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The Artist – Anna Haifisch

The Artist di Anna Haifisch è stato pubblicato da Eris Edizioni ed è il suo primo lavoro ad arrivare in Italia.

Le varie parti che compongono questo graphic novel sono state pubblicate a puntate tra il 2015 e il 2016 su vice.com, Terste Zur Kunst e Edit 70.

Protagonista di queste vignette è un pennuto artista dall’aspetto gracile e dai modi stravaganti. Il suo scopo è quello di trovare il suo posto nel mondo.

Ma, la sua voglia di essere un artista, sembra abbia segnato inevitabilmente il suo destino: nessuno lo comprende e lui non comprende i galleristi e i critici con cui entra in contatto.

Quello che ne esce fuori è un’impietosa analisi del mondo dell’arte e una visione alquanto triste della vita.

The artist

Questo graphic descrive la vita del pennuto artista come un susseguirsi di situazioni imbarazzanti in cui il protagonista si sente sempre fuori luogo e a disagio.

Traspare un senso di depressione ed inadeguatezza che sovrastano la parte sognatrice dell’artista. Il tutto condito da una dose di satira che, molte volte, non riesce nemmeno a far sorridere.

Per quanto riguarda il tratto ammetto di non aver compreso la probabile bravura dell’autrice: sono disegni scarni, al limite dell’essenziale e, in alcuni casi, anche inquietanti.

Giallo, bianco e un arancione quasi rosso sono i colori prevalenti, utilizzati anche nelle tavole in cui si rende omaggio ad altri fumetti famosi (come, ad esempio, Snoopy).

The Artist di Anna Haifisch mi ha lasciato addosso una grandissima tristezza. Ancora adesso, dopo diverse ore dalla fine della lettura,  non riesco ancora a capire se mi sia piaciuto oppure no.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Eris Edizioni
Pagine: 182
Prezzo: 20.00€
Voto: 6/10

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Company parade – Margaret Storm Jameson

company-paradeCompany Parade di Margaret Storm Jameson è il primo volume della trilogia Lo specchio nel buio edito, in Italia, da Fazi Editore ed uscito in tutte le librerie il 3 ottobre.

La protagonista di questo romanzo, Hervey Russel, è una giovane donna che arriva a Londra all’indomani della Prima Guerra Mondiale, lasciando a casa il figlio, per cercare di affermarsi nel mondo lavorativo e garantirgli un futuro migliore.

La sua ambizione è quella di diventare una scrittrice ma, per il momento, trova lavoro in un’agenzia pubblicitaria alle dipendenze del veterano di guerra David Renn.

La vita di Hervey, a Londra, segue quasi una routine che parrebbe monotona: la mattina al lavoro e la sera in giro per le strade della città. Ma, nel suo pellegrinare, guarda e annota tutto, riflettendo su ogni cosa.

Intorno a lei, una moltitudine di personaggi: i suoi amici storici Philip e T.S.; la moglie di T.S.; David Renn; il marito di stanza all’Air Force One che è pressoché assente; il piccolo Richard e il suo amante americano.

Scritto nel 1934, Company Parade ci racconta la vita di una città e dei suoi cittadini alle prese con un dopoguerra per niente facile e felice.

Tutti i personaggi girano intorno ad un senso di smarrimento che tentano di combattere cercando di reagire, di rialzarsi e di ricostruire il proprio presente in vista di un futuro più luminoso. Eppure, nonostante gli sforzi, tutto sembra irrimediabilmente fermo.

La protagonista, però, ha tutte le caratteristiche per essere definita quasi un’eroina femminista: lasciando il figlio per trasferirsi a Londra per fare carriera commette quella che, all’epoca, era un’azione quasi abominevole. La sua voglia di emergere, di farsi strada nella vita, risulta azzardata in un quadro storico di una città rimasta nel passato a causa della guerra.

Lo stile è diretto e, per l’epoca in cui è stato scritto, molto moderno. La Jameson non permette al lettore di chiudere gli occhi e non vedere la realtà fatta di cicatrici, più o meno visibili, e di indecisione. Il tutto raccontato con un linguaggio diretto e a tratti anche crudo.

Company Parade di Margaret Storm Jameson è un manifesto, assolutamente attuale, di emancipazione femminile e di riscatto. Una lettura forte che porta il lettore ad una profonda analisi interiore.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Fazi Editore
Pagine: 403
Prezzo: 18.00€
Voto: 7.5/10

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Non perdiamoci di vista – Federica Bosco

Non perdiamoci di vistaNon perdiamoci di vista di Federica Bosco è uscito per Garzanti il 7 ottobre.

Si tratta del ventesimo libro dell’autrice milanese che, in passato, ha pubblicato anche con Newton Compton EditoriMondadori.

In Non perdiamoci di vista viene raccontata la storia di Benedetta, per gli amici Betta, una quarantaseienne divorziata con due figli adolescenti.

La sua vita ruota attorno al suo lavoro di fisioterapista, ai figlia e al gruppo storico di amici e amiche con cui ha passato l’adolescenza e che ancora frequenta. In questo gruppo è presente anche l’ex marito.

Inoltre è alle prese con un ritorno di fiamma con il suo primo amore adolescenziale con cui passa ore ed ore a chattare via WhatsApp visto che lui abita a Londra e lei a Mantova.

Tanti gli argomenti trattati in questo libro: dal difficile rapporto con i figli adolescenti ai rapporti con gli ex e i nuovi compagni di quest’ultimi, passando per rapporti di coppia malati e il bisogno di sentirsi ancora figlie a 46 anni, finendo con il cancro.

Detto così sembrerebbe un libro molto profondo e che porti il lettore a riflettere su questi argomenti che sono molto importanti ma, ahimè, non è così.

A mio parere è stata messa troppa carne al fuoco, troppi argomenti che meritavano di essere trattati individualmente e in maniera più approfondita, il tutto condito da una serie di cliché e frasi fatte.

La storia di Betta e, di riflesso, quella di tutti gli altri personaggi che le girano intorno, mi ricorda una fiera dove c’è tutto ma, fondamentalmente, non comprendi nulla. E, il peggio, è che è tutto trattato con una banalità ed una superficialità che mi ha lasciato di stucco.

Per tutto il libro i personaggi sono affetti da una sindrome di Peter Pan che ha colpito tutti, uomini e donne indistintamente, salvo poi cercare di “salvare” tutti all’ultimo minuto donando loro una profonda spiegazione a certi atteggiamenti.

Se c’è qualcosa da salvare, in questo romanzo, è la parte puramente strutturale: Federica Bosco ha un’eccellente padronanza della lingua, uno stile impeccabile e molto scorrevole.

Purtroppo i pregi di questo romanzo finiscono qui. Posso assolutamente dire con certezza che, dopo anni, la mia avventura con Federica Bosco termina qui.

Non perdiamoci di vista sarebbe stato un bel romanzo se avesse lasciato qualche banalità a casa e se avesse eliminato qualche problema generazionale di troppo.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Garzanti
Pagine: 288
Prezzo: 17.90€
Voto: 4/10

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[REVIEW PARTY] Questo amore sarà un disastro – Anna Premoli

Premoli rp 7-10 ottobre

Questo amore sarà un disastro è il nuovo attesissimo romanzo di Anna Premoli pubblicato da Newton Compton Editori ed uscito il 7 ottobre (lunedì scorso).

A differenza del precedente romanzo (L’amore è sempre in ritardo) qui ci vengono presentati due nuovi protagonisti: Edoardo ed Elena.

Edoardo è un uomo, alle soglie dei quarant’anni, che nella vita si è fatto strada ed ha raggiunto tutti gli obiettivi da lui prefissati ed un certo benessere economico. Ha le sue convinzioni, le sue priorità e niente è più importante del suo lavoro nell’ambito della finanza.

Elena, invece, è una trentacinquenne proveniente da una famiglia titolare di una ditta. Dopo la morte del padre era stata silurata ed era stato nominato amministratore delegato suo fratello. Così lei, seppur mantenendo una quota azionistica dell’azienda di famiglia, si era rifugiata sui monti ed aveva aperto un centro olistico.

A seguito di alcuni colpi di testa del fratello, la Health Green è sull’orlo del fallimento. La loro situazione arriva sulla scrivania di Edoardo e dei suoi soci che decidono così di procedere all’acquisizione dell’azienda.

E sarà questa evenienza a far incontrare Edoardo ed Elena e a dare il via a quella che sarà una lotta di menti a suon di lunghe chiaccherate piene di sagacia, tentativi di persuasione e imprevisti dettati dal cuore.

Questo amore sarà un disastro

Anna Premoli ci regala un’altra esilarante commedia. Come nei suoi altri libri si sa fin da subito dove si andrà a parare, l’andamento della trama è conosciuto e prevedibile però questo non inficia la lettura.

Differenza tra questo e gli altri romanzi è che, per la prima volta, ad avere monopolio del racconto è il punto di vista di Edoardo. Sono pochi i capitoli dal punto di vista di Elena eppure sono quasi essenziali per l’andamento della storia.

Lo stile è frizzante e piacevole, le pagine scorrono via con piacere. Riusciamo quasi a respirare e a vivere una Milano conosciuta forse da pochi, che offre panorami e luoghi suggestivi e romantici.

Questo amore sarà un disastro di Anna Premoli è una piacevole parentesi nel tran tran quotidiano, un modo per sognare grandi storie d’amore senza perdere il contatto con la realtà.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 318
Prezzo: 10.00€
Voto: 7/10

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Mio fratello si chiama Jessica – John Boyne

IMG_20191007_091609.jpgJohn Boyne è lo scrittore irlandese famosissimo per il romanzo, di cui è stato tratto il film, Il bambino con il pigiama a righe. E’ un autore che dedica i suoi libri ad un pubblico giovane e ciò si nota anche in Mio fratello si chiama Jessica, romanzo che per temi e per modalità di scrittura penso che andrebbe letto da chiunque, giovane e meno giovane.

Siamo in Inghilterra, Sam e Jason sono fratelli, Sam ha 13 anni e Jason 17. Sono i figli di una donna in carriera, ma non di una donna qualsiasi, ma della cancelliera del governo inglese. Una madre in politica che passa il suo tempo a lavorare, a fare pronostici di voto, ad aspettare che il primo ministro si dimetta per candidarsi, cercando sostenitori. In questo viene aiutata dal marito, suo segretario personale. Si capisce che la vita di questi due ragazzi sia piuttosto difficile, Sam, di cui noi conosciamo il punto di vista perchè è l’io narrante, ci racconta della sua invisibilità. I genitori hanno ben poco tempo per entrambi, non lo aiutano con i compiti e con la sua dislessia.

Al contempo il rapporto tra i due fratelli è speciale: Jason ha sempre voluto un fratello e Sam ci descrive il grande affetto che li lega, anche attraverso aneddoti riguardo alla sua nascita. Jason è il fratello migliore del mondo: lo aiuta a leggere e a tenere ferme le parole quando sembrano volare via dalla pagina. Ma poi succede qualcosa, qualcosa di imprevisto: Jason comincia a farsi crescere i capelli, ora porta la coda e la frangetta. Poi una sera a tavola fa una confessione: pensa di essere nato nel corpo sbagliato, non si sente un uomo, ma una donna.

Da questo momento la vita in casa e fuori cambia profondamente per tutti: da una parte i genitori che non sanno come affrontare la cosa, sono spaesati, poi pensano anche al futuro politico della madre; un figlio transgender potrebbe intaccare la sua carriera, sanno quanto sia difficile la vita per chi è diverso dalla norma “sociale” e decidono di portare il figlio da uno psicologo, perchè lo “guarisca”.

C’è Sam, che non capisce cosa stia succedendo, lui rivuole solo suo fratello, non vuole una sorella, non si rende conto di cosa capita attorno a lui: poi a scuola non è più invisibile, ora lo prendono in giro, ci sono i pettegolezzi. E poi c’è Jason, che ora si sente più Jessica, e sa che non è semplice il percorso in cui si trova adesso, sa che ci sono delle conseguenze. E’ una storia di rinascita, di maturazione, che fa scendere anche qualche lacrima ma che dà tanta speranza, o almeno ci prova a donarla.

“Credo che ci sia solo da sperare che la mentalità della gente cambi. Che il mondo decida di essere gentile e non crudele. E poi c’è il fatto che non so se qualcuno si innamorerà mai di me.”

Con uno stile leggero e scorrevole John Boyne ha costruito una storia modernissima, una storia rivoluzionaria per certi versi, ancora di più se si pensa che è indirizzata ad un pubblico giovane. Insegna che non è tutto o bianco o nero, ma c’è tutta una scala di grigi tra di essi. Forse determinate cose all’inizio sembrano insormontabili, certi momenti sembrano destinati a non finire mai. Ma poi il tempo fa voltare pagina e quando ormai è tutto passato guardando indietro ci si rende conto che non era poi così complicato uscirne.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Rizzoli
Pagine: 232
Prezzo: 16.00€
Voto: 9/10

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Vita dopo vita – Kate Atkinson

41FxCv4h1cLAvete mai pensato a cosa succederebbe se aveste la possibilità di rivivere la vostra vita all’infinito? Che piega prenderebbe la vostra vita se poteste evitare di commettere quegli errori che hanno condizionato la vostra esistenza? Quali sono gli infiniti scenari che vi si aprirebbero davanti? Proprio di questo tratta il romanzo di Kate Atkinson, Vita dopo vita, di cui oggi vi parlo.

«Pochi istanti dopo essere venuta al mondo, il mio cuore ha smesso di battere. A quattro anni, sono annegata nell’oceano. A cinque anni, sono scivolata da un tetto coperto di ghiaccio. A otto anni, ho preso l’influenza spagnola. Quattro volte. A ventidue anni, mio marito mi ha spinto con violenza contro un tavolino, uccidendomi. A trent’anni, sono morta durante un bombardamento tedesco su Londra. E su di me cadevano le tenebre. Ma ho sempre avuto un’altra possibilità.»

Protagonista del romanzo è Ursula Todd, figlia di una numerosa e abbiente famiglia inglese, che viene al mondo in un gelido inverno del 1910. Fin dalle prime pagine del libro si capisce che quella che sta per essere narrata non è una storia come tutte le altre. Il romanzo infatti inizia con la nascita di Ursula e, purtroppo, con la sua immediata morte per soffocamento durante il parto. Nel capitolo successivo, Ursula nasce nuovamente e questa volta, per una serie di coincidenze, riesce a superare il parto e a incominciare la sua vita. Così, in un arco temporale che ha come sfondo le due guerre mondiali, si assiste al susseguirsi delle innumerevoli vite di Ursula, dove la morte della protagonista e il successivo calare delle tenebre, sono solo il preludio all’inizio di una nuova vita e di una nuova possibilità per la protagonista. Ursula, anche se in maniera inconscia, sembra essere consapevole di aver già vissuto altre vite, e questa consapevolezza la porterà a non ripetere determinati errori che hanno irrimediabilmente condizionato la sua vita in passato ma anche quella dell’intera popolazione mondiale.

“Se Hitler fosse stato ucciso prima di diventare cancelliere sarebbe scoppiato il conflitto fra Arabi e Israeliani? (…) Se Hitler non avesse avuto la possibilità di compiere l’Olocausto (…)”

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Vita dopo Vita è un romanzo che è giustamente stato definito un capolavoro. Attraverso le vite di Ursula, il lettore è accompagnato attraverso gli anni più bui della storia Europea, vive la tragedia della guerra e del terrore dei bombardamenti, di come una vita felice, spensierata e ricca di affetti possa essere irrimediabilmente compromessa da eventi più grandi su cui non si ha alcun potere. Il personaggio di Ursula è un personaggio mutevole, che diventa sempre più forte man mano che rivive la sua vita. Le vite di Ursula e le vicende che accadono al suo personaggio portano a riflettere su quanto anche un piccolo evento nella nostra vita, al quale magari viene data poca importanza, possa in realtà compromettere in bene o in male tutta la propria vita futura. La storia narrata da Kate Atkinson è una storia forte, a tratti anche molto dura e cruda, ma che appassiona il lettore e lo coinvolge nel vortice delle vite della protagonista, spingendolo ad andare avanti per capire cosa succederà nella prossima.

L’unica nota negativa che mi sento di fare a questo romanzo è da un punto di vista stilistico. Il passaggio da una vita all’altra non è sempre ben descritto e non sempre sono chiare le nuove relazioni di Ursula con i vari personaggi che la circondano nella vita successiva. Questo crea un pò di confusione, e si è costretti a ritornare indietro per rileggere e avere più chiara tutta la storia. Nonostante questo piccolo appunto negativo, promuovo a pieni voti questo romanzo e ne consiglio la lettura a tutti.


Scheda del libro

Editore: Nord
Pagine: 544
Prezzo: 18,60€
Voto: 9/10

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Ramo – Silvia Vanni

Ramo è il graphic novel d’esordio di Silvia Vanni pubblicato da Bao Publishing lo scorso 19 settembre.

E io che pensavo che morendo sarebbero finiti tutti i miei guai.
Avrei dovuto saperlo che l’amore è molto più complicato di così.

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Omar adesso è uno spirito, un riflesso di ciò che era in vita ovvero un giovane pianista che lavorava in un bar.

Il suo spirito non riesce a trovare pace e il motivo pare sia solo uno: deve aiutare la giovane Altea a superare un lutto che l’ha travolta e che l’ha trascinata in una specie di limbo da cui non riesce ad alzarsi.

In poche pagine e grazie all’uso magistrale dei colori che permettono al lettore di entrare ancora di più in sintonia con la storia, Silvia Vanni ci racconta una storia fatta di sensi di colpa, di perdita, di dolore ma anche, e soprattutto, di amore.

Quando si parla di amore si tende sempre a pensare all’amore romantico tra due persone e si tende a tralasciare tutte le altre sfaccettature: l’amore che dimostra una zia quando ti prepara da mangiare e si preoccupa per te, l’amore che possono donare gli animali e, perché no, anche l’amore di uno spirito che cerca di risollevarti dal dolore e farti ricominciare a vivere.

Si tratta di quell’amore che salva, che fa ritrovare la voglia di vivere e di sorridere anche in mezzo alle lacrime.

I disegni che compongono questa storia sono davvero molto belli e delicati, i colori sono molto vividi e in perfetta armonia con la vicenda: più scuri nelle scene di disperazione, più chiari in quelli di risalita alla superficie.

Ramo di Silvia Vanni è un graphic novel delicatissimo, una finestra aperta sul dolore e sulla riflessione.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Bao Publishing
Pagine: 140
Prezzo: 18.00€
Voto: 10/10