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Il vino della solitudine – Irène Némirovsky

IMG_20200724_193906Libro protagonista del nostro gruppo di lettura è stato Il vino della solitudine di Irène Némirovsky edito da Adelphi editore. Il romanzo viene considerato da tanti  molto autobiografico, aspetto che voglio approfondire leggendo la biografia dell’autrice.

Siamo all’inizio del ‘900 in Russia, protagonista del romanzo è la piccola Hélène, figlia unica di una famiglia per metà nobile, il padre ha appena perso il lavoro, la madre Bella è abituata da sempre al lusso, ai viaggi e a qualche scappatella. I problemi economici portano moglie e marito a litigare di continuo facendosi spesso sentire dalla bambina, che cresce nella solitudine, amata solamente dal padre, che però le dedica poco tempo, e dalla governante francese.

Giochi prettamente maschili, corse nei parchi, arrampicate e monellerie sono all’ordine del giorno per la bambina, che inizia a sviluppare una sorta di amore-odio per la madre che le dedica sempre meno affetto. Cresce così in questo clima familiare di freddezza, bugie e delusione, in un contesto storico e sociale come quello della rivoluzione comunista in Russia, che la spingerà a dover lasciare molto spesso la sua casa per cercare rifugio oltre confine.

Nel mentre il padre riesce a fare fortuna negli investimenti, la madre sempre più ricca inizia ad intrattenere una relazione evidente a tutti ma taciuta a parole, con un cugino molto più giovane di lei, Max. Il disprezzo di Hélène per la madre aumenta sempre di più, fino a che a causa di alcune frasi scritte sul suo libro di testo, in cui concretizza a parole la realtà della relazione adulterina della donna con Max, la madre decide di mandare via Mademoiselle Rose, la governante, unico conforto per la giovane.

Gli anni passano ed Hélène diventa un’adolescente e poi giovane donna sempre più spregiudicata, il cui sconforto per l’assenza di un vero affetto materno la spingerà a meditare vendetta.

In un clima politico ben preciso, in cui una determinata classe sociale di ricchi si ritrova in balia della Storia, tra Russia, oriente e Francia, Irène Némirovsky ci presenta una figura di ragazza tremendamente sola, una vita irrimediabilmente colpita da un destino di solitudine, che rende la vita della protagonista e del racconto stesso molto torbide. L’atmosfera che traspare da queste pagine infatti è soffocante, angusta, si ha l’impressione di vivere in una prigione in cui i sentimenti positivi non possono aver spazio perchè il cuore di Hélène è ormai pieno di vendetta, tristezza, sconforto.

Tutte queste emozioni negative si riversano nella narrazione che risulta lenta soprattutto all’inizio e poi riesce ad avere un’accelerata quando ormai Hélène è matura e ha una consapevolezza di sè che rende tutto meno aleatorio, meno sospeso e passivo. Il vino della solitudine è un romanzo che non si può definire brutto, ma lascia diversi interrogativi e sensazioni che non risultano positive sul lettore. Alla fine del libro rimane un non so chè di inadeguatezza, la sensazione che per Hélène la tristezza è un sentimento ormai insito nella sua natura e che ormai il suo futuro sarà inevitabilmente quello di naufragare nel vino della solitudine.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Adelphi editore
Pagine: 245
Prezzo: 11€
Voto: 7/10

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“Matrimonio di convenienza” – Felicia Kingsley

Matrimonio di convenienza è l’esordio letterario, pubblicato nel 2017, di Felicia Kingsley per Newton&Compton. Protagonisti del romanzo sono Gemma e Ashford.

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Lei venticinquenne truccatrice teatrale, genitori hippy e una nonna materna miliardaria. Lui trentenne, duca di Burlingham, con una madre con manie di controllo e diverse tenute in Inghilterra. Gemma sogna il principe azzurro, l’amore romantico, ma continua a collezionare tradimenti su tradimenti. Ashford invece persegue la libertà sentimentale, fuggendo dalle grinfie della madre che tenta di accalappiarlo a qualche giovane rampolla di buona famiglia.

Tanto diversi come contesto sociale e come cultura, i due si incontreranno nello studio del loro avvocato Derek. I due infatti si trovano a dover affrontare un grosso grattacapo: Ashford ha i conti in rosso, la povertà significa la sua rovina, Gemma invece potrebbe diventare miliardaria. Infatti la nonna materna Catriona le ha lasciato tutto il suo patrimonio, ma con una clausola: che la nipote sposi un nobile e acquisisca quindi un titolo.

Derek capisce che la soluzione ai problemi dei due può essere solo un matrimonio, di convenienza e fasullo, per far sì che Gemma possa ereditare e che Ashford riesca a salvaguardare il suo stile di vita. E così avviene, ma la notizia circola e i due sono costretti a vivere sotto lo stesso tetto per un tempo che possa considerarsi accettabile per un matrimonio lampo.

Così Gemma si trasferisce nella villa di Denby, sentendosi tremendamente fuori posto e non voluta da tutti, mentre Ashford dall’alto del suo snobismo pretende che lei si adatti alla nuova situazione, non senza raggiungere però ad un certo punto la consapevolezza dei suoi sforzi.

L’alta società inglese è irta di ostacoli, tra pettegolezzi, buone maniere, etichette da seguire, Gemma dovrà compiere delle scelte per cercare di sopravvivere tra di essa. Così organizza sfilate di moda moderne, aste di beneficenza e impara pian piano tutto ciò a cui si è trovata inaspettatamente a capo. Potrà nascere un rapporto vero di complicità tra i due sposi per convenienza? O il matrimonio sarà destinato a finire tra liti e discussioni?

Ho apprezzato molto che la struttura del testo fosse distinta in due punti di vista alternati, tra i due protagonisti. Mi è piaciuta la storia, una commedia romantica e di crescita dei due personaggi, ma ho trovato il personaggio di Gemma non del tutto convincente. Un po’ troppo stereotipata come ragazza di strada, ai limiti della maleducazione e della volgarità, nei confronti del suo nuovo ruolo di duchessa, ha un atteggiamento indisponente, un pochino esagerato secondo me. Ho preferito sicuramente Ashford, l’ho trovato più ragionevole, meno altezzoso di quanto sarebbe potuto essere.

Inoltre si nota nella scrittura che, pur essendo un romanzo sicuramente riuscito, simpatico, romantico, è comunque un esordio e Felicia Kingsley ha fatto un ottimo passo in avanti nel suo modo di scrivere, nel suo costruire trame sempre più originali, mai banali, che regalano tante risate e ci presentano protagoniste cazzute che seguono percorsi di formazione e riscoperta di sè.

Matrimonio di convenienza è un libro dolce, divertente, che fa trascorrere qualche ora piacevole tra la vita e i pensieri dei suoi due protagonisti, un buon inizio per conoscerne l’autrice e continuare a leggerne i libri.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Newton&Compton
Pagine: 377
Prezzo: 9,90€
Voto: 7/10

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Volevo una quarantadue – Tiziana Irosa

Buongiorno lettori, oggi sul blog vi parlo di un romanzo rosa che mi è capitato per caso di conoscere. A maggio infatti è stato presentato ad una fiera virtuale online e mi ha subito colpita per la copertina. Volevo essere una quarantadue di Tiziana Irosa è un romanzo che come genere può avvicinarsi al chick lit e ricorda vagamente la famosa Bridget Jones.

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Allegra ha trentacinque anni, è di origini siciliane e vive da quando aveva dieci anni a Bergamo insieme a tutta la sua famiglia. Laureata in chimica lavora per un’azienda di produzione cosmetica. Ha un gruppo di amici: Valentina, fidanzata con Claudia, che lavora per un’importante azienda leader nel settore dei siti internet e dei browser, Miranda, migliore amica da tutta la vita, Enrico, con cui suona la chitarra in una band, Giulia, l’amica psicologa.

Allegra ha un grosso problema: non riesce ad accettarsi nel suo fisico, che considera pieno di grasso; sogna di riuscire a dimagrire e arrivare alla sospirata taglia quarantadue. Si è lasciata andare ormai da anni, sfogando la frustrazione sentimentale da single nella cioccolata. Poi i cannoli siciliani e le parmigiane preparate dalla nonna e dalla mamma non aiutano affatto.

Un giorno scambia qualche mail con Valentina, al lavoro, peccato che all’amica sia stato affidato un indirizzo aziendale provvisorio e che, passate ventiquattro ore, quell’indirizzo venga riassegnato a qualcun altro. Così Allegra invia per sbaglio una foto sua, con l’amica, ad un perfetto estraneo, Richard, con cui comincia a scambiarsi email e a conoscersi. Intanto Allegra passa da una dieta all’altra, da un’attività sportiva all’altra, trovando forse il proprio equilibrio grazie ad una dieta di una dietologa che riesce a farla sentire un po’ più a suo agio.

La strada per la famigerata taglia quarantadue è lunga, ma Allegra ci prova, per se stessa e perchè è stufa di non piacersi; poi c’è la possibilità di incontrare finalmente Richard. Durante una festa dell’azienda di Valentina, a Parigi, Allegra si imbatte in Killian, il grande capo. Un uomo bellissimo, affascinante, su cui circola la voce che sia un dongiovanni e soprattutto uno stronzo. Eppure Allegra rimane attratta dal suo fascino e dalla sua personalità, che impara a conoscere sms dopo sms, mazzo di fiori dopo mazzo di fiori… Ma c’è anche Richard che aspetta di poterla incontrare. Quale sarà la scelta di Allegra?

Il romanzo è scritto molto bene, amalgama bene tutte le caratteristiche del rosa e del romanzo di formazione. Allegra infatti è un personaggio molto vero, è una donna come tante, che ha subito un trauma anni prima, che sogna l’amore e ha paura di rimanere delusa. Pensa di non poter essere amata perchè sicuramente c’è chi è più bella di lei. Sotto il percorso di dimagrimento si nasconde un percorso di crescita e maturazione personale che le permette di imparare ad amarsi davvero e di guardarsi allo specchio con il sorriso. Una storia quindi molto bella, che comunque lascia tante emozioni nel lettore, che non vede l’ora di arrivare alla fine di queste duecentosettanta pagine per scoprire cosa farà Allegra, quale dei due uomini sceglierà, o se non ne sceglierà nessun per mettere al primo posto se stessa.

Volevo una quarantadue di Tiziana Irosa è un romanzo dolce e molto forte, che vi potrà regalare qualche ora di relax.

Editore: Amazon Publishing
Pagine: 278
Prezzo: 8€
Voto: 7,5/10

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Fiore di neve e il ventaglio segreto – Lisa See

Fiore di neve e il ventaglio segreto di Lisa See è un romanzo ambientato nella Cina ottocentesca, nella terra feudale degli imperatori, del feng shui e della fasciatura dei piedi. Un mondo lontano che ci viene offerto dal racconto di una donna, Giglio Bianco.

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Giglio Bianco ha ottant’anni e racconta la sua storia attraverso il nu shu, il linguaggio segreto delle donne, esistente da almeno mille anni. Conosciamo così Giglio Bianco bambina, figlia di contadini; ha un fratello maggiore, il primogenito, una Sorella maggiore, una sorella minore e un fratellino più piccolo. Nella Cina del tempo le figlie femmine sono rami sterili, un peso per le famiglie, il loro compito è quello di servire il padre, sottoposte al giogo materno, poi il marito e di seguito i figli. Scopo della donna è diventare una buona moglie e madri, i figli maschi sono una delle fonti di gioia per loro. Nella casa vivono anche gli zii e la cugina, Splendida Luna.

L’astrologo e la sensale fanno visita alla famiglia per analizzare l’anatomia delle bambine: Giglio Bianco ha la fortuna di avere dei bei piedi e si pensa che porterà molta fortuna alla famiglia, con due gigli meravigliosi al loro posto, sposando un uomo di buona famiglia. A sette anni, un anno dopo la data prevista, comincia la fasciatura dei piedi: si mangiano cibi morbidi per “ammorbidire” le ossa e con unguenti e profumi che mascherino il futuro odore di putrefazione, inizia la fasciatura delle dita strette all’indietro. L’obiettivo è che con le camminate tutti i giorni le dita si spezzino, escluso l’alluce, unico supporto per il peso, quando anche il metatarso verrà spezzato dalle fasce ben strette e dalle camminate strazianti. Lo scopo di questa pratica è avere dei piedi molto piccoli, lunghi massimo una decina di centimetri, che coperte da pantofoline tessute a mano potranno aumentare il proprio valore agli occhi del futuro marito.

I rapporti tra donne sono regolati da regole ferree, ma è possibile stringere legami eterni: dalle sorelle giurate, che accompagneranno le une alle altre fino alla fine dei loro giorni, alla laotong, la donna amata, il cui sentimento sarà sempiterno e supererà pure quello matrimoniale. Così Giglio Bianco conosce Fiore di Neve, una bambina con cui ha in comune gli otto caratteri, dal mese di nascita all’anno, dalla misura del piede all’essere le terze figlie nelle loro famiglie. Fiore di Neve arriva portata dalla Signora Wang, la sensale, con addosso un abito color del cielo, con nuvole bianche cucite. Viene stipulato il contratto in cui si giurano affetto e amore fino alla morte.

Comincia così un’amicizia, una relazione d’amore che andrà avanti nei decenni e che vivrà tanti avvenimenti: dalla stretta del Contratto di Parentela con la famiglia del futuro sposo a 11 anni, al matrimonio a 17 anni, al definitivo abbandono della casa paterna dopo la prima gravidanza. La vita delle due donne andrà avanti, non senza problemi e difficoltà, intrecciandosi con la storia della Cina, con le carestie, le ribellioni e la guerra, gli inverni innevati sulle montagne.

Giglio Bianco pur essendo di famiglia contadina, grazie ai suoi splendidi gigli e alla fortuna dell’amicizia con la sua laotong riesce ad avere un’ascesa sociale, mentre Fiore di Neve subirà sulla sua pelle le disgrazie della sua famiglia, un matrimonio considerato da molti impuro e tanto altro.

La mia scrittura è imbevuta di lacrime del cuore,

rivolta invisibile che nessun uomo sa vedere.

Che quest’arte sia lo sfogo di un tragico amore:

mamma, sorelle, prestate orecchio al mio dolore.

Il loro rapporto verrà testimoniato da un ventaglio, ricco di ricami e di scritte, aggiunte di volta in volta; messaggi e ricordi degli anni che passano e degli avvenimenti accaduti. E il racconto di Giglio Bianco è il racconto di tanti rimpianti, di un torto compiuto contro la sua laotong e delle sue conseguenze sulla sua esistenza.

Fiore di neve e il ventaglio segreto è un romanzo bellissimo ma crudele. Una voce femminile che ci racconta la vita delle donne e delle bambine, in un mondo maschile in cui nascere donna era una colpa. Un’esistenza fatta di sofferenza e dolore per essere belle e piacenti, per dare un futuro a se stesse e alla propria famiglia, per non diventare concubine o domestiche, una vita intessuta di silenzio e di segreti, scritti con gli ideogrammi del nu shu.

Obbedisci, obbedisci, obbedisci. E poi fà ciò che vuoi

Questo è il mantra che viene ripetuto, per sopravvivere, per cercare di vivere serenamente, nonostante la fame, nonostante la violenza, fisica e psicologica. La descrizione della fasciatura dei piedi fa venire un formicolio persistente nella stessa nostra zona. La sofferenza descritta, le urla percepite attraverso le pagine lasciano l’interrogativo solito, quando leggo di pratiche antiche che vanno a rendere la vita delle donne meno comoda e più dolorosa, perchè?

Lisa See ha scritto un romanzo in cui ha voluto raccontare la vita delle donne nell’Ottocento in Cina, basandosi su diverse testimonianze, aggiungendo una pagina alla storia della Donna nel mondo e nel tempo. E’ stata una lettura non semplice, ma coinvolgente, una lettura che ha lasciato tante sensazioni ed emozioni, permettendomi di conoscere un’autrice molto brava e che merita di essere letta.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Tea
Pagine: 330
Prezzo: 12.00€
Voto: 8.5/10

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Tutto chiede salvezza – Daniele Mencarelli

Buongiorno lettori, oggi continuiamo a parlare dei libri candidati al Premio Strega di quest’anno. Tutto chiede salvezza di Daniele Mencarelli dopo aver vinto il Premio Strega Giovani 2020 è arrivato in finale, nella sestina del premio, tra cui sarà votato il vincitore il 2 luglio.

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Il romanzo autobiografico ci racconta dell’esperienza di TSO di Daniele nell’estate del 1994. Questo ragazzo nel 1994 ha vent’anni, da sempre ha una spiccata sensibilità per le gioie e le tristezze del mondo e ricerca un senso a tutto questo, non riuscendo a trovarlo. Una sera ha un momento di crisi e si mette a spaccare tutto in casa, mosso da un attacco violento, che porta il padre a svenire e a rischiare di morire. Il ricovero in un reparto psichiatrico vicino a Roma è inevitabile: dovrà trascorrere una settimana rinchiuso con altri “matti”.

Daniele ha già seguito nei due anni precedenti diversi psichiatri e diverse cure, senza riuscire ad uscire da questo suo mondo di sofferenza, in cui tutte le emozioni sono esagerate. Daniele non riesce ad accettare che “così va il mondo”: per lui la morte, l’amore, l’odio, tutto ha un’importanza esorbitante. Il cervello macina idee su idee, affogando la coscienza tra mille problemi. Il consumo di sostante stupefacenti e droghe, dall’adolescenza, riesce a farlo sentire un po’ più normale, mantenendo una parvenza di leggiadria e allegria con gli amici.

Quindi se io guardo mia madre, o mio padre, e sento che l’amore che provo non ha un tempo, o una scadenza, è perchè me lo hanno insegnato? Perchè sennò l’amore, senza questo insegnamento, cosa sarebbe?

 

Ma la malattia c’è, e a vent’anni forse può essere curata, soprattutto quando Daniele si accorge di chi lo circonda. Convive in questa stanza d’ospedale assieme a Mario, ex insegnante, dall’aspetto docile, che riesce ad essere saggio e a comunicare serenità, eppure tanti anni prima ha quasi ucciso la moglie e la figlia. Poi c’è Gianluca, affetto da bipolarismo, è gay e in lui vive anche una ragazza, a quarant’anni ha ormai già subito diversi TSO; Giorgio invece ha subito un trauma quando aveva dieci anni. La madre era morta e non gli era stato permesso di rivederla in ospedale. Da allora ricorda quella ferita molto vividamente e ogni volta che rivive il momento si fa dei tagli sul braccio. Madonnina è silenzioso, ripete che la Madonna gli ha rubato l’anima, mentre Alessandro è affetto da catalessi e rimane sempre fermo, fissando un punto in alto.

Vite spezzate da qualcosa, eppure Daniele vede il mondo attorno a sè e non sa come reagire, si sente inadeguato. Prega che esista salvezza per tutti, per chi sbagliando fa del male agli altri, per chi soffrendo lo fa a se stesso.

Quale malattia mi fa chiedere salvezza? Quale educazione mi fa implorare pietà?

Fa che il mio sia solo uno scompenso della chimica, datemi tutta la chimica del mondo, ma chiudetemi gli occhi, il cuore, perchè non ce la faccio più a soffrire così per quello che vedo, sento.

Tutto chiede salvezza è un romanzo che lascia dietro di sè tanta tristezza, la consapevolezza che ci deve essere qualcosa di sbagliato nel mondo se esistono determinate cose, se si può viverle in determinati modi. Insegna che basta davvero poco per cambiare la vita di una persona, che qualcosa fatto per gioco un momento può far scattare qualcosa nel cervello di qualcun’altro e rovinargli l’esistenza. Insegna che i sorrisi sono importanti e che a volte basta un niente per ridere e staccare la testa, andare oltre a ciò che c’è attorno. E’ un romanzo sincero, un memoriale che tocca tante corde e suscita emozioni, permette al lettore di aprire il coperchio di una vita di un’altra persona, dell’autore in questo caso, di vedere e assistere ai moti interiori, di guardare la sua sensibilità e di entrare nella sua intimità.

Daniele Mencarelli ha inoltre disseminato nel testo pensieri, riflessioni sull’importanza della scrittura, sul potere della parola scritta.

Io credo che gli artisti, come certi matti, abbiano dentro di sè il seme di un ricordo lontanissimo, qualcosa avvenuto prima di tutte le storie. E’ la bellezza la scintilla di tutto.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Mondadori
Pagine: 204
Prezzo: 19.00€
Voto: 7/10

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Tornare a galla – Margaret Atwood

Uscito a giugno in una nuova edizione, Ponte alle Grazie ha riportato nelle librerie Tornare a galla di Margaret Atwood. Uscito originariamente nel 1972, il romanzo affronta diverse tematiche.

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La protagonista è senza nome e ci parla in prima persona: sta viaggiando in auto con Joe, il suo compagno, e Anna e David, una coppia di loro amici. Destinazione: un’isola sperduta nella regione del Quebec per ritrovare il padre scomparso.

La protagonista ci racconta della separazione dai genitori anni prima, in seguito ad una vicenda sentimentale con un uomo e a un matrimonio. La madre poi è morta qualche anno prima, il padre è rimasto chiuso nella sua casa in mezzo alla natura. La ricerca del padre diventa in qualche modo ricerca di sè stessa: non si sa se il padre ha lasciato la casa da poco o da tanto, se è sparito nel nulla, se è morto oppure è ancora vivo. Unica testimonianza che può dare qualche informazione è un plico di disegni e di scarabocchi  abbandonato sul camino. Andando a ritroso nel suo passato e in quello suo e della sua famiglia, questa donna dovrà riscoprire la sua individualità, la sua personalità.

Il romanzo è molto introspettivo, da un punto di vista concreto non abbiamo molti avvenimenti, ma sono presenti molte riflessioni. Sapendo l’anno di pubblicazione ci si ritrova in un contesto storico-sociale in pieno post anni ’60 e si ricorda la seconda guerra Mondiale. La protagonista dice che da piccola c’era il mostro Hitler a infestare le sue paure e i suoi sogni. Ora i mostri sono gli americani, uomini che arrivano sulle loro barche e che credono di poter comprare con il loro denaro la vita e l’esistenza degli esseri viventi di quelle terre mezze inesplorate e poco abitate.

Sorgono riflessioni sulle relazioni umane e sul matrimonio: quello tra Anna e David agli occhi della donna è perfetto, nella consapevolezza di sapere tutto l’uno dell’altra, pregi e difetti, lei trova la perfezione. I due sono così diversi da lei, così inadeguata al mondo civile e ai rapporti umani. Persino Joe, pur essendo un uomo silenzioso, quasi insensibile, non può capirla.

Puntando lo sguardo sulla natura circostante, sulle sensazioni più terrene e poi spirituali, la nostra protagonista vede la vita scorrerle davanti e compie gesti inconsueti per far tornare a galla la verità, prima sul padre, ma poi soprattutto su se stessa.

Tornare a galla di Margaret Atwood è un romanzo molto, molto strano, c’è un alone di mistero e inquietudine, che ricorda vagamente le atmosfere del celebre telefilm Twin Peaks, e poi si evolve in qualcosa di diverso, qualcosa che si fa fatica a spiegare. Un romanzo che mi ha lasciato una sensazione di incompletezza e un punto interrogativo a cui non sono riuscita a trovare una risposta. La protagonista si sente distante dalla società civile in cui vive, suo malgrado, cerca di tornare alla sua terra di origine, agli spiriti e alle divinità, verso cui si sente attratta.

E’ un romanzo che sicuramente ha lasciato qualcosa, che va sedimentato e rielaborato col tempo, sicuramente una buona lettura per tutti gli appassionati dell’autrice.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Ponte alle grazie
Pagine: 257
Prezzo: 16,80€
Voto: 6/10

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Le ragazze di New York – Susie Ormann Schnall

Le ragazze di New York di Susie Ormann Schnall è un romanzo dal grande potenziale. E’ la storia di due donne, i cui punti di vista si alternano per 26 capitoli: Charlotte e Olivia.

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Charlotte ha ventun’anni nel 1949, frequenta l’ultimo anno al college, sogna un futuro nella pubblicità. Spera di diventare dattilografa per un’agenzia e da lì avere una promozione futura: ma le difficoltà sono tante, soprattutto perchè il padre, proprietario di un negozio di vernici, è il classico americano medio del periodo e vuole che Charlotte lo aiuti negli affari. Inoltre, Charlotte è fidanzata con il bel Sam, che le ha più volte chiesto di sposarlo, ricevendo sempre una risposta negativa. Charlotte vuole realizzarsi come donna in carriera innanzi tutto. Le cose sembrano cambiare quando diventa finalista del concorso di Miss Subway. Ogni mese la vincitrice viene fotografata e la sua immagine con un messaggio, più o meno veritiero, viene affissa sui vagoni della metropolitana.

Ai giorni nostri, nel 2018, Olivia, con un passato difficile alle spalle, cerca di barcamenarsi in un mondo maschilista, dove deve puntare i piedi per far riconoscere il suo lavoro e la sua inventiva pubblicitaria. L’occasione si presenta quando un’importante azienda di trasporti cerca una nuova campagna pubblicitaria: avrà due settimane per trovare una buona idea. Così scopre il concorso di Miss Subway. Entrerà nelle vite della sua vicina di casa, Mrs Glasser, una signora di novant’anni con un nipote, Ben, che rappresenta il classico bravo ragazzo.

Le due storie di per sè non sono male, per quanto per certi versi possano essere considerate un po’ banalotte, soprattutto quella ambientata ai giorni nostri. Questo romanzo ha tantissimo potenziale, delle buone idee, che se affrontate bene e in maniera meno rapida avrebbero sortito un effetto più positivo. Infatti le pagine scorrono pure troppo velocemente, succedono troppe cose una di seguito all’altra, con un ritmo troppo veloce. 270 pagine volano, per cui sicuramente non si può accusare Susie Ormann Schnall di essere noiosa, tutt’altro, ma trovo che avrebbe potuto mettere meno carne sul fuoco e approfondire di più.

Tante tematiche che vengono anche esaurite, non c’è quasi nulla che alla fine del romanzo non trovi la sua conclusione, ma esclusa forse Charlotte, la cui psicologia e i cui dubbi vengono maggiormente messi in luce, Olivia e gli altri personaggi non hanno grande sviluppo a tutto tondo.

Olivia ha un passato disastrato, è una donna forte, che sbaglia e si lascia andare con un uomo che forse non la merita, allo stesso tempo viene attratta da Ben, che a sua volta appena la vede rimane abbagliato. Credo poco nel colpo di fulmine, per cui penso che questa scelta sia stata piuttosto banale e poco approfondita, quasi senza spiegazione; appena conosciuto Ben il lettore sa già come andrà a finire. Pure la parte lavorativa, così importante per Olivia, assume aspetti irreali, troppo positivi, c’è troppo perbenismo, quasi come se dovesse esserci per forza un lieto fine anche da quel punto di vista.

Charlotte rappresenta una donna moderna prigioniera di una vita negli anni ’40. Non ho letto tanto di quel periodo, ma penso che per certi versi Charlotte sia troppo moderna. Ci sono momenti di grande profondità e apertura, in cui si capisce che è una ragazza buona, brava, di grandi principi e valori. E ci si chiede quale sia il legame con l’Olivia dei giorni nostri.

Come dicevo quindi, troppa troppa carne al fuoco: accanto a tematiche importanti, dal tentare di far coesistere amore/famiglia e lavoro, ce ne sono altre che trovo piuttosto irreali per il tempo. Charlotte ha l’endometriosi e non può avere figli. Per quanto possa essere ignorante in materia, non credo che ai tempi potesse essere così semplice una diagnosi di una malattia che ancora ai giorni nostri ha difficoltà ad essere riconosciuta. Poi saperlo già a 21 anni, in un momento storico in cui le ragazze di buona famiglia difficilmente potevano permettersi di folleggiare a destra e manca, ci si chiede come sia possibile che sapesse già di non poter avere figli. Ma accanto a questo ho trovato irreali alcune parti, troppo forzate, pur di trovare dei collegamenti e fare in modo che tutti i fili si districassero in una tela ben ordinata.

Le ragazze di New York aveva tanto potenziale, forse un centinaio di pagine in più, più profondità e meno argomenti avrebbero reso la lettura più interessante e la trama meno ovvia. Parte di merito sicuramente è l’aver voluto parlare del concorso di Miss Subway, un trampolino di lancio per tante donne del tempo.

 

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Feltrinelli
Pagine: 274
Prezzo: 15.00€
Voto: 5/10

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Prima regola: non innamorarsi – Felicia Kingsley

E’ uscito il primo giugno il nuovo romanzo di una delle regine del romance italiano, Prima regola: non innamorarsi di Felicia Kingsley. Stesso stile inconfondibile, pagine che volano via come sempre.

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Nick Montecristo è un consulente al limite del legale, pagato profumatamente si occupa di ritrovare oggetti preziosi, per lo più reperti artistici, per i suoi clienti più facoltosi. Proprio quel giorno ha lasciato la sua stanza d’hotel a Monte Carlo per volare a Londra, dove lo attende Lord Henry, ricco collezionista inglese, che richiede il suo lavoro. Sull’aereo viene ammaliato da una donna bellissima, molto affascinante, che però, si accorge in un secondo momento, che gli ha rubato l’orologio. Deciso a vendicarsi, la sera va ad un party esclusivo, segnalato dalla ragazza su un giornale proprio durante il volo, e riesce a impedirle di rubare una Ferrari, fregandogliela sotto al naso.

Il giorno dopo i due ladri si ritrovano al British museum: Lord Henry li coinvolge in un caso da due milioni di euro. Dovranno partire per Parigi e salire sull’Orient Express: direzione Venezia. A bordo del treno si svolgerà un’asta in cui saranno vendute delle illustrazioni rinascimentali erotiche, forse ispirate al diario del più celebre seduttore, Giacomo Casanova. Il diario è l’obiettivo del nobile inglese.

La gazza ladra, così è conosciuta nel campo la bella e impulsiva Sylvie; il Chirurgo è invece Nick, meticoloso e preciso al millimetro. Costretti a lavorare insieme, nonostante i sotterfugi e i tentativi di inganno, Nick e Sylvie si troveranno invischiati in qualcosa di molto grosso.

Attraverso l’Europa assisteremo ad omicidi, fughe e inseguimenti, misteri massonici, tesori nascosti, libri e linguaggi segreti. Ma Nick e Sylvie si impongono una regola ben precisa: NON si innamoreranno l’uno dell’altra, nonostante la convivenza forzata e la copertura da coppietta in luna di miele.

Escono dalle pagine due personaggi molto diversi l’uno dall’altro, così diversi che parrebbe impossibile un punto di incontro tra i due. Nick ha costruito una barriera attorno a sè, ha un passato difficile alle spalle, orfano di famiglia, non ha casa o affetti che lo tengano legato in un posto. Ha una cultura spropositata, in arte, collezionismo, storia, architettura, in più è un ottimo scassinatore. Sylvie sogna una vita diversa da sempre: la madre truffatrice l’ha educata alla falsità, alla ricerca continua di un guadagno illegale, insegnandole che l’aspetto esteriore conta e pure tanto, se vuole ingannare gli altri. Due caratteri opposti, ghiaccio e fuoco, che si incontrano in una miscela esplosiva, per le vie delle grandi città europee.

Ho trovato molto interessanti le parti più prettamente nozionistiche: attraverso questo romanzo conosciamo una  nuova storia, attraverso la leggenda, legata a Giacomo Casanova, il veneziano seduttore per eccellenza. Impariamo alcune regole e il passato delle grandi logge massoniche italiane e ritroviamo continui riferimenti a film del panorama cinematografico mondiale, oltre che ai grandi collegamenti all’opera di Dumas Il conte di Montecristo.

Prima regola: non innamorarsi è un romanzo che impegnerà qualche ora di lettura, ma che darà tutto l’intrattenimento possibile. Felicia Kingsley qui è uscita dai suoi soliti schemi, per mescolare i generi: accanto al romance infatti è molto presente una parte di mystery e, al contempo, molti riferimenti storici e artistici che hanno arricchito il romanzo.

Ma poi, vogliamo parlare della copertina? Cosa aspettate? Correte a comprarlo 😀

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Newton&Compton
Pagine: 416
Prezzo: 9,90€
Voto: 8/10

 

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Parlarne tra amici – Sally Rooney

Parlarne tra amici di Sally Rooney è un romanzo con struttura molto circolare. La protagonista è Frances, 21 anni, studentessa di inglese a Dublino, vive nell’appartamento di uno zio, viene mantenuta dal padre alcolizzato con assegni mensili e si diletta con lo spoken word assieme all’amica ed ex fidanzata omosessuale Bobbi.

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Le due ragazze una sera incontrano Melissa, scrittrice e fotografa, che vuole scrivere un articolo biografico su di loro e sulle loro performance poetiche. L’attrazione tra Melissa e Bobbi è subito evidente per Frances, che nota Nick sullo sfondo, il marito attore della prima. Si instaura un rapporto intellettuale e confidenziale tra i quattro e Frances, avvicinandosi sempre di più a Nick,  il giorno del compleanno di Melissa lo bacia.

Vale poco la differenza di età, Nick ha 11 anni più di Frances, un passato di successo alle spalle, una relazione che fa acqua da tutte le parti con Melissa: la scintilla scatta e si instaura una relazione sessuale tra i due. Tutto sembra remare contro: d’altronde Nick è sposato, Frances è giovane e presenta ancora strascichi della relazione con Bobbi.

Di base la storia di questo romanzo è piuttosto piatta, è importante la psicologia dei personaggi e dei rapporti umani. Frances ha problemi psicologici: i genitori hanno divorziato anni prima, il padre è un alcolizzato. Non ha pianificato il suo futuro nè sembra aspirare a svolgere chissà quale lavoro, sta frequentando uno stage non pagato nell’editoria e compila schede di valutazione di libri, tra una tesina e l’altra al college. Dopo la relazione con Bobbi non è mai stata con nessun altro e Nick è il primo uomo con cui instaura un rapporto eterosessuale. Non ha altre amicizie oltre a Bobbi, per la quale  prova un sentimento di attaccamento quasi morboso, la idolatra ma allo stesso tempo in alcuni momenti non la sopporta; per Melissa prova evidente fastidio fin dall’inizio. Assiste quasi passivamente e sembra che si faccia travolgere dagli eventi e da Nick, col quale si comporta da ragazzina, divertendosi a provocarlo e ferirlo.

Allo stesso tempo Frances cerca di ferire se stessa, quasi sentisse di sbagliare e di dover percepire qualcosa di diverso; molte volte sembra non riuscire a comunicare i suoi sentimenti e spesso viene considerata priva di personalità ed empatia. Quello in cui si trova catapultata è un vortice di rapporti scandalosi e dolorosi, da cui non sembra poter uscire.

Parlarne tra amici sembra un racconto che la protagonista fa in mancanza della possibilità di poterne parlare con qualcuno: il racconto della scoperta dei suoi sentimenti e una presa di autocoscienza di sè e del mondo che le sta attorno. Vengono affrontate varie tematiche, prima fra tutte il rapporto di coppia, l’incomunicabilità, la debolezza e i rapporti di potere che si instaurano tra persone, ma anche la malattia. Si parla anche di endometriosi, patologia che colpisce una donna su dieci, incurabile e che comporta dolori e problemi all’utero per tutta la vita. Si parla di omosessualità, bisessualità e di rapporti occasionali. Frances è una donna libera, è una ragazza poco più che adolescente che agisce autonomamente senza rendere conto a nessuno del suo comportamento. Non abbiamo discorsi o comportamenti paternalistici, qui i genitori hanno un ruolo molto marginale, subalterno a chi invece cambia la vita di Frances: Bobbi, Nick e Melissa.

E’ un romanzo che fa fatica a ingranare la marcia, ma che scorre in un’atmosfera ovattata e che alla fine lascia la sensazione di trovarsi al punto di partenza, forse con un po’ più di consapevolezza, ma come se ci si trovasse sulla traiettoria di un cerchio, di nuovo al punto di partenza. Sicuramente un buon punto di partenza per Sally Rooney. 

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Einaudi
Pagine: 286
Prezzo: 12.00€
Voto: 6.5/10

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Almarina – Valeria Parrella

Buongiorno lettori, continua il progetto organizzato con Daniela in relazione alla dozzina candidata al Premio Strega. La recensione di oggi è su Almarina di Valeria Parrella edito da Einaudi editore.

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Protagonista del romanzo è Elisabetta Maiorano, professoressa cinquantenne che insegna nel carcere minorile di Nisida a Napoli. Rimasta vedova da quasi tre anni, senza figli, passa la sua esistenza insegnando ai ragazzi minorenni del carcere matematica e scienze. Entra ogni giorno con la sua automobile, passa i controlli, lascia la borsa e il cellulare in un armadietto e affronta la sua classe.

I ragazzi cambiano continuamente; chi si assenta per un laboratorio, chi è stato spostato, chi è uscito e non tornerà più. Quella stanza senza sbarre e con gli agenti oltre i vetri a controllare è un luogo di passaggio, un tentativo di normalità in una realtà che normale non è.

Un giorno arriva Almarina, un’adolescente romena, con un passato di violenza alle spalle. Le ossa delle sue braccia sono piccole, quasi deformi: Almarina è fuggita dalla Romania con il fratellino, orfani di madre, con un padre che la violentava e dal quale ha abortito. Durante il viaggio ha pagato il trasporto suo e del fratello con il suo corpo, prestandosi ai piaceri e ai desideri degli uomini a bordo: l’importante era arrivare lontano. In Italia erano stati separati. Ora Almarina condivide la cella con un’altra ragazza, Kadija, non capisce le disequazioni e non ha le mestruazioni da anni.

In questo contesto Elisabetta sente un’attrazione per questa giovane, vuole aiutarla, dimostra preferenza per lei, sa che in carcere dovrà stare solo qualche mese e che a marzo verrà affidata ad una comunità. Sa che il desiderio di Almarina è creare i profumi.

Un’amicizia che ricorda l’affetto tra madre e figlia fa da filo conduttore nella narrazione, in cui vengono affrontate diverse tematiche: dalla condizione dei minori nelle carceri, dall’ignoranza dei cittadini attorno a Nisida, che vivono la loro vita quasi inconsapevoli delle decine di anime imprigionate in quell’edificio; dalla rinascita dal dolore di una perdita, al racconto delle difficili pratiche per poter adottare in Italia.

Un romanzo dolce-amaro, con una trama non semplice ma ben raccontata, perchè certe storie si devono sapere, non si può chiudere gli occhi di fronte ad esse. Una storia pregna di sofferenza e desiderio d’amore, scritta con un linguaggio che trascina e che permette di immedesimarsi nei pensieri della protagonista.

In definitiva, Almarina di Valeria Parrella è un romanzo breve bello, che merita la candidatura al Premio Strega.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Einaudi
Pagine: 136
Prezzo: 17.00€
Voto: 7/10