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Il destino divide – Veronica Roth

Circa un anno e mezzo fa mi ritrovavo qui a parlarvi del primo volume di una nuova saga distopica creata dalla penna di Veronica Roth. Si trattava di Carve the mark – I predestinati (potete trovare la recensione qui).

Alla fine di giugno è uscito in libreria il secondo capitolo (e sembrerebbe quello conclusivo) di questa saga dal titolo Il destino divide.

978880468771HIG-312x480Il primo libro era terminato con la fuga dei due protagonisti, Akos e Cyra, attraverso la galassia in fuga dal pianeta Thuve e dal popolo shotet. Li ritroviamo quindi in questo viaggio verso il pianeta di Ogra dove si trova una contingenza di esuli shotet scacciati dal proprio popolo perché contro il regno della dinastia Noavek.

A bordo della nave, insieme ad Akos e Cyra, si trovano anche i due oracoli Sifa ed Eijeh (rispettivamente madre e fratello di Akos), la sorella di Akos Cisi, la cancelliera dell’Assemblea Isae Benesit e il fratello di Cyra, sovrano di shotet imprigionato, Ryzek.

In una fuga quasi disperata gli equilibri sono fragili ed inoltre Ryzek è colpevole di numerosi omicidi tra cui quello della sorella gemella della cancelliera Benesit. E sarà proprio lei a togliergli la vita in un disperato moto di vendetta.

Questa morte cambierà molto le cose: lasciate andare Isae e Cisi sul pianeta Othyr per ricongiungersi con l’Assemblea, gli altri proseguiranno il viaggio attraverso la galassia verso Ogra. Ma qui li attende un’altra sorpresa: Lazmet Noavek, padre di Cyra creduto morto da anni, in realtà è vivo e rivendica il suo trono dando inizio ad una guerra tra shotet e thuvesiti che falcerà molte vite innocenti.

Cyra ed Akos, legati indissolubilmente sia dai loro fati che dall’amore che provano uno per l’altra, si troveranno davanti a delle scelte quasi inevitabili ed alla scoperta che, forse, il proprio fato non è impossibile da cambiare nonostante gli oracoli per loro abbiano previsto altro.

Per chi già conosce la penna di Veronica Roth sarebbe quasi superfluo ribadire quanto questa sia assolutamente brillante ed innovativa. Accanto ai pianeti già creati nel primo libro vengono aggiunti altri pianeti, altri personaggi ed altre storie tutte perfettamente delineate e ben amalgamate tra loro.

Lo stile rimane quello asciutto e lineare che contraddistingue l’autrice. Molto ben delineati i personaggi e il loro profilo psicologico: si riesce a creare quasi un rapporto con loro, si crea empatia con il loro modo di essere e di vedere le cose, anche per quei personaggi che dovrebbero rappresentare il male.

Inoltre, in questo volume più che nell’altro, ci sono una serie di colpi di scena che faranno rimanere il lettore con il fiato sospeso fino all’epilogo che, vi assicuro, soddisferà la maggior parte delle aspettative per tutti i personaggi.

Quindi se avete voglia di buttarvi in un nuovo mondo supertecnologico ma con un pizzico di magia e che non tralasci l’amore (senza scadere nel sentimentalismo) questo è assolutamente il libro che fa per voi!


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Mondadori
Pagine: 382
Prezzo: 15.90€
Voto: 7.5/10

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Il guardiano della diga – Volume 1

Buongiorno lettori! Siete carichi per affrontare questo nuovo week end? Avete voglia di passarlo a casa e non sapete cosa leggere? Bene, la nostra recensione farà al caso vostro! Oggi vi parlo di una delle novità Bao Pubblishing. Tra le uscite di settembre, ha proposto una bellissima storia a “puntate” (saranno tre in tutto) e questo di cui scrivo oggi è il primo capitolo.

“Il guardiano della diga” nasce come cortometraggio realizzato da Dice Tsutsumi, Robert Kondo, nominato agli Oscar nel 2015, diventa quindi d’ispirazione per questa trilogia.

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C’era una volta (così iniziano le storie più belle) un piccolo paese circondato da alte mura oltre le quali incombeva una fitta e minacciosa nebbia nera. La minaccia era concreta: la nebbia uccideva davvero chiunque osasse attraversarla. A guardia della città c’era solo un piccolo mulino, le cui pale respingevano la foschia che avrebbe decretato la morte di tutti gli abitanti del villaggio. Un coraggioso e saggio maiale, insieme al suo piccolo, si assicurava che tutto, in quella diga, funzionasse alla perfezione e che le palle soffiassero via quel fumo di morte. Non era riuscito a salvare la moglie, ma non avrebbe permesso a quella nebbia di provocare altra sofferenza. Un giorno però, il dolore per quella perdita diventa troppo forte, ingestibile, la sofferenza a quel punto ha la meglio sulla lucidità e l’eroe cede e decide di oltrepassare il muro di protezione e gettarsi nella foschia, scomparendo per sempre. Rimarrà quindi da solo il piccolo Maiale a guardia di una diga di cui solo lui sembra ricordare l’importanza.

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Il lettore, oltre a poter ammirare i meravigliosi disegni, entrerà da subito in sintonia con il protagonista. La solitudine provata da Maiale sarà la vostra, così come poi la gioia, la paura e tutte quelle emozioni che lo scuoteranno durante il racconto. Come ho detto in precedenza, Maiale è un cucciolo e come tutti i piccoli va a scuola. Sarà lì che faremo la conoscenza degli altri due “compagni” di avventura: Volpe, unico amico di Maiale e Hippo che se fossimo in un film paragonerei a un giocatore di football un po’ stordito. Grosso, goffo, ma sotto la scorza dura anche buono. Quest’ultimo andrà subito in conflitto con Maiale perché entrambi si contendono l’amicizia esclusiva di Volpe. Il nostro saggio amico dalle orecchie a punta però proverà a far scoccare la scintilla tra i due, cercando di farli conoscere meglio e sarà proprio da questo che partirà l’avventura.

Quando Volpe e Hippo si recheranno in visita a casa di Maiale, faranno un’importante scoperta: l’onda di nebbia sembra seguire una precisa tabella di marcia. Scompare, sempre più a lungo nota Maiale, per poi riabbattersi contro la diga con maggiore forza. Sarà a causa di una di queste onde che il mulino verrà risucchiato via, con i tre protagonista al suo interno e scaraventato nella foresta desolata. Dovranno quindi mettersi in marcia prima che la nebbia faccia ritorno e li trovi fuori dalla città. Riusciranno a tornare a casa? Saranno da soli? Frasi meravigliose, dialoghi e battute divertenti, renderanno la lettura un vero e proprio piacere.

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L’unico contro di questa storia? Che non passerà giorno in cui non vi chiederete quando uscirà il secondo volume!

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Bao Pubblishing
Pagine: 160
Prezzo: 15.30 euro
VOTO: 10/10

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Odio Platonico – Rocco Lombardi

Oggi voglio parlarvi del libro di esordio di Rocco Lombardi. Lo scrittore barese ha pubblicato con la casa editrice Laterza “Odio Platonico“, un romanzo breve ma intenso, che ho letto tutto d’un fiato nel giro di poche ore.

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Odio platonico racconta del singolare incontro su un aereo a partenza dell’Australia e diretto a Roma, di un uomo di mezz’età, e di una modella sudamericana. Quelle che potevano essere delle ore lunghe e stancanti di crociera, risulteranno invece più interessanti del previsto. L’uomo di mezza età risponde al nome di Steno Foschini ed è un ricchissimo uomo d’affari, brillante e affascinante, che porta il peso di una condizione fisica particolare: è infatti molto più basso della media degli uomini e questo particolare ha fortemente influenzato il suo carattere e il suo modo di relazionarsi agli altri: ha dovuto infatti imparare ad incutere rispetto ai suoi dipendenti e ai suoi partner di lavoro, nonostante la sua statura. L’uomo inizierà a raccontare la sua storia alla sua vicina di posto, la modella sudamericana Consuelo Calzada, che colpita dalla storia e dal carisma dell’uomo, deciderà di aprirsi e raccontare a sua volta la sua. Questa chiacchierata che sembrava nata semplicemente con lo scopo di trascorrere piacevolmente quelle lunghe ore di volo, avrà dei risvolti inaspettati che faranno prendere una piega del tutto imprevista alla vicenda.

L’amore è sicuramente uno dei temi fondamentali di questo libro. Un sentimento che è in grado sia di sconvolgere positivamente la vita di una persona, sia di porne fine. Un sentimento che si manifesta in tante forme, non solo nei confronti diretti della persona amata. Un romanzo che fa riflettere sulla vita e sulle relazioni interpersonali, struggente e ricco di colpi di scena che si susseguono fino all’ultima pagina.

Quando si legge un romanzo di uno scrittore esordiente non si sa mai cosa aspettarsi. Questa lettura è stata davvero una rivelazione per me. Rocco Lombardi è stato in grado nel giro di poche pagine di dar vita a dei personaggi che alla fine del romanzo si ha l’impressione di conoscere da sempre, nonostante il breve tempo passato in loro compagnia, come solo scrittori di grande esperienza sanno fare. La scrittura è semplice e fluida e senza accorgersene si arriva in breve a sfogliare le pagine del capitolo finale.  Consiglio quindi la lettura di questo libro e spero di poter leggere presto un nuovo lavoro di questo scrittore.


Scheda del libro

Editore: Edizioni Giuseppe Laterza
Pagine: 162
Prezzo: 15 euro
Voto: 8/10

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Il volo del grifo – Angelarosa Weiler

Buongiorno lettori,
oggi voglio parlarvi di un libro uscito di recente e letto per caso. Parto subito con uno slancio di onestà: i libri di autori sconosciuti li evito nel 98% dei casi. Il motivo è che senza feedback (recensioni, suggerimenti, ect) faccio fatica a trovare la motivazione giusta per acquistare un nuovo libro se ne ho da parte una fila infinita da leggere. E poi ammettiamolo, in Italia ci sono troppi aspiranti scrittori e quello che viene pubblicato spesso non merita reale attenzione. Questa premessa era doverosa per farvi capire che tutti i libri di autori emergenti che trovate trasformati in articoli su questo blog sono stati selezionati da noi con la massima cura. Siamo delle vere e proprie scassacavoli.

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!WARNING!

Detto questo, il nostro ruolo da bookblogger naturalmente ci porta a osare e quando siamo di luna buona, guardiamo le nuove uscite anche di case editrici minori e ci buttiamo nella speranza di trovare il capolavoro nascosto. Io, per la seconda volta di fila in questo mese, ho avuto la fortuna di imbattermi in un libro bello. Ma bello davvero.

9788871124360“Il volo del grifo” di Angelarosa Weiler è un romanzo particolare, il cui fascino si cela anche dietro il nome dell’autrice che è poi lo stesso della protagonista del libro. Si tratta di una biografia? È vero quello che viene raccontato? Ambientato in Italia e scritto in prima persona, non ci vorrà molto per apprezzare la protagonista e provare empatia verso di lei. Empatia che ti porterà a divorare il romanzo perché speri possa presentarsi per lei la svolta della vita, quella che rimette a posto i pezzi di una situazione assurda. Ma invece che migliorare, le cose si complicano. Lei, Angelerosa, non è una persona forte, non è la Wonder Woman che siamo abituati a trovare nei racconti. Entra, con la sua storia, in punta di piedi, presentando al lettore tutti i suoi difetti. Una donna che ama un uomo perché è lui a imporle, quasi, questa relazione. Non abbastanza forte da scegliere quello che vorrebbe. In balia del destino, diventa quello che altri le dicono di diventare. Poi questa fragile protagonista si ritrova ad avere improvvisamente in mano il timone. Dovrà essere lei a prendere le decisioni più difficili quando il marito, dopo un ictus, si ritrova non più in grado di muoversi e comunicare. La disabilità del marito devasterà i già precari equilibri che tengono insieme Angelarosa. Si troverà a dover scegliere per lui se lasciarlo andare, interrompendo la terapia, o se continuare e sperare in una qualità di vita dignitosa pur vivendo come “un vegetale”. Perché sarà questo il futuro che i medici prospettano per loro. E la scelta sembra quasi scontata per un personaggio che, al lettore, fino a quel momento, si è presentato debole e senza la forza per prendere decisioni nella vita, figuriamoci fare una scelta così difficile.

Invece la tragedia servirà ad Angelarosa per scoprire quanta forza sia presente in lei. Il destino, incontri fortuiti e fortunati, saranno il vento a favore della donna per guidare quella nave che, inizialmente, sembrava destinata ad andare alla deriva. Ho adorato davvero tutto di questo libro. Dallo stile con cui è scritto a ciò che raccontava. Non è stato difficile provare rabbia di fronte alle difficoltà (tante, tantissime) che complicavano e rovesciavano la vita della protagonista. Tante volte mi sono dovuta fermare e prendere una pausa perché, il fatto di non sapere se fosse o meno finzione quello che stavo leggendo, non mi aiutava a calmare la rabbia con la solita frase “Tanto è tutta inventato”. Insomma, io Tullio e Tarquinio vorrei tanto prenderli a mazzate. Chi sono, dite? Ehhh cari amici lettori, solo Angelarosa è brava a raccontarvi di loro mantenendo la calma.

Spero di avervi incuriosito abbastanza da dare una possibilità a questo romanzo. Mi raccomando, passate a dirmi cosa ne pensate dopo la lettura ❤

Avevo imparato a volermi bene. Questo non sarebbe mai accaduto se avessi continuato a vivere nell’ombra di altre persone. Pensai a Greif intensamente, mentre contemplavo il lago dorato e, in modo inesplicabile, lo sentii vicino. Chiusi gli occhi, sopraggiunse una sensazione meravigliosa: quell’abbraccio paterno che avevo tanto cercato volando nei cieli mi parve di avvertirlo lì, in quella pausa di intimo raccoglimento.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Lettere Animate
Pagine: 172
Prezzo: 10.00 euro
Voto: 8/10

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La piccola bottega di Parigi – Cinzia Giorgio

Buongiorno lettori, oggi voglio parlarvi del nuovo romanzo di Cinzia Giorgio, uscito pochi giorni fa, “La piccola bottega di Parigi”. Copertina colorata, uno scorcio della cittadina parigina sono le prime cose che colpiscono l’occhio di chi vede il libro la prima volta.  Corinne Mistral è una giovane avvocatessa di Roma che vive da quando era piccola con la nonna materna Elena. Fino a qualche anno prima con loro viveva anche la nonna paterna Anna. I genitori di Corinne infatti, essendo due musicisti di successo, non hanno mai avuto il tempo di dedicarsi alla crescita e all’educazione della loro figlia. Corinne ha un fidanzato, Massimo, ha accettato di sposarlo, ma qualcosa dentro di lei ha cominciato a muoversi: il ricordo indelebile del suo primo amore Leo non la riesce ad abbandonare.

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Ma un giorno di luglio arriva una chiamata: nonna Anna è morta a Napoli e c’è bisogno che i suoi familiari vadano subito là per darle l’ultimo saluto e discutere dell’eredità. Ma una sorpresa coglierà Corinne: l’avvocato di sua nonna Anna è Leonardo Ferrari, il suo Leo. Come se un lutto e il ritrovare il proprio ex ragazzo, che le aveva spezzato il cuore, non fossero già abbastanza, c’è in serbo per la nostra protagonista una nuova sorpresa: nonna Anna ha lasciato in eredità alla sua nipotina l’atelier di moda che aveva aperto a Parigi alla fine degli anni Cinquanta, assieme ad un plico di lettere di quel periodo destinate alla sorella.

Corinne dovrà partire immediatamente per Parigi e prendere una decisione importante per il destino di questa piccola bottega e delle persone che ruotano attorno ad essa. Ma non sarà l’unico problema che dovrà affrontare, perchè Leo, il ragazzo che quattordici anni prima l’aveva lasciata, dopo due mesi di relazione, per tornare a Napoli e rimettersi con la sua ex ragazza, ora sposato e invecchiato, è tornato a farle battere il cuore e a mettersi in mezzo al suo cammino.

Nella narrazione abbiamo tre linee temporali: il 1956 nelle lettere che Anna ha spedito da Parigi alla sorella e ai genitori a Roma, in cui racconta del suo iniziare a lavorare nella moda come sarta prima per una nobildonna, poi per Coco Chanel e del suo incontro e amore con Pierre Mistral; il 2003/2004 raccontato in un diario, l’anno in cui Corinne conosce, si innamora e si mette insieme a Leonardo, con lui conoscerà l’amore e il sesso e da lui riceverà brutte sorprese; infine il luglio 2018, il presente narrativo della vicenda. Assistiamo alla crescita di Corinne, alla sua maturazione e presa di coscienza di sè stessa, al suo riflettere e rivalutare le scelte della sua vita.

Questo romanzo è pieno di personaggi: abbiamo la nonna Anna, descritta solo dal diario e dalle sue lettere, una donna sognatrice, romantica, che ha litigato con Elena e il figlio per le scelte fatte da Corinne; nonna Elena, mente estremamente razionale e rigida, colei che ha cresciuto e cresce ancora Corinne proteggendola; Vittoria e Gabriele, genitori assenti per eccellenza, vedono la figlia due/tre volte all’anno; Flaminia, sorella di Massimo, collega e grande amica di Corinne, suo braccio destro sul lavoro; Laura e il figlio Bruno, due persone a cui Corinne imparerà a voler bene come membri della propria famiglia. Infine gli uomini: Leo, superficiale, prigioniero di una vita in cui viene costantemente coperto e protetto rispetto alle sue responsabilità, ha sposato una donna solo per interesse, la tradisce e rientra dopo anni nella vita di Corinne come un uragano; Massimo, l’uomo che aspetta, fiducioso, senza mettere fretta.

Di questo romanzo mi sono piaciute le lettere e la parte dedicata alla nonna Anna e alla sua vita nella moda, con i richiami a Coco Chanel, mentre ci sono alcune cose che non ho apprezzato al massimo, primo fra tutti il personaggio di Leo: è il classico stronzo, perdonatemi il termine, che fa perdere la testa alle ragazze ma che alla prima occasione fugge appena sente puzza di responsabilità. Inoltre ho trovato il cambio di vita di Corinne un po’ troppo accelerato rispetto alle premesse di donna vulnerabile, forte nelle cause lavorative, che si è lasciata trascinare dalle scelte altrui e che all’improvviso cambia tutto. Avrei preferito un maggiore approfondimento di questi suoi cambiamenti psicologici. E’ un romanzo molto parlato, anche nelle pagine di diario è maggiore il discorso diretto di quello indiretto, gli eventi si susseguono troppo velocemente, mancano inoltre degli stacchi che facciano capire la distanza temporale, anche se solo di qualche ora o giorno, in alcune parti.

E’ un romanzo leggero, analizza anche tematiche dolorose, che forse avrei preferito descritte e raccontate in modo migliore, ma sicuramente ora ho sempre più voglia di vedere Parigi!

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Newton Compton
Pagine: 320
Prezzo: 10€

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Una donna spezzata – Simone de Beauvoir

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Ho conosciuto Simone de Beauvoir grazie al mio lavoro di tesi e ho deciso di approfondire la sua bibliografia dopo essermi innamorata di “Memorie di una ragazza perbene”. In “Una donna spezzata” la Beauvoir si cimenta con la narrativa e, nello specifico, con il racconto. Abbiamo davanti tre brani: “Una donna spezzata”, il più lungo, che da il titolo alla raccolta, “L’età della discrezione” lungo una settantina di pagine e, infine, le ultime trenta pagine per “Monologo”.

Nel primo racconto abbiamo il diario di Monique, donna sposata ormai da vent’anni con Maurice, due figlie entrambe sistemate, una sposata e l’altra che lavora in America. La sua è stata una vita dedicata agli altri in tutto e per tutto: si è dedicata amorevolmente alla crescita delle sue bambine, alla casa, agli affetti. Ma qualcosa sta per cambiare per sempre la sua esistenza: Maurice ha un’altra donna. Venire a scoprire la verità del tradimento trascina Monique in un vortice di disperazione e di autocommiserazione, quasi di vittimismo. Perchè Monique è la classica donna di casa, non ha un lavoro, non è indipendente, non ha più da crescere le figlie e il trovarsi abbandonata dall’uomo della sua vita la spezza.

Ne “L’età della discrezione” abbiamo la mamma di Philippe, sessantenne con una carriera alle spalle, scrive libri, si è dedicata per tutta la sua vita alle lettere, ha sposato Andrè, uomo di scienza, hanno avuto un figlio che hanno cercato di modellare secondo le loro idee e aspettative. Ma un giorno Philippe li delude: ha deciso di abbandonare l’università, vuole entrare in politica, al fianco del partito di destra avverso da sempre ai suoi genitori. Scoprire che colui che si è cercato di forgiare a propria immagine ha deciso di cambiare la sua strada colpisce profondamente la madre, che inizia a dubitare di tutto, anche dell’amore del marito e delle sue capacità come donna.

Infine nel Monologo abbiamo Murielle: il suo sfogo nella notte di Capodanno porta alla luce il suo astio e odio per la vita, verso i due matrimoni falliti, il suicidio della figlia Sylvie di cui si sente quasi colpevole, anche se rimarca la sua innocenza, il rischio di perdere la custodia del figlio con il secondo divorzio.

Simone de Beauvoir traccia il ritratto di tre donne che rappresentano la situazione della donna, tanto comune a quel tempo (siamo negli anni Sessanta). Abbiamo donne che si innamorano, si sposano, diventano compagne succubi dei loro uomini, diventano madri e affrontano la maternità come quasi unico scopo della loro esistenza. Abbiamo uomini che amano e tradiscono, deludono le aspettative, costruiscono la loro trascendenza, abbandonando e spezzando queste donne. Sembra quasi che voglia provocare un moto di orgoglio e dignità nella donna che legge questi racconti. Viene voglia di prendere a schiaffi Monique per il suo vittimizzarsi e non svegliarsi da una situazione di stallo che la fa solamente soffrire, ma allo stesso tempo non si può che provare un grande senso di umanità nei suoi confronti; perchè Monique è sì fatta di carta e inchiostro, ma rappresenta anche un tipo di donna che, arrivata ad una certa età, con più niente nel suo presente che le possa assicurare un futuro, sente che non può staccarsi dai legami a cui è abituata e in cui ha un margine di sicurezza. Così come si prova antipatia per la testardaggine della mamma di Philippe, la cui assenza di nome fa capire come ci si debba concentrare sul suo ruolo più che sulla sua esistenza: non riesce ad accettare che il figlio che ha generato, cresciuto e covato, possa in qualche modo cambiare opinione, farsene una diversa dalla sua, deluderla. Infine Murielle: il suo monologo ricorda il flusso di coscienza tanto caro a Joyce, le frasi si legano quasi senza punteggiatura, si prova una sensazione di disordine nella lettura. Si percepisce la mancanza di stabilità della mente narrante, una donna ferita più volte, dagli uomini che ha amato e dalla figlia che suicidandosi l’ha condannata agli attacchi degli altri. Sono donne profondamente umane, sono degli esempi da cui imparare.

Inutile dire che questo libro mi è piaciuto molto, ormai so che la Beauvoir per me è una garanzia. Riesce a tenere il lettore incollato alle pagine e regala riflessioni che ogni donna dovrebbe fare.

Perchè? Batto la testa contro i muri di quest’empasse. No, non posso aver amato per vent’anni un cialtrone! Non sono, senza saperlo, una scema, nè una megera! L’amore che c’era tra noi era reale, era solido, indistruttibile quanto la verità. Solo, c’era questo fatto del tempo che passava e io non me n’accorgevo. Il fiume del tempo, l’erosione operata dalle acque dei fiumi: ecco, il suo amore ha subito l’erosione delle acque del tempo. Ma allora, perchè il mio no?

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Einaudi
Pagine: 247
Prezzo: 12€

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Wolf 2. Il giorno della vendetta – Ryan Graudin

All’inizio di questa calda estate mi ero ritrovata a parlarvi di un libro, pubblicato dalla De Agostini, che mi aveva molto colpito per la sua ambientazione. Si trattava di Wolf. La ragazza che sfidò il destino di Ryan Graudin (potete trovare la recensione qui).

Come vi avevo già anticipato, terminata la lettura del primo libro, ho subito recuperato il sequel che però ho letto solo in questi giorni.

Wolf2Per ovvi motivi ci sarà spoiler del finale del primo libro per cui, se non lo avete letto, potete sempre leggere la prima recensione e recuperarlo e poi tornare qui!

Il primo libro termina con Yael che, mutata nei panni della Vincitrice Adele Wolfe, spara a quello che crede essere il Führer Adolf Hitler. Ma, nel momento stesso in cui il proiettile raggiunge il petto di Hitler, Yael si rende conto che quello non è il vero Führer ma è un mutaforma come lei.

Naturalmente non le rimane altro che darsi alla fuga pur sapendo di aver, in qualche modo, fallito la sua missione. Ma nella sua fuga non è sola come pensa: il doppio Vincitore Luka Lowe, che aveva avuto una storia con Adele, le corre dietro per cercare di capire cosa sia successo scoprendo così il segreto di Yael.

Nel frattempo Felix, il fratello di Adele, ignaro che la ragazza che ha sparato al Führer non è sua sorella viene fermato e torturato dalla Gestapo. Per sfuggire alle torture arriverà a stipare un patto con le SS: fare finta di essere amico di Yael, raggiungere il cuore della Resistenza ed infine consegnarli al Regime.

Inizia così una corsa contro il tempo tra paesi devastati, conflitti interni e senza alcun modo di sapere cosa stia realmente accadendo alla Resistenza e al Regime. Una corsa nella quale giocano ruoli importanti i sentimenti che accompagnano i tre ragazzi e che guideranno ogni loro mossa e decisione fino all’attesissimo epilogo.

Ancora una volta Ryan Graudin non disattende le aspettative e ci regala un sequel pieno di azione e di colpi di scena. Anche in questo libro il passato di Yael avrà un peso non indifferente ed influenzerà lei e chi la circonda.

Oltre al lato psicologico della protagonista viene dato molto spazio a quello dei due ragazzi, Luka e Felix, ed anche a quello che è il Regime. In un mondo in cui le vicende storiche hanno preso una via diversa, tre ragazzi di diciassette anni si ritroveranno a dover fare i conti con sentimenti quali l’amore, la preoccupazione, la lealtà ed il senso di colpa.

Insomma, il finale di questa dilogia è quanto di meglio ci si può aspettare: azione e sentimenti raccontati in maniera scorrevole che terranno il lettore inchiodato alle pagine in attesa del finale.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: De Agostini
Pagine: 575
Prezzo: 14.90€