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Mara. Una donna del Novecento – Ritanna Armeni

Mara. Una donna del Novecento è un libro scritto da Ritanna Armeni pubblicato lo scorso 13 febbraio da Ponte alle Grazie.

Per me è stato il primo approccio con questa autrice (ma, qualche tempo fa, era stato recensito Una donna può tutto) e me ne sono innamorata all’istante.

Il libro si apre con la protagonista, Mara, tredicenne. Vive con la sua famiglia ed è la primogenita. Siamo nel 1933, il fascismo è in pieno possesso del suo potere e per Mara nulla è più importante che seguire i dettami del Duce.

Con la sua migliore amica si reca sempre in piazza Venezia a sentire Mussolini parlare, fa orgogliosamente parte delle Giovani Italiane ed ha già chiaro cosa vuole fare da grande: la scrittrice.

In realtà quest’ultimo punto è un po’ distante dalle ideologie fasciste che vuole le donne madri e mogli, ma è sicura di poter realizzare il suo sogno.

Come ogni sogno da bambino, però, anche il suo dovrà fare i conti con la realtà: prima la guerra in Etiopia, poi la morte del padre ed infine la seconda guerra mondiale al fianco dei nazisti, portano Mara a dover mettere in secondo piano le sue aspirazioni per far fronte al bilancio familiare.

Ed in questo clima che anche Mara, come molti altri italiani, inizia a dubitare della veridicità e della sensatezza del fascismo. Una volta nati, questi dubbi, si sentirà inizialmente destabilizzata. Ritroverà il suo equilibrio nei suoi desideri e in quel sogno che non l’ha mai abbandonata.

MaraIn realtà Ritanna Armeni “usa” la storia di Mara per raccontare al mondo quella che era la figura femminile all’epoca del fascismo. Una donna principalmente madre e moglie ma anche lavoratrice e combattiva.

Ci racconta di donne che apparentemente ricoprivano incarichi importanti ma a cui, in un battito di ciglia, poteva venire revocato tutto. Donne del popolo che prima donano orgogliosamente la propria fede nuziale per finanziare la guerra d’Etiopia e poi si tirano indietro o accettano con riluttanza di dare i propri tegami per la seconda guerra mondiale.

Sono donne di spirito e argute, oscurate dalla mentalità fascista e che avranno il loro giusto posto del mondo alla fine del Ventennio.

Ma, accanto a loro, si contrappone la figura della donna partigiana. Le donne che hanno lottato per la libertà dell’Italia e che hanno visto e vissuto sofferenze e violenze al pari delle ultime donne rimaste fedeli a Mussolini.

Una scrittura fluida, scorrevole e avvincente ci regala un romanzo/saggio storico di tutto rispetto. Un romanzo che restituisce importanza alla figura femminile di quell’epoca.

La protagonista, la cui vita viene presa in prestito a favore della Storia, è ben caratterizzata e ci consente di venire a conoscenza dei pensieri che attraversavano tutte le adolescenti e le donne dell’epoca.

Mara. Una donna del novecento di Ritanna Armeni è un libro di cui consiglio vivamente la lettura sia per una sorta di orgoglio femminile sia per conoscere, ancora di più e da un nuovo punto di vista, la storia del Ventennio italiano.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Ponte alle Grazie
Pagine: 297
Prezzo: 16.80€
Voto: 8/10

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Silenzio – Raffaele Palmieri

Silenzio di Raffaele Palmieri è un romanzo pubblicato dalla casa editrice Book a book il 17 dicembre 2019.

Si tratta di un libro molto breve, poco più di 170 pagine ma, al lettore attento, verranno comunicati una serie di stati d’animo e di verità di un certo peso.

Il protagonista di questa storia è Tommaso. Frequenta le elementari quando, il 22 marzo 1978, viene portato assieme a tutta la sua classe ad assistere ai funerali di due ragazzi uccisi nel suo quartiere dai fascisti.

Naturalmente il piccolo Tommy non capisce subito cosa stia succedendo, perché tutta quella gente è lì con lui, perché sono tutti tristi. Ma la risposta gli arriva, qualche ora dopo, dal cugino Giovanni.

Questo episodio segna, per Tommaso, la fine dell’infanzia. Il mondo che per lui si era sempre mostrato lieto adesso diventa improvvisamente sporco. Inizia a capire che ci sono giochi pericolosi che possono spezzare la vita e da cui lui deve rimanere lontano.

Ma, seppur con tutte le buone intenzioni del mondo, non sempre si riesce a tenere lontana la parte malfamata del mondo. Soprattutto quando cresci in uno dei quartieri più malfamati di Milano.

Il nostro protagonista si troverà così inevitabilmente coinvolto, suo malgrado. E tenterà in tutti i modi di tenersene fuori e di seguire la retta via. Ma l’inciampo e dietro l’angolo ed è con quello che Tommaso dovrà poi fare i conti per tutta la vita.

Silenzio Palmieri

Raffaele Palmieri ci regala un affresco di una realtà che va dalla fine degli anni ’70 alla metà degli anni ’90, quello di un quartiere di Milano in cui è difficile sopravvivere se non vuoi sporcarti le mani.

Una realtà che è facilmente riconducibile a tutta l’Italia di quegli anni. Una nazione in mano a guerre politiche sanguinose, a ragazzi che smerciano morte (sono gli anni dell’eroina prima e della cocaina poi), alla mafia presente ovunque (anche nelle fabbriche e nelle gerarchie dei lavoratori).

Sono anni pesanti per crescere e il protagonista racchiude in sé tutte queste difficoltà e molte altre. Il personaggio di Tommaso ha una profondità sorprendente, non lascia nulla al caso, rimugina tanto sui propri atteggiamenti e sui suoi errori, veri o presunti che siano. Tommaso è l’emblema del bravo ragazzo che, pur cercando in tutti i modi di rimanere pulito, viene inevitabilmente toccato e sporcato dalla società che lo circonda.

Il grande lavoro psicologico fatto su questo protagonista e, in generale, sulla società specchio di quegli anni, rende il romanzo di Palmieri una fonte pressoché inesauribile di riflessioni.

Silenzio di Raffaele Palmieri è un romanzo che difficilmente lascia il lettore anche dopo parecchio tempo dalla fine della sua lettura. Un romanzo difficile e dal contenuto pesante, che si lascia leggere voracemente e che unisce la Storia con gli eventi personali dei personaggi in maniera magistrale.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Book a Book
Pagine: 177
Prezzo: 12.00€
Voto: 8/10

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Vita dopo vita – Kate Atkinson

41FxCv4h1cLAvete mai pensato a cosa succederebbe se aveste la possibilità di rivivere la vostra vita all’infinito? Che piega prenderebbe la vostra vita se poteste evitare di commettere quegli errori che hanno condizionato la vostra esistenza? Quali sono gli infiniti scenari che vi si aprirebbero davanti? Proprio di questo tratta il romanzo di Kate Atkinson, Vita dopo vita, di cui oggi vi parlo.

«Pochi istanti dopo essere venuta al mondo, il mio cuore ha smesso di battere. A quattro anni, sono annegata nell’oceano. A cinque anni, sono scivolata da un tetto coperto di ghiaccio. A otto anni, ho preso l’influenza spagnola. Quattro volte. A ventidue anni, mio marito mi ha spinto con violenza contro un tavolino, uccidendomi. A trent’anni, sono morta durante un bombardamento tedesco su Londra. E su di me cadevano le tenebre. Ma ho sempre avuto un’altra possibilità.»

Protagonista del romanzo è Ursula Todd, figlia di una numerosa e abbiente famiglia inglese, che viene al mondo in un gelido inverno del 1910. Fin dalle prime pagine del libro si capisce che quella che sta per essere narrata non è una storia come tutte le altre. Il romanzo infatti inizia con la nascita di Ursula e, purtroppo, con la sua immediata morte per soffocamento durante il parto. Nel capitolo successivo, Ursula nasce nuovamente e questa volta, per una serie di coincidenze, riesce a superare il parto e a incominciare la sua vita. Così, in un arco temporale che ha come sfondo le due guerre mondiali, si assiste al susseguirsi delle innumerevoli vite di Ursula, dove la morte della protagonista e il successivo calare delle tenebre, sono solo il preludio all’inizio di una nuova vita e di una nuova possibilità per la protagonista. Ursula, anche se in maniera inconscia, sembra essere consapevole di aver già vissuto altre vite, e questa consapevolezza la porterà a non ripetere determinati errori che hanno irrimediabilmente condizionato la sua vita in passato ma anche quella dell’intera popolazione mondiale.

“Se Hitler fosse stato ucciso prima di diventare cancelliere sarebbe scoppiato il conflitto fra Arabi e Israeliani? (…) Se Hitler non avesse avuto la possibilità di compiere l’Olocausto (…)”

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Vita dopo Vita è un romanzo che è giustamente stato definito un capolavoro. Attraverso le vite di Ursula, il lettore è accompagnato attraverso gli anni più bui della storia Europea, vive la tragedia della guerra e del terrore dei bombardamenti, di come una vita felice, spensierata e ricca di affetti possa essere irrimediabilmente compromessa da eventi più grandi su cui non si ha alcun potere. Il personaggio di Ursula è un personaggio mutevole, che diventa sempre più forte man mano che rivive la sua vita. Le vite di Ursula e le vicende che accadono al suo personaggio portano a riflettere su quanto anche un piccolo evento nella nostra vita, al quale magari viene data poca importanza, possa in realtà compromettere in bene o in male tutta la propria vita futura. La storia narrata da Kate Atkinson è una storia forte, a tratti anche molto dura e cruda, ma che appassiona il lettore e lo coinvolge nel vortice delle vite della protagonista, spingendolo ad andare avanti per capire cosa succederà nella prossima.

L’unica nota negativa che mi sento di fare a questo romanzo è da un punto di vista stilistico. Il passaggio da una vita all’altra non è sempre ben descritto e non sempre sono chiare le nuove relazioni di Ursula con i vari personaggi che la circondano nella vita successiva. Questo crea un pò di confusione, e si è costretti a ritornare indietro per rileggere e avere più chiara tutta la storia. Nonostante questo piccolo appunto negativo, promuovo a pieni voti questo romanzo e ne consiglio la lettura a tutti.


Scheda del libro

Editore: Nord
Pagine: 544
Prezzo: 18,60€
Voto: 9/10

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L’opale perduto – Lauren Kate

L’opale perduto di Lauren Kate è uscito il 3 settembre per Rizzoli e segna il ritorno della Kate in libreria.

Piccola premessa: se vi aspettate il solito fantasy a cui ci ha abituato Lauren Kate vi dico già che non lo è.

L’opale perduto si apre con un prologo in una gelida serata in una Venezia del 1725 in cui la protagonista del romanzo, Violetta, ha cinque anni e si trova nella soffitta dell’ospedale degli Incurabili dove abita insieme ad altri orfani. Qui assiste alla scena di una madre che abbandona il figlio nella ruota, un bambino della sua stessa età. Quello che le rimarrà impresso di quella notte, oltre all’aspetto del bambino, sarà la canzone che la madre canta mentre abbandona il figlio.

A dieci anni da questo evento ritroviamo Violetta, ormai quindicenne, a cui inizia a stare stretta la vita agli Incurabili. Un giorno, salendo nella sua amata soffitta, non sarà sola. Troverà infatti un ragazzo, Mino, abile suonatore di violino, che l’accompagnerà nelle sue fughe sul tetto e con cui nascerà qualcosa.

Ma, nel momento in cui Mino dichiarerà a Violetta il suo amore e le chiederà di fuggire con lui, lei rifiuterà mettendo davanti all’amore la sua passione per il canto e la sua carriera all’interno degli Incurabili.

Basterà questo a separare i due giovani? Venezia nasconde una miriade di segreti e tra i suoi canali, infiniti eppure minuscoli, giace un segreto che sarà presto rivelato: chi è il padre di Mino? E perché fu abbandonato in quella lontana notte del 1725?

L'opale perduto

Lauren Kate ha abituato il suo pubblico alle sue storie fantasy ma qui, di fantastico, non c’è proprio nulla.

Ammetto che, inizialmente, ero molto scettica: nei primi tre capitoli succede già di tutto. I due ragazzi si incontrano, si innamorano, lui le propone di fuggire, lei rifiuta, i due si lasciano in malo modo. A quel punto mi sono domandata: cosa potrà mai succedere nelle 300 e più pagine che mi separano dal finale se già è tutto qui?

La risposta è presto data: ci viene raccontato un percorso di crescita, di rinunce, di sbagli e di adattamenti. Un percorso per entrambi difficile e costellato di difficoltà.

E tutto questo ci viene raccontato con lo stile fluido e scorrevole tipico di Lauren Kate. Uno stile alla portata di tutti che, con parole semplici, ci racconta sì una storia di un amore tormentato ma, soprattutto, la crescita di due giovani dalle origini ignote in una Venezia che risulta da un lato molto frivola ma dall’altro estremamente chiusa e fredda.

Grande ammirazione per la componente psicologica di questo romanzo: senza perdersi in psicologia spicciola e da quattro soldi e senza usare inutili spiegazioni, l’autrice ci lascia percepire tutto quello che passa nella mente di Mino e Violetta facendoci immergere nelle loro menti senza appesantire il racconto.

L’opale perduto di Lauren Kate è il libro perfetto per chi ama le storie d’amore che non siano semplici o scontate. Un ritorno in grande stile dopo alcuni libri che, a mio parere, erano un po’ sottotono rispetto alle reali capacità di questa scrittrice.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Rizzoli
Pagine: 352
Prezzo: 18.00€
Voto: 7.5/10

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Falso in bilancia – Selvaggia Lucarelli

41WObLyJAWL._SX319_BO1,204,203,200_Buongiorno lettori,
come stanno andando le vostre vacanze? State arrostendo al sole? Oggi vi parlo di un libro che ha tutto il potenziale di essere il romanzo adatto a finire nella vostra borsa per il mare. Leggero, tematica che fa sorridere e stile di scrittura come sempre affascinante: parlo dell’ultimo romanzo di Selvaggia Lucarelli “Falso in bilancia”. Come sempre i titoli della Lucarelli sfruttano un gioco di parole per fare un piccolo spoiler ai lettori (così è stato anche per “Dieci piccoli infami”) e quindi come potrete immaginare qui Selvaggia ci parla di chili di troppo. Vi lascio la trama.

Questa cosa di nascere affamati è una maledizione mica da poco. Io mi immagino il Sommo Creatore del Metabolismo che con sadico, casuale cinismo distribuisce culo e dannazioni metaboliche a tutti noi prima di nascere. “Tu mangerai quel che vuoi senza ingrassare”, “Tu nascerai già chiatto di costituzione e resterai chiatto con tutte le diete del mondo” e infine: “Tu invece nascerai magro ma avrai una fame eterna e se vorrai rimanere magro dovrai resistere giorno dopo giorno, quindi tanti saluti e buona vita!Cosa succede se in gravidanza ingrassi di venti chili e il tuo ginecologo (insieme a una stramaledetta bilancia professionale) si trasforma nel nemico numero uno? E se hai una mamma che ti nutre a verdura e poco più perché a lei il cibo non interessa e che a un certo punto decide di fare lo sciopero della fame per solidarietà con Pannella? Cosa accade se la tua migliore amica ti dà della grassona per errore (suo) o se, a quarant’anni, ti fidanzi con un cuoco che vuole viziarti in ogni momento con succulenti manicaretti? Ecco, succede quello che Selvaggia ci racconta in questo spassosissimo libro, dove si confessa e ci mostra la realtà che (quasi) tutti noi viviamo costantemente: il conflitto con il nostro peso e con l’immagine che rappresenta in questa società che tenta incessantemente di condizionarci. Contando sul fatto che siamo tutti accomunati dallo stesso miraggio: quello che un giorno potremo scegliere un super potere che non sarà l’invisibilità, o passare attraverso i muri o volare. Sceglieremo di mangiare senza ingrassare. Convinti che il nostro sogno prima o poi si avvererà.

Come dicevo, questo è un romanzo che si lascia divorare con estrema facilità, sia perché il lettore ha l’impressione di fare una chiacchierata con l’autrice stessa e quindi, in religioso silenzio, ascolta interessato i suoi tanti aneddoti (anche questo è un romanzo autobiografico), sia perché la Lucarelli ha un modo di scrivere talmente trascinante e vivace che tutto quello che mette su carta viene “bevuto” dal lettore in dieci nano secondi. Ha un modo di costruire le battute che raramente si trova in giro (almeno nel panorama italiano femminile) e in tutti gli anni che la seguo mai mi è capitato di soffermarmi su un suo scritto (anche su Facebook) e pensare “Madò, ma che palle”. Che siano post di racconti dei suoi viaggi (ndr che spero presto vengano pubblicati in una raccolta perché meritano davvero di essere riletti tutti) o post di inchiesta, la Lucarelli riesce a far leggere 3000 battute anche al tipo che nella sua vita ha letto solo la lista degli ingredienti della confezione dei cerali la mattina e che neanche l’ha mai finita tutta.

Tornando al romanzo, Selvaggia ci racconta della sua vita da affamata cronica. Un pozzo senza fondo, la Lucarelli ha vissuto la sua vita ponendosi sempre la stessa domanda “Cosa si mangia oggi?”. Certo, leggere queste cose, dei suoi problemi di peso e della difficoltà ad accettarsi mi ha reso, soprattutto all’inizio del libro, un po’ perplessa. Come chiunque si trovi nella situazione di vivere con dei chili di troppo, guardo con diffidenza chi parla di ciccia e poi, a guardarla bene, è una gran figa. Insomma, non sembra credibile che una come Selvaggia possa comprendere la sensazione di disagio che si prova a lottare dentro un camerino con un paio di jeans troppo stretti. Stavo quindi per gridare all’impostore e terminare la lettura senza darle altre possibilità, ma poi sono andata avanti e ho capito. Ho capito che poteva essere vero. Che siamo tutte pazze, noi donne. Che ci facciamo davvero troppe pippe mentali, che viviamo male il nostro corpo sempre, che useremo sempre il peso come arma per ferire anche se, come donne, sappiamo che il body shaming è la cosa più ignobile che una persona possa subire. Ricordo la pubblicità in cui una ragazza in carne si reca in spiaggia, piazzandosi poco distante da un gruppetto di ragazze perfette e fiera dei suoi chili di troppo si alza per andare a fare il bagno. Quando l’ho vista ho pensato “Seh, fosse così facile”. Non era credibile per me. In questo libro invece c’è un percorso di accettazione che è Selvaggia stessa che ha dovuto affrontare. Ci racconta come ha fatto, ci spiega che la vita è troppo breve per trascorrerla a nasconderci a causa di una forma fisica che non ci fa sentire a nostro agio.

Vi dico solo che lei, la Lucarelli, dopo praticamente un’intera esistenza a dover combattere contro chi le imponeva di etichettare il cibo come il nemico da eliminare, ha trovato la felicità tra le braccia di un giovane splendido cuoco. E ora è felice.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Rizzoli
Pagine: 196
Prezzo: 17.00 euro
Voto: 7/10

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Tatiana e Alexander – Paulina Simons

Risultati immagini per tatiana e alexanderCon la recensione di oggi voglio continuare a parlarvi della trilogia del Cavaliere d’Inverno di Paulina Simons. Ho letto “Tatiana e Alexander” dopo circa un paio d’anni la lettura del primo.

L’inizio del secondo libro della trilogia del Cavaliere d’Inverno vede i due amanti separati. Tatiana, credendo Alexander morto e, incinta di pochi mesi, riesce a scappare in America per garantire un futuro migliore al piccolo in arrivo e a se stessa. Una volta nel nuovo paese, viene curata per la tubercolosi e ricomincia a lavorare come infermiera. Ritornare ad una vita normale è molto difficile perchè la ragazza non riesce a dimenticare Alexander e soprattutto non riesce a rassegnarsi ad una vita senza di lui. Anche Alexander è riuscito a sopravvivere in Russia e cerca in tutti i modi di ricongiungersi con Tatiana.

Quanto tempo occorre prima che la lancetta del tempo tic, tac, tic, tac… che i giorni, le notti, i mesi e gli anni inesorabili  scalfiscano la pietra del cordoglio che ostruisce la gola fino a farla  diventare un ciottolo ben levigato? Ogni volta che pensi al suo nome, non respiri più: ogni volta che guardi suo figlio non respiri più. Ogni Natale, ogni tuo compleanno, ogni suo compleanno , ogni 13 marzo non respiri per un giorno intero, un altro giorno, un altro anno. Volano via gli anni, eppure il dolore rimane conficcato lì, nella gola, da dove tutto deve passare. Tutto il resto… felicità per te stessa, affetto per gli altri, cibo nel tuo piatto, acqua alla tua tavola, preghiere, applausi…  Tutto ci passa attraverso

In questo libro vediamo i due protagonisti vivere due vite parallele e questo permette al lettore di conoscere entrambi i fronti della guerra, quello europeo e quello americano. Nella prima parte del romanzo troviamo una lunga digressione sull’infanzia di Alexander in cui il lettore ha la possibilità di conoscere meglio questo personaggio. La storia dell’infanzia di Alexander continua però nel racconto delle vicende narrate nel primo libro dal punto di vista di Alexander e questo occupa una buona metà del romanzo.  Per chi, come me, legge questo libro dopo tanto tempo dal primo, può sicuramente trovare piacevole questa parte, in quanto permette di riportare alla memoria dei particolari e degli eventi che forse si erano dimenticati. Chi invece legge questo secondo volume subito dopo aver letto il primo, temo che possa trovarla un pò noiosa e ridondante in quanto non aggiunge molto alla vicenda ed è costretto a rileggere degli eventi già noti dal primo libro.

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Il libro è di per se una lunga attesa del momento in cui i due amanti potranno ritrovarsi e in un crescendo di suspance, si arriva alle ultime pagine dove finalmente Tatiana riesce a rintracciare Alexander e a ricongiungersi con lui. Queste ultime 100 pagine sono le più belle e adrenaliniche di tutto il romanzo e lasciano il lettore con gli occhi incollati al libro.

Un tema sicuramente molto importante e sul quale potrebbero esserci opinioni contrastanti riguarda la scelta di Tatiana di lasciare l’America e il figlio di pochi anni alle cure di un’amica e di partire alla volta di un viaggio pericolosissimo e senza alcuna probabilità di successo in Europa, per seguire quelle poche tracce di Alexander che le fanno sperare che sia ancora vivo. Potrebbe essere considerata una madre snaturata e una folle per la sua decisione, ma questo è stato per me un particolare che mi ha fatto amare ancora di più questo personaggio. Tatiana è infatti è una donna forte e dotata di un incredibile coraggio, disposta a tutto pur di salvare l’amore della sua vita, indipendentemente dal passare degli anni e da tutti gli avvenimenti accaduti nel frattempo.

In conclusione, questo secondo capitolo della storia di Tatiana e Alexander, anche se ridondante in alcuni punti, è stato all’altezza del primo e non vedo l’ora di leggere la conclusione di questa storia nel terzo e ultimo libro.


Scheda del libro

Editore: Rizzoli
Pagine: 672
Prezzo: 13,00 euro
Voto: 9/10

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Mamme coraggiose per figli ribelli – Giada Sundas

8615938Buongiorno lettori,
oggi vi parlo del libro di un’autrice famosissima tra le mamme (e le zie, e le cugine e tutte le donne che seguono la sua pagina per farsi due risate con i suoi post): Giada Sundas e il suo “Mamme coraggiose per figli ribelli”. Devo essere sincera con voi, avendo amato molto il suo primo libro ero un pochino scettica per questa nuova uscita. Temevo, infatti, che Giada avesse già detto tutto quello che c’era da dire sul tema figli e l’essere genitore. Che le battute fossero finite e che gli argomenti potessero risultare ripetitivi a chi aveva già letto “Le mamme ribelli non hanno paura”.

Con mia grande sorpresa…mi sbagliavo! Intanto, quella presentata, è l’esperienza di Giada nell’essere madre di una bambina (Mya) ormai cresciuta e quindi se, come me, avete acquistato il primo libro con una neonata a tenervi sveglie la notte, potete godere di questo e prepararvi a quello che vi toccherà affrontare con l’arrivo dei “terrible two” e via dicendo. Mya cresce e mamma Giada e papà Moreno la seguono. Continuo a dire che questo è, secondo me, un libro godibilissimo anche per chi non ha figli. Le battute di Giada colpiscono sempre, il suo modo di scrivere ti fa venire voglia di conoscerla e fartela amica (ma non di essere invitata a cena da lei! Se lo fa non cadete nella trappola e suggerite di ordinare una pizza, mi raccomando).

In questo testo, come dicevo, leggiamo le (dis)avventure di una mamma alle prese con una duenne che parla, fa i capricci, dice cose bellissime che solo i bambini possono pensare e facciamo un po’ di autoanalisi per capire che no, una mamma non deve per forza essere una super eroina perfetta. Sbagliare è concesso, non dobbiamo farne una tragedia e…non siamo le uniche a farlo. Troviamo, come sempre, diversi post già scritti da Giada sia nella sua pagina facebook che sulla rivista de “Il Libraio”, per chi ha la memoria corta come me sarà bello rispolverare alcune perle tipo:

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Personalmente, ho fatto un mucchio di foto alle citazioni di Giada mandandole in giro tra amiche e nonne (sì, PERFINO alla suocera ho inviato uno screenshot che la riguardava)

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Insomma, se questo libro ti fa venire voglia di scrivere pure a tua suocera per ridere con lei (e non di lei!) allora vuol dire che Giada ha fatto davvero un ottimo lavoro anche con questo secondo volume.

Unica nota negativa? Il termine “ribelle”, proprio non lo posso leggere più associato a figli e genitori dopo la furba (per me) mossa di marketing delle più note favole della buonanotte.

SCHEDA LIBRO: 

Editore: Garzanti
Pagine: 200
Prezzo: 17.60 euro