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Cronache del BGeek 2017

Buongiorno! Sono Lydia e scrivo questo articolo come un diario di bordo per raccontarvi dei tre giorni passati in fiera al BGeek 2017, dal 9 all’11 giugno, qui a Bari. Il Bgeek per il terzo anno di fila rappresenta una delle fiere più prestigiose della regione, affiancandosi al Wondercon come manifestazione cittadina. Quest’anno erano tanti gli ospiti italiani e internazionali, tanti i cosplay e le iniziative, ma cominciamo a raccontare.

9 giugno 2017: Apertura cancelli alle ore 14.30 circa, appena entrati ci si sente immersi in un’atmosfera di colori; sono tanti gli stand di fumetti, funko pop, action figure, gadgets di telefilm e film. Ho avuto modo inizialmente di andare allo stand BGeek dove numerosi artisti svolgevano sketch e autografavano le loro opere. Ho incontrato Teresa Radice e Stefano Turconi, che hanno lavorato per la Disney ai tempi della serie Witch e per Topolino e hanno pubblicato con la BAO Publishing la graphic novel “Il porto proibito”. Sono riuscita a farmi autografare il libro, il numero 69 di witch in cui avevano lavorato entrambi e mi sono fatta disegnare Irma. Alla fine la bambina che è in me è stata molto felice!

Ho avuto il piacere di parlare anche con Lorenza Di Sepio, autrice della serie Simple & Madama famosissima per i suoi sketch su facebook e, vista la mania mia passione per il cartone “La bella e la bestia” non ho potuto fare a meno di comprare il volume “Il bello e la bestia”, su cui Lorenza ha disegnato uno sketch con il mio ritratto e il suo (divertente è stato il momento in cui ho dovuto dirle come mi chiamo e dirle dove inserire la Y :P). Il primo giorno si è concluso con l’acquisto di due paia di orecchini in fimo da una creativa presente anche l’anno scorso: un paio di margherite e un paio di panda!

10 giugno 2017:  Il secondo giorno di fiera inizia con la presentazione del libro “Wolfheart: La ragazza lupo” di Alessia Coppola (restate sintonizzati sul blog perchè presto ci sarà un articolo specifico sulla presentazione :D). Alessia è una donna fantastica, è riuscita a regalare grandi emozioni in 20 minuti di chiacchierata, ovviamente ne ho approfittato per comprare una copia del libro e farmela autografare U_U

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Poi ho assistito a due talk: prima quello di Giacomo Bevilacqua e di Federico Torti sul mondo del fumetto, è stata un’oretta molto interessante e divertente, con la simpatia di due fumettisti che hanno fatto sorridere con la loro sincerità. Alle 14.30 invece c’era il talk con Teresa Radice e Stefano Turconi: è stato interessante ascoltare questa coppia di artisti che hanno creato un capolavoro, “Il porto proibito” e ascoltarne la genesi scoprendo ciò che accade nell’ “officina” di uno sceneggiatore e di un disegnatore. 

Infine, tra un firmacopie con Giacomo Bevilacqua, acquisti di quaderni della Bella e la bestia, si è concluso anche questo secondo giorno di BGeek.

11 giugno 2017:  Quest’ultimo giorno di BGeek è cominciato nel pomeriggio verso le 17, avevo delle tappe da fare ben precise (dopo 3 giorni di giri): ho comprato dalla NPE la graphic novel di Edward Mani di forbice (Tim Burton <3), dallo stand Star comics i due volumi di uno shojo manga uscito da poco dai tratti dolcissimi, dallo stand di una creativa (I Capricci di Colombina sui social) due paia di orecchini in fimo, uno con delle rose azzurre/blu e uno de La bella e la bestia con Belle in versione “borghese” e Chicco :3 

E dopo aver fatto una capatina al Paiolo Magico ed essere stata smistata dal Cappello parlante in Corvonero (la secchia che è in me ne è molto felice!) è venuto il momento del concerto conclusivo de Le stelle di Hokuto, band che ha cantato canzoni di telefilm, film, anime, cartoni animati, videogiochi. Ho concluso questa fiera in bellezza e mi ritengo molto soddisfatta!

Vi lascio con le foto scattate da Daniela.

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Il team di Leggendo a Bari *-*

Ciao, lettori! E anch’io, Sabrina, vi racconto com’è andato il mio Bgeek, premettendo che conosco questa fiera dalla sua nascita, e sono, quindi, un’appassionata di queste occasioni per liberare la fantasia e l’immaginazione e lasciarsi trasportare dalla creatività… e dagli acquisti! Purtroppo, ho potuto partecipare alla fiera solo il sabato e la domenica!

10 giugno 2017: Ho iniziato il Bgeek alla grande, e dopo la fila per l’entrata (sotto un sole caldo e insistente), mi sono messa in ghingheri insieme a un’amica. Per questa giornata, nessun cosplay vero e proprio per me, solo uno stile un po’ più… dark!

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Dopo aver assistito un po’ a un workshop di sceneggiatura, ho avuto il piacere di rivedere la scrittrice Alessia Coppola e di assistere alla sua presentazione di Wolfheart con Daniela, Sara, Lydia e la mia amica. Inutile dire che ho preso il suo libro, e che non vedo l’ora di divorarlo. Alessia è stata anche tanto cara da lasciarmi una bellissima dedica!

Subito dopo, ho seguito la presentazione di Everlasting di Anita Book, una scrittrice che avevo già avuto il piacere di leggere e conoscere! Davvero dolce, e dall’animo poetico! Nel pomeriggio, ho avuto la fortuna di riuscire a farmi fare uno sketch dal bravissimo Flaviano Armetaro! Il resto della giornata è trascorso tra foto ai cosplayer e acquisti!

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11 giugno 2017: Giornata nelle vesti di Wanda Maximoff, la strega di Avengers, ho passato la giornata tra foto e giri per la fiera. Una perla della giornata è stata sicuramente la possibilità di incontrare David Lloyd, e di ottenere un suo autografo e sketch!

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Sono stata anche felicissima di incontrare una ragazza disegnatrice a cui ho commissionato il disegno di un mio personaggio (del romanzo che mi frulla per la testa). Per concludere in bellezza, il concerto delle Stelle di Hokuto è stata la ciliegina sulla torta!

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Cronache dall’Eternità: Principessa del Tempo

biblioOggi vi parlerò di le Cronache dall’Eternità: Principessa del Tempo di Helena Paoli. La storia parla di una ragazza molto giovane che, nonostante abbia tutta la vita davanti, si ritrova a dover intraprendere un viaggio prematuramente: quello che prende inizio dopo la sua morte. La morte, in tal caso, infatti, è solo l’inizio, perché è proprio da allora in poi che Juliet scoprirà l’esistenza di altri mondi diversi dal suo. Ma, nonostante ciò, il suo percorso non sarà facile, e il viaggio più importante sarà quello che dovrà intraprendere con se stessa, per ritrovare i suoi ricordi.

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La scrittura di Helena Paoli è articolata e carica di dettagli, emozioni, sensazioni, che accompagnano il lettore nell’avventura di Juliet: un viaggio durante il quale incontrerà vari personaggi, alcuni temibili, come la Regina; altri, invece, conquisteranno pian piano il suo cuore, tanto da andare a sfidare le sue certezze, specie in campo sentimentale…

Il viaggio di Juliet non sarà certo un viaggio facile, nei meandri di nuovi mondi abitati da regine, angeli, creature che lei inizialmente stenta a capire. Ma, prima che lei possa rendersene pienamente conto, si ritroverà a far fronte alla verità: ovvero, che lei appartiene a questi mondi più di quanto possa credere. Una profezia, infatti, sembra parlare proprio di lei…

Il finale è aperto, aperto soprattutto a fronte di una prossima avventura: lascia con il fiato sospeso e la curiosità di saperne di più. Cosa succederà a Juliet, divisa tra più mondi? Quale sarà la strada che intraprenderà e la decisione che prenderà tra una parte del suo cuore e l’altra? Potremo saperlo solo nel prossimo libro…

 

SCHEDA LIBRO

Autore: Helena Paoli
Editore: Bibliotheka Edizioni
Pagine: 304
Prezzo: 12,75€

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Everlasting di Anita Book

everOggi vorrei parlarvi di Everlasting: il nuovo mondo, l’ultimo romanzo di Anita Book. Ho avuto il piacere di conoscerla alla presentazione del suo libro che si è tenuta a Modugno, il 21 aprile, presso la libreria Paideia.

Il romanzo è un urban fantasy dalle atmosfere fiabesche, primo di una nuova trilogia che si annuncia già come strappalacrime e crepacuore.

Le vicende, ambientate a Trondheim, una cittadina della Norvegia, girano attorno a Henrik Pedersen, il protagonista, un ragazzo che si trova in un momento molto delicato della sua vita, di difficoltà, cambiamento, a causa di problemi familiari che gli impediscono, in qualche modo, di vivere serenamente la sua giovinezza.

Un personaggio combattuto, sensibile, che si ritrova, suo malgrado, in una situazione da cui non può fuggire: per salvare sua madre da morte certa, e assicurare un futuro alla sua sorellina, accetta l’aiuto di una strana creatura che sembra uscita dalle vecchie leggende e fiabe raccontate ai bambini. Ma il prezzo da pagare, come presto scoprirà, sarà molto alto.

Ed è così che inizia un viaggio indimenticabile, cullato dalla scrittura di Anita Book: il suo modo di scrivere è molto carico di particolari, di sfumature, sfiora quasi atmosfere poetiche.

Durante la presentazione, si sono poi potuti approfondire alcuni aspetti dell’opera: la scelta del nome, Everlasting, del mondo parallelo al nostro che l’autrice ha ambientato in questa cittadina della Norvegia, ma anche i dilemmi del protagonista, il significato simbolico del perdersi in un’altra realtà, del fuggire, del cercare a tutti i costi di salvare i propri cari, ma a quale prezzo?

Di Anita mi ha colpito tantissimo la sua grinta, la sua vitalità, e la sua grande forza d’animo: una scrittrice giovane ma talentuosa, che crede fermamente nel suo sogno. Nella scrittura, e non si arrende mai, continua a combattere per fare in modo che diventi il suo mestiere. I suoi video sono una botta di vita e speranza, specie per noi lettori e aspiranti scrittori!

Sia la lettura che la presentazione sono state delle esperienze illuminanti e piacevoli. Non vedo l’ora di leggere il sequel di questo piccolo gioiellino, dove sicuramente ritroverò Henrik e i suoi mille dubbi, pensieri, sogni, che risuonano un po’ con i miei. Non vedo l’ora di tornare a Everlasting.

SCHEDA DEL LIBRO:
Titolo: Everlasting. Il nuovo mondo
Autrice: Anita Book
Casa Editrice: Golem Edizioni
Numero di pagine: 270
Prezzo: 14,90 €

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Curarsi tramite i libri: Le parole degli altri di Michaël Uras

18033864_10208386927342466_4887936051061127644_nCi vuole molta disponibilità a mettersi in gioco per poter iniziare un percorso di psicoterapia; al tempo stesso, e da un certo punto di vista, ci vuole altrettanta voglia di mettersi in discussione quando si legge, specie se si leggono classici o libri impegnati. Nel romanzo “Le parole degli altri” di  Michaël Uras si uniscono queste due componenti: il protagonista, infatti, mette insieme la sua passione per la lettura e per i libri e la voglia di aiutare gli altri per inventarsi un nuovo lavoro. Quello del biblioterapeuta.

Se consideriamo la parola biblioterapeuta comprendiamo che dovrebbe trattarsi di una figura che cura gli altri tramite i libri: ed è proprio quello che Alex cerca di fare, ovvero aiutare i suoi pazienti, persone in crisi e in difficoltà con se stesse, tramite letture particolari, perfette per il paziente e per il periodo vitale che sta vivendo.

L’autore, infatti, mette il lettore davanti alle cartelle “cliniche” che Alex, il nostro protagonista atipico e particolare, compila per ciascun suo paziente, nel tentativo di trovare la lettura perfetta per lui: una lettura in cui ritrovarsi, con protagonisti in cui immedesimarsi. Propone un percorso di autoconsapevolezza fatto di carta e inchiostro.

Il romanzo è carico di citazioni dei libri più disparati e di perle di saggezza sulla vita che solo un letterato potrebbe sfornare. Il tutto, avviene mentre Alex segue i suoi pazienti, nel continuo tentativo di condurli a risolvere i propri problemi. E nel continuo tentativo di risolvere anche i suoi.

Il romanzo procede con un andamento atipico, molto lento: il suo proseguimento è simile a quello di una biografia o di un monologo molto filosofico, mentre le vicende si susseguono in maniera placida. Il protagonista stesso, infatti, sembra vivere in un momento di stasi della sua vita, in cui non gli è ben chiaro cosa debba fare.

Nonostante ciò la lettura è stata piacevole, anche considerando l’ambiguità del lavoro del protagonista: bisognerebbe considerare che, per svolgere un lavoro simile, ci vorrebbero ben due lauree complete di specializzazione in lettere (per approfondire la conoscenza di tutte le tipologie di romanzi utili nelle diverse occasioni e per i diversi pazienti), ma, soprattutto, in psicologia e psicoterapia. Queste due, infatti, nel romanzo non vengono considerate, ed è chiaro che il protagonista non possiede conoscenze in tal senso, se non una spiccata sensibilità alla sofferenza altrui.

Forse è proprio per questo che il romanzo mi è sembrato un po’ irrealistico: il sogno di un amante della letteratura, con il grande desiderio di utilizzarla per aiutare il prossimo. Ma, insomma, non c’è bisogno del lavoro di un biblioterapeuta per cercare una cura nei libri per la propria anima.

SCHEDA DEL LIBRO

Autore: Michaël Uras
Editore: Casa Editrice Nord
Pagine: 280
Prezzo: 16,90€

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La profezia di mezzanotte di Irena Brignull

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Avete presente i libri per bambini? O meglio, avete presente la sezione dei libri per ragazzi, che spesso viene snobbata dai “grandi”, o anche dagli adolescenti, ma che, invece, contiene delle perle come la saga di Harry Potter?

Beh, è lì che ho visto questo libro, questa bellissima creatura dalla copertina colorata e dal titolo molto poetico: La profezia di mezzanotte. Sembra una favola. Ebbene, sembra.

Questa storia, invece, non è affatto una favola per bambini, ma, piuttosto, si tratta una favola gotica, con dei contenuti anche molto profondi. Quei contenuti dei libri da “ragazzi” che spesso vengono ignorati da noi “grandi”.

La profezia di mezzanotte parla di due bambine legate dal destino, da una magia potente che grava su di loro come una maledizione. E una di loro è una strega.

La storia di queste due ragazzine è in bilico sul confine tra il mondo “reale” e quotidiano, quello a cui Poppy appartiene, dove siamo abituati a vivere, e quello di Ember, il mondo delle streghe, della magia. Le due realtà s’incontrano, si scontrano, proprio come accade a queste due ragazzine: un incontro non certo casuale, volto a condurle sulla strada verso il loro destino.

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Una delle cose che colpisce maggiormente è la magia dell’amicizia che viene a instaurarsi tra le protagoniste, un sentimento che va oltre le apparenze, oltre le convenzioni, qualcosa di puro che è difficile da trovare.

“L’amicizia le appariva anche meglio di come l’aveva immaginata. Aveva tutti i colori di un’alba, che trasforma il nero in lucentezza, ed era piena di promesse di calore e luce a venire”.

In questo romanzo, la magia è concepita in modo molto peculiare: essa è strettamente legata alla natura, ha il gusto dell’arcaico, ma a momenti possiede una vera e propria personalità. Come tutto, in questo romanzo, essa incarna una dualità quasi contraddittoria: la magia, infatti, ha il suo aspetto di ordine, che comprende le formule per pozioni e incantesimi, ma si affida anche molto all’istinto, alle emozioni e alle sensazioni, che sono capaci di smuoverla e animarla in modo anche molto violento.

La concezione di magia che l’autrice esprime si va a localizzare tra quella caratteristica di saghe come Harry Potter e Signore degli anelli, ma ricorda molto anche le storie più classiche ambientate a Salem, e ancora la magia dei romanzi urban fantasy di Sergej Luk’janenko. È una magia pura e inquietante, innocente e sanguinosa.

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In questa storia dove l’eccezionale esiste, temi profondi e delicati vengono esplorati: non solo l’adolescenza, con i suoi problemi, e il bullismo, ma anche l’isolamento, il “sentirsi diversi”. E ancora, su altri versanti, la violenza, la genitorialità e i legami familiari, l’amicizia, l’amore.

Essere madri… ci fa impazzire!”

Tutto sembra dividersi in un dualismo perfetto che si rivela essere sempre qualcosa di più, in un’ottica che vuole andare oltre le categorie antitetiche come il bene e il male, per toccare tutte le sfumature dei comportamenti e delle emozioni umane.

La comunicazione tra i personaggi, o la sua mancanza, è basilare per comprendere i delicati meccanismi che vengono a instaurarsi, così ben psicologicamente caratterizzati. La magia, nonostante invada gran parte della storia, non soppianta la psicologia dei personaggi, le loro reazioni emotive e, anzi, le dà fondamento, nutre le personalità dei protagonisti.

Ambizione, paura, resa, amore fraterno e non: sono solo alcuni dei sentimenti che più affondano le loro radici nei cuori delle protagoniste e di tutti i personaggi che vorticano loro attorno.

Il romanzo è il primo di una saga e lascia con tante domande e con un sentimento di attesa: cosa succederà?

Un romanzo bellissimo e che mi sento di consigliare sia ai ragazzi della stessa età delle protagoniste (14 anni), ma anche ai più grandi e a coloro che non si aspettano troppo dai libri per ragazzi: con questo titolo, vi ricrederete!

Scheda libro

Titolo: La profezia di mezzanotte
Autore: Irena Brignull
Editore: De Agostini
Pagine: 415
Prezzo: 14, 90€

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Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut

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Quando ho incominciato a leggere questo libro mi sono chiesta cosa potessero avere a che fare tra loro la fantascienza e una storia di guerra. Cosa ci potesse essere di più diverso.

Kurt Vonnegut ha trovato il giusto equilibrio, la giusta mescolanza di fantasia e realtà, che riuscisse a spiegare in maniera realistica, ma anche critica, cos’è la guerra, quali sono i suoi orrori, specie perché coloro che la combattono al posto dei “grandi”, altri non sono che “bambini”.

Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini non è un libro da leggere alla leggera: è intenso, carico di humor nero; è di fantascienza, ma descrive anche la realtà con estrema crudezza. È la proiezione che una mente geniale è riuscita a produrre, di un disastro.

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Immagine di Dresda dopo il bombardamento avvenuto durante la notte tra il 13 e il 14 febbraio 1945

Il focus è sul bombardamento di Dresda, avvenuto durante la seconda guerra mondiale, ma le vicende di Billy Pilgrim, il protagonista, vi girano attorno come se volessero sviare il lettore, ma al tempo stesso accompagnarlo verso la più terribile realtà. La narrazione della sua vita è discontinua, frammentaria, l’ordine cronologico va a perdersi di fronte al meraviglioso e orribile “potere” di Billy di poter saltare da un momento all’altro della sua vita senza avere controllo di essa. Un potere alieno, che Billy subisce nella consapevolezza che la morte non sia qualcosa di definitivo, che tutto sia già scritto, destinato e irrimediabile.

Billy guarda la sua vita passargli davanti in maniera passiva, una vita vissuta in funzione di una giovinezza di orrori, di una innocenza rubata da uno dei più terribili avvenimenti possibili.

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Kurt Vonnegut durante il servizio militare, nei primi anni quaranta

Kurt Vonnegut ha vissuto la guerra sulla sua pelle, è scampato alla morte sotto il cielo di Dresda per pura fortuna. Si ripromette di raccontare la sua storia, ma è difficile trovare il modo giusto per rendere ciò che ha vissuto. È così che scrive della sua esperienza della guerra e del bombardamento di Dresda come meglio può, attraverso simboli e proiezioni, tra cui spicca la figura dello scrittore squattrinato Kilgore Trout: le sue opere, la cui trama è esplicata in poche righe, sono vere e proprie critiche al mondo, che mettono in discussione non solo la società umana, ma anche la religione, le ideologie, la guerra.

Le vicende di Billy, ciò che pensa, le sue reazioni alle mostruosità della guerra, le sue convinzioni a cui il lettore resta in dubbio se credere o no: si riassumono tutte alla luce della concezione che ha della vita, vista come effimera, come qualcosa di estremamente fragile.

Billy sembra costruirsi da sé il mezzo per sopravvivere allo scempio materiale ed emotivo che lo circonda, e tramite racconti di rapimenti alieni, viaggi nel tempo e mondi paralleli, lancia un messaggio, crea una metafora attraverso cui esplicare il suo silenzioso urlo di aiuto, attraverso cui fuggire all’orrore di ciò che ha vissuto.

Alla fine, poco importa se le vicende fantascientifiche e strambe che Billy racconta siano accadute realmente o no: cosa c’è di più assurdo della guerra in sé, dove migliaia di persone muoiono per un sì o per un no, dove “bambini” agghindati da soldati si ammazzano tra loro per conto di altri?

“Così va la vita” è ciò che Billy si ripete, che pensa con abitudine quasi ossessiva, per giustificare qualsiasi morte, qualsiasi orrore che lo circonda. Come se le cose, semplicemente gli capitassero: tratto imparato, secondo lui, dagli alieni tralfamadoriani, che sanno bene come terminerà l’universo e lo accettano. Così lui accetta tutto ciò che gli accade, consolandosi con la convinzione che ogni momento esisterà sempre anche dopo che è trascorso, in un altro luogo. Nulla muore mai veramente.

Sembra quasi voler dire che l’unico modo di sopravvivere a un evento così cruento e spietato come il bombardamento di Dresda sia, appunto, accettare che queste cose succedono. Come se la colpa non fosse di nessuno. La capacità e la consapevolezza di poter agire e influenzare la direzione della propria vita è persa, perché farebbe troppo male pensare che ciò che accade è da attribuire anche alle proprie decisioni. Fa troppo male pensare che qualcuno abbia voluto davvero tutto questo.

Si può reagire solo così, all’orrore.

Mattatoio n. 5, un titolo emblematico che tramite il nome di un luogo in cui la morte regna sovrana e l’accostamento di un numero casuale, vuole esplicare ancora una volta quanto la vita non dipenda da noi, quanto il caso non guardi in faccia a nessuno. Che sia il 5 o il 6, sembra poca la differenza. Ma la differenza, in realtà, è quella tra la vita e la morte.

Scheda del libro

Titolo: Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini
Autore:
 Kurt Vonnegut
Pagine: 196
Editore: Feltrinelli
Prezzo: 9,00 €

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“Alice Through the Looking Glass”: un viaggio nei sogni

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Alice nel Paese delle Meraviglie ci ha insegnato che c’è sempre un mondo oltre la superficie del reale. Ma la verità è che questo mondo è più nostro di quanto si possa pensare e risiede dentro di noi, nell’inconscio, lo stesso concetto che Freud, fondatore della psicanalisi ha sottolineato più volte come base di ogni nostro desiderio e impulso, spesso implicito.

Nel sequel di Alice From Wonderland di Alessia Coppola, Alice Through the Looking Glass, questi due aspetti, quello fantasioso e immaginario di una favola che parla di un mondo meraviglioso e quello dell’inconscio come sede di un mondo interiore tutto nostro, comprensibile ed esplorabile solo in minima parte, si fondono.

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Ho riempito il libro di dolcissimi stick a tema per segnare le mie parti preferite. Sì, va bene, forse ho esagerato! Ma erano troppo carini!

Dopo aver vissuto le avventure del primo libro e dei suoi spin-off (Freak Love, incentrato su Wade, lo Stregatto e Blue Dream che si focalizza su Algar, il Brucaliffo, e che funge da ponte tra il primo e il secondo romanzo), dalla caratterizzazione steampunk e un po’ gotica, con una protagonista melanconica e in cerca di se stessa, ero davvero curiosa di scoprire come il secondo romanzo di Alessia Coppola avrebbe cercato di accalappiare il lettore. Mi aspettavo che il gruppo di “Matti”, lasciati quasi in sospeso alla fine del primo romanzo, ci sorprendesse in maniera tutta nuova. E così è stato. Solo che stavolta si è andati più a fondo, ancora una volta Alice ha scalfito il mio cuore di lettrice e vi ha piantato all’interno un sentimento di dolcezza e voglia di avventura.

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Alice si ritrova, stavolta, a fronteggiare il più grande e pericoloso nemico che potesse mai immaginare: la propria paura. Ma parliamo di Alice, e non possiamo aspettarci che il suo percorso verso l’età adulta, la sconfitta della paura e la consapevolezza del suo amore per uno dei suoi pretendenti si risolva in una vicenda priva di magia, avventura e passione.

Il lettore viene subito catapultato in un mondo nuovo. No, non parlo di Wonderland, o almeno, non parlo della Wonderland che tutti conosciamo. Parlo del mondo interiore di Alice, attraverso cui si può accedere solo tramite i suoi sogni.

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Ed è qui che realtà e finzione si uniscono, che fantasia e psicologia si stringono la mano: perché è nei meandri della nostra psiche che risiedono i nostri desideri, le nostre debolezze e le nostre paure. E Alice avrà la (s)fortuna di incontrare le incarnazioni, percepite come incredibilmente reali, delle sue componenti psichiche, che assumono tutto d’un tratto il volto di personaggi amici o di persone controverse, con tutt’altro significato.

Nell’inconscio ogni cosa è se stessa e il suo contrario, vi è un rispecchiamento di se stessi e della realtà.

Ho apprezzato tantissimo l’approfondimento psicologico di questo romanzo, effettuato con abbondanza di particolari e significati: la ricerca bibliografica dietro questo scritto è palpabile e ammirevole. L’ombra delle concezioni freudiane si vanno a intrecciare alla fantasia meravigliosa di Alessia Coppola fino ad andare a formare un arabesco di scene e emozioni inimitabile.

La storia è originale, ma al tempo stesso è riverbero di una verità che tutti sentiamo risuonare dentro di noi. Il viaggio di Alice è un viaggio nel suo inconscio, dalle componenti squisitamente psicologiche e simboliche, ma che vengono vissute come reali e hanno il potere di annientarla. Lei dovrà affrontarle da sola, o almeno, così lei pensa.

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I matti hanno avuto nuovi sviluppi e approfondimenti, ma ho apprezzato soprattutto la possibilità di conoscere meglio Elfrida, la Regina Rossa, e il nuovo vigore che ho visto infuso in Edmund, il nostro adorato Cappellaio, che per la prima volta ascoltiamo narrarsi.

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Algar… beh, il nostro Brucaliffo non poteva mancare, ma lo ritroviamo in vesti completamente diverse e anche le sue intenzioni sono tutte da scoprire.

Ma anche la storia di Wade, approfondita con Freak Love, vede nuovi sviluppi, e chissà se anche un altro personaggio tanto amato come lo Stregatto possa raggiungere la felicità?

Il sentimento fantastico che emerge dalle pagine è l’affetto, l’amicizia che lega tutti i Matti tra di loro, più forte persino del sospetto e degli antichi rancori.

Il mondo inconscio che la parte più oscura di Alice ha creato è ben strutturato e assolutamente “realistico”, in quanto incarna la paura e il terrore di un’anima sola e abbandonata, divenuta fredda come il metallo di cui tutto è composto; tranne l’innocenza e la speranza di Alice, relegati in un posto speciale pieno di fiori e colori e protetto dalla proiezione di uno dei personaggi a cui Alice più tiene.

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Ma giungo a un punto straordinario: l’incontro con Sigmund Freud, il mio “maestro spirituale” indiscusso e che ha ispirato il mio indirizzo di studi: non potevo che essere impaziente di conoscerlo attraverso le parole della Coppola. Il suo incontro, anche se breve e lapidario, ha l’impronta del suo vero carattere e del suo cinismo metodologico, ma sono stata contenta che l’autrice abbia voluto dare (anche se solo a livello immaginario), la consapevolezza dell’esistenza di un mondo fantastico a questo personaggio storico che amo molto.

Alice Through the Looking Glass ci lascia ancora con il fiato sospeso in un finale aperto a qualsiasi eventualità (come ci aspettiamo da Alice e dai suoi Matti, d’altronde), nella speranza di un sequel che continui le loro avventure e meraviglie. E spero che il prossimo libro (sì, perché ci deve essere!) sia ancora più bello, in un crescendo di fantasia!

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Un bacio, e alla prossima!

Sabry