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La scomparsa di Stephanie Mailer – Joel Dicker

Tempo fa una mia conoscente mi scrisse su Facebook consigliandomi, in maniera molto entusiasta, un autore da me sconosciuto e il suo romanzo thriller. Si trattava, all’epoca, de La verità sul caso Harry Quebert di Joel Dicker. Ammetto che mi approcciai alla lettura con molta diffidenza sia per il fatto di non aver mai sentito nominare l’autore sia per la mole del libro, senza tralasciare il fatto che il thriller non sia il mio genere preferito. Eppure ne rimasi folgorata. Fu una lettura intensa e meravigliosa.

Ed è per questo motivo che, appena saputo che sarebbe uscito un nuovo romanzo firmato da Dicker, mi sono ripromessa di leggerlo quanto prima. Anche qui la mole non è indifferente ma la lettura è stata piacevole ed avvincente.

La storia si apre nel 2014 alla festa di pensionamento dell’ispettore Rosemberg. Qui l’ispettore viene avvicinato da una giovane giornalista, Stephanie Mailer, che gli comunica senza mezzi termini che un caso di vent’anni prima non è stato chiuso in maniera corretta.

Il caso in questione risale al luglio 1994 e si tratta di un quadruplice omicidio: furono assassinati, all’epoca, il sindaco di una piccola cittadina degli Hamptons con tutta la sua famiglia e una giovane donna che si trovava lì a fare jogging. Secondo Stephanie all’epoca le indagini, dirette da un giovane Rosemberg e dal suo collega Derek Scott, non furono eseguite con dovizia e quindi non assicurarono alla giustizia il vero assassino.

Sconvolto dalla rivelazione, il capitano decide di recarsi di nuovo in quella cittadina, Orphea, per cercare di capire come, una ragazza così giovane, possa essere a conoscenza di fatti che all’epoca potevano essere sfuggiti. Ma qui l’attende un’agghiacciante sorpresa: Stephanie Mailer è scomparsa.

Inizialmente osteggiato dai suoi superiori per la riapertura del caso saranno le circostanze e gli strani eventi a decidere per tutti: si riaprirà il caso e, stavolta, il capitano Rosemberg è deciso ha vedere ciò che gli era sfuggito vent’anni prima e a trovare la ragazza.

La scomparsa di Stephanie Mailer

C’è tanta carne al fuoco in questo romanzo: tantissimi personaggi che si avvicendano sul “palco” della cittadina di Orphea, alcuni apparentemente senza senso. Tante storie che si attorcigliano e si uniscono per rendere la trama ancora più avvincente.

La narrazione avviene dal punto di vista di vari personaggi: dal capitano Rosemberg al suo collega Scott passando per il vice comandante Anna Kanner senza tralasciare personaggi “secondari”.

Ci si destreggia tra capitoli in flash back che narrano la storia del quadruplice omicidio e dell’indagine dell’epoca e capitoli ambientati ai giorni nostri. Le varie storie pian piano trovano tutte il loro punto d’incontro e la matassa, che a prima vista appare imbrogliatissima, man mano si sbroglia rimettendo tutto al proprio posto fino ad arrivare ad un finale che lascerà il lettore a bocca aperta.

E tutto questo viene raccontato con una scrittura veloce, pulita e semplice condita da un ritmo serrato che fa rimanere attaccati al libro per sapere come proseguirà la storia capitolo dopo capitolo.

Nonostante la mole non indifferente del romanzo non ci sono punti “morti” nella narrazione, anche i momenti in cui si parla della vita privata dei vari protagonisti portano con sé pathos e attesa.

Insomma, siamo alla presenza di un bel thriller di quelli tosti, con tutte le caratteristiche per essere definito un signor thriller. Una perfetta lettura di svago per queste giornate calde, magari proprio sotto l’ombrellone.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: La Nave di Teseo
Pagine: 640
Prezzo: 22.00€

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L’anno in cui imparai a raccontare storie – Lauren Wolk

9788869186806_0_0_0_75Dopo aver terminato questo libro mi sono dovuta prendere alcuni minuti per pensare. Titolo e copertina, devo essere sincera, sono molto fuorvianti. Senza leggere la trama si potrebbe pensare che il libro racconti dell’importanza delle storie, una sorta di “Olga di carta” in cui la fantasia salva dalla realtà. In verità il libro parla di tutt’altro. Racconta della giovane Annabelle (uno dei protagonisti femminili migliori che abbia incontrato fin ora) e di come la sua vita tranquilla venga stravolta quando, a scuola, arriva una nuova studentessa: Betty. Ragazza di città con tanta rabbia e cattiveria dentro, troverà in Annabelle una valvola di sfogo. Ragazzi…non vi dico quanto avrei voluto entrare nel libro e prendere a schiaffi Betty. Davvero. Penso che solo in “Espiazione” io abbia trovato un personaggio tanto detestabile.

La lettura prosegue con un susseguirsi di colpi di scena, bugie, accuse e voglia di arrivare alla fine per capire se quella matassa di cattiverie potrà mai essere dipanata. E’ un romanzo, questo, che ho letto in un solo giorno perchè: DOVEVO SAPERE. Sentivo la necessità fisica di essere rincuorata del fatto che le cose, qualche volta, possono andare per il verso giusto. Che il lupo travestito da pecora possa essere stanato e rivelarsi a tutti per quello che in realtà è.

Da mamma, provo davvero una forte angoscia quando leggo storie che hanno come argomento principale la piaga del bullismo. Rimango turbata pensando a ciò che potrebbe accadere se, ciò che viene raccontato in quelle pagine, dovesse capitare a mia figlia. L’autrice, per fortuna, ha messo la storia in mano a una protagonista che riesce a gestire bene ciò che succede. Fino all’ultimo confidi in Annabelle. E’ un romanzo che dovrebbe essere inserito nelle scuole come titolo da leggere insieme in classe. Insegna molto e per una volta ci troviamo davanti un libro per ragazzi che non addolcisce la pillola: ad ogni azione corrisponde una reazione e l’happy ending nella vita reale non esiste. O almeno, non dev’essere dato per scontato.

Chiudo la recensione con tanta amarezza. E’ un libro bello, ma che fa male. Il mio sentirmi triste mi induce a fare i complimenti all’autrice perchè è riuscita a raccontare, senza banalità, qualcosa di difficile su un tema trattato tante, tante volte. Grazie alla Salani per averlo pubblicato e grazie alla bellissima copertina per avermelo fatto notare.

Wolf Hollow era anche il posto in cui avevo imparato a dire la verità, l’anno prima di compiere dodici anni. A dire la verità su cose da cui era impossibile fuggire. Impossibile e perfino sbagliato. Malgrado la tentazione fosse forte.

SCHEDA LIBRO: 

Editore: Salani
Pagine: 278
Prezzo:
14.90€

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Clessidra – Dani Shapiro

Come avete avuto ampiamente modo di vedere nei vari articoli e nelle varie foto post Salone del Libro, la sottoscritta ha riportato a Bari diversi libri. Questo di cui vi andrò a parlare oggi fa parte di quel bottino.

Clessidra di Dani Shapiro è un memoir che indaga sugli effetti che il tempo produce sul matrimonio. Si tratta di una sorta di bilancio che l’autrice tenta di stimare dopo diciotto anni di matrimonio, ricordando la luna di miele e quasi volendo cercare di avvertire la se stessa del passato.

Non eravamo tanto giovani quando ci siamo sposati. Io avevo trentacinque anni, M. quarantuno. Mentre leggo i miei appunti, sento il tempo piegarsi su stesso. E’ come se potessi allungare una mano e toccare sulla spalla quella donna felice, in luna di miele, non propriamente giovane, distrarla dai morbidi asciugamani e dai caffè e dalla cacca dei piccioni, e dirigerla verso un’altra visione, una visione futura. Mentre entra in un negozio di Place Vendome vorrei dirle che la vita è lunga. Che questo è solo l’inizio. E che forse è vero, quantomeno in termini poetici, che gli inizi sono semi che contengono in sé tutto quello che verrà.

Si riscontra un tipo di maturazione durante tutto il libro, quella maturazione che viene non solo con la crescita anagrafica individuale ma soprattutto in quella maturazione come coppia che, nel tempo, si modifica e si plasma a seconda della vita coniugale.

I passi falsi e le cadute; gli errori di valutazione; i pericoli scampati; gli «avrei potuto». Sono arrivata a nutrire la convinzione che non sono tanto gli errori che commettiamo ad influenzare la nostra vita, quanto il momento in cui li commettiamo. Ora c’è meno elasticità. Meno tempo per reagire. E quindi do ascolto a quel sussurro urgente e mi muovo con sempre maggiore circospezione. Tengo la mia vita con M. tra le mani con la stessa delicatezza che riservo alla maiolica che abbiamo riportato dalla luna di miele tanto tempo fa. Siamo delicati. Siamo belli. Non siamo nuovi. Dobbiamo essere maneggiati con cura.

In un flusso continuo (il libro, infatti, non è suddiviso in capitoli) ripercorriamo e viviamo, insieme all’autrice, momenti cardini del suo matrimonio: le delusioni, le difficoltà, le paure ma anche le gioie e le soddisfazioni.

Troviamo una donna che si mette a nudo, che non ha paura delle sue debolezze anche a distanza di anni. Che tiene talmente tanto al suo matrimonio da domandarsi se, per caso, lei non sia stata un ostacolo per la vita del marito. Si racconta, si psicoanalizza, si consiglia e, in un certo senso, si “assolve”.

Qualche volta penso di aver dato un’organizzazione alla mia folla interiore. Per un breve istante mozzafiato, mi sento assolutamente completa. Capisco di essere fatta di molte me stessa che compongono un unico coro. Ascoltare la musica suonata da questo coro, riconoscerla in quanto musica, come qualcosa di nobile, di vario, di sublime, come una trama – ecco, questo è il lavoro di una vita.

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Con una scrittura semplice e coinvolgente la Shapiro ci regala un libro che si legge tutto d’un fiato e che può insegnare molto alle giovani coppie che si apprestano ad affrontare la vita matrimoniale. La mancanza della suddivisione in capitoli viene surclassata da una narrazione fluida e avvincente.

Questo è uno di quei libri che ti capitano tra le mani per caso ma che amerai così tanto da non volertene più separare e che consiglierai a tutti.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Edizioni Clichy
Pagine: 152
Prezzo: 15.00€

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Fiore frutto foglia fango – Sara Baume

Vi è mai capitato di sentirvi chiedere il motivo per cui avete comprato un determinato libro? E quante risposte avete dato che, agli occhi (e alle orecchie) di un non lettore, sono potute suonare strane e bizzarre? Bene, io ne ho una per questo libro: perché ho comprato questo libro? Perché c’è un cane in copertina.

Il mio amore per i nostri amici pelosi a quattro zampe mi ha portato ad afferrare e comprare questo libro senza nemmeno leggerne la trama. Col senno di poi ammetto che si è trattato di una scelta abbastanza azzardata ma non è stata una pessima scelta. Anzi.

Fiore frutto foglia fango è la storia di un’amicizia: quella tra un umano ed il suo cane. Entrambi sono “strani”, feriti, impauriti e malandati; ognuno a modo suo ed ognuno per motivi diversi.

Quando Ray trova Unocchio al canile e decide di adottarlo, di salvarlo da quella vita, involontariamente decide di salvare un po’ anche se stesso. Inizia così una convivenza fatta di piccole abitudini in un piccolo universo rappresentato dalla casa color salmone situata sulla costa irlandese e dalle spiagge che la circondano.

Ma Unocchio, oltre ad essere ferito fisicamente, è ferito anche all’interno ed ha problemi a rapportarsi con chiunque non sia il suo padrone, sia esso umano o animale. Ed è per questa incapacità a rapportarsi che, durante una delle loro passeggiate, morde un altro cane gravemente. Per salvarlo dal canile e probabilmente dalla morte, Ray deciderà di mettersi in viaggio lasciando così la casa paterna e tutte le sue poche certezze.

E sarà un viaggio alla scoperta non solo di posti nuovi ma, soprattutto, alla scoperta di sé, alla scoperta di cosa un’amicizia come quella tra uomo e cane può dare e può rappresentare. Un viaggio che permetterà a Ray di capirsi e capire tutto quello che è stato il suo passato e la sua vita prima di Unocchio.

Fiore frutto foglia fango

Sara Baume riesce a raccontare i pensieri di Ray e lo speciale rapporto che lega un umano al suo animale con parole semplici. La narrazione è scorrevole, senza fronzoli, arriva diretta al cuore come della buona musica.

L’intero romanzo mi ha un po’ ricordato, per sommi capi, Il mio cane del Klondike di Romana Petri in cui veniva narrato un rapporto similmente esclusivo tra una donna ed il suo cane, anche lui salvato dalla strada con ferite fisiche e psicologiche.

Amo questi libri perché riescono ad entrare nel vivo dei sentimenti e dei rapporti. Rapporti che non tutti possono comprendere ma che, per chi li vive, hanno un potere sorprendente ed un’importanza notevole.

Vorrei essere nato con la tua capacità di stupirti. Non mi dispiacerebbe vivere meno, se la mia breve vita potesse essere intensa come la tua.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: NN Editore
Pagine: 236
Prezzo: 18.00€

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Belli e dannati di Francis Scott Fitzgerald

“Quando comprare in scena, si chiede spesso se non sia privo di onore e leggermente pazzo, un velo vergognoso e osceno che scintilla sulla superficie del mondo come olio su uno stagno limpido, e naturalmente questi momenti si alternano con quelli nei quali si considera un giovanotto piuttosto eccezionale, profondamente sofisticato, ben intonato al suo ambiente e vagamente più interessante di chiunque altro a sua conoscenza.”

Fitzgerald in ogni suo romanzo mette una parte di sé come ogni scrittore direte voi, ma io credo fortemente che nella sua scrittura la dimensione personale sia fondamentale. Leggiamo Il grande Gatsby e ritroviamo Zelda e Scott, leggiamo Tenera è la notte e abbiamo la sensazione che quella follia narrata, sia la follia di Zelda e lo stesso accade in Belli e dannati.

Anthony Patch il protagonista del romanzo, è un giovane ricco e affascinante, stanco della vita a poco più di vent’anni, che si fa strada nel mondo grazie ad una cospicua rendita e che spera la morte del nonno arrivi quanto prima per ereditare tutto ciò che egli possiede.

Ha una ragazza che però allontana:

“(…) per il timore che un qualsiasi impiccio potesse disturbare quella che sentiva essere la crescente serenità della sua vita”.

Gloria però sarà la Zelda di Anthony. Con lei tutto cambierà. Giovane, bella, sfrontata, irrequieta, desiderosa di sfondare come attrice, in una parola: indomabile. Mentre Anthony dal canto suo è estremamente debole.

La debolezza sarà la sua rovina e come per i Fitzgerald saranno le feste, la frenesia e i fumi dell’alcol a porre fine al loro sogno d’amore e felicità, così Gloria e Anthony saranno risucchiati dalla rabbia, dall’insoddisfazione, dal fallimento che tanta superficialità e leggerezza di spirito porta.

Quadro perfetto della società americana dei primi anni ‘20, Belli e dannati offre uno spaccato della società corrotta, priva di valori e nettamente in contrasto con la morale vittoriana del secolo precedente.

Gloria affogherà il dispiacere della perdita dell’eredità del marito una volta che quest’ultimo sarà partito per la Grande Guerra, fra una festa e l’altra, lui cederà alla tentazione di un nuovo amore e una volta che tutto sarà finito, che sarà tornata la pace, che i due coniugi si saranno riuniti, per cosa varrà la pena lottare? Si può cercare di salvare un legame ormai instabile, se alla base di questo non c’è nulla che valga la pena risanare?

Fra sfrontatezza e follia, superficialità e critica di se stesso e della società nella quale Fitzgerald vive, leggiamo dell’ America dei Roaring Twenties, della frenesia dell’età del jazz, di quella gioventù che non deve chiedere e che sente che ogni cosa gli sia dovuta.

Se amate una scrittura sincera e pungente, Fitzgerald fa per voi. Ogni suo libro.

“L’intimità si crea così. Prima si dà il miglior ritratto di se stesso, un prodotto splendente e rifinito, ritoccato di vanterie e falsità e umorismi. Poi diventano necessari i particolari e si dipinge un secondo ritratto e poi un terzo… In breve i lineamenti migliori si cancellano… e finalmente si rivela il segreto: i piani dei ritratti si sono mescolati e ci hanno tradito, e per quanto continuiamo a dipingere non riusciamo più a vendere un quadro.”

Scheda del libro

Editore: Mondadori

Prezzo: 14 euro

Pagine: 363

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Gli angeli dei libri di Daraya – Delphine Minoui

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“Vorrei scrivere un libro sulla biblioteca di Daraya […] Un giorno, alla fine del 2013, i suoi amici gli chiedono aiuto. Tra le rovine di una casa sbriciolata, hanno trovato dei libri che vogliono assolutamente recuperare. “Libri?” ripete lui stupito. Nel cuore della guerra, quell’idea gli sembra assurda. Che senso ha salvare libri quando non si riescono a salvare vite?”

Io faccio parte di quella categoria di lettori che solo in rarissimi casi legge la trama preferendo piuttosto scoprire il libro durante la lettura e lasciarsi guidare all’acquisto dal titolo o dalla copertina. In questo caso il murales dello street artist siriano Abu Malek al-Shami e il titolo hanno fatto immediatamente l’occhiolino in mia direzione convincendomi a tornare indietro e recuperare il libro dallo scaffale della libreria.

“Gli angeli dei libri di Daraya” è un libro che racconta, tramite la penna dell’autrice e giornalista Delphine Minoui, la storia di alcuni ragazzi siriani e del loro fantastico progetto di realizzare una biblioteca durante l’assedio della cittadina di Daraya durato ben quattro anni.

Quattro anni di bombe. Quattro anni di terrore. Quattro anni in cui questi ragazzi giravano tra le macerie in cerca di libri da portare in salvo e stipare nella loro biblioteca sotterranea. Al sicuro dalle bombe. Fuori dalla portata dell’oppressione.

“Mi parla di bombardamenti incessanti. Di pance vuote. Di minestre di foglie con cui ingannare la fame. E di quelle letture sfrenate per nutrirsi la mente. Davanti alle bombe, la biblioteca è la loro fortezza nascosta. I libri, le loro armi d’istruzione di massa.”

Un autore che stimo molto una volta disse che i libri servono anche a raccontare la verità là dove facciamo finta di non vedere. Potremo nasconderci, credere a ciò che i giornali raccontano, fare come gli struzzi e mettere la testa sotto la sabbia ma lì, sopra la mensola di una libreria, ci sarà sempre questo testo a raccontare il terrore di quegli anni e ciò che è accaduto. La verità dei reietti. Dei senza voce.

“Chiudere gli occhi significa condannare al silenzio. Assad ha voluto mettere Daraya tra parentesi, chiuderla tra le virgolette. Io vorrei eliminare le une e aprire le altre.”

Senza romanzare niente, l’autrice ripercorre i primi contatti con i ragazzi della resistenza di Daraya e a mano a mano che la storia prosegue impariamo a conoscere loro e le loro peculiarità. Ahmad sarà il primo a comparire sul monitor del computer per parlare, tramite Skype, di ciò che sta accadendo. Da lì verranno fuori nuovi nomi, altre storie. Leggere questo libro al sicuro, nella propria casa, in un paese in cui il massimo della preoccupazione è tutta concentrata a ciò che succede nel reality di turno trasmesso in tv, è davvero strano. Pensare che ci siano persone che in quello stesso momento vivono in uno scantinato cercando di sfuggire a delle bombe che, senza motivo apparente, piovono sulle loro case, ti fa sentire – sbagliata -. Pensare che nel 2018 ci sia ancora chi è costretto a subire mentre che i paesi più potenti, quelli che avrebbero i mezzi per intervenire, rimangono invece a guardare fa male. Sapere che l’Onu è solo una sigla senza nessun valore o potere effettivo ti fa riconsiderare tutta la tua esistenza.

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Questo è un libro che insegna molto. Che apre gli occhi.

“In quella sacca di libertà che si sono creati, la lettura è il loro nuovo sostegno. Leggono per sondare il passato occultato. Per imparare, Per evitare di impazzire. Per evadere. I libri come sfogo. Una melodia di parole contro il diktat delle bombe.”

Barili bomba, gas sarin, razzi, cannonate, napalm. Assad non si è risparmiato contro questa città fino ad ottenere la resa totale e incondizionata. Ma noi lettori arriveremo alla fine del libro sapendo che il popolo della Siria sta provando a rialzare la testa e vedremo, seppur ancora lontana, una luce di speranza per il futuro di quella terra.

“Un libro dev’essere la scure che spacca il mare gelato dentro di noi”

Scheda del libro

Editore: La nave di Teseo
Pagine: 172
Prezzo: 17.00 euro

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Una vita da libraio – Shaun Bythell

Una vita da libraio

Galeotta fu la copertina e chi la disegnò. Esattamente. Perché questo libro ha attirato subito la mia attenzione per la sua bellissima copertina. E poi per il titolo: Una vita da libraio. Perché da brava lettrice compulsiva e amante dei libri e della carta stampata ho sempre desiderato vivere una vita da libraia.

Non potendo soddisfare (almeno al momento) questo sogno nel cassetto, mi accontento di bere a grandi sorsi questi libri che narrano storie di librerie e librai e libri di ogni epoca.

Ma questo non è un libro come gli altri. Vado a spiegarmi: se vi aspettate una storia inventata ambientata in una libreria con protagonista un libraio non è questo il caso. Una vita da libraio è una sorta di diario di bordo tenuto da Shaun Bythell e che riguarda la sua libreria dell’usato a Wigtown, in Scozia (la cittadina è conosciuta come “La città del libro” visto la massiccia presenza di librerie sul territorio).

Bythell ha tenuto questo diario con un’assiduità da far invidia per quasi un anno, raccontando sprazzi della sua vita privata ma soprattutto raccontando la sua vita in rapporto al Book Shop: i collaboratori, la gente di Wigtown, i clienti, la ricerca e la selezione dei testi nelle case di chi vuole sbarazzarsi dei propri libri e i vari eventi che si tengono nella sua cittadina tra cui il Wigtown Book Festival in particolare.

Emerge, durante la lettura, un amore incondizionato per i libri condito da un velo di cinismo e d’introversione verso i clienti. Perché, come in tutte le attività commerciali, anche in una libreria si trova gente che entra per perdere tempo o per far credere di amare alla follia la lettura ed i libri senza poi dimostrarlo.

Ma oltre alla clientela fisica che frequenta il Book Shop si parla anche della clientela online e della difficoltà ad andare avanti a causa di Amazon e dei prezzi competitivi che vengono applicati e che possono creare diversi problemi alle piccole librerie indipendenti.

Insomma, c’è tanto in questo libro. C’è l’amore per una passione che diventa lavoro, c’è l’amarezza per chi cerca di mettere il bastone tra le ruote a tutti i costi, ci sono le persone che compongono una comunità abituata a darsi una mano.

Con una prosa semplice ed asciutta, esattamente come potrebbe essere un diario qualsiasi, Shaun Bythell ci racconta il microcosmo della sua libreria e come il mondo esterno interagisca con esso. Con una buona dose di pungente ironia (che in alcuni punti sfocia in una fastidiosa supponenza) e con una visione pulita e realista del mondo conosceremo Anna, Nicky, Laurie e gli altri bizzarri personaggi che ruotano intorno al Book Shop.

Cosa state aspettando? Correte in libreria e non lasciatevi scappare questa meraviglia!


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Einaudi
Pagine: 376
Prezzo: 19.00€