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Dreamology – Lucy Keating

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Oggi voglio parlarvi di uno young adult che ho iniziato a leggere con trepidazione e grandi aspettative ma che purtroppo non mi ha del tutto entusiasmata. Il romanzo in questione è Dreamology di Lucy Keating.

I sogni per Alice Rowe rappresentano il momento più bello di tutta la giornata. Sono sogni molto vividi e reali, fatti di nuvole, paesaggi incantati, cascate di cioccolato e visite ai musei più belli del mondo. Quello che però rende ancora più unici questi sogni è la presenza di un ragazzo bellissimo e perfetto, Max, con cui Alice ogni sera, da quando ha memoria, vive le sue avventure oniriche. Max è il vero e proprio stereotipo del ragazzo dei sogni: simpatico, dolce, romantico, galante, divertente e innamoratissimo di Alice. Per la protagonista, i sogni e Max sono delle costanti della sua vita in cui ogni sera trova conforto. Alice vive con il padre e il suo cagnolino, abbandonata piccolissima dalla madre che ha preferito a lei la sua carriera. Alice e il padre si trasferiscono a Boston, nella casa della nonna venuta a mancare da poco. Qui la protagonista inizia a frequentare una nuova scuola e ha difficoltà a capire se non stia ancora sognando, quando si accorge che uno dei suoi compagni di classe è proprio il Max dei sogni, il suo Max in carne ed ossa! Ben presto Alice si renderà conto che il Max reale e il Max dei sogni sono due persone molto diverse, il Max reale infatti si presenta alquanto schivo e scontroso all’inizio e oltretutto è fidanzato da moltissimo tempo con Celeste, una ragazza della loro stessa scuola, molte bella, dolce e simpatica. Lo scontro con la realtà turberà molto Alice che inizierà ad indagare sulla vera natura dei suoi sogni, per capire come sia possibile che i due siano in grado di sognarsi reciprocamente.

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È questo ciò che i sogni hanno fatto alla mia vita. L’ho abbellita con delle luci decorative, così non sarebbe sembrata troppo brutta. I sogni erano il luogo in cui ero sempre certa di poter essere felice… il luogo in cui potevo sempre contare su di lui.

La trama in se è molto interessante e sembra preludere ad un romanzo brillante e accattivante, da leggere tutto d’un fiato. Per quanto il romanzo si sia lasciato leggere con piacere e abbastanza velocemente, ci sono stati alcuni punti della trama che non mi hanno particolarmente convinta e che di conseguenza non mi permettono di promuovere a pieni voti questo libro.

L’autrice ha dato molto spazio alla storia d’amore tra i due protagonisti, concentrandosi poco sul motivo per il quale i due ragazzi fossero in grado di sognarsi, e questo, se costruito bene, poteva diventare a mio avviso un elemento che avrebbe donato maggior forma e particolarità a tutta la storia. Alla fine del romanzo infatti non viene data una spiegazione chiara e convincente a riguardo.

La stessa storia d’amore tra Alice e Max non mi ha particolarmente emozionata e coinvolta, l’ho trovata alquanto banale. Infatti nè mi sono trovata a tifare per i protagonisti nè ho trepidato nei momenti in cui la loro relazione vacillava. In particolare ho trovato alquanto insulso lo stesso Max, il quale non mi è sembrato così perfetto come descritto dalla protagonista. Infatti, poco dopo aver incontrato Alice, Max, quasi dimentico di tutto il vissuto precedente con Celeste, manda all’aria questa lunga relazione per stare con una ragazza che in realtà non aveva mai conosciuto realmente.

Se l’intento era quello di raccontare una storia romantica, in cui i sogni diventano realtà, a mio parere questo intento non è stato raggiunto. Infatti non ho trovato straordinaria la storia d’amore raccontata, ma al contrario l’ho trovata a tratti insignificante e ordinaria.

Nonostante alcune perplessità, è un romanzo ben scritto e che si legge scorrevolmente ed è quindi consigliato per una lettura leggera e senza impegno.


Scheda del libro

Editore: Newton Compton
Pagine: 281
Prezzo: 9,90 euro

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La compagnia dei Viaggiatori del Tempo

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Chi non ha mai desiderato di far parte di un gruppo di “viaggiatori” capaci di visitare posti lontani… nel tempo? Capaci di scoprire cosa succederà, che fine farà l’umanità o, ancora, ritornare indietro nel tempo, fino a incontrare sé stessi bambini?

È quello che succede nel romanzo La compagnia dei Viaggiatori del Tempo di Massimo Acciai Baggiani. O almeno, più o meno. Non si parla, infatti, di persone con superpoteri, di persone che riescono a prendersi gioco delle leggi naturali per visitare periodi temporali diversi. E, ancora, non possiedono una DeLorean con cui sgommare tra antico Western e anni Ottanta.

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C’è un altro modo per viaggiare, più lontano possibile, nei tempi più disparati: la scrittura. Ed è questo che fa la Compagnia di Viaggiatori del Tempo, riunendosi più volte dell’anno per raccontarsi storie destinate a essere trascritte dal Narratore. Il lettore si ritrova a viaggiare tra i tempi, attraverso la fantasia di questo gruppo di scrittori: lo fanno in modi assurdi, impensabili, mai banali, rispecchiando il carattere dei vari racconta-storie, che anche il lettore incomincia a conoscere almeno un po’.

L’atmosfera del libro è particolare, sognatrice, pur mantenendo un piede nella cruda realtà. I protagonisti usano i racconti per narrare della loro vita, ma anche dei loro desideri, e avanzare critiche alla società corrente, tramite la fantasia e la fantascienza.

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Specialmente alcuni racconti mi hanno colpito molto. La fantascienza si fa portavoce di una riflessione sul mondo, sull’essere umano e sulle sue debolezze.

L’autore usa un espediente narrativo per inserire più racconti in una storia unica e organica, quella del gruppo di scrittori sognatori che si incontrano ogni tanto per dar sfogo alla loro fantasia. Una storia che il lettore finisce per desiderare che sia vera (o lo è davvero?).

Il libro finisce in silenzio, senza una conclusione, se non quelle parziali date dai vari racconti; ma lascia il lettore con una riflessione e un pizzico di malinconia.

SCHEDA DEL LIBRO
Editore: Abeditore
Pagine: 280
Prezzo: 13,90€

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Juvenilia – Jane Austen

Jane Austen è una delle più famose e conosciute autrici del panorama letterario inglese. Tutti conosciamo almeno una delle sue opere, forse la più famosa e la più amata Orgoglio e Pregiudizio. Molti, invece, sono dei veri e propri amanti di questa scrittrice. E, a questi lettori, non può certo mancare questa piccola perla.

Juvenilia è una raccolta di racconti che la Austen ha scritto approssimativamente tra il 1787 e il 1793 ovvero quando l’autrice aveva tra i dodici ed i diciotto anni.

Questi racconti, insieme alle lettere, sono un piccolo tesoro prezioso per tutti i janeites. Le versioni originali sono raccolte in tre volumi attualmente consultabili che si trovano presso la Bodleyan Library di Oxford e la British Library a Londra.

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In questo volume troviamo quindi quelli che si potrebbero definire i primi esperimenti della Austen: brevi racconti, piccoli testi teatrali, lettere e piccole odi. Si tratta, in alcuni casi, di testi incompiuti. Tutti gli scritti qui raccolti sono indirizzati, tramite dediche, a delle persone ben precise: fratelli, sorelle, genitori e nipoti.

La lettura è molto scorrevole e semplice, si nota molto il fatto che si tratti di lavori acerbi ma, per chi conosce bene la scrittura di Jane Austen, si riconosco i tratti distintivi di questa grande autrice.

Troviamo anche qui il suo modo di scrivere i dialoghi rendendoli come dialogo diretto, epistolare o con il dialogo indiretto libero. La vena ironica con cui prende in giro la società dell’epoca è sempre molto spiccata e concede una lettura leggera e spensierata.

Come dicevo prima, si tratta di un piccolo gioiello che gli amanti di questa scrittrice non si devono assolutamente far scappare soprattutto ora che è così facilmente reperibile.

Si spera che, in futuro, anche le ultime opere introvabili vengano pubblicate e siano alla portata di tutti.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Rogas Edizioni
Pagine: 372
Prezzo: 23,90€

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La vita in due – Nicholas Sparks

Aspettavo questo libro da quando ne fu annunciata l’uscita l’anno scorso. Pre-ordinato ho dovuto attendere circa una settimana rispetto alla data di uscira per averlo tra le mani. Ma ne è valsa la pena.

Russ Green è un pubblicitario che vive a Charlotte, nel North Carolina. E’ sposato con Vivian e hanno una bambina di nome London. La sua vita sembra perfetta: ha un buon lavoro, una moglie fantastica, una figlia che non smette mai di sorprenderlo e una famiglia presente. Cosa si può volere di più?

Ma, un giorno, tutto comincia ad andare a rotoli. Russ perde il lavoro e decide di mettersi in proprio. Questa decisione andrà ad influire sulla situazione finanziaria della famiglia e non solo. Infatti, Vivian si trova improvvisamente a dover economizzare tutto e, presa da una grande insoddisfazione, deciderà di tornare a lavorare. Ma questa decisione segnerà l’inizio della fine.

Infatti, con il passare dei giorni, la situazione subirà un capovolgimento e da essere Russ l’uomo di casa, colui che provvede al mantenimento della famiglia, si ritroverà a fare il mammo e il casalingo mentre Vivian provvede a tutto il resto. Ma questa situazione spingerà lei tra le braccia di un altro uomo e, di conseguenza, alla decisione di lasciare Russ.

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Ma non tutto è perduto. In questa situazione tutt’altro che facile Russ troverà qualcosa a cui appigliarsi: sua figlia London. Le numerose assenze di Vivian porteranno i due a costruire un rapporto davvero unico e speciale, un rapporto in cui Russ non solo imparerà ad essere una figura presente e di riferimento ma, soprattutto, che la felicità della vita si nasconde nelle piccole cose. E vedere la propria figlia crescere e imparare ad affrontare la vita con le sue gioie e le sue avversità è sicuramente una fonte di felicità.

Con il suo stile inconfondibile, Nicholas Sparks ci regala un’altra bellissima storia d’amore. Ma stavolta si tratta di quell’amore tenero, puro ed incondizionato che solo un genitore può provare. Una storia che vede i protagonisti alle prese con la vita e la routine di tutti i giorni come la scuola ed il lavoro ma anche con le cose più grandi con cui prima o poi tutti abbiamo avuto a che fare: l’abbandono e la perdita.

Con una narrazione scorrevole, con piccoli flash back all’inizio di ogni capitolo, ci viene raccontata la vita di un uomo che cambia radicalmente nell’arco di un anno ma che si tiene ben ancorato a quelli che sono i valori fondamentali, primo tra tutti la famiglia. Ma non temete, ci sarà spazio anche per l’amore romantico a cui Sparks ci ha sempre abituati.

Non è la prima volta che Nicholas Sparks racconta di un rapporto padre – figlia (non dimentichiamo il romanzo Ogni giorno della mia vita) ma stavolta è proprio questo che costituisce il perno principale della storia, il punto da cui si dirama tutto. Questa è una storia di quelle che fa provare tanti sentimenti: dalla dolcezza alla rabbia, passando per momenti anche divertenti. Ma che alla fine lascia un messaggio di speranza: i momenti bui capitano ma, alla fine del tunnel, tornerà a splendere il sole.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 505
Prezzo: 19.90€

 

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Jane e la disgrazia di Lady Scargrave – Stephanie Barron

downloadJane e la disgrazia di Lady Scargrave è un libro di Stephanie Barron, primo di una serie di romanzi gialli che vedono la famosa scrittrice inglese Jane Austen al centro delle indagini.

Jane è ospite presso una sua cara amica, la bellissima e facoltosa Lady Isobel Scargrave. I festeggiamenti per il recente matrimonio della nobildonna sono presto interrotti dalla tragica morte del marito,  Lord Scargrave. Dell’improvvisa scomparsa dell’uomo, avvenuta in circostanze sospette, viene presto incolpata la stessa Lady Scargrave. Sicura dell’innocenza dell’amica, Jane inizia ad indagare, raccogliere indizi ed elaborare ipotesi che la porteranno a fare luce sulla vicenda.

Il romanzo è costruito su un’espediente letterario ideato dall’autrice. Stephanie Barron nella prefazione, si presenta come una semplice curatrice dell’opera. Racconta di essere venuta in possesso del diario e di alcune lettere della scrittrice inglese indirizzate alla sorella Cassandra, scritti durante il periodo di permanenza presso casa Scargrave. Il libro è infatti scritto sotto forma di diario ed è intervallato dalla corrispondenza epistolare di Jane con la sorella.

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Leggendo questo libro si ha come l’impressione di rincontrare una vecchia amica. L’autrice è stata infatti capace di scrivere un romanzo che sembra essere realmente frutto della penna di Jane Austen. Lo stile narrativo, il pensiero critico con cui la protagonista descrive le vicende e i vari personaggi, sono elementi che hanno sempre caratterizzato non solo le protagoniste femminili dei romanzi della Austen ma anche lei stessa e sono elementi che l’autrice ha saputo abilmente trasporre nel suo romanzo. L’arguzia e l’intelligenza di Jane, a volte un pò eccessivamente esaltati, saranno infatti decisi per la risoluzione del mistero che grava sulla morte di Lord Scargrave.

Jane e la disgrazia di Lady Scargrave è un vero e proprio giallo ambientato nel ‘700; non mancano infatti la suspance, i colpi di scena e perfino ritrovamenti di cadaveri. Ha tutti gli elementi per essere una lettura piacevole e mai noiosa, in compagnia di una delle più grandi scrittrici di tutti i tempi, che per la prima volta diventa lei stessa protagonista di un libro. Gli amanti della Austen non possono lasciarsi sfuggire l’occasione di tornare ancora una volta nell’elegante  e frizzante mondo, profumato di tea dei salotti inglesi del ‘700.


Scheda del libro

Titolo: Jane e la disgrazia di Lady Scargrave
Autore: Stephanie Barron
Pagine: 314
Prezzo: 12 euro
Editore: Tea

Altri libri della serie “Le indagini di Jane Austen“:

  • Jane e il mistero del reverendo
  • Jane e il segreto del medaglione
  • Jane e lo spirito del male
  • Jane e l’arcano di Penfolds Hall
  • Jane e il progioniero di Wool House
  • Jane e i fantasmi di Netley
  • Jane e l’eredità di sua signoria

 

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“La metà che manca” di Graham Jackson, un thriller a quattro mani

WhatsApp Image 2017-06-10 at 16.09.07Per iniziare questa recensione è assolutamente necessaria una premessa: sto per parlare del libro di un’amica. Ebbene sì! Sarebbe stato inutile e non trasparente nei confronti del lettore parlarne in termini vaghi: “L’autore ha scritto…”, “L’autore ha uno stile…”, “Qui L’autore…”. E a me piace essere chiara. La nostra Barbara del gruppo di lettura (e admin di IRead la Tana del Lettore) ha scritto un libro a quattro mani con la sua amica Elena (ex admin della pagina appena citata). Il lettore adesso potrebbe interrompere la lettura della recensione, caricandosi di pregiudizi e cliché come “è sua amica, ne parlerà sicuramente bene”, “recensione truccata”, “complotto” 😀 ma io vi invito a rimanere con me, perché sì, questo libro mi è piaciuto, e lo dico con totale leggerezza d’animo e con sincerità assoluta, e vi spiego perché.

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Dopo questo preambolo doveroso passiamo quindi a parlare di Graham Jackson . Chi è Graham Jackson? Uno pseudonimo, questo è certo. Barbara ed Elena, e anche questo è certo. Ma perché questa scelta? Barbara ci ha raccontato che Jackson e Graham erano i nomi di due personaggi con i quali giocavano in un gdr online e un bel giorno, mentre cercavano di costruire l’ambientazione e la storia per una nuova giocata è arrivato il lampo di genio: “perché non scrivere un libro?”. Ed ecco come nasce La metà che manca.

Sinossi:
La metà che manca inizia quando ancora non c’è niente a mancare e non ci sono frammenti da rimettere insieme. Il 23 ottobre del 1993 Zoe e Dominic Marshall sono ancora convinti che i casi che risolvono sul campo li immunizzino dal diventare dei bersagli. Ma che succede quando, improvvisamente, si viene travolti dal peggiore degli incubi? Ciò che si annida dentro un crimine innesca un processo che trasforma normalità in mostruosità, mostruosità in normalità. Si può evitare il caos? Si può evitare di annegare nel senso di colpa, cedendo alla disperazione o, peggio, alla follia?

«Anna!? ANNA!» Zoe non gli aveva detto che un nome breve l’avrebbe aiutato a non soffocare nel caso in cui la sua bambina fosse scomparsa. È un nome che nasce con lo scopo di essere gridato nei corridoio di una scuola ormai deserta. Dove sei, Anna?

Zoe e Dominic sono due detective. Impastano le mani quotidianamente in crimini, omicidi, casi infelici, rapimenti. Ma Zoe e Dominic sono anche i genitori di Anna. Nessuna abitudine e nessuna corazza acquistata col tempo può salvarli o rendere il loro dolore diverso da quello di qualsiasi altro genitore. Si apre così il libro, con una sparizione abominevole che li getterà nel caos.
Seguiremo passo passo le indagini dei due e il loro coinvolgimento emotivo. Le sensazioni e le emozioni dei personaggi non lasciano il tempo che trovano e sono minuziose, incisive, reali.

Le scene di riflessione e introspezione si alternano all’azione, all’adrenalina pura. Secondo me è più che giusto che in un thriller come si deve sia dato tutto lo spazio necessario ai personaggi, alle loro sensazioni e ai loro sentimenti perché ciò giustifica e ci aiuta a capirne le azioni e l’evolversi della trama. In ciò, La metà che manca, riesce perfettamente.

Ho adorato tantissimo la descrizione del rapporto tra Zoe e Dominic, che subisce una naturale incrinatura e poi un riavvicinamento doloroso ma coraggioso.
Certe parti raggiungono poi un picco di suspense e di angoscia veramente incredibili! Vi ritroverete a sfogliare freneticamente le pagine per capire come andrà a finire quella scena, quel momento topico (ammetto di aver anche sbirciato la fine di qualche capitolo per l’impossibilità di gestire l’ansia xD).

Concludo con il dire che ciò che si può notare subito, e che il lettore attento potrà apprezzare già dalle prime pagine, è la totale assenza di dissonanza tra la scrittura di entrambe le mani. Il lavoro condotto sul testo è eccezionale, sicuramente pieno di riletture, accortezze e aggiustamenti affinché Graham Jackson risulti Graham Jackson. Non riuscirete mai a capire chi ha scritto cosa e questo non fa che donare linearità e scorrevolezza alla lettura. Il lavoro certosino delle due autrici si rispecchia anche nel testo nudo e crudo. L’uso di font particolari per le firme, le lettere o i documenti per le indagini. Rapporti polizieschi veramente realistici e allegati di vario genere minuziosi e dettagliati. Dietro questo libro c’è veramente tanto lavoro e si vede!
Del finale poi, dico solo che sarà sorprendente e disarmante.

Lo consiglio agli amanti del genere e non.

 

SCHEDA DEL LIBRO

Autore: Graham Jackson

Titolo: La metà che manca

Pagine: 312

Editore: Lettere Animate

Prezzo: 13€ – 1,50€

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L’amore che mi resta – Michela Marzano

Esistono vari modi in cui un libro decide di arrivare a noi. Per chi cerca di essere sempre informato sulle nuove uscite e sulle varie presentazioni che avranno luogo nella propria città uno di questi modi è il ricevimento delle newsletter. Ed è proprio grazie ad una di queste mail che, il 15 maggio, mi sono recata alla Feltrinelli della mia città per l’incontro con la professoressa Michela Marzano in cui veniva presentato il romanzo L’amore che mi resta.

Protagonista di questo romanzo è Daria. Una donna ma soprattutto una mamma che sta affrontando uno dei più grandi dolori che la vita può riservare: la perdita di un figlio. Ed in questa spirale di dolore la cosa che più colpisce Daria è che Giada non è morta per un’incidente. Lei ha deciso di suicidarsi.

Comincia così un lungo percorso fatto di buio e di dolore in cui Daria non saprà come districarsi, come affrontare il resto della vita che le resta.

La vita come un privilegio, nonostante vivere sia diventato un peso.

Questa è la frase che più riassume lo stato d’animo di Daria. Stato d’animo che ci viene raccontato sotto forma di una lunga lettera che la protagonista “scrive” a sua figlia. Una figlia adottata, fortemente voluta e fortemente “tenuta” quasi a doppio filo. Una figlia che si scopre avere segreti e ombre, questioni irrisolte che non aveva confessato a nessuno, riconducibili a quella che è quasi diventata un’ossessione: la paura dell’abbandono. Perché la sua madre biologica l’ha abbandonata? C’è qualcosa che non va in lei?

L’abbandono implica sempre qualcosa di negativo; il lasciare no, al contrario. Si lascia ciò che non si è in grado di tenere; si lascia ciò che è talmente prezioso da meritare qualcosa di meglio.

In questo romanzo i sentimenti espressi sono forti, assoluti e quasi tangibili. Il dolore per la perdita, lo stupore per la scoperta di alcuni segreti, l’amore che muove la realtà di ognuno di noi.

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E’ un libro lacerante, di quelli che prima ti strappano il cuore dal petto e poi te lo restituiscono piano piano. Così come, piano piano, Daria riprende a vivere riassegnando il giusto valore a tutto ciò che la circonda.

Ora è tutto diverso, ora entro nei ricordi e ti aspetto.
Entro. E dopo un po’ tu arrivi sorridente, come quando eri piccola e prendevi la sediolina rossa dove ti sedevi quando ti raccontavo le fiabe, e mi ascoltavi spalancando gli occhi, attentissima, ti arrabbiavi persino se dimenticavo un dettaglio o cambiavo qualcosa nella storia.
Entro. E dopo un po’ tu arrivi, e tutto torna come prima, la tua voce, il tuo sorriso e il tuo odore, quello solo tuo, Giada, quello che la mamma assaporava quando ti prendeva in braccio e ti stringeva a sé, e tu dicevi che stringevo troppo, non ce la facevi nemmeno a respirare.
Entro. Tu arrivi. E sento i battiti del tuo cuore, li conto mentalmente, li annoto su un foglietto – tesoro, scotti, cos’è questo febbrone improvviso?
Entro. Tu arrivi. L’amore è senza confini.
E’ per questo che è perfetto.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Einaudi
Pagine: 235
Prezzo: 17,50€