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Il peso dei segreti – Aki Shimazaki

Il peso dei segreti è un romanzo diviso in cinque parti, cinque parti che in origine erano state pubblicate separatamente tra il 1999 e il 2004. Aki Shimazaki ha costruito un’unica storia che si dipana attraverso esse.

All’inizio conosciamo Namiko, che con il figlio va ad accudire la madre Yukiko, molto malata. La madre è sopravvissuta alla bomba atomica sganciata il 9 agosto su Nagasaki; non ha mai raccontato i suoi ricordi di guerra, che sono sempre stati percepiti come un peso dalla donna. Quando Yukiko muore e Namiko arriva dal notaio per il testamento fa una sconcertante scoperta: la madre gli ha nascosto un fratellastro e le ha lasciato un quaderno in cui racconta il suo passato.

Veniamo così a scoprire che quando aveva quattordici anni Yukiko viveva con la madre e il padre a Nagasaki, dopo essersi trasferiti da Tokyo, per motivi lavorativi del padre farmacologo. Nella casa accanto viveva la famiglia Takahashi: Mariko la moglie, il marito Kenji e il figlio di Mariko, Yukio. Kenji era stato trasferito in Manciuria, inizialmente per sei mesi, protrattisi poi per due anni con la guerra. Yukiko e Yukio avevano fatto amicizia e si erano innamorati, ma un giorno Yukiko aveva fatto una scoperta agghiacciante: suo padre, il suo amorevole padre, il signore Horibe, tradiva sua madre con Mariko da anni e da lei, tanti anni prima, aveva avuto un figlio, Yukio, che non aveva mai voluto riconoscere, facendo parte lui di una famiglia rispettabile ed essendo lei orfana senza origini conosciute.

La reazione di Yukiko è una presa di posizione contro la crudeltà del padre, adultero, vigliacco e soprattutto prepotente con Mariko stessa: viene fuori infatti durante un incontro che lei spia da un buco nella parete, che se il signor Takahashi è ancora in Manciuria è solamente colpa del signor Horibe, che sarebbe dovuto partire per andare lui al suo posto. Invece il signor Horibe, approfittando del suo potere ha agito per il suo tornaconto, per avere accanto a sè la sua ex amante e avere su di lei potere. Troppe persone soffrono e sono destinate a soffrire per causa sua; Yukiko, innamorata di Yukio, è consapevole che non potrà stare con lui perchè sono fratellastri. Dopo essersi procurata una dose di cianuro di potassio, che circolava tra i giapponesi in quegli anni, in vista del suicidio se il Giappone fosse capitolato e la gente fosse stata fatta prigioniera, la mescola con una medicina per lo stomaco del padre. La mattina del 9 agosto il signor Horibe prende la medicina e muore avvelenato, da solo, in casa. Poche ore dopo viene sganciata la bomba atomica su Nagasaki.

Nella seconda parte ci spostiamo e a raccontare la sua storia è Yukio stesso: nuovi pezzi del puzzle si uniscono. Scopriamo quindi di come il bambino fino ai quattro anni abbia frequentato il padre, il signor Horibe, senza saperlo, dell’amicizia con la figlia di questi, Yuriko, di come lei fosse la sua unica amica. Leggiamo la vita di Yukio, il matrimonio in tarda età, i figli e poi la morte della madre e la confessione di questa sulla sua nascita. I segreti continuano a venire a galla anche successivamente, nella terza parte, dove scopriamo il passato di Mariko, le sue origini coreane, in un Giappone pre-seconda Guerra Mondiale, in cui essere stranieri era uno stigma e in cui essere coreani era motivo di pericolo. Conosciamo quindi il suo nome, il nome di sua madre, le origini di un quaderno scritto in coreano, un orfanotrofio.

Nelle ultime due parti leggiamo poi la storia di Kenji, il suo punto di vista, la sua prospettiva, il suo conoscere le sue origini solo durante la vecchiaia e, infine, il ritorno alle fila del presente, quando torna a parlare Mariko e aggiunge nuove pennellate al quadro finale.

Il peso dei segreti delinea una storia attorno pochi personaggi la cui vita si va a incrociare nel grande affresco che è stata la Storia del Giappone nell’ultimo secolo, andando a toccare anche argomenti poco affrontati spesso, come il trattamento dei giapponesi nei confronti dei coreani. Le trame e sotto trame si innestano perfettamente le une alle altre, regalando un’idea di insieme. Il titolo delle cinque parti (Tsubaki -camelia-, Hamaguri -conchiglia-, Tsubame -rondine-, Wasurenagusa -nontiscordardimè- e Hotaru -lucciola) richiama alcune tematiche di esse e, infine, il titolo finale della raccolta riesce a far percepire appieno il suo significato: è il peso dei segreti, delle cose tenute nascoste per anni e anni, che attanaglia e soffoca l’esistenza di questi personaggi. Lo stile è incalzante, molto scorrevole, le pagine volano una dopo l’altra.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Feltrinelli
Pagine: 389
Prezzo: 9,90€
Voto: 8/10

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Per le strade di Tokio – Nick Bradley

Per le strade di Tokio di Nick Bradley è un romanzo uscito per Editrice Nord l’8 aprile.

Si tratta del primo romanzo di quest’autore nato in Germania ma che ha vissuto diversi anni in Giappone. Dopo essere tornato in Europa ha voluto approfondire la figura del gatto nella cultura nipponica ed è da qui che parte l’idea per questo libro.

Il romanzo si apre con il racconto di una ragazza che si reca dal miglior tatuatore della città con una richiesta molto particolare: vuole essere tatuata su tutta la schiena l’intera città di Tokio. Senza nessun essere vivente.

Il tatuatore, inizialmente, cerca di dissuaderla essendo lei una ragazza molto giovane e sicuramente di buona famiglia. Le fa anche presente che, per completare il lavoro, ci vorranno parecchi mesi.

Date le insistenze della ragazza (il cui nome è Naomi) il tatuatore si mette all’opera. Un giorno, durante una seduta, decide di fare uno “scherzo” e di inserire, nel tatuaggio, un essere vivente: disegna così una piccola gatta calico davanti alla statua di Hachiko.

Nella seduta successiva il tatuatore si accorge che la gattina non c’è più. La cerca nel disegno e la trova in un altro punto della città. Convinto di ricordarsi in maniera errata dove avesse inizialmente disegnato la gattina, rimane sconvolto quando, alla successiva seduta, la gattina si è spostata ancora. Sta forse impazzendo?

Iniziano così una serie di racconti: piccole vite che si incrociano nella caotica Tokio tutte accomunate dalla presenza, seppur fugace, di questa piccola gatta che appare nelle loro vite.

E pare che sia proprio lei a tirare le redini del destino di queste vite e ad aiutarle. Ma com’è possibile?

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Nick Bradley, partendo dalla leggenda del bakeneko (un demone gatto che può trasformarsi in umano), ci racconta una Tokio che non si ferma mai, autentica ed affascinante.

Nelle varie storie raccontate vengono tratteggiate molte vite, esistenze all’apparenza lontanissime tra loro, ma che in realtà sono accomunate dagli stessi desideri, dalle stesse paure e dubbi. Vite a cui basta un attimo, un avvenimento improvviso, per cambiare rotta.

I vari racconti, inseriti in un particolare ordine, spaziano per diversi generi donando al lettore un’esperienza di lettura molto particolare e appagante. Si crea una sorta di puzzle che, come per magia, si ricompone sotto gli occhi del lettore man mano che si procede alla lettura.

Lo stile è un mix tra Europa e Giappone, una sorta di fusione che rimane comunque lineare e semplice da seguire. Perfetta anche la caratterizzazione dei personaggi, resa benissimo anche nelle poche pagine di cui si compongono i racconti. Inoltre Bradley è stato capace di adattare Tokio ai personaggi rendendola, di volta in volta, diversa a seconda dello sguardo del momento.

Per le strade di Tokio di Nick Bradley è stata una vera e propria esperienza di lettura che mi ha permesso di familiarizzare con una cultura, quella nipponica, a me totalmente sconosciuta e mi ha così aperto un mondo nuovo ed interessantissimo.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Editrice Nord
Pagine: 355
Prezzo: 18.00€
Voto: 9/10

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Il ballo delle pazze – Victoria Mas

Il ballo delle pazze di Victoria Mas è un romanzo pubblicato da Edizioni E/O, in libreria dal 10 febbraio 2021. Si tratta di un romanzo d’esordio.

La storia si svolge a Parigi in un ospedale. Ma non un ospedale qualsiasi bensì l’ospedale psichiatrico della Salpêtrière.

Siamo nel 1885 e le internate vengono tenute sotto stretta sorveglianza e curate dall’illustre dottor Charcot con l’innovativa tecnica dell’ipnosi.

In realtà molte delle donne qui rinchiuse sono donne perfettamente sane, solo considerate scomode dalla società e dalle proprie famiglie che decidono di rinchiuderle. Alla Salpêtrière si entra e non si esce.

La Salpêtrière è un deposito per tutte quelle che disturbano l’ordine costituito, un manicomio per tutte quelle la cui sensibilità non corrisponde alle aspettative, una prigione per donne colpevoli di avere un’opinione. 

Ed è qui che viene portata Eugénie, una ragazza di buona famiglia ritenuta troppo bizzarra ed anticonformista. Qui farà la conoscenza della giovane Louise, affetta da crisi isteriche; conoscerà la veterana Thérèse, ex prostituta da anni lì rinchiusa. Ma soprattutto conoscerà Geneviève, la capo infermiera rigida e severa.

Le loro storie sono molto diverse eppure accumunate da uno stesso fattore: sono stati gli uomini a portarle lì. E mentre per Thérèse e altre non c’è altro posto in cui vorrebbero stare, per Eugénie e Louise il desiderio più grande è quello di uscire da lì e riprendere una vita normale.

Unico momento di svago, per loro, è il ballo di mezza quaresima: un evento in cui alla Parigi altolocata viene permesso di entrare in contatto con le alienate della Salpêtrière. E mentre nell’ospedale le donne rinchiuse si fanno prendere dall’annuale eccitazione per il ballo nessuno immagina che, quell’anno, qualcosa cambierà per sempre.

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Victoria Mas ci regala un esordio dal gusto amaro. Amaro come le ingiustizie perpetrate a danni di donne che non sono come la società vorrebbe.

La cruda realtà dell’ospedale psichiatrico, la presunzione dei medici e dei loro esperimenti, la cattiveria di chi decide di internare una donna: tutto è raccontato in maniera lucida e razionale.

Lo stile è crudo, essenziale e di facile lettura. Si tratta di un romanzo dal forte risvolto psicologico che emerge prepotente dalle storie delle donne protagoniste. Ed è questo, secondo me, il punto di forza: in meno di duecento pagine l’autrice è riuscita a raccontare storie di donne diverse tra loro senza dare l’impressione di averlo fatto di fretta o superficialmente. 

Non è un romanzo in cui è facile immedesimarsi ma, nonostante ciò, rimane una storia potente che penetra nel profondo e fa riflettere sul ruolo della donna in passato e su come, in alcune realtà, purtroppo ancora molto non è cambiato.

Il ballo delle pazze di Victoria Mas è un romanzo amaro che anche nel finale non regalerà un vero e proprio lieto fine. Perché, in fondo, nella vita vera il lieto fine non esiste. Soprattutto per chi è considerato un reietto della società.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Edizioni E/O
Pagine: 181
Prezzo: 16.50€
Voto: 9/10

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L’imperatrice illuminata – Susan Hastings

L’imperatrice illuminata di Susan Hastings è stato pubblicato da Edizioni Piemme lo scorso 13 aprile.

Si tratta del secondo ed ultimo volume della dilogia cominciata con Caterina. Una principessa tra amore e potere che ripercorre la vita della zarina Caterina la Grande dalla sua infanzia fino alla morte.

Questo secondo volume parte dalla morte della zarina Elisabetta I e dall’ascesa al trono di Pietro III, marito di Caterina.

Finalmente libero di poter decidere autonomamente, Pietro III inizia a promulgare diverse leggi che incontrano il malcontento di aristocrazia e popolo. Viene così ordita una congiura per far cadere il suo impero e porre la corona sulla testa di Caterina.

Inizia così, nel 1762, il lungo impero di Caterina II. Un impero che è durato più di trent’anni e che ha segnato la storia della Russia.

Dalla realizzazione dell’Ermitage, alla fondazione di scuole e università, passando per la guerra contro la Turchia e la conquista della Crimea e terminando con i vari trattati di pace e la definitiva consacrazione dell’Impero russo agli occhi dell’Europa.

Ma Caterina II non è stata solo la grande imperatrice. È stata anche una donna bisognosa d’amore, estremamente generosa con i suoi amanti e una nonna presente e amorevole. Una donna che, fino all’ultimo, ha voluto circondarsi da giovani che le facessero dimenticare la caducità della vita.

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Grazie alla penna di Susan Hastings ritorniamo alla Corte Imperiale Russa in uno dei suoi periodi più fulgidi.

Dopo aver conosciuto la giovane principessa Sofia e aver seguito il suo ingresso in Russia la Hastings ci porta per mano nella vita di una donna di potere che ha saputo gestire un impero in continua espansione e che ha così consolidato la sua posizione politica in Europa.

L’opulenza della corte, i suoi sfarzi, le congiure, i pettegolezzi e gli intrighi: tutto è perfettamente reso dalla penna della Hastings che si conferma avere uno stile pulito e lineare che non lesina nei dettagli.

Anche il lato psicologico della zarina è perfettamente reso e ben inserito all’interno della cronaca storica.

L’imperatrice illuminata di Susan Hastings è un romanzo storico ben scritto e ben costruito che risalta una delle più grandi figure di spicco mai esistite.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Piemme
Pagine: 437
Prezzo: 15.90€
Voto: 9.5/10

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Dove le ragioni finiscono – Yiyun Li

Dove le ragioni finiscono è un romanzo della scrittrice americana di origini cinesi Yiyun Li e pubblicato da NN editore nelle ultime settimane. Yiyun è una donna con un trascorso psicologico molto particolare: ha infatti tentato due volte il suicidio e ha perso il figlio più grande, Vincent, per suicidio.

Questo libro vuole essere un grande dialogo con il figlio, che prende qui il nome Nikolai, con cui parla attraverso il pensiero. Mentre la donna infatti siede sulla veranda e guarda le foglie autunnali cadere prima, la neve poi, ha questa conversazione con il figlio, diventato ormai spirito e non più corpo. Attraverso questo dialogo e questo alternarsi di due voci leggiamo il dolore di una madre, il suo rimanere attaccata a questa conversazione praticamente impossibile.

Leggiamo del suo essere scrittrice di racconti, della sua vita dopo il lutto, di come ha cominciato a dedicarsi alla cucina in forno, passione di Nikolai per sfogare i pensieri, dell’abitudine che la spinge ancora a girarsi verso la direzione da cui sapeva che Nikolai arrivava al ritorno da scuola. Piccoli ricordi che vengono tirati fuori: conversazioni, lettere, biglietti degli amici, parole che riportano indietro.

Conosciamo Nikolai, appassionato di poesia e di aggettivi, la madre che cerca di andare avanti nonostante le lacrime e il dolore di non aver saputo come reagire per salvarlo dall’imperfezione in cui si sentiva relegato. Frammenti di vita che vengono richiamati alla mente e prendono forma sulla carta: testimoni di un amore destinato a non finire.

Figlio mio, cosa posso acchiappare adesso che ogni cosa è diventata invisibile? -Le parole, mamma cara, disse Nikolai. Non capisci? Noi acchiapperemo al volo le parole l’uno dell’altra.

Parole, parole, parole e sentimenti che si percepiscono attraverso le righe e le voci. Un lungo conversare che cerca in qualche modo di colmare un vuoto: un vuoto a cui la donna deve cercare di sopravvivere, per suo marito, suo figlio minore J. e, soprattutto, per se stessa. Ed è così che le parole assumono un grande potere salvifico, restituiscono significato a tutte quelle ragioni che sembrano essere finite.

Sarò triste oggi e domani e fra una settimana e fra un anno… sarò triste sempre. -Mi sembrava che avessi detto di aver tolto la parola sempre dal tuo vocabolario., Sì, un tempo. Tu l’hai reintrodotta per me. -Un vocabolario non è completo senza la parola sempre, no? disse Nikolai., Tutte le parole sono indispensabili, sei d’accordo, vero?

Dove le ragioni finiscono è un memoir di un’intensa drammaticità, il botta e risposta tra la madre e il figlio, i ricordi inframmezzati, le lacrime e le impressioni che si percepiscono rendono la lettura estremamente emozionante. Yiyun Li va a inserirsi con le sue pagine nel cuore del lettore, avvinghiandolo a sè.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: NN editore
Pagine: 155
Prezzo: 18.00€
Voto: 9/10  

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Il silenzio delle ragazze – Pat Barker

Il silenzio delle ragazze di Pat Barker è un romanzo pubblicato in Italia nel 2019 da Einaudi Editore.

Si tratta di un romanzo che ho letto nell’ambito di un progetto che prevede la lettura delle rivisitazioni del mito da un punto di vista femminile.

Voce narrante di questo romanzo è quella di Briseide, una giovane principessa di Lirnesso. Quando la città cadde in mano ai greci lei fu portata via insieme alle altre donne e ridotta la rango di schiava. Ma non di una schiava qualsiasi ma la schiava di Achille.

Portata nell’accampamento dei greci alle porte di Troia, Briseide ha una posizione ravvicinata per poter raccontare non solo la guerra ma anche la condizione delle schiave nell’accampamento oltre che uno sguardo nuovo e ravvicinato su quello che è Achille, l’eroe indiscusso della storia per come la si conosce.

Il suo ruolo non è solo quello di schiava: Briseide è concubina, serva, infermiera. Qualunque cosa che possa andar bene al Pelide lei lo diventa.

Insieme alla sua voce si alza potente la voce di tutte le altre schiave ed anche i grandi eroi diventano più umani e fallibili.

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Pat Barker, con uno stile asciutto e lineare, costruisce un romanzo che potrebbe definirsi quasi sovversivo poiché da voce alle donne relegate nelle retrovie della Storia e di cui nessuno si è quasi mai occupato.

Si tratta di un romanzo estremamente crudo e forte in cui la guerra e la condizione della donna viene raccontata senza inutili edulcorazioni ma con una schiettezza quasi brutale.

Il personaggio di Briseide è dotato di mille sfaccettature: forte, combattiva ed estremamente lucida nella sua sofferenza. Non dimentica il passato, la sua famiglia trucidata, quella che era la sua vita prima della guerra. Ma è consapevole che deve trovare anche il modo di sopravvivere nella sua nuova condizione arrivando anche a piccoli compromessi.

Attraverso la sua voce conosciamo meglio anche Achille: dapprima l’eroe feroce e spietato che tutti conoscono. E poi l’uomo, con le sue sofferenze, le sue mancanze, le sue premure seppur non apertamente rilevate.

Grande importanza ha il mare in questo romanzo: per Briseide l’abbraccio del mare è purificatore, le ricorda l’abbraccio delle persone che ha perso. Per Achille è lo strumento che lo lega a sua madre, Teti, che lo ha abbandonato da bambino per tornare nel suo habitat naturale. Ed il mare, con la sua forza impetuosa e con i suoi fondali oscuri, rappresenta il fattore che accomuna i due protagonisti quasi indiscussi di questo romanzo.

Tutto quello che ho detto finora dimostra anche come il fattore psicologico sia onnipresente e centro pulsante di tutto il romanzo, dando quello sprint in più ad una narrazione già di per se quasi perfetta.

Il silenzio delle ragazze di Pat Barker è una perfetta rivisitazione del mito troiano, una voce fuori dal coro che rispetta la Storia dando solo un ulteriore punto di vista che non sia quello ormai obsoleto degli uomini.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Einaudi
Pagine: 344
Prezzo: 13.00€
Voto: 9.5/10  

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P.s. I love You – Cecelia Ahern

P.s. I love you è un romanzo scritto da Cecelia Ahern da cui è stato tratto anche un film. La protagonista è Holly Kennedy, che sta per compiere trent’anni e ha perso da quasi un mese il marito Gerry per un tumore al cervello. Senza lavoro da diversi mesi, con la casa che si riempie di sporcizia, Holly ripensa ai ricordi del suo matrimonio, al suo amore volato via.

Qualcosa cambia quando riceve la chiamata della madre riguardo ad un pacchetto arrivato a casa sua e indirizzato a lei: il pacco contiene dieci lettere scritte da Gerry prima di morire, una lettera per ogni mese fino a dicembre. In mezzo a qualche parola d’amore Gerry esorta Holly a tenersi su e le da indicazioni su azioni da eseguire. Così per il suo compleanno deve comprare un nuovo abito, poi deve superare l’imbarazzo e la vergogna e cantare al karaoke. I passi successivi saranno il cercare un lavoro, aprirsi a nuove possibilità sentimentali, andare in vacanza con le amiche.

Lungo questo percorso di rinascita Holly non sarà da sola: ci saranno le sue amiche di sempre, Sharon e Denise, John, il marito della prima e migliore amico di Gerry, il nuovo ragazzo di Denise, le loro vite che vanno avanti. Ci sarà la famiglia di Holly: i genitori sempre disposti ad offrire un aiuto e una spalla su cui piangere, la sorella Ciara, tornata da poco dall’Australia, animo effervescente dai capelli rosa. Poi ci sono i fratelli: Declan studente del college con la passione per la regia e i documentari sulla vita dublinese, Jack, con il quale da ragazzina Holly passava il tempo a divertirsi e infine Richard, padre di famiglia, carattere serio, giudizio verso gli altri sempre pronto.

Un passetto alla volta, guidata dallo spirito di Gerry, Holly va avanti con la sua vita: conosce Daniel, il proprietario di un pub e fa amicizia con lui; va in vacanza in Spagna con Sharon e Denise e rimane bloccata in mezzo al mare su un materassino; assiste alla notizia della gravidanza di Sharon e del matrimonio di Denise; inizia a lavorare per una rivista, affronta i suoi fantasmi e il suo dolore.

La struttura del romanzo presenta alcuni salti temporali, offrendo i ricordi di Holly con Gerry, alcuni momenti del suo passato, ma si presenta per il resto molto lineare. Il personaggio di Holly si evolve e si riscopre nel corso della narrazione, cresce superando il lutto e andando avanti, mantenendo però dei tratti di immaturità. Da un punto di vista di trama accade tutto molto velocemente. L’utilizzo delle lettere da parte di Gerry è un escamotage che funge da punto di appoggio per l’effettivo procedere in avanti di Holly.

Qui ci troviamo di fronte ad un caso in cui si può dire “era meglio il film”. La pellicola cinematografica, infatti, riesce a rendere meglio sia la storia d’amore tra Holly e Gerry, sia il percorso che segue la protagonista, in maniera molto poetica e drammatica. Dramma che viene a mancare nel romanzo originale, in cui viene dato più spazio all’andare avanti di Holly, alla sua famiglia, alle persone che la circondano. Trovo che nel film venga resa meglio la storia d’amore, il rapporto tra Holly e Gerry, il loro matrimonio, le lettere sono descritte ancora con più forza e dolcezza: trovo che il film abbia una marcia in più rispetto al romanzo.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Rizzoli
Pagine: 420
Prezzo: 12.00€
Voto: 6/10

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Come le cicale – Fiore Manni

Come le cicale di Fiore Manni è un romanzo per ragazzi uscito lo scorso 25 maggio per Rizzoli.

Pur non essendo il primo romanzo di questa giovane autrice questo è il mio primo approccio alla sua scrittura.

Teresa ha appena terminato il primo anno di scuola media: è stato un anno strano e di cambiamento che l’ha non poco scombussolata. Per questo, quando arriva l’estate, non vede l’ora di recarsi al mare con i suoi genitori per ritrovare i vecchi amici e, assieme a loro, un po’ di normalità.

Ma anche al mare attendono delle sorprese per Terry a cominciare dal suo migliore amico, Tommaso, che è improvvisamente cresciuto in altezza e ha messo su una voce strana, più cupa. Ma anche le sue amiche sono cambiate: adesso i loro discorsi vertono sui ragazzi, sugli abiti e sui trucchi. Nessuna più è disposta a giocare a calcio, sono cresciute e la stanno lasciando lentamente indietro.

Ma non tutte le novità sono segno di catastrofe per Terry. Sicuramente Agata non lo è. Per la prima volta in vacanza in quel villaggio, Agata entra subito in sintonia con tutti. Ma, in particolar modo, con Terry.

Terry, dal canto suo, inizia ben presto a capire che il sentimento che prova per Agata va ben oltre l’amicizia e questo la fa sentire in qualche modo sporca, sbagliata. 

Inaspettatamente sarà Leo, un ragazzo più grande di lei, a farle capire che in quei sentimenti non c’è nulla di male, che l’amore è amore sempre e non è mai sporco come gli altri vorrebbero farci credere.

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Fiore Manni è riuscita a scrivere un romanzo che vola sugli stereotipi del target d’età per la lettura perché si tratta di una storia adatta a tutti e che punta al cuore di tutti.

Teresa è la tipica adolescente che mal sopporta i cambiamenti, che è spaventata dal futuro e che non capisce quale potrà essere la sua strada. A condizionare la sua vita anche gli stereotipi che la società, quasi inconsapevolmente, impone. E se ci si mette un sentimento che per la società non è accettabile allora il tutto assume proporzioni gigantesche.

Con uno stile dolcissimo, semplice e lineare, Fiore Manni viene in soccorso degli adolescenti per far capire a tutti che bisogna accettarsi per quel che si è, per quello che si sente e che nessuno può dire alle nostre sensazioni se siano giuste o sbagliate. Ma viene in aiuto anche degli adulti: di quegli adulti troppo spesso chiusi nel loro recinto, a cui piacere giudicare senza comprendere; a quegli adulti che molto spesso non tendono la mano agli adolescenti in difficoltà ma che impongono, dirigono e, in alcuni casi, distruggono.

Come le cicale di Fiore Manni è un libro sull’accettazione di se stesso e dell’altro; una guida e un monito affinché nessuno più venga giudicato per le proprie inclinazioni. Perché il vero problema è solo di chi giudica.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Rizzoli
Pagine: 155
Prezzo: 16.00€
Voto: 9/10

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Il grido della rosa – Alice Basso

Il grido della rosa di Alice Basso è arrivato in tutte le librerie il 20 maggio per Garzanti.

Si tratta del secondo romanzo della serie con protagonista Anita Bo, giovane dattilografa degli anni Trenta. Il primo, Il morso della vipera, fu pubblicato sempre da Garzanti ad aprile dello scorso anno.

Siamo nel 1935 e sono passati un po’ di mesi dall’avventura in cui si sono trovati coinvolti Anita e Sebastiano. Sebastiano è sempre più fidanzato con Mavi Bonatti; Anita diventerà la moglie di Corrado tra pochi mesi. Entrambi sanno che, qualunque cosa sia accaduta o cambiata tra loro, va messa assolutamente a tacere.

Ma non c’è troppo tempo per rimuginare sui propri affari privati perché ben presto la tranquillità di Torino viene sconvolta dalla morte di Gioia, una giovane ragazza madre residente all’OMNI, ritrovata morta ai piedi del cancello di una villa di gente altolocata.

Visto la provenienza di Gioia per tutti si tratta di un incidente. Ma Alice, pur non conoscendo Gioia, non è convinta di questa soluzione. Le basta un piccolo sentore per partire con la sua nuova indagine.

Indagine che la porterà in posti impensati dove una brava ragazza non dovrebbe mettere piede. Ma la sua sete di giustizia, la sua voglia di indipendenza e la sua poca sopportazione per il regime fascista sono più forti anche del buonsenso.

Accanto a lei, in questa indagine, c’è ovviamente anche Sebastiano: la sua vicinanza non le fa bene, così come non fa bene a lui. Dovrebbero seriamente allontanarsi ma adesso devono solo pensare a rendere giustizia a Gioia. E l’unico modo che conoscono è scrivere la verità affidandosi alle parole di John Dorcas Smith.

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Alice Basso ritorna a raccontarci della giovane Anita con il suo solito stile frizzante e vivace. Sullo sfondo di una Torino estiva, afosa e semi addormentata, ritroviamo i protagonisti a cui ci siamo affezionati invischiati in una nuova appassionante indagine.

Anche se temporaneamente ambientati a pochi mesi di distanza si nota una differenza non di poco conto: la precedente indagine ha portato tutti i protagonisti a maturare, più o meno repentinamente, senza contare il peso del segreto condiviso da Anita e Sebastiano.

Se nel primo volume troviamo una ragazza che pensa molto all’estetica e a civettare qui c’è una crescita non indifferente: Anita inizia a capire l’importanza dei libri proibiti che le fa leggere Candida, capisce che lavorare e guadagnare in maniera indipendente le piace e la fa sentire bene, inizia ad assaporare la voglia di libertà, a sognare l’uguaglianza tra uomo e donna e si fa più accentuata l’insofferenza verso il regime fascista.

Accanto a questa componente umanistica l’autrice affianca l’avventura del giallo, l’indagine su una morte misteriosa e di cui pare non importare a nessuno. Mettendo tutti gli indizi al posto giusto, stimolando l’intelligenza e la curiosità non solo della protagonista, ci regala un’avventura coi fiocchi che lascia il lettore molto colpito.

Il grido della rosa di Alice Basso è un libro alla portata di tutti, un mix potente e ben scritto che lascia il lettore orfano e in attesa della prossima avventura di Anita Bo.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Garzanti
Pagine: 302
Prezzo: 16.90€
Voto: 8.5/10

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Ombre sul Naviglio – Rosa Teruzzi

Ombre sul Naviglio di Rosa Teruzzi è in libreria dal 6 maggio per Sonzogno Editori.

Si tratta del sesto libro di una serie. I titoli precedenti sono: La sposa scomparsa, La fioraia del Giambellino, Non si uccide per amore, Ultimo tango all’Ortica La memoria del lago.

Per correttezza devo segnalare di aver letto quest’ultimo romanzo senza aver letto i precedenti ma, personalmente, non mi ha creato grossi problemi.

Il libro si apre con le due protagonista, Libera e Iole, in trasferta a Cesenatico. Si trovano qui per seguire le tracce di un terzetto di rapinatori che da qualche mese sta colpendo il milanese e, adesso, anche la cittadina della Riviera romagnola.

Il terzetto sta dando filo da torcere anche alla polizia: si tratta di due uomini e una donna che si presentano travestiti da personaggi delle fiabe. Così piccole attività scalcinate, bar di quart’ordine ed anche un centro per anziani vengono ripuliti dal Gatto con gli Stivali, dalla Fata Turchina e da Zorro.

Libera e Iole, inoltre, devono stare attente anche a non farsi scoprire da Vittoria: lei, vera poliziotta, ritiene che questo passatempo che da qualche mese madre e nonna hanno intrapreso, sia inadeguato. Oltre che profondamente umiliante per lei.

Ma, accanto a quelle che sono le indagini che le due donne affrontano per conto di una rivista locale, non manca anche la vita di tutti i giorni a dare problemi: Libera è da sempre innamorata di Gabriele ma, dopo essersi scambiati un bacio, lui è scomparso e adesso pare si stia per sposare con la sua compagna incinta; Iole invece, da sempre spirito libero, continua a folleggiare per ogni dove, passando da un uomo all’altro e augurandosi che la figlia inizi a fare altrettanto.

Ma poi qualcosa cambia e le indagini e la vita privata si trovano irrimediabilmente legate: chi è davvero il Gatto con gli Stivali? E la sua identità cosa ha a che fare con la vita di Libera?

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Rosa Teruzzi, con una penna semplice e abbastanza fluida, ci porta nel quartiere del Giambellino e nella vita di Libera, Iole e Vittoria.

Nonostante il tipo di scrittura sia molto godibile quello che lascia a desiderare è la storia in se: il racconto procede lento, a tratti noioso. Sin quasi dalle prime pagine si intuisce che la figura del ladro sia in qualche modo legata alle tre donne e questo rovina quello che dovrebbe essere il colpo di scena finale relegandolo ad un mero mezzo per lasciare il finale aperto e il lettore “appeso” in attesa di un settimo libro.

Nessun personaggio ha suscitato in me simpatia: Libera sembra trasportata dalla sua vita come una foglia trasportata dal vento, quasi assente a se stessa e spettatrice immobile; a farle da contrappeso c’è Iole che, a differenza della figlia, è fin troppo libertina e indipendente rendendosi anche un po’ ridicola considerando la sua età; Vittoria invece sembra una vecchia intransigente e un po’ rompi scatole intrappolata nel corpo di una ventenne il cui unico scopo è tenere a bada madre e nonna in un grottesco scambio di figure. Nemmeno i personaggi secondari mi hanno lasciato nulla di positivo.  

La nota positiva è che, per suscitare comunque emozioni ed opinioni seppur negative, la caratterizzazione dei personaggi è ben delineata e molto presente nel racconto.

Avevo pensato, inizialmente, di riprendere in mano l’intera serie e recuperare i romanzi da me persi ma, dopo questa esperienza, credo che i romanzi di Rosa Teruzzi non facciano per me.

Ombre sul Naviglio di Rosa Teruzzi è un romanzo di narrativa che viene spacciato per un giallo ma che di giallo ha davvero ben poco.


SCHEDA DEL ROMANZO

Editore: Sonzogno Editori
Pagine: 157
Prezzo: 14.00€
Voto: 4.5/10