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#BookPride Genova – ottobre 2019

Ricollegandomi al filone degli articoli pubblicati in questi anni di attività per raccontarvi di saloni del libro, fiere del fumetto&co. ne approfitto per parlarvi di una fiera poco conosciuta. Il BookPride è un’evento organizzato per promuovere l’editoria indipendente e, quella che si è svolta dal 18 al 20 ottobre 2019 a Genova è stata la terza edizione.

La location della fiera è stato il meraviglioso Palazzo ducale genovese, sito nella centralissima piazza De Ferrari. Il palazzo è su due piani, ricco di sale per eventi, conferenze e mostre d’arte, ha un porticato e una parte centrale al pian terreno che per l’occasione è stata coperta da un tetto di vetro, per tenere protetti gli stand in un weekend ricco di piogge e allerte meteo. Circa 70 stand per altrettanti editori, conferenze, eventi ed incontri con autori italiani e stranieri. Due giorni e mezzo ricchi insomma.

Io purtroppo lavorando sia venerdì pomeriggio che tutta la giornata di sabato ho avuto modo di andare in fiera solamente la domenica e di godermi questa fiera (completamente gratuita tra l’altro, l’ingresso era libero) relativamente per poco. Ma quel poco è stato bellissimo e speciale. Il tema di questa edizione era Ogni desiderio e proprio di desideri si è parlato, declinando il tema in molteplici forme e idee.

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Cercherò di raccontarvi la mia giornata, sperando di incuriosirvi e di trasmettervi un po’ della mia felicità per questa domenica diversa dal solito.

Ore 10.00: arrivata in piazza De Ferrari dopo un viaggio di circa 20 minuti di pullman da casa. Le temperature non erano basse, ma come sempre per questa città c’era vento, oltre ad una bellissima allerta arancione in previsione di pioggia nel pomeriggio. 

Salite le scale del palazzo si entra nel porticato: la prima cosa che ci si ritrova sulla destra è il bar mentelocale, must di Genova, e poi cominciano gli stand. Editori piccoli, un po’ più grandi, libri per bambini dai mille colori, libri a fisarmonica, tazze letterarie, meditathè, lampade nelle tazze librarie. Perdersi in mezzo alla carta stampata è un attimo. Soprattutto quando vuoi girare subito per vedere e aspettare a comprare. Ed è così che mi sono persa agli stand di edizioni sparaco, sur, minimum fax, nutrimenti, l’orma editore, keller, future fiction, ecc.

 

 

 

C’erano libri per tutti i gusti: dai thriller, ai saggi, ai volumi dedicati a Genova e alla Liguria, ai libri per bambini, dai libri sull’esoterismo, ai bellissimi volumetti spedibili de L’Orma editore, passando per la narrativa fantascientifica cinese portata in Italia da future fiction. In due ore ho visto tanti libri, tantissimi, ne avrei voluti comprare veramente tanti, ma si sa, il portafoglio dopo un po’ piange, soprattutto quando già normalmente compro tanti libri durante l’anno.

Nonostante questo ho fatto un bel bottino, di cui vedrete le foto al fondo dell’articolo! (eh si, dovete continuare a leggermi :P). Dopo un paio di ore di shopping pausa pranzo con un bel pezzo di focaccia: d’altronde a Genova si deve mangiare quella!

Ore 14.00: cominciano gli eventi. Primo appuntamento nella Sala Storia Patria: presentazione del romanzo edito Fazi Editore Il guardiano della collina dei ciliegi di Franco Faggiani. La storia romanzata di Shizo Kanakuri, maratoneta che nel 1912 partecipò alle olimpiadi di Stoccolma e che poco prima del traguardo si fermò per bere qualcosa e riposarsi nella veranda di un abitante della città. Quella pausa fu fatale per il destino della corsa: si addormentò e si risvegliò a corsa ormai finita. Da giapponese tutto ciò fu fonte di immensa vergogna, l’onore del Giappone era stato calpestato, unica possibilità per superare l’onta: ricercare se stesso cambiando identità e facendosi curare da una collina piena di ciliegi. Le parole di Franco Faggiani e del presentatore Fabrizio Patriarca mi hanno molto affascinata, al punto che alla fine ho comprato il romanzo per farmelo autografare una volta finita la presentazione.

 

 

 

Ore 15.00: mi sono immersa nella poesia dei poeti novecenteschi raccontati da Fabio Stassi, autore per Sellerio e Minimum Fax: da Quasimodo a Montale, da Ungaretti ad Alda Merini, da Palazzeschi a Campana, passando per D’Annunzio, è stato un assaggio di letteratura italiana che magari viene poco affrontata a scuola e presto dimenticata.

Subito dopo ho conosciuto Samanta Schweblin autrice argentina di Kentuki, edito Sur ed uscito quest’anno. Un libro che affronta tematiche che per quanto siano fantascientifiche non sono poi così lontane da noi: i kentuki sono infatti dei peluche con dentro dei dispositivi tecnologici, una via di mezzo tra il tamagotchi e il furby (per chi negli anni ’90 era bambino). Tengono compagnia e ti inseguono per casa, ma hanno degli occhioni con delle telecamere che sono collegate a dei chip: questi chip possono essere acquistati da chiunque in tutto il mondo, così che attraverso essi possono vedere il possessore del kentuki. Coniglio, topo, corvo e drago: ognuno può scegliere il suo preferito. Un po’ grande fratello, un po’ The circle, in un mondo in cui ci si sente continuamente spiati non sembra toccare una realtà poi così lontana da noi.

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Infine, ultimo evento della giornata alle ore 18.00: desiderare il silenzio. Del silenzio hanno parlato Vasco Brondi e Paolo Cognetti, vincitore del Premio Strega del 2017 con Le otto montagne.

Dopo i vari firmacopie, ho concluso il mio bookpride alle 19.20, tornando a casa stanca, un po’ più povera, ma immensamente felice. Nelle fiere dell’editoria si può respirare felicità, fateci un salto in quelle che potete!

Di seguito un po’ di foto 😀

 

 

 

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Ti regalo le stelle – Jojo Moyes

IMG_20191022_221327.jpgTi regalo le stelle è l’ultimo romanzo di Jojo Moyes uscito per Mondadori a inizio ottobre. La protagonista è Alice Wright, giovane donna inglese che in patria conosce Bennett Van Cleve. Alice nella sua famiglia si sente inutile, non accettata, si innamora di Bennett, della sua bellezza e acconsente subito a sposarlo pur di uscire da una situazione scomoda. Ma non è tutto oro quel che luccica: da quel momento comincia per lei l’esistenza da donna sposata, sposa del figlio di uno degli uomini più ricchi di Baileyville. Van Cleve possiede, infatti, l’usufrutto di diverse miniere, ha costruito un impero di ricchezze sulle spalle dei cittadini ignari delle sue reali azioni. Nella loro casa, Alice, diventata Van Cleve conoscerà una nuova prigione: le stanze sono piene degli oggetti e del ricordo della defunta madre di Bennett. Nella cittadina Alice non si sente gradita: ha un accento strano per il popolo del Kentucky, in più ha sposato quello che era il fidanzato di una delle ragazze del posto.

Insomma, Alice è straniera, ha difficoltà a farsi nuove amicizie, in più ad un anno dal matrimonio non ha ancora dato un figlio a Bennett. La sua è un’esistenza infelice, destinata a ricevere uno scossone un giorno in chiesa.

Siamo nel 1937, Lady Roosevelt ha incentivato negli Stati Uniti lo sviluppo delle biblioteche itineranti: uomini e donne a cavallo portano i libri nelle case delle persone più distanti dai centri abitati, per incentivare la lettura e l’alfabetizzazione popolare. A Baileyville Mrs Brady si è prodigata di organizzarla, grazie all’aiuto di Margery O’Hare. Una domenica d’estate in chiesa viene proposto il progetto: si ricercano delle ragazze e donne che siano disposte a cavalcare nella valle per portare i libri a diverse famiglie della zona. Il servizio viene gestito da una biblioteca centrale organizzata nel capanno di Frederick Guisler: qui vengono raccolti i libri donati e acquistati grazie al denaro offerto dal progetto statale.

Di fronte a Mrs Brady si palesano silenzio e idee contrarie: siamo negli anni ’30, tanti uomini ritengono che non sia giusto che delle donne da sole vadano a cavallo tutto il giorno, hanno delle famiglie da portare avanti. Poi andare ad alfabetizzare gente selvaggia che vive sulle montagne lontana dal centro abitato non sembra un progetto poi così benefico ai più, tra cui lo stesso Van Cleve. Ma Alice quel giorno prende una decisione: alza la mano, decide di diventare una bibliotecaria.

Da qui comincia una grande avventura, fatta di difficoltà, grandi difficoltà, ma piena di amicizia. Perchè tra Alice e Margery nascerà un bellissimo rapporto, così come con le altre tre bibliotecarie, così diverse tra loro, ma tutte spinte dal desiderio di indipendenza e di rivalsa personale. Izzy, Beth, Sophia hanno un passato e una storia completamente diverse: Izzy è la figlia di Mrs Brady, ha una gamba zoppa, è sempre stata presa in giro a scuola e non è mai riuscita a sentirsi bene con gli altri a causa di questo suo difetto, ma ha una grande passione per il canto. Beth è l’unica femmina in mezzo a tanti fratelli maschi, fuma di nascosto, è un maschiaccio e sogna l’avventura in giro per il mondo. Sophia invece è una donna di colore, era la bibliotecaria nella biblioteca dei neri a Louisville, ma in seguito ad un incidente accaduto al fratello è tornata a Baileyville per accudirlo.

Izzy e Beth a cavallo, Sophia in biblioteca a catalogare, aggiustare i volumi e a crearne di nuovi, realizzeranno un progetto rivoluzionario assieme ad Alice e Margery.

Il romanzo si basa su fatti storici realmente avvenuti: dal 1935 al 1943 le biblioteche itineranti furono finanziate dagli Stati Uniti nelle regioni più remote e povere del paese. Regioni dove lo sfruttamento della terra e del lavoro nelle miniere ha provocato incidenti, sommosse popolari e ha rovinato e inquinato le terre. Ma oltre a regalarci uno spaccato di storia americana, seppur breve, perchè queste 400 pagine ricoprono poco più di un anno, tra l’estate del 1937 e la fine del 1938, ci offre un inno all’amicizia, ad un sentimento purissimo che nasce tra gli animi femminili di questo libro, amicizia che si arricchisce all’amore per i libri e al potere benefico della lettura sullo spirito.

Quando termini la lettura vorresti non dover dire addio ad Alice, Margery, Beth, Izzy e a tutti gli altri personaggi che hai imparato ad amare.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Mondadori
Pagine: 395
Prezzo: 19.00€
Voto: 9/10

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The Artist – Anna Haifisch

The Artist di Anna Haifisch è stato pubblicato da Eris Edizioni ed è il suo primo lavoro ad arrivare in Italia.

Le varie parti che compongono questo graphic novel sono state pubblicate a puntate tra il 2015 e il 2016 su vice.com, Terste Zur Kunst e Edit 70.

Protagonista di queste vignette è un pennuto artista dall’aspetto gracile e dai modi stravaganti. Il suo scopo è quello di trovare il suo posto nel mondo.

Ma, la sua voglia di essere un artista, sembra abbia segnato inevitabilmente il suo destino: nessuno lo comprende e lui non comprende i galleristi e i critici con cui entra in contatto.

Quello che ne esce fuori è un’impietosa analisi del mondo dell’arte e una visione alquanto triste della vita.

The artist

Questo graphic descrive la vita del pennuto artista come un susseguirsi di situazioni imbarazzanti in cui il protagonista si sente sempre fuori luogo e a disagio.

Traspare un senso di depressione ed inadeguatezza che sovrastano la parte sognatrice dell’artista. Il tutto condito da una dose di satira che, molte volte, non riesce nemmeno a far sorridere.

Per quanto riguarda il tratto ammetto di non aver compreso la probabile bravura dell’autrice: sono disegni scarni, al limite dell’essenziale e, in alcuni casi, anche inquietanti.

Giallo, bianco e un arancione quasi rosso sono i colori prevalenti, utilizzati anche nelle tavole in cui si rende omaggio ad altri fumetti famosi (come, ad esempio, Snoopy).

The Artist di Anna Haifisch mi ha lasciato addosso una grandissima tristezza. Ancora adesso, dopo diverse ore dalla fine della lettura,  non riesco ancora a capire se mi sia piaciuto oppure no.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Eris Edizioni
Pagine: 182
Prezzo: 20.00€
Voto: 6/10

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Company parade – Margaret Storm Jameson

company-paradeCompany Parade di Margaret Storm Jameson è il primo volume della trilogia Lo specchio nel buio edito, in Italia, da Fazi Editore ed uscito in tutte le librerie il 3 ottobre.

La protagonista di questo romanzo, Hervey Russel, è una giovane donna che arriva a Londra all’indomani della Prima Guerra Mondiale, lasciando a casa il figlio, per cercare di affermarsi nel mondo lavorativo e garantirgli un futuro migliore.

La sua ambizione è quella di diventare una scrittrice ma, per il momento, trova lavoro in un’agenzia pubblicitaria alle dipendenze del veterano di guerra David Renn.

La vita di Hervey, a Londra, segue quasi una routine che parrebbe monotona: la mattina al lavoro e la sera in giro per le strade della città. Ma, nel suo pellegrinare, guarda e annota tutto, riflettendo su ogni cosa.

Intorno a lei, una moltitudine di personaggi: i suoi amici storici Philip e T.S.; la moglie di T.S.; David Renn; il marito di stanza all’Air Force One che è pressoché assente; il piccolo Richard e il suo amante americano.

Scritto nel 1934, Company Parade ci racconta la vita di una città e dei suoi cittadini alle prese con un dopoguerra per niente facile e felice.

Tutti i personaggi girano intorno ad un senso di smarrimento che tentano di combattere cercando di reagire, di rialzarsi e di ricostruire il proprio presente in vista di un futuro più luminoso. Eppure, nonostante gli sforzi, tutto sembra irrimediabilmente fermo.

La protagonista, però, ha tutte le caratteristiche per essere definita quasi un’eroina femminista: lasciando il figlio per trasferirsi a Londra per fare carriera commette quella che, all’epoca, era un’azione quasi abominevole. La sua voglia di emergere, di farsi strada nella vita, risulta azzardata in un quadro storico di una città rimasta nel passato a causa della guerra.

Lo stile è diretto e, per l’epoca in cui è stato scritto, molto moderno. La Jameson non permette al lettore di chiudere gli occhi e non vedere la realtà fatta di cicatrici, più o meno visibili, e di indecisione. Il tutto raccontato con un linguaggio diretto e a tratti anche crudo.

Company Parade di Margaret Storm Jameson è un manifesto, assolutamente attuale, di emancipazione femminile e di riscatto. Una lettura forte che porta il lettore ad una profonda analisi interiore.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Fazi Editore
Pagine: 403
Prezzo: 18.00€
Voto: 7.5/10

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Non perdiamoci di vista – Federica Bosco

Non perdiamoci di vistaNon perdiamoci di vista di Federica Bosco è uscito per Garzanti il 7 ottobre.

Si tratta del ventesimo libro dell’autrice milanese che, in passato, ha pubblicato anche con Newton Compton EditoriMondadori.

In Non perdiamoci di vista viene raccontata la storia di Benedetta, per gli amici Betta, una quarantaseienne divorziata con due figli adolescenti.

La sua vita ruota attorno al suo lavoro di fisioterapista, ai figlia e al gruppo storico di amici e amiche con cui ha passato l’adolescenza e che ancora frequenta. In questo gruppo è presente anche l’ex marito.

Inoltre è alle prese con un ritorno di fiamma con il suo primo amore adolescenziale con cui passa ore ed ore a chattare via WhatsApp visto che lui abita a Londra e lei a Mantova.

Tanti gli argomenti trattati in questo libro: dal difficile rapporto con i figli adolescenti ai rapporti con gli ex e i nuovi compagni di quest’ultimi, passando per rapporti di coppia malati e il bisogno di sentirsi ancora figlie a 46 anni, finendo con il cancro.

Detto così sembrerebbe un libro molto profondo e che porti il lettore a riflettere su questi argomenti che sono molto importanti ma, ahimè, non è così.

A mio parere è stata messa troppa carne al fuoco, troppi argomenti che meritavano di essere trattati individualmente e in maniera più approfondita, il tutto condito da una serie di cliché e frasi fatte.

La storia di Betta e, di riflesso, quella di tutti gli altri personaggi che le girano intorno, mi ricorda una fiera dove c’è tutto ma, fondamentalmente, non comprendi nulla. E, il peggio, è che è tutto trattato con una banalità ed una superficialità che mi ha lasciato di stucco.

Per tutto il libro i personaggi sono affetti da una sindrome di Peter Pan che ha colpito tutti, uomini e donne indistintamente, salvo poi cercare di “salvare” tutti all’ultimo minuto donando loro una profonda spiegazione a certi atteggiamenti.

Se c’è qualcosa da salvare, in questo romanzo, è la parte puramente strutturale: Federica Bosco ha un’eccellente padronanza della lingua, uno stile impeccabile e molto scorrevole.

Purtroppo i pregi di questo romanzo finiscono qui. Posso assolutamente dire con certezza che, dopo anni, la mia avventura con Federica Bosco termina qui.

Non perdiamoci di vista sarebbe stato un bel romanzo se avesse lasciato qualche banalità a casa e se avesse eliminato qualche problema generazionale di troppo.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Garzanti
Pagine: 288
Prezzo: 17.90€
Voto: 4/10

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[REVIEW PARTY] Questo amore sarà un disastro – Anna Premoli

Premoli rp 7-10 ottobre

Questo amore sarà un disastro è il nuovo attesissimo romanzo di Anna Premoli pubblicato da Newton Compton Editori ed uscito il 7 ottobre (lunedì scorso).

A differenza del precedente romanzo (L’amore è sempre in ritardo) qui ci vengono presentati due nuovi protagonisti: Edoardo ed Elena.

Edoardo è un uomo, alle soglie dei quarant’anni, che nella vita si è fatto strada ed ha raggiunto tutti gli obiettivi da lui prefissati ed un certo benessere economico. Ha le sue convinzioni, le sue priorità e niente è più importante del suo lavoro nell’ambito della finanza.

Elena, invece, è una trentacinquenne proveniente da una famiglia titolare di una ditta. Dopo la morte del padre era stata silurata ed era stato nominato amministratore delegato suo fratello. Così lei, seppur mantenendo una quota azionistica dell’azienda di famiglia, si era rifugiata sui monti ed aveva aperto un centro olistico.

A seguito di alcuni colpi di testa del fratello, la Health Green è sull’orlo del fallimento. La loro situazione arriva sulla scrivania di Edoardo e dei suoi soci che decidono così di procedere all’acquisizione dell’azienda.

E sarà questa evenienza a far incontrare Edoardo ed Elena e a dare il via a quella che sarà una lotta di menti a suon di lunghe chiaccherate piene di sagacia, tentativi di persuasione e imprevisti dettati dal cuore.

Questo amore sarà un disastro

Anna Premoli ci regala un’altra esilarante commedia. Come nei suoi altri libri si sa fin da subito dove si andrà a parare, l’andamento della trama è conosciuto e prevedibile però questo non inficia la lettura.

Differenza tra questo e gli altri romanzi è che, per la prima volta, ad avere monopolio del racconto è il punto di vista di Edoardo. Sono pochi i capitoli dal punto di vista di Elena eppure sono quasi essenziali per l’andamento della storia.

Lo stile è frizzante e piacevole, le pagine scorrono via con piacere. Riusciamo quasi a respirare e a vivere una Milano conosciuta forse da pochi, che offre panorami e luoghi suggestivi e romantici.

Questo amore sarà un disastro di Anna Premoli è una piacevole parentesi nel tran tran quotidiano, un modo per sognare grandi storie d’amore senza perdere il contatto con la realtà.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 318
Prezzo: 10.00€
Voto: 7/10

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Mio fratello si chiama Jessica – John Boyne

IMG_20191007_091609.jpgJohn Boyne è lo scrittore irlandese famosissimo per il romanzo, di cui è stato tratto il film, Il bambino con il pigiama a righe. E’ un autore che dedica i suoi libri ad un pubblico giovane e ciò si nota anche in Mio fratello si chiama Jessica, romanzo che per temi e per modalità di scrittura penso che andrebbe letto da chiunque, giovane e meno giovane.

Siamo in Inghilterra, Sam e Jason sono fratelli, Sam ha 13 anni e Jason 17. Sono i figli di una donna in carriera, ma non di una donna qualsiasi, ma della cancelliera del governo inglese. Una madre in politica che passa il suo tempo a lavorare, a fare pronostici di voto, ad aspettare che il primo ministro si dimetta per candidarsi, cercando sostenitori. In questo viene aiutata dal marito, suo segretario personale. Si capisce che la vita di questi due ragazzi sia piuttosto difficile, Sam, di cui noi conosciamo il punto di vista perchè è l’io narrante, ci racconta della sua invisibilità. I genitori hanno ben poco tempo per entrambi, non lo aiutano con i compiti e con la sua dislessia.

Al contempo il rapporto tra i due fratelli è speciale: Jason ha sempre voluto un fratello e Sam ci descrive il grande affetto che li lega, anche attraverso aneddoti riguardo alla sua nascita. Jason è il fratello migliore del mondo: lo aiuta a leggere e a tenere ferme le parole quando sembrano volare via dalla pagina. Ma poi succede qualcosa, qualcosa di imprevisto: Jason comincia a farsi crescere i capelli, ora porta la coda e la frangetta. Poi una sera a tavola fa una confessione: pensa di essere nato nel corpo sbagliato, non si sente un uomo, ma una donna.

Da questo momento la vita in casa e fuori cambia profondamente per tutti: da una parte i genitori che non sanno come affrontare la cosa, sono spaesati, poi pensano anche al futuro politico della madre; un figlio transgender potrebbe intaccare la sua carriera, sanno quanto sia difficile la vita per chi è diverso dalla norma “sociale” e decidono di portare il figlio da uno psicologo, perchè lo “guarisca”.

C’è Sam, che non capisce cosa stia succedendo, lui rivuole solo suo fratello, non vuole una sorella, non si rende conto di cosa capita attorno a lui: poi a scuola non è più invisibile, ora lo prendono in giro, ci sono i pettegolezzi. E poi c’è Jason, che ora si sente più Jessica, e sa che non è semplice il percorso in cui si trova adesso, sa che ci sono delle conseguenze. E’ una storia di rinascita, di maturazione, che fa scendere anche qualche lacrima ma che dà tanta speranza, o almeno ci prova a donarla.

“Credo che ci sia solo da sperare che la mentalità della gente cambi. Che il mondo decida di essere gentile e non crudele. E poi c’è il fatto che non so se qualcuno si innamorerà mai di me.”

Con uno stile leggero e scorrevole John Boyne ha costruito una storia modernissima, una storia rivoluzionaria per certi versi, ancora di più se si pensa che è indirizzata ad un pubblico giovane. Insegna che non è tutto o bianco o nero, ma c’è tutta una scala di grigi tra di essi. Forse determinate cose all’inizio sembrano insormontabili, certi momenti sembrano destinati a non finire mai. Ma poi il tempo fa voltare pagina e quando ormai è tutto passato guardando indietro ci si rende conto che non era poi così complicato uscirne.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Rizzoli
Pagine: 232
Prezzo: 16.00€
Voto: 9/10