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Dopo tanta nebbia – Gabriela Genisi

9788845426476_0_0_0_75.jpgCi sono due cose che noi donne facciamo davvero fatica a sopportare. La prima è la nostalgia di casa e la seconda è l’umidità che ci gonfia i capelli rendendoli uno schifo. La neo promossa a questore Lolita Lobosco si ritrova a dover fare i conti con entrambe le cose e non ne è affatto felice. Promossa e trasferita a Padova, ritroviamo la divertente protagonista dei romanzi di Gabriella Genisi alle prese con un nuovo ambiente e fin da subito una cosa è chiara sia a Lolita che al lettore: adattarsi per lei non sarà semplice. Nuovi colleghi, nuove abitudini, nuove temperature con cui fare i conti. Cercare di trovare Bari in giro, tra piccoli locali e panzerotti dal sapore (quasi) di casa non sarà sufficiente a calmare l’animo insofferente di Lolita. Ma potrà riuscirci forse il bel collega dalle origini siciliane che sembra portare un minimo di senso a questa trasferta padovana?

Intanto per Lolita il lavoro non si ferma. Nella prima parte del libro ci troviamo a fare i conti con un presunto caso di bullismo. Un ragazzo è scomparso e dietro questa storia sembra sia stato costruito un invalicabile muro di omertà e silenzio. La Genisi è stata bravissima a rendere l’idea di chiusura e cattiveria dei vari personaggi che il lettore incontra durante le indagini. La rabbia è il sentimento che vi accompagnerà nel corso delle investigazioni e anche con la chiusura della storia non potrete fare a meno di pensare a quanto letto.

Nella seconda parte del libro ritroviamo Bari. Lolita riesce a farsi ricollocare nella sua amata città e anche qui, come è abitudine nei suoi libri, ritorniamo ad affrontare un nuovo caso di omicidio. I racconti di Lolita Lobosco, lo stile narrativo di Gabriella Genisi, tutto rimanda quasi a una sceneggiatura televisiva, Ogni storia la riesci a visualizzare perfettamente come se fosse un nuovo episodio da mandare in play su Netflix e infatti non mi ha stupito sapere che i diritti televisivi sono stati acquistati da Luca Zingaretti (Montalbano sono! cit.) per farne una serie tv. E mentre aspetto di sapere chi sarà l’attrice che dovrà caricarsi addosso la responsabilità di interpretare la bellissima commissaria pugliese, vado a preparare qualche manicaretto usando le ricette che si trovano, come sempre, a fine libro!

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SCHEDA DEL LIBRO

EDITORE: Sonzogno
PAGINE: 204
PREZZO: 14.00 EURO

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Attraverso i miei piccoli occhi – Emilio Ortiz

Attraverso i miei piccoli occhiInizio questa recensione con una piccola premessa: adoro i cani e adoro i film e i libri che hanno loro come protagonisti. Devo ammettere però che soffro della sindrome della “lacrima facile” quando si tratta di storie che li vedono al centro della narrazione e per questo motivo come segnalibro uso un fazzolettino Tempo. Detto questo potete immaginare i miei occhi a cuoricino quando ho visto quale sarebbe stata la novità in uscita della Salani a ottobre. La storia del rapporto di un cane guida con il suo padrone non vedente. A parlare, durante tutto il libro, è Cross, un giovane Golden Retriver. La mia reazione dopo aver letto la trama è stata più o meno questa: amazon -> carrello -> acquista ora -> aspetta il corriere.

Emilio Ortiz, autore non vedente, si lascia ispirare dalla sua storia per raccontarci in un libro ricco di dolcezza com’è andato a costruirsi il suo rapporto con Spock, il cane guida che ormai lo accompagna fedelmente da anni.

Fresco di stampa, posso già darvi la mia opinione perché questo è un libro che si divora in una giornata. Cross parla senza peli sulla lingua (anche se dovrebbe averne tanti, visto che è un cane) e ci racconta in maniera divertente e ironica il percorso che hanno dovuto affrontare lui e il suo padrone Mario. La scuola, l’addestramento, l’imparare a conoscersi e a fidarsi reciprocamente. Ci sono tantissimi momenti esilaranti che mostrano come Cross sia sì un cane buono ma con una incorreggibile indole da combina guai.  

Mentre leggevo il libro mi rendevo conto che Emilio Ortiz aveva fatto davvero un ottimo lavoro nel mettere su carta quelli che potevano essere i pensieri di un cane di fronte a determinate situazioni. Ripercorrere ogni passaggio della storia rielaborando tutto sotto il punto di vista di Cross non dev’essere stato semplice, anche perché il nostro amico a quattro zampe non è stato, durante il racconto, scevro di critiche verso gli umani che

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Emilio e Spock

incontrava.

Sono contenta di aver incontrato questo libro e sono contenta che Emilio abbia conosciuto Spock e che gli abbia ispirato questa storia così da averci permesso di entrare nel loro mondo e conoscere questa splendida amicizia.

Ma attenzione amici lettori, le cose non finiscono qui!

Salani, in collaborazione con D-Repubblica, ha indetto una challenge davvero bella dedicata proprio a questo romanzo. Partecipare è semplicissimo: pubblicate su instagram una foto del vostro cane nel suo mondo o in una situazione che rappresenti il mondo visto attraverso i suoi occhi. Usate l’hashtag #AttraversoITuoiPiccoliOcchi e menzionate Salani, DRepubblica, IgersItalia. Potete usare anche foto già scattate in precedenza. Avete tempo fino al 23 ottobre (incluso) per partecipare. Le 20 immagini più rappresentative, scelte e commentate singolarmente con una breve didascalia da Salani, saranno inserite in una gallery pubblicata su D.repubblica.it. Gli autori dei 20 scatti scelti saranno contattati da Salani per la firma di una liberatoria volta all’inserimento della foto (con indicazione del credit) nella gallery.

Cosa state aspettando a pubblicare la vostra foto? 😀

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SCHEDA DEL LIBRO

EDITORE: Salani
PAGINE: 276
PREZZO: 14.90 euro

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Dieci piccoli infami – Selvaggia Lucarelli

8032867Facciamo un gioco: provate a spendere qualche minuto per ripercorrere con la mente il vostro passato e cercate di individuare tutte quelle persone che, per un motivo o per un altro, hanno segnato in negativo la vostra vita. Riuscite a individuare, tra tutti quei volti, dieci persone che potremmo etichettare come “infami”? Qualcuno che vi abbia fatto un torto o che per un motivo ora banale vi ha causato traumi adolescenziali all’epoca impossibili da lasciarsi alle spalle? Selvaggia Lucarelli ci presenta, in queste duecento pagine, la sua classifica personale di infami raccontandoci alcuni episodi della sua vita, partendo dalla suora dei tempi delle elementari che menava colpi come Tyson, al Signor Amuchina, l’uomo fissato con l’igiene con cui ha convissuto un breve periodo.

Impossibile resistere alla tentazione di andare a cercare su facebook i nomi che vengono citati (tutti reali eh!) e altrettanto impossibile sarà trattenere il sorriso di fronte a questi ricordi. Spesso, durante la lettura, mi sono trovata a pensare con solidarietà “Povera Selvaggia” e a ritenermi soddisfatta che nel mio personale conteggio di infami faccio fatica ad arrivare a cinque. Cinque brutti o antipatici ricordi. Non male, no? Voi ci state provando a contarli? Siete stati fortunati come me nel vostro percorso di vita?

E’ un libro che mi trovo a consigliare soprattutto in questo periodo estivo in cui si ha poca voglia di fare qualsiasi cosa. Sono poche pagine, scritte in maniera fluida e piacevole e soprattutto ti ritrovi, senza volerlo, a fare un po’ di psicoanalisi ragionando su chi ti ha affiancato in questi anni e su quello che potrebbe, in qualche modo, averti segnato o ferito. Piccole cose che con il passare degli anni ti potrebbero aver portato a limare un po’ di più il tuo carattere, rendendo spigolosi angoli che prima erano pacificamente smussati.

Insomma, fatemi sapere cosa ne pensate.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Rizzoli
Pagine: 226
Prezzo: 17.00€

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Prendiluna – Stefano Benni

9788807032400_quartaStefano Benni è uno dei pochi autori italiani che ti spingono a entrare in libreria, chiedere l’ultimo suo romanzo e comprarlo senza neanche prendersi il disturbo di leggere la trama. Questo perché lui ha la capacità assoluta di saper raccontare qualsiasi storia con ironia e la giusta dose di follia che ti farebbe apprezzare tutto, anche il bugiardino dell’Oki.”vide per la prima volta la luna piena e la sorpresero mentre saltava e gridava perché voleva afferrarla e tirarla giù. Fu così che era nato il suo soprannome, Prendiluna.”

La protagonista di questa storia è un’anziana maestra.

Già dalle prime pagine sai che tra te e lei scatterà il colpo di fulmine: te ne innamori subito. Le viene affidata una missione dal suo gatto/fantasma Ariel. Angelo o allucinazione? Ariel le dice che la fine del mondo è vicina e che per evitare l’arrivo dell’apocalisse dovrà consegnare i Diecimici (che sono, effettivamente, dieci gatti) a dieci Giusti. Prendiluna ha pochi giorni per farlo, per trovare dieci persone degne. Parallelamente alle avventure della vecchia signora, leggeremo le vicende di altri due protagonisti d’eccezione: Dolcino e Michele

Questi due improbabili eroi fuggono dal manicomio nel quale sono rinchiusi perché devono cercare Dio e…picchiarlo. Già. L’impresa blasfema dei due è proprio quella di trovarle l’Onnipotente per dirgliene quattro visto che, nel mondo, ci sono troppe cose che vanno male e lui sembra non interessarsene.

Inutile dire che questi sono solo alcuni degli strani personaggi che incontreremo in questa storia. Tutti, dal più buono al più cattivo riusciranno a strapparti una risata o una riflessione.

Non posso dire che questo sia il libro più riuscito di Benni e, durante la lettura, non ho potuto neanche evitare di pensare che ci siano delle parti confusionarie tipiche di questo scrittore che, per le stesse ragioni, non mi hanno fatto apprezzare in toto alcuni suoi libri. Se avete amato “La compagnia dei Celestini” troverete in questa avventura le medesime dinamiche, lo stesso modo di proporre al lettore situazioni assurde che però rispecchiano perfettamente i fallimenti della società in cui viviamo. Incontriamo “haters” del web, stampa corrotta, persone intossicate dagli smartphone.

Però Benni non si perde d’animo, ci mostra anche la parte bella, quella in cui nel peggior cattivo si nasconde in realtà l’ultimo dei giusti; ci fa vedere che la lealtà esiste, anche tra le pareti di un manicomio.

E poi ci fa ridere, sempre:  “E quelle serie americane? Ma vi sembra possibile che da un pelo del culo in mano alla vittima riescano a capire che l’assassino è un trentenne bianco scapolo bisex collezionista di caramelle succhiate con il padre che lo picchiava? E questi serial killer quanti sono? Potrebbero fare un sindacato. Ed è possibile che non ammazzino mai uno e basta, devono tagliuzzarlo, estrargli gli incisivi, asportargli il duodeno, infilargli una bibbia in gola? E poi cos’è questa mania di sporcare i muri con le scritte di sangue? A me in vent’anni nessuno ha mai scritto un messaggio organico su un muro, solo una volta GARBUGLIO CORNUTO, ma era il mio vicino di casa con un pennarello. E come mai i delinquenti che becco io non citano Dante e Blake, ma leggono Tex?

E naturalmente non mancano mai, come in tutti i suoi libri, le parti in cui ti sale un brivido lungo la spina dorsale. Emozionarsi, con i suoi libri, è un marchio di fabbrica:

Un pallone vero ce l’hanno in tanti, ma solo i bambini e pochi altri sanno trovare il Pallone Invisibile. Con il Pallone Invisibile puoi giocare tutto il tempo che desideri e in ogni posto che vuoi, un grande prato o un corridoio di ospedale. Se impari a giocare col pallone vero puoi diventare un campione, ma se sai giocare col Pallone Invisibile sei quello che vuoi tu, sei tutti i campioni che ci sono al mondo.

SCHEDA LIBRO

Autore: Stefano Benni
Titolo: Prendiluna
Pagine: 224
Editore: Feltrinelli
Prezzo: 16.50€

(In collaborazione con Thrillernord)

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La figlia di Odino – Siri Pettersen

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E’ con questa dedica che si apre “La figlia di Odino” un romanzo pubblicato da Multiplayer Edizioni che ha tenuto noi appassionati del genere fantasy incollati allo schermo del computer in attesa di scoprire la data di uscita. Inizialmente, non conoscendo ancora la trama, credevo che il libro parlasse in maniera approfondita della mitologia norrena che tanto amo. Invece, l’autrice, ha deciso di presentarci un mondo ex novo con divinità e usanze del tutto inventate. Non posso negare di aver avuto qualche difficoltà durante i primi capitoli nel cercare di sbrogliare la matassa che avvolgeva l’ambientazione. Si parlano di Orbi, del Rito, del potere, del Veggente e tutto questo viene citato durante la lettura senza spiegare chi o cosa sono. L’autrice ha sapientemente scelto di portare avanti la storia lasciando scoprire al lettore tutto quello che serviva man mano che si andava avanti. Come una partita a poker, le carte sono state scoperte con molta, moooolta calma per accrescere la suspance narrativa.

19988963_10155447288437410_1001456862_nI protagonisti di questa storia sono Hirka e Rime. Fin da subito scopriamo che Hirka è un essere che non fa parte del mondo in cui vive. E’ una senzacoda, è quello che viene giudicato un nemico da eliminare. O almeno, questo è quello che pensano tutti tranne l’uomo che l’ha trovata quando lei era in fasce. Lui decide di salvarle la vita e cucirle addosso una bugia:

“La coda ti è stata portata via dai lupi”

Come tutte le bugie però arriva presto il momento in cui bisogna fare i conti con la verità. A Hirka manca il dono, caratteristica unica del popolo con cui vive e presto, quando verrà chiamata a mostrarlo al Consiglio, tutti se ne accorgeranno e per lei sarà la fine. E’ così che inizia la sua fuga ed è così che inizia anche la storia dolcissima di un’amicizia, quella con Rime, che va oltre ogni cosa: la differenza di classe, di razza, di credo.

La Multiplayer Edizioni ha ancora una volta scovato una saga che saprà appassionare il lettore.  Di contro, potrebbe succedere che la storia possa impiegare diversi capitoli prima di risultare avvincente per chi la sta leggendo e il mio consiglio è di non lasciarsi sopraffare e continuare la lettura. Verrete ripagati dell’attesa 😀

SCHEDA DEL LIBRO

Titolo: La figlia di Odino
Autore: Siri Pettersen
Editore: Multiplayer Edizioni
Prezzo: 21,00 €
Pagine: 631

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Se prima eravamo in due – Fausto Brizzi

se prima eravamo in due“Oggi io, i tuoi e i miei nonni siamo tutti dentro di te, come un imbuto dell’amore che ha travasato anni di parole, desideri e sentimenti in un contenitore speciale ed unico. Tu“.

Dopo il diario di una mamma ribelle è arrivato il momento di parlare anche di un papà, famoso, che racconta della sua esperienza come genitore. Con “Se prima eravamo in due” il regista Fausto Brizzi ci vuole rendere partecipi di questa assurda avventura che è la paternità. Fausto, già famoso con “Ho sposato una vegana”, torna sugli scaffali con un diario destinato alla figlia in cui racconta passo dopo passo (partendo dalla gravidanza) le cose che hanno caratterizzato l’arrivo di Penny e tutti i cambiamenti che sono poi sopraggiunti alla sua nascita.

Iniziamo con un piccolo plauso a Claudia, la moglie dello scrittore. Devo darle atto di essere una donna spiritosa perchè, se fosse stata anche solo un minimo permalosa, probabilmente questo libro sarebbe finito in un falò insieme al marito. Dico questo perchè Claudia purtroppo, per il lettore, è un personaggio difficile da digerire. Più che racconti famigliari a volte sembra di leggere le cronache di un piccolo regime dittatoriale in cui i sudditi, (n.b. il papà) soccombono al volere incontrastato del capo di stato (n.b. la mamma) e quasi sempre finiscono ai lavori forzati (n.b. dieta e seitan a colazione). Sono stati fin troppi i momenti in cui era difficile capire come potesse, il nostro povero protagonista,  accettare così questo ruolo marginale in cui era stato relegato. Della serie: “Io partorisco sotto atroci sofferenze, quindi tu non puoi scegliere neanche il colore dei calzini che la bimba dovrà mettere alla nascita”. Insomma, spesso durante la lettura ho avuto voglia di richiudere il libro proprio perchè Claudia era, lasciatemelo dire, antipatica e insopportabile.

Per fortuna però questo libro non è solo Claudia e il suo ruolo di mamma (vegana e salutista). “Se prima eravamo in due” è ricco di momenti divertenti in cui si ha la fortuna di poter entrare nella testa di un papà a scoprire l’importanza che ha, per lui, quell’esserino che tiene tra le braccia. Troviamo quindi tra le pagine tante scene simpatiche di panico e confusione, altre che già fanno intuire che il feeling tra una bambina e suo padre è unico e inevitabile e poi infiniti attimi di dolcezza che riempiono il cuore di chi legge. Un esempio potrebbe esserlo questa spiegazione sul motivo per cui i nonni sono così pazzamente innamorati dei propri nipoti:

Oggi che sono padre capisco perchè i nonni impazziscono all’arrivo dei nipoti. Un nipote è un bis insperato del tuo artista preferito. E’ un elisir di lunga vita, un secondo giro sulla giostra quando ormai credevi che il luna park avesse chiuso. Un nipotino è l’immortalità.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Einaudi
Pagine: 120
Prezzo: 13.00€

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[Segnalazione] Diario di un fantasma -Nicolas de Crécy

Cover Diario di un fantasma_DIARIO DI UN FANTASMA
Una delle più intense riflessioni a fumetti sul disegno e sul processo creativo:
Diario di un fantasma, l’opera più autobiografica e introspettiva di Nicolas de Crécy.

Dopo Il celestiale bibendum (vincitore del premio Attilio Micheluzzi al Comicon 2016 come Miglior Fumetto Straniero) e La Repubblica del catch (tra i titoli della selezione ufficiale di Angoulême 2016), Eris edizioni è lieta di presentare al pubblico italiano un’altra straordinaria creazione di questo grande maestro del fumetto francese che segna una nuova tappa nel viaggio alla scoperta del suo genio visionario. Pubblicato in Francia nel 2007 per Futurpolis (e ovviamente entrato nella selezione ufficiale di Angoulême 2008), Diario di un fantasma è il suo graphic novel più autobiografico, in cui indaga il suo rapporto con il disegno. Per svincolarsi dal racconto autobiografico tout court, molto di moda all’epoca dell’uscita del libro, de Crécy sceglie la fiction e trasforma se stesso in uno dei personaggi della storia.
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Diario di un fantasma racconta infatti le vicende di un disegno pubblicitario, un bozzetto in divenire senza una forma definita che, accompagnato per le strade del Giappone da un manager che lo vorrebbe celebrità del marketing, tenta di perfezionarsi ispirandosi alle star e agli idoli pubblicitari che regnano ovunque nel paese. Convinto di aver assimilato quanto basta per compiere notevoli progressi, incontra sul volo di ritorno verso la Francia proprio Nicolas de Crécy. Il fumettista lo induce a rappresentare un suo viaggio in Brasile per poi inoltrarsi in una dimensione sempre meno fisica: quella del processo creativo, delle difficoltà di conciliare un lavoro su commissione e la voglia di esplorare e portare la proprio arte sempre un po’ più in là. Al centro della narrazione c’è il disegno, il rapporto con la rappresentazione del reale, lo statuto e il ruolo dell’immagine nella nostra società e il lavoro dell’artista, in un mix di elementi e di culture diverse che tanto hanno toccato de Crécy e che rappresentano in gran parte l’universo creativo da cui prendono vita tutti i suoi lavori: dalla Francia, sua patria natale in cui ha studiato e si è formato, alla sua esperienza con il Giappone, al rapporto che si può avere con il disegno in paesi così diversi come il Brasile. Presentato in anteprima a Napoli Comicon 2017 in occasione della presenza di Nicolas de Crécy stesso (per la prima volta presente in Italia a un festival di fumetto), Diario di un fantasma è un’opera imprescindibile per chi ama l’arte, non solo quella a fumetti.
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224 pagine – 17×24 cm Bicromia – Brossurato 18,00 €