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The Infinite Wait – Julia Wertz

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Quasi un anno fa ho avuto il piacere di leggere e recensire “Drinking at the movies” di Julia Wertz, graphic novel dedicata al trasferimento e alla vita a New York della fumettista (QUI trovate la recensione) e oggi sono qui per parlarvi della nuova graphic, sempre autobiografica, uscita da poco per Eris Edizioni, “The Infinite Wait”. Questa è una raccolta di tre racconti: “Industry”, “The Infinite wait” e “A strange and curious place”.

Il titolo, “The infinite wait” è una battuta raffinata tra amici ed è curiosa la scelta di intitolare questa serie divertente di avventure della nostra protagonista con una frase lirica. Ma veniamo alla trama di questi tre racconti. Il primo è il riassunto dei primi venticinque anni di vita di Julia: dai primi lavoretti da bambina per comprare assieme al fratello dolciumi, vendendo palline da golf, sassi dalle forme strane, facendo la baby sitter e lavorando come cameriera, al lavoro in una sala bowling e al definitivo lavoro come fumettista.

Il secondo racconto che dà il titolo alla graphic è il racconto del trasferimento a vent’anni da Napa a San Francisco. Qui inizia ad ammalarsi: le fanno male le articolazioni, le viene la febbre all’improvviso, sviene ed è costretta ad andare da un dottore. Dopo mesi di analisi scopre di avere il lupus eritematoso sistemico, una malattia autoimmune da cui non potrà mai guarire ma che deve e può curare, in cui gli anticorpi vanno ad attaccare gli organi stessi e che se non viene curata può portare la morte. Questa malattia costringe Julia a passare molto tempo in casa e le fa scoprire il mondo del fumetto e del disegno: grazie a questo comincia a disegnare strisce che pubblica sui social, entra in contatto con diversi fumettisti e arriva poi al successo pubblicando con case editrici indipendenti.

Infine nell’ultimo e più breve racconto c’è la descrizione della nascita della passione per i libri e la lettura. Julia racconta come da piccola andasse alle svendite mensili della biblioteca assieme alla madre e al fratello Josh, racconta della libreria che si erano creati lei e Josh nella mansarda di casa, con i libri per bambini e della serie di Nancy Drew.

Questa graphic mi ha regalato sani momenti di ilarità: non si può non ridere per le parolacce, le battute sulle scoregge, i momenti con i barboni, le avventure con gli esibizionisti sui pullman, la convivenza con i due coinquilini hippy e scontroso, la nascita dell’amore con Oliver, il collettivo “Pizza Island” creato con le colleghe fumettiste con cui condivideva l’affitto dello studio, i momenti imbarazzanti con la madre e il padre, la volta in cui ha rubato un libro dalla biblioteca della sua città, e tanti altri momenti.

Ma assieme all’ilarità permea la graphic novel anche qualcosa di più profondo: quando ho letto “Drinking at the movies” non ero a conoscenza della malattia di Julia Wertz (non ne conoscevo neanche l’esistenza a dire la verità) e mi ha colpito molto la forza dell’autrice che traspare dalle pagine, la consapevolezza che se non si fosse ammalata non sarebbe mai arrivata a diventare una fumettista. Ma non c’è tristezza o rassegnazione in queste pagine: Julia vive e va avanti per la sua strada, seppur tra mille difficoltà e problemi, senza perdere mai il suo umorismo e la sua autoironia.

Così come per la precedente consiglio la lettura di questa graphic novel sia per i contenuti che per i disegni e lo stile grafico ricchissimo di dettagli.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Eris edizioni
Pagine: 228
Prezzo: 18.00€
Voto: 9/10

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Un ragazzo – Nick Hornby

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Il protagonista di “Un romanzo” è Will, trentaseienne single di Londra che vive di rendita perché suo padre ha scritto una canzone natalizia diventata un cult.
Will appare un personaggio piuttosto vuoto, dotato di una sottile ironica tutta britannica, ma è anche (e soprattutto) un uomo annoiato, ricco di nevrosi e povero di obiettivi, che frequenta riunioni per genitori single allo scopo di rimorchiare giovani mamme. Durante una di queste riunioni conosce il dodicenne Marcus e i due continuano a frequentarsi dando vita ad un legame strampalato ed insolito. Marcus riconosce un Will una figura quasi genitoriale, ma anche una sorta di amico più grande e più esperto che può aiutarlo a superare i drammi che affronta quotidianamente. I suoi due problemi principali consistono nello scoprire come evitare i bulli a scuola e rimettere in sesto la madre depressa.

L’incontro con Marcus cambierà profondamente il modo di vivere di Will, lui subirà una sorta di crescita interiore trovandosi a fare da amico-tutore al ragazzino. Pur in modo diverso, Will e Marcus scoprono poi di essere simili, entrambi incapaci di relazionarsi correttamente con gli altri ed inserirsi nel mondo esterno. A dir la verità in questo romanzo, tutti i personaggi presentati hanno in qualche modo un handicap di tipo relazionale: da Fiona, la madre di Marcus che ha tentato il suicidio, ad Ellie, amica ribelle di Marcus, fan sfegatata di Kurt Cobain.

Questo romanzo è un insieme di personalità diverse e complicate, narrate con accuratezza da Hornby. Lo stile di scrittura è abbastanza sintetico, non ci sono troppe descrizioni o digressioni, così come non viene presentata a fondo l’interiorità dei personaggi, ma sono per lo più le loro azioni a parlare. Indaga sulle fragilità umane, ma lo fa in punta di piedi, attraverso gli occhi di personaggi alienati. L’autore condisce il romanzo di leggerezza con frasi simpatiche e molta autoironia del protagonista. Anche qui, come in quasi tutte le storie di Hornby, ci sono continui riferimenti al mondo della musica. La narrazione risulta a conti fatti scorrevole, i dialoghi sono realistici e vivaci, forse nella parte finale si pecca un po’ di “buonismo” che ad un romanzo non fa mai troppo bene (no, non sono una gran fan delle storie che propongono una morale spicciola).

Per concludere non posso che consigliarvi di leggere questo romanzo, leggero e ricco di spunti di riflessione, soprattutto per chi ha conosciuto Hornby in vesti più “dure”.
Lo trovo adatto soprattutto agli uomini tutto d’un pezzo e agli eterni peter pan: se ci è riuscito Will, potete farcela anche voi!

SCHEDA DEL LIBRO:

Editore: Guanda
Pagine: 272
Prezzo: 18 euro 11,50 euro
Voto: 7/10

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I fuochi dell’autunno – Irène Némirovsky

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Buongiorno lettori, oggi voglio parlarvi della lettura del mese del nostro gruppo di lettura, “I fuochi dell’autunno” di Irène Némirovsky, conosciuto anche con il titolo “I falò dell’autunno”. Questo per me è il terzo romanzo di questa autrice che leggo e, come i due precedenti, mi è piaciuto molto.

Il romanzo è diviso in tre parti, scandito per anni: 1912-1918, 1920-1936, 1936-1941. Protagonisti del romanzo sono tutta una serie di personaggi, ma nello specifico, Martial, Thérese e Bernard, con alle spalle le rispettive famiglie. Il racconto comincia con la descrizione di una borghesia che vive a Parigi più o meno tranquillamente. Martial è il più grande dei tre, sta finendo di studiare per diventare dottore e sogna di sposarsi e di aprire uno studio dove potersi specializzare in naso-bocca-orecchi. Si innamora di Thérese, orfana di madre e giovane diciottenne che acconsente a sposarlo nell’estate del 1914. Ma siamo a luglio e sta per scoppiare la Grande Guerra: Bernard, coetaneo di Thérese vuole combattere per la patria, è spinto da un grande spirito nazionale e decide di arruolarsi. Martial invece, dopo un matrimonio lampo e una sola notte con Thérese parte per il fronte come medico.

Nel 1918, una volta finita la guerra, sono tutti di ritorno, tranne Martial, morto durante un bombardamento, che ha lasciato Thérese vedova molto giovane. Bernard dopo quattro anni di guerra è cambiato profondamente, è diventato cinico, è cresciuto troppo in fretta senza in realtà maturare e prova ormai una sorta di disillusione per il mondo che lo circonda e per i grandi ideali morali della società. Ora vuole solo divertirsi con il denaro e le donne.

E qui ricompare Thérese, innamoratasi del suo amico di infanzia Bernard, vorrebbe potergli stare accanto come moglie, dargli dei figli; questo matrimonio avverrà negli anni Venti del secolo. Ma Bernard, che si è gettato in affari loschi come rivenditore di pezzi di aerei americani in Francia e che fa da prestanome ad un politico corrotto, si è abituato al lusso, allo sfarzo e soprattutto alle belle curve della moglie del suo amico. Il legame tra lui e Thérese subisce contraccolpi, tra tradimenti, rovine finanziarie e figli che crescono senza la sua presenza.

Quando poi le cose sembrano andare meglio, lo spettro di Hitler e della seconda guerra Mondiale si abbatte sui nostri protagonisti, che avranno da affrontare dure prove per sopravvivere e per non perdere mai la speranza di ritrovarsi.

Le eroine della Némirovsky sono testarde, agiscono per il bene degli altri e della famiglia, non perdono mai la speranza e affrontano la guerra, altro grande tema che abbiamo imparato ad affrontare nei suoi romanzi, con grande coraggio. Thérese non si arrende ai tradimenti, sopporta i comportamenti di Bernard, non si lascia andare allo sconforto e affronta la sofferenza con grande forza d’animo.

Bernard invece è un uomo che, personalmente, ho trovato insopportabile. Rappresenta la generazione dei giovani che sono stati mandati a combattere, ancora troppo inesperti per affrontare la vita e le conseguenze della guerra, ma che una volta che questa è finita, dopo tutto quello che hanno visto, hanno cercato la via più semplice per arricchirsi. Rappresenta una generazione di uomini stanchi e pigri, una generazione che viene sconfitta quando nuovamente scoppia la guerra e molti sono costretti a combattere di nuovo o a vedere i propri figli farlo. Una generazione che capisce che non si è imparato dal passato e che ha posto le basi, con il suo comportamento, al nuovo conflitto.

Il titolo è molto emblematico per questo romanzo: i contadini in autunno accendono grandi fuochi sui campi mietuti per purificare la terra e prepararla ai nuovi raccolti e le due guerre mondiali sono come grandi falò che travolgono e cambiano la vita di Thérese e dei suoi uomini.

“Vedi,” le diceva “sono i falò dell’autunno; purificano la terra, la preparano per nuove semine. Voi siete giovani. Nella vostra vita, questi grandi falò non hanno ancora cominciato ad ardere. Si accenderanno. Devasteranno molte cose …”

Scheda del libro:

Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 186
Prezzo: 5.90€
Voto: 8.5/10

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Figlie di una nuova era – Carmen Korn

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Buongiorno lettori, oggi vi parlo del primo libro della trilogia di Carmen Korn, “Figlie di una nuova era” edito da Fazi Editore. Ci troviamo in Germania, ad Amburgo, la nostra storia inizia dopo la fine della prima guerra Mondiale e copre i successivi trent’anni. Protagoniste di questo romanzo sono quattro donne: Henny, Kathe, Ida e Lina.

Henny ha perso il padre in guerra, vive con una madre conservatrice, ha diciannove anni, non si è mai innamorata, sta studiando per diventare infermiera ostetrica assieme alla sua amica e coetanea Kathe. Quest’ultima, di idee rivoluzionarie e comuniste, vive con i genitori dormendo su un divano, ha una condizione economica meno stabile dell’amica, ama i dolci ed esce insieme a Rudy.

Rudy è un giovane, amante della poesia, che per soddisfare il palato della sua fidanzata e avere qualche soldo in tasca bazzica il banco dei pegni, vive con la madre, non sa chi è suo padre e sa che le uniche cose che lo legano a lui sono una catenina e una spilla dorata con una perla incastonata di grandissimo valore.

Ida invece è la figlia di un uomo d’affari, viziata e abituata al lusso, il padre vuole che sposi Campmann, un banchiere molto ricco che sovvenziona gli esperimenti finanziari dell’uomo. Ma Ida è testarda e soprattutto è giovane: l’amore per un altro uomo potrebbe rovinare i progetti del genitore.

Poi ci sono Lina e Lud, due fratelli con un grandissimo trauma alle spalle: i genitori si sono lasciati morire durante la guerra per permettere a loro due di sopravvivere. Lina è un’insegnante, non si è mai legata ad un uomo, ha giurato di proteggere il fratello e di fargli da madre. Ma Lud non è tanto più piccolo di Lina e soprattutto è un gran sognatore pieno di passione artistica.

Poi ci sono i personaggi secondari: Unger, dottore alla Firkenau, clinica dove lavorano Henny e Kathe, si innamora della prima ma per un fortuito caso non andrà mai ad un appuntamento con lei e le loro vite amorose si divideranno; Handmann, direttore della clinica, ebreo di grande saggezza, ama l’arte e colleziona tele.

Le strade di tutti questi personaggi vanno ad intrecciarsi: amori, delusioni, scomparse e morti si susseguono andandosi a mescolare alla grande Storia dell’epoca. I cambiamenti politici sottendono l’avvicendarsi delle loro vite e ne influenzano sempre più il destino: l’avvento del nazismo, Hitler al potere e la seconda guerra mondiale.

Lo spettro della guerra mette alla prova queste donne, che per quanto non uniche voci della storia sono le vere protagoniste del romanzo. Ci si affeziona ad Henny, ai suoi amori troppo avventati e al suo amare i figli; a Kathe e al suo spirito guerriero; a Ida, che anche se viziata e snob ha grande spirito di sacrificio e a Lina, il cui destino amoroso sconvolgerà non pochi.

Carmen Korn ha creato una storia bella, piena di tristezza, disperazione, ma anche di affetto, amicizia, amore e soprattutto speranza. Ha tracciato un contesto storico importante e forse difficile da comprendere, permettendo al lettore di immedesimarsi nei panni di un popolo schiavo per primo di uno degli uomini più malvagi della Storia. Attendo con ansia la pubblicazione del secondo volume e invito chiunque a intraprendere questa avventura letteraria.

Editore: Fazi
Pagine: 524
Prezzo: 17,50 euro
Voto: 9/10

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Pet Sematary – Stephen King

Siete indecisi su quale libro leggere in queste sere d’autunno? Non ho alcun dubbio nel consigliarvi un libro di Stephen King: uno qualsiasi, perchè con questo autore si va sul sicuro ed emozioni forti, suspance e notti insonni sono assicurate. Per sentire maggiormente l’atmosfera della notte più paurosa dell’anno, mi sono dedicata alla lettura di Pet Sematary, un classico di questo scrittore, che presto tornerà nuovamente a far parlare di se, grazie ad un remake del film degli anni ’80 e che uscirà ad Aprile nelle sale cinematografiche.

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La morte era un concetto vago; il cimitero degli animali era reale. In quelle rozze lapidi erano insite verità che perfino una mano infantile riusciva a toccare

Pet Sematary narra le vicende di Louis e Rachel Creed, coppia di sposi felice ed innamorata, e dei loro bambini, Ellie la maggiore, e Gage di soli 2 anni. Per motivi di lavoro di Louis, si sono appena trasferiti nel Maine. La nuova casa, molto bella e con un grande giardino, ha l’inconveniente di trovarsi a ridosso di una strada ad alta velocità fortemente trafficata, soprattutto da tir e automezzi di grossa cilindrata. Ben presto la famiglia stringe amicizia con i vicini di casa, Jud e Norma, una coppia di anziani che vive in quelle terre da tantissimo tempo. Con l’intento di far conoscere le particolarità di quel territorio ai nuovi arrivati, Jud condurrà la famigliola in un’escursione nel bosco adiacente, guidandoli per un sentiero che porta ad un luogo molto conosciuto tra gli abitanti della zona: il cimitero degli animali. Da anni infatti i bambini del luogo hanno adibito quella pianura a luogo di sepoltura per i loro piccoli animali domestici e da sempre, secondo un’antica consuetudine, se ne prendono cura, tenendo pulito il sentiero dalle erbe infestanti. Il cimitero degli animali è diviso dal resto della boscaglia da una strana barriera fatta di rami e tronchi caduti che sembra essere invalicabile e che soprattutto sembra nascondere qualcosa. Un giorno mentre Rachel e i bambini sono fuori città, succede un evento imprevisto e drammatico: il gatto di Ellie, Church, muore investito da un auto. Per evitare il dolore alla bambina e soprattutto che lei abbia a che fare per la prima volta con la realtà della morte, Jud rivela a Louis un segreto riguardante il cimitero degli animali, dando vita ad una serie di eventi che sconvolgeranno irreparabilmente la vita di Louis e della sua famiglia.

Come medico, lui anzi sapeva che la morte era, a parte forse la nascita, la cosa più naturale del mondo. I conflitti umani non lo erano e, nemmeno i conflitti sociali, le tasse, il boom o la depressione. Alla fine, c’era soltanto l’otologio, e le lapidi, che si corrodevano e diventavano anonime con il passare del tempo.

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Come sempre, quando leggo un libro di Stephen King, rimango meravigliata dalla sua capacità di creare storie tanto originali e talmente potenti e caratterizzate, da diventare veri e propri cult della cultura moderna. La maggior parte dei soggetti nati dalla mente creativa di questo scrittore sono ormai iconici e fanno parte della cultura popolare moderna, basti pensare ad It, Shining, Carrie o a Il Miglio Verde, per citarne solo alcuni. Ma è ancora più strabiliante la capacità di questo scrittore di lasciare incollato il lettore alle pagine del libro, suscitandogli un turbinio di emozioni che vanno dalla paura, all’angoscia, all’inquietudine. Non credo di parlare solo per me se affermo che i suoi libri sono in grado di tenermi sveglia la notte, come nessun film horror è in grado di fare. Pet Sematary non rappresenta certo un eccezione e ritroviamo tutti questi elementi caratterizzanti la scrittura e lo stile di King in questo romanzo. Anche i personaggi di Pet Sematary infatti, sono fortemente caratterizzati e vivono di vita propria nella mente del lettore.

Nonostante si tratti di un romanzo horror, la particolarità di Pet Sematary rispetto ad altri libri di Stephen King che ho letto, è che la paura, il terrore e l’angoscia non sono le uniche emozioni presenti. L’intero romanzo è infatti pervaso da un sentimento di amore che viene espresso in tutte le sue forme: sotto forma di amore di coppia, come quello tra Rachel e Louis, di amore di un genitore verso un figlio, di amore fraterno e dell’amore che può esistere tra due amici, quali sono diventati, nonostante la differenza culturale e di età.

In conclusione gli amanti del genere horror e di Stephen King in particolare non resteranno affatto delusi da questo romanzo che si presenta come un ulteriore grande successo letterario di questo scrittore.

Buon Halloween a tutti!


Scheda del libro

Editore: Sperling Paperback
Pagine: 416
Prezzo: 10.90€
Voto: 10/10

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Hai detto trenta? – I Trentenni

Nel marasma di pagine Facebook con annesso blog ce n’è una che mi piace particolarmente. Si tratta della pagina de I Trentenni, pagina gestita da tre ragazze che hanno passato i trent’anni e che sono incrollabilmente legate alla loro (nonché mia) adolescenza. Inutile dire che io LE ADORO!

Caso, fortuna e bravura hanno voluto che queste tre ragazze (Silvia, Stefania e Ilaria) abbiano da poco pubblicato il loro primo libro dal titolo, inequivocabile, Hai detto trenta? Dai trenta in su puoi fare tutto… o quasi. Sposando già da tempo questo titolo ho colto l’occasione al volo per leggere questo romanzo edito da Rizzoli.

Hai detto trenta? è la storia di tre amiche. Andrea, Lea e Viola al liceo erano inseparabili. Diventate amiche per caso, l’una diversa dall’altra, avevano vissuto la loro adolescenza insieme e a pieno ritmo. Marachelle, scorribande, concerti, primi amori e prime dolorosissime rotture. Il tutto racchiuso nella mitica Smemoranda, simbolo della loro amicizia.

Ma gli anni passano e, mentre Lea e Andrea sono rimaste in contatto, di Viola si sono quasi perse le tracce. Sarà il ritrovo della loro Smemo e di una lista delle 15 cose da fare prima dei trent’anni a convincere Andrea a rimettersi sulle tracce di Viola per spuntare tutte le voci di quella lista. Tra cui, la più importante, è quella di un viaggio on the road senza meta.

Una volta rintracciata Viola e convinta ad affrontare questo folle viaggio, le tre si ritroveranno a percorrere l’Italia in lungo e in largo per portare a termine le quindici missioni della loro adolescenza. Ma questo viaggio porterà molto di più: segreti che sembravano sepolti verranno alla luce e metteranno in dubbio quello che per loro era il legame più puro e vero che avessero mai avuto.

Riuscirà un viaggio a sanare le ferite e a far ritrovare il feeling dei quindici anni? Beh, non vi resta che leggere il libro per scoprirlo!

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Silvia, Stefania e Ilaria mettono la loro verve e il loro vissuto nelle pagine di questo libro regalandoci un’avventura piena di brio. Tanti i temi toccati, alcuni anche molto attuali, con una scrittura scorrevole e semplice.

Nelle storie di vita di Andrea, Lea e Viola ogni trentenne che si rispetti ritroverà un po’ di sé e della sua adolescenza. Il tutto accompagnato da una playlist assolutamente anni 90 che vi farà provare un po’ di nostalgia.

Io spero di avervi incuriosito sia a leggere questo libro che a seguire il loro blog. E, soprattutto, spero che tutti condividano la lezione di vita di questo libro: è giusto crescere e guardare al futuro. Ma non bisogna mai lasciare andare l’adolescente che siamo stati e che ancora vive in noi, potrebbe sempre tornarci utile e darci qualche lezione di vita.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Rizzoli
Pagine: 333
Prezzo: 17.00€
Voto: 7/10

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Vision – Alessia Coppola

Buongiorno lettori, oggi vi parlerò di “Vision”, il nuovo romanzo distopico di Alessia Coppola, edito da La Corte editore. Io non sono una grande amante di questo genere letterario, infatti penso che questo sia il secondo libro che leggo in assoluto che parla di distopia, tendenzialmente mi suggestiona e mette ansia. Ma amo molto la scrittura di Alessia Coppola, quindi acquistare questo romanzo in anteprima al Salone del libro di Torino è stato d’obbligo. Questo acquisto quasi ad occhi chiusi non mi ha delusa, anzi! Ma veniamo alla trama.

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Siamo nel 2486. La terra è stata colpita da un virus che ha contagiato tutti gli esseri viventi distruggendo il mondo che noi tutti conosciamo, ma c’è una roccaforte nascosta da una barriera elettromagnetica, che si erge sul mare ed è protetta dal contatto con l’esterno: la città di Meridian. Qui vivono coloro che sono sopravvissuti al contagio: uomini e donne che sono stati selezionati in base ai geni più forti. Sono tutti uguali ma anche diversi, poichè sono divisi in sette razze in cui vigono leggi specifiche di appartenenza. Oltre a non potersi mescolare tra di loro, questi super-uomini dalle grandi capacità devono seguire le regole imposte dal Master e dalla Selezione, composta dai membri più importanti della società.

La nostra protagonista, Reika, ha diciassette anni, è alla vigilia delle Olimpiadi che si tengono ogni anno tra i membri dell’ultimo anno a scuola. Tutti gli studenti devono affrontare prove in diversi campi; chi eccelle nella prova di forza può diventare un Agente dell’Ordine, per difendere la barriera e l’ordine nella città, chi eccelle nella prova di memoria può venir assegnato al Dipartimento di Storia e Conservazione della memoria collettiva (in cui è immagazzinato tutto ciò che l’umanità e il mondo sono stati nel corso dei secoli prima del virus). Chi si dimostra più atletico può diventare una Sentinella Veloce, sottoposta agli Agenti dell’Ordine; le persone più abili nei lavori manuali diventano costruttori o artigiani. Chi conquista il podio alle prove di intelligenza viene assegnato ai dipartimenti delle Scienze Mediche, Informatiche e Giuridiche. Tra coloro che avranno raggiunto il massimo in più discipline, gli Olimpi, ogni cinque anni verrà eletto il nuovo Master.

Reika vorrebbe diventare la nuova Olimpia, per decidere per la propria vita e, in un mondo così organizzato, la possibilità di scelta è una delle più grandi libertà. Ma qualcosa impedisce a Reika di poter partecipare alle Olimpiadi: la sera prima entra in contatto con un Estraneo, un essere che arriva da oltre la barriera, un uccellino. La scoperta di vita oltre Meridian sorprende Reika, che non vede l’ora di annunciare ciò che ha visto. L’entusiasmo è destinato a spegnersi, perchè in questa realtà super controllata, il desiderio di conoscenza è pericoloso e i dissidenti vengono incarcerati e isolati: l’ordine è più importante. Ma Reika non è una cittadina qualsiasi, in lei si risvegliano nuovi sensi e nuove capacità sovrumane, che le serviranno per scappare e scoprire la verità.

Infatti oltre alla Barriera c’è la Città Perduta e c’è vita, anche se ormai molto misera: i Sopravvissuti, uomini e donne che combattono da tutta la vita per sopravvivere in una terra dove vengono costantemente minacciati dai Visio, mostri elettronici che rapiscono gli esseri umani, rubando loro la vista e l’intelligenza, trasformandoli in Erranti, creature senza più coscienza, burattini nelle mani del nemico. Reika approda in questa nuova comunità, permeata di sofferenza, coraggio e amore per i membri del gruppo. Tra queste persone è sconsigliato innamorarsi, perchè vivere è un lusso che si può perdere molto presto e i legami spezzati possono distruggere.

Alessia è riuscita a costruire un mondo che, seppur distopico, si riesce a immaginare: due realtà completamente diverse vengono a scontrarsi e il lettore impara assieme ai personaggi cosa sia successo veramente, che cosa si nasconda dietro ai Visio e dietro a questa roccaforte inespugnabile. Concetto importantissimo è il legame tra conoscenza e libertà: non si può essere liberi se non si conosce e Reika lo impara sulla sua pelle, scoprendo sempre più ciò che la circonda e se stessa.

Il romanzo è diviso in quattro parti, ognuna delle quali è suddivisa in capitoli raccontati dai punti di vista, soprattutto, dei due personaggi principali, Reika e Ares (eh si, c’è un protagonista maschile di cui non vi ho parlato finora, dovrete scoprire chi è e qual è il suo ruolo leggendo il libro :P).

Tra fantascienza, magia, conoscenza e umanità lasciatevi guidare in questo nuovo mondo, nel mondo di Vision, non ve ne pentirete e non vi staccherete facilmente dalle pagine…solo che poi non vedrete l’ora di sapere come prosegue!

Scheda del libro:

Editore: La Corte Editore
Pagine: 380
Prezzo: 17,90 euro
Voto: 8.5/10