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Vita dopo vita – Kate Atkinson

41FxCv4h1cLAvete mai pensato a cosa succederebbe se aveste la possibilità di rivivere la vostra vita all’infinito? Che piega prenderebbe la vostra vita se poteste evitare di commettere quegli errori che hanno condizionato la vostra esistenza? Quali sono gli infiniti scenari che vi si aprirebbero davanti? Proprio di questo tratta il romanzo di Kate Atkinson, Vita dopo vita, di cui oggi vi parlo.

«Pochi istanti dopo essere venuta al mondo, il mio cuore ha smesso di battere. A quattro anni, sono annegata nell’oceano. A cinque anni, sono scivolata da un tetto coperto di ghiaccio. A otto anni, ho preso l’influenza spagnola. Quattro volte. A ventidue anni, mio marito mi ha spinto con violenza contro un tavolino, uccidendomi. A trent’anni, sono morta durante un bombardamento tedesco su Londra. E su di me cadevano le tenebre. Ma ho sempre avuto un’altra possibilità.»

Protagonista del romanzo è Ursula Todd, figlia di una numerosa e abbiente famiglia inglese, che viene al mondo in un gelido inverno del 1910. Fin dalle prime pagine del libro si capisce che quella che sta per essere narrata non è una storia come tutte le altre. Il romanzo infatti inizia con la nascita di Ursula e, purtroppo, con la sua immediata morte per soffocamento durante il parto. Nel capitolo successivo, Ursula nasce nuovamente e questa volta, per una serie di coincidenze, riesce a superare il parto e a incominciare la sua vita. Così, in un arco temporale che ha come sfondo le due guerre mondiali, si assiste al susseguirsi delle innumerevoli vite di Ursula, dove la morte della protagonista e il successivo calare delle tenebre, sono solo il preludio all’inizio di una nuova vita e di una nuova possibilità per la protagonista. Ursula, anche se in maniera inconscia, sembra essere consapevole di aver già vissuto altre vite, e questa consapevolezza la porterà a non ripetere determinati errori che hanno irrimediabilmente condizionato la sua vita in passato ma anche quella dell’intera popolazione mondiale.

“Se Hitler fosse stato ucciso prima di diventare cancelliere sarebbe scoppiato il conflitto fra Arabi e Israeliani? (…) Se Hitler non avesse avuto la possibilità di compiere l’Olocausto (…)”

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Vita dopo Vita è un romanzo che è giustamente stato definito un capolavoro. Attraverso le vite di Ursula, il lettore è accompagnato attraverso gli anni più bui della storia Europea, vive la tragedia della guerra e del terrore dei bombardamenti, di come una vita felice, spensierata e ricca di affetti possa essere irrimediabilmente compromessa da eventi più grandi su cui non si ha alcun potere. Il personaggio di Ursula è un personaggio mutevole, che diventa sempre più forte man mano che rivive la sua vita. Le vite di Ursula e le vicende che accadono al suo personaggio portano a riflettere su quanto anche un piccolo evento nella nostra vita, al quale magari viene data poca importanza, possa in realtà compromettere in bene o in male tutta la propria vita futura. La storia narrata da Kate Atkinson è una storia forte, a tratti anche molto dura e cruda, ma che appassiona il lettore e lo coinvolge nel vortice delle vite della protagonista, spingendolo ad andare avanti per capire cosa succederà nella prossima.

L’unica nota negativa che mi sento di fare a questo romanzo è da un punto di vista stilistico. Il passaggio da una vita all’altra non è sempre ben descritto e non sempre sono chiare le nuove relazioni di Ursula con i vari personaggi che la circondano nella vita successiva. Questo crea un pò di confusione, e si è costretti a ritornare indietro per rileggere e avere più chiara tutta la storia. Nonostante questo piccolo appunto negativo, promuovo a pieni voti questo romanzo e ne consiglio la lettura a tutti.


Scheda del libro

Editore: Nord
Pagine: 544
Prezzo: 18,60€
Voto: 9/10

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Folklore – A. Iascy, A. Zarbo

Folklore. Antologia fantastica sul folklore italianoCome si può notare dalle recensioni che pubblico, uno dei generi letterari che più amo è il fantasy. Al termine di una giornata colma di realismo e rigore scientifico che caratterizzano il mio lavoro, ho bisogno di rifugiarmi in un mondo di fantasia dove le leggi della fisica e della biologia vengono meno e dove tutto è possibile. Questo amore per il fantasy mi accompagna anche quando viaggio e sono solita comprare libri sul folklore del luogo che ho visitato, per andare alla ricerca di quel mondo di fantasia anche nella vita reale. Esistono infatti paesi dove l’esistenza ad esempio di fate e folletti è una credenza ancora oggi molto radicata nella popolazione. In Irlanda ad esempio ancora oggi non si costruiscono strade che attraversano quelli che si ritiene essere i territori delle fate per non rischiare di disturbare il piccolo popolo.

Mentre esistono diversi paesi che esaltano la propria cultura popolare, in Italia le nuove generazioni conoscono molto poco le creature che popolavano gli incubi dei propri avi, in epoche in cui il buio poteva nascondere mostri di ogni genere e i fenomeni naturali erano accostati a presagi e superstizioni. Forse per la presenza di una religione cattolica molto forte che nel tempo ha voluto eliminare ogni traccia di tutti gli elementi legati a culture pagane e naturaliste, questa cultura popolare è quasi scomparsa ed è molto poco conosciuta, e ne esistono forse piccole reminiscenze nei racconti dei più anziani.

Quando mi è stato proposto quindi di recensire un libro che parlasse del folklore e delle creature della cultura popolare della tradizione italiana non ho resistito e mi sono gettata a capofitto nella lettura di questo libro. Oggi infatti vi parlo di Folklore. Antologia fantastica sul folklore italiano di A. Iascy e A. Zarbo.

Venti regioni, venti racconti che ripercorrono tra leggenda e realtà le radici del nuovo fantasy italiano. Un tempo i vecchi raccontavano storie ai nipoti davanti al fuoco. Ma folklore non è un libro per bambini: è un grimorio maledetto, che ci piace immaginare riscoperto dopo tanti anni magari proprio sotto qualche brace. Un’impresa di folli che hanno scovato resoconti di diavoli e streghe e sortilegi infami. Di assassini e orrori sconcertanti. Venti fiabe dannate intorno alle quali, forse, persino il buio un poco indietreggia

Con una quarta di copertina di questo tipo, come si fa a resistere al desiderio di leggere questo libro? Folklore è una raccolta di racconti, uno per ogni regione, scritti da diversi autori, in cui vengono riportate alla luce storie e leggende della tradizione popolare.

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La prima cosa che ho amato di questo libro è la presenza di quello che viene definito il “Bestiario”, cioè una sezione dedicata ad una breve descrizione di tutte le creature che si avrà modo di conoscere durante la lettura. La descrizione di ogni essere è accompagnata da una meravigliosa illustrazione di  V. Pratticò, che permette di rendere ancora più vivida la lettura dei racconti. Confesso che non mi sarebbe dispiaciuto vedere qualche altra illustrazione anche più avanti nel libro, e non solo nella sezione dedicata al Bestiario.

La lettura di questo libro mi ha portata alla scoperta di un mondo che non conoscevo.  Sono rimasta ad esempio particolarmente colpita dal racconto della regione Puglia, dove in tempi molto più antichi si parlava già di creature non morte bevitrici di sangue, che altro non sono che i vampiri che poi verranno iconizzati da Bram Stoker con Dracula molto tempo dopo e che diventeranno personaggi della cultura pop più moderna.

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Folklore, partendo dalle isole e arrivando in Val d’Aosta, racconta di un’Italia nascosta, intrisa di magia, di mistero, di leggende e brulicante di creature pericolose che si nascondono nelle foreste o nelle fogne delle città. Ci sono stati alcuni racconti che ho apprezzato maggiormente rispetto ad altri che invece mi hanno lasciata più indifferente ma ognuno è scritto in maniera magistrale. Ogni racconto ha uno stile unico e diverso rispetto agli altri, anche se è possibile scorgere un filo conduttore comune. Alcuni racconti hanno una natura più onirica, altri sembrano riprendere le caratteristiche stilistiche della fiaba e altri ancora sembrano capitoli di un romanzo più ampio. Ogni racconto si amalgama con l’altro, dando vita ad un libro unico, che non risulta in nessun modo un’accozzaglia posticcia di storie.  

Al termine della lettura, vien voglia di ritrovarsi davanti al fuoco con i nonni o i parenti più anziani e farsi raccontare nuovamente quelle storie che ci raccontavano da bambini, per recuperare un tesoro di memorie che, storditi dal trambusto e dalla frenesia della vita quotidiana, rischiamo di perdere. Folklore ha permesso di recuperare parte di queste memorie e si presenta dunque come un piccolo tesoro da custodire con gelosia.

Consiglio vivamente la lettura di questo libro, non solo agli amanti del fantasy, ma anche a chiunque voglia approfondire le tradizioni e la cultura della propria terra d’origine. Una lettura da non perdere!


Scheda del libro:

Editore: Watson
Pagine: 482
Prezzo: 18,00 euro
Voto: 8/10

 

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Il primo bacio a Parigi – Stephanie Perkins

Risultati immagini per il primo bacio a parigiCi sono periodi  nella mia vita da lettrice, in cui ho bisogno di un libro leggero, veloce e poco impegnativo, per distrarmi e rilassarmi dopo giornate di lavoro particolarmente intense e stressanti. Navigando sui social, mi è capitato spesso di notare i libri dell’autrice Stephanie Perkins, molto famosa e apprezzata soprattutto in Inghilterra e in America. I suoi libri hanno delle ottime recensioni e sono molto amati dalle lettrici di questi paesi. Recentemente sono stati tradotti in italiano e pubblicati dalla Deagostini, due dei suoi libri, Il primo bacio a Parigi (titolo originale: Anna and the french kiss) e Il primo amore sei tu (titolo originale: Lola and the boy next door). Mi è capitato di trovare il primo di questi libri di seconda mano e incuriosita dal clamore mediatico che ha avuto sui social, ho deciso di leggerlo.

Il primo bacio a Parigi racconta la storia di Anna Oliphant, una ragazza all’ultimo anno di liceo. Anna non vede l’ora di trascorrere questo ultimo anno in compagnia della sua migliore amica e del ragazzo per il quale ha una cotta con il quale lavora nel cinema della sua città. Il padre di Anna è un famoso scrittore di romanzi rosa e vuole regalare alla figlia un’esperienza unica e formativa. Anna infatti viene mandata a frequentare l’ultimo anno di liceo all’estero, in un collegio per ricchi studenti americani, nella meravigliosa città di Parigi.  Inizialmente Anna vive l’iscrizione in questa nuova scuola come una violenza, perchè è costretta a lasciare la sua migliore amica e tutta la sua vita in America, per trovarsi in una città nuova di cui non conosce neanche la lingua e in una scuola dove si sente sola e non conosce nessuno. Ben presto però Anna stringerà amicizia con alcuni suoi compagni di scuola e in particolare con un ragazzo, Etienne St. Claire, insieme al quale andrà alla scoperta della città di Parigi e per il quale inizierà a provare un sentimento più profondo della semplice amicizia.

Ecco tutto ciò che conosco della Francia: Amélie e Moulin Rouge. La Tour Eiffel e L’Arco di Trionfo, anche se non ho la più pallida idea della loro reale funzione. Poi ci sono Napoleone, Maria Antonietta e una sfilza infinita di re che si chiamavano Luigi.

Quando ho letto la trama di questo romanzo, sapevo di non dover nutrire grandi aspettative. La storia è effettivamente molto semplice e devo ammettere anche un pò banale e già dalle prime pagine si riesce ad immaginare il finale. Viene infatti ripreso il cliché della ragazza che arriva nella nuova scuola e che riesce con la sua semplicità a conquistare il ragazzo più bello della scuola. Nonostante la trama alquanto scontata e convenzionale, Il primo bacio a Parigi si è rivelato comunque una lettura piacevole, in cui viene raccontata una dolce storia d’amore caratterizzata da tutti quei turbamenti che abbiamo provato un pò tutti quando eravamo alle prese con le prime cotte a scuola. L’autrice ha uno stile molto scorrevole e semplice e con la sua penna è stata in grado di creare dei personaggi ben caratterizzati e in particolare una protagonista frizzante e divertente. Nella storia non vi sono grandi colpi di scena nè momenti di suspance o di apprensione. La lettura scorre tranquilla e veloce e il libro si legge in un paio di giorni.

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In conclusione, Il primo bacio a Parigi ha soddisfatto in pieno quella che era la mia necessità del momento, cioè di leggere un romanzo di evasione, non troppo impegnativo e veloce e lo consiglio a tutti coloro che hanno la mia stessa esigenza. Probabilmente lo avrei apprezzato di più se lo avessi letto durante la mia adolescenza. Non consiglio invece questo libro a chi è alla ricerca di una storia d’amore che ti rimane nel cuore e che ti fa trepidare in attesa degli eventi.


Scheda del libro

Editore: DeA
Pagine: 428
Prezzo: 12,90€
Voto: 7/10

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Carrie – Stephen King

carrie-il-romanzo-di-stephen-king-maxw-327Da grande fan del maestro dell’horror Stephen King, non potevo esimermi dal leggere e recensire il suo libro d’esordio, Carrie. Questo romanzo ha reso celebre l’autore ed è stato anche trasposto in versione cinematografica, consacrandone il successo. Nel corso degli anni si sono succeduti diversi remake della pellicola del 1976.

Carrie narra dell’orribile e sanguinosa tragedia che ha interessato il liceo di Chamberlain, una cittadina del Maine. La notte del ballo scolastico, nella palestra della scuola è divampato un terribile incendio che ha portato alla morte di quasi tutti i presenti. Artefice dell’incendio sembra essere una delle studentesse Carrie White, che si scopre in quell’occasione essere dotata di poteri telecinetici potentissimi. Le voci narranti sono diverse: quello di Carrie, quella dei pochi sopravvissuti all’evento e quella degli investigatori e giornalisti che indagano sulla vicenda. Tutte queste voci ricostruiscono i tragici eventi di quella notte e ricompongono la personalità della ragazza per capire cosa possa aver scatenato la sua furia. Si scopre che Carrie è una ragazzina con una situazione familiare burrascosa. Vive con la madre fanatica religiosa che le impedisce di vivere come tutte le ragazze della sua età,  sottoponendola a punizioni corporali quando Carrie non segue pedissequamente i dettami della Bibbia. Questo rende Carrie una ragazza emarginata e considerata “strana” da tutti i suoi coetanei, che non solo la evitano, ma la sottopongono ad ogni tipo di scherno. I maltrattamenti subiti da Carrie avranno il loro culmine la notte del ballo, ma questa volta la ragazza non subirà passivamente le angherie dei compagni e scatenerà su di loro tutto il suo odio e la sua frustrazione, provocando l’incendio che distruggerà la scuola e tante vite di giovani ragazzi.

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Restò seduta immobile lasciando che il rumore si infrangesse contro di lei come un’ondata. Loro erano ancora tutti belli e c’era ancora incanto e meraviglia, ma lei aveva oltrepassato la linea di demarcazione e adesso la fiaba era verde di marciume e malvagità. In questa nuova fiaba lei mangiava una mela avvelenata, era assalita dagli orchi e divorata dalle tigri. Stavano di nuovo ridendo di lei. E all’improvviso tutto crollò. Si rese conto di quanto orribilmente fosse stata ingannata…

Questo romanzo, scritto nel lontano 1974, è quanto mai attuale per le tematiche che vengono trattate. Si parla infatti di bullismo e fanatismo religioso, argomenti dei quali purtroppo sentiamo ogni giorno parlare nei notiziari.

Quasi nessuno scopre mai che le sue azioni feriscono davvero gli altri. La gente non migliora, diventa solo più furba. Quando diventi più furbo, non smetti di strappare le ali alle mosche, cerchi solo di trovare dei motivi migliori per farlo.

La cosa che più mi ha colpita è che questa non può essere definita una scrittura giovanile e acerba, paragonata ad altri libri dell’autore. Lo stile di King è subito definito e chiaro in questo libro e non mancano tutti quegli elementi che fanno di quasi ogni suo romanzo un capolavoro. Con poche parole e senza dilungarsi in tediose e lunghe descrizioni, King è in grado di delineare la personalità dei suoi protagonisti e di dare a tutta la sua narrazione una sfumatura realistica, nonostante si parli di eventi soprannaturali come la telecinesi di Carrie White. L’approfondimento psicologico dei personaggi, anche di quelli marginali, è sempre magistrale e questo li rende indimenticabili e impressi nell’immaginario collettivo.

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Nei romanzi di King, non c’è mai una netta distinzione tra bene e male, bianco e nero e anche in Carrie è difficile definire chi sia la vittima e chi il carnefice. Di certo la protagonista si è macchiata di un terribile crimine, ma è stata lei stessa una vittima, prima del fanatismo religioso e della violenza della madre, e poi del bullismo dei compagni di classe. Risulta difficile al lettore condannare la protagonista per il suo gesto.

Per tutti gli amanti di Stephen King leggere questo libro è un must e non può mancare nella libreria. Mi sento di consigliare questo libro anche a tutti coloro che non amano il genere horror o che vorrebbero leggere qualcosa di Stephen King, senza il timore di non  riuscire a chiudere occhio la notte per la paura. Carrie infatti non è un horror vero e proprio, è più che altro una telecronaca degli eventi accaduti e non vi è grande suspance o tensione o eventi particolarmente terrificanti, e può essere letto anche dagli spiriti meno temerari.


Scheda del libro

Editore: Bompiani
Pagine: 224
Prezzo: 12,00€
Voto: 9/10

 

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Il sentiero dei profumi – Cristina Caboni

Oggi vi parlo di un libro che avevo comprato qualche anno fa e che ho avuto modo di leggere soltanto recentemente. Si tratta di Il sentiero dei profumi di Cristina Caboni.

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Il romanzo narra le vicende di Elena Rossini, una giovane ragazza di Firenze, discendente di un’antica dinastia di “profumiere”. Tutte le donne della sua famiglia infatti sono maestre della creazione dei profumi. Elena non è da meno e il suo talento naturale fa si che sia definita un “naso”, una persona in grado di riconoscere ogni tipo di fragranza e di abbinarle nel modo corretto per dar vita a dei profumi eccezionali. L’eredità dell’arte profumiera che le sue antenate le hanno lasciato, è diventata però soffocante per Elena, a causa del cattivo rapporto della ragazza con la madre e la nonna che l’avevano indirizzata lungo questo percorso. Elena infatti è stata abbandonata da piccola dalla madre che, per amore di un uomo che non sopportava l’idea di accudire la figlia di un altro, decise di affidarla alle cure della nonna. La nonna si prende cura della bambina ma si rivelerà una donna poco affettuosa e alquanto dispotica. Tutto questo crea in Elena una sorta di rifiuto verso l’arte di famiglia e decide di dedicarsi all’attività di ristorazione dell’attuale compagno. Un giorno però Elena scopre che l’uomo del quale è innamorata e con il quale vuole creare una famiglia, la tradisce. Quest’ultimo avvenimento spingerà Elena a cambiare vita e a seguire il consiglio dell’amica di sempre, Monique, trasferendosi a Parigi. Qui Elena riscopre il suo amore nei confronti dei profumi e ritrova la serenità grazie a Cail, un affascinante quanto misterioso vicino di casa. Con l’aiuto di Cail, Elena cercherà anche di dar luce ad un mistero della sua famiglia, cioè scoprire la composizione del “profumo perfetto” creato dalla sua antenata Beatrice.

“Hai mai avuto un desiderio così grande, così profondo da impedirti quasi di pensare ad altro?. E che fa sembrare tutto una sciocchezza?” sussurrò Elena.
Cail annuì, gli occhi nei suoi. “Si”, le rispose.

Il sentiero dei profumi è sicuramente un romanzo d’amore, dalla scrittura fluida e leggera. L’autrice è molto brava nel descrivere il mondo dei profumi e di tutto quello che c’è dietro la loro creazione. Infatti ogni capitolo si apre con la descrizione di un’essenza diversa. Questo coinvolge e trascina il lettore alla scoperta di un mondo tutto nuovo e fino ad ora sconosciuto, quello dei profumi. Chi termina la lettura di questo libro, grazie anche alle spiegazioni molto tecniche fornite dall’autrice, di certo non guarderà più ai profumi come prima e proverà a riconoscere le note nascoste in ogni profumo. Purtroppo, per quanto piacevole, la lettura non è caratterizzata da un grande mordente che spinge il lettore a divorare le pagine. Arrivati circa alla metà del libro la storia e gli eventi diventano alquanto piatti, affievolendo l’entusiasmo per la lettura. Anche il tema del mistero del “profumo perfetto” che avrebbe potuto creare un maggior senso di attesa nel libro, risulta invece un elemento troppo marginale della narrazione.

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In conclusione Il sentiero dei Profumi è un romanzo piacevole e poco impegnativo, da leggere per trascorre piacevolmente qualche ora senza grandi pretese.


Scheda del libro

Editore: Garzanti
Pagine: 392
Prezzo: 9,90€
Voto: 6/10

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Il giardino d’estate – Paulina Simons

Oggi vi parlo dell’ultimo capitolo della trilogia de “Il cavaliere d’Inverno” di Paulina Simons, Il giardino d’estate. 51fr8wthtgl._sx324_bo1,204,203,200_

Il capitolo precedente si era concluso con il salvataggio di Alexander, rinchiuso in un  campo di prigionia in Germania, da parte di Tatiana e con il ritorno dei due amanti in America. I due potranno finalmente iniziare una nuova vita, liberi e lontani dagli orrori della guerra, in compagnia del loro unico figlio, Anthony. Per Alexander il ritorno alla normalità e alla vita da civile, non sarà per nulla facile. L’Alexander che è arrivato in America è cambiato, non è lo stesso di cui Tatiana conservava gelosamente il ricordo. Il loro rapporto verrà messo duramente alla prova e i due dovranno lottare per costruire un nuovo equilibrio e una nuova vita in armonia. Tatiana non riesce ad ignorare i segni e le cicatrici sul corpo del marito e Alexander non sopporta di vederla soffrire e rinvangare quel periodo terribile della sua vita. Quando, dopo diversi anni, finalmente sembra che tutto proceda per il meglio, la vita di Tatiana e Alexander è nuovamente sconvolta dall’arruolamento di Anthony nella guerra contro il Vietnam e dalla sua scomparsa nel territorio nemico.

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E’ triste dover ammettere che questo capitolo conclusivo non è all’altezza dei precedenti. La narrazione della prima metà del libro è lenta e ridondante, senza avvenimenti particolarmente avvincenti. La vicenda si vivacizza oltre la metà del libro rendendo piacevole la conclusione della lettura.

– Abbiamo trascorso tutti i nostri giorni temendo che fosse troppo bello per essere vero, Tatiana. Abbiamo sempre temuto di vivere solo 5 minuti.
– E’ l’unica cosa che ciascuno di noi ha, amore mio. E vola via tutto quanto.
– Si…Ma che cinque minuti sono stati.

L’eroe romantico che il lettore ha imparato ad amare durante la lettura dei primi due libri non esiste più. Ho fatto davvero tanta fatica ad accettare questo nuovo Alexander e in realtà non vi sono riuscita. L’ho trovato arrogante, maschilista, prepotente e frivolo. Quell’amore immortale, sopravvissuto alla guerra e ai bombardamenti, che ha fatto sognare i lettori del Cavaliere d’Inverno, viene messo in crisi dai capricci di questo uomo che non riesce a fare i conti con la libertà e l’indipendenza della moglie. Tatiana infatti ama il suo lavoro da infermiera e vuole continuare la sua professione, anche adesso che Alexander ha un lavoro stabile ed è in grado di provvedere a lei economicamente. Questo Alexander non riesce ad accettarlo e sarà la causa di una fortissima rottura nel loro rapporto. Sono stata delusa anche dal personaggio di Tatiana. Spesso il suo personaggio poteva sembrare quello della donna sottomessa e devota al suo uomo, ma si era sempre dimostrata in realtà una donna forte e testarda, che nessuno era in grado di comandare o manipolare, neanche lo stesso Alexander. Purtroppo in questo libro il personaggio di Tatiana alla fine cede ai voleri del marito, lascerà il lavoro e diventerà una semplice casalinga sempre perfetta che aspetta ansiosa il ritorno del suo uomo dal lavoro e sempre pronta a soddisfarlo in ogni suo desiderio.

“Ti ho salutato ogni venerdì sera con tutto il mio amore e la mia fiducia”, balbettò sfibrata “Credendo che conoscessi la strada senza che ti ammonissi ogni singolo minuto”.
“Conoscevo bene quella maledetta strada”, sbottò Alexander. “Ero ubriaco fradicio quando ho trovato la strada fino al tuo ospedale, fino a te, perché avevo bisogno di essere salvato, e tu cos’hai fatto?” Parlò in falsetto per scimmiottarla. “Devo andare, Shura; devo occuparmi di qualcun altro con vere esigenze, Shura; non puoi essere più comprensivo, Shura? Sto lavorando, lavorando, lavorando, perciò va all’inferno Shura”.

Tatiana, tremante, era lieta di essere per terra, di non poter cadere ulteriormente.

Fortunatamente, le ultime pagine del libro riscattano un pò l’intero libro, grazie all’atmosfera di serenità, di calore, di amore e di lieto fine che si respira.

In conclusione, quest’ultimo capitolo mi ha lasciata per la maggior parte del tempo con l’amaro in bocca e non lo definirei la degna conclusione di quella che era partita come una bellissima trilogia. A mio parere la storia poteva essere terminata con il secondo libro, conservando la magia e la bellezza di un’amore senza tempo.


Scheda del libro

Editore: Best BUR
Pagine: 663
Prezzo: 10,90€
Voto: 7/10

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Sette minuti dopo la mezzanotte – Patrick Ness – Siobhan Dowd

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Ho appena terminato Sette minuti dopo la mezzanotte di Patrick Ness e Siobhan Dowd e voglio parlarvene perchè è stata una lettura davvero intensa e che mi ha colpita nel profondo. Ho ricevuto questo libro come regalo di Natale in occasione di uno dei Jingle Book organizzati dalla nostra pagina. Quando ho aperto il pacchetto sono rimasta sorpresa nel trovarmi davanti un libro della collana Oscar Junior. Temevo di avere a che fare con una storiella leggera, per ragazzini, e per questo motivo ho titubato un pò prima di iniziarne la lettura.

Inizio subito con il dire che questo libro è stata una rivelazione, e posso affermare a gran voce che non può essere relegato alla categoria di lettura per bambini:  trattando infatti un tema davvero delicato e difficile e nonostante il protagonista sia un bambino, è un peccato precluderne la lettura anche ad un pubblico adulto.

Sette minuti dopo la mezzanotte ha come protagonista Conor, un bambino di 13 anni, che sta vivendo il periodo più tragico della sua vita. Sua mamma è infatti malata di cancro e non sembra migliorare. Conor è cresciuto prima del previsto ed è in grado di badare a se stesso e a sua mamma. Da qualche tempo però Conor è tormentato da un incubo ricorrente che gli fa trascorrere notti insonni. In una di queste notti, in particolare quando l’orologio segna le 12:07, Conor sente chiamare il suo nome. Affacciandosi alla finestra vede che l’enorme albero di tasso che si trova sulla collina difronte sta prendendo vita e si sta trasformando in un mostro gigantesco. Da quella notte e sempre alla stessa ora il mostro si manifesterà a Conor. Questo mostro non ha nulla a che vedere con l’incubo ricorrente del ragazzo, e sembra avere ben altre intenzioni.

Il mostro si presenta sette minuti dopo la mezzanotte. Proprio come fanno i mostri. Ma non è il mostro che Conor si aspettava. Il ragazzo si aspettava l’orribile incubo, quello che viene a trovarlo ogni notte da quando sua madre ha iniziato le cure mediche. Conor si aspettava l’entità fatta di tenebre, di vortici, di urla… No. Questo mostro è un po’ diverso. È un albero. Antico e selvaggio. Antico come una storia perduta. Selvaggio come una storia indomabile. E vuole da Conor la cosa più pericolosa di tutte. La verità.

I temi trattati in questo libro sono davvero tanti e ne fanno una lettura a mio parere complessa e non facile da comprendere a pieno da parte del pubblico a cui è rivolto.  Centrale è sicuramente il dolore per la perdita della persona cara e la difficoltà di affrontarlo a soli 13 anni. Ma allo stesso tempo ad essere protagonista è la forza incredibile di Conor di affrontare una situazione più grande di lui. Viene affrontato anche il tema della solitudine e dello scontro non solo generazionale ma anche con gli stessi coetanei. Il confine tra ciò che è sogno e ciò che è realtà non è ben definito, ma anzi è spesso sfumato e poco chiaro così come lo è la natura della maggior parte delle cose, dove non tutto è bianco o nero, ma spesso ha varie tonalità di grigio. Questo sarà proprio l’insegnamento finale del mostro per Conor:

Non sempre c’è un buono. Come non sempre c’è un cattivo. La maggior parte delle persone è una via di mezzo fra le due cose. 

Il libro si presenta con all’interno un capolavoro di illustrazioni, disegnate dalla matita di Jim Kay. Le illustrazioni, cupe e caratterizzate da tratti duri e spigolosi, accompagnano perfettamente la lettura del libro e ne sono parte integrante.

 

La scrittura è semplice e fluida e complici anche le illustrazioni, il libro si legge velocemente, in non più di un paio di giorni.

Da questo romanzo è stato tratto anche un film uscito a cinema nel 2016.

In conclusione posso dire di aver amato questa lettura e questa è una storia che tutti, indipendentemente dall’età, dovremmo leggere.


Scheda del libro

Editore: Oscar Mondadori Junior
Pagine: 224
Prezzo: 10,00 euro
Voto: 10/10