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Beate noi – Amy Bloom

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Buongiorno, oggi vi parlerò della lettura del mese del nostro gruppo lettura: “Beate noi” di Amy Bloom.

Siamo alla fine degli anni Trenta, Eva è una ragazzina di dodici anni che un giorno viene abbandonata davanti alla porta di casa del padre e della sua defunta moglie. Qui conosce un’altra ragazza, Iris, sua sorella. Iris ha un carattere completamente diverso da Eva, oltre ad essere più grande di qualche anno è estroversa e sogna di diventare un’attrice, mentre Eva è timida, piccola, porta gli occhiali e legge molto. Un giorno le due sorelle lasciano la casa del padre per tentare la fortuna ad Hollywood con pochi spiccioli.

La cosa sembra funzionare, ma non è semplice la vita se ti piacciono le donne e ti innamori di una stella del cinema che vuole salvaguardare la sua reputazione. Questo lo sa bene Iris che si ritrova a dover abbandonare una carriera promettente per andare a lavorare come governante nella casa dei Torelli, famiglia benestante, con il padre Edgar come maggiordomo.

Tra nuovi amori, cuoche italiane, bambini rapiti, spie tedesche ed incidenti Eva dovrà destreggiarsi per sopravvivere con i brandelli di famiglia che le sono rimasti, barcamenandosi tra la povertà, un lavoro da cartomante e lo spettro della guerra lontana.

Interessante l’intreccio costituito dallo scambio dei punti di vista delle due sorelle e dei personaggi secondari, assieme alle lettere spedite e spesso mai giunte a destinazione ad Eva. Bella l’idea della scrittrice di inserire all’inizio di ogni capitolo il titolo di una canzone dell’epoca, ascoltandole ci si può immedesimare meglio nel clima del periodo.

Attraverso una trama che percorre una decina di anni la scrittrice affronta tematiche importanti come il lesbismo, il problema dell’essere tedeschi in America nel periodo della Seconda Guerra Mondiale e le conseguenze che si dovevano affrontare se si veniva accusati di essere spie e soprattutto il rapporto tra sorelle. Con un pizzico di sarcasmo Amy Bloom ci regala una bella storia e uno spaccato di vita del secolo scorso.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Fazi Editore
Pagine: 274
Prezzo: 18€

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I cento sensi segreti – Amy Tan

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“I cento sensi segreti” è un romanzo del 1995 della scrittrice statunitense di discendenza cinese Amy Tan.

Affronta come tematiche fondamentali il rapporto tra cultura occidentale e cultura orientale. Olivia e Kwan sono due sorelle con lo stesso padre, conosciutesi quando Olivia aveva 6 anni e Kwan 18, dopo che il padre in punto di morte svela il suo segreto: prima di trasferirsi dalla Cina agli Stati Uniti aveva avuto un’altra figlia.

In seguito a diversi problemi burocratrici, siamo nel periodo della guerra fredda, la madre di Olivia riesce a far arrivare Kwan a San Francisco. Inizia questa nuova vita per le due nuove sorelle, tanto diverse per carattere e cultura. Kwan custodisce gelosamente la sua adorata Libby-ah, a cui racconta della sua vita passata e di ciò che riesce a vedere.

Kwan infatti ha gli occhi yin: riesce a vedere gli spiriti e a comunicare con loro. Trasmette il suo segreto ad Olivia che la ascolta con molto scetticismo e diffidenza, destinati a perdurare nel corso degli anni.

La vita delle due sorelle continua, entrambe si sposano, ma dopo 19 anni di matrimonio Olivia vuole divorziare da Simon, ibrido anche lui tra due nazionalità, hawaiiana e americana. Ma il destino vuole tutt’altro. Attraverso un viaggio fisico in Cina, nelle terre di Kwan,  e viaggio spirituale nelle vite passate, assistiamo ad un percorso di rinascita e riscoperta.

Amy Tan costruisce con maestria un intreccio di punti di vista in tempi e luoghi diversi, regalandoci chicche della tradizione cinese, come i metodi per la conservazione delle uova d’oca, i riti funebri, le leggende legate alle grotte e alla metempsicosi ovvero la reincarnazione delle anime in una vita futura.

Ho trovato lo stile del romanzo, dopo il primo centinaio di pagine, molto scorrevole, interessante l’immersione in una parte della storia cinese che personalmente non conoscevo. Consigliato a chi si vuole approcciare ad un autore, in questo caso autrice, cinese, non molto conosciuta ma degna di nota. Da segnalare che con questo romanzo Amy Tan è stata candidata nel 1996 al premio britannico “Orange prize”.

SCHEDA DEL LIBRO:

Editore: Universale economica Feltrinelli
Pagine: 330
Prezzo: 9€

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Diari – Sylvia Plath

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Buongiorno, oggi vorrei parlarvi di una delle personalità femminili più tormentate del novecento americano.

Sylvia Plath nacque nel 1932 a Boston da genitori tedeschi naturalizzati americani. Il padre morì quando aveva 8 anni; fin da giovane ebbe la passione per la scrittura e la poesia principalmente e frequentò il college grazie ad alcune borse di studio. Divenne famosa per il suo matrimonio con il poeta Ted Hughes, dal quale ebbe due figli e morì suicida a 30 anni.

I diari sono la testimonianza della sua vita, dai 18 anni fino a quasi alla fine dei suoi giorni. Ripercorriamo attraverso queste pagine i ricordi, le estati, gli anni di studio e impegno nella scrittura, divenuta ad un certo punto un’ossessione per la Plath. Sylvia infatti soffrì di psicosi e manie; le fu diagnosticato un disturbo bipolare, con momenti di forte depressione e momenti di esaltazione; subì diversi ricoveri e l’elettroshock. Nei primi anni riportati in questo diario di bordo si può notare il bisogno di sentirsi parte di qualcosa ma allo stesso tempo il volersene distaccare, il voler trovare un uomo verso cui riversare e da cui ricevere tutto l’amore che la mancanza di una figura maschile nella sua vita, dall’infanzia in poi, aveva impedito. Segue poi l’incontro con Ted Hughes nel 1956, dopo una serie di relazioni presto terminate e il matrimonio nel giugno dello stesso anno, fatto in gran segreto per evitare problemi (infatti la Plath stava studiando a Cambridge grazie ad una borsa di studio, pensava che sposandosi la potesse perdere). Pian piano che ci avviciniamo alla fine diventa maniacale la sua continua ricerca di successo, tentativi di pubblicare poesie, racconti e prosa, la sua grande nemesi; il rapporto anche con Ted è al centro delle ultime pagine, insieme al suo voler avere un figlio per sentirsi completa.

E’ stata una lettura angosciante, i pensieri di Sylvia arrivano a coprire con un velo di ansia e di follia quelli del lettore che arriva a riconoscersi in alcuni punti e a chiedersi quale sia il confine reale tra normalità e pazzia.

Nonostante la sensazione oppressiva e in un certo senso la stretta che ci si sente addosso, sento di poter consigliare questo libro a chiunque voglia riscoprire questa scrittrice così complessa sia dal punto di vista psicologico che letterario, anche per orientarsi ad una più approfondita conoscenza della letteratura americana degli ultimi anni.

La bellezza di questa edizione risiede nel contenere circa a metà volume una raccolta di fotografie di Sylvia. Qui sotto una fotografia della nostra protagonista e Ted Hughes del 1956.

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SCHEDA DEL LIBRO:

Editore: Gli Adelphi
Pagine: 419
Prezzo: 14€

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Wolfheart – Alessia Coppola

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Voglio parlarvi oggi del nuovo romanzo di Alessia Coppola, disponibile all’acquisto la prossima settimana e uscito in anteprima al Salone del libro di Torino. A giugno avevo avuto modo di assistere alla sua presentazione al BGeek di Bari qui l’articolo e ne ero rimasta molto affascinata. Ma veniamo alla storia: Aylena è una ragazza speciale, vive da più di 500 anni, è una totemki, in lei risiede lo spirito del lupo, ed è vittima di una maledizione; dall’alba al tramonto si trasforma in un lupo. Aylena caccia e uccide i damoir, esseri della notte figli della dea Lilith, cugini dei vampiri, che vanno in giro per il mondo a cibarsi di essere umani.

E’ durante una di queste battute di caccia che Aylena conosce Adrien, appartenente ai Thanam, cacciatori di damoir e di creature del male. Tra viaggi attraverso l’Europa, verso la Francia e poi la Russia, uccisioni, trappole, incontri con bambini speciali e mezzosangue, noi lettori scopriremo assieme ad Aylena stessa il suo passato e le sue origini.

Alessia Coppola ha creato un mondo parallelo al nostro, popolato di creature leggendarie come vampiri, licantropi, damoir e totemki, in cui non si può fare a meno di immedesimarsi nei due protagonisti e nelle loro avventure. Il ritmo è incalzante, ti spinge a leggere pagina dopo pagina per vedere cosa succederà, soprattutto nelle ultime 50 pagine ho trovato molto un ritmo cinematografico, tante scene di azione accostate una dopo l’altra che rivivono nella fantasia di chi legge.

Sperando di avervi incuriosito, correte a comprare la prossima settimana “Wolfheart – La ragazza lupo” 😀 Alessia Coppola merita tanto!

SCHEDA DEL LIBRO

EDITORE: La Corte Editore
PAGINE: 318
PREZZO: 16,90€

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Aspettami fino all’ultima pagina – Sofìa Rhei

“Quando un lettore sente un’affinità tanto forte con un autore, tra loro si crea un legame, un vincolo d’affetto e di responsabilità.”

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“Aspettami fino all’ultima pagina” è stato un romanzo che ho divorato in una manciata di ore, trama e copertina mi hanno attirata come l’idea del potere terapeutico dei libri. Silvia è una donna di origini spagnole sulla quarantina, a Parigi da alcuni anni. Lavora in ambito scientifico in un ufficio e ha una relazione con Alain, un uomo sposato, da ormai tre anni. Vittima di un amore travolgente e di un bisogno d’affetto spera da sempre che lui lasci la moglie per stare con lei; spera di poter costruire una vita con quest’uomo che considera perfetto nonostante le delusioni, le bugie e le promesse non mantenute. Dopo alti e bassi in cui il pensiero e il legame con Alain sembrano le uniche ragioni per andare avanti, a seguito dell’ennesimo disincanto decide di rivolgersi ad un terapista. Fingal O’Flaherty è un uomo curioso, vive in un hotel lussuosissimo, circondato da libri che utilizza per curare i suoi pazienti. Ma questa presenza maschile è accompagnata dalla conoscenza di un altro uomo,  che sconvolgerà la vita di Silvia. Pur essendo una storia che si legge velocemente e che ha un finale che non lascia nulla in sospeso, ho trovato alcuni punti che mi hanno un po’ lasciato perplessa. Primo tra tutti il carattere della protagonista, la sua debolezza che fa venire rabbia a qualsiasi donna con un po’ di autostima, soprattutto all’inizio. Poi alcune parti che vengono spiegate solo alla fine lasciando abbastanza sorpreso il lettore. Probabilmente per apprezzare al meglio questo libro bisogna avere grande capacità immaginativa e credere nella magia.

Nonostante questo trovo che il romanzo sia ben scritto, ricco di spunti di riflessione personale che portano chi legge a pensare a se stesso e alla propria vita. Inoltre ci sono frasi di una bellezza incredibile per chi ama i libri:

“Ecco perchè abbiamo bisogno dei libri. Pensa che avrebbe senso venerare in tal modo semplici storie fatte solo per intrattenere? Se questi racconti non avessero il potere di conservare e trasmettere una parte dell’anima di chi gli diede forma, non ce ne ricorderemmo. E queste anime, come tutte le altre, hanno i loro chiaroscuri, le loro contraddizioni, i loro dolori. Possono trasmetterci il loro lato più luminoso o contagiarci con i loro timori.”

SCHEDA DEL LIBRO:

Editore: Newton Compton Editore
Pagine: 256
Prezzo: 10 euro

 

 

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Una ghirlanda per ragazze – Louisa May Alcott

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Quando ero piccola uno dei primi libri letti “da grandi” è stato “Piccole donne” di Louisa May Alcott. Negli anni successivi ho avuto modo di leggere altri suoi romanzi, non mi ero mai cimentata nei suoi racconti fino a che non mi è capitato di notare questa bella copertina piena di rose. “Una ghirlanda per ragazze” è una raccolta di sette racconti scritti in un periodo di forzata immobilità della Alcott a fine Ottocento, ognuno di essi ha come titolo dei fiori: “Biancospini”, “Una coroncina di edera e scarpette da donna”, “Viole del pensiero”, “Ninfee”, “Papaveri e grano”, “Piccolo bocciolo di rosa” e “Alloro di montagna e capelvenere”.

Questi fiori e piante simboleggiano il modo di affrontare la vita delle protagoniste di questi racconti. Sono donne benestanti e povere, fanciulle che si prodigano attraverso il lavoro per vivere più serenamente: dalla giovane ballerina che pensa alla sorella malata e con una ghirlanda di edera e nastri rossi conquista la scena ad una festa, all’umile e desiderosa di conoscenza accompagnatrice di una ricca ragazza per l’Europa, da una vivace bambina dai capelli dorati che riesce a smussare gli angoli più aguzzi del carattere di tre zitelle, a due giovani tanto diverse per carattere e ceto che diventano amiche. La Alcott ci regala sette storie di amicizia, amore, impegno e solidarietà in cui si respirano atmosfere di mare, montagna e campagna.

E’ stata una bella lettura, adatta a questi ultimi giorni estivi, la consiglio a tutti gli amanti della scrittrice e dei fiori.

Scheda del libro: 

Editore: Flower-ed
Pagine: 298
Prezzo: 16 euro

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Demoni, mostri e prodigi – Giorgio Ieranò

 

 

“Demoni, mostri e prodigi” è il nuovo libro di Giorgio Ieranò, docente di Letteratura greca all’Università di Trento. Con questa raccolta di leggende e miti vuole farci capire come tutto quello in cui crediamo oggi sia riconducibile all’antichità. Attraversa capitolo per capitolo racconti di animali e creature fantastiche presenti già nella mitologia greca antica. Prendiamo per esempio la figura dell’unicorno: nel XIII secolo Alberto Magno lo descriveva con corpo di cavallo, testa di cervo, piedi di elefante e coda di leone, ma di quest’essere, simbolo di purezza, era già presente nel V secolo a.C.  un resoconto di Ctesia:  era un asino selvatico con la testa rossa, gli occhi blu e un corno in fronte. La leggenda racconta l’attrazione dell’unicorno per il profumo della verginità e l’utilizzo di una fanciulla vergine per catturarlo. Il professore Ieranò ci introduce anche alla nascita dei segni zodiacali, come il Sagittario, in origine il centauro Chirone, e alle metamorfosi, come il flauto di Pan nato da una ninfa che per fuggire dal dio sarebbe stata trasformata in una canna. Lo stesso Pan sarebbe diventato la costellazione del Capricorno dopo essersi buttato in un fiume ed essere divenuto mezza capra e mezzo pesce. capricor

Viene raccontata anche la terribile vastità del mare, visto come fonte di morte per la sua rappresentazione dell’instabilità e della precarietà dell’esistenza, mentre dal Cinquecento la cultura occidentale comincia a considerarlo come fonte di vita. Inoltre si affronta la tematica del vampirismo e dell’esistenza di creature non morte, per lo più donne, che affascinavano i malcapitati per  poi berne il sangue, o anche le origini dei racconti di fantasmi. Secondo i greci questi ultimi erano i corpi rimasti insepolti, quelli morti prima delle nozze senza figli e quelli morti violentemente. Anche la magia ha origini antichissime: Magos è una parola che i greci hanno ereditato dalla lingua persiana, rappresentava in questa gli esponenti di un’antica casta sacerdotale, uomini grandi, autorevoli e sapienti; significato travisato in negativo nella cultura greca e poi moderna. Esistevano formule e riti come quelli di tipo simpatetico, un esempio l’utilizzo di quelle che oggi sono le bambole vodoo. Ieranò non lascia da parte neanche la religione e i collegamenti con la magia: già in età romana abbiamo testimonianza di casi di statue di divinità pagane piangenti, paragonabili ai miracoli cristiani. In ultimo, ma solo perchè elencare tutta la varietà di fenomeni illustrati sarebbe troppo lungo, vorrei segnalare la nascita della ninfa del mare Nereide: figlia illegittima di Alessandro Magno avrebbe bevuto dell’acqua che rendeva eternamente giovani, il sovrano l’avrebbe buttata in mare con un sasso per impedirle di tornare in superficie e sarebbe diventata un mostro marino.

Modernità e antichità si mescolano in questa enciclopedia mitologica perchè come dice l’autore alla fine del libro “Se ritroviamo gli stessi rituali e le stesse credenze in uomini che vivono in luoghi e in tempi lontani tra loro è forse perchè tutti sentiamo il bisogno di quei rituali e di quelle credenze. Non perchè ereditiamo qualcosa dagli antichi, ma perchè siamo pur sempre antichi anche noi.”

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Sonzogno
Pagine: 160
Prezzo: 15,00€