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I doni della vita – Iréne Nemirovsky

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La mia faccia felice con questo libro in mano esprime al meglio quello che penso di questo romanzo. Ho scoperto Irène Nemirovsky con “Suite francese” e ho comprato questo libro al Salone del libro di Torino.

“I doni della vita” è la storia di una famiglia che ripercorre i primi quarant’anni del secolo scorso. Siamo a Saint-Elme: Pierre Hardelot è il figlio di un membro dell’alta borghesia, nipote del proprietario di una grande industria cartiera. Agnès è figlia di birrai. Si conoscono da quando sono bambini, sono cresciuti assieme e nel corso delle estati si sono innamorati. Ma Pierre deve sposare Simone Renaudin, ha una dote molto sostanziosa. Agnès e Pierre però non si arrendono e cominciano a incontrarsi con maggiore assiduità e segretamente in un bosco. Per il timore di uno scandalo e del disonore per Agnès, Pierre decide di andare contro tutta la sua famiglia e sposare la ragazza che ama, anche se vorrà dire inimicarsi il potente nonno. La coppia felice si trasferisce a Parigi, hanno un bambino, Guy, ma lo spettro della Grande Guerra incombe e Pierre deve partire assieme a tanti altri giovani. Forse il destino, o Dio, ascoltano il desiderio di un vecchio padre che chiede di salvare la vita di suo figlio: Pierre torna a casa dalla sua famiglia e torna anche a Saint-Elme per lavorare nella fabbrica di famiglia.

I destini delle famiglie Hardelot e Renaudin sembrano sempre più intrecciarsi, tra denaro, dissapori, sentimenti e relazioni…e quando tutto sembra volgere per il meglio con una nuova unione, torna a palesarsi la vecchia nemica, la guerra.

“La memoria di un popolo è una cosa terribile. Si dice che le persone dimenticano; sì, come gli animali: si ricordano che hanno sofferto, ma non perchè hanno sofferto… Una memoria terribile, organica, fatto di cieco rancore, d’ingiustizia, di odio e di stupidità. Nel ’14, noi eravamo innocenti, come neonati. Agivamo senza farci problemi e in buona fede. Ma loro…che ne sanno che tutti i sacrifici sono stati inutili, che nessuno ne è uscito vincitore, che hanno letto, o visto, o sentito tutto quello che è successo allora e in seguito come vuoi che sopportino una simile prova? […] E dire che noi abbiamo creduto di riscattarli, come se si potesse riscattare un’intera generazione, un’intera stirpe, senza essere Dio…”

Irène Nemirovsky è, come ormai ho capito, una maestra a scrivere la storia di un popolo, nello specifico quello francese, ad evidenziarne i caratteri, i sentimenti e il rigoroso senso borghese che permea l’esistenza del singolo, convinto che tutto rimarrà immutabile. E’ anche maestra a parlare delle guerre mondiali: durante la seconda lei stessa perderà la vita, in quanto ebrea, in un campo di concentramento. Ma la guerra che descrive è sempre quella della gente comune, quella delle donne e delle famiglie che rimangono a casa ad aspettare figli, mariti, padri andati al fronte. La guerra di quelli che assistono ai rivolgimenti della Storia senza poter prendere decisioni direttamente. La guerra che mostra quanto profondo sia l’animo umano e quanto, allo stesso tempo, possa essere crudele.

Ma questo romanzo, come il titolo originale “Le biens de ce monde”, I beni di questo mondo, non vuole intristire, regala delle piccole gioie, i beni che la vita può offrire: sposare la persona che si ama, invecchiare insieme, avere un bambino, abbracciare i propri cari quando tutto sembra perduto e il mondo sembra sparire. Rinascere dalle macerie, come ci si rialza dopo una sconfitta.

Scheda del libro

Editore: Newton&Compton editori
Pagine: 255
Prezzo: 5,90 euro

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Le grandi donne del Medioevo – Ludovico Gatto

le-grandi-donne-del-medioevo-x1000Ludovico Gatto è uno storico e docente universitario; ha compiuto studi specialistici sul Medioevo e, nello specifico di questo saggio, sulla presenza femminile nel periodo.

Nei libri di storia, in genere, grandi donne sono assenti, non vengono nominate, semplicemente vengono ignorate. Ma Gatto ha voluto evidenziare come ciò non sia realistico, poichè abbiamo avuto larga presenza di donne importanti per la politica, la religione e la cultura, anche se certamente in numero inferiore rispetto agli uomini. La sua analisi comincia dalle regine e imperatrici: abbiamo Irene, imperatrice di Bisanzio, che si è arrogata il ruolo unico di Imperatrice e che tra il 797 e l’802 ha raggiunto il culmine della sua potenza, considerata despota tra la destituzione del figlio Costantino VI e il colpo di Stato promosso da Niceforo; tra le regine abbiamo Eleonora d’Aquitania, vissuta tra XII-XIII secolo, che riuscì ad esercitare un forte ascendente sul sovrano consorte Luigi VII; Isabella di Francia, Costanza di Altavilla, madre del grande Federico II, Costanza d’Aragona, prima consorte di quest’ultimo, oltre alle tutte sue successive spose, sono solo alcune delle regine menzionate e descritte da Gatto.

Abbiamo poi le religiose: in una religione antifemminista come il cristianesimo, che con San Paolo e con la Genesi induce a credere in un’inferiorità del sesso femminile, rispetto a quello maschile, abbiamo delle paladine, delle donne diventate sante, tra cui la madre di Sant’Agostino, Santa Monica, Giovanna d’Arco, la pulzella d’Orleans, protagonista nella guerra dei Cent’anni, bruciata sul rogo.

Numerose donne, soprattutto in età successiva a quella medievale, sarebbero state grandi sviluppatrici di circoli letterari e culturali, ma già in questa età di mezzo c’è qualche nome di riguardo di cui tener conto. Per esempio c’è Christine de Pizan, forse l’unico caso di donna che abbia ottenuto un certo rendimento praticando la scrittura. Protagoniste poi della vita politica italiana, a noi più vicina, celebri sono state Matilde di Canossa, Caterina Sforza e, forse famosa per la lascivia, Lucrezia Borgia. Termina l’elenco di queste figure femminili, la Papessa Giovanna, che per lungo tempo si finse uomo.

Ludovico Gatto ha scritto un lungo saggio per cercare di cambiare l’ideologia comune dell’assenza femminile nella storia medievale, che ci sia riuscito o meno è da interpretare. Devo dire che ho trovato questo saggio un po’ troppo prolisso, probabilmente troppo didattico, sicuramente per l’entourage culturale e professionale dello scrittore. La lettura mi è stata difficoltosa, probabilmente sarebbe più da studiare che da leggere per piacere, ma nulla toglie che possa essere una buona lettura per gli specialisti del settore.

Scheda del libro

Editore: Newton&Compton editori
Pagine: 480
Prezzo: 12,00 euro

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Seta – Alessandro Baricco

33714513_1690683944347072_961350741841149952_nChi mi conosce sa quanto io ami Alessandro Baricco e i suoi romanzi. Oggi vi voglio parlare di “Seta”, un romanzo breve pubblicato nel 1996, composto da tanti piccoli capitoli che si susseguono frammentariamente.

Siamo a Lavilledieu, in Francia, Hervé Jancour è un giovane che lavora per delle filande: suo compito è comprare i bachi da seta per realizzare il prezioso tessuto. In Europa purtroppo una grande epidemia sta distruggendo le uova e, per poter mandare avanti l’attività, Hervé viene mandato in Giappone, dove si dice esserci una grandissima disponibilità di bachi da seta, che per le rigide leggi giapponesi non possono essere esportati. Hervé parte per questa pericolosa avventura, all’inizio di ottobre del 1861. In Giappone conoscerà Hara Kei, importante signore del villaggio; presso di lui vede una ragazza dai tratti non orientali, ne rimane profondamente affascinato e colpito. Da quel momento Hervé compirà tre viaggi, partendo sempre ad ottobre e tornando sempre in Francia entro la prima domenica di aprile. Ad attenderlo a casa ci sarà sempre la sua giovane moglie Hélène.

E’ un romanzo leggero, impalpabile come la Seta. Grandi temi sono la malinconia, il viaggio, l’amore. Hervé è una sorta di antieroe, protagonista delle vicende, agisce molto poco nella sua vita, non la vive appieno, la vede scorrere davanti a sè come vede l’acqua del lago trasportata dalla corrente. Hara Kei è un uomo enigmatico, intriso di cultura giapponese: sua è la grandissima voliera piena di uccelli variopinti che, una volta lasciati liberi, tornano sempre indietro. La ragazzina è una presenza sensuale, silenziosa, rimane in disparte quasi, con il suo fascino e i suoi gesti ammalia Hervé. Protagonista, anche se nascosta, è Hélène, la moglie, lei aspetta e ama, più ama più è disposta ad aspettare e ad accettare la distanza sia fisica che psicologica del marito.

I personaggi di Baricco hanno una sorta di involucro di estraneità che li ricopre, hanno tutti una qualche caratteristica particolare che attrae. Oltre a quelli già citati c’è il personaggio di Baldabiou, colui che ha portato l’arte della seta nella cittadina e colui che se ne andrà per sempre da là solo quando verrà battuto ad un gioco da un monco.

C’è molta ripetitività nel linguaggio: i viaggi di andata e ritorno per il Giappone sono quasi sempre descritti in maniera uguale. Qui Baricco vuole regalare un’atmosfera irreale di sogno, l’idea di un tempo che torna sempre su se stesso, quasi in maniera circolare.

Curiose le citazioni intertestuali del romanzo: c’è una scena di un bagno di Hervé, mentre è in Giappone, che richiama l’Odissea di Omero; si parla di Louis Pasteur, colui che sarebbe stato in grado di separare le uova dei bachi da seta malate da quelle sane. Ci sono poi riferimenti ai due romanzi precedenti dello scrittore torinese “Oceano mare” e “Castelli di rabbia”.

Inutile dirvi che vi consiglio la lettura di questo piccolo romanzo, ci metterete un paio di ore, ma vi regalerete poesia ed emozioni grandissime, anche se Baricco non lo amate per niente. Vi lascio lo stralcio della più bella lettera d’amore che io abbia mai letto e che secondo me può darvi un’idea dei sentimenti racchiusi in questo piccolo gioiello:

Nessuno potrà cancellare questo istante che accade,
per sempre getterai la testa all’indietro, gridando,
per sempre chiuderò gli occhi staccando le lacrime dalle mie ciglia,
la mia voce dentro la tua, la tua violenza a tenermi stretta,
non c’è più tempo per fuggire e forza per resistere,
doveva essere questo istante,
e questo istante è,
credimi, signore amato mio, quest’istante sarà,
da adesso in poi, sarà, fino alla fine.
Noi non ci rivedremo più, signore.
Quel che era per noi, l’abbiamo fatto, e voi lo sapete.
Credetemi: l’abbiamo fatto per sempre.
Serbate la vostra vita al riparo da me.
E non esitate un attimo, se sarà utile per la vostra felicità,
a dimenticare questa donna che ora vi dice,senza rimpianto,
addio.”

 

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Feltrinelli
Pagine: 108
Prezzo:
7,50€

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Suite francese – Irène Némirovsky

31389838_2675490009166109_3518859644686565376_nBuongiorno lettori, oggi vi parlo del capolavoro di Irène Némirovsky “Suite francese”. Il libro scritto nel 1942 e pubblicato postumo solo nel 2004 doveva essere una sinfonia in cinque parti, prendendo spunto dalla quinta di Beethoven (quella in cui si trova il famosissimo Inno alla gioia). Sfortunatamente la Némirovsky non riuscì mai a completare l’opera, poichè nel luglio dello stesso anno fu deportata in un campo di concentramento in quanto ebrea, e lì sarebbe morta il mese dopo. Il progetto doveva contenere oltre alle due parti arrivate a noi “Tempesta di giugno” e “Dolce” anche: “Prigionia”, “Le battaglie?” e “La pace?”.

Nonostante l’incompiutezza le prime due parti si possono leggere bene, non ci sono mancanze e 400 pagine scorrono che è una meraviglia!

“Tempesta di giugno” è ambientato nel giugno del 1940: Parigi è stata bombardata per la prima volta dai tedeschi ed inizia l’esodo dei cittadini per scappare dalla distruzione. Tra coloro che fuggono abbiamo la famiglia Péricand: Charlotte, madre di famiglia e perfetta borghese che conosce il suo rango sociale e il suo ruolo di nuora, andandone fiera; il suocero malato e invalido su una sedia a rotelle, cinque figli, tra cui Hubert, secondogenito della famiglia che sogna l’eroismo della guerra e vuole combattere per difendere la Francia, e Philippe, prete che deve portar con sè nella fuga dalla città degli orfani. Poi abbiamo i Michaud, coppia di bancari che aspetta notizie del figlio Jean Marie dal fronte; Gabriel Corte, uno scrittore snob assieme alla sua segretaria Florence; Charlie Langelet, collezionista di opere d’arte e grande amante della cultura che disdegna gli esseri umani. Poi ci sono i contadini, gli abitanti dei paesi in cui arrivano i migliaia di sfollati.

I capitoli si soffermano su questi singoli personaggi uno dopo l’altro, illustrandone i pensieri e i sentimenti, la sofferenza e l’angoscia di un popolo che deve scappare dalla propria vita e dalla propria terra per non morire. L’esodo finisce all’annuncio della sconfitta della Francia: i tedeschi hanno vinto e si stanno apprestando ad entrare nelle città.

Proprio nel periodo dell’occupazione tedesca è ambientata la seconda parte del libro, “Dolce”: ci troviamo un anno dopo gli avvenimenti narrati nella prima parte, nella città di campagna di Bussy. I tedeschi hanno occupato il territorio e pretendono di essere accolti come ospiti, in nome del “collaborazionismo” tra il regime nazista e il nuovo governo francese. Il sentimento dei francesi nei loro confronti è di estremo disprezzo e odio: i mariti e i figli sono prigionieri dei “crucchi” e questi ultimi sono lì e si comportano da padroni.

Lucile Angellier è una giovane donna sposata, il cui marito è partito per la guerra, vive con la suocera, signora austera e patriottica. La loro è la casa più bella e dovranno ospitare un affascinante ufficiale: Bruno von Falk.

La Némirovsky ha ricostruito in queste pagine la Storia, vista dalla prospettiva di coloro che non combattevano, dal popolo; ha restituito su carta due episodi della vita dei cittadini francesi durante la guerra, regalandoci la possibilità di capirne i sentimenti e di cogliere tra le righe una critica della società e delle classi sociali in cui è divisa, evidenziando l’ipocrisia borghese e la riottosità contadina. Ha dato la possibilità, ai lettori, di poter riflettere sulla guerra e notare come gli uomini siano solo delle pedine in essa; siamo tutti uomini e viviamo tutti sotto lo stesso cielo, anche se in nome di un obiettivo più grande vengono compiute azioni terribili.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Garzanti
Pagine: 412
Prezzo: 6,90€

 

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31° Salone Internazionale del libro di Torino

Buongiorno lettori, oggi vogliamo raccontarvi il nostro Salone del libro di Torino! Per tutti gli amanti dei libri e della letteratura è un appuntamento immancabile; io ho avuto modo di andarci anche negli ultimi due anni, ma quello di quest’anno è stato speciale perchè avevo con me le mie colleghe e amiche Sara, Daniela, Patrizia e Barbara. Di seguito riporteremo le nostre impressioni e i nostri pareri, oltre ovviamente alle foto di tutto il gran popò di roba che abbiamo ovviamente acquistato 😀 In blu scriverò io, Lydia. Purtroppo dovendo far combaciare anche gli impegni familiari ho potuto partecipare al Salone solo il sabato, è stata una giornata molto impegnativa ma proficua.

Innanzi tutto c’è da dire che sicuramente per potersi godere appieno il salone del libro sono necessari ALMENO due giorni, per riuscire a incastrare il libero girovagare e acquistare libri e fare le file per gli eventi e i firmacopie. Ma racconterò con ordine la giornata di sabato!

Sono partita da Cuneo alle ore 8.12 e sono arrivata a Torino Porta Nuova alle 9.40. Ad aspettarmi c’erano Sara, Daniela e Patrizia; dopo una ricca colazione al McDonald della stazione siamo corse a prendere la metro, direzione Lingotto. A causa della moltitudine di gente ci siamo dovute dividere su due treni e, dopo le file per entrare, io, Sara e Daniela eravamo alle 11 davanti allo stand Bao, obiettivo: firmacopie e sketch della coppia Turconi-Radice. Accanto le file per Daniel Cuello e ZeroCalcare. Purtroppo dopo mezz’ora abbiamo dovuto abbandonare la fila e rimandare il tutto alle 14, troppe persone davanti. Ho quindi approfittato del momento per fare alcuni acquisti: Stronze si nasce di Felicia Kingsley (in vista del firmacopie di autrici romance della Newton compton del pomeriggio) e I doni della vita di Irene Nèmirovsky, dallo stand Newton&Compton editori,  la nuova edizione di W.I.T.C.H. uscita in questi giorni per Panini, con la nuova cover di Mirka Andolfo. Poi di corsa in sala BookStock per la conferenza di Stefano Turconi e Teresa Radice su Non stancarti di andare, in collaborazione con Emergency alle 12.

Tappa successiva è stato lo stand di La Corte editore, per comprare il nuovo romanzo di Alessia Coppola in anteprima assoluta, Vision che uscirà solamente in autunno in libreria (e ovviamente la foto e l’autografo di rito erano d’obbligo :D)

Dopo un pranzo leggero, io e Daniela siamo andate di corsa allo Stand Bao per il nostro sketch e autografo di Non stancarti di andare. Come sempre Stefano Turconi è bravissimo e mi ha regalato una bellissima Iris che disegna. Mentre Daniela proseguiva facendo la fila per Daniel Cuello, io, Sara e Patrizia siamo andate a trovare lo stand di ABE Editore, dove ci siamo immerse in mezzo a copertine e libri bellissimi e abbiamo acquistato le bellissime Imbustastorie, di cui prossimamente vi parlerò sempre qui sul blog. Ho comprato inoltre un libro di racconti giapponesi. Alle 15 sono cominciati gli sketch di Mirka Andolfo, autrice di graphic novel come Contronatura Sacro/Profano, allo stand Panini: mi sono fatta disegnare una simpaticissima Irma.

Dopo essere passate dalla Giulio Perrone editore e aver avuto modo di provare i loro nuovissimi e coloratissimi gadget, con il logo BOOK PUSHER, attimo di pausa e riposo sotto la magica torre di libri, meditando sul nuovo stato di povertà acquisito in poche ore. Ma le 16.30 si avvicinavano e con questo orario anche il firmacopie organizzato dalla Newton&Compton con tutte le sue autrici di romance. Ricevute le dediche di Lucrezia Scali e Felicia Kingsley di corsa allo stand feltrinelli e ho fatto il mio ultimo acquisto della giornata: A panda piace questo nuovo libro qui di Giacomo Bevilacqua, da cui ho avuto il piacere di ricevere uno splendido sketch e con cui ho fatto una bellissima foto. 

E il mio salone si è concluso così: stanca, sudata, più povera, ma molto più soddisfatta e felice. Salutandovi con la foto del mio bottino, lascio la parola alle mie colleghe!

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Salve a tutti, lettori! Sono Daniela e adesso vi racconterò la mia personalissima esperienza al Salone Internazionale del Libro di Torino. Non entrerò nel merito della giornata in cui il gruppo di Leggendo a Bari era “operativo” in massa (ovvero il sabato) perché ve ne ha già abbondantemente parlato Lydia. 

Più che altro vorrei cercare di raccontarvi la fantastica atmosfera che si respira tra quegli stand. Gli espositori, gli autori, gli editori, I LETTORI! Si respira un’aria di festa, sembrava quasi un mondo parallelo. Per me, al mio primo anno, è stato quasi come abitare un sogno. Credo di aver finalmente capito come possa essersi sentito Pinocchio al suo ingresso nel Paese dei Balocchi. E credo anche di aver capito come si sia sentito nel momento in cui si trasforma in un ciuchino: è stata la stessa sensazione che ho percepito io rientrando a Bari con il portafoglio quasi completamente vuoto (ma, si sa, nel nostro disperato status di lettori compulsivi povertà is a state of mind)! 

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Il mio bottino del SalTo18

Ho passato due giorni fantastici tra stand, firmacopie e conferenze. Ho ritrovato fumettisti che adoro riuscendo ad avere un loro sketch (ma rinunciando ad altri… sigh!), ho scoperto nuovi autori, incontrato persone ma, soprattutto, ho vissuto quest’esperienza speciale con persone speciali: le mie amiche del gruppo di lettura!

Vi lascio con i tre sketch ricevuti da autori che ritengo abbiano un talento enorme: Daniel Cuello (meravigliosa scoperta), i coniugi Teresa Radice e Stefano Turconi (sempre più teneri e sempre disponibili) e Giacomo Bevilacqua (sempre più simpatico e caciarone).

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Insomma, è stato un Salone magnifico! E, parafrasando il titolo di quest’anno, chissà se un giorno, tutto questo… potrà ripetersi! (Piccolo spoiler: stiamo già lavorando per l’anno prossimo! Incrociamo le dita!)

 

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Figlie del mare – Mary Lynn Bracht

9788830447653_0_0_0_75Il libro di cui voglio parlarvi oggi è un romanzo speciale, di cui mi avevano colpito subito il titolo e la trama. Hana ed Emiko sono due sorelle che vivono nella Corea del Sud negli anni ’40 del secolo scorso. Fanno parte di una famiglia di haenyeo, pescatrici di perle e di pesce nell’isola di Jeju. Hana ha 16 anni ed Emiko 9 quando, durante una tragica giornata di giugno del 1943, accade il peggio: un soldato giapponese si trova nelle vicinanze della spiaggia, Emiko ancora troppo piccola per tuffarsi in mare e fare la raccoglitrice, è nascosta da uno scoglio, Hana è in acqua ed assiste alla camminata del soldato; capisce che se non si affretta la sua sorellina potrebbe essere vista e rapita da quell’uomo. Siamo in piena seconda guerra mondiale, i giapponesi hanno occupato da anni la Corea e gli avvertimenti della madre riecheggiano  nella mente di Hana “Non rimanete mai da sole con i giapponesi, sono pericolosi. Difendi tua sorella”. Di quì il sacrificio di Hana, che affronta coraggiosamente Morimoto, il soldato che la rapirà e porterà via dalla sua casa, per essere imbarcata su un traghetto assieme a centinaia di altre donne, alcune giovanissime: destinazione la Manciuria, per diventare una comfort woman, una donna di piacere per i soldati dell’Imperatore. Inizia l’incubo per Hana, destinata a doversi chiamare con un nome giapponese, Sakura e a soddisfare i desideri carnali di una marea di soldati in una piccola casa assieme ad altre ragazze, con la presenza costante di Morimoto, l’uomo che l’ha rapita, violentata e costretta a questa vita.

Nel 2011 Emiko è una madre e nonna, fa sempre la haenyeo, ha due figli a Seul. La vita anche per lei non è stata semplice: costretta a soffocare il dolore per la perdita della sorella e la vergogna del sentirsi la causa di quel rapimento, è stata costretta a sposare a 14 anni, 5 anni dopo il rapimento di Hana, un poliziotto coreano, dopo aver visto la casa distrutta e il padre sgozzato perchè sospettato di essere un traditore comunista. Da quel matrimonio senza amore sono però nati due bambini, l’unica speranza di felicità e unico appiglio alla vita rimasti ad Emi. Una malattia al cuore e una gamba claudicante stanno ormai portando alla morte Emiko, che prima di morire vuole cercare sua sorella, vuole far riaffiorare il passato dopo quasi 70 anni: per questa ragione vuole partecipare alla manifestazione che viene organizzata ormai da diversi anni a Seul, per manifestare e chiedere giustizia per tutte le comfort women, con la speranza finalmente di ritrovare un po’ di pace per il suo spirito.

La realtà delle comfort women è venuta a galla purtroppo da non moltissimo tempo; i giapponesi avevano creato bordelli e case private appositi per ospitare le donne, prima volontarie e poi soprattutto rapite, non solo dalla Corea, ma anche dalla Manciuria, dalle Filippine, dalla Cina, che dovevano compiere il loro dovere per l’Imperatore giapponese assolvendo al ruolo di donne di piacere per i soldati. Centinaia di migliaia di donne sono state rapite e sradicate dal loro mondo per diventare oggetti, violentate e abusate; sono morte in tantissime di stenti, malattie, infezioni, parti e aborti. In pochissime sono sopravvissute e per molti anni è stato mantenuto il silenzio per la vergogna di essere additate come prostitute e la paura di rovinare le famiglie. Solo nel 1973 fu nominata in un libro la questione, screditata dai più, negli anni ’90 ci furono le prime testimonianze dirette delle sopravvissute e le prime richieste di scuse pubbliche da parte del Giappone.

La violenza contro le donne è un fatto persistente in tutte le guerre, questo è uno dei casi in cui è stata istituzionalizzata in veri e propri circoli di prostituzione ed è importante che il mondo conosca questi episodi.

Mary Lynn Bracht è riuscita a scrivere un libro che prende con forza un suo posto nell’anima; ha raccontato una possibilità di vita di una di queste comfort women, ha reso appieno la crudeltà e la disumanità di questa situazione, regalando uno spaccato di vita coreana che personalmente non conoscevo e che molto spesso non viene menzionata nei libri di storia. I punti di vista di Hana ed Emiko si alternano e c’è un continuo variare di passato e presente; le violenze, il sangue, gli stupri vengono descritti crudamente, colpendo la sensibilità di chi legge. Pur essendoci scene angoscianti in alcuni punti che lasciano addosso una sensazione soffocante, non riescono a fermare la voglia di leggere e andare avanti, per scoprire la sorte di queste due sorelle legate da un affetto che va oltre il tempo e lo spazio.

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La statua della pace a Seul, raffigurante una comfort woman.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Longanesi
Pagine: 370
Prezzo: 18.60€

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Il sole è anche una stella – Nicola Yoon

30516550_2653076571407453_6302138030341750784_nPurtroppo sono sempre stata un’inguaribile romantica, amante delle storie d’amore e di tutto ciò che per molti è sdolcinato e alquanto irreale. Per questo motivo e, dal momento che qualche mese fa ho divorato “Noi siamo tutto” di Nicola Yoon, appena saputo dell’uscita del suo nuovo romanzo ho appuntato in agenda la data aspettando di poter correre in libreria.

La copertina italiana presenta la fotografia di un ragazzo asiatico e una ragazza di colore; nel livello inferiore BOOM!, un tripudio di colori come in un’esplosione e il titolo “Il sole è anche una stella”. Sottotitolo: “L’amore esiste comunque, che tu ci creda o no.”

Ma veniamo al contenuto: Natasha è una giovane di origini Giamaicane che all’età di otto anni è venuta ad abitare con i genitori a New York. E’ un’immigrata irregolare e in seguito ad un gesto del padre si ritrova all’età di diciassette anni a dover lasciare la città che è ormai da quasi dieci anni la sua casa per tornare in Giamaica, un paese dove il 20% della popolazione vive in povertà.

Daniel è un ragazzo diciassettenne americano nato da genitori Coreani: la sua è una vita predestinata: università di Yale, laurea in medicina e un lavoro che gli permetterà di non doversi mai curare di come arrivare alla fine del mese e sopravvivere.

Un giorno di novembre Natasha esce di casa molto presto: quella sera dovrà prendere un aereo per essere rimpatriata e vuole tentare il tutto per tutto per evitarlo. Ciò significa tornare per l’ennesima volta all’ufficio Immigrazioni e cercare in tutti i modi di cambiare la sua sorte. La stessa mattina, dopo una piccola discussione in casa tra la madre e il figlio prediletto della famiglia, Charlie, Daniel esce di casa per andare a portare un borsellino al padre nel negozio di famiglia, per passare dal barbiere e andare nel pomeriggio ad un colloquio preparatorio per Yale.

Nessuno dei due immagina che quel giorno sia il giorno in cui sono destinati ad incontrarsi e chissà, magari a innamorarsi! Perchè spesso il destino mettendo in mezzo religione, cuffie rosa, negozi di dischi e automobilisti ubriachi riesce a costruire una rete di coincidenze e fili molto sottili che legano le persone. E magari proprio quel giorno un ragazzo asiatico e una ragazza nera si incontreranno davvero.

Tra musica grunge, piccoli ladruncoli, liti famigliari, cibo coreano, karaoke e una New York sovraffollata in un giorno qualsiasi novembre assistiamo ad uno dei modi possibili in cui ci si può innamorare di una persona in neanche 24 ore e come un qualsiasi gesto possa cambiare la vita di molte persone.

Nicola Yoon ha uno stile molto particolare: alterna le voci dei suoi personaggi una di seguito all’altra e intercala dei capitoli di gusto erudito affrontando varie tematiche: dalla cultura tipica giamaicana, alle reazioni chimiche che si scatenano nel cervello di una persona quando entra in contatto con un’altra; dalla storia dell’universo, alle tradizioni legate ai capelli delle donne di colore. Inoltre affronta un tema molto importante: l’emigrazione e soprattutto gli stereotipi e le usanze culturali che portano molto spesso persone nate in uno stato ma di origini straniere a sentirsi in qualche modo estranei nel proprio Paese. Un bel romanzo, trascina fino all’ultima pagina e regala un sorriso forse anche ai più scettici; magari qualcuno si riconoscerà nell’essere un inguaribile sognatore amante della poesia e che crede nel destino come Daniel, qualcun altro si sentirà affine al razionalismo scientifico di Natasha, ma non si può dimenticare che l’amore esiste.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Sperling&Kupfer
Pagine: 334
Prezzo: 18.90€