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La scomparsa di Stephanie Mailer – Joel Dicker

Tempo fa una mia conoscente mi scrisse su Facebook consigliandomi, in maniera molto entusiasta, un autore da me sconosciuto e il suo romanzo thriller. Si trattava, all’epoca, de La verità sul caso Harry Quebert di Joel Dicker. Ammetto che mi approcciai alla lettura con molta diffidenza sia per il fatto di non aver mai sentito nominare l’autore sia per la mole del libro, senza tralasciare il fatto che il thriller non sia il mio genere preferito. Eppure ne rimasi folgorata. Fu una lettura intensa e meravigliosa.

Ed è per questo motivo che, appena saputo che sarebbe uscito un nuovo romanzo firmato da Dicker, mi sono ripromessa di leggerlo quanto prima. Anche qui la mole non è indifferente ma la lettura è stata piacevole ed avvincente.

La storia si apre nel 2014 alla festa di pensionamento dell’ispettore Rosemberg. Qui l’ispettore viene avvicinato da una giovane giornalista, Stephanie Mailer, che gli comunica senza mezzi termini che un caso di vent’anni prima non è stato chiuso in maniera corretta.

Il caso in questione risale al luglio 1994 e si tratta di un quadruplice omicidio: furono assassinati, all’epoca, il sindaco di una piccola cittadina degli Hamptons con tutta la sua famiglia e una giovane donna che si trovava lì a fare jogging. Secondo Stephanie all’epoca le indagini, dirette da un giovane Rosemberg e dal suo collega Derek Scott, non furono eseguite con dovizia e quindi non assicurarono alla giustizia il vero assassino.

Sconvolto dalla rivelazione, il capitano decide di recarsi di nuovo in quella cittadina, Orphea, per cercare di capire come, una ragazza così giovane, possa essere a conoscenza di fatti che all’epoca potevano essere sfuggiti. Ma qui l’attende un’agghiacciante sorpresa: Stephanie Mailer è scomparsa.

Inizialmente osteggiato dai suoi superiori per la riapertura del caso saranno le circostanze e gli strani eventi a decidere per tutti: si riaprirà il caso e, stavolta, il capitano Rosemberg è deciso ha vedere ciò che gli era sfuggito vent’anni prima e a trovare la ragazza.

La scomparsa di Stephanie Mailer

C’è tanta carne al fuoco in questo romanzo: tantissimi personaggi che si avvicendano sul “palco” della cittadina di Orphea, alcuni apparentemente senza senso. Tante storie che si attorcigliano e si uniscono per rendere la trama ancora più avvincente.

La narrazione avviene dal punto di vista di vari personaggi: dal capitano Rosemberg al suo collega Scott passando per il vice comandante Anna Kanner senza tralasciare personaggi “secondari”.

Ci si destreggia tra capitoli in flash back che narrano la storia del quadruplice omicidio e dell’indagine dell’epoca e capitoli ambientati ai giorni nostri. Le varie storie pian piano trovano tutte il loro punto d’incontro e la matassa, che a prima vista appare imbrogliatissima, man mano si sbroglia rimettendo tutto al proprio posto fino ad arrivare ad un finale che lascerà il lettore a bocca aperta.

E tutto questo viene raccontato con una scrittura veloce, pulita e semplice condita da un ritmo serrato che fa rimanere attaccati al libro per sapere come proseguirà la storia capitolo dopo capitolo.

Nonostante la mole non indifferente del romanzo non ci sono punti “morti” nella narrazione, anche i momenti in cui si parla della vita privata dei vari protagonisti portano con sé pathos e attesa.

Insomma, siamo alla presenza di un bel thriller di quelli tosti, con tutte le caratteristiche per essere definito un signor thriller. Una perfetta lettura di svago per queste giornate calde, magari proprio sotto l’ombrellone.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: La Nave di Teseo
Pagine: 640
Prezzo: 22.00€

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La teoria di Camila – Gabriella Genisi

Nel mio giro per gli stand al Salone Internazionale del Libro di Torino mi sono fermata a quello della Giulio Perrone Editore e tra i vari libri, tutti con copertine bellissime (merito anche del nuovo design) e i vari gadget della nuova sfera marketing (che potrete vedere sul nostro profilo Instagram), ho deciso che avrei portato con me a casa il libro di un autrice che m’incuriosiva da un po’ ma che ancora non mi convincevo a leggere: La teoria di Camila di Gabriella Genisi.

Marco ha cinquant’anni, è un ingegnere romano sposato con Carlotta con cui ha una figlia di nome Lulù. Ma Carlotta non è la sua prima moglie: infatti è stato già sposato con un’altra donna da cui ha avuto un figlio, Giorgio. Attorno a lui, in realtà, girano altre donne: amiche, amanti e passatempi (come le definisce lui).

Una sera, dopo la solita partita di calcetto con gli amici, Marco si sta per recare a casa proprio di una di queste amanti quando gli arriva un sms. Il mittente è Camila, la badante di suo padre, che gli comunica che l’uomo è morto.

Naturalmente colto dallo shock della notizia, Marco non si recherà immediatamente a casa del padre ma, messosi alla guida della sua auto, inizierà a girare a vuoto per la città fino a quando, finalmente, capirà che il suo posto è accanto al padre.

Oltre allo shock per la sua morte in Marco risiede anche il rimpianto. Perché, negli ultimi tempi, i rapporti tra padre e figlio non erano più quelli di un tempo. C’erano problemi, cose non dette, rancori portati avanti. E, secondo Marco, la causa di tutto è da ricercare nella presenza di Camila, quella ragazza ucraina che da tre anni si prendeva cura del padre.

Ed è a causa di questo rancore che, appena arrivato nell’appartamento, lui tratterà molto male la badante, non accettando né il suo aiuto né il suo evidente dolore. Ma, nonostante la morte ci metta davanti alla realtà ineluttabile che è la perdita di una persona, per Marco non è ancora finita e c’è ancora un modo per riconciliarsi almeno con la memoria del padre. E questa occasione arriva sotto forma di un “diario” che il signor Roberto ha scritto con le sue ultime forze rivolgendosi direttamente al figlio.

Riusciranno quelle pagine a lenire il dolore di un figlio per la scomparsa del padre? Riusciranno a riportare una sorta di pace interiore all’animo sconvolto di Marco? Per saperlo non vi resta che leggere questo piccolo romanzo.

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Il romanzo, scritto dal punto di vista di Marco, si svolge tutto in una notte. Merito dell’autrice è quello di essere riuscita a “condensare” tutta una serie di sentimenti e un percorso che si direbbe quasi di guarigione in così poco tempo (e pagine).

La caratterizzazione dei personaggi, sia principali che secondari, è così netta e ben strutturata che riesce difficile non provare sentimenti, a volte anche contrastanti nel corso della lettura, nei loro confronti.

La narrazione è scorrevole. Gli stacchi tra la narrazione della vicenda “principale” e le pagine del diario sono ben gestiti e netti, nonostante si trovino all’interno degli stessi capitoli.

Unica critica che, personalmente, sentirei di muovere all’intero romanzo riguarda proprio la figura del protagonista Marco: viene presentato come un uomo abbastanza superficiale, piacione e infedele, per nulla pentito dal suo modo di vivere. Alla fine del libro, invece, sembra quasi una vittima degli eventi. Diciamo che, nonostante lo sviluppo della trama, ho trovato questo cambiamento troppo forzato se non un po’ assurdo.

Ovviamente questa è stata una mia impressione. Ciò non toglie che questo romanzo mi sia piaciuto moltissimo e che ne consiglio vivamente la lettura sia a chi la Genisi già la “conosce” e sia per chi si vuole approcciare al suo mondo per la prima volta come ho fatto io.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Giulio Perrone Editore
Pagine: 157
Prezzo: 13.00€

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Clessidra – Dani Shapiro

Come avete avuto ampiamente modo di vedere nei vari articoli e nelle varie foto post Salone del Libro, la sottoscritta ha riportato a Bari diversi libri. Questo di cui vi andrò a parlare oggi fa parte di quel bottino.

Clessidra di Dani Shapiro è un memoir che indaga sugli effetti che il tempo produce sul matrimonio. Si tratta di una sorta di bilancio che l’autrice tenta di stimare dopo diciotto anni di matrimonio, ricordando la luna di miele e quasi volendo cercare di avvertire la se stessa del passato.

Non eravamo tanto giovani quando ci siamo sposati. Io avevo trentacinque anni, M. quarantuno. Mentre leggo i miei appunti, sento il tempo piegarsi su stesso. E’ come se potessi allungare una mano e toccare sulla spalla quella donna felice, in luna di miele, non propriamente giovane, distrarla dai morbidi asciugamani e dai caffè e dalla cacca dei piccioni, e dirigerla verso un’altra visione, una visione futura. Mentre entra in un negozio di Place Vendome vorrei dirle che la vita è lunga. Che questo è solo l’inizio. E che forse è vero, quantomeno in termini poetici, che gli inizi sono semi che contengono in sé tutto quello che verrà.

Si riscontra un tipo di maturazione durante tutto il libro, quella maturazione che viene non solo con la crescita anagrafica individuale ma soprattutto in quella maturazione come coppia che, nel tempo, si modifica e si plasma a seconda della vita coniugale.

I passi falsi e le cadute; gli errori di valutazione; i pericoli scampati; gli «avrei potuto». Sono arrivata a nutrire la convinzione che non sono tanto gli errori che commettiamo ad influenzare la nostra vita, quanto il momento in cui li commettiamo. Ora c’è meno elasticità. Meno tempo per reagire. E quindi do ascolto a quel sussurro urgente e mi muovo con sempre maggiore circospezione. Tengo la mia vita con M. tra le mani con la stessa delicatezza che riservo alla maiolica che abbiamo riportato dalla luna di miele tanto tempo fa. Siamo delicati. Siamo belli. Non siamo nuovi. Dobbiamo essere maneggiati con cura.

In un flusso continuo (il libro, infatti, non è suddiviso in capitoli) ripercorriamo e viviamo, insieme all’autrice, momenti cardini del suo matrimonio: le delusioni, le difficoltà, le paure ma anche le gioie e le soddisfazioni.

Troviamo una donna che si mette a nudo, che non ha paura delle sue debolezze anche a distanza di anni. Che tiene talmente tanto al suo matrimonio da domandarsi se, per caso, lei non sia stata un ostacolo per la vita del marito. Si racconta, si psicoanalizza, si consiglia e, in un certo senso, si “assolve”.

Qualche volta penso di aver dato un’organizzazione alla mia folla interiore. Per un breve istante mozzafiato, mi sento assolutamente completa. Capisco di essere fatta di molte me stessa che compongono un unico coro. Ascoltare la musica suonata da questo coro, riconoscerla in quanto musica, come qualcosa di nobile, di vario, di sublime, come una trama – ecco, questo è il lavoro di una vita.

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Con una scrittura semplice e coinvolgente la Shapiro ci regala un libro che si legge tutto d’un fiato e che può insegnare molto alle giovani coppie che si apprestano ad affrontare la vita matrimoniale. La mancanza della suddivisione in capitoli viene surclassata da una narrazione fluida e avvincente.

Questo è uno di quei libri che ti capitano tra le mani per caso ma che amerai così tanto da non volertene più separare e che consiglierai a tutti.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Edizioni Clichy
Pagine: 152
Prezzo: 15.00€

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31° Salone Internazionale del libro di Torino

Buongiorno lettori, oggi vogliamo raccontarvi il nostro Salone del libro di Torino! Per tutti gli amanti dei libri e della letteratura è un appuntamento immancabile; io ho avuto modo di andarci anche negli ultimi due anni, ma quello di quest’anno è stato speciale perchè avevo con me le mie colleghe e amiche Sara, Daniela, Patrizia e Barbara. Di seguito riporteremo le nostre impressioni e i nostri pareri, oltre ovviamente alle foto di tutto il gran popò di roba che abbiamo ovviamente acquistato 😀 In blu scriverò io, Lydia. Purtroppo dovendo far combaciare anche gli impegni familiari ho potuto partecipare al Salone solo il sabato, è stata una giornata molto impegnativa ma proficua.

Innanzi tutto c’è da dire che sicuramente per potersi godere appieno il salone del libro sono necessari ALMENO due giorni, per riuscire a incastrare il libero girovagare e acquistare libri e fare le file per gli eventi e i firmacopie. Ma racconterò con ordine la giornata di sabato!

Sono partita da Cuneo alle ore 8.12 e sono arrivata a Torino Porta Nuova alle 9.40. Ad aspettarmi c’erano Sara, Daniela e Patrizia; dopo una ricca colazione al McDonald della stazione siamo corse a prendere la metro, direzione Lingotto. A causa della moltitudine di gente ci siamo dovute dividere su due treni e, dopo le file per entrare, io, Sara e Daniela eravamo alle 11 davanti allo stand Bao, obiettivo: firmacopie e sketch della coppia Turconi-Radice. Accanto le file per Daniel Cuello e ZeroCalcare. Purtroppo dopo mezz’ora abbiamo dovuto abbandonare la fila e rimandare il tutto alle 14, troppe persone davanti. Ho quindi approfittato del momento per fare alcuni acquisti: Stronze si nasce di Felicia Kingsley (in vista del firmacopie di autrici romance della Newton compton del pomeriggio) e I doni della vita di Irene Nèmirovsky, dallo stand Newton&Compton editori,  la nuova edizione di W.I.T.C.H. uscita in questi giorni per Panini, con la nuova cover di Mirka Andolfo. Poi di corsa in sala BookStock per la conferenza di Stefano Turconi e Teresa Radice su Non stancarti di andare, in collaborazione con Emergency alle 12.

Tappa successiva è stato lo stand di La Corte editore, per comprare il nuovo romanzo di Alessia Coppola in anteprima assoluta, Vision che uscirà solamente in autunno in libreria (e ovviamente la foto e l’autografo di rito erano d’obbligo :D)

Dopo un pranzo leggero, io e Daniela siamo andate di corsa allo Stand Bao per il nostro sketch e autografo di Non stancarti di andare. Come sempre Stefano Turconi è bravissimo e mi ha regalato una bellissima Iris che disegna. Mentre Daniela proseguiva facendo la fila per Daniel Cuello, io, Sara e Patrizia siamo andate a trovare lo stand di ABE Editore, dove ci siamo immerse in mezzo a copertine e libri bellissimi e abbiamo acquistato le bellissime Imbustastorie, di cui prossimamente vi parlerò sempre qui sul blog. Ho comprato inoltre un libro di racconti giapponesi. Alle 15 sono cominciati gli sketch di Mirka Andolfo, autrice di graphic novel come Contronatura Sacro/Profano, allo stand Panini: mi sono fatta disegnare una simpaticissima Irma.

Dopo essere passate dalla Giulio Perrone editore e aver avuto modo di provare i loro nuovissimi e coloratissimi gadget, con il logo BOOK PUSHER, attimo di pausa e riposo sotto la magica torre di libri, meditando sul nuovo stato di povertà acquisito in poche ore. Ma le 16.30 si avvicinavano e con questo orario anche il firmacopie organizzato dalla Newton&Compton con tutte le sue autrici di romance. Ricevute le dediche di Lucrezia Scali e Felicia Kingsley di corsa allo stand feltrinelli e ho fatto il mio ultimo acquisto della giornata: A panda piace questo nuovo libro qui di Giacomo Bevilacqua, da cui ho avuto il piacere di ricevere uno splendido sketch e con cui ho fatto una bellissima foto. 

E il mio salone si è concluso così: stanca, sudata, più povera, ma molto più soddisfatta e felice. Salutandovi con la foto del mio bottino, lascio la parola alle mie colleghe!

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Salve a tutti, lettori! Sono Daniela e adesso vi racconterò la mia personalissima esperienza al Salone Internazionale del Libro di Torino. Non entrerò nel merito della giornata in cui il gruppo di Leggendo a Bari era “operativo” in massa (ovvero il sabato) perché ve ne ha già abbondantemente parlato Lydia. 

Più che altro vorrei cercare di raccontarvi la fantastica atmosfera che si respira tra quegli stand. Gli espositori, gli autori, gli editori, I LETTORI! Si respira un’aria di festa, sembrava quasi un mondo parallelo. Per me, al mio primo anno, è stato quasi come abitare un sogno. Credo di aver finalmente capito come possa essersi sentito Pinocchio al suo ingresso nel Paese dei Balocchi. E credo anche di aver capito come si sia sentito nel momento in cui si trasforma in un ciuchino: è stata la stessa sensazione che ho percepito io rientrando a Bari con il portafoglio quasi completamente vuoto (ma, si sa, nel nostro disperato status di lettori compulsivi povertà is a state of mind)! 

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Il mio bottino del SalTo18

Ho passato due giorni fantastici tra stand, firmacopie e conferenze. Ho ritrovato fumettisti che adoro riuscendo ad avere un loro sketch (ma rinunciando ad altri… sigh!), ho scoperto nuovi autori, incontrato persone ma, soprattutto, ho vissuto quest’esperienza speciale con persone speciali: le mie amiche del gruppo di lettura!

Vi lascio con i tre sketch ricevuti da autori che ritengo abbiano un talento enorme: Daniel Cuello (meravigliosa scoperta), i coniugi Teresa Radice e Stefano Turconi (sempre più teneri e sempre disponibili) e Giacomo Bevilacqua (sempre più simpatico e caciarone).

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Insomma, è stato un Salone magnifico! E, parafrasando il titolo di quest’anno, chissà se un giorno, tutto questo… potrà ripetersi! (Piccolo spoiler: stiamo già lavorando per l’anno prossimo! Incrociamo le dita!)

 

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Fiore frutto foglia fango – Sara Baume

Vi è mai capitato di sentirvi chiedere il motivo per cui avete comprato un determinato libro? E quante risposte avete dato che, agli occhi (e alle orecchie) di un non lettore, sono potute suonare strane e bizzarre? Bene, io ne ho una per questo libro: perché ho comprato questo libro? Perché c’è un cane in copertina.

Il mio amore per i nostri amici pelosi a quattro zampe mi ha portato ad afferrare e comprare questo libro senza nemmeno leggerne la trama. Col senno di poi ammetto che si è trattato di una scelta abbastanza azzardata ma non è stata una pessima scelta. Anzi.

Fiore frutto foglia fango è la storia di un’amicizia: quella tra un umano ed il suo cane. Entrambi sono “strani”, feriti, impauriti e malandati; ognuno a modo suo ed ognuno per motivi diversi.

Quando Ray trova Unocchio al canile e decide di adottarlo, di salvarlo da quella vita, involontariamente decide di salvare un po’ anche se stesso. Inizia così una convivenza fatta di piccole abitudini in un piccolo universo rappresentato dalla casa color salmone situata sulla costa irlandese e dalle spiagge che la circondano.

Ma Unocchio, oltre ad essere ferito fisicamente, è ferito anche all’interno ed ha problemi a rapportarsi con chiunque non sia il suo padrone, sia esso umano o animale. Ed è per questa incapacità a rapportarsi che, durante una delle loro passeggiate, morde un altro cane gravemente. Per salvarlo dal canile e probabilmente dalla morte, Ray deciderà di mettersi in viaggio lasciando così la casa paterna e tutte le sue poche certezze.

E sarà un viaggio alla scoperta non solo di posti nuovi ma, soprattutto, alla scoperta di sé, alla scoperta di cosa un’amicizia come quella tra uomo e cane può dare e può rappresentare. Un viaggio che permetterà a Ray di capirsi e capire tutto quello che è stato il suo passato e la sua vita prima di Unocchio.

Fiore frutto foglia fango

Sara Baume riesce a raccontare i pensieri di Ray e lo speciale rapporto che lega un umano al suo animale con parole semplici. La narrazione è scorrevole, senza fronzoli, arriva diretta al cuore come della buona musica.

L’intero romanzo mi ha un po’ ricordato, per sommi capi, Il mio cane del Klondike di Romana Petri in cui veniva narrato un rapporto similmente esclusivo tra una donna ed il suo cane, anche lui salvato dalla strada con ferite fisiche e psicologiche.

Amo questi libri perché riescono ad entrare nel vivo dei sentimenti e dei rapporti. Rapporti che non tutti possono comprendere ma che, per chi li vive, hanno un potere sorprendente ed un’importanza notevole.

Vorrei essere nato con la tua capacità di stupirti. Non mi dispiacerebbe vivere meno, se la mia breve vita potesse essere intensa come la tua.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: NN Editore
Pagine: 236
Prezzo: 18.00€

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Castigo di Dio – Marcello Introna

Nella mia vita da lettrice mi sono imbattuta in tanti tipi di romanzi ognuno dei quali mi ha sempre suscitato diversi sentimenti più o meno positivi. Pochi sono stati quei libri che non mi hanno lasciato nulla. Sono del parere che un buon romanzo debba suscitare emozioni forti, sia esse positive o negative. Solo in quel caso mi posso ritenere soddisfatta. E devo dire che questo romanzo mi ha enormemente soddisfatta.

Ammetto che, prima della presentazione alla Libreria Libriamoci di Bitritto, non avevo mai sentito parlare di Marcello Introna e dei suoi romanzi (due, entrambi pubblicati da Mondadori). Casualmente una mia amica mi aveva chiesto, pochi giorni prima, se avessi letto il suo romanzo d’esordio Percoco ed io avevo candidamente ammesso che non sapevo nemmeno di chi stesse parlando.

Sarà stata una congiuntura astrale, una coincidenza, non saprei… sta di fatto che, incuriosita, mi sono recata a questa presentazione e sono rimasta letteralmente folgorata. Tanto da decidere di acquistare immediatamente il romanzo in questione: Castigo di Dio.

Il romanzo si apre nell’estate del 1943 e copre un arco temporale di quasi due anni narrando le vicende umane che girano attorno alla struttura de la Socia, un grande casermone costruito a Bari nel 1897 con lo scopo di offrire alloggi alla popolazione meno abbiente ma che, a lungo andare, era diventato un luogo di perversione e delinquenza.

Al suo interno, distribuiti su quattro piani, vi si trovava di tutto: dalle prostitute agli affari del mercato nero, senza tralasciare la prostituzione minorile, quei pochi uomini che abitavano lì solo perché non avevano altro posto in cui andare e altri traffici illeciti. A capo di tutto questo c’era un uomo che veniva chiamato Amaro.

Amaro era l’ossido che aggredisce il metallo, lo scorpione in attesa sotto la sabbia, la putrescina della carogna di un cane, era la guerra, il razzismo, l’opportunismo, il nazista che cavava denti d’oro ai deportati. Non provava affetto per nessuno e l’idea che nessuno ne provasse per lui lo irritava ancora di più perché lo leggeva come un gesto di mancata sottomissione.
Era cattivo. In un unico termine che meravigliosamente lo sintetizzava, era cattivo ed era nato così.
Un castigo di Dio.

 Nell’arco narrativo facciamo la conoscenza di diversi personaggi che girano attorno alla Socia e al “re” Amaro: Anna, la puttana letterata; i piccoli Francesco e Lorenzo; il prefetto corrotto Nicola Arpino; la famiglia Morisco a cui Amaro rapirà la figlia dodicenne; il commissario Michele De Santis; il giornalista Luca detto il Bardo e tanti altri.

A differenza di tanti altri romanzi in questo si nota la mancanza di un personaggio dai connotati positivi: nessuno dei protagonisti può portare una ventata di ottimismo, di “aria fresca” nell’atmosfera cupa e puzzolente della Socia.

Ognuno di loro è immerso nei suoi dolori, nei propri peccati. Negli abitanti della Socia c’è un’accettazione quasi passiva delle circostanze. E anche quando ci sono dei tentativi di ribellione non portano mai a nessuna svolta. Per quanto riguarda invece la classe politica dell’epoca viene dipinta come un manipolo di corrotti e viziosi, disposti a tutto pur di arricchirsi. Ed anche chi non ha lo stesso modo di pensare sembra quasi che faccia finta di non vedere pur di continuare la propria esistenza.

Castigo di Dio

Marcello Introna racconta tutto questo, amalgamando fatti realmente accaduti e personaggi realmente esistiti con altri di pura fantasia. La narrazione è scarna, diretta, capace di trasmettere tutto l’orrore di quegli anni di una città in balia della guerra e che cercava di risollevarsi.

Ammetto che durante l’intera lettura sono stata pervasa da un senso di angoscia profonda. Però, come dicevo all’inizio di questa recensione, per me un buon libro deve suscitare qualcosa. E questo romanzo qui mi ha preso l’anima.

Da amante della storia sono stata affascinata dal racconto di un’epoca che è stata forse una delle più oscure dell’umanità. Inoltre un punto a favore (ovviamente per parere puramente soggettivo) è l’ambientazione: è stato un modo per conoscere meglio il passato della mia città, Bari, ed in particolare del quartiere nel quale sono nata, cresciuta e in cui ancora vivo.

Marcello Introna, durante la presentazione, ha dato prova di essere un uomo con una cultura vastissima e con un’onestà intellettuale non indifferente. E sono state proprio queste qualità che mi hanno spinto ad acquistare e leggere il suo romanzo. Qualità che ho ritrovato all’interno del libro e che me l’hanno fatto apprezzare ancora di più.

Spero di riuscire a recuperare presto anche il suo romanzo d’esordio. Nel frattempo non posso fare altro che consigliarvi la lettura de Castigo di Dio, un romanzo che vi aprirà gli occhi e che vi farà riflettere su quanto oscura e malvagia possa essere la psiche umana.

 

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Un’immagine esterna della Socia, palazzone sito su piazza Luigi di Savoia, costruito nel 1897 e demolito nel 1965

 


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Mondadori
Pagine: 296
Prezzo: 19.00€

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Il sole a mezzanotte – Trish Cook

L’intro di questa recensione è stato cancellato e scritto più volte perché, davvero, non so come introdurre il libro di cui vi parlerò. Per cui ho deciso che l’intro giusto è questo qui: ciao, sono Daniela e sono una recidiva dei libri tristissimi e bellissimi.

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Bene, detto questo, urge un’altra precisazione: stavolta, prima di leggere il libro, sono andata al cinema a vedere il film. Per cui in questa recensione vi parlerò anche della pellicola che era nelle sale cinematografiche in questi giorni.

Ma, per il momento, torniamo al libro. Il sole a mezzanotte è la storie di Katie Price, ragazza diciottenne affetta da una rara malattia degenerativa: lo xeroderma pigmentoso comunemente detta XP. A causa di questa malattia Katie non può esporsi ai raggi solari e può uscire solo di sera. Per cui non frequenta la scuola pubblica ma studia da casa con l’aiuto del padre.

Nonostante questo ha una migliore amica, Morgan, ed anche un amore: Charlie Reed, il ragazzo che vede passare davanti alla sua finestra (oscurata) tutti i giorni ormai da undici anni.

La sera del diploma Katie chiederà al padre di poter andare a suonare nella stazione della loro cittadina e qui incontrerà, per la prima volta faccia a faccia, proprio Charlie. Tra momenti di imbarazzo e un piccolo aiuto da parte di Morgan, tra Katie e Charlie nascerà un sentimento che, per la prima volta, la farà sentire “una ragazza e non una malattia”.

Così, nascondendo un segreto enorme come quello della malattia, Katie intreccia una relazione con Charlie che la porterà finalmente a godere delle piccole cose che ogni ragazza della sua età merita e sogna. Ma basterà l’amore a far sparire tutto il resto?

Il libro, scritto da Trish Cook, è ispirato al film quindi siamo di fronte ad uno di quei rari casi in cui non vi sono differenze sostanziali. La narrazione è scorrevole ed anche lo stile è molto semplice. Qualcuno lo definirebbe un semplice libro per ragazzine ma non io. Perché anche in queste storie che sembrano banali, stereotipate e fatte con lo stampino c’è sempre qualcosa da imparare e di cui fare tesoro.

 

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La scena del primo appuntamento tra Katie e Charlie quando, insieme a Morgan, vanno ad una festa di diploma.

 

Il film, un remake di una pellicola giapponese del 2006, è stato diretto da Scott Speer ed è interpretato da Bella Thorne (qualcuno la potrebbe ricordare per i suoi lavori nella “famiglia” Disney) e da Patrick Schwarzenegger (figlio del più famoso Arnold). Le riprese sono state effettuate a partire dal 2015 tra Vancouver e Seattle.

Assolutamente perfetta l’interpretazione di Bella Thorne: è riuscita ad esprimere appieno tutta la vitalità e la voglia di combattere e farcela che contraddistingue una ragazza di diciotto anni. Anche l’interpretazione del giovane Schwarzenegger non lascia indifferenti. Vi svelo un piccolo segreto: al termine del film non c’era una persona in sala che non avesse gli occhi lucidi per la commozione!

Per alcuni versi la storia potrebbe ricordare molto quella più famosa de I passi dell’amore di Nicholas Sparks ma vi assicuro che, nonostante questo, sia il libro che il film meritano una chance. In fin dei conti ogni tanto fa bene versare qualche lacrima sulle pagine del libro che si sta leggendo!

Quindi, cosa aspettate? Correte al cinema ed in libreria e godetevi questa splendida storia d’amore e cogliete l’insegnamento che solo queste storie possono dare.

 

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Una delle scene finali del film, forse la più toccante.

 


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Fabbri Editori
Pagine: 205
Prezzo: 18.00€