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Amo dunque sono – Sibilla Aleramo

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Buongiorno e buona giornata degli innamorati a tutti, accoppiati e no 😀 Oggi vorrei parlarvi di un libro che trovo molto adatto a questo giorno “Amo dunque sono” di Sibilla Aleramo.

Il titolo richiama il detto cartesiano “Cogito ergo sum” (Penso dunque sono), che intendeva legare indissolubilmente l’esistenza al pensare. Qui è l’amore che determina l’esistenza. “Amo dunque sono” è una raccolta di quarantatre lettere scritte e mai spedite a Giulio Parise, nascosto sotto lo pseudonimo di Luciano, pubblicata nel 1927.

Le lettere ripercorrono il mese e mezzo di attesa dell’amato (luglio-metà agosto), ritiratosi volontariamente su un’isola per intraprendere un’esperienza di vita solitaria dedicata alla meditazione e alla spiritualità, lontana dalle persone e dalle lettere.

Queste lettere compongono una sorta di diario di Sibilla, raccolgono i ricordi passati assieme e con altri amanti, il racconto delle giornate passate in attesa trepidante di Luciano, i sospiri e le speranze per il futuro incontro. Traspare da questa lettura la personalità di una donna forte, le sue difficoltà soprattutto economiche, il suo voler difendere il proprio amore e il proprio essere sono paragonabili all’attesa di Penelope per Ulisse nell’ “Odissea”.

Nonostante le sofferenze del non sapere nulla di Luciano Sibilla non perde mai le speranze, aspetta e conta i giorni che li separano. L’amore che viene fuori da queste lettere è sia passione che spiritualità, ricerca del contatto empatico ma anche del rapporto carnale.

“Tu lo sai, che c’è, ad attenderti, questa fiamma accesa. Quando con la coscienza riemergi dagli abissi, oscuri od abbaglianti, sai che c’è, a fiore delle acque, e consolatore, sì, l’amore di Sibilla per te… Mentre io non ho pari certezza e devo nutrirmi di sola speranza, di solo desiderio.” 

Sono pagine dense di immagini evocative: lo stile della Aleramo riesce a richiamare in scritti tanto intimi emozioni molto forti

“Quei capelli che si sollevarono in viticci frementi attorno alla fronte reclinata su me supina, mi son rimasti negli occhi come se la Medusa davvero m’avesse fissata.”

Ho percepito da questa lettura un richiamo al cuore costante, una temerarietà che non dovrebbe mai abbandonare l’essere umano perchè nonostante le delusioni e le sofferenze che ognuno può vivere c’è una verità imprescindibile:

“L’amore esiste”. 

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Feltrinelli
Pagine: 125
Prezzo:  7,00€

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Se una notte d’inverno un narratore – Gianluigi Pucciarelli

Buongiorno lettori, sono qui per parlarvi di una graphic novel che è un inno alle opere di Italo Calvino. “Se una notte d’inverno un narratore” è il connubio di arte e letteratura nata da un’idea di Gianluigi Pucciarelli ed illustrata da Redhouse Lab, la prima scuola lucana di fumetto nata nel 2011.

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Il titolo e il soggetto del libro derivano dal romanzo, o dovrei dire iper-romanzo, di Italo Calvino “Se una notte d’inverno un viaggiatore” che la nostra Marika ha recensito Qui. L’inizio è lo stesso: abbiamo un lettore che sta per accingersi a leggere il nuovo libro di Italo Calvino, “Se una notte d’inverno un narratore” e si ritrova catapultato nel mondo di Cosimo Piovasco di Rondò, della sua vita sugli alberi e dell’incontro con la figlia dei D’Ondariva.

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Ma all’improvviso il libro si blocca e raddoppia: ci sono delle pagine che si ripetono. Il nostro lettore torna in libreria per cambiare la sua copia fallata, qui incontra La Lettrice; anche lei come il Lettore è venuta a prendere una copia non fallata. Ma anche questa ha dei difetti e invece di essere il romanzo “Se una notte d’inverno un narratore” non è neanche più “Il barone rampante”, ma “Il sentiero dei nidi di ragno”.

Il Lettore e la Lettrice cominciano a mettersi a fare indagini su Italo Calvino e sul libro stesso, entrando in contatto con altri suoi romanzi che si susseguono senza un filo logico uno dietro all’altro.

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Ciò che fa da linea guida attraverso i romanzi è l’interludio dei due Lettori che si conoscono e avvicinano sempre più: tra professori, mostre di opere d’arte con i libri come soggetto arriveremo ad una fine che non è una fine, in un moto circolare che si ferma e riprende in avanti, lasciando nel lettore un’idea di incompiutezza.

Gianluigi Pucciarelli ha reso con la sua sceneggiatura l’idea del postmodernismo sottesa al romanzo di Italo Calvino. Rende omaggio ad altre cinque opere dello scrittore italiano: “Il barone rampante”, “Il sentiero dei nidi di ragno”, “Ti con zero”, “Il castello dei destini incrociati” e “Le città invisibili”. Da segnalare anche il richiamo a “Lezioni americane” per i titoli dei singoli romanzi che il lettore incontra sul suo cammino.

Una squadra di artisti ha lavorato sulle diverse parti creando un connubio di illustrazioni e parole che colpisce l’occhio di chi ammira le tavole, di seguito vi mostro due delle città illustrate da Fabio Ponticelli e Alessandra Messina.

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Questa è una graphic novel che mi sento di consigliare a tutti gli amanti del genere e anche a coloro che hanno amato le opere di Italo Calvino e sentono la mancanza di questo timido scrittore.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: BeccoGiallo
Pagine: 124
Prezzo: 16.00€

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Jane Austen – Manuela Santoni

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Si è concluso da poco l’anno del bicentenario per la morte di Jane Austen, grande scrittrice e modello per molti. La graphic novel di Manuela Santoni ci illustra una breve storia della sua vita, concentrandosi su alcuni momenti e caratteristiche della nostra amata zia Jane.

Siamo nel 1817, Jane Austen è malata e si appresta a scrivere alla sorella Cassandra una lettera ricordando la loro giovinezza: la capacità artistica di Cassandra e le difficoltà nel piano e cucito di Jane; una madre e un padre che per molti versi ricordano il signore e la signora Bennett di “Orgoglio e pregiudizio”; la passione per la lettura e la scrittura che nascono e crescono in lei.

“Sorella mia, tu lo avevi capito già da tempo. La notte io violavo sempre lo studio di nostro padre per leggere di nascosto… In essi finalmente trovato la libertà e non una costrizione. Quello era il mio momento preferito della giornata. Potevo essere in ogni luogo…in ogni tempo.”

Tra balli e scritti Jane incontra presso dei vicini Tom Lefroy, per il quale dopo un momento di avversione inizia a provare un sentimento. Jane a proposito di questo giovane ha chiesto alla sorella di distruggere le lettere in cui parlava del loro amore, così Cassandra ha fatto, ciò ha permesso alla fantasia di chi l’ha letta e amata di ricamare su di loro.

Non sappiamo quanto fosse forte il loro sentimento, ma sappiamo che Jane Austen non si sposò mai, controvertendo i canoni e in certo senso le regole del periodo che prevedevano che ogni donna si sposasse a avesse dei figli.

Manuela Santoni ci offre una graphic novel che con linee dolci in bianco e nero offre uno spaccato sulla vita della nostra eroina. Al fondo un interessantissimo articolo di Mara Barbuni, direttrice di “Due pollici d’avorio” rivista della Jane Austen Society of Italy”. Consigliata a tutti gli amanti della scrittrice! Vi consiglio inoltre la visione del film “Becoming Jane” con protagonista Anne Hathaway: offre una chiave di lettura sicuramente più romanzata ma molto passionale su questa storia d’amore.

 

SCHEDA DEL LIBRO:

Editore: BeccoGiallo
Pagine: 107
Prezzo: € 17,00

 

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Presentazione/Recensione Mancanza – Ilaria Palomba

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Buongiorno lettori, questo articolo è scritto a quattro mani da me e, per l’occasione, da Sara Minervini, membro del nostro gruppo di lettura.

Abbiamo avuto il piacere di leggere e presentare il 27 dicembre Ilaria Palomba (già conosciuta precedentemente per il romanzo “Una volta l’estate” di cui Qui trovate l’allegato alla presentazione) con la sua silloge di poesie “Mancanza” edito da Augh! e uscito ad ottobre 2017.

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E’ una piccola raccolta di circa settanta poesie, più o meno frammentarie, che raccolgono diverse tematiche e offrono spunti di riflessione. La presentazione tenutasi pochi giorni fa presso la mostra “Women in art” curata da Miguel Gomez presso la Chiesa di Santa Teresa dei Maschi nel quartiere antico di Bari, ci ha permesso di approfondire alcuni temi e di cogliere al meglio alcuni significati.

Io e Sara abbiamo costruito quella che si potrebbe definire un’intervista, soffermandoci su alcuni punti che hanno destato in noi maggiore curiosità. Ilaria è sempre stata legata alla poesia, ci ha raccontato del lavoro di selezione fatto grazie all’aiuto di Antonio Veneziani, al suo scegliere e capire come in mezzo a tante righe i versi veramente importanti si potessero spesso contare sulle dita di una mano. Abbiamo notato i modelli riscontrabili nelle sue poesie, quali Pavese, Emily Dickinson, Pasolini, Dino Campana, Giuseppe Ungaretti, ecc.

 La memoria dei grandi poeti vive in noi, ci scorre nel sangue, tutto ciò che si scrive sboccia da ciò che è stato scritto e resta nella memoria collettiva.

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Nelle poesie di Ilaria sono presenti i quattro elementi naturali: acqua, aria, fuoco e terra. A quest’ultima la nostra autrice sente più difficoltà a legarsi, come per la filosofia, l’essere umano in generale e l’artista in particolare, faticano a rimanere con i piedi attaccati al suolo, la fantasia e immaginazione si espandono verso l’alto e verso il metafisico. Ma non manca anche l’immagine universale dell’uomo che, come un granello di sabbia, rappresenta solo una piccola parte di tutto l’universo, quasi quindi un voler rimarcare la situazione esistenziale umana.

Così come non è assente l’amore in questi versi, amore che è carne, è passione, è disordine ma anche armonia; è un insieme di opposti e la scelta di scriverli in prima battuta su carta e penna riesce in qualche modo a sublimare questo mondo interiore, un flusso che, come si diceva all’inizio, trova infine la sua direzione esatta nelle parole che confluiscono sulla pagina. Non meno importanti sono l’amore materno, anch’esso carnale in qualche modo, e la spiritualità, la ricerca di una divinità continua.

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Sono versi, quelli di Ilaria Palomba, carichi di una tensione emotiva che subito si trasmette al lettore: è stato molto suggestivo, infatti, vedere come il pubblico – alla fine della presentazione – si fosse già specchiato in essi e li avesse fatti suoi: solo sfogliando il libro aveva già stabilito un contatto diretto con le parole e le recitava, trovando, di volta in volta, un verso o un’intera poesia che li aveva immediatamente colpiti e appassionati, a dimostrazione che la parola poetica è un riflesso al quale il lettore non può proprio sfuggire. 

Concludiamo con il titolo: Mancanza. Breve, conciso e preciso:

 La mancanza è la condizione necessaria della poiesis artistica, è la base del filosofare, dell’amare e del creare. Quindi finché siamo mancanza possiamo creare qualcosa per colmarla, forse quando l’avremo colmata saremo Dio, la morte, un germoglio.

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 SCHEDA LIBRO:

Editore: Augh!
Pagine: 81
Prezzo: € 9,90

 

 

 

  

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Drinking at the movies – Julia Wertz

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Julia Wertz è una fumettista di venticinque anni. Nel 2007 decide in seguito ad una delusione amorosa e alla perdita di due lavori di trasferirsi a New York abbandonando la famiglia (la madre e il patrigno che poi si scoprirà essere malato di cancro, il fratello tossicodipendente), gli amici e la tranquillità climatica e ambientale della sua San Francisco.

Dovrà imparare a barcamenarsi tra linee della metro, appartamenti in zone malfamate, la ricerca di un impiego duraturo, strane malattie, la propensione per l’alcol e la predilezione per la solitudine.

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Julia è una giovane donna un po’ ragazzina, indossa sempre gli stessi vestiti limitandosi a capi confortevoli e anonimi, porta un caschetto nero, vive circondata da libri e fumetti e compie grandi viaggi mentali tra sbronze e perdita del cervello, inscenando veri e propri teatri del mistero in cui immagina niente popò di meno che Sherlock Holmes e John Watson che ricercano il suo cervello mentre lei rimane in uno stato di trance abbandonata a testa in giù in un cassonetto. Divertenti anche le scene con i barboni, i datori di lavoro che la fanno andare in giro in bicicletta con la neve, i tassisti pregni di pregiudizi sulle donne al volante, le scenette con il portafoglio che Julia possiede dai dodici anni e che quando viene abbandonato esulta per la libertà come qualcuno appena uscito di prigione.

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“Drinking at the movies” è una graphic novel veramente bella e divertente, non si può fare a meno di immedesimarsi in Julia e nelle sue avventure e disavventure in una città nuova; da ragazza fuori sede so cosa vuol dire abbandonare quella che può definirsi la comfort-zone di casa/famiglia/amici per trasferirsi e iniziare una nuova esperienza. Ho perfettamente compreso il senso di spaesamento e malinconia per il passato, che ha provato Julia, così come l’innamoramento per la realtà della Grande Mela, con i suoi luoghi caratteristici e le sue migliaia di possibilità.

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Conclude il romanzo grafico una carrellata di illustrazioni di luoghi newyorkesi, tra cui ho voluto fotografarvi le pagine con la rappresentazione di un ristorante italiano:

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La graphic parla da sè e le pagine che vi ho fotografato sono solo una piccola parte delle tante che vi attenderanno se deciderete di acquistare questo volume che dal mio punto di vista consiglio caldamente!

 

SCHEDA DEL LIBRO:

Editore: Eris
Pagine: 185
Prezzo: € 16,00

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SuperZelda – Tiziana Lo Porto, Daniele Marotta

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Buongiorno lettori, oggi vi parlo di “SuperZelda – La vita disegnata di Zelda Fitzgerald” di Tiziana Lo Porto e Daniele Marotta. Questa graphic novel sui toni dell’azzurro, del bianco e del nero racconta in 15 atti la vita di Zelda Sayre Fitzgerald.

Zelda nasce il 24 luglio del 1900 in Alabama, il nome le viene dato in onore di due fiabe: A Tale of the Massachusetts Colony di Jane Howard (1866) e Zelda’s Fortune di Robert Edward Francillon.

Fin dall’infanzia si dimostra una bambina particolare, poco femminile, da adolescente sta dietro più ai ragazzi che allo studio, pur amandolo e leggendo tanti libri. E’ spensierata e vive la vita spregiudicatamente, dando ben poca importanza alle opinioni altrui.

Nel luglio 1918 incontra ad un ballo Francis Scott Fitzgerald; i due si innamorano e cominciano ad esserci i primi scambi di lettere dalla primavera del 1919. Dopo le nozze iniziano gli anni felici in cui tra viaggi in Europa, feste e baldorie diventano la coppia iconica degli anni ruggenti.

Ripercorriamo in queste pagine i successi letterari di Francis, gli scritti di Zelda, la nascita di Scottie, gli spostamenti alla ricerca di novità, sempre in movimento; purtroppo cominciano anche le primi crisi di schizofrenia di Zelda e i primi tentativi di suicidio.

Attraverso illustrazioni molto espressive e dialoghi da più punti di vista riusciamo a immaginare il cammino percorso da questi due personaggi, il loro amore che nonostante tutto, i litigi, le crisi, i ricoveri e l’alcol, comunque sopravviverà attraverso lettere e parole d’amore

“Ho la terribile sfortuna di essere un gentiluomo in un tipo di lotta contro elementi imponderabili cui la gente dovrebbe apportare secoli di inesperienza. Se ti ho deluso è anche possibile che tu abbia deluso me…Ti amo con tutto il mio cuore perchè sei la mia ragazza e questo è tutto quello che so.”

Nel dicembre del 1940 Scott muore in seguito ad un arresto cardiaco, Zelda lo seguirà otto anni più tardi a causa di un incendio nell’ospedale dove si trovava ricoverata.

Tiziana Lo Porto e Daniele Marotta hanno realizzato , con toni freddi e delicati un piccolo gioiello da leggere e sfogliare, sintetizzando la vita di due protagonisti del secolo scorso, rappresentanti di un’età e di una generazione americana. Ho apprezzato l’aver riportato stralci di lettere tra i due innamorati e ho trovato interessanti gli stratagemmi di tipo quasi cinematografico per rendere i monologhi interiori e i pensieri dei due che commentano e riportano l’attenzione ad un tempo molto spesso anche successivo alle scene rappresentate. Consigliato agli amanti delle graphic novel ma anche a chi si appresta a conoscere questa grande donna.

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SCHEDA DEL LIBRO:

Editore: Minimum Fax
Prezzo: 15€
Pagine: 170

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Ogni storia è una storia d’amore – Alessandro D’Avenia

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Buongiorno lettori, oggi vorrei parlarvi del nuovo libro di Alessandro D’Avenia “Ogni storia è una storia d’amore” edito da Mondadori e uscito in tutte le librerie il 31 ottobre appena passato. Alessandro D’Avenia è un professore di lettere di un liceo di Torino e le pagine dei suoi libri trasudano di cultura e mito.

In questo, ruolo da protagonista ha il mito di Orfeo ed Euridice: Orfeo ed Euridice si amano, si stanno per sposare, ma prima dell’adempimento delle nozze un serpente morde il piede di Euridice avvelenandola. Euridice muore lasciando Orfeo nella disperazione. Solo grazie al meraviglioso canto poetico Orfeo riesce a convincere gli dei a riportare in vita la sua amata. Dovrà andare nel mondo degli Inferi per prendere la sua anima ma fino a che essa non rivedrà la luce del sole non potrà voltarsi verso di lei; se lo dovesse fare Euridice sarebbe condannata per sempre a rimanere nel mondo dei morti. Chiunque ne conosca il racconto ricorderà la fine tragica della storia: Orfeo per la felicità di rivedere la donna poserà lo sguardo su di lei e lei sparirà per sempre alla sua vista.

D’Avenia partendo dal mito raccontato nelle “Metamorfosi” di Ovidio, costruirà un viaggio che ripercorre le vite di alcune delle donne amate da artisti e poeti, evidenziandone il ruolo essenziale nella loro esistenza e arte. Abbiamo Sylvia Plath e il suo amore per Ted Hughes, Zelda Sayre e Francis Scott Fitzgerald

“Riconobbi subito il talento di Scott, il talento di chi sa dire solo la verità quando scrive, e mentre ti seduce con il ritmo e le immagini, fruga nell’anima e sa, con penna precisa come un bisturi, dove trovare il punto di incontro fra il desiderio dell’infinito e la malinconia di non poterlo raggiungere.”

passando poi per Elizabeth Siddal, amata dal poeta preraffaelita Dante Gabriel Rossetti, o Amalia Guglielminetti, poetessa amata e amante di Guido Gozzano e Alma, la donna che ha reso possibili i film di uno dei più grandi registi dell’ultimo secolo, Alfred Hitchcock.

Le storie che l’autore ci racconta sono di amore felice e romantico ma anche di tristezza, sfruttamento e disamore, ci fanno vedere i mille volte di questo sentimento che domina il mondo, attraverso un filo rosso che si dipana per tutte e 300 le pagine di questo libro, perchè come recita il titolo ogni storia è una storia d’amore, da quando si nasce dal grembo materno a quando si muore.

Quello che del mito di Orfeo ed Euride non viene raccontato però, ma che se si leggesse l’opera ovidiana sarebbe scoperta per tutti, è che anche se Orfeo ha perso la sua amata, la ritrova nell’Ade al momento della sua morte. La ritrova e questa volta può guardarla e camminare insieme a lei senza più paura di perderla, percorrendo per l’eternità assieme la stessa strada.

“Ogni storia d’amore è una vittoria sulla morte”.

SCHEDA LIBRO

Editore: Mondadori
Pagine: 315
Prezzo: 20€