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Il Mago – Lev Grossman

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Cosa succederebbe se nel nostro mondo, spesso grigio e triste, esistesse la magia? E se esistesse una scuola per maghi? No, non parlo di una scuola come quella di Harry Potter. Ma più come un’università, dove spesso non tutto è rose e fiori…

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È ormai da un paio d’anni che va in onda, in America, la serie tv The Magicians, tratta da questo romanzo, che parla di Quentin, un ragazzo molto intelligente e dotato, ma che si trova male nel mondo reale e preferisce sfuggirvi, tramite la lettura di libri fantasy. E che scopre, quando viene invitato alla scuola di magia di Brakebills, che si trova male nel mondo reale perché lui fa parte di un altro mondo, più entusiasmante, ma anche denso di pericoli.

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Il libro, abbastanza diverso dalla serie tv, è molto riflessivo, inizia con una nota grigia che è in linea con lo stato d’animo del protagonista: Quentin è un personaggio atipico, psicologicamente complesso e depresso, che non si vergogna di ammettere a se stesso le sue parti e pensieri più oscuri. L’ammissione alla scuola di Brakebills arriva come un’ancora che lo salva da un baratro, una fuga verso il “senso”.

Quentin, infatti, può risultare essere un protagonista difficile, a causa del suo mal di vivere, del suo bisogno costante di un motivo che dia una svolta e un senso alla sua vita, e la sua tendenza innata a rovinare tutto ciò che possiede a causa del suo senso di insoddisfazione. Nonostante entri in contatto con numerosi e interessanti personaggi, resta sempre lui il centro di tutto.

Questo libro non è il classico fantasy: certo, vi è la magia, vi sono cose ed eventi straordinari. Ma va oltre. Tratta di temi come l’infelicità, l’emarginazione, la competizione, il sentirsi superiori alla massa, ma soli.

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La magia, poi, è caratterizzata come se fosse una scienza misteriosa, cosa che rende il tutto più reale, ma anche più inquietante.

Sicuramente, questo libro è un approfondimento godibile, specie psicologico, e fondamentale per gli amanti della serie tv, ma presenta alcune lacune e risulta lento e confuso in certi punti. Rimane, comunque, un bel libro da leggere, specie per gli amanti dell’introspezione e per chi cerca un fantasy diverso, con un protagonista atipico e più simile alle parti più oscure di noi stessi.

 

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Pagine: 430
Prezzo: 14,00 euro

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Il colore della magia – Terry Pratchett

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Chi abbia mai letto un libro di Terry Pratchett conosce il suo fantasy peculiare, dall’umorismo pungente, e non vede l’ora di tornare, di romanzo in romanzo, nuovamente ad Ankh-Morpork, nel Mondo Disco: un luogo al confine della magia, dove la terra è piatta e posa sul dorso di A’Tuin, un’enorme testuggine che nuota lentamente nel golfo interstellare.

Il colore della magia è il primissimo romanzo che ha dato il via a questa saga senza limiti e confini, dove Terry Pratchett ambientò una serie di personaggi e creature fantastiche, ma, al tempo stesso, buffe e dai tratti peculiari. Che comunque si sposano bene e rispecchiano magnificamente la psicologia di persone che, durante la lettura, ci sembra di vedere in carne e ossa davanti agli occhi e con cui possiamo facilmente immedesimarci.

Il Mondo Disco è un posto dove si possono incontrare personaggi bizzarri: maghi inetti, eroi grossolani, ladri scapestrati e assassini vanitosi, e persino Morte in persona, che certe volte fatica a star dietro alla sua prossima vittima.

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In questo mondo fantastico, il nostro protagonista, Scuotivento, un mago non particolarmente dotato, si trova a fare da guida a un forestiero che sembra sprigionare magia e ricchezze da ogni poro: che fine farebbe, in una terra piena di mascalzoni, questa innocente creatura di un altro mondo? Ma la vera protagonista della storia è pur sempre la magia, che ha quasi forma, volontà e, soprattutto, un colore particolare.

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Tra fughe, missioni impossibili, giochi pericolosi e inganni, i nostri due improbabili protagonisti si ritrovano ad affrontare un’avventura, sotto le mosse di Dei capricciosi, sognando sempre un mondo “diverso”, terribilmente simile al nostro.

Ogni libro di questo autore, purtroppo scomparso ormai da qualche anno, è un viaggio al limite dell’immaginazione, ma è anche una riflessione sulla vita, sulla morte, sull’inettitudine, sul bene e sul male. Sempre una garanzia, che non delude mai.

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SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Salani
Pagine: 206
Prezzo: 13,90 euro 

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Non ho tempo per amarti – Anna Premoli

San Valentino si avvicina ed è tempo di storie d’amore e romanticismo. E quale autrice può appagare la vena romantica che è in ogni lettrice se non Anna Premoli? Ed oggi sono qui proprio per parlavi di lei e del suo ultimo romanzo.

Non ho tempo per amarti è la storia di Julie, trentaseienne scrittrice di romanzi d’amore storici, stoicamente single dopo una convivenza di dieci anni conclusasi con un tradimento da parte del suo compagno e stranamente attaccata al passato. Lei ama lo stile Regency, l’Inghilterra dell’800 e tutto ciò che è “per bene”.

Anche i suoi gusti, in fatto di musica e cinema, sono rimasti “antichi”. La sua vita è pervasa da una sorta di rifiuto per tutto ciò che è moderno: odia i social, il gossip e la musica contemporanea soprattutto se rock.

E’ più che naturale, quindi, che non possa affatto riconoscere il suo giovane, affascinante e rumoroso nuovo vicino di casa: la venticinquenne rock star Terrence Graham. Dopo un primo incontro/scontro e dopo aver scoperto l’identità di Terrence, tra i due viene stipulato un patto per permettere ad entrambi di svolgere i loro lavori senza intoppi: Julie potrà godere del silenzio e dedicarsi alla scrittura nelle ore in cui Terrence è in studio di registrazione in modo da poter lasciare a lui piena libertà di comporre le sue canzoni quando è in casa.

Questo patto tra i due porterà alla nascita di una bella amicizia che sfocerà in qualcosa di più forte e meno “puro”. Ma la differenza d’età è molta ed anche la fama di Terrence non è un ostacolo facile da superare, senza contare che lui rappresenta tutto l’opposto di quello che Julie cerca in un uomo. Come può una relazione funzionare con tutti questi limiti?

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Diciamolo pure: quando si prende un libro di Anna Premoli si sa già a cosa si va incontro. Sappiamo già che la protagonista sarà una donna piena di dubbi sulla sua bellezza e sulla sua capacità di piacere agli uomini. E sappiamo che incontrerà un ragazzo bellissimo, assolutamente perfetto e con tutte le attenzioni che ogni donna sogna di ricevere, con cui, dopo un primo momento di “scintille”, scoppierà inevitabile la passione e l’amore. Ma, nonostante tutto questo, il piacere della lettura rimane intatto.

Lo stile della Premoli è inconfondibile e godibile. Un uso del linguaggio comune e fluido accompagnano la lettura del romanzo. La storia è pervasa di brio, ironia, del giusto pizzico di “sale” che ti tiene incollata alle pagine per sapere come procederà questa storia d’amore.

E le protagoniste femminili sono così vere, caratterizzate in maniera così realistica, che è praticamente impossibile non immedesimarsi nei loro ragionamenti. Non si può dire lo stesso dei personaggi maschili che, per quanto ben delineati e caratterizzati, peccano in quanto a realismo.

Però, come dicevo ad inizio articolo, Anna Premoli soddisfa quella voglia che ogni donna ha di romanticismo senza rischiare di diventare troppo melensa. Anzi, strappandoti anche molti sorrisi e qualche risata.

Un libro assolutamente consigliato per staccare la spina dai problemi di ogni giorno e passare qualche ora sognando ad occhi aperti.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 315
Prezzo: €9.90

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Olga di carta – Jum fatto di buio – Elisabetta Gnone

«Ma è un libro per bambini?»
«Nono»
«Allora è un libro per adulti?»
«Diciamo che è un libro che si plasma perfettamente addosso a chi lo legge. E’ come i Lego, è adatto a tutti dai 5 ai 99 anni.»

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Olga è una bambina che racconta storie. Non frottole, eh. Storie vere, di cose che sono successe veramente. In paese lo sanno tutti e per questo, quando la vedono fermarsi a chiacchierare con qualcuno tendono le orecchie e ascoltano per controllare che non stia iniziando una nuova storia. In questo caso, state certi cari lettori, intorno alla bambina inizierà a formarsi un capannello di curiosi e tutti, in religioso silenzio, si metteranno a sentire ciò che la piccola ha da dire.

In questo libro viene evidenziato, in maniera delicata e magica, quanto le parole abbiano il potere di aggiustare ciò che si rompe, sia esso visibile in superficie o confinato nel nostro subconscio. Jum, il protagonista assoluto dei racconti di Olga in questo nuovo libro di Elisabetta Gnone, è la meravigliosa metafora scelta dalla bambina per giustificare quella potente e inconsolabile sensazione di vuoto che ci assale quando abbiamo perso qualcosa. Che sia una persona o l’ispirazione, avvertiamo un famigliare buco al centro dello stomaco e ci ritroviamo tristi e sconsolati a versare lacrime che sembrano destinate a non esaurirsi mai. Jum fatto di buio è di quelle lacrime che si nutre ed è grazie a quelle lacrime che cresce.

Olga, racconto dopo racconto, proverà ad aggiustare il cuore degli abitanti di Balicò ma così come le parole hanno il potere di ricostruire la speranza, hanno anche un rischioso rovescio della medaglia: ascoltate da persone facilmente suggestionabili, possono trasformarsi in qualcosa di pericoloso. Ed è così che lì dove si cerca di riportare speranza, capita la tragedia. Non vi nego che ho letto le ultime pagine con il fiato sospeso e un sacco di tristezza.

Questo libro dev’essere letto da tutti perchè ha il potere di far stare bene chi lo legge. Qualità rara oggigiorno nel panorama letterario italiano e non.

«Ho un po’ di mal di testa. Hai un oki?»
«No, però ho il libro di Elisabetta Gnone, vedrai se ti passa se lo leggi»

Scheda del libro

Editore: Salani
Pagine: 215
Prezzo: 14.90 euro

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Van Helsing – Gianmario Mattei

[…] Infine, a questi due casi estremi, si accompagna una terza stirpe di uomini, di numero esiguo, a cui è stato concesso il dono di operare sia il bene attraverso il male, che il male attraverso il bene. Le loro sorti non sono gestite dal Fato, bensì direttamente dalla Divina Potestate, la quale si serve di questi suoi eletti agenti per perseverare in Terra l’equilibrio tra le forze antiche e antitetiche che lo animano. E alcuni di questi adempiono il loro compito con una tale perfezione, da far sì che l’onnisciente occhio di Dio si posi sulla loro primogenitura e sulle generazioni che da essa seguiranno.

Siamo nel dicembre del 1438, esattamente il 23 dicembre 1438, quando Boudjiewin Van Helsing fa ritorno in patria ad Amsterdam a seguito di diversi anni passati in giro per il mondo, ma soprattutto in Italia, per studiare e specializzarsi nelle arti mediche. Il rientro è stato richiesto esplicitamente dal padre poiché a breve ci sarà il fidanzamento della giovane Sonja Van Helsing con un importante principe.

Ma, già nel momento in cui Boudjiewin mette piede sul suolo olandese, iniziano a succedere cose strane. Infatti, da un deposito del porto, sopraggiungono delle urla strazianti e Boudjiewin, accorrendo insieme alla folla dei curiosi e alle guardie, si ritrova davanti un macabro spettacolo: un uomo, un marinaio italiano, sta quasi per morire dissanguato ad opera di un mostro di cui si vedono solo degli occhi gialli.

Facendo prevalere allo stupore e alla paura l’uomo di scienza, Boudjiewin soccorre il marinaio ma rimane ancora più sconvolto quando l’uomo chiede di essere ucciso invece che salvato. Portato dal suo vecchio maestro Salomon per curarlo sarà invece la morte che incontrerà il marinaio poiché egli è stato infettato da un malvagio virus che sta per trasformalo in un essere abominevole: un vampiro.

Questo evento segna l’inizio di una serie di vicende a cui il giovane non riesce inizialmente a dare un senso, passando da un atteggiamento di incredulità ad un altro di quasi rassegnazione al suo destino.

Il Fato desiderava altro per me, ne divenni conscio in quegli istanti benedetti da Dioniso: un futuro fatto di solitudine nutrita da malafede e da pericoli continui.

L’essere venuto a conoscenza dell’esistenza dei vampiri stravolgerà la vita di Boudjiewin e, dopo un tragico evento che coinvolgerà tutta la sua famiglia, intraprenderà un lungo viaggio con alcuni compagni con lo scopo di liberare il mondo della piaga dei vampiri.

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Gianmario Mattei, già scrittore di un’altra saga fantasy, si immerge nel mito dei vampiri e nella leggenda della famiglia da cui ogni cacciatore di vampiri discende: i Van Helsing. Mescolando sapientemente il mito, la componente fantasy ed eventi storicamente accertati, ci regala un romanzo avvincente e ben scritto.

La narrazione è fluida e scorrevole, i salti temporali gestiti al meglio anche grazie all’espediente del racconto tramite diario. Punto di merito alla giovane casa editrice che ha puntato su un cavallo che, almeno alla partenza, sembra essere di quelli vincenti. Attenderò con ansia la pubblicazione del seguito poiché questo era solo un piccolo, ma avvincente, assaggio.

Se non mi fossi sottoposto a tali forzature, sarebbe restata estranea ed incomprensibile alla mia mente la volontà del Fato, del Destino, di Dio o di qualsiasi altro nome si voglia dare a tale potenza che decise di rendermi attore della serie di intricate azioni che avvennero tra la realtà del mondo visibile e quello celato agli uomini. Ovvero, che noi Van Helsing e la nostra futura genia, dovremo ergerci a difesa dei nostri simili dai mali che dimorano nelle tenebre di questo mondo, ovunque questi si manifesteranno.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Edizioni 2000Diciassette
Pagine: 237
Prezzo: €16.00

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Il libro dei viaggi nel tempo di Roma – Claudio Colaiacomo

20180108_142237Oggi vogliamo parlarvi di un bellissimo libro pubblicato dalla Newton & Compton. Un’edizione curatissima nei minimi dettagli, con una copertina accattivante in simil pelle e una grafica steampunk per il titolo, “Il libro dei viaggi nel tempo di Roma” di Claudio Colaiacomo si colloca, nella mia personalissima classica, come il libro più bello letto nel 2017. L’idea, molto interessante, di raccontare gli eventi più importanti che si sono svolti a Roma nel corso dei secoli, è resa davvero bene dall’autore che ci accompagna direttamente sul luogo in cui si è scritta la storia: l’esecuzione di Giordano Bruno a Campo de’ Fiori, l’assassinio di Giulio Cesare, l’alluvione più devastante del Tevere, sono solo alcuni esempi di ciò che andremo a leggere.

I capitoli si aprono con la destinazione e, scritta in corsivo, una breve descrizione su quella che sarà la “missione” di quel particolare viaggio temporale.

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A seguire ci troviamo ad osservare l’evento raccontato direttamente dalla voce dell’autore. Lui ci spiega cosa ci circonda, ma ci lascia la possibilità di figurare in prima persona i dettagli intorno a noi, i rumori, le voci in lontananza. Non si può fare a meno di immergersi completamente nella storia così come, durante una sessione di gioco di ruolo, non si può evitare di far battere il cuore all’impazzata quando chi guida la storia ci avvisa di un imminente pericolo. E’ tutto studiato e reso benissimo per fare in modo che l’esperienza di lettura si trasformi in una stupefacente esperienza di viaggio.

All’interno del libro, ad impreziosire ulteriormente i racconti, troviamo diverse illustrazioni in bianco e nero che accompagnano la lettura. Il baldacchino del Bernini, una riproduzione litografica del ratto delle sabine, una ricostruzione della Domus Aurea e tanto altro, tutto al servizio del lettore che potrà prendersi il suo tempo per godere dei dettagli appena descritti osservando i disegni che li accompagnano.

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Questo è uno di quei libri che arricchiscono chi li legge. Tanti sono gli aneddoti interessanti che ti porteranno a dire sorpreso “Ma dai, non lo sapevo!” e tante le storie che avrai voglia, durante una serata con amici, di condividere. Per questo motivo voglio ringraziare la Newton&Compton e Claudio Colaiacomo per il bellissimo viaggio nel tempo. Ora potrò girare per Roma e osservarla sotto una luce diversa.

SCHEDA DEL LIBRO:

Editore: Newton&Compton
Pagine: 376
Prezzo: € 10,00

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I 5 libri consigliati dal libraio

Buongiorno lettori,
oggi iniziamo una nuova rubrica che coinvolge direttamente i nostri “spacciatori di sogni”, alias i librai. Ogni mese chiederemo a dei librai di fiducia di dirci CINQUE titoli che si sentono di suggerire ai lettori. Speriamo, in questo modo, di conoscere e farvi scoprire tanti libri interessanti che per un motivo o per un altro sono passati inosservati ai nostri occhi.

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Partiamo con i consigli degli amici di Libriamoci, una graziosa libreria indipendente che si trova a Bitritto. Se andrete a trovarli non potrete fare a meno di innamorarvi della loro vetrina, dello spazio interno con i divanetti e della scelta meravigliosa che i due librai hanno fatto per noi lettori sui loro scaffali. Ah, sapete che c’è anche un giardino dove, con la bella stagione, organizzano tanti eventi? Se volete saperne di più ed essere informati sulle loro iniziative seguiteli su facebook alla pagina “Libreria Libriamoci”. Intanto vi lasciamo con i loro consigli di lettura:

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“Umami”

“Romanzo profondo ma dalla scrittura lieve, che racconta con delicatezza, in un meccanismo narrativo temporale a ritroso, le vite dei protagonisti, abitanti di un piccolo comprensorio alla periferia di Città del Messico, con la storia di ognuno che si riflette e si svela in quella degli altri. Una piccola meraviglia. Scritto da Laja Sufresa, edito da Sur”

Trama: Nel romanzo d’esordio di Laia Jufresa si incrociano i destini di una ragazzina che sogna di coltivare mais in cortile, un antropologo vedovo, una giovane pittrice che inventa colori, due musicisti, una mamma hippy e un papà contabile.

Nel corso dell’afosa estate di Città del Messico, mentre Ana è intenta ad allestire il suo orticello, scopriamo le storie dei suoi vicini, tra segreti e non detti che solo poco a poco ci permettono di completare il puzzle della narrazione. Chi era davvero mia moglie? Perché mamma se n’è andata? Com’è possibile che una bambina che sapeva nuotare sia affogata? Queste e molte altre sono le domande alle quali i deliziosi personaggi del romanzo tentano di dare risposta tornando, ognuno a modo suo, a interrogare un passato che è ancora più presente che mai.

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“Lincoln nel Bardo” 

“Doloroso (a volte straziante) e allo stesso tempo divertente, densissimo delle molte voci e altrettante storie che lo animano, “Lincoln nel Bardo” di George Saunders (Feltrinelli) è un autentico capolavoro, un libro geniale impossibile da dimenticare.”

Trama: Febbraio 1862, la Guerra civile è iniziata da un anno, e il presidente degli Stati Uniti, Abraham Lincoln, è alle prese con ciò che sta assumendo tutti i contorni di una catastrofe. Nel frattempo Willie, il figlio prediletto di undici anni, si ammala gravemente e muore. Verrà sepolto a Washington, nel cimitero di Georgetown. A partire da questa scheggia di verità storica – i giornali dell’epoca raccontano che Lincoln si recò nella cripta e aprì la bara per abbracciare il figlio morto – Saunders mette in scena un inedito Aldilà romanzesco popolato di anime in stallo. Il Bardo del titolo, un riferimento al “Libro tibetano dei morti”, allude al momento di passaggio in cui la coscienza è sospesa tra la morte e la prossima vita. È questo il limbo in cui si aggirano moltitudini di creature ancora troppo attaccate all’esistenza precedente, come Willie, che non riesce a separarsi dal padre, e il padre, che non riesce a separarsi dal figlio. Accompagnati da tre improbabili guide di ascendenza dantesca, assisteremo allo sconvolgimento prodotto nel mondo di queste anime perse dall’arrivo di Willie Lincoln, che è morto e non lo sa, e di suo padre, il presidente, che è come morto ma deve vivere per il bene del proprio paese. Sentiremo le voci – petulanti, nostalgiche, stizzose, accorate – degli spiriti e il controcanto della storia. Leggeremo nei pensieri di Lincoln e nella mente di suo figlio, uniti da un amore che trascende il dolore e il distacco fisico. Il romanzo si svolge in una sola notte, eppure abbraccia le epoche e arriva fino a noi, spaziando in un territorio dove tutto è possibile, dove la logica convive con l’assurdo, le vicende vere con quelle inventate, dove tragedia e farsa non sono due categorie distinte e separate ma un’unica realtà indifferenziata e contraddittoria, che proprio per questo appare spaventosa e viene negata. Come si può vivere, amare e compiere grandi imprese, sapendo che tutto finisce nel nulla? Probabilmente la risposta non esiste, ma Saunders affronta questo nucleo emotivo con tutta l’onestà e la partecipazione che può metterci uno scrittore alle prese con interrogativi così enormi.

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“Tutto è possibile” 

“Bellissimo l’ultimo romanzo di Elizabeth Strout. Attraverso uno stile limpido, una scrittura elegante e una struttura polifonica, le storie dei protagonisti dei vari racconti (i loro sogni, paure, delusioni, riscatti) si sfiorano dando luce ad un vivido affresco della provincia americana. (Giulio Einaudi ed.)”

Trama: Ad Amgash, Illinois, le vetrine dell’unica libreria ospitano l’ultima fatica di una concittadina, Lucy Barton, partita molti anni prima alla volta della sfavillante New York e mai più ritornata. E non vi è abitante del paese che non voglia accaparrarsene una copia. Perché quel libro, un memoir a quanto pare, racconta senza reticenze la storia di miseria e riscatto di una di loro, e insieme racconta la storia di tutti loro, quelli che sono rimasti fra le distese di mais e di soia del minuscolo centro del Midwest, con il suo carico di vergogna e desiderio, di gentilezza e rancore. A Patty Nicely la lettura di quelle memorie regala una dolcezza segreta, come avesse «un pezzo di caramella gialla appiccicata in fondo alla bocca». Patty, da bambina tanto graziosa da meritare, insieme alle sorelle, l’appellativo di «Principessina Nicely», è oggi una vecchia e grassa vedova, ancora tormentata dalla vergogna di un antico scandalo familiare e zimbello dei ragazzini della zona. Eppure lei, dal libro di Lucy Barton, si sente finalmente capita. Livida e aggressiva appare invece la reazione di Vicky, sorella maggiore di Lucy, quando, con il fratello Pete, invecchiato in solitudine senza mai davvero crescere, i tre si ritrovano nella casa di famiglia per la prima volta dopo diciassette anni. Vicky, rimasta al palo delle occasioni mancate, non perdona alla sorella scrittrice di aver tagliato i ponti con un passato insopportabile, di avercela fatta, e le parole che i tre fratelli si scambiano sono coltelli che affondano nella carne viva dei loro ricordi di bambini. Eppure Vicky si è presentata all’incontro con un commovente velo di rossetto sulle labbra, e Pete, nel disperato tentativo di rendere la casa casa, ha comprato un tappeto nuovo. Certo, le cicatrici sono quasi più della carne, per i personaggi di questi racconti; certo, «siamo tutti quanti un casino, e anche se ce la mettiamo tutta, amiamo in modo imperfetto». Ma se ci si può rinnamorare ben oltre i settant’anni su un lungomare italiano, come capita a Mississippi Mary; se si può trovare sollievo dal dolore indicibile dell’esistenza in un momento di assoluta condivisione nella stanza anonima di un bed and breakfast, come capita a Charlie Macauley; se si può scovare un amico, un amico vero, nel retro di un teatrino amatoriale, proprio alla fine di ogni cosa, come capita a Abel Blaine, allora tutto, ma proprio tutto, è possibile.

24252231_1962533877096948_887709201_nLuca Tortolini e Daniela Tieni
“Il catalogo dei giorni” 

“Ci sono giorni felici e giorni tristi, giorni carichi di rabbia e giorni popolati dai rimpianti, giorni dedicati all’attesa e giorni che non si ripeteranno mai più. Chiunque ritroverà istanti della propria vita e si rispecchierà nelle parole, mai banali, di Luca Tortolini e nelle oniriche illustrazioni di Daniela Tieni (Kite edizioni).”

Trama: La nostra vita è fatta di giorni. Decine, centinaia, migliaia di giorni. Ma come sono questi giorni? Felici, tristi, pieni di risentimento, di dubbi, di possibilità mai diventate realtà? Sono giorni trionfanti, o di sconfitte laceranti, giorni colmi d’amore o rabbia, di paura di non essere riusciti, o peggio di non essere noi stessi? Questo libro ce li racconta, in una carrellata veloce di diapositive che scorrono, e vanno via. Perchè sono loro, i giorni, a comporre la nostra vita.

24252120_1962534130430256_629945078_nMichele Cuevas e Erin E. Stead
“Il postino dei messaggi in bottiglia”

“Un albo leggero e dolce come un venticello di primavera, quella brezza delicata così carica di desiderio verso la stagione che verrà. La stessa voglia che anima il postino, protagonista di questa storia, in attesa di provare quella gioia che quotidianamente dona agli altri quando consegna ai legittimi destinatari i messaggi in bottiglia; un’immagine romantica delle lettere che purtroppo non riceviamo più e simbolo di quel piacere nell’attesa quasi dimenticato. Scritto da Michelle Cuevas e illustrato da Erin E. Stead (Babalibri)”

Trama: Determinato e solitario, il postino dei messaggi in bottiglia sa bene che quel che deve portare a destinazione non sono solo messaggi, ma frammenti di vita, ricordi, sogni. Il suo è un lavoro della massima importanza. È suo dovere aprire ogni bottiglia arrivata dall’oceano e assicurarsi che venga consegnata. Quando un giorno arriva dal mare, senza mittente e senza destinatario, un invito a una festa