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Olga di carta – Jum fatto di buio – Elisabetta Gnone

«Ma è un libro per bambini?»
«Nono»
«Allora è un libro per adulti?»
«Diciamo che è un libro che si plasma perfettamente addosso a chi lo legge. E’ come i Lego, è adatto a tutti dai 5 ai 99 anni.»

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Olga è una bambina che racconta storie. Non frottole, eh. Storie vere, di cose che sono successe veramente. In paese lo sanno tutti e per questo, quando la vedono fermarsi a chiacchierare con qualcuno tendono le orecchie e ascoltano per controllare che non stia iniziando una nuova storia. In questo caso, state certi cari lettori, intorno alla bambina inizierà a formarsi un capannello di curiosi e tutti, in religioso silenzio, si metteranno a sentire ciò che la piccola ha da dire.

In questo libro viene evidenziato, in maniera delicata e magica, quanto le parole abbiano il potere di aggiustare ciò che si rompe, sia esso visibile in superficie o confinato nel nostro subconscio. Jum, il protagonista assoluto dei racconti di Olga in questo nuovo libro di Elisabetta Gnone, è la meravigliosa metafora scelta dalla bambina per giustificare quella potente e inconsolabile sensazione di vuoto che ci assale quando abbiamo perso qualcosa. Che sia una persona o l’ispirazione, avvertiamo un famigliare buco al centro dello stomaco e ci ritroviamo tristi e sconsolati a versare lacrime che sembrano destinate a non esaurirsi mai. Jum fatto di buio è di quelle lacrime che si nutre ed è grazie a quelle lacrime che cresce.

Olga, racconto dopo racconto, proverà ad aggiustare il cuore degli abitanti di Balicò ma così come le parole hanno il potere di ricostruire la speranza, hanno anche un rischioso rovescio della medaglia: ascoltate da persone facilmente suggestionabili, possono trasformarsi in qualcosa di pericoloso. Ed è così che lì dove si cerca di riportare speranza, capita la tragedia. Non vi nego che ho letto le ultime pagine con il fiato sospeso e un sacco di tristezza.

Questo libro dev’essere letto da tutti perchè ha il potere di far stare bene chi lo legge. Qualità rara oggigiorno nel panorama letterario italiano e non.

«Ho un po’ di mal di testa. Hai un oki?»
«No, però ho il libro di Elisabetta Gnone, vedrai se ti passa se lo leggi»

Scheda del libro

Editore: Salani
Pagine: 215
Prezzo: 14.90 euro

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“Abissi” – Paolo Cabutto

“Abiss51+dP-xZSXL._SX323_BO1,204,203,200_i” è un libro che ti cattura già alla prima occhiata grazia a una copertina graficamente stupenda a un titolo che, insieme alla trama, promette di tenerti sveglio tutta la notte a controllare le ombre intorno a te. Ma andiamo con ordine e lasciate che vi presenti la trama del libro di Paolo Cabutto:

Un vicino di casa che ci conosce meglio di quanto immaginiamo, macabri incontri in un cinema di periferia, una stazione della metro che sembra sussurrare il nostro nome, una tragedia shakespeariana che diventa realtà, l’ultima giornata di lavoro di un killer professionista. La paura prende il lettore per mano e lo conduce attraverso tredici stanze buie, in cui l’incomprensibile e il sovrannaturale intaccano la sicurezza della nostra quotidianità. Non resta quindi che chiudere gli occhi, trarre un respiro profondo e gettarsi negli abissi.

Scrivere racconti non è mai facile, anche se potrebbe sembrarlo. Hai poco tempo per descrivere la storia e i suoi personaggi e per questo ogni parola deve essere soppesata bene. La costruzione della storia, nel racconto, non permette errori. Il lettore deve essere “accalappiato” a ogni nuovo capitolo perchè non avrà personaggi principali a cui affezionarsi che lo invoglieranno a proseguire la lettura anche se il ritmo narrativo dovesse calare. Per questo, ripeto, lo scrittore di racconti è (secondo me) un lavoraccio.

Paolo Cabutto si è trovato così a scrivere il suo primo romanzo percorrendo questa insidiosa strada e già solo per questo merita tutta la mia stima.

Tornando a parlare del romanzo, posso dire che aver gradito particolarmente il suo tentativo di pensare a storie originali e diverse dai soliti cliché. Lo stile di scrittura è piacevole, veloce e pulito. Non mi sono trovata però ad apprezzare a pieno i racconti perchè, ahimè, c’erano troppi dettagli all’interno delle storie che facevano ben presagire cosa sarebbe successo. Difficilmente è riuscito a stupirmi, spesso già dalla presentazione dei personaggi si capiva chi sarebbe stato a fare una brutta fine e il dettaglio inquietante, individuato immediatamente, non faceva più nessuna paura. Altre volte la narrazione andava troppo veloce, non sempre le scelte dei protagonisti erano chiare, mi lasciava un po’ perplessa come quando, guardando un film horror, la comparsa di turno vuole entrare nel cimitero in piena notte dopo aver sentito il pianto di un bambino. Insomma, tu che leggi/guardi stai lì a scuotere la testa perchè lo sai che quella non sarà mai una buona idea!

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In conclusione credo che Paolo Cabutto sia un buon autore e che, facendo tesoro dell’esperienza di questa pubblicazione, tirerà ben presto fuori uno splendido secondo libro che io non esiterò ad acquistare 😀

Scheda del libro

Editore: Talos Edizioni
Pagine: 185
Prezzo: 10.00 euro

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Il libro dei viaggi nel tempo di Roma – Claudio Colaiacomo

20180108_142237Oggi vogliamo parlarvi di un bellissimo libro pubblicato dalla Newton & Compton. Un’edizione curatissima nei minimi dettagli, con una copertina accattivante in simil pelle e una grafica steampunk per il titolo, “Il libro dei viaggi nel tempo di Roma” di Claudio Colaiacomo si colloca, nella mia personalissima classica, come il libro più bello letto nel 2017. L’idea, molto interessante, di raccontare gli eventi più importanti che si sono svolti a Roma nel corso dei secoli, è resa davvero bene dall’autore che ci accompagna direttamente sul luogo in cui si è scritta la storia: l’esecuzione di Giordano Bruno a Campo de’ Fiori, l’assassinio di Giulio Cesare, l’alluvione più devastante del Tevere, sono solo alcuni esempi di ciò che andremo a leggere.

I capitoli si aprono con la destinazione e, scritta in corsivo, una breve descrizione su quella che sarà la “missione” di quel particolare viaggio temporale.

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A seguire ci troviamo ad osservare l’evento raccontato direttamente dalla voce dell’autore. Lui ci spiega cosa ci circonda, ma ci lascia la possibilità di figurare in prima persona i dettagli intorno a noi, i rumori, le voci in lontananza. Non si può fare a meno di immergersi completamente nella storia così come, durante una sessione di gioco di ruolo, non si può evitare di far battere il cuore all’impazzata quando chi guida la storia ci avvisa di un imminente pericolo. E’ tutto studiato e reso benissimo per fare in modo che l’esperienza di lettura si trasformi in una stupefacente esperienza di viaggio.

All’interno del libro, ad impreziosire ulteriormente i racconti, troviamo diverse illustrazioni in bianco e nero che accompagnano la lettura. Il baldacchino del Bernini, una riproduzione litografica del ratto delle sabine, una ricostruzione della Domus Aurea e tanto altro, tutto al servizio del lettore che potrà prendersi il suo tempo per godere dei dettagli appena descritti osservando i disegni che li accompagnano.

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Questo è uno di quei libri che arricchiscono chi li legge. Tanti sono gli aneddoti interessanti che ti porteranno a dire sorpreso “Ma dai, non lo sapevo!” e tante le storie che avrai voglia, durante una serata con amici, di condividere. Per questo motivo voglio ringraziare la Newton&Compton e Claudio Colaiacomo per il bellissimo viaggio nel tempo. Ora potrò girare per Roma e osservarla sotto una luce diversa.

SCHEDA DEL LIBRO:

Editore: Newton&Compton
Pagine: 376
Prezzo: € 10,00

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Quartieri lontani – Jiro Taniguchi

51P8g6U541L._SX345_BO1,204,203,200_Nakahara Hiroshi è un uomo di mezza età come tanti altri. Una moglie, due figlie che vede poco, una vita che scorre lenta e tutta uguale divisa tra ufficio e notti a bere fuori casa. Un giorno, di rientro dal lavoro, Hiroshi si accorge di aver sbagliato treno e di essere salito in quello diretto verso il suo paese natale. Approfitta di questa distrazione per scendere dal treno e fare un giro tra le strade che lo hanno visto bambino, fino ad arrivare al cimitero, proprio di fronte alla tomba della madre. E’ lì che Hiroshi perde i sensi ed è sempre lì che si risveglia bambino. Tornato indietro nel tempo, all’epoca dei suoi quattordici anni, si ritroverà tra le mani la possibilità di rivivere nuovamente il suo passato con l’esperienza e la consapevolezza di un uomo adulto.

Sarà un figlio maturo, uno studente modello, sarà quello che porterà su di sé lo sguardo della più bella della classe. Ogni cosa sembra promettere una seconda chance di rifare tutto per bene e Hiroshi inizia quasi a dimenticare chi è per godere invece della leggerezza di quegli anni ritrovati. Tutto sembra perfetto, tutto tranne un ricordo che piomba come un macigno nella mente del ragazzo: il padre, proprio alla fine di quell’estate, abbandonerà la famiglia scomparendo per sempre. Ed è a questo punto che Hiroshi decide che forse quel salto temporale serve proprio ad evitare che questo succeda. Sarà compito suo capire cosa è successo e dov’è scomparso il padre.

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I disegni di Jiro Taniguchi sono qualcosa di superlativo. Non lo conoscevo (beata ignoranza) ma ho perso diverso tempo a riguardare le tavole in bianco e nero che compongono questa graphic novel. Mangaka di livello altissimo, cattura il lettore come solo i grandi scrittori sanno fare. Parole e disegni di fondono perfettamente e mi sento infatti di suggerirlo anche a chi, non avvezzo alle graphic novel, teme di non riuscire a seguire la storia se frammentata da disegni. Voglio anche trascrivere qui una frase che lo descrive benissimo e che ho letto su wikipedia quando sono andata a informarmi a fine lettura: La poetica ed il ritmo narrativo posato, tipicamente giapponesi, ed il tratto chiaro e leggero, più vicino alla tradizione europea, fanno d’altronde di Jirō Taniguchi un vero e proprio outsider del panorama fumettistico nipponico, del quale egli stesso ha più volte dichiarato di non sentirsi del tutto parte integrante.

Quartieri Lontani è una storia malinconica, ferma nel tempo. E’ tanta dolcezza quella che ti resta attaccata al cuore a fine lettura. Dolcezza e l’idea di averla sognata, questa storia.

PS: Se vi può interessare esiste il film” Quartieri lontani” di Sam Garbarski.
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SCHEDA LIBRO

Editore: Coconino Press
Pagine: 414
Prezzo: 22€

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Dopo tanta nebbia – Gabriela Genisi

9788845426476_0_0_0_75.jpgCi sono due cose che noi donne facciamo davvero fatica a sopportare. La prima è la nostalgia di casa e la seconda è l’umidità che ci gonfia i capelli rendendoli uno schifo. La neo promossa a questore Lolita Lobosco si ritrova a dover fare i conti con entrambe le cose e non ne è affatto felice. Promossa e trasferita a Padova, ritroviamo la divertente protagonista dei romanzi di Gabriella Genisi alle prese con un nuovo ambiente e fin da subito una cosa è chiara sia a Lolita che al lettore: adattarsi per lei non sarà semplice. Nuovi colleghi, nuove abitudini, nuove temperature con cui fare i conti. Cercare di trovare Bari in giro, tra piccoli locali e panzerotti dal sapore (quasi) di casa non sarà sufficiente a calmare l’animo insofferente di Lolita. Ma potrà riuscirci forse il bel collega dalle origini siciliane che sembra portare un minimo di senso a questa trasferta padovana?

Intanto per Lolita il lavoro non si ferma. Nella prima parte del libro ci troviamo a fare i conti con un presunto caso di bullismo. Un ragazzo è scomparso e dietro questa storia sembra sia stato costruito un invalicabile muro di omertà e silenzio. La Genisi è stata bravissima a rendere l’idea di chiusura e cattiveria dei vari personaggi che il lettore incontra durante le indagini. La rabbia è il sentimento che vi accompagnerà nel corso delle investigazioni e anche con la chiusura della storia non potrete fare a meno di pensare a quanto letto.

Nella seconda parte del libro ritroviamo Bari. Lolita riesce a farsi ricollocare nella sua amata città e anche qui, come è abitudine nei suoi libri, ritorniamo ad affrontare un nuovo caso di omicidio. I racconti di Lolita Lobosco, lo stile narrativo di Gabriella Genisi, tutto rimanda quasi a una sceneggiatura televisiva, Ogni storia la riesci a visualizzare perfettamente come se fosse un nuovo episodio da mandare in play su Netflix e infatti non mi ha stupito sapere che i diritti televisivi sono stati acquistati da Luca Zingaretti (Montalbano sono! cit.) per farne una serie tv. E mentre aspetto di sapere chi sarà l’attrice che dovrà caricarsi addosso la responsabilità di interpretare la bellissima commissaria pugliese, vado a preparare qualche manicaretto usando le ricette che si trovano, come sempre, a fine libro!

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SCHEDA DEL LIBRO

EDITORE: Sonzogno
PAGINE: 204
PREZZO: 14.00 EURO

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Attraverso i miei piccoli occhi – Emilio Ortiz

Attraverso i miei piccoli occhiInizio questa recensione con una piccola premessa: adoro i cani e adoro i film e i libri che hanno loro come protagonisti. Devo ammettere però che soffro della sindrome della “lacrima facile” quando si tratta di storie che li vedono al centro della narrazione e per questo motivo come segnalibro uso un fazzolettino Tempo. Detto questo potete immaginare i miei occhi a cuoricino quando ho visto quale sarebbe stata la novità in uscita della Salani a ottobre. La storia del rapporto di un cane guida con il suo padrone non vedente. A parlare, durante tutto il libro, è Cross, un giovane Golden Retriver. La mia reazione dopo aver letto la trama è stata più o meno questa: amazon -> carrello -> acquista ora -> aspetta il corriere.

Emilio Ortiz, autore non vedente, si lascia ispirare dalla sua storia per raccontarci in un libro ricco di dolcezza com’è andato a costruirsi il suo rapporto con Spock, il cane guida che ormai lo accompagna fedelmente da anni.

Fresco di stampa, posso già darvi la mia opinione perché questo è un libro che si divora in una giornata. Cross parla senza peli sulla lingua (anche se dovrebbe averne tanti, visto che è un cane) e ci racconta in maniera divertente e ironica il percorso che hanno dovuto affrontare lui e il suo padrone Mario. La scuola, l’addestramento, l’imparare a conoscersi e a fidarsi reciprocamente. Ci sono tantissimi momenti esilaranti che mostrano come Cross sia sì un cane buono ma con una incorreggibile indole da combina guai.  

Mentre leggevo il libro mi rendevo conto che Emilio Ortiz aveva fatto davvero un ottimo lavoro nel mettere su carta quelli che potevano essere i pensieri di un cane di fronte a determinate situazioni. Ripercorrere ogni passaggio della storia rielaborando tutto sotto il punto di vista di Cross non dev’essere stato semplice, anche perché il nostro amico a quattro zampe non è stato, durante il racconto, scevro di critiche verso gli umani che

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Emilio e Spock

incontrava.

Sono contenta di aver incontrato questo libro e sono contenta che Emilio abbia conosciuto Spock e che gli abbia ispirato questa storia così da averci permesso di entrare nel loro mondo e conoscere questa splendida amicizia.

Ma attenzione amici lettori, le cose non finiscono qui!

Salani, in collaborazione con D-Repubblica, ha indetto una challenge davvero bella dedicata proprio a questo romanzo. Partecipare è semplicissimo: pubblicate su instagram una foto del vostro cane nel suo mondo o in una situazione che rappresenti il mondo visto attraverso i suoi occhi. Usate l’hashtag #AttraversoITuoiPiccoliOcchi e menzionate Salani, DRepubblica, IgersItalia. Potete usare anche foto già scattate in precedenza. Avete tempo fino al 23 ottobre (incluso) per partecipare. Le 20 immagini più rappresentative, scelte e commentate singolarmente con una breve didascalia da Salani, saranno inserite in una gallery pubblicata su D.repubblica.it. Gli autori dei 20 scatti scelti saranno contattati da Salani per la firma di una liberatoria volta all’inserimento della foto (con indicazione del credit) nella gallery.

Cosa state aspettando a pubblicare la vostra foto? 😀

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SCHEDA DEL LIBRO

EDITORE: Salani
PAGINE: 276
PREZZO: 14.90 euro

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Dieci piccoli infami – Selvaggia Lucarelli

8032867Facciamo un gioco: provate a spendere qualche minuto per ripercorrere con la mente il vostro passato e cercate di individuare tutte quelle persone che, per un motivo o per un altro, hanno segnato in negativo la vostra vita. Riuscite a individuare, tra tutti quei volti, dieci persone che potremmo etichettare come “infami”? Qualcuno che vi abbia fatto un torto o che per un motivo ora banale vi ha causato traumi adolescenziali all’epoca impossibili da lasciarsi alle spalle? Selvaggia Lucarelli ci presenta, in queste duecento pagine, la sua classifica personale di infami raccontandoci alcuni episodi della sua vita, partendo dalla suora dei tempi delle elementari che menava colpi come Tyson, al Signor Amuchina, l’uomo fissato con l’igiene con cui ha convissuto un breve periodo.

Impossibile resistere alla tentazione di andare a cercare su facebook i nomi che vengono citati (tutti reali eh!) e altrettanto impossibile sarà trattenere il sorriso di fronte a questi ricordi. Spesso, durante la lettura, mi sono trovata a pensare con solidarietà “Povera Selvaggia” e a ritenermi soddisfatta che nel mio personale conteggio di infami faccio fatica ad arrivare a cinque. Cinque brutti o antipatici ricordi. Non male, no? Voi ci state provando a contarli? Siete stati fortunati come me nel vostro percorso di vita?

E’ un libro che mi trovo a consigliare soprattutto in questo periodo estivo in cui si ha poca voglia di fare qualsiasi cosa. Sono poche pagine, scritte in maniera fluida e piacevole e soprattutto ti ritrovi, senza volerlo, a fare un po’ di psicoanalisi ragionando su chi ti ha affiancato in questi anni e su quello che potrebbe, in qualche modo, averti segnato o ferito. Piccole cose che con il passare degli anni ti potrebbero aver portato a limare un po’ di più il tuo carattere, rendendo spigolosi angoli che prima erano pacificamente smussati.

Insomma, fatemi sapere cosa ne pensate.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Rizzoli
Pagine: 226
Prezzo: 17.00€