0

Soul Exil – Enzo Cristofori

soul

La morte e l’Aldilà sono un grande punto interrogativo alla fine della nostra vita. Ma se la morte ci venisse portata da un affascinante musicista tatuato?

È la storia di Melissa, dolce studentessa universitaria che passa da una sua normale giornata da ragazza spensierata, a ritrovarsi al centro esatto di un conflitto che coinvolge forze più grandi di lei.

Amon, il mietitore, sta solo compiendo il suo dovere, ovvero raccogliere l’anima delle persone che muoiono, quando si accorge che la ragazza di cui dovrebbe prendere l’anima sta per morire… ma per causa sua. Questo è il campanello d’allarme che fa capire ad Amon che dietro la prevista morte di Melissa c’è molto di più…

Inizia un viaggio emozionante per Amon e Melissa, in fuga dalla morte, dalla dannazione, in cerca di un posto sicuro dove rifugiarsi che li porterà fino a Parigi, ma, prima di tutto, in cerca di qualcuno che possa sapere la verità e indirizzarli verso la salvezza.

Soul Exile è un romanzo che va letto tutto d’un fiato, una corsa inarrestabile verso la verità e la salvezza, in piena guerra tra uomini che non sono più solo uomini, e forze divine: quelle che concernono la vita e la morte. La scrittura è scorrevole, e i personaggi hanno tutti spessore, ma coloro che più colpiscono sono Amon e Melissa. Due ragazzi molto diversi, ma che trovano un punto d’incontro che sfocerà in un sentimento molto più intenso e struggente.

È una lettura veloce ma emozionante, densa di segreti e verità crudeli, personaggi particolari e lotte per la sopravvivenza.

Avrei voluto che il libro fosse più lungo per poter rimanere più tempo coi suoi protagonisti, ma il finale è giusto, quanto dolce-amaro. Consigliato per gli amanti del genere!

 

SCHEDA DEL LIBRO:

EDITORE: Lettere Animate
PAGINE: 156
PREZZO: 12,00 euro

Annunci
1

Dopo tanta nebbia – Gabriela Genisi

9788845426476_0_0_0_75.jpgCi sono due cose che noi donne facciamo davvero fatica a sopportare. La prima è la nostalgia di casa e la seconda è l’umidità che ci gonfia i capelli rendendoli uno schifo. La neo promossa a questore Lolita Lobosco si ritrova a dover fare i conti con entrambe le cose e non ne è affatto felice. Promossa e trasferita a Padova, ritroviamo la divertente protagonista dei romanzi di Gabriella Genisi alle prese con un nuovo ambiente e fin da subito una cosa è chiara sia a Lolita che al lettore: adattarsi per lei non sarà semplice. Nuovi colleghi, nuove abitudini, nuove temperature con cui fare i conti. Cercare di trovare Bari in giro, tra piccoli locali e panzerotti dal sapore (quasi) di casa non sarà sufficiente a calmare l’animo insofferente di Lolita. Ma potrà riuscirci forse il bel collega dalle origini siciliane che sembra portare un minimo di senso a questa trasferta padovana?

Intanto per Lolita il lavoro non si ferma. Nella prima parte del libro ci troviamo a fare i conti con un presunto caso di bullismo. Un ragazzo è scomparso e dietro questa storia sembra sia stato costruito un invalicabile muro di omertà e silenzio. La Genisi è stata bravissima a rendere l’idea di chiusura e cattiveria dei vari personaggi che il lettore incontra durante le indagini. La rabbia è il sentimento che vi accompagnerà nel corso delle investigazioni e anche con la chiusura della storia non potrete fare a meno di pensare a quanto letto.

Nella seconda parte del libro ritroviamo Bari. Lolita riesce a farsi ricollocare nella sua amata città e anche qui, come è abitudine nei suoi libri, ritorniamo ad affrontare un nuovo caso di omicidio. I racconti di Lolita Lobosco, lo stile narrativo di Gabriella Genisi, tutto rimanda quasi a una sceneggiatura televisiva, Ogni storia la riesci a visualizzare perfettamente come se fosse un nuovo episodio da mandare in play su Netflix e infatti non mi ha stupito sapere che i diritti televisivi sono stati acquistati da Luca Zingaretti (Montalbano sono! cit.) per farne una serie tv. E mentre aspetto di sapere chi sarà l’attrice che dovrà caricarsi addosso la responsabilità di interpretare la bellissima commissaria pugliese, vado a preparare qualche manicaretto usando le ricette che si trovano, come sempre, a fine libro!

__________________________________________________________________________

SCHEDA DEL LIBRO

EDITORE: Sonzogno
PAGINE: 204
PREZZO: 14.00 EURO

0

I giorni dell’abbandono – Elena Ferrante

IMG-20171011-WA0033

Mi piacciono i titoli dei libri della Ferrante, hanno sempre un duplice significato e chi ha letto l’amica geniale sa benissimo cosa intendo. In questo caso si parla de “I giorni dell’abbandono” che sono i giorni in cui si consuma il lutto di un matrimonio che finisce e sono anche i giorni in cui Olga si abbandona a se stessa.

Olga è la protagonista di questo romanzo, una donna che viene lasciata dal marito Mario, un giorno come un altro. Lui va via di casa, lasciandola in preda alle incertezze, con due figli ed un cane di cui prendersi cura… comincia così questa storia.

Olga passa dall’essere una donna tutta d’un pezzo, a consumarsi giorno dopo giorno, il dolore la incattivisce, la imbruttisce, le fa perdere il contatto con se stessa. Continua a ripetere che Mario s’è portato via tutto, così si allontana da tutto ciò che la circonda, trascurando persino i figli. L’unica sua ossessione è il tradimento del marito: non fa che pensare a lui e alla sua nuova, giovane compagna.

La donna inoltre comincia ad identificarsi con una figura emblematica della sua infanzia: La poverella. La poverella era una donna consumata dalla solitudine dopo essere stata lasciata dal marito, tormentata a tal punto da arrivare al suicidio. Olga cerca in tutti i modi di allontanarsi da questa figura, si convince di essere più sana, più equilibrata di lei, meno scossa dalle circostanze. Eppure questa figura la perseguita, è sempre lì accanto a lei a ricordarle che l’abbandono non risparmia nessuno e si porta via tutto.

L’allontanamento di Mario mette a soqquadro la vita della protagonista, la routine sembra pesarle, si ritrova persino incapace a svolgere attività quotidiane come aprire la porta o guidare per le vie di Torino. Comincia a scrivere lunghe lettere al marito in cui analizza ogni aspetto del loro matrimonio, gli errori che hanno commesso e  le soluzioni per poter rimediare a tutto. Eppure i giorni passano e Mario non torna sui suoi passi, così Olga prova a utilizzare i figli come esca per il marito, prova a frequentare altri uomini, ma è ancora troppo presto per poter cominciare da capo.

Come spesso accade però, la vita si sistema da sola e ciò che prima sembrava intollerabile comincia a ridimensionarsi. Una prospettiva diversa e nuove conoscenze, ristabiliscono l’ordine nella vita di Olga.

La Ferrante come sempre è potentissima e le donne sembrano essere proprio il suo cavallo di battaglia. In questa storia si assiste alla trasformazione di una donna, al suo imbruttirsi e piegarsi sotto il peso dell’abbandono, ma soprattutto si assiste alla sua rinascita, alla sua incredibile determinazione nel voler rifiorire.

Credo che l’autrice parli un po’ a tutte le donne con questo romanzo, non solo a chi ha vissuto in prima persona l’esperienza di Olga. Io personalmente ci ho letto molti significati, ma quello che preferisco è stato la potenza distruttiva della solitudine che si riesce a colmare soltanto con l’amor proprio, col riconoscersi donne forti, intelligenti e belle.

Non più identificarsi con la metà di una mela, ma con un’unità: è questo il segreto.

 

 

SCHEDA DEL LIBRO:

EDITORE: Edizioni e/o
PAGINE: 211
PREZZO: 9,90 euro

0

Sull’amore – Paolo Crepet

Quando ho trovato in libreria questo libro mi ha subito incuriosita perché scrivere un saggio intitolato sull’amore è certo una grande sfida.

D’amore ne hanno parlato proprio tutti, nei modi più disparati e affrontando tutte le sfaccettature di questo complesso sentimento… perché leggere quindi un saggio sull’amore? E’ quello che mi sono chiesta anche io e la risposta che mi ha convinto di più è stata quella dell’autore stesso nelle prime pagine:

E se l’amore semplicemente non rappresentasse l’argomento più difficile da discutere ma anche il più urgente?

Proprio questo è il punto cruciale, l’urgenza: c’è urgenza di parlare d’amore, perché se è vero che se ne parla, è anche vero che spesso lo si fa male.

WhatsApp Image 2017knjbhvgc

In questo saggio ovviamente non vengono affrontati tutti i volti dell’amore, ma solo alcuni: l’innamoramento, la passione, l’abbandono.

Tutto inizia quando qualcuno ci fa battere il cuore per la prima volta: questo sentimento ci coglie impreparati e ci sconvolge. Perché l’amore è sentimento estremo, non tepore ma febbre alta. Produce sempre una rivoluzioneEppure in qualche modo si può (e si deve) educare all’amore! Questo compito spetta in parte ai genitori, i quali spesso se ne tirano fuori volentieri. Parlare d’amore con i propri figli non è affatto facile, vuol dire saper rispettare i sentimenti dell’altro, sapersi mettere da parte, non interrogare il figlio per avere un resoconto, ma chiedere cosa prova e se si sente rispettato; Sono domande diverse che aprono la strada a risposte diverse e a un rapporto diverso.

Innamorarsi è importante: “Se un ragazzo o una ragazza a trent’anni ammettessero di non essere mai stati innamorati, significa che non sono mai cresciuti. La passione mette sotto carica la vita, la fa tendere come un arco, la fa esplodere. Senza di essa non si può affermare di conoscersi, né di essere maturati.” Eppure, oggi come oggi sembra un lusso trovare il tempo da dedicare ai propri sentimenti. L’agiatezza ha illuso di poter scalare le vette dei desideri senza sudore: anche l’innamoramento deve diventare facile, persino programmabile. Così viene sempre più snaturato. […]Probabilmente oggi pochi sono disposti a complicarsi la vita. La componente emotiva viene soffocata, alienata, limitata solo perché si ha paura che conduca verso la tempesta, l’esplosione dei sentimenti, l’urto delle passioni. […]Ci si ostina a capire, mentre si dovrebbe iniziare a sentire. L’innamoramento mette in discussione tutto, dalle convinzioni personali da sempre considerate definitive, ai principi, fondamenta delle nostre sicurezze. Potrebbe sembrare una rovina, ma non lo è. Se non avvenisse, non si sarebbe mai costretti a fare i conti con se stessi. Vacillare costringe a rivedere le sicurezze, cercare un nuovo baricentro.

Ad un certo punto però l’innamoramento finisce, a volte si conclude, altre volte si trasforma in amore vero e proprio. Crepet definisce questo come un cambiamento di stato in cui qualcosa si perde, qualcosa si guadagna. Si comincia a conoscersi reciprocamente davvero e con meno ansia. Tuttavia molti fanno fatica a fidarsi, si fermano prima perché hanno paura della profondità dei sentimenti perché l’amore profondo e maturo è considerato sinonimo d’invecchiamento.

Quando invece l’innamoramento finisce di crescere, esso non riesce a compiere il passaggio verso l’amore, perde smalto e si spegne. A volte, purtroppo, si ferma a metà nel senso che non evolve, ma nemmeno si chiude. […]soltanto per la paura di dover ricominciare da soli, per l’angoscia di tornare a casa e trovare le luci spente. C’è chi si accontenta anche solo di una lampadina accesa, pure se di acceso nel rapporto non è rimasto altro.

In queste situazioni, l’unica via di fuga passa per la dignità. E una parola che raramente viene associata all’amore. Viene scoperta, tardi, troppo tardi. In realtà, quando l’amore perde la dignità, non è più amore. La dignità è sapere che si ha il diritto di negarsi, e credo sia importante soprattutto nell’età adulta. In amore si possono perdere i limiti ma non quelli della dignità: rappresentano il muro oltre il quale non si deve andare, mai. Invece, per debolezza o viltà, viene superata e mai con gioia, mai ottenendo reciprocità, sempre perdendo e a volte perdendo tutto.

E arriviamo quindi alla conclusione, la fine di un amore. Gli amori vanno rispettati perché sono dei grandi sentimenti e quando finiscono bisogna avere la consapevolezza e la tenerezza di chiuderli in una cornice. Tenerli in vita a tutti i costi li rende meno dignitosi. Il bello è che l’amore non finisce, se davvero è esistito. Ogni uomo insegna a una donna e ogni donna insegna a un uomo qualcosa. Non si può giudicare l’amore, occorre ascoltarlo per ciò che vivrà nella memoria. Contribuisce all’educazione sentimentale di ognuno. Cancellare, scordare, rimuovere, rappresentano tentativi arroganti. Si diventerebbe desolatamente più poveri, più ignoranti riguardo alla percezione di sé. Anche l’amore che finisce sembra trasformarsi in una morte, invece è solo un sipario che cala tra un atto e l’altro della vita.

Senza avere la pretesa di insegnare come si fa ad amare, Crepet spiega perché è tanto importante parlarne, in un’epoca in cui si fa educazione alla sessualità e non educazione ai sentimenti. Questo saggio non è un banale libro di “auto aiuto” in cui vengono stilate le 10 regole d’oro in amore, anche perché regole non ce ne sono! L’autore scrive con dolcezza, mantenendo però sempre i piedi per terra, è disarmante nella sua semplicità e ciò rende le pagine molto scorrevoli.

Pur riconoscendo la natura selvaggia di questo sentimento, ne parla con lucidità: innamorarsi è scuola di forza e coraggio, non il preambolo della fragilità: questo dovrebbero insegnare gli adulti.

WhatsApp Image 2017-10-11 at 22.33.2ìnjbihvgucf

Consiglio questa lettura ai romantici, ma anche ai più cinici, perché l’amore non è calcolo, ma al contrario la necessità di buttare il proprio cuore al di là dell’ostacolo.

 

 

SCHEDA DEL LIBRO:

EDITORE: Einaudi
PAGINE: 232
PREZZO: 10,20 euro

 

 

1

Wolfheart – Alessia Coppola

22396736_2320865214628592_870258751_o

Voglio parlarvi oggi del nuovo romanzo di Alessia Coppola, disponibile all’acquisto la prossima settimana e uscito in anteprima al Salone del libro di Torino. A giugno avevo avuto modo di assistere alla sua presentazione al BGeek di Bari qui l’articolo e ne ero rimasta molto affascinata. Ma veniamo alla storia: Aylena è una ragazza speciale, vive da più di 500 anni, è una totemki, in lei risiede lo spirito del lupo, ed è vittima di una maledizione; dall’alba al tramonto si trasforma in un lupo. Aylena caccia e uccide i damoir, esseri della notte figli della dea Lilith, cugini dei vampiri, che vanno in giro per il mondo a cibarsi di essere umani.

E’ durante una di queste battute di caccia che Aylena conosce Adrien, appartenente ai Thanam, cacciatori di damoir e di creature del male. Tra viaggi attraverso l’Europa, verso la Francia e poi la Russia, uccisioni, trappole, incontri con bambini speciali e mezzosangue, noi lettori scopriremo assieme ad Aylena stessa il suo passato e le sue origini.

Alessia Coppola ha creato un mondo parallelo al nostro, popolato di creature leggendarie come vampiri, licantropi, damoir e totemki, in cui non si può fare a meno di immedesimarsi nei due protagonisti e nelle loro avventure. Il ritmo è incalzante, ti spinge a leggere pagina dopo pagina per vedere cosa succederà, soprattutto nelle ultime 50 pagine ho trovato molto un ritmo cinematografico, tante scene di azione accostate una dopo l’altra che rivivono nella fantasia di chi legge.

Sperando di avervi incuriosito, correte a comprare la prossima settimana “Wolfheart – La ragazza lupo” 😀 Alessia Coppola merita tanto!

SCHEDA DEL LIBRO

EDITORE: La Corte Editore
PAGINE: 318
PREZZO: 16,90€

2

Dalla parte delle bambine – Elena Gianini Belotti

 

Elena Gianini Belotti, pedagogista e insegnante, ha scritto nel 1973 un saggio, il cui sottotitolo (forse ancora più importante del titolo stesso) dice: l’influenza dei condizionamenti sociali nella formazione del ruolo femminile nei primi anni di vita. La tesi portata avanti dall’autrice è infatti proprio questa: non esistono sostanziali differenze tra maschi e femmine, se non quelli che socialmente noi attribuiamo ad essi. Ovviamente il titolo “dalla parte delle bambine” lascia immaginare come questi condizionamenti siano quasi esclusivamente a scapito del sesso femminile.

L’autrice affronta l’argomento in maniera ordinata e parte dalle aspettative genitoriali che precedono la nascita del figlio fino all’entrata del bambino nella società e nelle istituzioni scolastiche. La ricerca è condotta nei luoghi primari per il bambino, ossia la famiglia e la scuola, dove, purtroppo, le differenze di genere risiedono anche nei piccoli gesti abituali. Atteggiamenti e richieste, spesso subdoli o involontari, influenzano i bambini più di quanto si possa pensare. Il più delle volte non se ne riconosce l’importanza perché sono frutto di convinzioni tramandate di generazione in generazione, quindi dure a morire.

Anche l’aspetto che sembrerebbe più banale, come l’identificare il sesso con un colore (il rosa per le femminucce e il celeste per i maschietti), ricorda l’autrice, altro non è se non il risultato di un “processo di attribuzione” che nulla ha a che vedere con la biologia. Tramite poi l’analisi delle differenze nei giochi, nelle attività e persino nella letteratura infantile, Elena giunge quindi a confermare il “mito” della superiorità maschile a quella femminile, il tutto in maniera naturale, s’intende.

Ovviamente la società a cui apparteniamo si serve di tutti i mezzi a sua disposizione per ottenere dagli individui dei due sessi il comportamento più adeguato ai valori “di comodo” che le preme mantenere e trasmettere. Trascrivo quindi alcuni passaggi tratti dal saggio che possono chiarire il concetto appena espresso:

“Il maschio spaccatutto è ampiamente accettato, in fondo ci si compiace che lo sia; la femmina non lo è affatto, la sua aggressività, la sua curiosità, la sua vitalità spaventano e vengono messe in atto tutte le tecniche possibili per indurla a modificare il suo comportamento”.

“[…]le bambine hanno appreso quanto l’aspetto,  la bellezza siano importanti per il loro sesso. Anche l’interesse per le persone, apparentemente maggiore di quello dei maschi, non è in effetti una vera curiosità, ma bisogno di esaminare i vari modelli per imitare quelli che appaiono più desiderabili.[…]la lode è il loro premio, l’effetto che otterrà il loro comportamento è la loro continua preoccupazione, il bisogno di essere benvolute e accettate è enorme perché sono già coscienti della loro inferiorità. Il loro imperativo è che devono piacere.”

“L’uso della seduzione per ottenere qualcosa viene non solo accettato nelle bambine, ma stimolato, e non si pensa affatto di correggerle proponendo loro un comportamento di richiesta corretto e dignitoso”

Quindi, se nei maschi l’irruenza viene coltivata e si reprime invece quella femminile,  nelle bambine si rinforzano atteggiamenti considerati appunto più “femminili” come la vanità o la civetteria o ancora, l’intuito:

“[…]viene celebrata la superiorità dell’intuito femminile perché a chi domina fa molto comodo che i propri desideri siano capiti ancor prima di essere formulati[…] Il tanto celebrato intuito femminile, universalmente considerato come emanazione “naturale” in un essere biologicamente destinato alla maternità e all’ allevamento dei bambini è anch’esso il prodotto di condizionamento alla sottomissione  e della necessità che ne deriva di tener conto costantemente di idee, umori, reazioni, dei desideri degli esseri dominanti. L’intuito è qualità difensiva degli oppressi.”

èo+ipèuopyigfy

Si tratta di un volume davvero interessante, un saggio che permette di “prendere coscienza” che tutti i genitori (e non solo) dovrebbero leggere. Certo, a distanza di quarataquattro anni dalla sua pubblicazione, diverse cose sono cambiate, ma non abbastanza da considerare il problema risolto.

Mi chiedo quindi, per quanto bello sia regalare alle nostre figlie, nipoti e sorelle libri su donne ribelli e femministe, non sarebbe anche un bene educare noi stesse a riconoscere gli atti discriminatori e stanarli laddove risiedono? E’ fondamentale, alla luce di quanto detto, formare le generazioni future all’uguaglianza, perché genitori consapevoli crescono figli consapevoli.

Questo saggio è da leggere, da regalare, da prestare, da diffondere in ogni modo, perché i tempi saranno anche cambiati, ma le discriminazioni ci sono ancora, radicate in noi come erbacce.

“In realtà non esistono qualità “maschili” e qualità “femminili”, ma solo qualità umane. L’operazione da compiere dunque non è quella di formare le bambine a immagine e somiglianza dei maschi, ma di restituire a ogni individuo che nasce la possibilità di svilupparsi nel modo che gli è più congeniale, indipendentemente dal sesso cui appartiene.”

 

 

SCHEDA DEL LIBRO:

EDITORE: Feltrinelli
PAGINE: 193
PREZZO: 9,00 euro

 

 

1

Noi siamo tutto – Nicola Yoon, tra pagine e pellicola…

Il libro scelto dal nostro gruppo come lettura del mese è “Noi siamo tutto” di Nicola Yoon (titolo originale: “Everything Everything”) e ve ne parlerò approfittando del fatto che la sua trasposizione cinematografica ha lasciato da poco le sale di tutto il mondo!

DSC_0003

Il libro infatti, al momento, viene distribuito con la locandina del film in copertina mentre in precedenza, la copertina, si limitava al titolo con il decoro floreale che comunque si può tutt’ora osservare.

La protagonista è Maddy, una diciotenne americana che non ha mai messo piede fuori di casa perchè affetta da una rarissima patologia che la rende allergica al mondo visto lo scarsissimo sistema immunitario che ha. Vive in una casa interamente studiata per non farle pesare questa sua malattia: vetrate per tutte le pareti, ogni genere di comfort e, soprattutto, depuratori d’aria che le permettono di non respirare batteri e germi di alcun tipo. La tranquilla vita di Maddy però verrà stravolta con l’arrivo dei suoi nuovi vicini di casa il cui figlio, Olly, incuriosito dalla ragazza, cercherà di avvicinarla con ogni mezzo mettendo anche a rischio la salute di Maddy.

spoileralert

No, mi fermerò qui perchè una parola di troppo potrebbe spoilerarvi lo SCONVOLGENTE finale del libro!

Una particolarità di questo libro è l’impaginazione e il modo in cui è stato organizzato. Chiaramente, Maddy è segregata in casa, quindi la maggior parte delle conversazioni tra lei e Olly avviene attraverso sms, email e messaggi via chat. Per non renderli solo come una banale lista di messaggi, tutti gli sms o le schermate internet che vengono consultate dalla ragazza nella storia, vengono disegnate esattamente come dovrebbero essere nella realtà.

DSC_0002

DSC_0001

Questi sono solo due esempi, ma il libro ne è pieno!

Nonostante si tratti di una storia d’amore adolescenziale, questo aspetto non pesa al lettore e la narrazione è davvero scorrevole anche grazie a queste illustrazioni inserite tra un capitolo e l’altro.

original

Maddy e Olly in una scena del film.

Il film ha fortunatamente mantenuto la stessa trama senza stravolgere irreparabilmente nulla. Forse, un tema che viene toccato poco, è quello della famiglia di Olly di cui si sa veramente poco, mentre dal libro è possibile farsi un’idea molto più dettagliata della relazione travagliata tra i suoi genitori.

Molto belli i colori e le musiche scelte come colonna sonora. Nonostante questo, il film non mi ha particolarmente colpito perchè momenti abbastanza drammatici sono stati resi con scene veloci e poco dettagliate mentre dal libro, ovviamente, i momenti di pathos si percepiscono tutti nei momenti giusti e con la dovuta intensità.

Ho apprezzato invece la scelta di rendere gli sms tra Maddy e Olly come se fossero un dialogo tra i due in un luogo della loro immaginazione, una stanza in cui solo loro possono accedervi. Altrimenti, sarebbe stata un’ora e mezza di film in cui avremmo dovuto leggere solo tanti messaggi sullo schermo.

E’ comunque un film da vedere almeno una volta, mentre il libro è da acquistare e conservare perchè le illustrazioni sono davvero ben fatte e a volte spiegano perfettamente lo stato d’animo di Maddy.

20992936_10213784136378256_7056382971618988067_n


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 310
Prezzo: 17,90€