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MISDIRECTION di LUCIA BIAGI – Eris Edizioni

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MISDIRECTION

 

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Cari lettori, sono qui oggi per parlarvi di questa particolarissima graphic novel. Partirò immediatamente con un commento super professionale, assai tecnico e di assoluta rilevanza: ADORO LA BICROMIA DI QUESTO FUMETTO! Perché mentire? È stata la prima cosa che ho notato e che mi ha colpito: questo gioco di colori freddi, verde acqua e viola, in poche sfumature, che rendono le tavole compatte e davvero gradevolissime alla vista. Perché qui non stiamo parlando di un libro, e una graphic novel si porta dietro non solo la responsabilità di una storia ben riuscita, ma anche il dovere di una buona veste grafica che colpisca; e Misdirection di Lucia Biagi rispetta entrambe le condizioni.

Trama da http://www.erisedizioni.org

Misdirection è l’arte di distogliere l’attenzione e rendere possibile un trucco di magia, ingannando i sensi e la mente. Misdirection è Federica d’estate in montagna coi nonni, senza preoccupazioni, che gioca col suo smartphone, registra il suo diario vocale e non ha voglia di pensare al liceo che sceglierà a settembre. E le uscite con Noemi, l’amica più grande che la porta di nascosto in discoteca e la fa sentire speciale quando le confida i suoi segreti.

Ma dopo una nottata passata a ballare, Noemi non le risponde al cellulare. Dovevano incontrarsi, ma l’amica non è dove dovrebbe essere, lì c’è solo il suo smartphone e Federica non ce la fa davvero a non preoccuparsi per lei.

Misdirection è una ragazza che non si trova da nessuna parte, a cui potrebbe essere successo qualcosa, anche se sembra non importi a nessuno. Misdirection è la mancanza di lucidità che si può avere a tredici anni, Misdirection è la storia di una ragazzina che vuole solo sapere che fine ha fatto la sua amica, e quando l’avrà trovata, spera con tutte le sue forze, a quel punto andrà tutto bene.

In un determinato punto della lettura, uno dei personaggi (un amico della nostra protagonista Federica) parla di una tecnica specifica che consisterebbe nel far credere allo spettatore che un determinato elemento sia rilevante e molto importante per poi fargli scoprire che in realtà serviva solamente a confonderlo e a distrarlo dal vero oggetto della narrazione. In questo concetto ritroviamo un po’ il punto focale di questo fumetto: una ragazza scomparsa, due amici alla ricerca della verità. Sembrerebbe quasi uno di quei thriller oscuri che celano una storia di rapimento e violenza, ma alla fine ci ritroviamo d’innanzi ad una storyline che ci accompagna verso un punto preciso: la riflessione e la consapevolezza di determinati argomenti che, a quanto pare, all’autrice stanno molto a cuore: i social network e le sue conseguenze, ma più precisamente la condizione femminile e il labile rapporto tra la libertà di scegliere e ciò che ne consegue all’interno della società per una ragazza.  Questa graphic novel attraversa pregiudizi, meschinità, maschilismo e logica di branco maschile (e non) fino a portarci a riflettere sul diritto delle ragazze di essere libere di spogliarsi da ogni peso che sembra gravare in più su di loro.lucia-biagi-misdirection-04-1000x600

La narrazione procede per tutto il fumetto quasi statica, senza picchi eccessivi e ciò, a mio parere, viene accentuato dalle tavole fredde e rotondeggianti, con un disegno “calmo” ed espressioni placide.shapeimage_12

Misdirection è un’esperienza di lettura atipica, ma che ho apprezzato davvero tanto. Complimenti a Lucia Biagi e ad Eris Edizioni per aver sfornato questo prodotto particolare dalle tematiche delicate ma assai attuali.

 

SCHEDA

Titolo: Misdirection
Autore: Lucia Biagi
Pagine: 208 pagine in bicromia
Prezzo: 17,00€
Editore: Eris Edizioni (collana Kina)

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La locanda dove il mare parla piano – Emma Sternberg

978882006249_Sternberg_La locanda dove il mare_300X__exactOggi vi parlo di un romanzo uscito cinque giorni fa per la Sperling & Kupfer e che ha una copertina bellissima e coloratissima che richiama molto l’estate. E l’estate la si ritrova anche nelle pagine di questo libro. Un’estate che non è intesa solo come stagione ma ha un significato più profondo. Ma andiamo per ordine.

Devo ammettere che l’inizio è dei più scontati e che mi ha fatto un po’ storcere il naso: Linn, giovane ragazza tedesca senza una famiglia, torna un pomeriggio a casa in anticipo e trova il suo fidanzato a letto con la sua migliore amica. Picco di tragedia con sceneggiata e cacciata di casa annessa. Ma ecco che, poco dopo, il citofono suona e appare Mr. Cunningham, un cacciatore di eredi, che le comunica di aver ricevuto una grossa eredità da una zia morta in America di cui Linn ignorava l’esistenza.

Con un disperato bisogno di scappare dalla sua vita andata in frantumi, Linn decide di partire per l’America per andare a vedere con i suoi occhi l’eredità che le è piovuta dal cielo. E, mentre per tutto il volo si ritrova a fantasticare su un appartamento nel centro di Manhattan, al suo arrivo le viene riservata un’altra sorpresa. Perché la sua eredità non è un appartamento a New York City ma, bensì, una casa negli Hamptons un tempo adibita a locanda: il Sea Whisper Inn. Ed insieme ad essa, Linn eredita anche cinque vecchietti che abitano la casa ed erano i migliori amici della defunta zia Dotty.

Intenzionata inizialmente a vendere la casa, Linn si ritrova a fare la conoscenza di Patty, Eleonore, Olimpia, Frederic e Maxwell. E, attraverso loro, anche di zia Dotty. E sono queste conoscenze che permetteranno a Linn di cambiare il suo modo di affrontare la vita e le avversità. Perché questi cinque adorabili vecchietti le faranno capire che mai niente è perduto, anche quando le cose sembrano tutte volgersi contro di te.

L’autrice dosa sapientemente l’esperienza della vecchiaia con le speranze giovanili, la tranquillità degli Hamptons con l’oceano di sfondo che sembra toccare il cielo, i dubbi e le paure di una nuova vita. Condisce il tutto con una narrazione scorrevole e frizzante e ci regala un romanzo in cui, come dicevo all’inizio, l’estate non è intesa solo come stagione climatica ma proprio come una “stagione dell’anima”, fatta di rinascite e cambiamenti che chiunque, a qualunque età, può serenamente affrontare.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 360
Prezzo: 18,90€

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In carne e cuore – Rosa Montero

Il mese di maggio è stato uno dei mesi più proficui in quanto ad uscite editoriali di un certo peso. Una di queste pubblicazioni, edita da Salani, è In carne e cuore di Rosa Montero.

Soledad è una donna di sessant’anni professionalmente affermata e appagata. Curatrice di mostre, attualmente ingaggiata dalla Biblioteca National per curare una mostra dal titolo “Gli scrittori maledetti”, una vita agiata. Ma, come contrappeso a questo appagamento professionale, la donna si sente completamente sola.

La vita è un breve intervallo di luce tra due nostalgie: la nostalgia di ciò che non si è ancora vissuto e quella di ciò che non si potrà più vivere. E il momento in cui bisogna agire è così confuso, così sfuggente ed effimero, che lo si spreca guardandosi attorno storditi.

Ci troviamo di fronte ad una donna dai tratti cinici, che non ha mai voluto costruirsi una storia ed una famiglia, che non prova nessun instinto materno. In compenso si circonda di amanti, tutti più giovani di lei. Perché Soledad ambisce alla passione, ai desideri della carne.

Ed è per vendicarsi di Mario, il suo amante che l’ha lasciata perché la moglie aspetta un bambino, che una sera Soledad accede ad un sito che offre servizi di intrettenimento per donne. E, scorrendo le varie foto dei gigolò presenti sul sito, decide di ingaggiare Adam.

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Adam è alto, atletico, ha trentadue anni, un fisico mozzafiato. Il loro incontro, all’inizio con il solo scopo di far ingelosire Mario, sfocia ben presto in una forte attrazione sessuale. Soledad inizia a provare qualcosa di forte per questo ragazzo, lo cerca e cerca di tenerlo legato a sè pagandogli provvigioni extra e con continui regali.

Ma Adam non è quello che sembra. E tra un incontro e l’altro Soledad si ritroverà invischiata in una rete oscura che metterà a dura prova tutta la sua esistenza.

Rosa Montero, nota giornalista e scrittrice spagnola, ci regala un romanzo che scava nella profondità dell’animo umano con un linguaggio semplice e scorrevole. Inoltre, durante la narrazione, complice la costruzione della mostra, ci sono continui richiami alla letteratura spagnola e agli scrittori che ne hanno dato lustro.

La Adriano Salani Editore mette a segno un altro colpo. Un romanzo che ti tiene incollato alle pagine e che ti porta a riflettere su quanto quello che si vede da fuori non è esattamente quello che succede all’interno delle vite.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Adriano Salani
Pagine: 222
Prezzo: 16,80€

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Le mamme ribelli non hanno paura – Giada Sundas

Ho scop7742628erto Giada Sundas dopo aver letto una sua frase condivisa su facebook da una mia cara amica che recitava più o meno così:

“Inutile scervellarsi sul nome da dare al proprio figlio. Potrà essere anche il più particolare possibile ma ricorda che comunque vada, quando lo chiamerai per tornare a casa, non si girerà.”

Per me che stavo cercando, in quel periodo, un nome da dare a mia figlia che fosse fuori dagli schemi fu una sorta di illuminazione. Da quel momento ho continuato a seguire Giada (su facebook, non sotto casa eh) con assiduità e per questo mi sono rallegrata quando ha dato il felice annuncio: stavano per pubblicare il suo libro.

Le mamme ribelli non hanno paura è un diario a cuore aperto scritto per la piccola Mya. Vengono raccontati con allegria e sincerità prima i mesi della gravidanza e poi quelli della nascita e crescita di Mya. Da neomamma non ho potuto fare a meno di rivedermi in Giada, nelle sue ansie pre e post parto, nei momenti emozionanti che accompagnano costantemente la vita di una mamma. Sorrisi, tanti brividi e qualche lacrimuccia sono stati fedeli compagni di questa lettura e con piacere ho ritrovato, tra i vari capitoli, i post che hanno reso Giada una mamma seguitissima su Facebook.

«Moreno, devo dirti una cosa.»
«Che succede?»
«Però cerca di non agitarti, va bene?»
«GIADA CHE SUCCEDE?»
«Ho perso il tappo»
«E dove è andato adesso “sto tappo” Te lo dico sempre di richiuderlo che poi va a finire che si secca.»
«Ma di cosa stai parlando?»
«Del dentifricio.»
«Macchè dentifricio, Moreno, ho perso il tappo mucoso del collo dell’utero.»
«E che ci facevi con un tappo nel collo dell’utero, scusa?»
«Si forma da solo per tenerlo chiuso, poi si stacca quando si è vicini al parto»
«E adesso che succede? Una vota che non c’è più il tappo, esce fuori la bambina?»
«Non credo sarà cosa tanto immediata, potrebbe volerci una settimana […]»
«Oddio quindi la bambina potrebbe venire fuori da un momento all’altro?»
[…]«Ma adesso che non c’è più il coperchio, magari sguscia fuori al primo colpo di tosse»
«Magari fosse così facile»
«Non spingere troppo quando fai la cacca, ancora poi la ritroviamo appiccicata al Fresh Discs»

Questo diario, come potete vedere dalla citazione, non racconta solo di Giada. Tra le pagine del libro troviamo anche la figura di Moreno, il papà. Un marito amorevole, divertente, un papà attento, sereno. L’autrice ci fornisce la sua testimonianza a 360 gradi, non manca nessuno in questo universo familiare che ruota, com’è giusto che sia, tutto intorno a Mya. Giada ha deciso di non imbellettare, alla figlia, niente della sua storia. Le confessa subito che non è stato amore a prima vista, che non è stato semplice e che a volte avrebbe volentieri premuto il tasto di rewind per tornare indietro. Parla, alla futura Mya, senza peli sulla lingua e senza maschere. Chi è mamma o che lo diventerà si sente sollevata nel sapere che, anche quando tutto potrebbe sembrare nero e in salita, poi le cose cambiano. Che lì in quella strada tortuosa ogni tanto lo trovi uno spiazzale dove fermarsi e riprendere fiato e di solito, proprio da quei punti raggiunti con tanta fatica, godi di una vista meravigliosa da togliere il fiato e capisci che non è poi tanto male quello che stai facendo, anzi, ogni sacrificio è ripagato mille volte.

Mentre ero seduta sul divano nel periodo più duro della mia vita, con un aspetto inguardabile, tu staccasti la bocca dal mio seno, mi guardasti lì, dove i bambini sanno che le mamme accatastano l’amore, e mi regalasti una mezzaluna sghembo tutta gengive e complicità. «Ah» dissi «adesso sì che ho capito»

L’unica critica (si fa per dire) che devo muovere a Giada è che ora, per colpa (o grazie) a questo libro è venuta anche a me voglia di scrivere un diario da lasciare alla mia bambina quando sarà più grande. Sono sicura che questa cosa capiterà a tutte quelle che lo leggeranno.

Per chi invece non è ancora mamma e si stesse domandando se il libro potrà apprezzarlo lo stesso la mia risposta è: si, si e ancora si. La simpatia di Giada Sundas merita questo tentativo 😀

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SCHEDA LIBRO

Autore: Giada Sundas
Editore: Garzanti
Pagine: 180
Prezzo: 16,40€

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Sottovento e sopravvento

Vi è mai capitato di girovagare per la libreria e di venire colpiti da una copertina su cui si trova un elemento da voi particolarmente amato? Ecco, questo è quello che mi è successo con questo libro. Perché sulla copertina di Sottovento e sopravvento di Guido Maria Di Sospiro è raffigurata un’immensa distesa d’acqua: l’oceano.

In Sottovento e sopravvento vengono narrate le vicende di Chris e Ruth.
Chris è un uomo cresciuto con un difetto fisico, la gobba, con cui ha imparato a convivere e a riderne insieme agli altri facendolo diventare, così, il suo punto di forza. Crescendo, inoltre, sviluppa dapprima un amore per l’oceano e per la navigazione grazie al peschereccio del padre e, successivamente, diventa un uomo quasi ossessionato dalla ricerca di tesori nascosti.

Durante una delle sue ricerche viene a conoscenza della leggenda delle isole Negrillos: sedici galeoni spagnoli sono naufragati tra le due piccole isole gemelle mentre trasportavano dei forzieri pieni d’oro. E questo oro è nascosto da qualche parte in quelle isolette. Ma un mistero avvolge la posizione delle isole Negrillos: segnalate dai cartografi fino ad un certo punto della storia, all’improvviso sono scomparse da tutte le carte nautiche e tutti sono convinti del fatto che non siano mai esistite.

Ruth è una ragazza fredda, razionale, la cui vita ruota attorno alle cose che sono tangibili e spiegabili. Il suo mondo rischia di andare in frantumi nel momento in cui scoprirà che è stata adottata: il suo nome è Marisol ed è originaria di Cuba. Per ricostruire il suo mondo si reca nella sua terra d’origine, inizia a farsi chiamare con il suo vero nome e inizia la ricerca della sua famiglia biologica. L’ennesimo fallimento la porterà a trasferirsi a Miami e a ricominciare a farsi chiamare Ruth.

E qui, a Miami, Ruth incontrerà Chris. Entrambi ingaggiati da un pericoloso Boss, partiranno alla ricerca delle misteriose isole Negrillos e dell’inestimabile tesoro sepolto nella loro terra.

Ma questo viaggio non sarà quello che entrambi si sarebbero aspettati.

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Attraverso una scrittura onirica l’autore ci accompagna, pagina dopo pagina, alla scoperta del mondo della navigazione e dell’avventura. Calcando sulla personalità dei personaggi e sugli scherzi del destino giocati da Dei pagani (e non), il lettore viene portato a riflettere su come le circostanze possano cambiare il corso delle nostre vite, rendendoci improvvisamente consci di quello che mancava e di come potremo migliorarci.

La narrazione non è facile, ammetto di essere tornata indietro per rileggere qualche punto a me un po’ ostico. Ma, se si ha la perseveranza di non mollare, questo piccolo libro può aprire un vaso che poi difficilmente potrà essere richiuso e che lascerà il lettore con un dubbio: sto facendo davvero il possibile perché questa mia vita sia il massimo?


SCHEDA DEL LIBRO:

Autore: Guido Mina Di Sospiro
Editore: Ponte Alle Grazie
Pagine: 198
Prezzo: 14,90€

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“Circuiti sbagliati” di Valentina Amoruso

Questo è uno di quei libri che inizi a leggere perché scritto da persone che, solo perché ne hai sentito tanto parlare, puoi dire di “conoscere”.

Circuiti sbagliati viene presentato come il “diario di una donna scompigliata” ma se vi aspettate il “Caro diario…” credo rimarrete delusi.

Si tratta quasi di flussi di coscienza, pensieri ed esperienze che apparentemente non hanno un nesso tra loro e che, francamente, all’inizio ti spiazzano. Perché inizialmente una logica non ce la vedi. Si passa da una presa di coscienza di se stessi ad un racconto di un avvenimento apparentemente banale accaduto durante la giornata.

Nel corso della mia vita, le persone a me vicine non hanno fatto altro che rialzarsi dopo ogni caduta, ammaccati e induriti, senza mai compiangersi.
Non hanno fatto altro che rimboccarsi le maniche, stringere i denti e lavorare sodo, facendo finta di non sentire il dolore e continuando ogni giorno a fare il loro fottutissimo dovere.
Ora, che a terra sono io, non ho scelta.
Non posso far altro che rialzarmi, stringere i denti e fare il mio fottutissimo dovere.

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Durante il susseguirsi delle varie pagine si mette a nudo l’anima dell’autrice, con i suoi sogni, i suoi pensieri e le sue speranze:

Voglio credere che, nella vita, le cose vadano come nei film dei supereroi, visti e rivisti al cinema, sporcandomi le mani con la paprika delle patatine.
Voglio credere che il bene trionfi sul male, dopo tante peripezie. Che si esca vivi da questa vita. Che alla fine di estenuanti battaglie, finiti nell’angolo stremati e stanchi, ci si possa riposare e rialzare.
Nonostante tutto, come al cinema.

Questo libro tocca vari temi: l’amore del e per il nonno, punto fermo nella sua vita, che rivive attraverso ricordi d’infanzia. L’amore per i genitori, l’amore che la mamma esprime cucinando per la sua famiglia. L’amicizia, quella pazza e senza un perché. Il lavoro e il volontariato. Più semplicemente questo libro parla della vita traendone delle personali conclusioni:

Non darsi troppo, non preoccuparsi troppo, non affannarsi troppo. Che alla fine la vita non ti dà quel che meriti, ti dà quel che vuole. Tanto vale prenderla a ridere. E, ogni tanto, prenderla per il culo.

Devo ammettere che ci sono stati dei momenti in cui ho storto un po’ la bocca per la presenza di alcune di quelle che, secondo me, sono “frasi fatte”, messe lì quando non si ha nulla di proprio da dire e si usano queste frasi “ad effetto” sentite mille volte.

Nonostante questo non si può negare che questo libro, pur con le sue piccole pecche tipiche di un’opera prima, ha in sé un forte potenziale. La narrazione è fluida e frizzante anche nei punti più riflessivi. Inoltre le vicende narrate sono fatti che in realtà accadono a tutti ogni giorno ma che, nel tran tran quotidiano, passano inosservate. Bene, con questo diario possiamo soffermarci a pensare e a cercare di capire quello che succede ogni giorno attorno a noi. E forse a capire che, in fin dei conti, l’importante in questa vita è amare prima di tutto se stessi.

Io mi sono innamorata di me. Ora mi scrivo un biglietto e me lo dico. Sono coraggiosa, ora. Faccio ciò che mi fa stare bene.
Speriamo che quella tipa strana, che sono io, mi risponda e non si perda nel groviglio scomposto dei fili elettrici dei suoi pensieri. Che magari vuole dirmi si e invece mi dice no.
Lei è tutta passione e non ci si capisce niente.
Intanto le scrivo due parole d’amore su un foglio, con la mia grafia minuscola e la forza che ho imparato. Poi comincerò a tamburellare velocemente le dita sulla scrivania e aspetterò.
Aspetterò, tremando, il corto circuito.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: PubMe
Pagine: 145
Prezzo: 10,00€

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“Le ragazze vogliono la luna” di Janet McNally

Capita, mentre spulci tra le nuove uscite su Amazon, di imbatterti in una copertina che ti attira. E badate bene: la copertina ti attira in primis. Poi noti il titolo ed infine leggi la trama. Se anche questa ti conquista allora procedi all’acquisto. Strano a dirsi ma è quello che è successo a me con questo ebook.

Phoebe è una ragazzina di 17 anni alla prese non solo con i normali problemi di una qualsiasi ragazza di quell’età ma, soprattutto, con quella che è la presenza di due genitori ‘pesanti’. Infatti Phoebe è figlia di Meg e Kieran Ferris ovvero la coppia leader di un gruppo famosissimo negli anni ’90: gli Shelter. Ma il gruppo si è diviso, i suoi genitori si sono separati e, mentre lei vive con la madre e sua sorella Luna si è trasferita a New York, il padre è scomparso dalla loro vita da circa tre anni.

Il romanzo si apre con Phoebe che si prepara per partire alla volta di New York: andrà a trovare sua sorella Luna e dovrà cercare di convincerla a non lasciare il college per intraprendere la vita da rock star. Ma in realtà l’intento è un altro: trovare suo padre e cercare di capire cosa è successo tra lui e Meg, agli Shelter e, soprattutto, perché lui sia sparito dalla sua vita così all’improvviso.

20170314_233127Sullo sfondo di una New York cosmopolita e piena di sorprese, Phoebe si troverà ad affrontare rivelazioni inaspettate, a dover prendere decisioni da adulta e ad accogliere con trepidazione e paura le prime esperienze d’amore.

La narrazione è fluida e scorrevole e, per la maggior parte del libro, la storia è raccontata dal punto di vista di Phoebe. Dico per la maggior parte perché alcuni capitoli vengono raccontati dal punto di vista di Meg, la madre, con dei flash back a quella che era la vita da persona famosa con i suoi pro e i suoi contro.

La storia è quella tipica dello young adult quindi diretto principalmente ad un pubblico adolescente però credo che anche un pubblico più adulto possa saper apprezzare questa storia dal retrogusto un po’ amaro.

E l’amaro in bocca lo lascia soprattutto il finale: parecchie questioni rimangono aperte e irrisolte. Non mi è molto chiaro se potrebbe esserci o meno un sequel così da chiudere il cerchio e riportare un po’ di equilibrio nella vita della giovane Phoebe Ferris.

Una lettura piacevole e molto carina che mi sento di consigliare davvero a tutti. Perché anche una storia apparentemente insignificante può celare degli insegnamenti preziosi.


SCHEDA DEL LIBRO:

Editore: De Agostini
Pagine: 403
Prezzo: 6,99€ ebook – 14,90€ cartaceo