La paranza dei bambini – Roberto Saviano

“Il segreto della frittura di paranza è saper scegliere i pesci piccoli: nessuno deve stare in disequilibrio con gli altri. La frittura di paranza è tale quando tutto ciò che ti finisce in bocca puoi masticarlo senza identificarlo. La frittura di paranza è lo scarso dei pesci, solo nell’insieme trova il paranzasuo sapere. […] Tirate in barca le reti, sul fondo rimangono questi minuscoli essere confusi tra la massa dei pesci, sogliole non cresciute, merluzzi che hanno nuotato troppo poco. Il pesce viene venduto e loro restano sul fondo della cassetta, tra i pezzi di ghiaccio sciolti. Da soli non hanno alcun prezzo, alcun valore, raccolti in un cuoppo di carta e messi insieme diventano prelibatezze. Insieme nel fondo del mare, insieme nella rete, insieme impanati, insieme messi nel rovente olio, insieme sotto i denti e nel gusto – uno soltanto, il gusto della paranza.”

È così che Saviano parla della paranza dei bambini, descrivendo come nasce e come fa a sopravvivere in mezzo a “pesci” molti più grandi di loro. Tutti conosciamo la serie che ha reso famosa e più chiara a tutti la situazione sociale che si vive in certe zone di Napoli, e con questo libro, lo stesso autore vuole puntare l’obiettivo su un’altra piaga di quei quartieri: i bambini che vivono ogni giorno tutto questo. Sapevo, iniziando a leggerlo, che sarebbe stata una lettura dura. Si fa fatica a pensare che quei gesti, quelle parole, quelle azioni tremende siano opere di bambini che in una società normale dovrebbero stare al campetto di calcio o a casa di amici a commentare l’ultimo gioco della xbox appena uscito. Qui, in questo libro, i videogiochi vengono usati solo come addestramento per un agguato. Le missioni di Call of Duty sono l’antipasto a un omicidio. La corsa a GTA serve per sperimentare sul virtuale il furto di un camion. Niente, per questi bambini, è solo e soltanto un gioco. O forse no?

E se in maniera molto superficiale siamo portati inizialmente a pensare che, se questi ragazzini sono spinti tra le braccia del crimine, è solo perché l’esempio è venuto dai genitori beh… dobbiamo subito ricrederci. Saviano ci mostra chiaramente l’impotenza dei genitori, la loro totale incapacità nel poter cambiare le cose. Il loro destino è quello di vedere i figli prendere una strada che sanno porterà a qualcosa di terribile e sentirsi impotenti. I sacrifici fatti dai genitori per il bene della famiglia sono visti, dai figli, come qualcosa di inutile. Lavorare dodici ore al giorno per pochi euro fa di te non un padre amorevole, ma un padre debole, senza spina dorsale. Se spacciare, rapinare e uccidere mi fa guadagnare il doppio di quello che prendi tu spaccandoti la schiena, io mi sento in diritto di guardarti dall’alto verso il basso, di disprezzarti. Non “si ‘omm” lavorando così.

“Pensavano ai portafogli smunti dei genitori che faticavano tutto il giorno, che si dannavano con lavori e lavoretti spezzandosi la schiena, e sentivano di aver capito come si sta al mondo più assai di loro. Di essere più saggi, più adulti. Si sentivano più uomini dei loro padri.”

Passi buona parte della lettura a sospirare angosciato e speri sempre che succeda qualcosa che possa far breccia nella testa di chi, in fondo, è ancora piccolo. Ti chiedi dove sia finita la loro sensibilità, quella che dovrebbe fargli sentire forte il desiderio di un abbraccio dalla mamma, della normalità di una giornata a scuola, dei problemi che sono in realtà dei non problemi. Speri che capiscano che quello che sta succedendo è sbagliato. E invece no. Anche gli eventi peggiori non hanno alcun peso sulle loro anime. La crudeltà si radica nel cuore e nel cervello dei protagonisti e non esiste più speranza. Chiudi il libro con la voglia di tornare indietro per non sapere. Ma ormai è tardi. Sei entrato, grazie a Saviano, direttamente nel covo di questi bambini e hai visto. Hai sentito. Puoi solo sperare che un giorno tutto cambi. Che la speranza ci sia, da qualche parte, in quel mare di tenebra in cui affondano, fin da piccoli, questi ragazzi.

«E ti pare che mi metto paura di un bambino come te?»
«Io per diventare bambino c’ho messo dieci anni, per sparati in faccia ci metto un secondo.»
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Editore: Feltrinelli
Pagine: 352
Prezzo: 18.50 euro
Anno Pubblicazione: 2016

 

(In collaborazione con Thrillernord )

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