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Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon

cover.jpgSono sempre stata attratta da questo libro,ogni volta che mi capitava di vederlo sugli scaffali delle librerie. La trama mi incuriosiva parecchio ed effettivamente quella di cui vi parlo oggi si è rivelata essere una lettura piacevolissima! Sto parlando di Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Huddon.

Si tratta di un romanzo scritto in prima persona dal protagonista, Christopher Boone, un ragazzo inglese di 15 anni affetto dalla sindrome di Asperger. La vita di Christopher è fortemente influenzata dalla sua patologia che lo porta ad avere rapporti sociali difficoltosi, anche con i membri della sua famiglia. Non ama essere toccato, non è in grado di riconoscere le emozioni e le espressioni del viso delle persone, non ama trovarsi in posti con troppa gente, si rifiuta di mangiare se due cibi diversi sono entrati in contatto e ha sempre bisogno di sapere che ore sono. Al di là di queste problematiche, Christopher è un ragazzo brillante, bravissimo in matematica, fisica e in tutte le discipline scientifiche. Una sera il ragazzo fa uno strano ritrovamento: trova Wellington, il cane di una vicina di casa, morto, infilzato con un forcone. Christopher non riesce ad ignorare l’accaduto e da quel momento metterà in gioco tutte le sue abilità intellettive ed investigative per scoprire chi sia il misterioso assassino. Queste indagini involontariamente porteranno alla luce ben altri segreti riguardanti la sua stessa famiglia, che lo spingeranno a compiere azioni che non avrebbe mai pensato di poter fare prima.

Mi chiamo Christopher John Francis Boone. Conosco a memoria i nomi di tutte le nazioni del mondo e delle loro capitali, e ogni numero primo fino a 7507.

Quando si iniziano a leggere le prime pagine di questo romanzo ci si rende subito conto di avere tra le mani un romanzo diverso dal solito. Il primo elemento che salta subito all’attenzione del lettore, è lo stile narrativo. L’autore è stato straordinariamente capace di riportare con la sua scrittura quelli che sono i pensieri di un ragazzo autistico, facendo venir fuori le problematiche legate a questa condizione ma anche i suoi aspetti più straordinari.

La mia mente funziona come la pellicola di un film. Ecco perché sono bravissimo a ricordare le cose, come le conversazioni che ho trascritto nel libro, cosa indossano le persone o il loro profumo, perché la mia testa possiede una sorta di memoria olfattiva che funziona come una colonna sonora.

Huddon utilizza un’espediente narrativo nella narrazione: quello che il lettore sta leggendo viene presentato come il libro scritto dallo stesso Christopher, una sorta di esercizio terapeutico consigliatogli dalla psicologa della scuola. Il racconto non è lineare, è infatti costellato da una serie di digressioni riguardanti descrizioni di oggetti, persone o avvenimenti che catturano l’attenzione del ragazzo durante la scrittura. Nella narrazione si ritrova quell’attenzione al dettaglio, quella precisione matematica, quasi scientifica nelle descrizioni, che caratterizza proprio il modo di pensare di questi ragazzi. Questa meticolosità è evidenziata anche dai disegni che Christopher riporta nel suo libro, per spiegare al meglio una determinata situazione.

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Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte è quindi non solo un viaggio alla scoperta dell’assassino di Wellington, ma è un vero e proprio viaggio alla scoperta del funzionamento della mente di Christopher. Le sue osservazioni spesso ingenue e il suo flusso di pensieri fanno sorridere il lettore rendendo la lettura scorrevolissima, ma dall’altro lato portano ad una serie di riflessioni. Mettono in luce quelle che sono le difficoltà che affrontano questi ragazzi nel compiere azioni della vita quotidiana che per tutti gli altri sono scontate e semplicissime. Rivelano anche il dolore delle famiglie che non riescono a relazionarsi con i propri figli e ad avere una vita normale. Christopher ad esempio, per sentirsi al sicuro, ha bisogno di risolvere complessi calcoli matematici a mente: in questo modo sa di avere tutto sotto controllo. Sapere infatti che le cose seguono un ordine e una logica ben precisa è fondamentale per lui, il contrario è invece motivo di terrore e angoscia.

La gente mi confonde. Per due ragioni, fondamentalmente. La prima è che la gente parla molto senza usare le parole. Siobhan dice che se si solleva un sopracciglio, questo può significare molte cose differenti. Può voler dire: <<Voglio fare sesso con te>>, ma può anche essere inteso come: <<Hai appena detto una cosa veramente stupida>>. […] La seconda ragione è che la gente spesso parla usando delle metafore.

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte è quindi un romanzo che con estrema semplicità è in grado di veicolari messaggi molto profondi e intensi. Leggerlo è un’esperienza che va vissuta e che vi cambierà!


Scheda del libro

Editore: Einaudi
Pagine: 244
Prezzo: 12 euro

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Come vivo ora – Meg Rosoff, tra pagine e pellicola…

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Di solito i libri di poche pagine non mi convincono mai appieno. Si leggono in meno tempo, ma mi chiedo sempre come sia possibile delineare dei personaggi e una storia a cui affezionarsi davvero in poche righe. Inizio quindi a leggere piena di pregiudizi e un po’ scettica e devo dire che, nella maggior parte dei casi, quei pregiudizi si sono scoperti veritieri.
Nel caso di Come vivo ora, invece, in poco meno di 180 pagine, si viene catapultati in un mondo afflitto dalla piaga di una guerra tra Nemici sconosciuti, riuscendo a percepire perfettamente il disagio del conflitto e cosa sono costretti a subire i civili che sperano solo nella fine delle ostilità.

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Piper e i suoi fratelli corrono in una scena del film

I protagonisti sono dei ragazzi, una in particolare, Daisy, che si è trasferita dall’America all’Inghilterra per passare le vacanze con dei cugini che non ha mai visto prima. Durante la sua permanenza nella tenuta di campagna della zia, Daisy si ritrova a conoscere questi suoi strani quanto adorabili parenti: Piper, la piccola della casa, dolce e socievole; Isaac, un ragazzino silenzioso che ama gli animali al punto di capirli con un solo sguardo; Edmond, gemello di Isaac, più spigliato rispetto al fratello; Osbert, il fratello maggiore e unico personaggio entusiasta della guerra. La giovane Daisy, con problemi di autostima e anoressia, viene travolta dall’energia dei cugini che la coinvolgono in gite al lago e scampagnate all’insegna del divertimento. E’ in questo contesto che Daisy scopre cos’è l’amore, avvicinandosi al cugino Edmond, ricambiata.
Durante la permanenza di Daisy, la zia parte per questioni di lavoro e i ragazzi si ritrovano a gestire la tenuta da soli fino a quando il conflitto non raggiunge anche le sperdute campagne inglesi e la loro casa viene sequestrata dai militari con l’intento di renderla una base operativa.
I ragazzi verranno separati, subiranno violenze e patiranno la fame ma andranno avanti con l’unico intento di ritrovarsi a tutti i costi.

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Il cugino Isaac, nel film interpretato da Tom Holland

La cosa che risulta forse difficile al lettore, è immaginarsi questa storia ambientata nel nostro mondo e ai giorni nostri. Non si tratta infatti di un vero e proprio romanzo distopico, non c’è una nuova società o una nuova Terra. Tutto è ambientato nella reale Inghilterra, ma il velo di mistero che si crea attorno a questo fantomatico “Nemico” resta irrisolto dall’inizio alla fine del libro. L’importanza, infatti, non viene data a chi ha generato il conflitto, bensì a cosa devono sopportare coloro che non c’entrano nulla con la guerra.

Si tratta di una narrazione molto scorrevole e realistica. Gli episodi descritti tengono il lettore incollato ad ogni parola fino a farlo commuovere per ogni difficoltà che i ragazzi devono affrontare pagina dopo pagina.

Ma veniamo a noi…

Nel 2013, da questo romanzo è stato tratto un film, intitolato anch’esso “Come vivo ora”.
photo_09Nonostante io abbia letto prima il libro e poi abbia guardato il film, in realtà sono venuta a conoscenza prima di quest’ultimo. La pellicola infatti, nonostante sia stata abbastanza snobbata dalla critica, presenta, nel ruolo della giovane Daisy, un nome importante come quello di Saoirse Ronan (Espiazione, Amabili Resti, The Host, Grand Budapest Hotel).

Ma questo film mi è piaciuto o no?

La risposta è: SI, ma è come se si trattasse di una storia completamente diversa. E non sto parlando di dettagli irrilevanti dimenticati dal regista durante la trasposizione, parlo di personaggi inventati, protagonisti ammazzati inutilmente e isterismi inutili inseriti per condire il tutto tra una cosa e l’altra.

Per prima cosa, la gerarchia dei fratelli è completamente cambiata: Piper resta la più piccola; Isaac diventa il fratello intermedio ed estroverso pronto a coinvolgere l’intera famiglia in una battuta di pesca con un entusiasmo che neanche i bambini il giorno di Natale; Edmond diventa il fratello maggiore introverso con uno sguardo da ragazzo complesso che solo a vederlo ti viene la sconfidenza ma no, Daisy lo trova irresistibile.

Ma il cambiamento più incredibile da libro a film, in fondo, non lo subiscono i cugini, bensì la stessa Daisy, che arriva dall’America con questo stile emo/alternativo da adolescente degli anni 2000 e con problemi mentali non indifferenti che la portano ad una ossessione maniacale per la pulizia e l’autocontrollo auto-inflitto attraverso frasi-mantra ripetute nella mente all’infinito. Addio tenera Daisy che prende per mano Piper per andare in giro per le campagne inglesi, benvenuta isterica pazza col tasso di acidità di uno yogurt andato a male!

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Saoirse Ronan nei panni di Daisy in una scena del film

Non mi esprimerò sul finale del film che rasenta la fantascienza. E’ un finale commovente e di per sè anche bello, ma COMPLETAMENTE differente da quello del libro, nel bene e nel male!

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Da sinistra: Piper, Isaac, Daisy ed Edmond

In conclusione, leggete il libro e guardate il film consapevoli di stare per guardare una storia che c’entra poco con quella originale, a parte per pochi dettagli e una linea guida generale!

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SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Feltrinelli
Pagine: 176
Prezzo: 13,00€

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La figlia di Odino – Siri Pettersen

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E’ con questa dedica che si apre “La figlia di Odino” un romanzo pubblicato da Multiplayer Edizioni che ha tenuto noi appassionati del genere fantasy incollati allo schermo del computer in attesa di scoprire la data di uscita. Inizialmente, non conoscendo ancora la trama, credevo che il libro parlasse in maniera approfondita della mitologia norrena che tanto amo. Invece, l’autrice, ha deciso di presentarci un mondo ex novo con divinità e usanze del tutto inventate. Non posso negare di aver avuto qualche difficoltà durante i primi capitoli nel cercare di sbrogliare la matassa che avvolgeva l’ambientazione. Si parlano di Orbi, del Rito, del potere, del Veggente e tutto questo viene citato durante la lettura senza spiegare chi o cosa sono. L’autrice ha sapientemente scelto di portare avanti la storia lasciando scoprire al lettore tutto quello che serviva man mano che si andava avanti. Come una partita a poker, le carte sono state scoperte con molta, moooolta calma per accrescere la suspance narrativa.

19988963_10155447288437410_1001456862_nI protagonisti di questa storia sono Hirka e Rime. Fin da subito scopriamo che Hirka è un essere che non fa parte del mondo in cui vive. E’ una senzacoda, è quello che viene giudicato un nemico da eliminare. O almeno, questo è quello che pensano tutti tranne l’uomo che l’ha trovata quando lei era in fasce. Lui decide di salvarle la vita e cucirle addosso una bugia:

“La coda ti è stata portata via dai lupi”

Come tutte le bugie però arriva presto il momento in cui bisogna fare i conti con la verità. A Hirka manca il dono, caratteristica unica del popolo con cui vive e presto, quando verrà chiamata a mostrarlo al Consiglio, tutti se ne accorgeranno e per lei sarà la fine. E’ così che inizia la sua fuga ed è così che inizia anche la storia dolcissima di un’amicizia, quella con Rime, che va oltre ogni cosa: la differenza di classe, di razza, di credo.

La Multiplayer Edizioni ha ancora una volta scovato una saga che saprà appassionare il lettore.  Di contro, potrebbe succedere che la storia possa impiegare diversi capitoli prima di risultare avvincente per chi la sta leggendo e il mio consiglio è di non lasciarsi sopraffare e continuare la lettura. Verrete ripagati dell’attesa 😀

SCHEDA DEL LIBRO

Titolo: La figlia di Odino
Autore: Siri Pettersen
Editore: Multiplayer Edizioni
Prezzo: 21,00 €
Pagine: 631

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Presentazione “Wolfheart” Alessia Coppola

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Sabato 10 giugno 2017 io (Lydia), Sabrina, Daniela e Sara abbiamo assistito alla presentazione di “Wolfheart – La ragazza lupo” di Alessia Coppola al BGeek a Bari, diretta da Paolo Pugliese. E’ stata un’ottima occasione per reincontrare la scrittrice dopo la presentazione della serie “Alice from wonderland”  dello scorso anno. La presentazione è durata circa una mezz’oretta, ma ci ha conquistate (tanto è vero che, subito dopo, io e Sabrina siamo corse a comprare una copia del libro in anteprima; ricordiamo, infatti, che il libro sarà disponibile da ottobre 2017). Alessia ha creato delle nuove creature sovrannaturali per questo romanzo, i totemki, che hanno dentro di sé lo spirito di un animale; nel caso di Aylena, il totemki è rappresentato dallo spirito del lupo. A causa di una maledizione, vive durante il giorno come un lupo, durante la notte, invece, sotto la forma di essere umano (mi ha ricordato un po’ Ladyhawke :D). Per liberarsi della maledizione deve compiere un viaggio sia geografico che storico, dal momento che attraversa le epoche e l’Europa. E’ stato bello scoprire come Alessia abbia creato questo personaggio, inserendo le caratteristiche di coraggio che vorrebbe possedere lei. Attraverso un percorso tra streghe, creature fantastiche e cacciatori, Aylena cercherà di liberarsi dalla sua maledizione. 

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E’ stato bello scoprire cosa c’è di lei nei personaggi nati dalla sua creatività, il fatto che nel mondo di Alice le assomigliassero molto il Cappellaio e il Brucaliffo, che Alice avesse di lei il desiderio di trovarsi e la curiosità. In Aylena, invece, c’è il desiderio di riscatto nei confronti della vita, il desiderio di avere coraggio: è una sorta di personaggio specchio che ha influenzato Alessia nelle sue scelte. Infatti, durante la chiacchierata, è venuto fuori che questo è stato il primo romanzo che lei ha scritto all’età di 20 anni, ed era di mole maggiore rispetto alle 320 pp. odierne. 

Un momento commovente è stato quando, dal pubblico, è stata fatta la domanda ad Alessia su come fosse nata la  passione per la scrittura, quando si è resa conto che la carta e l’inchiostro la chiamavano; la risposta è stato un riferimento all’infanzia e al desiderio di suscitare emozioni positive negli altri dopo averle viste negli occhi della madre mentre apriva un libro. Per un attimo mi è scesa una lacrimuccia!

Nel momento finale foto con Alessia e il libro *-*

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Ciao, ragazzi! Proprio come ha già detto Lydia, ho partecipato anch’io alla presentazione di Alessia Coppola (sì, sono Sabrina, quella vestita da dark nella foto!). Che dire? Che aggiungere rispetto a quello che ha già detto Lydia?

Si è trattata di una bellissima esperienza, proprio come l’anno scorso, vissuta insieme ad alcune delle ragazze di Leggendo a Bari e soprattutto, di nuovo con Lydia! Con l’autrice Alessia Coppola si è instaurato un bel rapporto, ed è stato bello ritrovarla e chiacchierare con lei rispetto alla passione della scrittura!

Alessia sa sempre come catturare i suoi lettori con romanzi particolari, personaggi combattuti e, stavolta, Aylena possiede dentro di sé un’oscurità molto profonda, rendendolo un personaggio diverso dagli altri creati dall’autrice. Sono troppo curiosa di leggere le sue avventure! 

 

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La dedicuccia che mi ha lasciato *^*

A parte il racconto di come Alessia abbia scoperto la sua passione per la scrittura, mi ha molto colpito l’aspetto di oscurità della protagonista, il fatto che sia molto forte, almeno all’apparenza. E poi, Alessia ci ha anticipato che forse ci sarà un amore… abbastanza combattuto! Mi aveva già conquistato così!

Chissà, magari l’anno prossimo Alessia tornerà al Bgeek per presentarci il suo sequel!

 

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Se prima eravamo in due – Fausto Brizzi

se prima eravamo in due“Oggi io, i tuoi e i miei nonni siamo tutti dentro di te, come un imbuto dell’amore che ha travasato anni di parole, desideri e sentimenti in un contenitore speciale ed unico. Tu“.

Dopo il diario di una mamma ribelle è arrivato il momento di parlare anche di un papà, famoso, che racconta della sua esperienza come genitore. Con “Se prima eravamo in due” il regista Fausto Brizzi ci vuole rendere partecipi di questa assurda avventura che è la paternità. Fausto, già famoso con “Ho sposato una vegana”, torna sugli scaffali con un diario destinato alla figlia in cui racconta passo dopo passo (partendo dalla gravidanza) le cose che hanno caratterizzato l’arrivo di Penny e tutti i cambiamenti che sono poi sopraggiunti alla sua nascita.

Iniziamo con un piccolo plauso a Claudia, la moglie dello scrittore. Devo darle atto di essere una donna spiritosa perchè, se fosse stata anche solo un minimo permalosa, probabilmente questo libro sarebbe finito in un falò insieme al marito. Dico questo perchè Claudia purtroppo, per il lettore, è un personaggio difficile da digerire. Più che racconti famigliari a volte sembra di leggere le cronache di un piccolo regime dittatoriale in cui i sudditi, (n.b. il papà) soccombono al volere incontrastato del capo di stato (n.b. la mamma) e quasi sempre finiscono ai lavori forzati (n.b. dieta e seitan a colazione). Sono stati fin troppi i momenti in cui era difficile capire come potesse, il nostro povero protagonista,  accettare così questo ruolo marginale in cui era stato relegato. Della serie: “Io partorisco sotto atroci sofferenze, quindi tu non puoi scegliere neanche il colore dei calzini che la bimba dovrà mettere alla nascita”. Insomma, spesso durante la lettura ho avuto voglia di richiudere il libro proprio perchè Claudia era, lasciatemelo dire, antipatica e insopportabile.

Per fortuna però questo libro non è solo Claudia e il suo ruolo di mamma (vegana e salutista). “Se prima eravamo in due” è ricco di momenti divertenti in cui si ha la fortuna di poter entrare nella testa di un papà a scoprire l’importanza che ha, per lui, quell’esserino che tiene tra le braccia. Troviamo quindi tra le pagine tante scene simpatiche di panico e confusione, altre che già fanno intuire che il feeling tra una bambina e suo padre è unico e inevitabile e poi infiniti attimi di dolcezza che riempiono il cuore di chi legge. Un esempio potrebbe esserlo questa spiegazione sul motivo per cui i nonni sono così pazzamente innamorati dei propri nipoti:

Oggi che sono padre capisco perchè i nonni impazziscono all’arrivo dei nipoti. Un nipote è un bis insperato del tuo artista preferito. E’ un elisir di lunga vita, un secondo giro sulla giostra quando ormai credevi che il luna park avesse chiuso. Un nipotino è l’immortalità.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Einaudi
Pagine: 120
Prezzo: 13.00€

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Strade di notte – Gajto Gazdanov

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Il tassista è un mestiere le cui storie da raccontare farebbero davvero invidia anche ad un romanziere dei più affermati. Passeggeri misteriosi, passati da scoprire o solo da immaginare partendo da piccoli dettagli colti per caso.

E’ questo quello che fa il protagonista di questo libro, un tassista russo che percorre ogni notte le strade di una Parigi desolata a bordo del suo taxi, scorgendo figure e ombre misteriose sui marciapiedi della capitale.

Si tratta però di una Parigi quasi decaduta, un paesaggio notturno dove si scorgono le figure più variegate: dalle prostitute agli ubriachi, dai mendicanti ai nobili decaduti. E lì dove il lavoro dovrebbe frenarlo, la curiosità porta il nostro tassista a lasciare il suo mezzo per andare ad esplorare di persona quelle strade e quei sobborghi che tanto lo attirano.

Viene narrata così una sequenza di episodi legati sempre a quelle strade di notte e a quei personaggi che assillano la vita notturna dei quartieri più malfamati della città.

E’ un libro breve, che si legge in un paio di sere e che fa riflettere su quello che albergava per le strada di Parigi di sera fino a qualche anno fa e che forse vi è ancora!

Personalmente, avrei preferito più misteri, più intrighi da scoprire, più passati sconvolgenti, invece ci si trova davanti ad una serie di episodi legati tutti alle vite di prostitute della zona. Meno coinvolgente di quello che speravo ma comunque una bella storia a tratti malinconica.

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SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Fazi Editore
Pagine: 237
Prezzo: 16,50€

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“13 Reasons Why/Tredici” di Jay Asher, tra pagine e puntate su Netflix

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Ormai fenomeno mondiale, 13 Reasons Why è diventato in pochissimo tempo il telefilm più discusso sul web. Tredici episodi che hanno scatenato un inferno di dibattiti su un tema difficile e scomodo come quello del suicidio. C’è chi lo consiglia per creare una maggiore consapevolezza sul tema o chi lo sconsiglia perchè potrebbe generare l’effetto opposto, ovvero una sorta di incitamento. Da qualsiasi parte si stia, non si può negare però che si tratti dell’ennesimo successo di Netflix!

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Clay davanti all’armadietto di Hannah.

Ma 13 Reasons Why, prima di diventare una serie tv, è prima di tutto un libro scritto da Jay Asher!

La storia è tra le più particolari che ci siano e anche il modo in cui è scritta lascia il lettore piacevolmente sorpreso.
Vengono narrate le vicende di Hannah Baker, una studentessa del liceo che si è suicidata lasciando delle testimonianze che spiegheranno i motivi della sua decisione. CALMI TUTTI, non si tratta di uno spoiler. Hannah è già morta quando il libro comincia e la narrazione ruota tutta intorno a questo evento. La ragazza ha infatti inciso 13 registrazioni su cassette prima di togliersi la vita per spiegare i 13 motivi che l’hanno spinta al suicidio. Queste motivazioni in realtà sono tutte legate a delle persone che la ragazza ha incontrato a scuola e che in qualche modo hanno avuto a che fare con lei e le hanno fatto dei torti che hanno avuto grosse ripercussioni sulla sua vita. Queste cassette vengono inviate al primo “colpevole”/protagonista della prima registrazione, vengono ascoltate e infine il suo compito è quello di impacchettarle di nuovo e spedirle al secondo protagonista delle registrazioni, così via fino all’ultimo colpevole. Il co-protagonista della storia è però Clay Jensen, un amico di Hannah e protagonista dell’undicesima registrazione, che si ritrova questo pacco di cassette davanti alla porta di casa. Il libro è quindi un alternarsi di pensieri di Clay e di pezzi delle registrazioni narrati da Hannah. Verità sconvolgenti sugli studenti più insospettabili verranno rivelate dalla ragazza fino a quando Clay non finirà di ascoltare tutte le cassette e dovrà inviare il pacco all’ascoltatore successivo.

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Clay inizia ad ascoltare la cassetta n.1

Il telefilm arriva dove il libro non ha potuto indagare oltre. Per riempire tredici episodi, dopotutto, bisognava ampliare il background di ogni personaggio, no? Piccoli dettagli vengono cambiati, com’è normale che sia, ma una scena in particolare vi lacererà il cuore in mille pezzi: la scena del suicidio di Hannah. Non andrò oltre, per il rischio di fare spoiler, ma siate pronti a versare fiumi di lacrime!

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Hannah Baker

Colonna sonora impeccabile, momenti toccanti e colpi di scena continui. La serie è un piccolo gioiello e preghiamo tutti insieme che non ne venga fatta una seconda stagione (come invece si vociferava), perchè non avrebbe assolutamente senso.

Rispetto al libro, tutto viene reso in maniera più realistica. Più che giustificato è infatti l’improvviso odio che provano i vari “colpevoli” nei confronti di Clay, quando scoprono che sta ascoltando le cassette (il motivo non ve lo rivelerò!).

Lo stesso Clay, che nel libro è un ragazzo molto tranquillo e sensibile, nel telefilm mantiene questi tratti ma viene sopraffatto continuamente da una rabbia che sfocia in comportamenti ribelli.

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E’ difficile mantenersi imparziali su una storia del genere perciò, esprimendo un mio parere personale, dirò che è una storia che va conosciuta. Leggete il libro, guardate il telefilm, quello che volete, davvero. Fatela vedere a chi parla a sproposito su tutto e tutti e fate capire loro quanto ogni azione che compiamo può avere un effetto sulle vite di chi ci circonda, anche non intenzionalmente. Certo, Hannah Baker si trovava in una scuola di deficienti, ipocriti e stalker come pochi, ma anche se vengono descritti avvenimenti molto pesanti quali episodi di stupro e bullismo, leggerete episodi “meno pesanti” le cui ripercussioni sono comunque notevoli.

Ora, bando alle ciance, alzate il volume e cliccate qui per ascoltare una delle tracce strappalacrime della colonna sonora, cantata da Selena Gomez, nonchè produttrice della serie.

SCHEDA DEL LIBRO:
Autore: Jay Asher
Editore: Mondadori
Pagine: 240
Prezzo: 17€

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Un saluto da Tony, il nostro stalker di quartiere 😉