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E’ tempo di ricominciare – Carmen Korn

Buongiorno lettori, oggi sono qui per parlarvi del secondo capitolo della trilogia tutta al femminile di Carmen Korn “E’ tempo di ricominciare”. Qui vi avevo parlato del primo volume. Sarà inevitabile dirvi qualcosa che è accaduto in quel libro per potervi al meglio parlare di questo, per cui se non avete ancora letto “Figlie di una nuova era” forse è meglio che non continuiate la lettura di questa recensione.

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Vediamo dove eravamo rimasti. Henny dopo il matrimonio con Lud, fratello di Lina, morto investito da un’auto, aveva sposato Ernst, insegnante con idee conservatrici affini al nazismo. Dai due matrimoni erano nati due figli, Marike e Klaus. Il secondo matrimonio era naufragato quando, all’annuncio dell’omosessualità del figlio, Ernst se ne era andato di casa, permettendo così ad Henny di sposare l’uomo che la amava ormai da anni: Theo Unger.

Kathe aveva sposato Rudi e con lui si era avvicinata sempre più al comunismo e alla fazione dissidente nei confronti del nazismo. Il regime li aveva separati inevitabilmente, lui scappato in Danimarca e da lì nell’est Europa, finendo in campi di concentramento e di lavoro in Russia; lei denunciata, assieme alla madre, da Ernst per aver accolto un comunista di nascosto in casa. Alla fine del primo volume si erano perse le tracce di entrambi i nostri paladini politici.

Ida dopo il matrimonio con Campmann era riuscita a realizzare il suo sogno d’amore con il cinese commerciante di caffè Tian e da lui aveva avuto una figlia, Florentine, di incredibile bellezza ereditata dalla madre, con i tratti orientali ereditati dal padre. Si erano sistemati nella pensione di Guste, donna gentile e generosa che ha sempre accolto sotto il suo tetto chi ne aveva bisogno.

Infine Lina dopo la scoperta della sua omosessualità, aveva intrecciato una relazione con Louise e dopo aver abbandonato la carriera come insegnante aveva aperto con la compagna la libreria Landmann, in onore del loro amico dottore ebreo, suicida durante il nazismo.

“E’ tempo di ricominciare” riprende quindi le fila del racconto: comincia nel 1949 e i nostri protagonisti, diventati ormai una famiglia allargata, sono in cerca di Kathe e Lud, di cui non si hanno più notizie ormai da tempo. Bisogna ritrovarli, anche perchè c’è una persona importante per Lud, che compare dopo tanto tempo, Alessandro Garuti, ricco signore italiano, suo padre. E la speranza di ritrovarli percorre gli animi di Henny, Theo, Ida, Tian, Lina e Louise.

Dopo un primo periodo di silenzio Kathe tornerà tra le braccia della sua migliore amica Henny; periodo di silenzio perchè Kathe sa chi è il delatore che ha denunciato lei e la madre, ovvero Ernst, il marito di Henny. Per colpa sua la madre è morta poco prima della liberazione in un campo di concentramento e il dubbio che la sua amica ne sia consapevole e sia stata complice di quell’uomo le impedisce di tornare a fidarsi di lei.

Ma il destino per i nostri protagonisti ha in serbo qualcosa di speciale, perchè la coppia che si ama ormai da trent’anni si riunirà, portando quella serenità che mancava da tanto in questo gruppo. Così le cose cambieranno nella vita di queste donne, gli eventi si intrecceranno anche con i nuovi personaggi che entreranno appieno in scena: Klaus e Alex, pianista che era stato esule in Argentina prima della guerra e che ha perso la famiglia con i bombardamenti su Amburgo, Florentine che diventerà una splendida modella a discapito dei progetti del padre, Marike che seguendo le orme della madre diventerà ostetrica, Ruth, coetanea di Florentine, destinata ad entrare nella famiglia di Rudi e Kathe.

Attraversiamo con questa saga familiare la storia dell’Europa e del mondo, dall’inizio della ricostruzione dopo la fine della guerra, alla guerra fredda, dalle prime donne con la patente, alle prime pillole anticoncezionali in commercio, dalla crisi di Cuba e il terrore per una terza guerra mondiale, all’assassinio di Kennedy, dalla lotta studentesca allo sbarco degli americani sulla Luna.

Il lettore divora pagina dopo pagina il romanzo, emozionandosi con i personaggi che ha ormai imparato ad amare, sperando con loro per le loro vite e augurandosi che non accada nulla di male. Carmen Korn affronta tematiche importanti legate alla donna, leggiamo di aborti, di pillole anticoncezionali e della nuova libertà sessuale conseguente ad esse, ma parla anche di omosessualità, del terrore di essere denunciati alle autorità e del sogno di poter passeggiare mano nella mano accanto a chi si ama.

Ho adorato questo romanzo e non vedo l’ora che esca la conclusione della storia, anche se vorrà dire dover salutare Henny, Kathe, Ida, Lina, Lud, Theo, Klaus, Marike, Florentine e tutti gli altri.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Fazi Editore
Pagine: 563
Prezzo: 20.00€
Voto: 10/10

 

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Bellezza – Hubert & Kerascoët

A Natale dello scorso anno ho ricevuto dalle amiche tantissimi nuovi libri, altri me li sono auto regalata, alcuni erano nella mia wish list, altri invece sono stati regalati per intuito.

Uno di questi regalati per intuito è una graphic novel edita da Bao Publishing dal titolo emblematico: Bellezza.

Bellezza è la storia di Baccalà, una ragazza bruttissima che vive da serva in un villaggio. Lei deve il suo nome sia alla sua bruttezza che al puzzo di pesce che si porta sempre dietro per via delle sue mansioni.

Un giorno, dopo l’ennesima umiliazione subita, Baccalà si reca nel bosco. Qui si lascia andare ad un pianto dirotto ed una di quelle lacrime libererà una fata da un sortilegio. La fata, per ringraziarla, le offrirà ciò che più al mondo lei desidera: la bellezza.

Così Baccalà diventerà l’oggetto del desiderio di signorotti, principi e re. Per lei si susseguiranno battaglie, lotte e sotterfugi e Baccalà capirà che il suo più grande desiderio si sta lentamente trasformando in una maledizione.

Bellezza

Tralasciando la veste grafica bellissima (dalla copertina dal colore fluorescente alla carta su cui le tavole sono stampate), quello che colpisce di questa graphic è la storia. Perché inizialmente la protagonista è odiosa e detestabile ma, nel momento in cui si renderà conto degli errori commessi, farà di tutto per espiare le sue colpe.

E’ un libro che fa riflettere, con una morale che per molti potrebbe sembrare scontata ma che è bene ricordare sempre: la vera bellezza non è quella esteriore.

Le tavole sono prevalentemente in bianco e nero, con alcuni dettagli in oro, con un tratto deciso e ben definito.

Insomma, questa graphic è una vera e propria chicca assolutamente consigliata!


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Bao Publishing
Pagine: 156
Prezzo: 21.00€
Voto: 8/10

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Città irreale – Cristina Marconi

Come ben sa chi ci segue sui social, abbiamo deciso (io e altre due redattrici del blog, Barbara e Giulia) di dare spazio alla maggior parte dei libri facenti parti della dozzina del Premio Strega di quest’anno.

Vi abbiamo già parlato di Addio fantasmi di Nadia Terranova (Einaudi, qui ), Fedeltà di Marco Missiroli (Einaudi, qui ) e Lux di Eleonora Marangoni (Neri Pozza, qui ). Oggi vi parlo, invece, di Città irreale di Cristina Marconi edito da Ponte alle Grazie.

Alina ha 26 anni, vive a Roma, ha un ottimo lavoro, una famiglia e degli amici. Ma, nonostante ciò, si sente insoddisfatta, conscia che la sua vita, per com’è, forse non potrebbe renderla mai felice. Inizia così ad accarezzare l’idea di trasferirsi a Londra.

Nonostante i tentativi di amici e parenti di dissuaderla dal compiere questo passo, Alina decide di mollare tutto e di partire. A Londra l’attende un lavoro che, seppur meno importante di quello che ha in Italia, le permetterà di vivere adeguatamente. Non ha paura della poca dimestichezza con la lingua, è sicura che il suo spirito di adattamento le verrà incontro come sempre. E poi Londra significa, per lei, libertà. E la libertà non è mai una scelta sbagliata.

Ma ben presto Alina si accorge che non è tutto rose e fiori, che la vita che si aspettava non esiste. Londra è una città difficile, i suoi abitanti sono chiusi e restii ad aprirsi e a raccontarsi. Fare amicizia diventa quasi un’impresa titanica.

E nulla cambierà nemmeno dopo l’incontro con Iain, giovane scozzese che anni prima ha intrapreso anche lui un viaggio all’estero, proprio in Italia, ma che tende a chiudersi quando Alina vorrebbe sapere di lui e delle sua esperienza.

Tra la nostalgia per la sua terra (che tenta di tenere a bada guardando le foto e seguendola da lontano) e l’inadeguatezza che ritorna prepotentemente, Alina si ritroverà a cercare di sopravvivere in una città fredda e quasi inospitale. Basterà l’amore che Iain rappresenta a farle sopportare la nostalgia di casa e a farla adeguare ad una città in cui tutto sembra così precario?

Cristina Marconi, giornalista per Il Messaggero ed Il Foglio, debutta con questo romanzo che potrebbe quasi essere un manifesto della nostra generazione, una generazione che tende ad andare all’Estero e ad abbandonare le proprie radici per inseguire un ideale.

Stilisticamente parlando sono molto combattuta: in tutta la prima parte del libro la lettura è lenta, a tratti faticosa. Sembra quasi che l’autrice sia talmente ossessionata dalla voglia di “scrivere bene” che, più che un romanzo, sembra un lungo esercizio di scrittura. Lunghe descrizioni, talvolta inutili, accompagnate da un linguaggio a volte troppo desueto, quasi “vecchio”.

Si riprende però nella seconda parte. Qui l’autrice si è fatta “rapire” dalla trama e dalla storia che ne scaturiva e ci regala capitoli più fluidi, tecnicamente magari meno perfetti, ma sicuramente più autentici e sentiti.

Assolutamente apprezzabile la caratterizzazione psicologica dei personaggi. Nell’alternarsi delle voci narranti (quella di Alina nel presente e quella di Iain nel passato) è forte la consapevolezza iniziale di quella che è la decisione che porta i due protagonisti ad andare via, la quasi assoluta certezza che la fuga sia la sola via di scampo ad una vita che non piace. Così come forte è il senso di inquietudine e di solitudine che pervade l’animo ad un certo punto del “viaggio”.

Insomma, questo libro non sarà perfetto (si tratta pur sempre di un romanzo d’esordio) ma non è assolutamente un flop. Certo, forse la candidatura al Premio Strega è stata un vero azzardo. Bisogna avere una certa sensibilità per carpire certi aspetti della vicenda narrata. Ma in fondo, chi può dirlo? Chi vivrà, vedrà. Vedremo se Cristina Marconi e il suo romanzo d’esordio entreranno di diritto nella cinquina finalista o se la sua strada sarà diversa.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Ponte alle Grazie
Pagine: 261
Prezzo: 16.80€
Voto: 6.5/10

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Lullaby Road – James Anderson

L’anno scorso vi avevo parlato di un’uscita targata NN Editore che mi aveva particolarmente colpita e che avevo amato alla follia: Il diner nel deserto di James Anderson (potete trovare la recensione qui).

Si trattava del primo romanzo di una trilogia, conosciuta come La serie del deserto, ed era un esordio narrativo per l’autore (conosciuto ai più come poeta). Lo scorso 18 aprile è uscito in tutte le librerie il secondo volume di questa serie: Lullaby Road.

Sono così tornata nel deserto dello Utah, sulla statale 117, a bordo del camion di Ben Anderson. Stavolta però siamo alle porte dell’inverno, nel pieno di nevicate e bufere che rendono difficile la percorribilità della statale.

Ben ha ripreso la sua normale routine di consegne ma la sua vita, dopo l’incontro con Claire, non è più la stessa. Ancora fortemente innamorato della donna (di cui tutti ignorano la morte), il suo cuore e la sua mente non si riescono a liberare del ricordo di Clare e questo l’ha reso ancora più chiuso.

Sempre deciso a farsi i fatti suoi si ritroverà, all’improvviso, a dover badare ad una bambina sconosciuta e stranamente silenziosa. A chiedergli questo favore è uno dei suoi clienti della 117, Pedro, responsabile di un’officina che all’improvviso sparisce lasciando sola questa bambina ed un cane che non la lascia mai.

Questa bambina senza nome (ma che lui comincerà a chiamare Manita) sembra assolutamente più adulta della sua età. Sempre silenziosa ha uno sguardo profondo che trasmette quasi ansia e, pur non parlando, riesce a trasmettere i suoi sentimenti solo con quei grandi occhi che ha.

Ma badare a Manita non sarà affatto semplice. Molte cose strane stanno accadendo sulla statale 117, dal misterioso incidente che vede coinvolto John il Predicatore ad un misterioso cargo che percorre la statale a velocità folle mettendo tutti in pericolo. Senza contare i vari tentativi di fuga della piccola attraverso il deserto.

Tutti questi incidenti e fatti strani sono davvero troppi per essere delle semplici coincidenze. Suo malgrado, Ben si ritroverà a farsi qualche domanda a cui sarà molto difficile dare delle risposte e che lo coinvolgeranno in un ennesimo grande mistero.

Lullaby road

James Anderson ci riporta nella cornice da sogno che rappresenta il deserto dello Utah. Da sogno perché il modo in cui il paesaggio viene descritto ha un che di onirico. Pur non risparmiando immagini crude e le difficoltà e le insidie del deserto, riesce ad ammantare tutto di poesia.

Lo stile è, come nel primo romanzo, molto fluido e diretto, a tratti quasi crudo. La caratterizzazione dei personaggi è ben costruita, psicologicamente parlando c’è un’accuratezza ed un certo livello di difficoltà nella loro costruzione (sia del protagonista principale sia degli altri personaggi che gli girano intorno) che fa apprezzare ancora di più il romanzo.

Una giusta dose di mistero, mescolato ad un pizzico di sentimenti, rende questo romanzo una miscela bomba. Al termine della lettura rimarrete orfani e desolati, con il solo desiderio di ritornare per quella vasta distesa infida che è il deserto.

Inoltre, nonostante sia una serie e ci siano dei richiami al primo volume, questo non impedisce al lettore di godersi questo secondo romanzo senza aver necessariamente letto il precedente.

Per quanto mi riguarda non vedo l’ora di avere per le mani e leggere il terzo volume conclusivo di questa serie pur sapendo che, quando tutto sarà realmente finito, mi sentirò davvero triste.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: NN Editore
Pagine: 331
Prezzo: 18.00€
Voto: 8.5/10

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Lux – Eleonora Marangoni

 

ca97bad1-eeb5-4c66-9d48-37d59be7f46fEleonora Marangoni ha vinto il premio Neri Pozza 2017 con il romanzo Lux ed oggi è tra i 12 finalisti del Premio Strega.

Lux è la storia di Thomas, un italo inglese che vive a Londra e che per mestiere fa il light design. L’uomo ha una relazione con Ottie Davis, chef e madre del piccolo Martin,ma  il suo cuore è lontano, ancora legato ad una storia ormai chiusa; lui viaggia molto per lavoro ma il suo solo punto fermo è l’unico ricordo che vale la pena ricordare: Sophie Selwood.

Per Tom la storia con Sophie è stata LA storia, il ricordo della donna è intriso di un malinconia permanente che si fa quasi ossessione e in un circuito di ricordi che non si può spezzare, Thomas ricade sempre nella sindrome di Proust.

Un giorno muore il fratello della madre di Thomas, zio pittoresco e giramondo, e lascia al nipote una strana eredità: l’Hotel Zelda su di un’isola semi dispersa nel sud Italia. Il viaggio per raggiungere l’hotel è per Thomas come un ritorno verso la dimensione più profonda di se stesso, è costretto per una volta ad approdare e a fermarsi.
L’Hotel è ben lontano dai suoi anni d’oro ed è diventato un covo di bizzarri personaggi, sorgenti d’acqua, baobab nani e vulcani inattivi, stare lì è come vivere in una dimensione a sé stante e questo contesto costringerà Thomas a fare i conti con il suo amore del passato.  La distanza dalla vita frenetica permetterà lui di mettere a fuoco la realtà e al contempo ritrovare le proprie radici.
In copertina c’è la pianta d’agave, una pianta che attraversa una sola stagione di gloria, così come lo Zelda e i suoi ospiti.

Lo stile è personale ed evocativo, l’autrice ha la grande capacità di creare le atmosfere scegliendo bene le parole, facendo parlare i luoghi e soprattutto gli oggetti, che hanno una storia e la raccontano. La prosa è ricercata senza però essere artificiosa, Eleonora è attenta ai dettagli e la scrittura è un’espressione chiara della sua sensibilità d’autrice.

Una quiete attraversata dall’aria e dal sale s’impossessò della barca, spalancando la porta al genere di nostalgie che aspettano una precisa qualità di calma per uscire allo scoperto, e presto ognuno si trovò a viaggiare per conto proprio in un posto in cui non si poteva essere raggiunto. […] Solo Martin rimase in piedi un po’ annoiato, sprovvisto com’era di un passato e di pensieri da lasciare affiorare. Se ne andava su e giù lungo il parapetto a fabbricare ricordi, studiando il suolo blu puntellato di goccioline in rilievo ricoperte con troppa vernice, toccando uno ad uno i parabordi e osservando, senza nessuna possibilità di seguirlo veramente, il folle vagare di una colonia di ragnetti rossi attorno a una vite arrugginita. Mezz’ora dopo, alla loro sinistra, spuntò un assaggio di terra bruna e piatta, che diventò un’isola senza mai smettere di somigliare a uno scoglio. Il vento calò di nuovo, e tutti ripresero a parlare più forte di prima, abbandonando il silenzio un po’ di fretta e senza un vero commiato, perché l’arrivo era vicino e le nostalgie che toccano terra non passano più.

Lux è un libro particolare e raffinato il cui punto forte è il linguaggio, la voce dell’autrice si percepisce chiaramente tra le pagine, stringendo l’occhio a Proust (dicono) mantiene comunque una sua chiara identità.

Ho amato questo romanzo, mi ha coinvolta molto nella lettura e mi piacerebbe che vincesse il Premio Strega perché si tratta di un titolo diverso rispetto ai vincitori degli anni precedenti, forse meno incentrato sulla trama e più sulla scrittura. Una luce nuova insomma.

Promosso a pieni voti.

 

SCHEDA DEL LIBRO

Editore:  Neri Pozza
Pagine:  251
Prezzo: 17,00€
Voto: 8,5/10

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L’amore si moltiplica – The Pozzolis Family

“Oh Oh mio Dio, amica! Aspetti un bambino! Cioè, non so se hai capito, ma in pancia hai mio nipote! Gliel’hai già detto che la sua zia preferita è a Milano e che adesso prende un volo e vi raggiunge? Musi, non sai quanto io sia felice! Se si potessero mettere in fila tutte le particelle di felicità che sprizzo dai pori, ci potrei costruire un ponte che arriva fin lì da te. Anzi, da voi…”

41J3f5BhszL._SX324_BO1,204,203,200_E così che comincia la lunga mail destinata alla migliore amica di Alice, una sorella per lei, la persona che conosce meglio di chiunque altro e che vive a circa 14000 km di distanza e che alle tre del mattino ora australiana (le 18:00 circa in Italia) le invia l’immagine di una ecografia. Una sola immagine. Senza testo e senza oggetto.

Alice impazzisce dalla gioia, piange, consuma pacchetti di fazzoletti, fa progetti su come arrivare da lei, guarda fusi orari e voli, vorrebbe abbracciarla, stringerla  fortissimo a sé, rassicurarla… la sua Clara Musette detta Musa.

Nel frattempo, approfittando del fatto che in Australia è notte fonda e che l’amica non le risponde al telefono, decide di scriverle una mail che dura temporalmente due giorni – giorni in cui, tra una riga e l’altra, scorre anche la vita vera, la routine giornaliera, in cui ci sono cose da fare e ne succedono delle altre – che Alice non si esime dal raccontare alternandone a trattati di vita da mamma.

Perché nessuno meglio di una donna che è già mamma conosce perfettamente quali sono le perplessità, i dubbi, le paure che nascono nella testa di una donna che vede per la prima volta un test di gravidanza positivo.

E così si finisce per “parlare” di notti insonni, di alimentazione, di allattamento, di dpp (data presunto parto), di travaglio, di permanenza in ospedale con tanto di decalogo delle cose fastidiose che fanno i parenti, della preparazione della valigia e di molto altro ancora. Consigli e spiegazioni che per una futura mamma sono sicuramente una manna dal cielo.

E in mezzo a tutto questo Alice si racconta, racconta di com’è essere la mamma di Giosuè e Olivia, dell’amore che si moltiplica quando arriva un secondo figlio, dei cambiamenti ma anche della maggiore esperienza nell’affrontare la vita con un secondo bambino.

Ma questa mail/libro è anche altro. E’ la storia di un’amicizia vera e duratura nel tempo nonostante la distanza. E’ il voler ribadire che “siamo sorelle per scelta” e niente e nessuno cambierà il fatto che ci saremo sempre l’una per l’altra. E’ il voler ricordare e celebrare una vita passata insieme. Ma soprattutto c’è la volontà di Alice di voler incoraggiare un’amica a non lasciarsi prendere dai dubbi e dai timori. Clara a sua volta ha avuto un pessimo esempio di madre, che da quando è nata non ha fatto altro che accusarla di essere la causa della sua infelicità. L’ha maltrattata, mai accettata. Ma lei non sarà così, lei sarà una mamma perfetta e Alice questo lo sa e vorrebbe che anche la sua amica ne fosse consapevole, che se ne convincesse. La sua migliore amica che sta per diventare madre. La sua migliore amica che di figli non ne avrebbe voluti.

Quello che ci troviamo a leggere, come avrete intuito da quanto ho già scritto sopra, è un manuale di “sopravvivenza” per una neomamma. Ironico, divertente, al suo interno troviamo la freschezza a cui ci hanno abituato i Pozzolis con i loro video (se non li seguite fatelo, risate assicurate con questa pazza famiglia) e mi sento di consigliarlo a chi, genitore, deve ancora diventarlo. Per chi invece non ha ancora figli vi avviso: è pieno di spoiler e potreste cambiare idea e decidere di prendere una tartaruga al posto di fare un bambino!

Scheda del libro

Editore: Mondadori
Pagine: 177
Prezzo: 17,90€
Voto: 7/10

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Il primo bacio a Parigi – Stephanie Perkins

Risultati immagini per il primo bacio a parigiCi sono periodi  nella mia vita da lettrice, in cui ho bisogno di un libro leggero, veloce e poco impegnativo, per distrarmi e rilassarmi dopo giornate di lavoro particolarmente intense e stressanti. Navigando sui social, mi è capitato spesso di notare i libri dell’autrice Stephanie Perkins, molto famosa e apprezzata soprattutto in Inghilterra e in America. I suoi libri hanno delle ottime recensioni e sono molto amati dalle lettrici di questi paesi. Recentemente sono stati tradotti in italiano e pubblicati dalla Deagostini, due dei suoi libri, Il primo bacio a Parigi (titolo originale: Anna and the french kiss) e Il primo amore sei tu (titolo originale: Lola and the boy next door). Mi è capitato di trovare il primo di questi libri di seconda mano e incuriosita dal clamore mediatico che ha avuto sui social, ho deciso di leggerlo.

Il primo bacio a Parigi racconta la storia di Anna Oliphant, una ragazza all’ultimo anno di liceo. Anna non vede l’ora di trascorrere questo ultimo anno in compagnia della sua migliore amica e del ragazzo per il quale ha una cotta con il quale lavora nel cinema della sua città. Il padre di Anna è un famoso scrittore di romanzi rosa e vuole regalare alla figlia un’esperienza unica e formativa. Anna infatti viene mandata a frequentare l’ultimo anno di liceo all’estero, in un collegio per ricchi studenti americani, nella meravigliosa città di Parigi.  Inizialmente Anna vive l’iscrizione in questa nuova scuola come una violenza, perchè è costretta a lasciare la sua migliore amica e tutta la sua vita in America, per trovarsi in una città nuova di cui non conosce neanche la lingua e in una scuola dove si sente sola e non conosce nessuno. Ben presto però Anna stringerà amicizia con alcuni suoi compagni di scuola e in particolare con un ragazzo, Etienne St. Claire, insieme al quale andrà alla scoperta della città di Parigi e per il quale inizierà a provare un sentimento più profondo della semplice amicizia.

Ecco tutto ciò che conosco della Francia: Amélie e Moulin Rouge. La Tour Eiffel e L’Arco di Trionfo, anche se non ho la più pallida idea della loro reale funzione. Poi ci sono Napoleone, Maria Antonietta e una sfilza infinita di re che si chiamavano Luigi.

Quando ho letto la trama di questo romanzo, sapevo di non dover nutrire grandi aspettative. La storia è effettivamente molto semplice e devo ammettere anche un pò banale e già dalle prime pagine si riesce ad immaginare il finale. Viene infatti ripreso il cliché della ragazza che arriva nella nuova scuola e che riesce con la sua semplicità a conquistare il ragazzo più bello della scuola. Nonostante la trama alquanto scontata e convenzionale, Il primo bacio a Parigi si è rivelato comunque una lettura piacevole, in cui viene raccontata una dolce storia d’amore caratterizzata da tutti quei turbamenti che abbiamo provato un pò tutti quando eravamo alle prese con le prime cotte a scuola. L’autrice ha uno stile molto scorrevole e semplice e con la sua penna è stata in grado di creare dei personaggi ben caratterizzati e in particolare una protagonista frizzante e divertente. Nella storia non vi sono grandi colpi di scena nè momenti di suspance o di apprensione. La lettura scorre tranquilla e veloce e il libro si legge in un paio di giorni.

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In conclusione, Il primo bacio a Parigi ha soddisfatto in pieno quella che era la mia necessità del momento, cioè di leggere un romanzo di evasione, non troppo impegnativo e veloce e lo consiglio a tutti coloro che hanno la mia stessa esigenza. Probabilmente lo avrei apprezzato di più se lo avessi letto durante la mia adolescenza. Non consiglio invece questo libro a chi è alla ricerca di una storia d’amore che ti rimane nel cuore e che ti fa trepidare in attesa degli eventi.


Scheda del libro

Editore: DeA
Pagine: 428
Prezzo: 12,90€
Voto: 7/10