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Falso in bilancia – Selvaggia Lucarelli

41WObLyJAWL._SX319_BO1,204,203,200_Buongiorno lettori,
come stanno andando le vostre vacanze? State arrostendo al sole? Oggi vi parlo di un libro che ha tutto il potenziale di essere il romanzo adatto a finire nella vostra borsa per il mare. Leggero, tematica che fa sorridere e stile di scrittura come sempre affascinante: parlo dell’ultimo romanzo di Selvaggia Lucarelli “Falso in bilancia”. Come sempre i titoli della Lucarelli sfruttano un gioco di parole per fare un piccolo spoiler ai lettori (così è stato anche per “Dieci piccoli infami”) e quindi come potrete immaginare qui Selvaggia ci parla di chili di troppo. Vi lascio la trama.

Questa cosa di nascere affamati è una maledizione mica da poco. Io mi immagino il Sommo Creatore del Metabolismo che con sadico, casuale cinismo distribuisce culo e dannazioni metaboliche a tutti noi prima di nascere. “Tu mangerai quel che vuoi senza ingrassare”, “Tu nascerai già chiatto di costituzione e resterai chiatto con tutte le diete del mondo” e infine: “Tu invece nascerai magro ma avrai una fame eterna e se vorrai rimanere magro dovrai resistere giorno dopo giorno, quindi tanti saluti e buona vita!Cosa succede se in gravidanza ingrassi di venti chili e il tuo ginecologo (insieme a una stramaledetta bilancia professionale) si trasforma nel nemico numero uno? E se hai una mamma che ti nutre a verdura e poco più perché a lei il cibo non interessa e che a un certo punto decide di fare lo sciopero della fame per solidarietà con Pannella? Cosa accade se la tua migliore amica ti dà della grassona per errore (suo) o se, a quarant’anni, ti fidanzi con un cuoco che vuole viziarti in ogni momento con succulenti manicaretti? Ecco, succede quello che Selvaggia ci racconta in questo spassosissimo libro, dove si confessa e ci mostra la realtà che (quasi) tutti noi viviamo costantemente: il conflitto con il nostro peso e con l’immagine che rappresenta in questa società che tenta incessantemente di condizionarci. Contando sul fatto che siamo tutti accomunati dallo stesso miraggio: quello che un giorno potremo scegliere un super potere che non sarà l’invisibilità, o passare attraverso i muri o volare. Sceglieremo di mangiare senza ingrassare. Convinti che il nostro sogno prima o poi si avvererà.

Come dicevo, questo è un romanzo che si lascia divorare con estrema facilità, sia perché il lettore ha l’impressione di fare una chiacchierata con l’autrice stessa e quindi, in religioso silenzio, ascolta interessato i suoi tanti aneddoti (anche questo è un romanzo autobiografico), sia perché la Lucarelli ha un modo di scrivere talmente trascinante e vivace che tutto quello che mette su carta viene “bevuto” dal lettore in dieci nano secondi. Ha un modo di costruire le battute che raramente si trova in giro (almeno nel panorama italiano femminile) e in tutti gli anni che la seguo mai mi è capitato di soffermarmi su un suo scritto (anche su Facebook) e pensare “Madò, ma che palle”. Che siano post di racconti dei suoi viaggi (ndr che spero presto vengano pubblicati in una raccolta perché meritano davvero di essere riletti tutti) o post di inchiesta, la Lucarelli riesce a far leggere 3000 battute anche al tipo che nella sua vita ha letto solo la lista degli ingredienti della confezione dei cerali la mattina e che neanche l’ha mai finita tutta.

Tornando al romanzo, Selvaggia ci racconta della sua vita da affamata cronica. Un pozzo senza fondo, la Lucarelli ha vissuto la sua vita ponendosi sempre la stessa domanda “Cosa si mangia oggi?”. Certo, leggere queste cose, dei suoi problemi di peso e della difficoltà ad accettarsi mi ha reso, soprattutto all’inizio del libro, un po’ perplessa. Come chiunque si trovi nella situazione di vivere con dei chili di troppo, guardo con diffidenza chi parla di ciccia e poi, a guardarla bene, è una gran figa. Insomma, non sembra credibile che una come Selvaggia possa comprendere la sensazione di disagio che si prova a lottare dentro un camerino con un paio di jeans troppo stretti. Stavo quindi per gridare all’impostore e terminare la lettura senza darle altre possibilità, ma poi sono andata avanti e ho capito. Ho capito che poteva essere vero. Che siamo tutte pazze, noi donne. Che ci facciamo davvero troppe pippe mentali, che viviamo male il nostro corpo sempre, che useremo sempre il peso come arma per ferire anche se, come donne, sappiamo che il body shaming è la cosa più ignobile che una persona possa subire. Ricordo la pubblicità in cui una ragazza in carne si reca in spiaggia, piazzandosi poco distante da un gruppetto di ragazze perfette e fiera dei suoi chili di troppo si alza per andare a fare il bagno. Quando l’ho vista ho pensato “Seh, fosse così facile”. Non era credibile per me. In questo libro invece c’è un percorso di accettazione che è Selvaggia stessa che ha dovuto affrontare. Ci racconta come ha fatto, ci spiega che la vita è troppo breve per trascorrerla a nasconderci a causa di una forma fisica che non ci fa sentire a nostro agio.

Vi dico solo che lei, la Lucarelli, dopo praticamente un’intera esistenza a dover combattere contro chi le imponeva di etichettare il cibo come il nemico da eliminare, ha trovato la felicità tra le braccia di un giovane splendido cuoco. E ora è felice.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Rizzoli
Pagine: 196
Prezzo: 17.00 euro
Voto: 7/10

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I kill giants – Joe Kelly, Ken JM Niimura

712BvnU17hLBuongiorno lettori,
oggi vi parlo di un graphic novel che ho avuto la fortuna di acquistare grazie a una delle tante offerte che Bao Pubishing mette a disposizione dei suoi lettori durante l’anno (a questo proposito vi consiglio di seguire la loro pagina Facebook per essere sempre aggiornati sulle novità e sulle promozioni). Inizialmente devo ammettere che ero un po’ indecisa visto che si parlava di ebook e che non avevo mai letto nessun fumetto sul Kindle. Il prezzo (0.99 centesimi) e il fatto che i disegni fossero in bianco e nero mi hanno convinta a provarci. Sulle prime ho avuto qualche difficoltà a capire come funzionasse la lettura, stupidamente zumavo, ma dopo un po’ ho iniziato ad avere il mal di mare. Poi mia figlia (nb. di due anni) prende il Kindle e mi dice “No mamma, così” e mi mostra come mettere in evidenza ogni singola tavola: EUREKA. E’ chiaro che quello che ha fatto mia figlia sia stato puramente casuale, ma da quel momento il mal di mare è passato e la lettura è andata spedita. Anzi, per chi non è abituato a leggere le graphic novel e si perde nelle pagine cercando di capire quale sia l’ordine corretto di lettura, quella tramite Kindle potrebbe essere la chiave di svolta: è il dispositivo a passare in automatico da una tavola all’altra seguendo il giusto ordine.

Comunque, tralasciando questi dettagli tecnici (o imbranati) torniamo al racconto. Ad avermi incuriosito in particolar modo è stato il fatto che, di questo graphic novel, sia uscita una trasposizione cinematografica (la trovate su Netflix)

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La storia è quella di Barbara, una ragazzina delle elementari che, a suo dire, ha un compito molto particolare:

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Capisci subito, già dal modo in cui viene disegnata, che Barbara non è una bambina come le altre e, così come ci si può aspettare, questa sua diversità la porterà a isolarsi e a calamitare su di sé l’attenzione dei bulli della scuola. Rinchiusa in un mondo tutto suo, con in testa il compito arduo di prepararsi all’arrivo dei giganti e affrontarli, Barbara non permetterà a nessuno di avvicinarsi a lei. Ostile come solo i ragazzini in fase di crescita sanno essere, lei manterrà un piglio scontroso anche a casa, casa in cui il lettore avvertirà, insieme alla protagonista di questa storia, una forte sensazione di angoscia: perché Barbara non sale mai al piano di sopra? Chi è che la chiama? Perché ha così paura, tanto da andare a nascondersi un luogo sicuro, scomparendo al mondo? Ed ancora, dove sono i genitori? Vediamo, nella storia, la sorella maggiore che si occupa (senza successo) dei due fratelli più piccoli ma gli accenni ai genitori sono pochi. Scopriamo, andando avanti nel racconto, che è il padre è andato via. Ma la madre? E’ suo il nome che viene pronunciato e cancellato all’interno dei discorsi?

Questo è un racconto di crescita, una storia delicata che mostra quanto possa essere dura per una bambina crescere trovandosi improvvisamente senza un punto di riferimento, senza una guida, in una fase in cui tutto intorno a te sembra troppo complicato, allora rispondi al mondo con l’unica arma in tuo possesso: la fantasia. Con tutte queste domande e tantissima curiosità, la storia prosegue fino ad arrivare alla tempesta.

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Una tempesta che si abbatte sulla cittadina e dentro il cuore di Barbara, lampi che annunciano l’arrivo del Titano, uno scontro che servirà per capire tante cose, per portare alla luce la verità. Inutile dirvi che durante quella battaglia ho versato litri e litri di lacrime. Bellissima. Così com’è bellissima la chiusura del graphic novel che lascia nel lettore un po’ di leggerezza e sollievo.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Bao Publishing
Pagine: 200
Prezzo: 15.00€
Voto: 9/10

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L’età straniera – Marina Mander

Buongiorno lettori,
oggi vi parlo di “L’età straniera” di Marina Mander, uno dei dodici finalisti al Premio Strega di quest’anno. Inizio subito lasciandovi la trama del libro.

9788829700011Trama: Leo non studia molto, ma è bravo a scuola. Non fuma tanto, ma un po’ d’erba sì. Ha una madre, Margherita, che lavora come assistente sociale e un padre che è stato matematico, è stato intelligente, è stato vivo l’ultima volta nel mare e poi è scomparso tra le onde con il pigiama e le ciabatte. Leo odia i pigiami, le ciabatte e non si fida più del mare, forse di nessuno. Odia tutte le cose fino a quando nella sua vita non arriva Florin, un ragazzino rumeno che non studia, non ha una casa, non ha madre né padre – o magari sì ma non ci sono – e si prostituisce. Florin si prostituisce e la madre di Leo decide di ospitarlo, sistemandolo nella camera del figlio, perché l’appartamento è piccolo e perché «forse potete farvi bene l’un l’altro». Leo che non ha mai fatto l’amore con nessuno e Florin che fa l’amore con tutti condividono la stessa stanza. Leo pensa di odiare Florin, che comunque è meglio di una cosa, è vivo. Leo è tutto cervello e Florin è tutto corpo: questo pensa Leo, che racconta la storia. La “scimmia” lo chiama, come una delle tre scimmiette: Iwazaru, quella che non parla. In realtà entrambi i ragazzi sono ancora forti di una fragile interezza, perché sono adolescenti e hanno ferite profonde ma corpi e sentimenti giovani. Comincia così, tutta storta, l’avventura del loro viaggio a occidente, fra estraneità e appartenenza: mistico per Leo – in continuo contatto con un tribunale immaginario che cerca di convincerlo di avere ucciso il padre – e fisico per Florin – in balia di uomini violenti in un mondo più violento ancora. 

Leo è la voce narrante di questo romanzo, è lui che ci racconta quello che succede ed è lui che ci trasporta dentro la sua vita, una vita da adolescente per niente facile e in costante lotta con se stesso. Leo, infatti, combatte con un demone grosso come un pianeta che ha, nel romanzo, le sembianze del padre morto suicida in mare. Il libro si divide in due parti, i capitoli si alternano con la realtà e un tribunale interiore con cui il protagonista fa i conti ogni volta che si addormenta. In questo tribunale lui è il colpevole, di tutto: della morte del padre, dell’assenza di rapporti sociali in cui vive, del cattivo comportamento verso la madre ecc. Ogni incubo termina sempre con il medesimo grido: “Mamma, aiuto, muoio”. Tre semplici parole che, messe insieme, creano un’invocazione disperata che mi lasciava, ogni volta, con il cuore stretto in una morsa.

Confezionati bene anche se hai l’interno dentro, impara un altro modo di spaccarti in due, ma senza mai darlo troppo a vedere, mi raccomando, è questo l’essenziale. E se dentro di te ci fosse davvero il nulla, rivestilo di diamanti.

 

L’età straniera è questa, è quel momento della propria vita in cui non ci si conosce o riconosce, dove l’IO ancora non è ben definito e noi stessi siamo i primi a non sapere come affrontare l’esistenza, dove ci sono solo domande e poche risposte e ci sentiamo soli, come chi arriva per la prima volta in un posto nuovo e ha la netta percezione di essere un puntino nella folla o, come nel libro, una goccia dentro un mare sconfinato. Questo è, a tutti gli effetti, un romanzo di formazione ben costruito in cui l’autrice accompagna il suo protagonista attraverso le sue paure e le sue angosce risvegliandolo da un torpore in cui, a inizio libro, sembra destinato a vivere per sempre.

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Bello lo stile di scrittura, a volte un po’ crudo, ma d’altronde non ci si potrebbe aspettare niente di troppo diverso da un diciassettenne cinico e ironico com’è Leo. Nonostante i diversi punti positivi che ho indicato sopra, questo è stato un libro che ho dovuto prendere a piccole dosi. Leo non è facile da leggere, a volte ti indispone e proprio come se fossi io la madre lo devo spedire in camera sua a riflettere sulle brutture che ha detto o sui comportamenti che ha avuto. C’erano momenti, durante la lettura, in cui mi soffermavo su una frase e sulla bellezza con cui era costruita, altre invece provavo così tanto fastidio da dover interrompere tutto e riporre il libro fino al giorno dopo. Non sono d’accordo con chi ha definito questo romanzo “brioso e divertente”, perché per me è un libro che tira parecchi pugni, sarà forse perché da mamma vedere questo ragazzo così duro anche a causa dell’assenza della madre che lo ha messo da parte, ignorandone le sofferenze, mi ferisce. Ad ogni modo attendo curiosa di sapere se finirà nella cinquina e faccio un grosso in bocca al lupo all’autrice.


SCHEDA DEL LIBRO: 

Editore: Marsilio Editore
Pagine: 206
Prezzo: 26.00€
Voto: 7/10

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L’amore si moltiplica – The Pozzolis Family

“Oh Oh mio Dio, amica! Aspetti un bambino! Cioè, non so se hai capito, ma in pancia hai mio nipote! Gliel’hai già detto che la sua zia preferita è a Milano e che adesso prende un volo e vi raggiunge? Musi, non sai quanto io sia felice! Se si potessero mettere in fila tutte le particelle di felicità che sprizzo dai pori, ci potrei costruire un ponte che arriva fin lì da te. Anzi, da voi…”

41J3f5BhszL._SX324_BO1,204,203,200_E così che comincia la lunga mail destinata alla migliore amica di Alice, una sorella per lei, la persona che conosce meglio di chiunque altro e che vive a circa 14000 km di distanza e che alle tre del mattino ora australiana (le 18:00 circa in Italia) le invia l’immagine di una ecografia. Una sola immagine. Senza testo e senza oggetto.

Alice impazzisce dalla gioia, piange, consuma pacchetti di fazzoletti, fa progetti su come arrivare da lei, guarda fusi orari e voli, vorrebbe abbracciarla, stringerla  fortissimo a sé, rassicurarla… la sua Clara Musette detta Musa.

Nel frattempo, approfittando del fatto che in Australia è notte fonda e che l’amica non le risponde al telefono, decide di scriverle una mail che dura temporalmente due giorni – giorni in cui, tra una riga e l’altra, scorre anche la vita vera, la routine giornaliera, in cui ci sono cose da fare e ne succedono delle altre – che Alice non si esime dal raccontare alternandone a trattati di vita da mamma.

Perché nessuno meglio di una donna che è già mamma conosce perfettamente quali sono le perplessità, i dubbi, le paure che nascono nella testa di una donna che vede per la prima volta un test di gravidanza positivo.

E così si finisce per “parlare” di notti insonni, di alimentazione, di allattamento, di dpp (data presunto parto), di travaglio, di permanenza in ospedale con tanto di decalogo delle cose fastidiose che fanno i parenti, della preparazione della valigia e di molto altro ancora. Consigli e spiegazioni che per una futura mamma sono sicuramente una manna dal cielo.

E in mezzo a tutto questo Alice si racconta, racconta di com’è essere la mamma di Giosuè e Olivia, dell’amore che si moltiplica quando arriva un secondo figlio, dei cambiamenti ma anche della maggiore esperienza nell’affrontare la vita con un secondo bambino.

Ma questa mail/libro è anche altro. E’ la storia di un’amicizia vera e duratura nel tempo nonostante la distanza. E’ il voler ribadire che “siamo sorelle per scelta” e niente e nessuno cambierà il fatto che ci saremo sempre l’una per l’altra. E’ il voler ricordare e celebrare una vita passata insieme. Ma soprattutto c’è la volontà di Alice di voler incoraggiare un’amica a non lasciarsi prendere dai dubbi e dai timori. Clara a sua volta ha avuto un pessimo esempio di madre, che da quando è nata non ha fatto altro che accusarla di essere la causa della sua infelicità. L’ha maltrattata, mai accettata. Ma lei non sarà così, lei sarà una mamma perfetta e Alice questo lo sa e vorrebbe che anche la sua amica ne fosse consapevole, che se ne convincesse. La sua migliore amica che sta per diventare madre. La sua migliore amica che di figli non ne avrebbe voluti.

Quello che ci troviamo a leggere, come avrete intuito da quanto ho già scritto sopra, è un manuale di “sopravvivenza” per una neomamma. Ironico, divertente, al suo interno troviamo la freschezza a cui ci hanno abituato i Pozzolis con i loro video (se non li seguite fatelo, risate assicurate con questa pazza famiglia) e mi sento di consigliarlo a chi, genitore, deve ancora diventarlo. Per chi invece non ha ancora figli vi avviso: è pieno di spoiler e potreste cambiare idea e decidere di prendere una tartaruga al posto di fare un bambino!

Scheda del libro

Editore: Mondadori
Pagine: 177
Prezzo: 17,90€
Voto: 7/10

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Rum e segreti – Jane Rose Caruso

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Buongiorno lettori,
avete trascorso un piacevole week end o siete stati chiusi in casa, come me, a causa del maltempo? Ah, primavera ballerina! Ho approfittato di queste giornate di pioggia per terminare la lettura in anteprima di “Rum e segreti”, il nuovo e terzo libro della serie di Miss Book ideata da Jane Rose Caruso. Se seguite Jane non potrete aver fatto a meno di notare le splendide copertine dei suoi romanzi che hanno riscosso subito la curiosità dei lettori. Il libro di cui vi parlo oggi (disponibile su tutti i maggiori store online) è, come già detto, il terzo libro che vede come protagonista Miss Garnette Catharine Book, simpatica signora inglese amante della cucina e dei misteri. Vi lascio la trama.

Tutto sembra andare per il meglio, quando Miss Book riceve una terribile notizia, che la costringe a rientrare a Beltory prima del previsto. Mr Bell, il padre di Mary, la sarta, è morto e la ragazza è stata incolpata dell’omicidio. La poveretta si trova in guai seri e chiede l’aiuto di Miss Book, per dimostrare la sua innocenza. Un altro segreto da svelare per Miss Book, ma non il solo: anche il cuore di sua nipote Prudence è confuso, ma forse, grazie proprio a questa vicenda, anche la ragazza riscoprirà l’amore. Gli abitanti sono decisi, nel frattempo, a organizzare una grande festa per festeggiare l’amore in tutte le sue forme. Quale sarà l’ingrediente che stavolta servirà?

Iniziamo con la domanda che forse, arrivati a questo punto della recensione, vi starete ponendo: posso leggerlo senza aver letto prima i volumi precedenti? La risposta è sì. Anche per me è stato, questo, il primo incontro con Miss Book e con l’ambientazione creata da Rose, ma posso dirvi di non aver trovato nessuna difficoltà a comprendere le sfumature che distinguevano i diversi personaggi o a fare mia l’atmosfera bucolica di Beltory, il piccolo paese in cui tutto si svolge.

Ho apprezzato,  tra le tante cose, il tema “culinario” presente in ogni capitolo e la conclusione di quest’ultimo con la ricetta della pietanza di cui avevamo appena letto. Questo richiamo continuo a sapori, odori e a significati particolari legati al cibo mi ha fatto venire in mente due libri che ho apprezzato tantissimo “Il profumo del pane alla lavanda” e “La maga delle spezie” e naturalmente, mentre leggevo, avevo voglia di bere anche io un tè alle mele o di spruzzare della lavanda sui miei fazzoletti così da andare ad alleviare anime tormentate in giro per Bari. Scherzi a parte, ho apprezzato la ricerca che c’è stata dietro tutti questi dettagli, trovare l’utilità di ogni ingrediente e farlo rientrare nella trama della storia non dev’essere stato un lavoro facile.

Se  dovessi trovare un neo in questo romanzo è forse legato alla difficoltà di attrazione che ho avuto con la parte “gialla/investigativa” della storia. La ricerca della verità, del colpevole, non mi hanno “perseguitato” come di solito avviene in questo genere di racconti, non chiudevo il libro facendo domande e supposizioni, ero però interessata alla vita personale dei protagonisti, a ciò che facevano o che avrebbero fatto e questo potrebbe essere legato alla mancata lettura dei primi due volumi: se avessi letto quelli, probabilmente, avrei avuto modo di concentrarmi più sul mistero e meno sulla parte umana della storia.

In conclusione, penso che Jane Rose Caruso sia una bella penna giovane e che Miss Book abbia tutte le carte per diventare un personaggio femminile interessante.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Amazon
Pagine: 268
Prezzo: 12.00€
Voto: 6/10

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Grimoire. Il preludio – Francis Reed

nuovo profilo libroBuongiorno lettori,
oggi vi parlo di un fantasy uscito a marzo per Lettere Animate. Facciamo una piccola premessa: leggere fantasy, per me, è complicato. Lo è perché non sempre trovo un libro che riesca a non farmi pensare ad altre storie, ad ambientazioni già lette e conosciute, a somiglianze con altre saghe famose. Con Grimoire, di Francis Reed, ho avuto invece la fortuna di immergermi nel racconto senza “deja vù” di alcun tipo. Mi sono goduta la storia inventata dall’autore e ho terminato la lettura soddisfatta di quello che mi era stato appena raccontato. Dopo questo piccolo spoiler, in cui appunto vi anticipo che il libro mi è piaciuto, vi lascio la trama:

Celata agli occhi del mondo, una strega oscura minaccia la pace che da secoli regna tra i popoli del Continente, decisa a vendicarsi dei soprusi subiti dalla sua stirpe. Al Bianco Concilio, una congrega di streghe animata da nobili intenti, spetta l’arduo compito di contrastare la minaccia, cercando alleati anche presso i popoli che, storicamente, hanno sempre osteggiato ed aborrito la magia in ogni sua forma. Basteranno il coraggio ed un nemico comune, ad abbattere secoli di conflitti e pregiudizi?

Il primo di una serie di libro ancora da pubblicare, Grimoire serve come introduzione a una storia raccontata in maniera scorrevole e senza troppi fronzoli. Lo stile di Francis Reed ti fa pensare di non trovarti di fronte a un autore emergente ma di star leggendo qualcosa su cui è stata riversata gran cura. Iniziando con dei personaggi che, sulle prime, crediamo gli unici protagonisti, proseguiremo conoscendo altre persone e scoprendo sempre più dettagli del mondo in cui ci troviamo. Le streghe e la magia, ad esempio, sono banditi, vengono cacciate e la magia non è il fido alleato a cui siamo abituati a pensare. Quello che ho apprezzato di più in questa storia è stata la caratterizzazioni dei personaggi. Il lettore non ha difficoltà a immedesimarsi in prima persona e a provare simpatie o antipatie, ma questi sentimenti possono mutare e quando un “ipotetico” cattivo mi fa quasi simpatia, allora penso sempre alla stessa cosa: la storia funziona. Perché molto spesso ci ritroviamo di fronte a personaggi tagliati con l’accetta, chi è stronzo, rimane stronzo, non ci sono sfumature. In questo libro invece Francis Reed ci spiega cosa c’è dietro, il personaggio viene presentato a 360 gradi e il lettore è libero di cogliere tutte le motivazioni dietro alle azioni e a trarne le dovute conclusioni. Io, per esempio, ho amato il principe. Odiato e trovato fastidioso nei primi capitoli in cui veniva descritto, ho cambiato idea man mano che la storia andava avanti. Rimane, per me, il personaggio migliore.

Senza voler raccontare troppo della trama, voglio dirvi perché questo è un libro che merita di essere letto: c’è, da parte di Francis Reed, la voglia di raccontare una storia per il piacere di condividere con qualcuno un mondo di fantasia nato nella sua mente. C’è uno studio dietro la struttura del romanzo che ti fa pensare “Qua siamo di fronte a una saga che lascerà il segno”. Non manca l’epica, non manca il mistero e non manca la voglia di saperne di più. Se andrete a leggere le altre recensioni su questo romanzo tutte dicono la stessa identica cosa: dateci il seguito. Vi sfido a trovare un autore emergente che suscita la medesima curiosità con una sua prima pubblicazione.

Non metto il massimo a questo libro perché a mio parere la storia si interrompe un po’ troppo presto. Avrei aggiunto almeno un centinaio di pagine in più per ritornare a ricollegare la prima parte.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Lettere Animate
Pagine: 161
Prezzo: 8.99€
Voto: 7/10

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Matrigna – Teresa Ciabatti

9788828200338_0_0_300_75Buongiorno lettori,
oggi vi parlo di un libro scoperto grazie all’occhio esperto del nostro libraio di fiducia (Libriamoci – Bitritto) che, tra gli eventi organizzati, aveva programmato anche un incontro con l’autrice Teresa Ciabatti. Incuriosita dal titolo e dal fatto che mai, nessuno dei loro ospiti, era stato scelto a caso, sono andata a leggere la trama e ho ceduto all’irrefrenabile voglia di leggerlo.

Trama: Andrea è un bambino speciale: capelli biondi, occhi azzurri, tutta la dolcezza del mondo. Noemi è una bambina ordinaria: capelli castani, occhi marroni, un fisico sgraziato. Ma cosa succede quando il bambino speciale sparisce, durante la festa di Carnevale? Uno sconosciuto, una ladra di figli altrui, un trafficante, un parente, stretto, strettissimo? E la sorella, non avrebbe dovuto tenerlo per mano? Domande che a nove anni puoi solo rimuovere, ma che ti restano dentro nonostante la fuga in città, l’università, gli amici, il fidanzato, il lavoro. Nonostante una vita normale. E quel passato troppo prossimo può tornare tutto insieme, all’improvviso, basta una telefonata. Noemi da Roma è richiamata al paese, là dove tutto è cominciato e dove tutto è finito. Ma al posto della madre sconfitta e ingrigita che si aspetta, trova una donna frivola e bionda che insieme a un giovane amico esce la sera, frequenta locali, pianifica viaggi e cambi di casa. Chi è Luca e cosa lo lega a un’indagine archiviata, a un bambino mai ritrovato?

Quella di Teresa è una scrittura particolare, ha uno stile preciso che immagino già mi aiuterà a distinguerla se dovessi incontrarla in qualche altro libro. Fatto per lo più di descrizioni di sentimenti, il romanzo scorre veloce e impetuoso (aggettivo non usato a caso, la sensazione sarà proprio quella di essere su una barca in balia delle onde, che in questo caso sono i sentimenti della protagonista, in mezzo a una tormenta che non sembra voler mai finire) e ti lascia, dopo ogni capitolo, la voglia di continuare ad andare avanti, di vedere e scoprire di più perché sì, è vero che l’evento principale (la scomparsa del fratellino) è raccontata subito, già nella trama, ma il lettore ha la netta sensazione che ci sia altro. Diffida. Quella madre che potrebbe sembrare una vittima inizia a infastidire chi legge, perché chi dovrebbe assicurare imparzialità nei sentimenti provati per i figli invece si rivela la prima a fare un distinguo. Il bambino piccolo, bello e adorato, la sorella più grande un fantasma. Poi le parti si invertono, il bambino scompare, diventa lui il fantasma e lei, la ragazzina? Crescerà accudita, ora?  E quindi la fame di “conoscenza” della storia si fa sempre più grande e al termine del romanzo ci si ritrova sazi e soddisfatti.

Lei sosteneva che non c’era un altro bello come Andrea, e non lo dico perché è mio figlio, precisava. Era successo che una conoscente in paese le avesse suggerito di fargli fare pubblicità, sfilate di moda. È adatto, perfetto.Cosa si prova a essere la sorella del bambino speciale, Noemi?Le volte che ho desiderato che non fosse nato, le volte che ho immaginato di essere al posto suo per ricevere attenzione, quelle volte si alternavano alla voglia di proteggerlo. Succedeva in mezzo alla gente, mi pareva minuscolo, in pericolo, e avrei voluto gridare: non fategli del male.

La cosa particolare di questa storia è anche l’umanità che viene raccontata. I protagonisti sono tutti credibili, tanto che addirittura viene spesso spontaneo paragonarli a persone conosciute, a situazioni famigliari che hai sentito ed è per questo che “Matrigna” ti permette di fare una cosa che adoro: parlarne. Parlarne durante una chiacchierata su altri temi, verrà spontaneo raccontare pezzi di questo libro, belle frasi lette, considerazioni fatte dall’autrice tramite i suoi personaggi. Non sarà una lettura che dimenticherò facilmente. Grazie a chi lo ha scritto e a chi lo ha pubblicato.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore:  Solferino
Pagine: 204
Prezzo: 16.50€
Voto: 8/10