3

Una casa quasi perfetta – Emily Eden

Ho incontrato per la mia strada Emily Eden poco più di sei mesi fa, con il suo “Una coppia quasi perfetta” (di cui trovate la recensione qui) e grazie alla casa editrice Elliot ho scoperto un’autrice degna erede di Jane Austen, per la sua ironia e per il suo raccontare la società inglese.

dbb13520-35ea-4d0a-a760-c6a21b8dad12

In “Una casa quasi perfetta” conosciamo Lady Blanche Chester, una giovane diciottenne novella sposa e in attesa di un figlio dal marito diplomatico Lord Arthur Chester. Arthur sta per partire con una delegazione, dall’Inghilterra, diretta a Berlino e poi a Praga e Blanche sta per trasferirsi da sola in una nuova villetta bifamiliare assieme alla sorella Aileen.

In questa casa vive la famiglia Hopkinson: Mrs Hopkinson è una signora molto giudiziosa, non apprezza i pettegolezzi e l’ostentazione, ha due giovani figlie, Janet e Rose, un marito che è capitano in viaggio per mare e ha una grande ammirazione per la regina. Con loro vive Willis, genero di Mrs Hopkinson, che aveva sposato la figlia più grande Mary, purtroppo morta da tempo dopo aver dato alla luce Charlie, un bimbo la cui salute sembra sempre in bilico.

Inizialmente sembra che gli abitanti della villetta non possano in qualche modo convivere piacevolmente: d’altronde sul vialetto di Blanche circolano un sacco di carrozze di persone altolocate che fanno sentire Mrs Hopkinson troppo umile per la sua compagnia. Ma un problema culinario spinge in un giorno di pioggia le due sorelle a fuggire dalla casa, dando modo alla modesta signora di accoglierle per offrire un rifugio, d’altronde Blanche oltre ad essere incinta è una ragazza di salute cagionevole.

Nasce una bella amicizia tra le due famiglie e assistiamo agli incontri, ai picnic e balli sul battello con altri personaggi facenti parte del vicinato e della nobiltà locale: Mr Greyson, vicario del paese, povero scapolo, dedito alle opere buone; Hilton, forse uno spasimante per la nostra Blanche; il barone e la baronessa Sampsons, una coppia di individui ambigui dalla risaputa ricchezza e benessere, la nipote Rachel, ricca ereditiera un po’ fredda di carattere.

Questo romanzo, come il precedente, regala uno spaccato di società inglese dell’ottocento. Abbiamo Lord, Lady, Duchesse, Baroni e Baronesse, diplomatici, giovani ereditiere e fanciulle dedite ai più bisognosi. Abbiamo equivoci, invidie, ipocrisie, scandali, ma anche rapporti di affetto e dedizione, il tutto condito dalla caratteristica ironia inglese. Queste pagine offrono qualche ora di svago e di sano divertimento; la sensazione che rimane a fine lettura è quella di essersi trasferiti per un po’ in un’altra epoca, tra mussole, trine e parasoli colorati.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Elliot
Pagine: 182
Prezzo: 17,50€

Annunci
1

Il censimento dei radical chic – Giacomo Papi

WhatsApp Image 2019-03-26 at 22.57.47

Il censimento dei radical chic nasce da un’idea molto interessante: un’Italia, per certi versi molto simile a quella odierna, in cui si prendono di mira gli intellettuali, chiamati impropriamente radical chic. Da qui parte Giacomo Papi per scrivere un romanzo di satira (non troppo pungente), in cui, attraverso la rappresentazione di una futura Italia amaramente simile alla nostra, mette alla berlina la società di oggi ed i suoi esponenti politici.
In questa Italia futura e semi distopica gli uomini di cultura sono odiati dal “popolo”  perché questi, sfoggiando le proprie conoscenze, mettono in luce l’ignoranza dei più.
La prima vittima di questa persecuzione è il professor Prospero, ucciso per aver citato Spinoza in un talk show. A seguito di questo omicidio, il primo ministro dell’interno propone di censire i radical chic come manovra di protezione per gli stessi, ma ovviamente gli scopi sono ben diversi.

“Faranno delle ispezioni, credo. Ci contatteranno dal ministero per fissare un appuntamento, poi verranno a controllare i libri che abbiamo in casa, cose così…”
“Come i libri? Tutti?”
“Ma no! Non tutti. Immagino che ci saranno dei punteggi!”
“Volevo ben dire: non è che se leggi Fabio Volo ti danno la scorta, mi auguro…”
“Devi avere in casa almeno L’Anti-Edipo di Deleuze-Guattari…”
“O, in alternativa, un paio di metri di Adelphi color pastello.”
Risero.

L’WhatsApp Image 2019-03-26 at 22.57.46kjhaspetto più originale del libro è l’uso del linguaggio: nella storia infatti viene nominato un garante per la semplificazione della lingua italiana, che agisce sul romanzo stesso che leggiamo con tanto di note a piè pagina e vocaboli desueti sostituiti con altri più “alla portata di tutti”, come se il testo stesso fosse stato oggetto di censura.

Il romanzo, come avrete quindi capito, ha alla base un’idea molto interessante, è inoltre scritto col piglio giusto, ironico, sarcastico. Ciò che però mi ha fatto storcere il naso è che a conti fatti rimane ai margini della storia senza approfondire, è come se non si accendesse mai. E’ un romanzo che strizza l’occhio a capolavori come Fahrenheit 451 e 1984, citandone anche dei passaggi, ma decisamente non ha lo stesso spessore emotivo. E’ privo di quello che fa un classico ciò che è; se infatti 1984 è un romanzo sempre attuale, non si può dire lo stesso de il censimento dei radical chic: funziona adesso, ma difficilmente reggerà il peso del tempo.

Viste le premesse, il prodotto finale è stato un po’ deludente, ma non per questo merita una bocciatura. Non sarà brillante su tutti i fronti ma è certamente una storia regala parecchi spunti di riflessione, ad esempio sulla condizione italiana odierna e sulla forza del linguaggio. Un prodotto originale che poteva essere ma non è stato. Peccato.

 

 

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Feltrinelli
Pagine: 144
Prezzo: 13€
Voto: 6/10

0

Grimoire. Il preludio – Francis Reed

nuovo profilo libroBuongiorno lettori,
oggi vi parlo di un fantasy uscito a marzo per Lettere Animate. Facciamo una piccola premessa: leggere fantasy, per me, è complicato. Lo è perché non sempre trovo un libro che riesca a non farmi pensare ad altre storie, ad ambientazioni già lette e conosciute, a somiglianze con altre saghe famose. Con Grimoire, di Francis Reed, ho avuto invece la fortuna di immergermi nel racconto senza “deja vù” di alcun tipo. Mi sono goduta la storia inventata dall’autore e ho terminato la lettura soddisfatta di quello che mi era stato appena raccontato. Dopo questo piccolo spoiler, in cui appunto vi anticipo che il libro mi è piaciuto, vi lascio la trama:

Celata agli occhi del mondo, una strega oscura minaccia la pace che da secoli regna tra i popoli del Continente, decisa a vendicarsi dei soprusi subiti dalla sua stirpe. Al Bianco Concilio, una congrega di streghe animata da nobili intenti, spetta l’arduo compito di contrastare la minaccia, cercando alleati anche presso i popoli che, storicamente, hanno sempre osteggiato ed aborrito la magia in ogni sua forma. Basteranno il coraggio ed un nemico comune, ad abbattere secoli di conflitti e pregiudizi?

Il primo di una serie di libro ancora da pubblicare, Grimoire serve come introduzione a una storia raccontata in maniera scorrevole e senza troppi fronzoli. Lo stile di Francis Reed ti fa pensare di non trovarti di fronte a un autore emergente ma di star leggendo qualcosa su cui è stata riversata gran cura. Iniziando con dei personaggi che, sulle prime, crediamo gli unici protagonisti, proseguiremo conoscendo altre persone e scoprendo sempre più dettagli del mondo in cui ci troviamo. Le streghe e la magia, ad esempio, sono banditi, vengono cacciate e la magia non è il fido alleato a cui siamo abituati a pensare. Quello che ho apprezzato di più in questa storia è stata la caratterizzazioni dei personaggi. Il lettore non ha difficoltà a immedesimarsi in prima persona e a provare simpatie o antipatie, ma questi sentimenti possono mutare e quando un “ipotetico” cattivo mi fa quasi simpatia, allora penso sempre alla stessa cosa: la storia funziona. Perché molto spesso ci ritroviamo di fronte a personaggi tagliati con l’accetta, chi è stronzo, rimane stronzo, non ci sono sfumature. In questo libro invece Francis Reed ci spiega cosa c’è dietro, il personaggio viene presentato a 360 gradi e il lettore è libero di cogliere tutte le motivazioni dietro alle azioni e a trarne le dovute conclusioni. Io, per esempio, ho amato il principe. Odiato e trovato fastidioso nei primi capitoli in cui veniva descritto, ho cambiato idea man mano che la storia andava avanti. Rimane, per me, il personaggio migliore.

Senza voler raccontare troppo della trama, voglio dirvi perché questo è un libro che merita di essere letto: c’è, da parte di Francis Reed, la voglia di raccontare una storia per il piacere di condividere con qualcuno un mondo di fantasia nato nella sua mente. C’è uno studio dietro la struttura del romanzo che ti fa pensare “Qua siamo di fronte a una saga che lascerà il segno”. Non manca l’epica, non manca il mistero e non manca la voglia di saperne di più. Se andrete a leggere le altre recensioni su questo romanzo tutte dicono la stessa identica cosa: dateci il seguito. Vi sfido a trovare un autore emergente che suscita la medesima curiosità con una sua prima pubblicazione.

Non metto il massimo a questo libro perché a mio parere la storia si interrompe un po’ troppo presto. Avrei aggiunto almeno un centinaio di pagine in più per ritornare a ricollegare la prima parte.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Lettere Animate
Pagine: 161
Prezzo: 8.99€
Voto: 7/10

0

Circe – Madeline Miller

Sono sempre stata appassionata di epica e di mitologica greca e latina. Alle medie e alle superiori credo di aver amato poemi come l’Iliade e l’Odissea già dal loro inizio.

Seguendo questa mia passione non ho mai disdegnato le rivisitazioni in chiave moderna o comunque delle generali riscritture della storia. Per cui ho letto ed amato la saga di Percy Jackson e mi sono avvicinata a scrittrici come Margaret Atwood grazie alle loro riscritture (Il canto di Penelope di cui vi ho parlato qui). Ed è per questo stesso motivo che mi sono avvicinata a Madeline Miller e al suo ultimo romanzo.

Circe, pubblicato da Sonzogno lo scorso 14 febbraio, ripercorre la vita della famosa maga conosciuta da Odisseo nel suo peregrinare durante il ritorno ad Itaca alla fine della guerra di Troia.

Grazie ad Omero questa parte della storia ci è ben nota ma davvero la figura della maga Circe, figlia del re del Sole Elios e della ninfa Perseide, è solo quella da noi conosciuta? Davvero questa donna era solo una malvagia maga che tramutava gli sventurati naviganti che capitavano sulle coste delle sua isola in animali? E, soprattutto, come ci era arrivata su quell’isola?

In maniera magistrale Madeline Miller risponde a tutti questi interrogativi tracciando una figura che avvicina molto più Circe al genere umano che a quello divino. Ci viene raccontata la sua infanzia al palazzo di suo padre, circondata da titani e ninfee, con una sorella ed un fratello che la tiranneggiavano, una madre che la considerava il nulla ed un padre che, invece di essere affettuoso, era accondiscendente e che non ha esitato un attimo ad esiliare la propria figlia appena scoperte le sue arti magiche solo per mantenere la pace con Zeus e l’Olimpo.

Circe

Conosciamo una donna che ha un bisogno disperato di amore e di compagnia, una donna che si rifugerà nelle sue arti magiche ma che resterà sempre vulnerabile nonostante la sua mortalità.

Circe sarà una donna dai numerosi amanti ma dai profondi sentimenti, sarà una maga spietata con i suoi nemici e una dea benevola con i suoi amici. Capace di grandi sentimenti e di grandi sacrifici.

Una caratterizzazione sconvolgente e coinvolgente per uno dei miti che più si conosce ma che, per una volta, diventa essa stessa protagonista e non comparsa in una vicenda più grande.

Nelle pagine del romanzo si ha la sensazione di essere sull’isola di Eea, di percepire la salsedine che sale dal mare e tutti i suoi profumi. Si possono quasi toccare con mano le emozioni della protagonista, il suo bisogno di amare e di essere amata, la sua grandissima forza d’animo e le sue paure e fragilità.

Un romanzo che si “sente” e che si vive, che smuove corde dell’animo e che ci regala la meraviglia della mitologia con una scrittura moderna e scorrevole, pagine che scorrono una dopo l’altra con immenso piacere e che lasceranno anche un pizzico di nostalgia al termine della lettura.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Sonzogno
Pagine: 411
Prezzo: 19.00€
Voto: 9/10

0

L’amore che dura – Lidia Ravera

Ho conosciuto Lidia Ravera al liceo. Durante un tema di italiano ho avuto modo di leggere una sua citazione all’interno di un testo dedicato all’essere adolescenti. Ricordo di esserne rimasta affascinata e di aver avuto la curiosità di leggere un suo romanzo. L’occasione di farlo è arrivata durante un’incursione in libreria. Era appoggiato sullo scaffale delle novità, nella sua bella pila, questo romanzo con una copertina così semplice ed essenziale e allo stesso tempo delicata. Titolo e trama mi hanno subito attratta e appena possibile l’ho comprato.

e5d64ed8-8cab-439f-b452-4a63c2b51d78

Emma e Carlo sono due persone molto diverse, eppure legate ormai da tanto tempo. Si sono conosciuti a scuola negli anni Settanta, si sono piaciuti e innamorati. Sono andati a vivere assieme e si sono sposati, lei è diventata un’insegnante, lui un pubblicitario. Lei è sempre voluta rimanere nel suo piccolo mondo, ad aiutare gli altri, a prendersi carico dell’educazione e del destino dei suoi alunni; lui invece è sempre stato un sognatore con il desiderio di diventare ricco e famoso.

Dopo vent’anni si separano: lui vuole sbarcare il lunario in America, lei non vuole lasciare la sua vita e i suoi desideri. Passano gli anni: Carlo ha diretto diversi film, tra cui Kids, dedicato al suo amore e al suo passato a Roma con Emma, ha una fidanzata archeologa praticamente perfetta, un appartamento a New York e la fama che ha sempre sognato. Emma è la mamma di una ragazza di vent’anni, Franny, è sposata con Alberto, uomo più giovane di lei di dieci anni, è diventata vicepreside della sua scuola.

Un mattino si stanno per incontrare di nuovo: lui ha preso un aereo per Roma, dove deve presentare in serata il suo film, vuole anche scoprire la ragione per cui Emma poco tempo prima ha scritto una recensione così negativa sulla sua opera. Emma invece ha tanto da raccontare a Carlo, i motivi e le ragioni di tante sue scelte e quell’incontro è per lei basilare: ha raccolto quattro quaderni del 1996 e del 2006, anni basilari per la sua vita, quaderni in cui ha raccontato tutta la sua esistenza. L’appuntamento è l’occasione per chiarire alcune dinamiche del loro passato.

Ma purtroppo non parleranno affatto quel giorno; mentre sta pedalando verso il bar, Emma taglia la strada ad un’automobile e viene investita e ferita gravemente. Da quel momento la vita di Carlo cambierà e dovrà riflettere molto, perchè vent’anni di separazione forse non sono stati una buona idea, forse la loro storia non è davvero finita e ci sono stati tanti non detti che vanno chiariti.

Il romanzo in quattrocento pagine racconta, attraverso le pagine dei quaderni e i ricordi e flashback di Carlo, la storia di un grande amore e di tanti errori e sensi di colpa. Il lettore ricostruisce assieme al protagonista maschile ciò che è successo allineando una dopo l’altra le tessere di questo grande mosaico di nome Emma.

Ho trovato queste pagine molto scorrevoli, ricche di vita; mi sono innamorata di Emma e Carlo, delle loro esistenze e del loro amore durevole e praticamente eterno. E’ un romanzo che attira e trascina riga dopo riga, capitolo dopo capitolo. Leggiamo il dramma che traspare, il sentimento, la rabbia, la tristezza e non si può fare a meno di immedesimarsi nei protagonisti e chiedersi quanto davvero il destino partecipi del nostro futuro.

Sicuramente leggerò altro della Ravera, questo libro mi ha profondamente commossa e mi sento legata da un filo invisibile al destino di queste due persone che forse non esistono concretamente, ma che potrebbero anche essere la coppia che vedi stringersi la mano mentre passeggia sul lungomare.

 

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Bompiani
Pagine: 408
Prezzo: 18,00€
Voto: 9/10

0

Istruzioni per rendersi infelici – Paul Watzlawick

“Basta poco per essere felici!”

IMG_20190311_095550

Chissà quante volte avrete sentito quest’espressione e chissà quante volte avete storto il naso pensando che no, in effetti non è proprio così. E se invece vi avessero detto: “Basta poco per essere INfelici”? Pensateci bene… non è una massima decisamente più realistica?

La felicità, si sa, è soggettiva, ma soprattutto è impegnativa da mantenere, è sfuggevole! L’infelicità invece è vera espressione di uguaglianza: così semplice da ottenere, così alla portata di tutti, bastano due semafori rossi di fila per rovinarci un’intera giornata, non è incredibile?
In fondo noi esseri umani siamo instancabili ricercatori d’infelicità, la fiutiamo da lontano e le corriamo incontro per poi convincerci, e magari convincere anche gli altri, che capitano sempre tutte a noi! Anche quando tutto sembra andare nel verso giusto cerchiamo guai, sembra proprio essere un’attitudine connaturata nell’io umano.

Ecco qui allora, come un faro nella notte, Paul Watzlawick che ci indica la strada per seguire la via dell’infelicità: esempi pratici su come affinare le abilità nell’arte dell’auto-sabotaggio, spunti per sfruttare il passato come fonte infinita di travaglio, tecniche di comunicazione inefficace e suggerimenti utili a perseverare nell’errore. Un libricino indispensabile per somministrarci ogni dì una piccola dose di pena fino a giungere al nirvana dell’infelicità.
Un saggio acuto che si legge tutto d’un fiato, grazie soprattutto allo stile accattivante a sarcastico dell’autore. Le situazioni presentate sono paradossali e prive di logica, ma al contempo molto comuni, e portano così il lettore a riconoscercisi e a ridere, imbarazzato, di se stesso.
Istruzioni per rendersi infelici fa quindi da specchio al lettore, mostra gli errori più comuni presentandoli come vere e proprie regole base da seguire per l’insuccesso; un’ottima risposta a tutti i manuali di auto aiuto quasi sempre infedeli alla promesse da prima pagina.

“Da un essere umano, che cosa ci si può attendere? Lo si colmi di tutti i beni di questo mondo, lo si sprofondi fino alla radice dei capelli nella felicità, e anche oltre, fin sopra la testa, tanto che alla superficie della felicità salgano solo bollicine, come sul pelo dell’acqua; gli si dia di che vivere, al punto che non gli rimanga altro da fare che dormire, divorare dolci e pensare alla sopravvivenza dell’umanità; ebbene, in questo stesso istante, proprio lo stesso essere umano vi giocherà un brutto tiro, per pura ingratitudine, solo per insultare. Egli metterà in gioco persino i dolci e si augurerà la più nociva assurdità, la più dispendiosa sciocchezza, soltanto per aggiungere a questa positiva razionalità un proprio funesto e fantastico elemento. Egli vorrà conservare le sue stravaganti idee, la sua banale stupidità…” Queste parole uscirono dalla penna dell’uomo che Friedrich Nietzsche considerava il più grande psicologo di tutti i tempi: Fëdor Mikhailovič Dostoevskij. E tuttavia esse esprimono, anche se in forma piacevole e convincente, ciò che la saggezza popolare conosce da sempre: nulla è più difficile da sopportare di una serie di giorni felici.”

 

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Feltrinelli
Pagine: 112
Prezzo: 7,50€
Voto: 8/10

3

Oltre il bosco – Melissa Albert

Nuovo giro, nuova corsa, nuovo libro! Ebbene si, non mi fermo mai! Anche oggi sono qui per parlarvi di un altro romanzo d’esordio.

Oltre il bosco è la storia di Alice, diciassettenne sempre in fuga con la madre per le vie dell’America. Lei e la madre Ella non si sono mai stabilite in un luogo poiché a seguirle c’era sempre la sfortuna: se rimanevano in un posto più del dovuto ecco che succedevano cose strane (incendi, incidenti, morti).

Sullo sfondo di questo continuo spostarsi c’è la nonna di Alice, Althea Proserpine, un’autrice diventata famosa per un raccolta di fiabe macabre. Alice non ha mai conosciuto Althea, né tantomeno Ella le ne ha mai parlato. La ragazza non riesce nemmeno a leggere le fiabe della nonna poiché il volume è introvabile.

Ma un giorno arriva la notizia che Althea Proseripine è morta e qualcosa, nel modo di fare di Ella, cambia. Cambia a tal punto che decide di fermarsi in un luogo, sposarsi e cercare di dare stabilità alla loro vita.

Alice in questa stabilità non si trova bene, non si trova bene con Harold e con sua figlia Audrey, non si trova bene nell’esclusiva scuola in cui è stata iscritta. Con l’unica eccezione di Ellery Finch, un compagno di scuola che riesce a penetrare nella sua corazza.

Ed è da Ellery Finch che Alice andrà quando un giorno, tornando da scuola, troverà la casa deserta ed imperniata di uno strano odore di muffa ed umido e scoprirà che sua madre è scomparsa.

Inizierà così un lungo viaggio alla ricerca di Ella che condurrà i due giovani sempre più vicini ad Hezel Wood, la dimora in cui Althea Proserpine si era rinchiusa negli ultimi anni della sua vita. Un viaggio che aprirà ad Alice un mondo che non si aspettava, un mondo dove la realtà si intreccia con la fantasia, un mondo in cui le macabre favole raccontate dalla nonna sembrano non siano inventate ma straordinariamente reali.

Riuscirà Alice ad arrivare ad Hezel Wood e ritrovare sua madre? E cosa accadrà andando a fondo nelle loro vite passate?

Oltre il bosco

Melissa Albert, scrittrice per diverse testate giornalistiche americane, debutta con questo suo romanzo che ricorda un giallo adattato ad un fantasy.

Personalmente l’ho trovata una scelta azzardata e non molto riuscita perché la componente fantasy, che spicca soprattutto nelle ultime 200 pagine, mi ha fatto storcere non poco il naso. L’idea di partenza era brillante e sarebbe stata anche innovativa se fosse stata ben amalgamata.

Si ha la sensazione, durante la lettura, che ad un certo punto si sia cambiato libro. La protagonista ha lo stesso nome del romanzo che stavi leggendo un minuto prima ma adesso la storia è cambiata.

Credo che il problema principale sia che, a parte qualche accenno iniziale, la parte del fantasy sia stata completamente messa da parte nella maggior parte del libro e poi messa così, all’improvviso, come spuntata fuori dal nulla.

Non c’è omogeneità nelle due componenti e questo lascia il lettore un po’ interdetto.

Nonostante questo, però, la scrittura è scorrevole e semplice. La storia procede fluida e induce la curiosità del lettore. La protagonista principale, Alice, è caratterizzata abbastanza bene mentre gli altri personaggi sono lasciati in una sorta di limbo da cui non si riesce a capire né il carattere né le motivazioni per alcune scelte.

Niente da eccepire, invece, per quel che riguarda la veste grafica: la copertina è bellissima.

Insomma, come dicevo prima, l’idea di partenza era ottima ma lo sviluppo della trama mi ha personalmente lasciata insoddisfatta.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Rizzoli
Pagine: 329
Prezzo: 17.00€
Voto: 5.5/10