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Un evento assolutamente straordinario – Hank Green

Siamo quasi a fine anno e, dopo undici mesi di letture più o meno bellissime, ci sta che può capitare una lettura che non coinvolga molto il lettore.

Purtroppo è quello che è successo a me con questo libro. Avevo tante belle aspettative soprattutto dovute all’autore (il fratello del più famoso John Green) ma, ahimè, ho fatto davvero fatica a finire la lettura (ma si tratta sempre di gusto personale).

Un evento assolutamente straordinario è la storia della ventitreenne April May giovane designer che, una notte, tornando a casa a piedi dopo l’ennesimo straordinario s’imbatte in uno strana statua comparsa all’improvviso sulla Ventitreesima Strada di New York.

Affascinata e meravigliata da questa statua April contatta il suo amico Andy per registrare un video da postare sul canale YouTube di quest’ultimo. Quella che apparentemente sembra una statua ad una più attenta osservazione ricorda molto i Transformers, robot protagonisti di una serie di cartoni animati degli anni ’80. Anche la sua composizione è strana: al tatto sembra stranamente caldo e quasi vivo.

Una volta registrato e postato il video per April si apre un mondo nuovo: infatti questo strano robot, ribattezzato Carl, non è apparso solo a New York ma ce ne sono altri sessantaquattro in altrettanti Paesi del mondo tutti apparsi nello stesso momento. Un fenomeno alquanto bizzarro. Inizia così una nuova fase della sua vita fatta di ospitate in tv, soldi, follower sui vari social e un’inaspettata fama.

Ma, oltre ad un pubblico quasi adorante, April dovrà avere a che fare anche con gli inevitabili haters che la fama porta. Soprattutto alla scoperta che i Carl possano essere delle forme di vita aliena venute sulla Terra. Ma per fare cosa?

Un evento assolutamente straordinario

Tra social media, talk show, followers, haters ed uno strano Sogno che imperversa nella mente della popolazione mondiale, Hank Green ci racconta di come la vita di una semplice ragazza possa cambiare completamente rotta e di come la notorietà possa far perdere di vista le cose più importanti della vita e far compiere le scelte sbagliate.

Personalmente non ho amato molto il risvolto fantascientifico dovuta alla presenza di questa forma aliena. E non ho amato nemmeno molto la protagonista in quanto rappresenta tutto quello che di sbagliato possa esserci nella gioventù moderna (primo tra tutti il credersi un dio onnipotente solo per una manciata di followers su di un qualunque social). Però, come ho sempre detto, i buoni libri devono suscitare qualche sensazione e quindi anche la sensazione di fastidio provata nei confronti della protagonista è un segnale che questo romanzo non sia assolutamente “da buttare”.

Per quanto riguarda lo stile, Green usa un linguaggio semplice e scorrevole oltre che molto comune. Inoltre, con uno stile spigliato e a tratti quasi irriverente, porta il lettore a confrontarsi e a riflettere su quella che è diventata la società odierna: una società in cui si crede che la fama acquisita da una persona su una piattaforma social sia il metro di misura per giudicare quella persona e dia diritto di “sparare a zero” su di lei.

Quindi, come spero si sia potuto capire, questo libro ha i suoi pro e i suoi contro. Se non amate la fantascienza forse non è il libro adatto a voi. Ma, se riuscirete a superare questo piccolo ostacolo, potrete usare questo libro per riflettere su cose davvero importanti.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Harper Collins
Pagine: 384
Prezzo: 18.00€
Voto: 6.5/10

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Blogtour: La Strega della Fonte – Sabrina Guaragno

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Buongiorno lettori e benvenuti a questa nuova tappa del blogtour del romanzo d’esordio di Sabrina Guaragno: La Strega della Fonte.

Per chi non fosse nuovo del blog dovrebbe sapere che sono molto emozionata ed onorata di essere qui a recensire in anteprima questo romanzo fantasy: Sabrina è, infatti, una delle nostre redattrici nonché un’amica. Capite bene, quindi, il mio stato d’animo! Ma, bando alle ciance, passiamo alle cose interessanti: IL LIBRO!

La Strega della Fonte

La Strega della Fonte è la storia di Alaisa una giovane ragazza che, arrivata alla soglia dei diciassette anni, decide di intraprendere il viaggio che potrà portarla a diventare l’apprendista della famosa Strega della Fonte. Questa potente Strega accetta un solo apprendista alla volta e solo chi, attraverso il viaggio, dimostrerà di avere determinate qualità potrà accedere a questo onore.

Quindi la nostra protagonista si ritroverà ad intraprendere questo viaggio in compagnia di altri ragazzi come lei ma che sarà costretta ad abbandonare con il passare dei giorni. Una volta conquistato il posto di apprendista per Alaisa si apre un mondo che forse non si sarebbe mai immaginata.

Perché la magia porta con sé non solo potenza ma anche responsabilità. E non sempre tutto quello che appare in realtà è come lo si vede. Starà alla giovane apprendista cercare di capire cos’è vero e cos’è giusto.

Tra magie, duelli, segreti che potrebbero distruggere il mondo conosciuto, amicizie ed anche un amore, Sabrina ci trasporta nel mondo di Adaesha per farci conoscere i suoi abitanti e per farci vivere un’avventura all’ultimo fiato.

Come dicevo all’inizio si tratta di un romanzo d’esordio e, come tutti i romanzi esordienti, si “sente” la scrittura un po’ “acerba”. Ma questo non guasta la lettura. Anzi. Il romanzo si legge davvero molto velocemente e, come ogni fantasy che si rispetti, nel punto più alto di “action”, riesce a farti rimanere incollato alle pagine.

Il finale? Beh, quella è una sorpresa! Perché dovete correre in libreria e comprare immediatamente questo romanzo.

Ma, prima, forse potreste tentare la fortuna e partecipare al giveaway per vincerne una copia! Come? Per guadagnare un biglietto per l’estrazione di una copia cartacea del libro basta cliccare qui.

Ricordatevi di seguire le altre tappe del blogtour! Vi lascio qui il calendario:

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SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Nativi Digitali Edizioni
Pagine: 390
Prezzo: 14.00€ cartaceo / 3.99€ ebook
Voto: 8.5/10

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Tatiana e Alexander – Paulina Simons

Risultati immagini per tatiana e alexanderCon la recensione di oggi voglio continuare a parlarvi della trilogia del Cavaliere d’Inverno di Paulina Simons. Ho letto “Tatiana e Alexander” dopo circa un paio d’anni la lettura del primo.

L’inizio del secondo libro della trilogia del Cavaliere d’Inverno vede i due amanti separati. Tatiana, credendo Alexander morto e, incinta di pochi mesi, riesce a scappare in America per garantire un futuro migliore al piccolo in arrivo e a se stessa. Una volta nel nuovo paese, viene curata per la tubercolosi e ricomincia a lavorare come infermiera. Ritornare ad una vita normale è molto difficile perchè la ragazza non riesce a dimenticare Alexander e soprattutto non riesce a rassegnarsi ad una vita senza di lui. Anche Alexander è riuscito a sopravvivere in Russia e cerca in tutti i modi di ricongiungersi con Tatiana.

Quanto tempo occorre prima che la lancetta del tempo tic, tac, tic, tac… che i giorni, le notti, i mesi e gli anni inesorabili  scalfiscano la pietra del cordoglio che ostruisce la gola fino a farla  diventare un ciottolo ben levigato? Ogni volta che pensi al suo nome, non respiri più: ogni volta che guardi suo figlio non respiri più. Ogni Natale, ogni tuo compleanno, ogni suo compleanno , ogni 13 marzo non respiri per un giorno intero, un altro giorno, un altro anno. Volano via gli anni, eppure il dolore rimane conficcato lì, nella gola, da dove tutto deve passare. Tutto il resto… felicità per te stessa, affetto per gli altri, cibo nel tuo piatto, acqua alla tua tavola, preghiere, applausi…  Tutto ci passa attraverso

In questo libro vediamo i due protagonisti vivere due vite parallele e questo permette al lettore di conoscere entrambi i fronti della guerra, quello europeo e quello americano. Nella prima parte del romanzo troviamo una lunga digressione sull’infanzia di Alexander in cui il lettore ha la possibilità di conoscere meglio questo personaggio. La storia dell’infanzia di Alexander continua però nel racconto delle vicende narrate nel primo libro dal punto di vista di Alexander e questo occupa una buona metà del romanzo.  Per chi, come me, legge questo libro dopo tanto tempo dal primo, può sicuramente trovare piacevole questa parte, in quanto permette di riportare alla memoria dei particolari e degli eventi che forse si erano dimenticati. Chi invece legge questo secondo volume subito dopo aver letto il primo, temo che possa trovarla un pò noiosa e ridondante in quanto non aggiunge molto alla vicenda ed è costretto a rileggere degli eventi già noti dal primo libro.

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Il libro è di per se una lunga attesa del momento in cui i due amanti potranno ritrovarsi e in un crescendo di suspance, si arriva alle ultime pagine dove finalmente Tatiana riesce a rintracciare Alexander e a ricongiungersi con lui. Queste ultime 100 pagine sono le più belle e adrenaliniche di tutto il romanzo e lasciano il lettore con gli occhi incollati al libro.

Un tema sicuramente molto importante e sul quale potrebbero esserci opinioni contrastanti riguarda la scelta di Tatiana di lasciare l’America e il figlio di pochi anni alle cure di un’amica e di partire alla volta di un viaggio pericolosissimo e senza alcuna probabilità di successo in Europa, per seguire quelle poche tracce di Alexander che le fanno sperare che sia ancora vivo. Potrebbe essere considerata una madre snaturata e una folle per la sua decisione, ma questo è stato per me un particolare che mi ha fatto amare ancora di più questo personaggio. Tatiana è infatti è una donna forte e dotata di un incredibile coraggio, disposta a tutto pur di salvare l’amore della sua vita, indipendentemente dal passare degli anni e da tutti gli avvenimenti accaduti nel frattempo.

In conclusione, questo secondo capitolo della storia di Tatiana e Alexander, anche se ridondante in alcuni punti, è stato all’altezza del primo e non vedo l’ora di leggere la conclusione di questa storia nel terzo e ultimo libro.


Scheda del libro

Editore: Rizzoli
Pagine: 672
Prezzo: 13,00 euro
Voto: 9/10

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Perso nel bosco – Dario Panzeri

Essendo io molto povera non posso, ahimè, recarmi a tutte le fiere a tema libroso e/o fumettoso che si tengono in giro per l’Italia. Ma, avendo delle amiche molto disponibili, capita di poter sempre delegare e quindi ottenere quello che vorrei.

Una di queste deleghe ha portato la nostra Lydia allo stand della Eris Edizioni durante l’ultimo Lucca Comics&Games per portarmi, comodamente a casa, l’ultima graphic novel di Dario Panzeri: Perso nel bosco (addirittura autografata e sketchata!).

Attraverso disegni assolutamente essenziali, total black & withe, Panzeri ci racconta di un uomo tormentato da un senso di colpa così profondo che non riesce più a vivere. E sarà questo senso di colpa a portarlo in questo bosco alla ricerca dell’assoluzione e del perdono.

Perso nel bosco

Inutile dirvi che questa graphic è molto “grafica” (scusate il gioco di parole): molti disegni e poco parlato. Nonostante ciò questa è un’opera che segna ed insegna. Le metafore portate dal mantello del protagonista (che ricorda moltissimo Batman), dal bosco e dal cammino toccano profondamente il lettore che si ritrova a domandarsi come possa essere possibile convivere con un segreto pesante che ci tormenta e quale possa essere la giusta soluzione per venirne fuori.

Insomma, si tratta davvero di un’opera che, per quanto fisicamente piccola, è psicologicamente grande e dura da digerire. Si legge davvero in pochissimo ma non si potrà fare a meno di tornare indietro e guardare e riguardare le tavole ed affondare in quel nero. Nero come l’animo del protagonista.


SCHEDA DEL LIBRO:

Editore: Eris Edizioni/Progetto Stigma
Pagine: 128
Prezzo: 19.00€
Voto: 7.5/10

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Il mistero della casa del tempo – John Bellairs

Buongiorno lettori,
oggi vi parlo di un libro di cui, sicuramente, avrete sentito parlare vista l’uscita cinematografica dell’omonimo film di questo mese: “Il mistero della casa del tempo”. Partiamo dall’inizio e diciamo che questo libro mi aveva già “comprata” quando ho visto, nella foto di copertina, l’attore Jack Black. Io lo adoro e se un personaggio è stato interpretato da lui significa che allora quel libro vale la lettura.

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La storia raccontata è quella di Lewis, ragazzino rimasto orfano che si trasferisce a casa del lontano zio strambo (Jack Black, nel film <3). Di questo zio, noi e il ragazzino, sappiamo poco: gioca a poker, beve e ha qualche altro vizietto deprecabile secondo i pettegolezzi di famiglia. Da subito però le cose, nel libro, vengono chiarite. Lo zio è un mago, la casa è stregata e la vicina (Cate Blanchett nel film) è una strega simpatica. Con poco interesse a lasciare il lettore nell’ignoranza e nella suspense, l’autore ci racconta subito cosa sta succedendo e chi è chi. Questo, devo essere sincera, l’ho apprezzato. Non sopporto quando vengono infilati, in una storia, pagine e pagine di niente prima di arrivare al fulcro della vicenda. Qui si parte a razzo e in un batter d’occhio il libro è già finito.

Per non essere però precipitosa come la storia, torno un attimo alla trama. La casa in cui vive lo zio era apparteneva, in precedenza, da una coppia di maghi potenti e cattivi che, nella vita, avevano un solo obiettivo: provocare la fine del mondo. Purtroppo per loro però la morte ha colto entrambi prima di riuscire nell’impresa, ma nella casa, non si capisce perché, è rimasto un ticchettio sinistro a scandire il passare delle ore. Quest’orologio che non si riesce né a vedere né a trovare, starà per caso facendo il conto alla rovescia per qualcosa di terribile? Il sospetto c’è e infatti lo zio Jonathan non si riesce a dar pace.

Naturalmente sarà l’ultimo arrivato (Lewis) a innescare gli eventi che porteranno all’epilogo di questa vicenda. Nel bene e nel male.

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Dare un giudizio su questo libro è un po’ complicato per me. Non posso bocciarlo perché credo sia un racconto rivolto a un target più giovane, per questo lo STRA consiglio a tutte le mamme, zie, parenti vari ed eventuali che cercano un regalo per Natale da fare a un giovane (10/14 anni) lettore. C’è magia, ci sono momenti di tensione, empatizzare con il protagonista è facile, ecc. Io, pur essendomi goduta la storia, mi sono ritrovata a provare disappunto per alcune cose che, da lettore adulto, avrei preferito vedere approfonditi. Ad esempio i personaggi dello zio e della vicina che, davvero, potevano essere favolosi ma sono rimasti fin troppo nell’ombra. Anche la storia della magia avrebbe meritato dei capitoli dedicati. Altra cosa che forse mi è mancata è vedere come Lewis viveva il lutto dei genitori. Facevo fatica, durante la lettura, a ricordarmi che quel bambino fosse senza genitori. Sembrava semplicemente in vacanza dallo zio, e mai una volta, nel libro, l’autore si è soffermato a descrivere lo stato d’animo di un ragazzino rimasto senza le due figure più importanti della sua vita: mamma e papà. Strano, no? Detto questo, dopo aver fatto le due premesse qui sopra, lascio la scheda del libro e il mio voto: 5/10

SCHEDA DEL LIBRO:

Editore: Dea Planeta Libri
Pagine: 165
Prezzo: 16 euro
Voto: 5/10

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La casa stregata e altri racconti del mistero – AA. VV.

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Buongiorno lettori, anche se ormai si respira già aria di Natale io voglio parlarvi di una raccolta di racconti del mistero, pubblicata da Elliot Edizioni nel mese di ottobre. “La casa stregata e altri racconti del mistero” contiene sei racconti: La casa stregata, Berenice, Incredibile se vero, Selina Sedilia, La fioritura di una strana orchidea e Barbara dei Grebe.

Il racconto che dà il titolo al libro è stato scritto da Edith Nesbit e descrive uno dei temi classici dei racconti dell’orrore; il protagonista Desmond legge l’annuncio, su un giornale, in cui Wildon Prior chiede l’aiuto di un cacciatore di fantasmi poichè la sua casa è infestata. Dal momento che Desmond conosce Wildon Prior e, soprattutto, si trova in un periodo di noia e solitudine, decide di recarvisi. Ad attenderlo ci sono un anziano signore e un assistente, nella casa aleggia un’atmosfera strana: il proprietario infatti è un chimico e si ritrova a convivere in un luogo dove sembra ci siano fantasmi e creature magiche che hanno portato tutti i suoi vecchi assistenti a lasciare il loro posto di lavoro. Le strane apparizioni sono cominciate dopo che Wildon ha aperto una cripta segreta, che non riesce più a chiudere..

“Berenice” è un breve racconto di Edgar Allan Poe: Berenice è la cugina del protagonista, amata da sempre, un giorno si ammala gravemente e sfiorisce sempre di più. “Incredibile, se vero” invece è di Elizabeth Gaskell e sembra il resoconto di un sogno: Richard Whittingham una sera si trova a vagare nei boschi e trova, dopo tanto cammino, un castello illuminato. Al suo interno ci sono i personaggi più disparati, tutti in qualche modo riconducibili al mondo delle fiabe di Perrault: abbiamo la moglie di Barbablù, Cenerentola, il Gatto con gli stivali, la bella addormentata…

“Selina Sedilia”, di Bret Harte, narra del matrimonio tra Selina ed Edgardo: si amano reciprocamente e, allo stesso tempo, si nascondono qualcosa l’un altra: vecchie unioni, prole, un passato turbolento. Ne “La fioritura di una strana orchidea” H.G. Wells parla di un collezionista di orchidee, di come per coltivare una specie particolare di questa pianta un uomo sia morto in terra esotica per i morsi delle sanguisughe. Infine Thomas Hardy in “Barbara dei Grebe” ci racconta di una donna nobile che fugge assieme ad un uomo di condizioni inferiori, della cui bellezza è innamorata. I due si sposano, ma trovandosi in una situazione economica precaria, tornano dai genitori di lei che li accolgono, preparano loro una casa e, per far accrescere l’educazione del giovane, lo mandano in viaggio con un tutore per un anno. Ma quando torna qualcosa è cambiato…

Tra gli autori raccolti in questo libro conoscevo, per aver letto qualcosa, solo Hardy e la Gaskell, ma sono rimasta piacevolmente sorpresa dai brani raccontati dagli altri scrittori. Le atmosfere che aleggiano in queste pagine sono piene di mistero, alcune parti sono davvero inquietanti: abbiamo mostri, umani e non, ma quello che stupisce è l’evidenza della crudeltà di alcuni personaggi, la psiche delle vittime e degli artefici delle proprie situazioni.

E’ un libro adatto ad una serata di racconti dell’orrore, magari al buio, accanto ad un bel camino o, per i più temerari, in mezzo al bosco. Potreste sentire il cavalcare dei cavalli, le ruote delle carrozze, il rumore di una bara che si apre…

Scheda del libro:

Editore: Elliot edizioni
Pagine: 124
Prezzo: 14,50€
Voto: 7/10

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The Infinite Wait – Julia Wertz

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Quasi un anno fa ho avuto il piacere di leggere e recensire “Drinking at the movies” di Julia Wertz, graphic novel dedicata al trasferimento e alla vita a New York della fumettista (QUI trovate la recensione) e oggi sono qui per parlarvi della nuova graphic, sempre autobiografica, uscita da poco per Eris Edizioni, “The Infinite Wait”. Questa è una raccolta di tre racconti: “Industry”, “The Infinite wait” e “A strange and curious place”.

Il titolo, “The infinite wait” è una battuta raffinata tra amici ed è curiosa la scelta di intitolare questa serie divertente di avventure della nostra protagonista con una frase lirica. Ma veniamo alla trama di questi tre racconti. Il primo è il riassunto dei primi venticinque anni di vita di Julia: dai primi lavoretti da bambina per comprare assieme al fratello dolciumi, vendendo palline da golf, sassi dalle forme strane, facendo la baby sitter e lavorando come cameriera, al lavoro in una sala bowling e al definitivo lavoro come fumettista.

Il secondo racconto che dà il titolo alla graphic è il racconto del trasferimento a vent’anni da Napa a San Francisco. Qui inizia ad ammalarsi: le fanno male le articolazioni, le viene la febbre all’improvviso, sviene ed è costretta ad andare da un dottore. Dopo mesi di analisi scopre di avere il lupus eritematoso sistemico, una malattia autoimmune da cui non potrà mai guarire ma che deve e può curare, in cui gli anticorpi vanno ad attaccare gli organi stessi e che se non viene curata può portare la morte. Questa malattia costringe Julia a passare molto tempo in casa e le fa scoprire il mondo del fumetto e del disegno: grazie a questo comincia a disegnare strisce che pubblica sui social, entra in contatto con diversi fumettisti e arriva poi al successo pubblicando con case editrici indipendenti.

Infine nell’ultimo e più breve racconto c’è la descrizione della nascita della passione per i libri e la lettura. Julia racconta come da piccola andasse alle svendite mensili della biblioteca assieme alla madre e al fratello Josh, racconta della libreria che si erano creati lei e Josh nella mansarda di casa, con i libri per bambini e della serie di Nancy Drew.

Questa graphic mi ha regalato sani momenti di ilarità: non si può non ridere per le parolacce, le battute sulle scoregge, i momenti con i barboni, le avventure con gli esibizionisti sui pullman, la convivenza con i due coinquilini hippy e scontroso, la nascita dell’amore con Oliver, il collettivo “Pizza Island” creato con le colleghe fumettiste con cui condivideva l’affitto dello studio, i momenti imbarazzanti con la madre e il padre, la volta in cui ha rubato un libro dalla biblioteca della sua città, e tanti altri momenti.

Ma assieme all’ilarità permea la graphic novel anche qualcosa di più profondo: quando ho letto “Drinking at the movies” non ero a conoscenza della malattia di Julia Wertz (non ne conoscevo neanche l’esistenza a dire la verità) e mi ha colpito molto la forza dell’autrice che traspare dalle pagine, la consapevolezza che se non si fosse ammalata non sarebbe mai arrivata a diventare una fumettista. Ma non c’è tristezza o rassegnazione in queste pagine: Julia vive e va avanti per la sua strada, seppur tra mille difficoltà e problemi, senza perdere mai il suo umorismo e la sua autoironia.

Così come per la precedente consiglio la lettura di questa graphic novel sia per i contenuti che per i disegni e lo stile grafico ricchissimo di dettagli.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Eris edizioni
Pagine: 228
Prezzo: 18.00€
Voto: 9/10

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Un ragazzo – Nick Hornby

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Il protagonista di “Un romanzo” è Will, trentaseienne single di Londra che vive di rendita perché suo padre ha scritto una canzone natalizia diventata un cult.
Will appare un personaggio piuttosto vuoto, dotato di una sottile ironica tutta britannica, ma è anche (e soprattutto) un uomo annoiato, ricco di nevrosi e povero di obiettivi, che frequenta riunioni per genitori single allo scopo di rimorchiare giovani mamme. Durante una di queste riunioni conosce il dodicenne Marcus e i due continuano a frequentarsi dando vita ad un legame strampalato ed insolito. Marcus riconosce un Will una figura quasi genitoriale, ma anche una sorta di amico più grande e più esperto che può aiutarlo a superare i drammi che affronta quotidianamente. I suoi due problemi principali consistono nello scoprire come evitare i bulli a scuola e rimettere in sesto la madre depressa.

L’incontro con Marcus cambierà profondamente il modo di vivere di Will, lui subirà una sorta di crescita interiore trovandosi a fare da amico-tutore al ragazzino. Pur in modo diverso, Will e Marcus scoprono poi di essere simili, entrambi incapaci di relazionarsi correttamente con gli altri ed inserirsi nel mondo esterno. A dir la verità in questo romanzo, tutti i personaggi presentati hanno in qualche modo un handicap di tipo relazionale: da Fiona, la madre di Marcus che ha tentato il suicidio, ad Ellie, amica ribelle di Marcus, fan sfegatata di Kurt Cobain.

Questo romanzo è un insieme di personalità diverse e complicate, narrate con accuratezza da Hornby. Lo stile di scrittura è abbastanza sintetico, non ci sono troppe descrizioni o digressioni, così come non viene presentata a fondo l’interiorità dei personaggi, ma sono per lo più le loro azioni a parlare. Indaga sulle fragilità umane, ma lo fa in punta di piedi, attraverso gli occhi di personaggi alienati. L’autore condisce il romanzo di leggerezza con frasi simpatiche e molta autoironia del protagonista. Anche qui, come in quasi tutte le storie di Hornby, ci sono continui riferimenti al mondo della musica. La narrazione risulta a conti fatti scorrevole, i dialoghi sono realistici e vivaci, forse nella parte finale si pecca un po’ di “buonismo” che ad un romanzo non fa mai troppo bene (no, non sono una gran fan delle storie che propongono una morale spicciola).

Per concludere non posso che consigliarvi di leggere questo romanzo, leggero e ricco di spunti di riflessione, soprattutto per chi ha conosciuto Hornby in vesti più “dure”.
Lo trovo adatto soprattutto agli uomini tutto d’un pezzo e agli eterni peter pan: se ci è riuscito Will, potete farcela anche voi!

SCHEDA DEL LIBRO:

Editore: Guanda
Pagine: 272
Prezzo: 18 euro 11,50 euro
Voto: 7/10

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I fuochi dell’autunno – Irène Némirovsky

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Buongiorno lettori, oggi voglio parlarvi della lettura del mese del nostro gruppo di lettura, “I fuochi dell’autunno” di Irène Némirovsky, conosciuto anche con il titolo “I falò dell’autunno”. Questo per me è il terzo romanzo di questa autrice che leggo e, come i due precedenti, mi è piaciuto molto.

Il romanzo è diviso in tre parti, scandito per anni: 1912-1918, 1920-1936, 1936-1941. Protagonisti del romanzo sono tutta una serie di personaggi, ma nello specifico, Martial, Thérese e Bernard, con alle spalle le rispettive famiglie. Il racconto comincia con la descrizione di una borghesia che vive a Parigi più o meno tranquillamente. Martial è il più grande dei tre, sta finendo di studiare per diventare dottore e sogna di sposarsi e di aprire uno studio dove potersi specializzare in naso-bocca-orecchi. Si innamora di Thérese, orfana di madre e giovane diciottenne che acconsente a sposarlo nell’estate del 1914. Ma siamo a luglio e sta per scoppiare la Grande Guerra: Bernard, coetaneo di Thérese vuole combattere per la patria, è spinto da un grande spirito nazionale e decide di arruolarsi. Martial invece, dopo un matrimonio lampo e una sola notte con Thérese parte per il fronte come medico.

Nel 1918, una volta finita la guerra, sono tutti di ritorno, tranne Martial, morto durante un bombardamento, che ha lasciato Thérese vedova molto giovane. Bernard dopo quattro anni di guerra è cambiato profondamente, è diventato cinico, è cresciuto troppo in fretta senza in realtà maturare e prova ormai una sorta di disillusione per il mondo che lo circonda e per i grandi ideali morali della società. Ora vuole solo divertirsi con il denaro e le donne.

E qui ricompare Thérese, innamoratasi del suo amico di infanzia Bernard, vorrebbe potergli stare accanto come moglie, dargli dei figli; questo matrimonio avverrà negli anni Venti del secolo. Ma Bernard, che si è gettato in affari loschi come rivenditore di pezzi di aerei americani in Francia e che fa da prestanome ad un politico corrotto, si è abituato al lusso, allo sfarzo e soprattutto alle belle curve della moglie del suo amico. Il legame tra lui e Thérese subisce contraccolpi, tra tradimenti, rovine finanziarie e figli che crescono senza la sua presenza.

Quando poi le cose sembrano andare meglio, lo spettro di Hitler e della seconda guerra Mondiale si abbatte sui nostri protagonisti, che avranno da affrontare dure prove per sopravvivere e per non perdere mai la speranza di ritrovarsi.

Le eroine della Némirovsky sono testarde, agiscono per il bene degli altri e della famiglia, non perdono mai la speranza e affrontano la guerra, altro grande tema che abbiamo imparato ad affrontare nei suoi romanzi, con grande coraggio. Thérese non si arrende ai tradimenti, sopporta i comportamenti di Bernard, non si lascia andare allo sconforto e affronta la sofferenza con grande forza d’animo.

Bernard invece è un uomo che, personalmente, ho trovato insopportabile. Rappresenta la generazione dei giovani che sono stati mandati a combattere, ancora troppo inesperti per affrontare la vita e le conseguenze della guerra, ma che una volta che questa è finita, dopo tutto quello che hanno visto, hanno cercato la via più semplice per arricchirsi. Rappresenta una generazione di uomini stanchi e pigri, una generazione che viene sconfitta quando nuovamente scoppia la guerra e molti sono costretti a combattere di nuovo o a vedere i propri figli farlo. Una generazione che capisce che non si è imparato dal passato e che ha posto le basi, con il suo comportamento, al nuovo conflitto.

Il titolo è molto emblematico per questo romanzo: i contadini in autunno accendono grandi fuochi sui campi mietuti per purificare la terra e prepararla ai nuovi raccolti e le due guerre mondiali sono come grandi falò che travolgono e cambiano la vita di Thérese e dei suoi uomini.

“Vedi,” le diceva “sono i falò dell’autunno; purificano la terra, la preparano per nuove semine. Voi siete giovani. Nella vostra vita, questi grandi falò non hanno ancora cominciato ad ardere. Si accenderanno. Devasteranno molte cose …”

Scheda del libro:

Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 186
Prezzo: 5.90€
Voto: 8.5/10

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Figlie di una nuova era – Carmen Korn

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Buongiorno lettori, oggi vi parlo del primo libro della trilogia di Carmen Korn, “Figlie di una nuova era” edito da Fazi Editore. Ci troviamo in Germania, ad Amburgo, la nostra storia inizia dopo la fine della prima guerra Mondiale e copre i successivi trent’anni. Protagoniste di questo romanzo sono quattro donne: Henny, Kathe, Ida e Lina.

Henny ha perso il padre in guerra, vive con una madre conservatrice, ha diciannove anni, non si è mai innamorata, sta studiando per diventare infermiera ostetrica assieme alla sua amica e coetanea Kathe. Quest’ultima, di idee rivoluzionarie e comuniste, vive con i genitori dormendo su un divano, ha una condizione economica meno stabile dell’amica, ama i dolci ed esce insieme a Rudy.

Rudy è un giovane, amante della poesia, che per soddisfare il palato della sua fidanzata e avere qualche soldo in tasca bazzica il banco dei pegni, vive con la madre, non sa chi è suo padre e sa che le uniche cose che lo legano a lui sono una catenina e una spilla dorata con una perla incastonata di grandissimo valore.

Ida invece è la figlia di un uomo d’affari, viziata e abituata al lusso, il padre vuole che sposi Campmann, un banchiere molto ricco che sovvenziona gli esperimenti finanziari dell’uomo. Ma Ida è testarda e soprattutto è giovane: l’amore per un altro uomo potrebbe rovinare i progetti del genitore.

Poi ci sono Lina e Lud, due fratelli con un grandissimo trauma alle spalle: i genitori si sono lasciati morire durante la guerra per permettere a loro due di sopravvivere. Lina è un’insegnante, non si è mai legata ad un uomo, ha giurato di proteggere il fratello e di fargli da madre. Ma Lud non è tanto più piccolo di Lina e soprattutto è un gran sognatore pieno di passione artistica.

Poi ci sono i personaggi secondari: Unger, dottore alla Firkenau, clinica dove lavorano Henny e Kathe, si innamora della prima ma per un fortuito caso non andrà mai ad un appuntamento con lei e le loro vite amorose si divideranno; Handmann, direttore della clinica, ebreo di grande saggezza, ama l’arte e colleziona tele.

Le strade di tutti questi personaggi vanno ad intrecciarsi: amori, delusioni, scomparse e morti si susseguono andandosi a mescolare alla grande Storia dell’epoca. I cambiamenti politici sottendono l’avvicendarsi delle loro vite e ne influenzano sempre più il destino: l’avvento del nazismo, Hitler al potere e la seconda guerra mondiale.

Lo spettro della guerra mette alla prova queste donne, che per quanto non uniche voci della storia sono le vere protagoniste del romanzo. Ci si affeziona ad Henny, ai suoi amori troppo avventati e al suo amare i figli; a Kathe e al suo spirito guerriero; a Ida, che anche se viziata e snob ha grande spirito di sacrificio e a Lina, il cui destino amoroso sconvolgerà non pochi.

Carmen Korn ha creato una storia bella, piena di tristezza, disperazione, ma anche di affetto, amicizia, amore e soprattutto speranza. Ha tracciato un contesto storico importante e forse difficile da comprendere, permettendo al lettore di immedesimarsi nei panni di un popolo schiavo per primo di uno degli uomini più malvagi della Storia. Attendo con ansia la pubblicazione del secondo volume e invito chiunque a intraprendere questa avventura letteraria.

Editore: Fazi
Pagine: 524
Prezzo: 17,50 euro
Voto: 9/10