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Prendiluna – Stefano Benni

9788807032400_quartaStefano Benni è uno dei pochi autori italiani che ti spingono a entrare in libreria, chiedere l’ultimo suo romanzo e comprarlo senza neanche prendersi il disturbo di leggere la trama. Questo perché lui ha la capacità assoluta di saper raccontare qualsiasi storia con ironia e la giusta dose di follia che ti farebbe apprezzare tutto, anche il bugiardino dell’Oki.”vide per la prima volta la luna piena e la sorpresero mentre saltava e gridava perché voleva afferrarla e tirarla giù. Fu così che era nato il suo soprannome, Prendiluna.”

La protagonista di questa storia è un’anziana maestra.

Già dalle prime pagine sai che tra te e lei scatterà il colpo di fulmine: te ne innamori subito. Le viene affidata una missione dal suo gatto/fantasma Ariel. Angelo o allucinazione? Ariel le dice che la fine del mondo è vicina e che per evitare l’arrivo dell’apocalisse dovrà consegnare i Diecimici (che sono, effettivamente, dieci gatti) a dieci Giusti. Prendiluna ha pochi giorni per farlo, per trovare dieci persone degne. Parallelamente alle avventure della vecchia signora, leggeremo le vicende di altri due protagonisti d’eccezione: Dolcino e Michele

Questi due improbabili eroi fuggono dal manicomio nel quale sono rinchiusi perché devono cercare Dio e…picchiarlo. Già. L’impresa blasfema dei due è proprio quella di trovarle l’Onnipotente per dirgliene quattro visto che, nel mondo, ci sono troppe cose che vanno male e lui sembra non interessarsene.

Inutile dire che questi sono solo alcuni degli strani personaggi che incontreremo in questa storia. Tutti, dal più buono al più cattivo riusciranno a strapparti una risata o una riflessione.

Non posso dire che questo sia il libro più riuscito di Benni e, durante la lettura, non ho potuto neanche evitare di pensare che ci siano delle parti confusionarie tipiche di questo scrittore che, per le stesse ragioni, non mi hanno fatto apprezzare in toto alcuni suoi libri. Se avete amato “La compagnia dei Celestini” troverete in questa avventura le medesime dinamiche, lo stesso modo di proporre al lettore situazioni assurde che però rispecchiano perfettamente i fallimenti della società in cui viviamo. Incontriamo “haters” del web, stampa corrotta, persone intossicate dagli smartphone.

Però Benni non si perde d’animo, ci mostra anche la parte bella, quella in cui nel peggior cattivo si nasconde in realtà l’ultimo dei giusti; ci fa vedere che la lealtà esiste, anche tra le pareti di un manicomio.

E poi ci fa ridere, sempre:  “E quelle serie americane? Ma vi sembra possibile che da un pelo del culo in mano alla vittima riescano a capire che l’assassino è un trentenne bianco scapolo bisex collezionista di caramelle succhiate con il padre che lo picchiava? E questi serial killer quanti sono? Potrebbero fare un sindacato. Ed è possibile che non ammazzino mai uno e basta, devono tagliuzzarlo, estrargli gli incisivi, asportargli il duodeno, infilargli una bibbia in gola? E poi cos’è questa mania di sporcare i muri con le scritte di sangue? A me in vent’anni nessuno ha mai scritto un messaggio organico su un muro, solo una volta GARBUGLIO CORNUTO, ma era il mio vicino di casa con un pennarello. E come mai i delinquenti che becco io non citano Dante e Blake, ma leggono Tex?

E naturalmente non mancano mai, come in tutti i suoi libri, le parti in cui ti sale un brivido lungo la spina dorsale. Emozionarsi, con i suoi libri, è un marchio di fabbrica:

Un pallone vero ce l’hanno in tanti, ma solo i bambini e pochi altri sanno trovare il Pallone Invisibile. Con il Pallone Invisibile puoi giocare tutto il tempo che desideri e in ogni posto che vuoi, un grande prato o un corridoio di ospedale. Se impari a giocare col pallone vero puoi diventare un campione, ma se sai giocare col Pallone Invisibile sei quello che vuoi tu, sei tutti i campioni che ci sono al mondo.

SCHEDA LIBRO

Autore: Stefano Benni
Titolo: Prendiluna
Pagine: 224
Editore: Feltrinelli
Prezzo: 16.50€

(In collaborazione con Thrillernord)

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La figlia di Odino – Siri Pettersen

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E’ con questa dedica che si apre “La figlia di Odino” un romanzo pubblicato da Multiplayer Edizioni che ha tenuto noi appassionati del genere fantasy incollati allo schermo del computer in attesa di scoprire la data di uscita. Inizialmente, non conoscendo ancora la trama, credevo che il libro parlasse in maniera approfondita della mitologia norrena che tanto amo. Invece, l’autrice, ha deciso di presentarci un mondo ex novo con divinità e usanze del tutto inventate. Non posso negare di aver avuto qualche difficoltà durante i primi capitoli nel cercare di sbrogliare la matassa che avvolgeva l’ambientazione. Si parlano di Orbi, del Rito, del potere, del Veggente e tutto questo viene citato durante la lettura senza spiegare chi o cosa sono. L’autrice ha sapientemente scelto di portare avanti la storia lasciando scoprire al lettore tutto quello che serviva man mano che si andava avanti. Come una partita a poker, le carte sono state scoperte con molta, moooolta calma per accrescere la suspance narrativa.

19988963_10155447288437410_1001456862_nI protagonisti di questa storia sono Hirka e Rime. Fin da subito scopriamo che Hirka è un essere che non fa parte del mondo in cui vive. E’ una senzacoda, è quello che viene giudicato un nemico da eliminare. O almeno, questo è quello che pensano tutti tranne l’uomo che l’ha trovata quando lei era in fasce. Lui decide di salvarle la vita e cucirle addosso una bugia:

“La coda ti è stata portata via dai lupi”

Come tutte le bugie però arriva presto il momento in cui bisogna fare i conti con la verità. A Hirka manca il dono, caratteristica unica del popolo con cui vive e presto, quando verrà chiamata a mostrarlo al Consiglio, tutti se ne accorgeranno e per lei sarà la fine. E’ così che inizia la sua fuga ed è così che inizia anche la storia dolcissima di un’amicizia, quella con Rime, che va oltre ogni cosa: la differenza di classe, di razza, di credo.

La Multiplayer Edizioni ha ancora una volta scovato una saga che saprà appassionare il lettore.  Di contro, potrebbe succedere che la storia possa impiegare diversi capitoli prima di risultare avvincente per chi la sta leggendo e il mio consiglio è di non lasciarsi sopraffare e continuare la lettura. Verrete ripagati dell’attesa 😀

SCHEDA DEL LIBRO

Titolo: La figlia di Odino
Autore: Siri Pettersen
Editore: Multiplayer Edizioni
Prezzo: 21,00 €
Pagine: 631

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Se prima eravamo in due – Fausto Brizzi

se prima eravamo in due“Oggi io, i tuoi e i miei nonni siamo tutti dentro di te, come un imbuto dell’amore che ha travasato anni di parole, desideri e sentimenti in un contenitore speciale ed unico. Tu“.

Dopo il diario di una mamma ribelle è arrivato il momento di parlare anche di un papà, famoso, che racconta della sua esperienza come genitore. Con “Se prima eravamo in due” il regista Fausto Brizzi ci vuole rendere partecipi di questa assurda avventura che è la paternità. Fausto, già famoso con “Ho sposato una vegana”, torna sugli scaffali con un diario destinato alla figlia in cui racconta passo dopo passo (partendo dalla gravidanza) le cose che hanno caratterizzato l’arrivo di Penny e tutti i cambiamenti che sono poi sopraggiunti alla sua nascita.

Iniziamo con un piccolo plauso a Claudia, la moglie dello scrittore. Devo darle atto di essere una donna spiritosa perchè, se fosse stata anche solo un minimo permalosa, probabilmente questo libro sarebbe finito in un falò insieme al marito. Dico questo perchè Claudia purtroppo, per il lettore, è un personaggio difficile da digerire. Più che racconti famigliari a volte sembra di leggere le cronache di un piccolo regime dittatoriale in cui i sudditi, (n.b. il papà) soccombono al volere incontrastato del capo di stato (n.b. la mamma) e quasi sempre finiscono ai lavori forzati (n.b. dieta e seitan a colazione). Sono stati fin troppi i momenti in cui era difficile capire come potesse, il nostro povero protagonista,  accettare così questo ruolo marginale in cui era stato relegato. Della serie: “Io partorisco sotto atroci sofferenze, quindi tu non puoi scegliere neanche il colore dei calzini che la bimba dovrà mettere alla nascita”. Insomma, spesso durante la lettura ho avuto voglia di richiudere il libro proprio perchè Claudia era, lasciatemelo dire, antipatica e insopportabile.

Per fortuna però questo libro non è solo Claudia e il suo ruolo di mamma (vegana e salutista). “Se prima eravamo in due” è ricco di momenti divertenti in cui si ha la fortuna di poter entrare nella testa di un papà a scoprire l’importanza che ha, per lui, quell’esserino che tiene tra le braccia. Troviamo quindi tra le pagine tante scene simpatiche di panico e confusione, altre che già fanno intuire che il feeling tra una bambina e suo padre è unico e inevitabile e poi infiniti attimi di dolcezza che riempiono il cuore di chi legge. Un esempio potrebbe esserlo questa spiegazione sul motivo per cui i nonni sono così pazzamente innamorati dei propri nipoti:

Oggi che sono padre capisco perchè i nonni impazziscono all’arrivo dei nipoti. Un nipote è un bis insperato del tuo artista preferito. E’ un elisir di lunga vita, un secondo giro sulla giostra quando ormai credevi che il luna park avesse chiuso. Un nipotino è l’immortalità.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Einaudi
Pagine: 120
Prezzo: 13.00€

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[Segnalazione] Diario di un fantasma -Nicolas de Crécy

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Una delle più intense riflessioni a fumetti sul disegno e sul processo creativo:
Diario di un fantasma, l’opera più autobiografica e introspettiva di Nicolas de Crécy.

Dopo Il celestiale bibendum (vincitore del premio Attilio Micheluzzi al Comicon 2016 come Miglior Fumetto Straniero) e La Repubblica del catch (tra i titoli della selezione ufficiale di Angoulême 2016), Eris edizioni è lieta di presentare al pubblico italiano un’altra straordinaria creazione di questo grande maestro del fumetto francese che segna una nuova tappa nel viaggio alla scoperta del suo genio visionario. Pubblicato in Francia nel 2007 per Futurpolis (e ovviamente entrato nella selezione ufficiale di Angoulême 2008), Diario di un fantasma è il suo graphic novel più autobiografico, in cui indaga il suo rapporto con il disegno. Per svincolarsi dal racconto autobiografico tout court, molto di moda all’epoca dell’uscita del libro, de Crécy sceglie la fiction e trasforma se stesso in uno dei personaggi della storia.
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Diario di un fantasma racconta infatti le vicende di un disegno pubblicitario, un bozzetto in divenire senza una forma definita che, accompagnato per le strade del Giappone da un manager che lo vorrebbe celebrità del marketing, tenta di perfezionarsi ispirandosi alle star e agli idoli pubblicitari che regnano ovunque nel paese. Convinto di aver assimilato quanto basta per compiere notevoli progressi, incontra sul volo di ritorno verso la Francia proprio Nicolas de Crécy. Il fumettista lo induce a rappresentare un suo viaggio in Brasile per poi inoltrarsi in una dimensione sempre meno fisica: quella del processo creativo, delle difficoltà di conciliare un lavoro su commissione e la voglia di esplorare e portare la proprio arte sempre un po’ più in là. Al centro della narrazione c’è il disegno, il rapporto con la rappresentazione del reale, lo statuto e il ruolo dell’immagine nella nostra società e il lavoro dell’artista, in un mix di elementi e di culture diverse che tanto hanno toccato de Crécy e che rappresentano in gran parte l’universo creativo da cui prendono vita tutti i suoi lavori: dalla Francia, sua patria natale in cui ha studiato e si è formato, alla sua esperienza con il Giappone, al rapporto che si può avere con il disegno in paesi così diversi come il Brasile. Presentato in anteprima a Napoli Comicon 2017 in occasione della presenza di Nicolas de Crécy stesso (per la prima volta presente in Italia a un festival di fumetto), Diario di un fantasma è un’opera imprescindibile per chi ama l’arte, non solo quella a fumetti.
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224 pagine – 17×24 cm Bicromia – Brossurato 18,00 € 
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Le mamme ribelli non hanno paura – Giada Sundas

Ho scop7742628erto Giada Sundas dopo aver letto una sua frase condivisa su facebook da una mia cara amica che recitava più o meno così:

“Inutile scervellarsi sul nome da dare al proprio figlio. Potrà essere anche il più particolare possibile ma ricorda che comunque vada, quando lo chiamerai per tornare a casa, non si girerà.”

Per me che stavo cercando, in quel periodo, un nome da dare a mia figlia che fosse fuori dagli schemi fu una sorta di illuminazione. Da quel momento ho continuato a seguire Giada (su facebook, non sotto casa eh) con assiduità e per questo mi sono rallegrata quando ha dato il felice annuncio: stavano per pubblicare il suo libro.

Le mamme ribelli non hanno paura è un diario a cuore aperto scritto per la piccola Mya. Vengono raccontati con allegria e sincerità prima i mesi della gravidanza e poi quelli della nascita e crescita di Mya. Da neomamma non ho potuto fare a meno di rivedermi in Giada, nelle sue ansie pre e post parto, nei momenti emozionanti che accompagnano costantemente la vita di una mamma. Sorrisi, tanti brividi e qualche lacrimuccia sono stati fedeli compagni di questa lettura e con piacere ho ritrovato, tra i vari capitoli, i post che hanno reso Giada una mamma seguitissima su Facebook.

«Moreno, devo dirti una cosa.»
«Che succede?»
«Però cerca di non agitarti, va bene?»
«GIADA CHE SUCCEDE?»
«Ho perso il tappo»
«E dove è andato adesso “sto tappo” Te lo dico sempre di richiuderlo che poi va a finire che si secca.»
«Ma di cosa stai parlando?»
«Del dentifricio.»
«Macchè dentifricio, Moreno, ho perso il tappo mucoso del collo dell’utero.»
«E che ci facevi con un tappo nel collo dell’utero, scusa?»
«Si forma da solo per tenerlo chiuso, poi si stacca quando si è vicini al parto»
«E adesso che succede? Una vota che non c’è più il tappo, esce fuori la bambina?»
«Non credo sarà cosa tanto immediata, potrebbe volerci una settimana […]»
«Oddio quindi la bambina potrebbe venire fuori da un momento all’altro?»
[…]«Ma adesso che non c’è più il coperchio, magari sguscia fuori al primo colpo di tosse»
«Magari fosse così facile»
«Non spingere troppo quando fai la cacca, ancora poi la ritroviamo appiccicata al Fresh Discs»

Questo diario, come potete vedere dalla citazione, non racconta solo di Giada. Tra le pagine del libro troviamo anche la figura di Moreno, il papà. Un marito amorevole, divertente, un papà attento, sereno. L’autrice ci fornisce la sua testimonianza a 360 gradi, non manca nessuno in questo universo familiare che ruota, com’è giusto che sia, tutto intorno a Mya. Giada ha deciso di non imbellettare, alla figlia, niente della sua storia. Le confessa subito che non è stato amore a prima vista, che non è stato semplice e che a volte avrebbe volentieri premuto il tasto di rewind per tornare indietro. Parla, alla futura Mya, senza peli sulla lingua e senza maschere. Chi è mamma o che lo diventerà si sente sollevata nel sapere che, anche quando tutto potrebbe sembrare nero e in salita, poi le cose cambiano. Che lì in quella strada tortuosa ogni tanto lo trovi uno spiazzale dove fermarsi e riprendere fiato e di solito, proprio da quei punti raggiunti con tanta fatica, godi di una vista meravigliosa da togliere il fiato e capisci che non è poi tanto male quello che stai facendo, anzi, ogni sacrificio è ripagato mille volte.

Mentre ero seduta sul divano nel periodo più duro della mia vita, con un aspetto inguardabile, tu staccasti la bocca dal mio seno, mi guardasti lì, dove i bambini sanno che le mamme accatastano l’amore, e mi regalasti una mezzaluna sghembo tutta gengive e complicità. «Ah» dissi «adesso sì che ho capito»

L’unica critica (si fa per dire) che devo muovere a Giada è che ora, per colpa (o grazie) a questo libro è venuta anche a me voglia di scrivere un diario da lasciare alla mia bambina quando sarà più grande. Sono sicura che questa cosa capiterà a tutte quelle che lo leggeranno.

Per chi invece non è ancora mamma e si stesse domandando se il libro potrà apprezzarlo lo stesso la mia risposta è: si, si e ancora si. La simpatia di Giada Sundas merita questo tentativo 😀

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SCHEDA LIBRO

Autore: Giada Sundas
Editore: Garzanti
Pagine: 180
Prezzo: 16,40€

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Intervista a Guido Mina di Sospiro

Oggi vi lasciamo con un’intervista all’autore di “Sottovento e sopravvento” (recensione che trovate QUI ) Guido Mina Di Sospiro. E’ stato davvero interessante sentire, direttamente dalla voce dell’autore, i piccoli dettagli che hanno reso possibile la stesura di questo romanzo. Il dietro le quinte di un libro fatto di tanti piccoli dettagli che lo rendono una lettura fatta di riflessioni e punti di vista su cui soffermarsi per andare oltre le righe scritte.

Nella prima parte del libro si alternano le storie di Chris e di Ruth. Entrambe storie complicate che portano a riflettere su temi importanti come, nel caso di Chris, l’essere diversi rispetto alla società che ci circonda per un difetto fisico. Il personaggio però reagisce facendo del suo difetto e dell’iniziale derisione della gente un suo punto di forza. Quanto è stato difficile la costruzione di questo personaggio con tutte le sue sfaccettature caratteriali?

Chris non è stato difficile perché l’ho messo in un contesto irlandese che io ormai conosco molto bene avendo ambientato un altro libro in quella splendida terra. L’unica cosa che lo contraddistingue dagli irlandesi del suo stesso ceto è questa inspiegabile attrazione per la ricerca dei tesori. E’ una cosa sulla quale capitombola per caso quando sente questi inglesi che sono ormeggiati accanto alla sua barca e che parlano di questi tesori nelle Antille. E’, in realtà, una professione di fede più che per soldi. Una cosa abbastanza comune in certi ambienti marinai. Il motivo che spinge un uomo a diventare un cacciatore di tesori è difficile da spiegare, anche loro non ci riescono. Ma una volta che sono destinati a questo diviene un percorso abbastanza lineare. Pensano solo a quello, non è detto che si arricchiscano, anzi, ha un effetto collaterale. Infatti si chiama – caccia – al tesoro, perché risveglia questo brivido antico del cacciatore.

Il secondo personaggio che abbiamo nominato prima è Ruth. Qui la storia sembra partire da un fallimento della ragazza che la porta poi a scoprire la verità sulla sua nascita e la spinge a partire alla ricerca della sua famiglia biologica ed adottando il nome di battesimo: Marisol. Qui ci si aspetterebbe una sorta di evoluzione del personaggio che, invece, rimane inerme e si lascia trasportare dagli eventi fino a quando, delusa dal risultato della sua ricerca, decide di tornare ad essere semplicemente Ruth e di rinunciare a scoprire la verità. Come mai ha deciso di contrapporre alla personalità battagliera e sognatrice di Chris una donna così razionale e, a tratti, fredda?

Per giocare su questo contrasto razionale/irrazionale, sottovento/sopravento. Per una volta ho voluto fare un uomo irrazionale e la donna razionale. Ho invertito le parti. Lei inizialmente è terribilmente algida e cerabrale e quando il suo mondo fatto di logica crolla, si trova persa.

Nelle ultime due parti i protagonisti giungono infine su un’isola deserta che scoprono poi essere la meta del loro viaggio. Ma, al momento del ritrovamento del tesoro, capiscono che quello che cercavano non era l’oro ma una sorta di crescita interiore e la consapevolezza di sé che hanno, inconsciamente, maturato durante tutta questa avventura. Può raccontarci della loro crescita all’interno della storia?

E’ una ricerca continua da entrambe le parti. Chris cerca un tesoro che però non riesce a trovare e così anche Ruth si impegna in due ricerche, quella filosofica e poi quella della sua identità e questa cosa li accomuna: sono due personaggi che hanno voglia di cercare e ricercarsi, ma non vicendevolmente. Poi però si trovano. Si cambiano. Non potrebbero essere più opposti Chris e Marisol ma alla fine si uniscono e si trovano più solidi di prima.

Tutto il romanzo ha questa narrazione un po’ onirica e filosofeggiante. Alcuni punti possono apparire anche un po’ ostici. Quindi una domanda sorge spontanea : il suo tipo di scrittura pensa sia rivolto ad una fascia specifica di lettori o, con un po’ d’impegno, può essere estesa a tutti?

Penso che non ci sia un target specifico. E’ stato apprezzato dalle donne per i tratti “pirateschi” e certi lo hanno paragonato anche alla storia di La bella e la bestia. La bella cubana, il gigante gobbo, con i capelli lunghi. Non so bene a chi sia rivolto. Io, naturalmente, spero a tutti. Mi diranno i lettori se è così.

Lei vive in America e lì i gruppi di lettura sono ormai una realtà consolidata. Da un po’ di anni anche in Italia sono stati creati questi gruppi di lettura. Li considera una realtà capace di poter rilanciare la lettura anche in Italia?

Sono i nostri alleati, sono i nostri amici. I book club sono la linfa degli scrittori. Sono, secondo me, una tradizione molto bella. In America ne esistono molti, anche con tantissimi membri. Spero che questa cosa possa diventare una realtà consolidata anche in Italia.

Autrici: Babibooksdolcedany84

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The Midnight Sea – Release Party

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Chi dice che il lunedì porta solo cose brutte? Oggi infatti la Dunwich Edizioni ci fa un bel regalo con il #releaseparty di Midnight Sea. Noi adoriamo la copertina e ancora di più la trama. Siete pronti a scoprirla?? Partiamo prima con i 5 buoni motivi per leggerlo u.u

5 motivi

Trama: Nazafareen vive per la vendetta. È una ragazza dell’isolato clan Four-Legs e tutto ciò che sa dei Water Dog del Re è che legano a sé delle creature malvagie chiamate daeva per proteggere l’impero dai non-morti. Ma quando arrivano degli esploratori per reclutare persone con il dono, afferra al volo l’opportunità di unirsi alle loro file per dare la caccia ai mostri che le hanno ucciso la sorella. Segnata dal dolore, è disposta a pagare ogni prezzo, anche se significa legarsi a un daeva chiamato Darius. Umano solo nell’aspetto, possiede un potere terrificante, controllato da Nazafareen. Ma i bracciali d’oro che li uniscono hanno un indesiderato effetto collaterale. Ciascuno prova le emozioni dell’altro, e l’umana e il daeva cominciano a diventare pericolosamente intimi. Mentre inseguono un nemico mortale lungo l’arida Great Salt Plain fino alla scintillante capitale Persepolae, dissotterrando i segreti del passato di Darius, Nazafareen è costretta a mettere in dubbio la schiavitù dei daeva e la sua stessa lealtà nei confronti dell’impero. Ma con un male antico che si agita al nord e un giovane conquistatore che controlla l’ovest, il destino dell’intera civiltà potrebbe essere in pericolo…

                 THE MIDNIGHT SEA di Kat Ross
Prezzo: 14.90€ – 3.99€ | Pagine: 300The Midnight Sea - promo
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Informazioni sull’autore: Kat Ross ha lavorato come giornalista delle Nazioni Unite per dieci anni prima di ritirarsi felicemente a fare ciò che le piace di più: inventare cose. È l’autrice del thriller distopico Some Fine Day e della serie Il Quarto Elemento.
Adora i miti, i mostri e scenari da apocalisse. Per altre informazioni sui libri di Kat, puoi trovarla alla pagina katrossbooks.com.