0

Mamme coraggiose per figli ribelli – Giada Sundas

8615938Buongiorno lettori,
oggi vi parlo del libro di un’autrice famosissima tra le mamme (e le zie, e le cugine e tutte le donne che seguono la sua pagina per farsi due risate con i suoi post): Giada Sundas e il suo “Mamme coraggiose per figli ribelli”. Devo essere sincera con voi, avendo amato molto il suo primo libro ero un pochino scettica per questa nuova uscita. Temevo, infatti, che Giada avesse già detto tutto quello che c’era da dire sul tema figli e l’essere genitore. Che le battute fossero finite e che gli argomenti potessero risultare ripetitivi a chi aveva già letto “Le mamme ribelli non hanno paura”.

Con mia grande sorpresa…mi sbagliavo! Intanto, quella presentata, è l’esperienza di Giada nell’essere madre di una bambina (Mya) ormai cresciuta e quindi se, come me, avete acquistato il primo libro con una neonata a tenervi sveglie la notte, potete godere di questo e prepararvi a quello che vi toccherà affrontare con l’arrivo dei “terrible two” e via dicendo. Mya cresce e mamma Giada e papà Moreno la seguono. Continuo a dire che questo è, secondo me, un libro godibilissimo anche per chi non ha figli. Le battute di Giada colpiscono sempre, il suo modo di scrivere ti fa venire voglia di conoscerla e fartela amica (ma non di essere invitata a cena da lei! Se lo fa non cadete nella trappola e suggerite di ordinare una pizza, mi raccomando).

In questo testo, come dicevo, leggiamo le (dis)avventure di una mamma alle prese con una duenne che parla, fa i capricci, dice cose bellissime che solo i bambini possono pensare e facciamo un po’ di autoanalisi per capire che no, una mamma non deve per forza essere una super eroina perfetta. Sbagliare è concesso, non dobbiamo farne una tragedia e…non siamo le uniche a farlo. Troviamo, come sempre, diversi post già scritti da Giada sia nella sua pagina facebook che sulla rivista de “Il Libraio”, per chi ha la memoria corta come me sarà bello rispolverare alcune perle tipo:

35898671_10156359864602410_84062427062206464_n

Personalmente, ho fatto un mucchio di foto alle citazioni di Giada mandandole in giro tra amiche e nonne (sì, PERFINO alla suocera ho inviato uno screenshot che la riguardava)

20180621_160109.jpg

Insomma, se questo libro ti fa venire voglia di scrivere pure a tua suocera per ridere con lei (e non di lei!) allora vuol dire che Giada ha fatto davvero un ottimo lavoro anche con questo secondo volume.

Unica nota negativa? Il termine “ribelle”, proprio non lo posso leggere più associato a figli e genitori dopo la furba (per me) mossa di marketing delle più note favole della buonanotte.

SCHEDA LIBRO: 

Editore: Garzanti
Pagine: 200
Prezzo: 17.60 euro

Annunci
0

L’anno in cui imparai a raccontare storie – Lauren Wolk

9788869186806_0_0_0_75Dopo aver terminato questo libro mi sono dovuta prendere alcuni minuti per pensare. Titolo e copertina, devo essere sincera, sono molto fuorvianti. Senza leggere la trama si potrebbe pensare che il libro racconti dell’importanza delle storie, una sorta di “Olga di carta” in cui la fantasia salva dalla realtà. In verità il libro parla di tutt’altro. Racconta della giovane Annabelle (uno dei protagonisti femminili migliori che abbia incontrato fin ora) e di come la sua vita tranquilla venga stravolta quando, a scuola, arriva una nuova studentessa: Betty. Ragazza di città con tanta rabbia e cattiveria dentro, troverà in Annabelle una valvola di sfogo. Ragazzi…non vi dico quanto avrei voluto entrare nel libro e prendere a schiaffi Betty. Davvero. Penso che solo in “Espiazione” io abbia trovato un personaggio tanto detestabile.

La lettura prosegue con un susseguirsi di colpi di scena, bugie, accuse e voglia di arrivare alla fine per capire se quella matassa di cattiverie potrà mai essere dipanata. E’ un romanzo, questo, che ho letto in un solo giorno perchè: DOVEVO SAPERE. Sentivo la necessità fisica di essere rincuorata del fatto che le cose, qualche volta, possono andare per il verso giusto. Che il lupo travestito da pecora possa essere stanato e rivelarsi a tutti per quello che in realtà è.

Da mamma, provo davvero una forte angoscia quando leggo storie che hanno come argomento principale la piaga del bullismo. Rimango turbata pensando a ciò che potrebbe accadere se, ciò che viene raccontato in quelle pagine, dovesse capitare a mia figlia. L’autrice, per fortuna, ha messo la storia in mano a una protagonista che riesce a gestire bene ciò che succede. Fino all’ultimo confidi in Annabelle. E’ un romanzo che dovrebbe essere inserito nelle scuole come titolo da leggere insieme in classe. Insegna molto e per una volta ci troviamo davanti un libro per ragazzi che non addolcisce la pillola: ad ogni azione corrisponde una reazione e l’happy ending nella vita reale non esiste. O almeno, non dev’essere dato per scontato.

Chiudo la recensione con tanta amarezza. E’ un libro bello, ma che fa male. Il mio sentirmi triste mi induce a fare i complimenti all’autrice perchè è riuscita a raccontare, senza banalità, qualcosa di difficile su un tema trattato tante, tante volte. Grazie alla Salani per averlo pubblicato e grazie alla bellissima copertina per avermelo fatto notare.

Wolf Hollow era anche il posto in cui avevo imparato a dire la verità, l’anno prima di compiere dodici anni. A dire la verità su cose da cui era impossibile fuggire. Impossibile e perfino sbagliato. Malgrado la tentazione fosse forte.

SCHEDA LIBRO: 

Editore: Salani
Pagine: 278
Prezzo:
14.90€

1

La vita fino a te – Matteo Bussola

9788806236359_0_0_0_75“La vita fino a te” di Matteo Bussola è un libro sull’amore, anzi: sugli amori. Quelli vissuti, quelli sperati, quelli esasperati e quelli durati giusto il tempo di un bacio “che sapeva di vigorsol e di birra” una sera d’estate in Spagna, fino ad arrivare “all’amore che resta”, quello per la sua compagna Paola e per le tre figlie: “la luce dei suoi giorni”.

Chi segue Matteo su facebook ormai ha imparato a conoscere bene il suo stile di scrittura, sapendo che dietro un sorriso e una risata potrebbe nascondersi la trappola di un finale che strappa via una lacrima o un brivido di commozione. Unico nel suo genere, Bussola è la cosa più bella che ci abbia regalato un social network: nasce disegnatore, per una lettera scritta a Fedez diventa un fenomeno virale e poi fenomeno e basta. E’ la parte bella del web, è ciò di cui noi lettori avevamo bisogno per tornare a respirare dolcezza con qualcosa – made in Italy -. Questo suo ultimo libro racconta, con la sua solita spontaneità, stralci di vita, episodi accaduti e pezzi di dialoghi in cui i dettagli fanno la differenza anzi, sono la componente fondamentale: leggi e ti sembra che quelle stesse persone ti stiano comparendo davanti, quasi le vedi, quasi riesci a toccarle. Ti immedesimi nelle situazioni che vive, talvolta comiche altre volte un po’ meno e ti fornisce gli spunti necessari per riflettere su cose sopra cui spesso non ti soffermi.

Bussola ha una grande capacità: monopolizza il lettore, lo coinvolge senza però stancarlo. Riesce a farti piangere e ridere contemporaneamente. Chiami la tua amica per dirle, tra le lacrime e le risate “No, davvero, questo libro DEVI leggerlo per forza” e stai già lì a piazzarle il romanzo dentro il carrello di Amazon.

 Il senso di questo libro è racchiuso tutto nel finale, lo capisci soltanto nelle ultime pagine dopo un percorso fatto di brevi ma significativi paragrafi, e riesce a sorprenderti ancora una volta, anche quando ormai sei pronto a deporlo in libreria e invece lo riapri e ricominci da capo.

“Sono rimasto sentendo che l’amore che resta può fondarsi anche su quello che non torna, ma solo se permetti all’amore che non torna di essere la strada che ti porta verso l’amore che resta.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Einaudi
Pagine: 202
Prezzo:
17,00€

0

Non bisogna dare attenzioni alle bambine che urlano

20180516_112618Buongiorno lettori, oggi vi parlo della graphic novel “Non bisogna dare attenzioni alle bambine che urlano” che mi ha fatto compagnia durante il mio viaggio di ritorno da Torino. Prima di salire sull’aereo la scena è stata più o meno questa:

“Uh che bella Babi, quando la leggerai?”
“Mhm ora vediamo”
*Un’ora e venti minuti dopo…*
“Ragazzeeee io l’ho già finita *-* “

Intanto voglio iniziare dicendo che la cosa che più ho AMATO di questa lettura è stata…la musica. No, non sono pazza (o almeno, non lo sono più del solito). All’interno delle tre storie che compongono “Non bisogna dare attenzioni alle bambine che urlano” è tutto un suonare di jingle pubblicitari e canzoni che negli anni 90 ci hanno fatto perdere la testa. Una trovata davvero geniale che aiuta il lettore a immergersi completamente nell’epoca in cui è ambientato il libro. Voi non avete idea di quanto sia stato difficile non canticchiare durante la lettura con il rischio di far scappare i miei vicini di posto. Stare lì, leggere e concedersi qualche secondo di “Com’è che faceva?” per poi ritrovare il ritmo giusto e farsi una risata ripensando a ciò che facevamo quando in radio girava quel pezzo musicale.

20180516_112110

20180516_112231

Altra cosa fantastica sono stati i tantissimi riferimenti a quei magici anni (sono una nostalgica, sì). La smemo, il walkman, le videocassette, i poster con Leonardo di Caprio in regalo con Cioè, Spice Girls su mtv ect. Sfido chiunque sia cresciuto in quel periodo a non emozionarsi di fronte alle “chicche” che le due autrici hanno inserito tra le pagine di questa graphic novel:

20180516_112320.jpg

“Non bisogna dare attenzioni alle bambine che urlano” è diviso in tre storie. La prima è quella di Giulia, occhialuta ragazzina timida che brama dalla voglia di diventare amica della popolare Federica. Assisteremo al suo salto “sociale”, a ciò a cui in quell’età sei disposto a fare pur di piacere a chi, senza un vero motivo, idolatri. Il finale vi farà sorridere, assicurato!

20180516_112150

Anna

La protagonista del secondo racconto invece è Anna. Conosciamo lei, i suoi amici skater e il tornando che presto stravolgerà la sua vita: Marilena. Quest’ultima è la classica ragazza difficile, quella che non viene mai a scuola, che senti litigare in macchina con il padre a cui si rivolge neanche fosse l’amico stronzo. Con lei farà le sue prime follie e con lei scoprirà se stessa per poi…Ehy, mica vorrete lo spoiler no?

20180516_112435

Clarice

Clarice è l’ultima a chiudere questo ciclo di racconti ed è anche la più cazzuta. L’ho A D O R A T A. Però ragazze, carissime autrici, voi mi avete fatto soffrire da morire quando ha preso in mano quelle dannate forbici. Cioè mi sono sentita male io per lei e ho dovuto spiegare ai miei capelli lunghi che quelle brutte cose non succedono davvero. Scherzi a parte, Clarice è diversa dalle due ragazzine che l’hanno preceduta. Clarice non è una bambina che urla, non cerca di piacere, non vuole essere la prima se non quando è sulla pista a gareggiare. È determinate come poche e rimarrà coerente fino alla fine ponendo la ciliegina sulla torta a questa godibilissima graphic novel.

Che altro dire? Abbiamo tantissime domande da fare alle due autrici. Che dite, proviamo a intervistarle??

SCHEDA LIBRO

AUTORI:  di Eleonora Antonioni e Francesca Ruggiero
EDITORE: Eris Edizioni
PAGINE: 176
PREZZO: 17.50 euro

0

I 5 libri consigliati dal libraio

Buongiorno lettori,
oggi vi riproponiamo una rubrica che, la scorsa volta, avete apprezzato molto: i cinque consigli del libraio. Stavolta Leggendo a Bari approda sugli scaffali di un’altra magnifica libreria della nostra città. Libreria 101 è, infatti, una magnifica oasi fatta di legno, libri e una selezione di libri che vi poterà a scoprire tante piccole chicche che vi faranno venire voglia di farvi adottare dal proprietario, Antonio, così da essere giustificati a rimanere tutto il giorno a spulciare sugli scaffali e annotare libri da mettere in wishlist.

27503455_2001681540155244_5857498892679047900_o

Non mi credete? Allora date un’occhiata ai titoli che Antonio ha scelto per voi e ditemi se non li volete leggere tutti!

bty

Irmgard Keun – DORIS, LA RAGAZZAMISTO SETA

Una scrittura incalzante, per un romanzo dotato di una ironia intelligente come poche. Quella ironia intelligente che solo le donne sanno avere.

La protagonista Doris è una giovane ragazza. Vive in provincia, nella Germania degli anni trenta attraversata da una crisi economica. Fa la dattilografa finchè non si stanca delle attenzioni moleste del suo capo e lascia il lavoro. Anticonformista di natura, è una “tipa sveglia” che vuole vivere divertendosi e soprattutto da protagonista. Si lancia alla conquista della ruggente Berlino, incurante dei costumi e dell’ ipocrisia dell’epoca. Le piace innamorarsi, e si innamora spesso. Vuole essere una stella del cinema, del teatro o del bel mondo…purchè una stella.

Quando dialoga con gli uomini o racconta di loro, che si tratti dei suoi amanti o corteggiatori, risplende tutto il suo acume e l’ umorismo fulminante. Tutto in questo romanzo, dalle riflessioni sulla vita e sull’amore agli incontri e gli episodi, mette in risalto e sottolinea le contraddizioni di quella società europea.

Imgard Keun è stata tra le più originali scrittrici del Novecento, le sue opere furono proibite dai nazisti e dato lo strepitoso successo del romanzo “Doris, la ragazza misto seta” si arrivò anche ad insinuare che non potesse essere stato scritto da una ragazza, perchè caratterizzato da troppa vivida intelligenza sociale.

“Padre nostro che sei nei cieli, concedimi una buona istruzione, fa’ questo miracolo, al resto ci penso da sola con un pò di rimmel”

 

César Aira – IL PITTORE FULMINATO

César Aira è consideratbtyo tra i massimi scrittori contemporanei del sudamerica.

In questo suo romanzo, uno dei più apprezzati, il pittore fulminato protagonista è Johann Moritz Rugendas, appartenete a una dinastia di pittori. Stando a quanto scrive Aira all’ inzio del romanzo è il migliore tra i <<pochi pittori viaggiatori davvero bravi>> avuti in Occidente.

Un pittore di genere, nello specifico della <<fisiognomica della Natura>>
Rugendas insieme al suo amico e collega più giovane Krause compie un viaggio tra la regione andina e l’ Argentina, per cogliere il volto nascosto della loro arte, ed è questo viaggio, con la natura misteriosa e affascinante, che fa da sfondo alle poche battute che si scambiano i due amici, alle riflessioni e alle speranze di Rugendas. Tutto questo ci viene magnificamente raccontato dalla scrittura di Aira che pare ipnotica. Ancora di più nell’episodio del temporale improvviso e dei fulmini che colpiscono lui e il suo cavallo.

btyRéjean Ducharme – INGHIOTTITA

Pubblicato per la prima volta nel 1966, Inghiottita è stato il romanzo d’ esordio di Rejean Ducharme. Portò l’allora ventiquattrenne e sconosciuto autore dal remoto Quebec direttamente in finale al Goncourt.

Persona estremamente schiva, sinceramente disinteressata alla mondanità, prima e dopo il successo letterario, e che non ha mai rilasciato un intervista. Il romanzo è meravigliosamente potente, ambizioso, sfacciato, duro e “selvaggio”. Protagonista è Bérénice, una bambina. Come l’ autore che l’ ha creata, vive e cerca un isolamento radicale, da cui trae vigore.

La solitudine è il mio palazzo..quando non sono sola mi sento malata, in pericolo.

E’ la sua ribellione al mondo degli adulti, perchè è un mondo ipocrita ma soprattutto fasullo. E ci si scaglia contro con veemenza, nessuno escluso, specie i suoi genitori, madre cattolica e padre ebreo. La ribellione verso la famiglia, gli artifizi dell’ età adulta, le istituzioni, l’ educazione, la religione. Nessuna esitazione neanche verso se stessa:

Ho la faccia ricamata di brufoli. Sono brutta come un posacenere pieno di mozziconi di sigari e sigarette…

La ribellione di Bérénice ha anticipato quella dell’ antagonismo politico che si sarebbe avuto qualche anno dopo, ma soprattutto è una ribellione vera, del singolo individuo, non adulto, contro tutti.

Lev Tolstoj – LA FELICITA’ DOMESTICA
In questo romanzo Lev Tolstoj adotta per la prima volta il punto di vista femminile e “Labty felicità domestica” sembra davvero scritto da una donna.

E’ un romanzo breve dalla scrittura che racchiude tutto il fascino e lo stile di un epoca: l’ Ottocento. Ha per protagonisti Mascia, una giovane e bella ragazza di diciassette anni e Serghièi Mikhailovic un uomo di trentasei anni, dedito al lavoro e ad una vita pacata. Tolstoj divide in due parti il racconto, nella prima ci porta a incontrare l’ amore, la sua nascita e l’innamoramento, nella seconda la complessità dell’ amore, la sua evoluzione e trasformazione in indifferenza e la vita coniugale con le sue difficoltà. Mascia, rimasta orfana a diciassette anni, si ritrova a vivere sola con la sorella minore Sonia e la governante Katia, in una casa di campagna, nella fredda campagna russa. Il dolore per la perdita della madre la porta all’apatia e alla perdita di ambizioni. Ma Serghièi Mikhàilovic, un caro amico di famiglia, specie del padre, arriva a portare un po’ di luce e spensieratezza in quella casa. La sua presenza è da subito benefica, e Mascia, che adesso non è più una bambina, così come la ricordava Serghièi, ritrova la leggerezza della sua età. Mikhailovic, però, non è certo un giovane ragazzo ne il tipo di uomo che può interessare a una diciassettenne quale è Mascia, eppure, forse anche per via di una opinione della madre della ragazza che anni prima aveva espresso come Mikhailovic fosse il tipo di brav’ uomo e compagno ideale per Mascia, incomincia a disegnare nella sua mente Serghièi come l’ uomo affascinante e romantico dei suoi sogni.
Mascia incomincia a interessarsi a Mikhailovic e tra i due inizia un corteggiamento fatto di bisbigli, confessioni a metà, impacciati camuffamenti fino a giungere al matrimonio. Mascia e Serghièi si sposano, lei con quella idea dell’ amore che non vede nella differenza di età un intralcio ai sentimenti, lui più assennato e pragmatico ma comunque desideroso di “illudersi”.

Si entra così nella seconda parte del romanzo in cui Tolstoj ci mostra tutta la complessità dell’ amore, la sua pericolosa trasformazione in indifferenza e la difficoltà della vita coniugale. Infatti il romanzo si concentra sul trascorrere della vita dei due coniugi prima nella casa in campagna, e poi nella città di San Pietroburgo. In città la vita mondana con la sua bellezza, seppur effimera, non lascia indifferente una ragazza giovane e bella come Mascia, che conosce il fascino dell’ alta società, il desiderio di viaggiare e soprattutto i corteggiamenti di altri uomini, mentre quello che cerca Serghièi è vivere la famiglia, la tranquillità di una felicità data dalla dedizione dell’ uno verso l’ altra. Quindi Tolsotj comincia a raccontarci le vicende della loro vita coniugale, gli ostacoli, le incomprensioni e i limiti fino alla rassegnazione dei sentimenti e all’abitudine.  Magnificamente tradotto da Clemente Rebora, tra i maggiori poeti italiani del Novecento.

btyMiguel Bonnefoy – ZUCCHERO NERO
Miguel Bonnefoy (nato a Parigi da madre venezuelana e padre cileno) ha una scrittura meravigliosa, caratterizzata dallo stile del realismo magico, la cui lettura affascina frase dopo frase già dal prologo che è un capolavoro.

C’è un vascello con a bordo un tesoro e un equipaggio di pirati, tra cui il famoso Henry Morgan. Il vascello naufraga tra le mangrovie dei Caraibi e scompare inghiottito dalla foresta.
E proprio lì, dove è scomparso il vascello con tutto il suo tesoro, adesso, a distanza di trecento anni, c’è un villaggio.

Tra gli abitanti del villaggio troviamo la bellissima Serena Otero con i suoi genitori. Una ragazza sognatrice e romantica che aspetta un uomo bello e forte di cui innamorarsi. Al villaggio però, come per un dispetto del destino, giunge Severo Bracamonte, uomo gracile e interessato solo al denaro e a trovare quel tesoro. I due sono distanti nei sogni e in ciò che desiderano, eppure Severo finirà per essere attirato nella rete della giovane Serena.

Le loro vicende si intrecceranno dando una svolta continua al romanzo, ambientato in una natura selvaggia e lussureggiante. Una natura bellissima e importante che porterà Severo, mentre continua a cercare e a non trovare quel tesoro, a dire che non è vero che quella terra è così vuota.

Una fiaba e una storia picaresca che come seconda chiave di lettura ci racconta un Venezuela afflitto da una ricchezza che non sa cogliere.

0

Una donna può tutto – Ritanna Armeni

Possibile che siano donne? Così brave, abili, precise, spietate? Così incuranti del pericolo? Arrivano la notte all’improvviso, seminano il terrore e poi toccano di nuovo il cielo. Misteriose, sfuggenti, inafferrabili. Sembrano streghe. Nachthxen, streghe della notte. 

20180324_153442.jpg

Quello de “Le streghe della notte” è un fatto storico che poche persone, sfortunatamente, conoscono. Ci troviamo in Russia nel 1941 durante la seconda guerra mondiale. Hitler avanza in territorio sovietico macinando conquiste e chilometri che lo portano sempre più vicino al suo folle obiettivo. La Russia trema, ma il suo popolo non ha nessuna intenzione di darsi per vinto. Mentre gli uomini partono per il fronte gli studenti occupano il loro posto nelle fabbriche, cercano di camuffare la città, coprono i tetti, ridisegnano con le barricate le strade, occultano i luoghi più importanti, ridipingono di grigio le cupole d’oro delle chiese. Fanno di tutto per rendere difficile il riconoscimento degli obiettivi più delicati e più facile, invece, per gli abitanti, sfuggire alle mitragliatrici e alle bombe della Luftwaffe. 

Ritanna Armeni ci racconta di quei momenti attraverso gli occhi dell’ultima strega ancora in vita, Irina Rakobolskaja, 96 anni e vice comandante del 588° reggimento. Durante la lettura passiamo dal racconto della giornalista che ci descrive il suo incontro con Irina e poi, quasi a rivivere un flashback di quest’ultima, veniamo catapultati sui biplani che hanno reso celebri queste donne e vediamo con i loro occhi momenti che hanno fatto la storia e creato la meravigliosa leggenda di queste eroiche combattenti.

Veniamo così a sapere che non era previsto che le donne potessero combattere in prima linea. Che fu una delle più importanti aviatrici russe, Marina Raskova a convincere Stalin a dare loro una chance e creare un reggimento di sole donne. Quello che appare incredibile è l’idea che a sfidare il pericolo, mettendo in gioco la propria vita fossero delle volontarie. Il senso d’amore così forte per la patria è qualcosa che, purtroppo, a noi ora è quasi totalmente sconosciuto.

No, non sotto un cielo straniero,
non al riparo di ali straniere,
io ero allora col mio popolo
là dove, per sventura, il mio popolo era.

E’ stata una lettura emozionante da cui sono uscita, a fine libro, arricchita sia da un punto di vista culturale che emotivo. Non dimenticherò mai queste splendide donne e la loro storia e non dimenticherò mai ciò che hanno voluto dimostrare al mondo intero: una donna può tutto.

20180330_164035
PS: mi piace pensare che loro, le streghe, possano essere state anche il motivo per cui, nel 1963, la prima donna ad essere mandata nello spazio fu proprio la cosmonauta Valentina Tereskova. Come in una pista di un aeroporto, hanno spianato la strada al decollo di altre donne dopo di loro.

 

Scheda del libro

Editore: Ponte alle grazie
Pagine: 230
Prezzo: 16.00 euro

0

Gli angeli dei libri di Daraya – Delphine Minoui

download

“Vorrei scrivere un libro sulla biblioteca di Daraya […] Un giorno, alla fine del 2013, i suoi amici gli chiedono aiuto. Tra le rovine di una casa sbriciolata, hanno trovato dei libri che vogliono assolutamente recuperare. “Libri?” ripete lui stupito. Nel cuore della guerra, quell’idea gli sembra assurda. Che senso ha salvare libri quando non si riescono a salvare vite?”

Io faccio parte di quella categoria di lettori che solo in rarissimi casi legge la trama preferendo piuttosto scoprire il libro durante la lettura e lasciarsi guidare all’acquisto dal titolo o dalla copertina. In questo caso il murales dello street artist siriano Abu Malek al-Shami e il titolo hanno fatto immediatamente l’occhiolino in mia direzione convincendomi a tornare indietro e recuperare il libro dallo scaffale della libreria.

“Gli angeli dei libri di Daraya” è un libro che racconta, tramite la penna dell’autrice e giornalista Delphine Minoui, la storia di alcuni ragazzi siriani e del loro fantastico progetto di realizzare una biblioteca durante l’assedio della cittadina di Daraya durato ben quattro anni.

Quattro anni di bombe. Quattro anni di terrore. Quattro anni in cui questi ragazzi giravano tra le macerie in cerca di libri da portare in salvo e stipare nella loro biblioteca sotterranea. Al sicuro dalle bombe. Fuori dalla portata dell’oppressione.

“Mi parla di bombardamenti incessanti. Di pance vuote. Di minestre di foglie con cui ingannare la fame. E di quelle letture sfrenate per nutrirsi la mente. Davanti alle bombe, la biblioteca è la loro fortezza nascosta. I libri, le loro armi d’istruzione di massa.”

Un autore che stimo molto una volta disse che i libri servono anche a raccontare la verità là dove facciamo finta di non vedere. Potremo nasconderci, credere a ciò che i giornali raccontano, fare come gli struzzi e mettere la testa sotto la sabbia ma lì, sopra la mensola di una libreria, ci sarà sempre questo testo a raccontare il terrore di quegli anni e ciò che è accaduto. La verità dei reietti. Dei senza voce.

“Chiudere gli occhi significa condannare al silenzio. Assad ha voluto mettere Daraya tra parentesi, chiuderla tra le virgolette. Io vorrei eliminare le une e aprire le altre.”

Senza romanzare niente, l’autrice ripercorre i primi contatti con i ragazzi della resistenza di Daraya e a mano a mano che la storia prosegue impariamo a conoscere loro e le loro peculiarità. Ahmad sarà il primo a comparire sul monitor del computer per parlare, tramite Skype, di ciò che sta accadendo. Da lì verranno fuori nuovi nomi, altre storie. Leggere questo libro al sicuro, nella propria casa, in un paese in cui il massimo della preoccupazione è tutta concentrata a ciò che succede nel reality di turno trasmesso in tv, è davvero strano. Pensare che ci siano persone che in quello stesso momento vivono in uno scantinato cercando di sfuggire a delle bombe che, senza motivo apparente, piovono sulle loro case, ti fa sentire – sbagliata -. Pensare che nel 2018 ci sia ancora chi è costretto a subire mentre che i paesi più potenti, quelli che avrebbero i mezzi per intervenire, rimangono invece a guardare fa male. Sapere che l’Onu è solo una sigla senza nessun valore o potere effettivo ti fa riconsiderare tutta la tua esistenza.

20180323_171954

Questo è un libro che insegna molto. Che apre gli occhi.

“In quella sacca di libertà che si sono creati, la lettura è il loro nuovo sostegno. Leggono per sondare il passato occultato. Per imparare, Per evitare di impazzire. Per evadere. I libri come sfogo. Una melodia di parole contro il diktat delle bombe.”

Barili bomba, gas sarin, razzi, cannonate, napalm. Assad non si è risparmiato contro questa città fino ad ottenere la resa totale e incondizionata. Ma noi lettori arriveremo alla fine del libro sapendo che il popolo della Siria sta provando a rialzare la testa e vedremo, seppur ancora lontana, una luce di speranza per il futuro di quella terra.

“Un libro dev’essere la scure che spacca il mare gelato dentro di noi”

Scheda del libro

Editore: La nave di Teseo
Pagine: 172
Prezzo: 17.00 euro