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I testamenti – Margaret Atwood

I testamenti di Margaret Atwood è stato pubblicato il 10 settembre sotto l’effige di Ponte alle grazie ed è il seguito de Il racconto dell’ancella (di cui trovate la recensione qui).

Dopo quasi trentacinque anni e dopo tante domande che i lettori di tutto il mondo si sono posti e hanno posto all’autrice, questo romanzo arriva per fornire risposte e per raccontarci cos’è accaduto.

E a farlo sono le voci di tre donne diverse per età, posizione ed educazione: la prima è una Zia, una donna che nella vita prima di Gilead aveva una posizione di prestigio ed era assolutamente autosufficiente e che, successivamente, si è dovuta riplasmare per permettersi la sopravvivenza; la seconda è una ragazza cresciuta con i principi inculcati dallo stato totalitario in cui vive, convinta che non ci possa essere vita diversa da quella che conduce; ed infine, la terza, è una ragazza cresciuta libera in Canada ma la cui vita è indissolubilmente legata a doppio filo a Gilead.

Tutte e tre dovranno venire a patti con la verità, con il mondo che le circonda ma soprattutto con loro stesse e con quello in cui credono.

È un romanzo, questo, pieno di pathos. Il lettore è attirato dalle pagine, dalle testimonianze delle tre donne.

I testamenti

Lo stile, ormai inconfondibile, della Atwood accompagna il lettore per mano attraverso una storia che non lesina nulla, che nulla nasconde, che riesce a suscitare sconcerto ma anche speranza.

Magistrale la caratterizzazione psicologica sia delle protagoniste principali che di tutti gli altri personaggi che girano attorno alla vicenda.

Avendo letto da poco Il racconto dell’ancella alcuni collegamenti mi sono stati chiari fin da subito ma questo non ha pregiudicato la lettura: con un senso crescente di nausea e orrore condito da un pizzico di speranza, ho affrontato le cinquecento pagine nel romanzo completamente immersa in Gilead e nella vita delle tre protagoniste.

Agli occhi di qualcuno questo romanzo potrebbe sembrare altamente irrealistico e improbabile eppure sono convinta che invece possa portare il lettore a riflettere e ad avere una visione più aperta e chiara su quelli che ogni giorno sono i tentativi, magari anche subdoli, che vengono fatti per limitare e reprimere le nostre libertà.

I testamenti di Margaret Atwood è un insegnamento, un grido di speranza e di forza lanciato alle menti dei lettori che non possiamo far altro che cogliere e custodire.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Ponte alle Grazie
Pagine: 502
Prezzo: 18.00€
Voto: 9/10

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Il racconto dell’ancella – Margaret Atwood

Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood edito da Ponte alle Grazie è un romanzo che ha quasi la mia età: sono infatti passati 34 anni da quando l’autrice ha lasciato nel mondo questa storia (era il 1985).

E, se è vero che esistono libri che non passano mai di moda, per fortuna ne esistono altrettanti che invece tornano prepotentemente sul mercato magari grazie anche ad una serie tv (esattamente com’è successo per questo romanzo, portato sugli schermi grazie a Netflix nel 2017 da un’idea di Bruce Miller. Attualmente, The Handmaid’s Tale è arrivata alla terza stagione).

Attualmente non ho ancora visto la serie tv ma è sull’onda dello scalpore suscitato che ho acquistato il romanzo un paio di anni fa, anche se poi ho deciso di leggerlo solo ora.

Il racconto dell’ancella è una storia di donne. Donne a cui viene negata qualsiasi libertà in quella che è la Repubblica di Gaalad, sorta negli Stati Uniti grazie ad un’abile manovra politica.

Un fondamento della Repubblica di Gaalad è dato dal controllo del corpo femminile: una donna può preservare la propria esistenza solo se in grado di garantire dei discendenti all’élite della società.

E per farlo queste donne, chiamate ancelle, vengono affidate di volta in volta a diversi uomini, i così detti comandanti, perdendo innanzi tutto il loro nome di battesimo. Infatti, dal momento in cui raggiungono la casa dei loro padroni, il loro nuovo nome sarà formato dalla preposizione di seguita dal nome del comandante.

Non c’è da stupirsi, quindi, se la donna attraverso cui ci viene raccontata questa storia si chiami Difred (proprietà di Fred). Ma lei non è solo un’ancella e, soprattutto, non è sola.

Il nuovo regime potrà sottometterla, ricattarla, ma nel profondo Difred non dimentica la donna che era, non dimentica il suo passato. E c’è una cosa che nessuno le può togliere: la speranza che un giorno, tutto questo, finisca così come è incominciato.

Il racconto dell'ancella

Margaret Atwood si fa portavoce di tutte le donne, della loro speranza e del loro essere combattive.

Con una prosa asciutta, che non lesina particolari che potrebbero risultare quasi morbosi, ci racconta la forza che è insita in qualunque donna. Quella forza che permette di mantenere una dignità e un amore per sé stessi anche quando, dall’esterno, fanno di tutto per calpestarti.

È un romanzo dalla forte componente psicologica, oserei definirlo un romanzo per stomaci forti che consiglierei a chiunque: a quelle donne che si lasciano sopraffare dalla società ma soprattutto a quegli uomini che non hanno ancora capito cosa si può celare nella mente di una donna.

Ho letto questo bellissimo romanzo approfittando dell’iniziativa #LeggiamoDemocratico nata da un’idea di Sara Minervini (autrice e fondatrice del blog 4.0blog) ed in collaborazione con le colleghe de I Bookanieri. Per questa iniziativa verranno letti tutta una serie di romanzi che toccano i diritti umani calpestati e non rispettati e su cui proveremo a riflettere e a far riflettere (per seguirci meglio vi rimando ai nostri profili Instagram).

Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood è un romanzo crudo e a tratti claustrofobico, un romanzo che nonostante la sua età è sempre attuale e che, anche se sorbito in piccole dosi, va assolutamente letto.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Ponte alle Grazie
Pagine: 398
Prezzo: 16.80€
Voto: 10/10