si tratta di un romanzo scritto in prima persona dal protagonista, Christopher Boone, un ragazzo inglese di 15 anni affetto dalla sindrome di Asperger. La vita di Christopher è fortemente influenzata dalla sua patologia che lo porta ad avere rapporti sociali difficoltosi, anche con i membri della sua famiglia. Non ama essere toccato, non è in grado di riconoscere le emozioni e le espressioni del viso delle persone, non ama trovarsi in posti con troppa gente, si rifiuta di mangiare se due cibi diversi sono entrati in contatto e ha sempre bisogno di sapere che ore sono. Al di là di queste problematiche, Christopher è un ragazzo brillante, bravissimo in matematica, fisica e in tutte le discipline scientifiche. Una sera il ragazzo fa uno strano ritrovamento: trova Wellington, il cane di una vicina di casa, morto, infilzato con un forcone. Christopher non riesce ad ignorare l’accaduto e da quel momento metterà in gioco tutte le sue abilità intellettive ed investigative per scoprire chi sia il misterioso assassino. Queste indagini involontariamente porteranno alla luce ben altri segreti riguardanti la sua stessa famiglia, che lo spingeranno a compiere azioni che non avrebbe mai pensato di poter fare prima.

Mi chiamo Christopher John Francis Boone. Conosco a memoria i nomi di tutte le nazioni del mondo e delle loro capitali, e ogni numero primo fino a 7507.

Quando si iniziano a leggere le prime pagine di questo romanzo ci si rende subito conto di avere tra le mani un romanzo diverso dal solito. Il primo elemento che salta subito all’attenzione del lettore, è lo stile narrativo. L’autore è stato straordinariamente capace di riportare con la sua scrittura quelli che sono i pensieri di un ragazzo autistico, facendo venir fuori le problematiche legate a questa condizione ma anche i suoi aspetti più straordinari.

La mia mente funziona come la pellicola di un film. Ecco perché sono bravissimo a ricordare le cose, come le conversazioni che ho trascritto nel libro, cosa indossano le persone o il loro profumo, perché la mia testa possiede una sorta di memoria olfattiva che funziona come una colonna sonora.

Huddon utilizza un’espediente narrativo nella narrazione: quello che il lettore sta leggendo viene presentato come il libro scritto dallo stesso Christopher, una sorta di esercizio terapeutico consigliatogli dalla psicologa della scuola. Il racconto non è lineare, è infatti costellato da una serie di digressioni riguardanti descrizioni di oggetti, persone o avvenimenti che catturano l’attenzione del ragazzo durante la scrittura. Nella narrazione si ritrova quell’attenzione al dettaglio, quella precisione matematica, quasi scientifica nelle descrizioni, che caratterizza proprio il modo di pensare di questi ragazzi. Questa meticolosità è evidenziata anche dai disegni che Christopher riporta nel suo libro, per spiegare al meglio una determinata situazione.

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Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte è quindi non solo un viaggio alla scoperta dell’assassino di Wellington, ma è un vero e proprio viaggio alla scoperta del funzionamento della mente di Christopher. Le sue osservazioni spesso ingenue e il suo flusso di pensieri fanno sorridere il lettore rendendo la lettura scorrevolissima, ma dall’altro lato portano ad una serie di riflessioni. Mettono in luce quelle che sono le difficoltà che affrontano questi ragazzi nel compiere azioni della vita quotidiana che per tutti gli altri sono scontate e semplicissime. Rivelano anche il dolore delle famiglie che non riescono a relazionarsi con i propri figli e ad avere una vita normale. Christopher ad esempio, per sentirsi al sicuro, ha bisogno di risolvere complessi calcoli matematici a mente: in questo modo sa di avere tutto sotto controllo. Sapere infatti che le cose seguono un ordine e una logica ben precisa è fondamentale per lui, il contrario è invece motivo di terrore e angoscia.

La gente mi confonde. Per due ragioni, fondamentalmente. La prima è che la gente parla molto senza usare le parole. Siobhan dice che se si solleva un sopracciglio, questo può significare molte cose differenti. Può voler dire: <<Voglio fare sesso con te>>, ma può anche essere inteso come: <<Hai appena detto una cosa veramente stupida>>. […] La seconda ragione è che la gente spesso parla usando delle metafore.

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte è quindi un romanzo che con estrema semplicità è in grado di veicolari messaggi molto profondi e intensi. Leggerlo è un’esperienza che va vissuta e che vi cambierà!


Scheda del libro

Editore: Einaudi
Pagine: 244
Prezzo: 12 euro

4

Central Park – Guillaume Musso

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Le emozioni che mi ha trasmesso questo libro mi hanno accompagnata per diversi giorni dopo la fine della lettura e di conseguenza non posso non parlarvene e consigliarvelo vivamente. Il libro in questione è Central Park di Guillaume Musso. 

Si tratta di un thriller ambientato ai giorni nostri a New York. La narrazione inizia con il risveglio della protagonista, Alice Shӓfer, poliziotta francese, su una panchina di Central Park. Insieme a lei, è ammanettato un uomo sconosciuto, che presto scoprirà chiamarsi Gabriel ed essere un pianista jazz. I due non ricordano nulla degli eventi precedenti che li hanno portati ad essere ammanettati su quella panchina. L’ultimo ricordo di Alice è quello di aver trascorso un’allegra serata con delle amiche in diversi locali degli Champs Elysées a Parigi, mentre quello di Gabriel è quello di essersi esibito in un locale di Dublino, in Irlanda. Da quel momento, i due verranno trasportati in una corsa frenetica attraverso New York, cercando di capire, con i pochi indizi a loro disposizione, cosa sia successo e soprattutto chi sia il responsabile di tutta quella situazione.

La scrittura di Musso è una scrittura leggera e fluida che permette una lettura scorrevole del romanzo. Se all’inizio ho trovato la protagonista femminile un pò irritante per il suo carattere troppo duro e scontroso, nel corso della lettura ho avuto modo di conoscerla più a fondo e di ricredirmi.

Era in guerra. Ma dietro la durezza s’indovinava, a intermittenza, l’impronta di una donna diversa, più dolce e tranquilla.

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Musso infatti è abilissimo nel delineare il profilo psicologico dei suoi personaggi: è in grado di costruire per loro delle maschere volute, per poi guidare il lettore in un’indagine più approfondita, rivelandone la vera natura e le vere emozioni. Molto bello è anche assistere all’evoluzione del rapporto tra Alice e Gabriel: Alice nonostante la sua tendenza a non fidarsi di nessuno, finisce per aprirsi un pò con quell’uomo mai visto prima, che con il suo humor e la sua solarità, riesce, almeno in parte, a far breccia nella sua corazza.

“E’sicuro di sapere quello che sta facendo?”
“Di che cosa mai si può essere sicuri nella vita?”

La narrazione è ricca di momenti di alta tensione e di suspance, che tengono il lettore con il fiato sospeso ogni volta che una nuova verità viene svelata. Vi sono inoltre tantissimi colpi di scena che ribaltano tutta la storia e quando il lettore pensa di essere riuscito a capire chi sia il responsabile, ecco che tutto cambia. La rivelazione finale è infatti talmente sconvolgente da poter essere difficilmente prevista anche dal lettore più attento.

Questo è stato il primo libro che ho letto di questo autore e la costruzione di tutta la vicenda mi ha talmente stregata da spingermi a leggere in futuro altre sue opere. Si tratta quindi di un thriller dal finale per nulla scontato e nelle librerie degli amanti del genere, questo libro non può assolutamente mancare!


Scheda del libro

Editore: Mondadori
Pagine: 295
Prezzo: 14,40 euro

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Dreamology – Lucy Keating

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Oggi voglio parlarvi di uno young adult che ho iniziato a leggere con trepidazione e grandi aspettative ma che purtroppo non mi ha del tutto entusiasmata. Il romanzo in questione è Dreamology di Lucy Keating.

I sogni per Alice Rowe rappresentano il momento più bello di tutta la giornata. Sono sogni molto vividi e reali, fatti di nuvole, paesaggi incantati, cascate di cioccolato e visite ai musei più belli del mondo. Quello che però rende ancora più unici questi sogni è la presenza di un ragazzo bellissimo e perfetto, Max, con cui Alice ogni sera, da quando ha memoria, vive le sue avventure oniriche. Max è il vero e proprio stereotipo del ragazzo dei sogni: simpatico, dolce, romantico, galante, divertente e innamoratissimo di Alice. Per la protagonista, i sogni e Max sono delle costanti della sua vita in cui ogni sera trova conforto. Alice vive con il padre e il suo cagnolino, abbandonata piccolissima dalla madre che ha preferito a lei la sua carriera. Alice e il padre si trasferiscono a Boston, nella casa della nonna venuta a mancare da poco. Qui la protagonista inizia a frequentare una nuova scuola e ha difficoltà a capire se non stia ancora sognando, quando si accorge che uno dei suoi compagni di classe è proprio il Max dei sogni, il suo Max in carne ed ossa! Ben presto Alice si renderà conto che il Max reale e il Max dei sogni sono due persone molto diverse, il Max reale infatti si presenta alquanto schivo e scontroso all’inizio e oltretutto è fidanzato da moltissimo tempo con Celeste, una ragazza della loro stessa scuola, molte bella, dolce e simpatica. Lo scontro con la realtà turberà molto Alice che inizierà ad indagare sulla vera natura dei suoi sogni, per capire come sia possibile che i due siano in grado di sognarsi reciprocamente.

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È questo ciò che i sogni hanno fatto alla mia vita. L’ho abbellita con delle luci decorative, così non sarebbe sembrata troppo brutta. I sogni erano il luogo in cui ero sempre certa di poter essere felice… il luogo in cui potevo sempre contare su di lui.

La trama in se è molto interessante e sembra preludere ad un romanzo brillante e accattivante, da leggere tutto d’un fiato. Per quanto il romanzo si sia lasciato leggere con piacere e abbastanza velocemente, ci sono stati alcuni punti della trama che non mi hanno particolarmente convinta e che di conseguenza non mi permettono di promuovere a pieni voti questo libro.

L’autrice ha dato molto spazio alla storia d’amore tra i due protagonisti, concentrandosi poco sul motivo per il quale i due ragazzi fossero in grado di sognarsi, e questo, se costruito bene, poteva diventare a mio avviso un elemento che avrebbe donato maggior forma e particolarità a tutta la storia. Alla fine del romanzo infatti non viene data una spiegazione chiara e convincente a riguardo.

La stessa storia d’amore tra Alice e Max non mi ha particolarmente emozionata e coinvolta, l’ho trovata alquanto banale. Infatti nè mi sono trovata a tifare per i protagonisti nè ho trepidato nei momenti in cui la loro relazione vacillava. In particolare ho trovato alquanto insulso lo stesso Max, il quale non mi è sembrato così perfetto come descritto dalla protagonista. Infatti, poco dopo aver incontrato Alice, Max, quasi dimentico di tutto il vissuto precedente con Celeste, manda all’aria questa lunga relazione per stare con una ragazza che in realtà non aveva mai conosciuto realmente.

Se l’intento era quello di raccontare una storia romantica, in cui i sogni diventano realtà, a mio parere questo intento non è stato raggiunto. Infatti non ho trovato straordinaria la storia d’amore raccontata, ma al contrario l’ho trovata a tratti insignificante e ordinaria.

Nonostante alcune perplessità, è un romanzo ben scritto e che si legge scorrevolmente ed è quindi consigliato per una lettura leggera e senza impegno.


Scheda del libro

Editore: Newton Compton
Pagine: 281
Prezzo: 9,90 euro

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Racconti Molesti – Francesco Cusa

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Racconti Molesti di Francesco Cusa è decisamente un libro particolare. Devo ammettere che sono rimasta titubante e incerta quando l’ho avuto per la prima volta tra le mani, per via della copertina e delle illustrazioni molto forti e inusuali. Quella che a prima vista sembrava essere una raccolta di racconti horror, si è rivelata essere tutt’altro.

Racconti Molesti si compone di 41 racconti di varie dimensioni: si passa da quelli brevissimi di un paio di pagine ad altri decisamente più lunghi. I racconti sono divisi in diversi gruppi a seconda dell’argomento trattato: si parla di esseri sovrannaturali, si tratta il tema dell’amore, si parla di donne o ancora di “luoghi, spazi e zone“.

La maggior parte dei racconti è narrata in prima persona. I protagonisti sono di solito ritratti in svariate scene di vita quotidiana durante le quali il lettore viene invitato ad assistere alle loro azioni e ai loro pensieri che, senza freni e senza regole sociali, si abbattono inclementi sulla realtà. Le osservazioni dei protagonisti sono irriverenti, crude e sembrano emergere dall’io più profondo che non teme le convenzioni e il ben pensare comune. A turbare maggiormente però è ben altro: durante la lettura il lettore è portato ad ipotizzare che in alcune situazione il suo agire non è molto diverso da quello dei protagonisti dei racconti e che le realtà grigie e tediose raccontate non sono poi così inverosimili. Spesso qualche pensiero “molesto” forse è stato fatto anche da lui.

Alcuni racconti sono inoltre accompagnati dalle superbe illustrazioni di Daniele La Placa, che non si limitano a rappresentare solo il racconto, ma ne sono parte integrante e contribuiscono ad aumentare quel senso di disturbo che nasce dalla lettura.

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In conclusione posso dire che questo libro è riuscito a “molestarmi”, a farmi vacillare e a farmi perdere l’equilibrio, facendomi precipitare in mondi diversi o conturbanti, che non sono altro che i mille volti del mondo che tutti i giorni ci circonda. Il mio consiglio è quello di provare a farsi inghiottire da queste pagine ed osare, senza temere di farsi “molestare” dai pensieri e dalle azioni dei personaggi disturbanti di Francesco Cusa.


Scheda del libro

Editore: Eris
Pagine: 209
Prezzo 12,00 euro

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Jane e la disgrazia di Lady Scargrave – Stephanie Barron

downloadJane e la disgrazia di Lady Scargrave è un libro di Stephanie Barron, primo di una serie di romanzi gialli che vedono la famosa scrittrice inglese Jane Austen al centro delle indagini.

Jane è ospite presso una sua cara amica, la bellissima e facoltosa Lady Isobel Scargrave. I festeggiamenti per il recente matrimonio della nobildonna sono presto interrotti dalla tragica morte del marito,  Lord Scargrave. Dell’improvvisa scomparsa dell’uomo, avvenuta in circostanze sospette, viene presto incolpata la stessa Lady Scargrave. Sicura dell’innocenza dell’amica, Jane inizia ad indagare, raccogliere indizi ed elaborare ipotesi che la porteranno a fare luce sulla vicenda.

Il romanzo è costruito su un’espediente letterario ideato dall’autrice. Stephanie Barron nella prefazione, si presenta come una semplice curatrice dell’opera. Racconta di essere venuta in possesso del diario e di alcune lettere della scrittrice inglese indirizzate alla sorella Cassandra, scritti durante il periodo di permanenza presso casa Scargrave. Il libro è infatti scritto sotto forma di diario ed è intervallato dalla corrispondenza epistolare di Jane con la sorella.

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Leggendo questo libro si ha come l’impressione di rincontrare una vecchia amica. L’autrice è stata infatti capace di scrivere un romanzo che sembra essere realmente frutto della penna di Jane Austen. Lo stile narrativo, il pensiero critico con cui la protagonista descrive le vicende e i vari personaggi, sono elementi che hanno sempre caratterizzato non solo le protagoniste femminili dei romanzi della Austen ma anche lei stessa e sono elementi che l’autrice ha saputo abilmente trasporre nel suo romanzo. L’arguzia e l’intelligenza di Jane, a volte un pò eccessivamente esaltati, saranno infatti decisi per la risoluzione del mistero che grava sulla morte di Lord Scargrave.

Jane e la disgrazia di Lady Scargrave è un vero e proprio giallo ambientato nel ‘700; non mancano infatti la suspance, i colpi di scena e perfino ritrovamenti di cadaveri. Ha tutti gli elementi per essere una lettura piacevole e mai noiosa, in compagnia di una delle più grandi scrittrici di tutti i tempi, che per la prima volta diventa lei stessa protagonista di un libro. Gli amanti della Austen non possono lasciarsi sfuggire l’occasione di tornare ancora una volta nell’elegante  e frizzante mondo, profumato di tea dei salotti inglesi del ‘700.


Scheda del libro

Titolo: Jane e la disgrazia di Lady Scargrave
Autore: Stephanie Barron
Pagine: 314
Prezzo: 12 euro
Editore: Tea

Altri libri della serie “Le indagini di Jane Austen“:

  • Jane e il mistero del reverendo
  • Jane e il segreto del medaglione
  • Jane e lo spirito del male
  • Jane e l’arcano di Penfolds Hall
  • Jane e il progioniero di Wool House
  • Jane e i fantasmi di Netley
  • Jane e l’eredità di sua signoria

 

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Raccontami di un giorno perfetto – Jennifer Niven

2Oggi voglio parlarvi di un libro intenso e coinvolgente, che mi ha trascinata in un vortice di emozioni lasciandomi con una profonda sensazione di vuoto una volta arrivata all’ultima pagina. Raccontami di un giorno perfetto è un romanzo di Jennifer Niven e narra la storia di due ragazzi interrotti, Violet Markey e Theodore Finch che frequentano il liceo della cittadina di Bartlet, nell’Indiana. Violet, distrutta dalla morte improvvisa della sorella maggiore, si trova sul cornicione del terrazzo della scuola, decisa a lanciarsi nel vuoto. È qui che incontra Finch per la prima volta, il bel ragazzo dagli occhi blu, che tutti gli altri studenti evitano ed etichettano come “Finch lo schizzato”.

<<Posso farti una domanda? Secondo te esiste un giorno perfetto?>>
<<Cosa?>>
<<Un giorno perfetto, dall’inizio alla fine. Un giorno in cui non succede niente di tragico, o di triste o di ordinario. Secondo te esiste?>>
<<Non lo so.>>
<<Te ne è mai capitato uno?>>
<<No.>>
<<Nemmeno a me. Ma lo sto cercando.>>

Finch riesce a convincere Violet che la vita è ancora degna di essere vissuta e a farla scendere dal cornicione. Finch, molto attratto dalla “ragazza dagli occhi grigio-verdi, grandi e magnetici”, decide allora che il suo compito non è ancora terminato: trascina Violet in un viaggio per le strade dell’Indiana alla scoperta dei luoghi più belli e caratteristici, restituendole quel sorriso che aveva perso da tempo. Da semplici compagni di viaggio, presto Violet e FInch diventeranno qualcosa di più. Ma era solo Violet ad aver bisogno di essere salvata?

“Raccontami di un giorno perfetto” non è un libro semplice, tratta di temi molto forti, quali il suicidio in età adolescenziale e dello stigma dovuto alle patologie psichiatriche da cui spesso è difficile liberarsi.

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Finch è un personaggio che può sembrare quasi irritante, dai pensieri e dalle azioni esuberanti, a tratti avventate e folli. Avanti nella lettura, quando si inizia a conoscere il significato dei suoi gesti e il grande dolore dietro le sue parole, Finch riuscirà ad entrare nel cuore del lettore per non andarsene più. Ha alle spalle una famiglia assente, una madre che a malapena si accorge della sua presenza e un padre violento. Una famiglia che non è in grado di cogliere i segnali del suo malessere.

Spalanco gli occhi e mi tiro su a sedere di scatto, boccheggiante, respirando a pieni polmoni. […] Non provo nessun entusiasmo a essere sopravvissuto, ci sono solo un senso di vuoto, i polmoni in debito di ossigeno e i capelli bagnati appiccicati sulla faccia.

Violet è l’unica persona che riesce ad entrare nel mondo di Theodore Finch, che riesce a comprenderlo e ad amarlo ed è l’unica che riesce a fargli togliere tutte le maschere che indossa. Con Violet non ha bisogno di essere “Finch il Nerd”, “Finch degli anni ’80” o  “Finch americano purosangue”, ma riesce ad essere semplicemente Theodore Finch.

Per una volta non desidero essere nessun altro se non Theodore Finch, il ragazzo che la frequenta. Lui sa perfettamente cosa significa essere elegante ed euforico, e un centinaio di altre cose: imperfetto, stupido, in parte stronzo, in parte incasinato, in parte fuori di testa, uno che non vuole causare problemi alla gente che ha intorno, ma, soprattutto a se stesso. Un ragazzo che si sente a proprio agio in questo mondo e nella propria pelle. Ecco il ragazzo che voglio essere. E questo è quello che voglio sia scritto sul mio epitaffio: Il ragazzo che piaceva a Violet Markey.

Jennifer Niven, alternando le voci dei due ragazzi, racconta una storia d’amore dolce, intensa e struggente; regala la speranza che i sentimenti, quelli veri e puri, siano in grado di far superare ogni difficoltà e siano in grado di guarire anche i dolori dell’anima. La conclusione di questo romanzo farà invece capire che a volte questo non è sufficiente, che non bisogna sottovalutare la sofferenza di chi abbiamo accanto e che cogliere i messaggi d’aiuto nascosti, può fare la differenza.

L’autrice è stata in grado di descrivere tutto questo e di trattare temi così delicati con una scrittura brillante, che può essere vicina anche ai lettori più giovani e sensibili a questi argomenti.

La verità è che sono stati tutti giorni perfetti.


Scheda del libro

Titolo: Raccontami di un giorno perfetto
Autore: Jennifer Niven
Pagine: 384
Prezzo: 14,90 euro
Editore: DeA