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I 5 libri consigliati dal libraio

Buongiorno lettori,
oggi vi riproponiamo una rubrica che, la scorsa volta, avete apprezzato molto: i cinque consigli del libraio. Stavolta Leggendo a Bari approda sugli scaffali di un’altra magnifica libreria della nostra città. Libreria 101 è, infatti, una magnifica oasi fatta di legno, libri e una selezione di libri che vi poterà a scoprire tante piccole chicche che vi faranno venire voglia di farvi adottare dal proprietario, Antonio, così da essere giustificati a rimanere tutto il giorno a spulciare sugli scaffali e annotare libri da mettere in wishlist.

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Non mi credete? Allora date un’occhiata ai titoli che Antonio ha scelto per voi e ditemi se non li volete leggere tutti!

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Irmgard Keun – DORIS, LA RAGAZZAMISTO SETA

Una scrittura incalzante, per un romanzo dotato di una ironia intelligente come poche. Quella ironia intelligente che solo le donne sanno avere.

La protagonista Doris è una giovane ragazza. Vive in provincia, nella Germania degli anni trenta attraversata da una crisi economica. Fa la dattilografa finchè non si stanca delle attenzioni moleste del suo capo e lascia il lavoro. Anticonformista di natura, è una “tipa sveglia” che vuole vivere divertendosi e soprattutto da protagonista. Si lancia alla conquista della ruggente Berlino, incurante dei costumi e dell’ ipocrisia dell’epoca. Le piace innamorarsi, e si innamora spesso. Vuole essere una stella del cinema, del teatro o del bel mondo…purchè una stella.

Quando dialoga con gli uomini o racconta di loro, che si tratti dei suoi amanti o corteggiatori, risplende tutto il suo acume e l’ umorismo fulminante. Tutto in questo romanzo, dalle riflessioni sulla vita e sull’amore agli incontri e gli episodi, mette in risalto e sottolinea le contraddizioni di quella società europea.

Imgard Keun è stata tra le più originali scrittrici del Novecento, le sue opere furono proibite dai nazisti e dato lo strepitoso successo del romanzo “Doris, la ragazza misto seta” si arrivò anche ad insinuare che non potesse essere stato scritto da una ragazza, perchè caratterizzato da troppa vivida intelligenza sociale.

“Padre nostro che sei nei cieli, concedimi una buona istruzione, fa’ questo miracolo, al resto ci penso da sola con un pò di rimmel”

 

César Aira – IL PITTORE FULMINATO

César Aira è consideratbtyo tra i massimi scrittori contemporanei del sudamerica.

In questo suo romanzo, uno dei più apprezzati, il pittore fulminato protagonista è Johann Moritz Rugendas, appartenete a una dinastia di pittori. Stando a quanto scrive Aira all’ inzio del romanzo è il migliore tra i <<pochi pittori viaggiatori davvero bravi>> avuti in Occidente.

Un pittore di genere, nello specifico della <<fisiognomica della Natura>>
Rugendas insieme al suo amico e collega più giovane Krause compie un viaggio tra la regione andina e l’ Argentina, per cogliere il volto nascosto della loro arte, ed è questo viaggio, con la natura misteriosa e affascinante, che fa da sfondo alle poche battute che si scambiano i due amici, alle riflessioni e alle speranze di Rugendas. Tutto questo ci viene magnificamente raccontato dalla scrittura di Aira che pare ipnotica. Ancora di più nell’episodio del temporale improvviso e dei fulmini che colpiscono lui e il suo cavallo.

btyRéjean Ducharme – INGHIOTTITA

Pubblicato per la prima volta nel 1966, Inghiottita è stato il romanzo d’ esordio di Rejean Ducharme. Portò l’allora ventiquattrenne e sconosciuto autore dal remoto Quebec direttamente in finale al Goncourt.

Persona estremamente schiva, sinceramente disinteressata alla mondanità, prima e dopo il successo letterario, e che non ha mai rilasciato un intervista. Il romanzo è meravigliosamente potente, ambizioso, sfacciato, duro e “selvaggio”. Protagonista è Bérénice, una bambina. Come l’ autore che l’ ha creata, vive e cerca un isolamento radicale, da cui trae vigore.

La solitudine è il mio palazzo..quando non sono sola mi sento malata, in pericolo.

E’ la sua ribellione al mondo degli adulti, perchè è un mondo ipocrita ma soprattutto fasullo. E ci si scaglia contro con veemenza, nessuno escluso, specie i suoi genitori, madre cattolica e padre ebreo. La ribellione verso la famiglia, gli artifizi dell’ età adulta, le istituzioni, l’ educazione, la religione. Nessuna esitazione neanche verso se stessa:

Ho la faccia ricamata di brufoli. Sono brutta come un posacenere pieno di mozziconi di sigari e sigarette…

La ribellione di Bérénice ha anticipato quella dell’ antagonismo politico che si sarebbe avuto qualche anno dopo, ma soprattutto è una ribellione vera, del singolo individuo, non adulto, contro tutti.

Lev Tolstoj – LA FELICITA’ DOMESTICA
In questo romanzo Lev Tolstoj adotta per la prima volta il punto di vista femminile e “Labty felicità domestica” sembra davvero scritto da una donna.

E’ un romanzo breve dalla scrittura che racchiude tutto il fascino e lo stile di un epoca: l’ Ottocento. Ha per protagonisti Mascia, una giovane e bella ragazza di diciassette anni e Serghièi Mikhailovic un uomo di trentasei anni, dedito al lavoro e ad una vita pacata. Tolstoj divide in due parti il racconto, nella prima ci porta a incontrare l’ amore, la sua nascita e l’innamoramento, nella seconda la complessità dell’ amore, la sua evoluzione e trasformazione in indifferenza e la vita coniugale con le sue difficoltà. Mascia, rimasta orfana a diciassette anni, si ritrova a vivere sola con la sorella minore Sonia e la governante Katia, in una casa di campagna, nella fredda campagna russa. Il dolore per la perdita della madre la porta all’apatia e alla perdita di ambizioni. Ma Serghièi Mikhàilovic, un caro amico di famiglia, specie del padre, arriva a portare un po’ di luce e spensieratezza in quella casa. La sua presenza è da subito benefica, e Mascia, che adesso non è più una bambina, così come la ricordava Serghièi, ritrova la leggerezza della sua età. Mikhailovic, però, non è certo un giovane ragazzo ne il tipo di uomo che può interessare a una diciassettenne quale è Mascia, eppure, forse anche per via di una opinione della madre della ragazza che anni prima aveva espresso come Mikhailovic fosse il tipo di brav’ uomo e compagno ideale per Mascia, incomincia a disegnare nella sua mente Serghièi come l’ uomo affascinante e romantico dei suoi sogni.
Mascia incomincia a interessarsi a Mikhailovic e tra i due inizia un corteggiamento fatto di bisbigli, confessioni a metà, impacciati camuffamenti fino a giungere al matrimonio. Mascia e Serghièi si sposano, lei con quella idea dell’ amore che non vede nella differenza di età un intralcio ai sentimenti, lui più assennato e pragmatico ma comunque desideroso di “illudersi”.

Si entra così nella seconda parte del romanzo in cui Tolstoj ci mostra tutta la complessità dell’ amore, la sua pericolosa trasformazione in indifferenza e la difficoltà della vita coniugale. Infatti il romanzo si concentra sul trascorrere della vita dei due coniugi prima nella casa in campagna, e poi nella città di San Pietroburgo. In città la vita mondana con la sua bellezza, seppur effimera, non lascia indifferente una ragazza giovane e bella come Mascia, che conosce il fascino dell’ alta società, il desiderio di viaggiare e soprattutto i corteggiamenti di altri uomini, mentre quello che cerca Serghièi è vivere la famiglia, la tranquillità di una felicità data dalla dedizione dell’ uno verso l’ altra. Quindi Tolsotj comincia a raccontarci le vicende della loro vita coniugale, gli ostacoli, le incomprensioni e i limiti fino alla rassegnazione dei sentimenti e all’abitudine.  Magnificamente tradotto da Clemente Rebora, tra i maggiori poeti italiani del Novecento.

btyMiguel Bonnefoy – ZUCCHERO NERO
Miguel Bonnefoy (nato a Parigi da madre venezuelana e padre cileno) ha una scrittura meravigliosa, caratterizzata dallo stile del realismo magico, la cui lettura affascina frase dopo frase già dal prologo che è un capolavoro.

C’è un vascello con a bordo un tesoro e un equipaggio di pirati, tra cui il famoso Henry Morgan. Il vascello naufraga tra le mangrovie dei Caraibi e scompare inghiottito dalla foresta.
E proprio lì, dove è scomparso il vascello con tutto il suo tesoro, adesso, a distanza di trecento anni, c’è un villaggio.

Tra gli abitanti del villaggio troviamo la bellissima Serena Otero con i suoi genitori. Una ragazza sognatrice e romantica che aspetta un uomo bello e forte di cui innamorarsi. Al villaggio però, come per un dispetto del destino, giunge Severo Bracamonte, uomo gracile e interessato solo al denaro e a trovare quel tesoro. I due sono distanti nei sogni e in ciò che desiderano, eppure Severo finirà per essere attirato nella rete della giovane Serena.

Le loro vicende si intrecceranno dando una svolta continua al romanzo, ambientato in una natura selvaggia e lussureggiante. Una natura bellissima e importante che porterà Severo, mentre continua a cercare e a non trovare quel tesoro, a dire che non è vero che quella terra è così vuota.

Una fiaba e una storia picaresca che come seconda chiave di lettura ci racconta un Venezuela afflitto da una ricchezza che non sa cogliere.

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Festa del papà: quali libri regalare?

A volte penso che mio padre sia una fisarmonica. Quando lui mi guarda e sorride e respira, sento le note.
(Markus Zusak)

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Quest’anno abbiamo deciso di lanciare il nostro “booksegnale” e chiedere aiuto agli amici della libreria Libriamoci per farci dare qualche consiglio su dei libri da regalare ai papà in previsione della loro festa il 19 marzo. Stefania e Christian si sono dimostrati come sempre di grande aiuto ed ecco alcuni dei titoli che ci hanno segnalato. Sono tutti libri illustrati pieni di colori ed emozioni, sicuramente adatti a papà che hanno bambini con cui poter condividere la lettura,  accoccolati sul divano,  sfogliando insieme queste perle fatte di immagini e parole ❤

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Gaetano e Zolletta – Un posto perfetto
Di Silvia Vecchini e Sualzo
Bao publishing

Gaetano, un papà intraprendente e dalle mille risorse, è disposto a tutto pur di trovare un posto unico e speciale da condividere con il suo piccolo Zolletta. Lo condurrà perfino sulla Luna, prima di scoprire che in fondo, per suo figlio, il posto perfetto non è poi così lontano da raggiungere, anzi è lì, proprio tra le sue braccia. Un fumetto dolce e divertente che con grande naturalezza racconta l’avventura di un papà e del suo bambino alla ricerca di un’esperienza speciale che li unisca ancora di più.

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Di Anthony Browne
Orecchio Acerbo

Non è sempre tutto rose e fiori il rapporto tra padri e figli. In questo meraviglioso albo dell’artista Anthony Browne, Anna ha un papà troppo occupato per badare a lei e questo la getta in uno stato di profonda solitudine. L’unica compagnia sono i gorilla, quelli dei suoi libri, dei suoi disegni. È talmente ossessionata che per il suo compleanno ha chiesto un gorilla vero, ma tutto quello che trova nel cuore della notte ai piedi del suo letto è un gorilla giocattolo. Dopo la delusione iniziale, il gorilla inizia a crescere fino a diventare vero. Così vero (e gentile) che l’accompagnerà a vivere tutte quelle piccole esperienze che avrebbe tanto voluto vivere con suo padre. Al termine di questa notte meravigliosa, Anna troverà ad aspettarla un papà affettuoso e bendisposto. Gorilla è un libro che abbatte i muri della realtà per dare voce all’immaginazione e all’inconscio di una bambina dai desideri inappagati, un libro incantevole in cui i bambini (e forse anche i genitori) si immedesimeranno con grande facilità.

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Chiedimi cosa mi piace
Di Bernard Waber e Suzy Lee
Terre di mezzo

Potrebbe essere una giornata come tante quella raccontata in “Chiedimi cosa mi piace”, in cui un papà e una bambina vanno fare una passeggiata nel parco, ma basta poco perché si trasformi nella giornata ideale. La narrazione è basata interamente su un gioco, un rapido susseguirsi di domande e risposte in cui il papà chiede (dietro comando) e la bambina risponde. Questo dialogo serrato lascia emergere l’energia e la spensierata felicità della bambina che piano piano contagerà il papà. Vengono fuori i gusti, le riflessioni spontanee e la grande intimità tra i due. A incorniciare il tutto i colori caldi e vibranti dell’autunno, le foglie che cadono e le anatre che emigrano.

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I 5 libri consigliati dal libraio

Buongiorno lettori,
oggi iniziamo una nuova rubrica che coinvolge direttamente i nostri “spacciatori di sogni”, alias i librai. Ogni mese chiederemo a dei librai di fiducia di dirci CINQUE titoli che si sentono di suggerire ai lettori. Speriamo, in questo modo, di conoscere e farvi scoprire tanti libri interessanti che per un motivo o per un altro sono passati inosservati ai nostri occhi.

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Partiamo con i consigli degli amici di Libriamoci, una graziosa libreria indipendente che si trova a Bitritto. Se andrete a trovarli non potrete fare a meno di innamorarvi della loro vetrina, dello spazio interno con i divanetti e della scelta meravigliosa che i due librai hanno fatto per noi lettori sui loro scaffali. Ah, sapete che c’è anche un giardino dove, con la bella stagione, organizzano tanti eventi? Se volete saperne di più ed essere informati sulle loro iniziative seguiteli su facebook alla pagina “Libreria Libriamoci”. Intanto vi lasciamo con i loro consigli di lettura:

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“Umami”

“Romanzo profondo ma dalla scrittura lieve, che racconta con delicatezza, in un meccanismo narrativo temporale a ritroso, le vite dei protagonisti, abitanti di un piccolo comprensorio alla periferia di Città del Messico, con la storia di ognuno che si riflette e si svela in quella degli altri. Una piccola meraviglia. Scritto da Laja Sufresa, edito da Sur”

Trama: Nel romanzo d’esordio di Laia Jufresa si incrociano i destini di una ragazzina che sogna di coltivare mais in cortile, un antropologo vedovo, una giovane pittrice che inventa colori, due musicisti, una mamma hippy e un papà contabile.

Nel corso dell’afosa estate di Città del Messico, mentre Ana è intenta ad allestire il suo orticello, scopriamo le storie dei suoi vicini, tra segreti e non detti che solo poco a poco ci permettono di completare il puzzle della narrazione. Chi era davvero mia moglie? Perché mamma se n’è andata? Com’è possibile che una bambina che sapeva nuotare sia affogata? Queste e molte altre sono le domande alle quali i deliziosi personaggi del romanzo tentano di dare risposta tornando, ognuno a modo suo, a interrogare un passato che è ancora più presente che mai.

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“Lincoln nel Bardo” 

“Doloroso (a volte straziante) e allo stesso tempo divertente, densissimo delle molte voci e altrettante storie che lo animano, “Lincoln nel Bardo” di George Saunders (Feltrinelli) è un autentico capolavoro, un libro geniale impossibile da dimenticare.”

Trama: Febbraio 1862, la Guerra civile è iniziata da un anno, e il presidente degli Stati Uniti, Abraham Lincoln, è alle prese con ciò che sta assumendo tutti i contorni di una catastrofe. Nel frattempo Willie, il figlio prediletto di undici anni, si ammala gravemente e muore. Verrà sepolto a Washington, nel cimitero di Georgetown. A partire da questa scheggia di verità storica – i giornali dell’epoca raccontano che Lincoln si recò nella cripta e aprì la bara per abbracciare il figlio morto – Saunders mette in scena un inedito Aldilà romanzesco popolato di anime in stallo. Il Bardo del titolo, un riferimento al “Libro tibetano dei morti”, allude al momento di passaggio in cui la coscienza è sospesa tra la morte e la prossima vita. È questo il limbo in cui si aggirano moltitudini di creature ancora troppo attaccate all’esistenza precedente, come Willie, che non riesce a separarsi dal padre, e il padre, che non riesce a separarsi dal figlio. Accompagnati da tre improbabili guide di ascendenza dantesca, assisteremo allo sconvolgimento prodotto nel mondo di queste anime perse dall’arrivo di Willie Lincoln, che è morto e non lo sa, e di suo padre, il presidente, che è come morto ma deve vivere per il bene del proprio paese. Sentiremo le voci – petulanti, nostalgiche, stizzose, accorate – degli spiriti e il controcanto della storia. Leggeremo nei pensieri di Lincoln e nella mente di suo figlio, uniti da un amore che trascende il dolore e il distacco fisico. Il romanzo si svolge in una sola notte, eppure abbraccia le epoche e arriva fino a noi, spaziando in un territorio dove tutto è possibile, dove la logica convive con l’assurdo, le vicende vere con quelle inventate, dove tragedia e farsa non sono due categorie distinte e separate ma un’unica realtà indifferenziata e contraddittoria, che proprio per questo appare spaventosa e viene negata. Come si può vivere, amare e compiere grandi imprese, sapendo che tutto finisce nel nulla? Probabilmente la risposta non esiste, ma Saunders affronta questo nucleo emotivo con tutta l’onestà e la partecipazione che può metterci uno scrittore alle prese con interrogativi così enormi.

24272956_1962533547096981_2053222459_nElizabeth Strout 
“Tutto è possibile” 

“Bellissimo l’ultimo romanzo di Elizabeth Strout. Attraverso uno stile limpido, una scrittura elegante e una struttura polifonica, le storie dei protagonisti dei vari racconti (i loro sogni, paure, delusioni, riscatti) si sfiorano dando luce ad un vivido affresco della provincia americana. (Giulio Einaudi ed.)”

Trama: Ad Amgash, Illinois, le vetrine dell’unica libreria ospitano l’ultima fatica di una concittadina, Lucy Barton, partita molti anni prima alla volta della sfavillante New York e mai più ritornata. E non vi è abitante del paese che non voglia accaparrarsene una copia. Perché quel libro, un memoir a quanto pare, racconta senza reticenze la storia di miseria e riscatto di una di loro, e insieme racconta la storia di tutti loro, quelli che sono rimasti fra le distese di mais e di soia del minuscolo centro del Midwest, con il suo carico di vergogna e desiderio, di gentilezza e rancore. A Patty Nicely la lettura di quelle memorie regala una dolcezza segreta, come avesse «un pezzo di caramella gialla appiccicata in fondo alla bocca». Patty, da bambina tanto graziosa da meritare, insieme alle sorelle, l’appellativo di «Principessina Nicely», è oggi una vecchia e grassa vedova, ancora tormentata dalla vergogna di un antico scandalo familiare e zimbello dei ragazzini della zona. Eppure lei, dal libro di Lucy Barton, si sente finalmente capita. Livida e aggressiva appare invece la reazione di Vicky, sorella maggiore di Lucy, quando, con il fratello Pete, invecchiato in solitudine senza mai davvero crescere, i tre si ritrovano nella casa di famiglia per la prima volta dopo diciassette anni. Vicky, rimasta al palo delle occasioni mancate, non perdona alla sorella scrittrice di aver tagliato i ponti con un passato insopportabile, di avercela fatta, e le parole che i tre fratelli si scambiano sono coltelli che affondano nella carne viva dei loro ricordi di bambini. Eppure Vicky si è presentata all’incontro con un commovente velo di rossetto sulle labbra, e Pete, nel disperato tentativo di rendere la casa casa, ha comprato un tappeto nuovo. Certo, le cicatrici sono quasi più della carne, per i personaggi di questi racconti; certo, «siamo tutti quanti un casino, e anche se ce la mettiamo tutta, amiamo in modo imperfetto». Ma se ci si può rinnamorare ben oltre i settant’anni su un lungomare italiano, come capita a Mississippi Mary; se si può trovare sollievo dal dolore indicibile dell’esistenza in un momento di assoluta condivisione nella stanza anonima di un bed and breakfast, come capita a Charlie Macauley; se si può scovare un amico, un amico vero, nel retro di un teatrino amatoriale, proprio alla fine di ogni cosa, come capita a Abel Blaine, allora tutto, ma proprio tutto, è possibile.

24252231_1962533877096948_887709201_nLuca Tortolini e Daniela Tieni
“Il catalogo dei giorni” 

“Ci sono giorni felici e giorni tristi, giorni carichi di rabbia e giorni popolati dai rimpianti, giorni dedicati all’attesa e giorni che non si ripeteranno mai più. Chiunque ritroverà istanti della propria vita e si rispecchierà nelle parole, mai banali, di Luca Tortolini e nelle oniriche illustrazioni di Daniela Tieni (Kite edizioni).”

Trama: La nostra vita è fatta di giorni. Decine, centinaia, migliaia di giorni. Ma come sono questi giorni? Felici, tristi, pieni di risentimento, di dubbi, di possibilità mai diventate realtà? Sono giorni trionfanti, o di sconfitte laceranti, giorni colmi d’amore o rabbia, di paura di non essere riusciti, o peggio di non essere noi stessi? Questo libro ce li racconta, in una carrellata veloce di diapositive che scorrono, e vanno via. Perchè sono loro, i giorni, a comporre la nostra vita.

24252120_1962534130430256_629945078_nMichele Cuevas e Erin E. Stead
“Il postino dei messaggi in bottiglia”

“Un albo leggero e dolce come un venticello di primavera, quella brezza delicata così carica di desiderio verso la stagione che verrà. La stessa voglia che anima il postino, protagonista di questa storia, in attesa di provare quella gioia che quotidianamente dona agli altri quando consegna ai legittimi destinatari i messaggi in bottiglia; un’immagine romantica delle lettere che purtroppo non riceviamo più e simbolo di quel piacere nell’attesa quasi dimenticato. Scritto da Michelle Cuevas e illustrato da Erin E. Stead (Babalibri)”

Trama: Determinato e solitario, il postino dei messaggi in bottiglia sa bene che quel che deve portare a destinazione non sono solo messaggi, ma frammenti di vita, ricordi, sogni. Il suo è un lavoro della massima importanza. È suo dovere aprire ogni bottiglia arrivata dall’oceano e assicurarsi che venga consegnata. Quando un giorno arriva dal mare, senza mittente e senza destinatario, un invito a una festa