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La locanda dove il mare parla piano – Emma Sternberg

978882006249_Sternberg_La locanda dove il mare_300X__exactOggi vi parlo di un romanzo uscito cinque giorni fa per la Sperling & Kupfer e che ha una copertina bellissima e coloratissima che richiama molto l’estate. E l’estate la si ritrova anche nelle pagine di questo libro. Un’estate che non è intesa solo come stagione ma ha un significato più profondo. Ma andiamo per ordine.

Devo ammettere che l’inizio è dei più scontati e che mi ha fatto un po’ storcere il naso: Linn, giovane ragazza tedesca senza una famiglia, torna un pomeriggio a casa in anticipo e trova il suo fidanzato a letto con la sua migliore amica. Picco di tragedia con sceneggiata e cacciata di casa annessa. Ma ecco che, poco dopo, il citofono suona e appare Mr. Cunningham, un cacciatore di eredi, che le comunica di aver ricevuto una grossa eredità da una zia morta in America di cui Linn ignorava l’esistenza.

Con un disperato bisogno di scappare dalla sua vita andata in frantumi, Linn decide di partire per l’America per andare a vedere con i suoi occhi l’eredità che le è piovuta dal cielo. E, mentre per tutto il volo si ritrova a fantasticare su un appartamento nel centro di Manhattan, al suo arrivo le viene riservata un’altra sorpresa. Perché la sua eredità non è un appartamento a New York City ma, bensì, una casa negli Hamptons un tempo adibita a locanda: il Sea Whisper Inn. Ed insieme ad essa, Linn eredita anche cinque vecchietti che abitano la casa ed erano i migliori amici della defunta zia Dotty.

Intenzionata inizialmente a vendere la casa, Linn si ritrova a fare la conoscenza di Patty, Eleonore, Olimpia, Frederic e Maxwell. E, attraverso loro, anche di zia Dotty. E sono queste conoscenze che permetteranno a Linn di cambiare il suo modo di affrontare la vita e le avversità. Perché questi cinque adorabili vecchietti le faranno capire che mai niente è perduto, anche quando le cose sembrano tutte volgersi contro di te.

L’autrice dosa sapientemente l’esperienza della vecchiaia con le speranze giovanili, la tranquillità degli Hamptons con l’oceano di sfondo che sembra toccare il cielo, i dubbi e le paure di una nuova vita. Condisce il tutto con una narrazione scorrevole e frizzante e ci regala un romanzo in cui, come dicevo all’inizio, l’estate non è intesa solo come stagione climatica ma proprio come una “stagione dell’anima”, fatta di rinascite e cambiamenti che chiunque, a qualunque età, può serenamente affrontare.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 360
Prezzo: 18,90€

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In carne e cuore – Rosa Montero

Il mese di maggio è stato uno dei mesi più proficui in quanto ad uscite editoriali di un certo peso. Una di queste pubblicazioni, edita da Salani, è In carne e cuore di Rosa Montero.

Soledad è una donna di sessant’anni professionalmente affermata e appagata. Curatrice di mostre, attualmente ingaggiata dalla Biblioteca National per curare una mostra dal titolo “Gli scrittori maledetti”, una vita agiata. Ma, come contrappeso a questo appagamento professionale, la donna si sente completamente sola.

La vita è un breve intervallo di luce tra due nostalgie: la nostalgia di ciò che non si è ancora vissuto e quella di ciò che non si potrà più vivere. E il momento in cui bisogna agire è così confuso, così sfuggente ed effimero, che lo si spreca guardandosi attorno storditi.

Ci troviamo di fronte ad una donna dai tratti cinici, che non ha mai voluto costruirsi una storia ed una famiglia, che non prova nessun instinto materno. In compenso si circonda di amanti, tutti più giovani di lei. Perché Soledad ambisce alla passione, ai desideri della carne.

Ed è per vendicarsi di Mario, il suo amante che l’ha lasciata perché la moglie aspetta un bambino, che una sera Soledad accede ad un sito che offre servizi di intrettenimento per donne. E, scorrendo le varie foto dei gigolò presenti sul sito, decide di ingaggiare Adam.

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Adam è alto, atletico, ha trentadue anni, un fisico mozzafiato. Il loro incontro, all’inizio con il solo scopo di far ingelosire Mario, sfocia ben presto in una forte attrazione sessuale. Soledad inizia a provare qualcosa di forte per questo ragazzo, lo cerca e cerca di tenerlo legato a sè pagandogli provvigioni extra e con continui regali.

Ma Adam non è quello che sembra. E tra un incontro e l’altro Soledad si ritroverà invischiata in una rete oscura che metterà a dura prova tutta la sua esistenza.

Rosa Montero, nota giornalista e scrittrice spagnola, ci regala un romanzo che scava nella profondità dell’animo umano con un linguaggio semplice e scorrevole. Inoltre, durante la narrazione, complice la costruzione della mostra, ci sono continui richiami alla letteratura spagnola e agli scrittori che ne hanno dato lustro.

La Adriano Salani Editore mette a segno un altro colpo. Un romanzo che ti tiene incollato alle pagine e che ti porta a riflettere su quanto quello che si vede da fuori non è esattamente quello che succede all’interno delle vite.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Adriano Salani
Pagine: 222
Prezzo: 16,80€

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Intervista a Guido Mina di Sospiro

Oggi vi lasciamo con un’intervista all’autore di “Sottovento e sopravvento” (recensione che trovate QUI ) Guido Mina Di Sospiro. E’ stato davvero interessante sentire, direttamente dalla voce dell’autore, i piccoli dettagli che hanno reso possibile la stesura di questo romanzo. Il dietro le quinte di un libro fatto di tanti piccoli dettagli che lo rendono una lettura fatta di riflessioni e punti di vista su cui soffermarsi per andare oltre le righe scritte.

Nella prima parte del libro si alternano le storie di Chris e di Ruth. Entrambe storie complicate che portano a riflettere su temi importanti come, nel caso di Chris, l’essere diversi rispetto alla società che ci circonda per un difetto fisico. Il personaggio però reagisce facendo del suo difetto e dell’iniziale derisione della gente un suo punto di forza. Quanto è stato difficile la costruzione di questo personaggio con tutte le sue sfaccettature caratteriali?

Chris non è stato difficile perché l’ho messo in un contesto irlandese che io ormai conosco molto bene avendo ambientato un altro libro in quella splendida terra. L’unica cosa che lo contraddistingue dagli irlandesi del suo stesso ceto è questa inspiegabile attrazione per la ricerca dei tesori. E’ una cosa sulla quale capitombola per caso quando sente questi inglesi che sono ormeggiati accanto alla sua barca e che parlano di questi tesori nelle Antille. E’, in realtà, una professione di fede più che per soldi. Una cosa abbastanza comune in certi ambienti marinai. Il motivo che spinge un uomo a diventare un cacciatore di tesori è difficile da spiegare, anche loro non ci riescono. Ma una volta che sono destinati a questo diviene un percorso abbastanza lineare. Pensano solo a quello, non è detto che si arricchiscano, anzi, ha un effetto collaterale. Infatti si chiama – caccia – al tesoro, perché risveglia questo brivido antico del cacciatore.

Il secondo personaggio che abbiamo nominato prima è Ruth. Qui la storia sembra partire da un fallimento della ragazza che la porta poi a scoprire la verità sulla sua nascita e la spinge a partire alla ricerca della sua famiglia biologica ed adottando il nome di battesimo: Marisol. Qui ci si aspetterebbe una sorta di evoluzione del personaggio che, invece, rimane inerme e si lascia trasportare dagli eventi fino a quando, delusa dal risultato della sua ricerca, decide di tornare ad essere semplicemente Ruth e di rinunciare a scoprire la verità. Come mai ha deciso di contrapporre alla personalità battagliera e sognatrice di Chris una donna così razionale e, a tratti, fredda?

Per giocare su questo contrasto razionale/irrazionale, sottovento/sopravento. Per una volta ho voluto fare un uomo irrazionale e la donna razionale. Ho invertito le parti. Lei inizialmente è terribilmente algida e cerabrale e quando il suo mondo fatto di logica crolla, si trova persa.

Nelle ultime due parti i protagonisti giungono infine su un’isola deserta che scoprono poi essere la meta del loro viaggio. Ma, al momento del ritrovamento del tesoro, capiscono che quello che cercavano non era l’oro ma una sorta di crescita interiore e la consapevolezza di sé che hanno, inconsciamente, maturato durante tutta questa avventura. Può raccontarci della loro crescita all’interno della storia?

E’ una ricerca continua da entrambe le parti. Chris cerca un tesoro che però non riesce a trovare e così anche Ruth si impegna in due ricerche, quella filosofica e poi quella della sua identità e questa cosa li accomuna: sono due personaggi che hanno voglia di cercare e ricercarsi, ma non vicendevolmente. Poi però si trovano. Si cambiano. Non potrebbero essere più opposti Chris e Marisol ma alla fine si uniscono e si trovano più solidi di prima.

Tutto il romanzo ha questa narrazione un po’ onirica e filosofeggiante. Alcuni punti possono apparire anche un po’ ostici. Quindi una domanda sorge spontanea : il suo tipo di scrittura pensa sia rivolto ad una fascia specifica di lettori o, con un po’ d’impegno, può essere estesa a tutti?

Penso che non ci sia un target specifico. E’ stato apprezzato dalle donne per i tratti “pirateschi” e certi lo hanno paragonato anche alla storia di La bella e la bestia. La bella cubana, il gigante gobbo, con i capelli lunghi. Non so bene a chi sia rivolto. Io, naturalmente, spero a tutti. Mi diranno i lettori se è così.

Lei vive in America e lì i gruppi di lettura sono ormai una realtà consolidata. Da un po’ di anni anche in Italia sono stati creati questi gruppi di lettura. Li considera una realtà capace di poter rilanciare la lettura anche in Italia?

Sono i nostri alleati, sono i nostri amici. I book club sono la linfa degli scrittori. Sono, secondo me, una tradizione molto bella. In America ne esistono molti, anche con tantissimi membri. Spero che questa cosa possa diventare una realtà consolidata anche in Italia.

Autrici: Babibooksdolcedany84

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Sottovento e sopravvento

Vi è mai capitato di girovagare per la libreria e di venire colpiti da una copertina su cui si trova un elemento da voi particolarmente amato? Ecco, questo è quello che mi è successo con questo libro. Perché sulla copertina di Sottovento e sopravvento di Guido Maria Di Sospiro è raffigurata un’immensa distesa d’acqua: l’oceano.

In Sottovento e sopravvento vengono narrate le vicende di Chris e Ruth.
Chris è un uomo cresciuto con un difetto fisico, la gobba, con cui ha imparato a convivere e a riderne insieme agli altri facendolo diventare, così, il suo punto di forza. Crescendo, inoltre, sviluppa dapprima un amore per l’oceano e per la navigazione grazie al peschereccio del padre e, successivamente, diventa un uomo quasi ossessionato dalla ricerca di tesori nascosti.

Durante una delle sue ricerche viene a conoscenza della leggenda delle isole Negrillos: sedici galeoni spagnoli sono naufragati tra le due piccole isole gemelle mentre trasportavano dei forzieri pieni d’oro. E questo oro è nascosto da qualche parte in quelle isolette. Ma un mistero avvolge la posizione delle isole Negrillos: segnalate dai cartografi fino ad un certo punto della storia, all’improvviso sono scomparse da tutte le carte nautiche e tutti sono convinti del fatto che non siano mai esistite.

Ruth è una ragazza fredda, razionale, la cui vita ruota attorno alle cose che sono tangibili e spiegabili. Il suo mondo rischia di andare in frantumi nel momento in cui scoprirà che è stata adottata: il suo nome è Marisol ed è originaria di Cuba. Per ricostruire il suo mondo si reca nella sua terra d’origine, inizia a farsi chiamare con il suo vero nome e inizia la ricerca della sua famiglia biologica. L’ennesimo fallimento la porterà a trasferirsi a Miami e a ricominciare a farsi chiamare Ruth.

E qui, a Miami, Ruth incontrerà Chris. Entrambi ingaggiati da un pericoloso Boss, partiranno alla ricerca delle misteriose isole Negrillos e dell’inestimabile tesoro sepolto nella loro terra.

Ma questo viaggio non sarà quello che entrambi si sarebbero aspettati.

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Attraverso una scrittura onirica l’autore ci accompagna, pagina dopo pagina, alla scoperta del mondo della navigazione e dell’avventura. Calcando sulla personalità dei personaggi e sugli scherzi del destino giocati da Dei pagani (e non), il lettore viene portato a riflettere su come le circostanze possano cambiare il corso delle nostre vite, rendendoci improvvisamente consci di quello che mancava e di come potremo migliorarci.

La narrazione non è facile, ammetto di essere tornata indietro per rileggere qualche punto a me un po’ ostico. Ma, se si ha la perseveranza di non mollare, questo piccolo libro può aprire un vaso che poi difficilmente potrà essere richiuso e che lascerà il lettore con un dubbio: sto facendo davvero il possibile perché questa mia vita sia il massimo?


SCHEDA DEL LIBRO:

Autore: Guido Mina Di Sospiro
Editore: Ponte Alle Grazie
Pagine: 198
Prezzo: 14,90€

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Giulio Perrone, intervista all’autore

Noi di Leggendo a Bari abbiamo avuto la possibilità di incontrare, al “Caffè d’arte Dolceamaro” di Bari, lo scrittore ed editore Giulio Perrone che ha presentato il suo nuovo libro Consigli pratici per uccidere mia suocera edito da Rizzoli.  Un evento davvero interessante, una chiacchierata con l’autore, moderata da Maria Grazia Rongo, in cui abbiamo potuto conoscere meglio il suo lavoro, il suo scritto, il percorso che lo ha portato a questo.
In questo romanzo Perrone narra le vicende di Leo, dipendente di una casa editrice diretta da un personaggio alquanto singolare, Enea, che assilla i suoi collaboratori affinché trovino, al suo posto, l’espediente giusto per far si che la suocera muoia alla fine del libro che sta scrivendo.

Leo non ha concluso nulla nella sua vita, un po’ come suo padre, Dustin, un personaggio macchietta, arricchito dalle sue stravaganti storie. In bilico tra la sua ex moglie, ora amante, e la sua compagna. E ancora una volta non sa scegliere.

Con questo romanzo, Perrone si focalizza su un genere diverso rispetto a quello del suo primo lavoro, L’esatto contrario, ma rimane ben saldo sull’usare un personaggio maschile perché è il punto di vista di un uomo quello che gli interessava far uscire fino in fondo.  Uomini che però qui sembrano essere meno forti a decidere della loro vita rispetto alle donne, ovvero Annalisa e Marta.

Un incontro con Perrone per conoscere un romanzo sui rapporti amorosi, lavorativi, tra padre e figlio, sulla scelta e sulla risoluzione della vita. Riuscirà Leo, un artista della fuga, a smettere di correre?

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Maria Grazia Rongo e Giulio Perrone durante l’incontro del 4 maggio al “Caffé d’arte Dolceamaro” a Bari

A fine presentazione, inoltre, abbiamo avuto l’opportunità di scambiare due chiacchere con l’autore dando vita ad una piccola intervista che qui vi riportiamo.

L’ambiente editoriale può essere ostico così come si legge nel suo libro? Personaggi come Enea esistono realmente in questo mondo che noi lettori tendiamo a mitizzare?

Diciamo che Enea Ranieri Malosi è un editore piuttosto sui generis e per fortuna non direi che esistano degli editori esattamente uguali a lui. Mi sono divertito a raccogliere nel suo personaggio un po’ tutte le follie, le fissazioni e i tic degli editori che conosco, me compreso. Detto questo l’ambiente in cui ormai mi muovo e lavoro da più di dieci anni è sicuramente complesso e ricco di sfaccettature anche ostiche a volte. Penso tuttavia che continui ad essere, quello che faccio, il lavoro più bello e sicuramente appassionante del mondo.

Dustin è una figura paterna un po’ particolare ma molto attuale, com’è avvenuta la creazione di questo personaggio? Perché ha deciso di inserire questo personaggio controverso nella già problematica vita del protagonista?

Il rapporto padre-figlio è qualcosa che mi interessa e per certi versi ossessiona da sempre. Non in quanto abbia avuto un padre come Dustin per fortuna ma perché credo che si tratti di uno degli snodi fondamentali della vita di una persona e soprattutto di un uomo. Il protagonista soffre di una profonda crisi e precarietà emotiva che viene alimentata da tanti fattori, compreso questo padre, prima del tutto assente, e poi così incredibilmente presente nella sua vita ma non nel ruolo che gli spetterebbe. Penso che un ragazzo non ancora diventato uomo come Leo non potesse non avere un padre tipo Dustin.

E’ stato difficile immergersi nel focus di Leo e provare a trasmettere le emozioni e i sentimenti di questo personaggio, comprese le difficoltà sia lavorative che sentimentali? Si ritiene soddisfatto del lavoro fatto o ha qualche “rimpianto”, magari di qualcosa che ha preferito omettere al momento ma di cui poi si è pentito?

Devo dire che nonostante la mia vita sia un po’ distante da quella di Leo, non ho fatto fatica ad immedesimarmi come del resto mi hanno confessato molti lettori uomini. Questo perché al di là delle contingenze di vita, le sue preoccupazioni, i suoi cedimenti, la sua fragilità fa parte forse di molti di noi in modo diverso. Viviamo un periodo in cui sicuramente i quarantenni non brillano per fermezza e decisione. Stiamo attraversando un periodo di transizione all’interno di una società che continua a cambiare e ci rende sempre meno sicuri di tutto quello che ci circonda.

Durante la presentazione si è accennato al suo precedente lavoro, “L’esatto contrario” che, a differenza di questo nuovo lavoro, è un giallo a tutti gli effetti. Ha già spiegato come il protagonista, Riccardo, abbia esaurito tutto quello che aveva da dire e che, per questo, non ha sentito la necessità di creare un altro romanzo. Nella sua decisione può aver influito la “paura” di essere poi etichettato come autore di genere e di non riuscire più ad uscirne? E quanto è stato difficile passare da un registro all’altro in fase di scrittura del nuovo libro?

Devo dire che non mi sono posto il problema del genere o del rimanere etichettato perché credo (anche da editore) che sia necessario andare oltre questi ragionamenti e pensare solo agli scrittori e ai libri. Detto questo sicuramente la storia di Leo non poteva in alcun modo presupporre una trama noir. Si trattava di una storia molto diversa anche se ravvedo molti punti di continuità tra i due libri nello stile e nel tono della narrazione. Anche se questo, nel bene e nel male, lo sento molto più mio come autore.

Andando un po’ più sulla sfera personale, lei passa da essere il direttore della Giulio Perrone Editore ad essere semplicemente Giulio Perrone, autore per Rizzoli. E’ difficile il passaggio tra le due condizioni? E, soprattutto, le due attività sono facilmente conciliabili?

Secondo me sono due rette parallele o almeno io le vedo così. La scrittura è uno spazio che mi piace tenere molto distante dalla mia attività di editore che è il vero lavoro, quello che faccio quotidianamente e che continua ad appassionarmi. Sono due ruoli molto distanti per responsabilità e impegno ma anche per quello che possono darti in termini di emozione. La cosa che li accomuna credo sia la dedizione e l’amore verso le storie. Da raccontare o da pubblicare.

Scommettiamo che tutti i lettori si stanno ponendo la stessa domanda: come ha preso sua suocera il titolo del libro?

Inizialmente con un po’ di disappunto, ma poi si è divertita a leggerlo prima di tutto perché parliamo di un libro profondamente ironico e poi perché i consigli che Leo dà sono davvero di difficile attuazione…

Tornando al suo ruolo di editore, sappiamo che avete fortemente voluto e presentato al Premio Strega il libro di Chiara Marchelli “Le notti blu”. A tal proposito è stato indetto, per il 15 giugno 2017, il Gruppo Lettura Day che vedrà coinvolti numerosi GdL in tutta Italia, tra cui il nostro di Leggendo a Bari. Lei cosa pensa dei gruppi lettura? Li considera una realtà in grado di rilanciare la lettura in Italia?

Sono una straordinaria risorsa perché alimentano la passione dei lettori forti. Anche noi come casa editrice da settembre ne abbiamo creato uno presso la nostra sede che ospita ogni mese autori di altre realtà editoriale. Un’esperienza davvero straordinaria. Quello che spero è che piano piano si possano attrarre anche lettori meno forti magari con grandi iniziative come il Gruppo Lettura Day che tendono ad unire realtà operanti in luoghi diversi. Credo infatti che un coordinamento dei circoli di lettura possa essere assolutamente vincente.

Come chiusura di questa intervista le chiediamo: è più divertente essere Giulio Perrone lo scrittore o Giulio Perrone l’editore?

Credo sia più divertente fare lo scrittore perché si sente meno responsabilità. Ti devi preoccupare solo di te stesso, mentre da editore hai il grande onere, che è anche un onore, di difendere, supportare, far crescere i tuoi autori. Come per il libro di Chiara Marchelli che speriamo si faccia strada il più possibile al premio Strega.

Ringraziamo ancora Giulio Perrone per l’interessante incontro e per la sua immensa disponibilità.

Autrici: dolcedany84ilariamorusoNicoleZoi

 

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Il valzer degli alberi e del cielo

Intendo essere onesta con coloro che mi leggeranno, ma soprattutto con me stessa. Questi ricordi felici sono tutto quello che mi resta e non voglio che vadano sprecati

9788893810937Inizia così Il valzer degli alberi e del cielo di Jean-Michel Guenassia. Un diario scritto dal punto di vista di Marguerite Van Gogh, moglie di Vincent.

Le prime pagine di questo diario cominciano con il racconto di quella che è la sua vita prima di incontrare Van Gogh. Figlia di un uomo che lei reputa taccagno, ignorante di arte, che le impedisce di continuare gli studi e che la espone come un trofeo. Marguerite è insoddisfatta della sua vita: ama dipingere ma sa di non essere altro che una discreta copista e sogna di fuggire in America per sfuggire alla sorte che inevitabilmente l’attende e ad un matrimonio imposto con un ragazzo a cui lei vuole bene come se fosse un cugino.

Ma in questa vita apparentemente senza via di fuga entra di prepotenza un pittore. Grazie al signor Pisarro, il padre di Marguerite accetterà di ospitare in casa il trentasettenne Vincent Van Gogh. Un giovane appena dimesso dall’ospedale e che viene presentato come giovane problematico, affetto da attacchi di rabbia, ma con un grande potenziale artistico.

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La notte stellata – olio su tela di Vincent van Gogh databile giugno 1889 ed attualmente esposto al Museum of Modern Art di New York

Quando nel 1890 van Gogh si presenta alla porta del dottor Gachet, Marguerite lo scambia per uno dei braccianti agricoli di suo padre. Successivamente la giovane resterà folgorata da quest’uomo che ben presto rappresenterà per lei un maestro, un genio ed infine un amore.

Guenassia ci dipinge la figura di van Gogh come un uomo sì problematico ma con un grande genio. Assistiamo, attraverso gli occhi di Marguerite, alla nascita dei più grandi capolavori di questo massimo esponente del post-impressionismo e al suo lento declino fino all’inevitabile fine.

Una prosa scorrevole, un romanzo delicato e poetico con scorci della vita politica dell’epoca (grazie a stralci di giornale riportati durante la narrazione). Una giusta mescolanza di forza del racconto e ricerca documentaristica fanno di questo romanzo una vera perla.


SCHEDA DEL LIBRO:

Autore: Jean-Michel Guenassia
Editore: Adriano Salani
Pagine: 356
Prezzo: 16,90€

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“Circuiti sbagliati” di Valentina Amoruso

Questo è uno di quei libri che inizi a leggere perché scritto da persone che, solo perché ne hai sentito tanto parlare, puoi dire di “conoscere”.

Circuiti sbagliati viene presentato come il “diario di una donna scompigliata” ma se vi aspettate il “Caro diario…” credo rimarrete delusi.

Si tratta quasi di flussi di coscienza, pensieri ed esperienze che apparentemente non hanno un nesso tra loro e che, francamente, all’inizio ti spiazzano. Perché inizialmente una logica non ce la vedi. Si passa da una presa di coscienza di se stessi ad un racconto di un avvenimento apparentemente banale accaduto durante la giornata.

Nel corso della mia vita, le persone a me vicine non hanno fatto altro che rialzarsi dopo ogni caduta, ammaccati e induriti, senza mai compiangersi.
Non hanno fatto altro che rimboccarsi le maniche, stringere i denti e lavorare sodo, facendo finta di non sentire il dolore e continuando ogni giorno a fare il loro fottutissimo dovere.
Ora, che a terra sono io, non ho scelta.
Non posso far altro che rialzarmi, stringere i denti e fare il mio fottutissimo dovere.

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Durante il susseguirsi delle varie pagine si mette a nudo l’anima dell’autrice, con i suoi sogni, i suoi pensieri e le sue speranze:

Voglio credere che, nella vita, le cose vadano come nei film dei supereroi, visti e rivisti al cinema, sporcandomi le mani con la paprika delle patatine.
Voglio credere che il bene trionfi sul male, dopo tante peripezie. Che si esca vivi da questa vita. Che alla fine di estenuanti battaglie, finiti nell’angolo stremati e stanchi, ci si possa riposare e rialzare.
Nonostante tutto, come al cinema.

Questo libro tocca vari temi: l’amore del e per il nonno, punto fermo nella sua vita, che rivive attraverso ricordi d’infanzia. L’amore per i genitori, l’amore che la mamma esprime cucinando per la sua famiglia. L’amicizia, quella pazza e senza un perché. Il lavoro e il volontariato. Più semplicemente questo libro parla della vita traendone delle personali conclusioni:

Non darsi troppo, non preoccuparsi troppo, non affannarsi troppo. Che alla fine la vita non ti dà quel che meriti, ti dà quel che vuole. Tanto vale prenderla a ridere. E, ogni tanto, prenderla per il culo.

Devo ammettere che ci sono stati dei momenti in cui ho storto un po’ la bocca per la presenza di alcune di quelle che, secondo me, sono “frasi fatte”, messe lì quando non si ha nulla di proprio da dire e si usano queste frasi “ad effetto” sentite mille volte.

Nonostante questo non si può negare che questo libro, pur con le sue piccole pecche tipiche di un’opera prima, ha in sé un forte potenziale. La narrazione è fluida e frizzante anche nei punti più riflessivi. Inoltre le vicende narrate sono fatti che in realtà accadono a tutti ogni giorno ma che, nel tran tran quotidiano, passano inosservate. Bene, con questo diario possiamo soffermarci a pensare e a cercare di capire quello che succede ogni giorno attorno a noi. E forse a capire che, in fin dei conti, l’importante in questa vita è amare prima di tutto se stessi.

Io mi sono innamorata di me. Ora mi scrivo un biglietto e me lo dico. Sono coraggiosa, ora. Faccio ciò che mi fa stare bene.
Speriamo che quella tipa strana, che sono io, mi risponda e non si perda nel groviglio scomposto dei fili elettrici dei suoi pensieri. Che magari vuole dirmi si e invece mi dice no.
Lei è tutta passione e non ci si capisce niente.
Intanto le scrivo due parole d’amore su un foglio, con la mia grafia minuscola e la forza che ho imparato. Poi comincerò a tamburellare velocemente le dita sulla scrivania e aspetterò.
Aspetterò, tremando, il corto circuito.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: PubMe
Pagine: 145
Prezzo: 10,00€