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Non bisogna dare attenzioni alle bambine che urlano

20180516_112618Buongiorno lettori, oggi vi parlo della graphic novel “Non bisogna dare attenzioni alle bambine che urlano” che mi ha fatto compagnia durante il mio viaggio di ritorno da Torino. Prima di salire sull’aereo la scena è stata più o meno questa:

“Uh che bella Babi, quando la leggerai?”
“Mhm ora vediamo”
*Un’ora e venti minuti dopo…*
“Ragazzeeee io l’ho già finita *-* “

Intanto voglio iniziare dicendo che la cosa che più ho AMATO di questa lettura è stata…la musica. No, non sono pazza (o almeno, non lo sono più del solito). All’interno delle tre storie che compongono “Non bisogna dare attenzioni alle bambine che urlano” è tutto un suonare di jingle pubblicitari e canzoni che negli anni 90 ci hanno fatto perdere la testa. Una trovata davvero geniale che aiuta il lettore a immergersi completamente nell’epoca in cui è ambientato il libro. Voi non avete idea di quanto sia stato difficile non canticchiare durante la lettura con il rischio di far scappare i miei vicini di posto. Stare lì, leggere e concedersi qualche secondo di “Com’è che faceva?” per poi ritrovare il ritmo giusto e farsi una risata ripensando a ciò che facevamo quando in radio girava quel pezzo musicale.

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Altra cosa fantastica sono stati i tantissimi riferimenti a quei magici anni (sono una nostalgica, sì). La smemo, il walkman, le videocassette, i poster con Leonardo di Caprio in regalo con Cioè, Spice Girls su mtv ect. Sfido chiunque sia cresciuto in quel periodo a non emozionarsi di fronte alle “chicche” che le due autrici hanno inserito tra le pagine di questa graphic novel:

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“Non bisogna dare attenzioni alle bambine che urlano” è diviso in tre storie. La prima è quella di Giulia, occhialuta ragazzina timida che brama dalla voglia di diventare amica della popolare Federica. Assisteremo al suo salto “sociale”, a ciò a cui in quell’età sei disposto a fare pur di piacere a chi, senza un vero motivo, idolatri. Il finale vi farà sorridere, assicurato!

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Anna

La protagonista del secondo racconto invece è Anna. Conosciamo lei, i suoi amici skater e il tornando che presto stravolgerà la sua vita: Marilena. Quest’ultima è la classica ragazza difficile, quella che non viene mai a scuola, che senti litigare in macchina con il padre a cui si rivolge neanche fosse l’amico stronzo. Con lei farà le sue prime follie e con lei scoprirà se stessa per poi…Ehy, mica vorrete lo spoiler no?

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Clarice

Clarice è l’ultima a chiudere questo ciclo di racconti ed è anche la più cazzuta. L’ho A D O R A T A. Però ragazze, carissime autrici, voi mi avete fatto soffrire da morire quando ha preso in mano quelle dannate forbici. Cioè mi sono sentita male io per lei e ho dovuto spiegare ai miei capelli lunghi che quelle brutte cose non succedono davvero. Scherzi a parte, Clarice è diversa dalle due ragazzine che l’hanno preceduta. Clarice non è una bambina che urla, non cerca di piacere, non vuole essere la prima se non quando è sulla pista a gareggiare. È determinate come poche e rimarrà coerente fino alla fine ponendo la ciliegina sulla torta a questa godibilissima graphic novel.

Che altro dire? Abbiamo tantissime domande da fare alle due autrici. Che dite, proviamo a intervistarle??

SCHEDA LIBRO

AUTORI:  di Eleonora Antonioni e Francesca Ruggiero
EDITORE: Eris Edizioni
PAGINE: 176
PREZZO: 17.50 euro

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Il sole a mezzanotte – Trish Cook

L’intro di questa recensione è stato cancellato e scritto più volte perché, davvero, non so come introdurre il libro di cui vi parlerò. Per cui ho deciso che l’intro giusto è questo qui: ciao, sono Daniela e sono una recidiva dei libri tristissimi e bellissimi.

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Bene, detto questo, urge un’altra precisazione: stavolta, prima di leggere il libro, sono andata al cinema a vedere il film. Per cui in questa recensione vi parlerò anche della pellicola che era nelle sale cinematografiche in questi giorni.

Ma, per il momento, torniamo al libro. Il sole a mezzanotte è la storie di Katie Price, ragazza diciottenne affetta da una rara malattia degenerativa: lo xeroderma pigmentoso comunemente detta XP. A causa di questa malattia Katie non può esporsi ai raggi solari e può uscire solo di sera. Per cui non frequenta la scuola pubblica ma studia da casa con l’aiuto del padre.

Nonostante questo ha una migliore amica, Morgan, ed anche un amore: Charlie Reed, il ragazzo che vede passare davanti alla sua finestra (oscurata) tutti i giorni ormai da undici anni.

La sera del diploma Katie chiederà al padre di poter andare a suonare nella stazione della loro cittadina e qui incontrerà, per la prima volta faccia a faccia, proprio Charlie. Tra momenti di imbarazzo e un piccolo aiuto da parte di Morgan, tra Katie e Charlie nascerà un sentimento che, per la prima volta, la farà sentire “una ragazza e non una malattia”.

Così, nascondendo un segreto enorme come quello della malattia, Katie intreccia una relazione con Charlie che la porterà finalmente a godere delle piccole cose che ogni ragazza della sua età merita e sogna. Ma basterà l’amore a far sparire tutto il resto?

Il libro, scritto da Trish Cook, è ispirato al film quindi siamo di fronte ad uno di quei rari casi in cui non vi sono differenze sostanziali. La narrazione è scorrevole ed anche lo stile è molto semplice. Qualcuno lo definirebbe un semplice libro per ragazzine ma non io. Perché anche in queste storie che sembrano banali, stereotipate e fatte con lo stampino c’è sempre qualcosa da imparare e di cui fare tesoro.

 

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La scena del primo appuntamento tra Katie e Charlie quando, insieme a Morgan, vanno ad una festa di diploma.

 

Il film, un remake di una pellicola giapponese del 2006, è stato diretto da Scott Speer ed è interpretato da Bella Thorne (qualcuno la potrebbe ricordare per i suoi lavori nella “famiglia” Disney) e da Patrick Schwarzenegger (figlio del più famoso Arnold). Le riprese sono state effettuate a partire dal 2015 tra Vancouver e Seattle.

Assolutamente perfetta l’interpretazione di Bella Thorne: è riuscita ad esprimere appieno tutta la vitalità e la voglia di combattere e farcela che contraddistingue una ragazza di diciotto anni. Anche l’interpretazione del giovane Schwarzenegger non lascia indifferenti. Vi svelo un piccolo segreto: al termine del film non c’era una persona in sala che non avesse gli occhi lucidi per la commozione!

Per alcuni versi la storia potrebbe ricordare molto quella più famosa de I passi dell’amore di Nicholas Sparks ma vi assicuro che, nonostante questo, sia il libro che il film meritano una chance. In fin dei conti ogni tanto fa bene versare qualche lacrima sulle pagine del libro che si sta leggendo!

Quindi, cosa aspettate? Correte al cinema ed in libreria e godetevi questa splendida storia d’amore e cogliete l’insegnamento che solo queste storie possono dare.

 

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Una delle scene finali del film, forse la più toccante.

 


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Fabbri Editori
Pagine: 205
Prezzo: 18.00€

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Festa del papà: quali libri regalare?

A volte penso che mio padre sia una fisarmonica. Quando lui mi guarda e sorride e respira, sento le note.
(Markus Zusak)

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Quest’anno abbiamo deciso di lanciare il nostro “booksegnale” e chiedere aiuto agli amici della libreria Libriamoci per farci dare qualche consiglio su dei libri da regalare ai papà in previsione della loro festa il 19 marzo. Stefania e Christian si sono dimostrati come sempre di grande aiuto ed ecco alcuni dei titoli che ci hanno segnalato. Sono tutti libri illustrati pieni di colori ed emozioni, sicuramente adatti a papà che hanno bambini con cui poter condividere la lettura,  accoccolati sul divano,  sfogliando insieme queste perle fatte di immagini e parole ❤

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Gaetano e Zolletta – Un posto perfetto
Di Silvia Vecchini e Sualzo
Bao publishing

Gaetano, un papà intraprendente e dalle mille risorse, è disposto a tutto pur di trovare un posto unico e speciale da condividere con il suo piccolo Zolletta. Lo condurrà perfino sulla Luna, prima di scoprire che in fondo, per suo figlio, il posto perfetto non è poi così lontano da raggiungere, anzi è lì, proprio tra le sue braccia. Un fumetto dolce e divertente che con grande naturalezza racconta l’avventura di un papà e del suo bambino alla ricerca di un’esperienza speciale che li unisca ancora di più.

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Di Anthony Browne
Orecchio Acerbo

Non è sempre tutto rose e fiori il rapporto tra padri e figli. In questo meraviglioso albo dell’artista Anthony Browne, Anna ha un papà troppo occupato per badare a lei e questo la getta in uno stato di profonda solitudine. L’unica compagnia sono i gorilla, quelli dei suoi libri, dei suoi disegni. È talmente ossessionata che per il suo compleanno ha chiesto un gorilla vero, ma tutto quello che trova nel cuore della notte ai piedi del suo letto è un gorilla giocattolo. Dopo la delusione iniziale, il gorilla inizia a crescere fino a diventare vero. Così vero (e gentile) che l’accompagnerà a vivere tutte quelle piccole esperienze che avrebbe tanto voluto vivere con suo padre. Al termine di questa notte meravigliosa, Anna troverà ad aspettarla un papà affettuoso e bendisposto. Gorilla è un libro che abbatte i muri della realtà per dare voce all’immaginazione e all’inconscio di una bambina dai desideri inappagati, un libro incantevole in cui i bambini (e forse anche i genitori) si immedesimeranno con grande facilità.

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Chiedimi cosa mi piace
Di Bernard Waber e Suzy Lee
Terre di mezzo

Potrebbe essere una giornata come tante quella raccontata in “Chiedimi cosa mi piace”, in cui un papà e una bambina vanno fare una passeggiata nel parco, ma basta poco perché si trasformi nella giornata ideale. La narrazione è basata interamente su un gioco, un rapido susseguirsi di domande e risposte in cui il papà chiede (dietro comando) e la bambina risponde. Questo dialogo serrato lascia emergere l’energia e la spensierata felicità della bambina che piano piano contagerà il papà. Vengono fuori i gusti, le riflessioni spontanee e la grande intimità tra i due. A incorniciare il tutto i colori caldi e vibranti dell’autunno, le foglie che cadono e le anatre che emigrano.

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Olga di carta – Jum fatto di buio – Elisabetta Gnone

«Ma è un libro per bambini?»
«Nono»
«Allora è un libro per adulti?»
«Diciamo che è un libro che si plasma perfettamente addosso a chi lo legge. E’ come i Lego, è adatto a tutti dai 5 ai 99 anni.»

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Olga è una bambina che racconta storie. Non frottole, eh. Storie vere, di cose che sono successe veramente. In paese lo sanno tutti e per questo, quando la vedono fermarsi a chiacchierare con qualcuno tendono le orecchie e ascoltano per controllare che non stia iniziando una nuova storia. In questo caso, state certi cari lettori, intorno alla bambina inizierà a formarsi un capannello di curiosi e tutti, in religioso silenzio, si metteranno a sentire ciò che la piccola ha da dire.

In questo libro viene evidenziato, in maniera delicata e magica, quanto le parole abbiano il potere di aggiustare ciò che si rompe, sia esso visibile in superficie o confinato nel nostro subconscio. Jum, il protagonista assoluto dei racconti di Olga in questo nuovo libro di Elisabetta Gnone, è la meravigliosa metafora scelta dalla bambina per giustificare quella potente e inconsolabile sensazione di vuoto che ci assale quando abbiamo perso qualcosa. Che sia una persona o l’ispirazione, avvertiamo un famigliare buco al centro dello stomaco e ci ritroviamo tristi e sconsolati a versare lacrime che sembrano destinate a non esaurirsi mai. Jum fatto di buio è di quelle lacrime che si nutre ed è grazie a quelle lacrime che cresce.

Olga, racconto dopo racconto, proverà ad aggiustare il cuore degli abitanti di Balicò ma così come le parole hanno il potere di ricostruire la speranza, hanno anche un rischioso rovescio della medaglia: ascoltate da persone facilmente suggestionabili, possono trasformarsi in qualcosa di pericoloso. Ed è così che lì dove si cerca di riportare speranza, capita la tragedia. Non vi nego che ho letto le ultime pagine con il fiato sospeso e un sacco di tristezza.

Questo libro dev’essere letto da tutti perchè ha il potere di far stare bene chi lo legge. Qualità rara oggigiorno nel panorama letterario italiano e non.

«Ho un po’ di mal di testa. Hai un oki?»
«No, però ho il libro di Elisabetta Gnone, vedrai se ti passa se lo leggi»

Scheda del libro

Editore: Salani
Pagine: 215
Prezzo: 14.90 euro

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Intervista a Giada Sundas

Buongiorno lettori,
oggi vi proponiamo l’intervista fatta a Giada Sundas, una mamma super, autrice di un libro divertentissimo di cui potrete trovare qui la recensione -> Recensione di “Le mamme ribelli non hanno paura” 
Buona lettura ❤
00000000000000216803-280x280Sappiamo tutti che gestire il proprio tempo con un bambino piccolo è complicato. Per citare il tuo libro: spesso tocca fingere una dissenteria per rimanere un po’ da soli e avere dieci minuti di pace. E’ stato difficile per te trovare lo spazio per scrivere questo libro? Come ti sei organizzata? Dobbiamo ringraziare Moreno? 
 
Non è stato facile, ho dovuto incastrare tutti i tasselli come si fa con il Tetris. Considerando anche che l’ho scritto in appena due mesi, la maggior parte della stesura è avvenuta di notte. È stato un periodo durissimo e stressante per me.
 
“I giorni di una mamma” è stato, probabilmente, il tuo post più condiviso. Ti aspettavi che diventasse virale?
 
Assolutamente no. Tra l’altro ricordo bene com’è nato: nel letto, prima di addormentarmi, mi venne in mente e lo scrissi con il cellulare. Siccome era molto tardi, il mattino dopo l’avevo dimenticato. L’ho ritrovato tra le note dopo settimane e pubblicato senza nemmeno rileggerlo. Quando ho riaperto Facebook, dopo qualche ora, per poco non mi è venuto un colpo.
 
Nel libro troviamo anche altri tuoi post famosi. E’ stato difficile inserirli all’interno del libro trovandogli un posto nell’arco narrativo?
 
Non troppo, il libro segue una linea temporale ed è bastato inserirli seguendo l’ordine degli avvenimenti.
 
Qual è il capitolo a cui sei più affezionata?
 
Quello del post parto. Contiene tutti i miei peggiori e migliori sentimenti. È un uragano di sensazioni. Quando lo rileggo mi sembra di tornare indietro nel tempo.
 
Parliamo di Matteo Bussola. Chi ti segue (o chi segue Bussola) conosce il vostro rapporto. Lui è stato tra i primi a pubblicizzare, con orgoglio, l’uscita del tuo libro. Ci vuoi raccontare come vi siete conosciuti? Possiamo definirlo un “papà ribelle”?
 
Matteo, per me, è stato il segnale che la vita mi ha voluto mandare per spingermi a fare grandi progetti. Ci siamo conosciuti ad una sua presentazione e lui, un giorno, davanti a decine di persone ha detto “ricordatevi di qesta ragazza, sarà la promessa dell’anno”. In tutto questo Matteo ha una buona parte di merito, lo ringrazio ogni giorno per l’aiuto che mi ha dato. E sì, è un papà super ribelle.
 
“Ma un altro quando lo fai??” è la domanda che tutte le mamme, con un solo figlio, si sentono porre ogni giorno. Noi ti rigiriamo la domanda ma riferendoci naturalmente al tuo prossimo libro. Alla fine di “Le mamme ribelli non hanno paura” hai inserito un piccolo spoiler su un progetto a cui stai lavorando. Ci puoi anticipare qualcosa?
 
Ho in mente un romanzo storico, come già anticipato, che non nascerà a breve. Ora sto lavorando ad altri progetti per il 2018. Non vi spoilero nulla per adesso.
 
Noi di Leggendo a Bari siamo, prima di tutto, un gruppo di lettura dal vivo. A tutti gli autori poniamo la stessa domanda: cosa ne pensi dei gruppi di lettura? Ne hai mai fatto parte? Da autrice li ritieni una risorsa importante?
Mi piace il concetto di “gruppo di discussione”, ovvero leggere un libro e discuterne insieme ad altri.
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Noi siamo tutto – Nicola Yoon, tra pagine e pellicola…

Il libro scelto dal nostro gruppo come lettura del mese è “Noi siamo tutto” di Nicola Yoon (titolo originale: “Everything Everything”) e ve ne parlerò approfittando del fatto che la sua trasposizione cinematografica ha lasciato da poco le sale di tutto il mondo!

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Il libro infatti, al momento, viene distribuito con la locandina del film in copertina mentre in precedenza, la copertina, si limitava al titolo con il decoro floreale che comunque si può tutt’ora osservare.

La protagonista è Maddy, una diciotenne americana che non ha mai messo piede fuori di casa perchè affetta da una rarissima patologia che la rende allergica al mondo visto lo scarsissimo sistema immunitario che ha. Vive in una casa interamente studiata per non farle pesare questa sua malattia: vetrate per tutte le pareti, ogni genere di comfort e, soprattutto, depuratori d’aria che le permettono di non respirare batteri e germi di alcun tipo. La tranquilla vita di Maddy però verrà stravolta con l’arrivo dei suoi nuovi vicini di casa il cui figlio, Olly, incuriosito dalla ragazza, cercherà di avvicinarla con ogni mezzo mettendo anche a rischio la salute di Maddy.

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No, mi fermerò qui perchè una parola di troppo potrebbe spoilerarvi lo SCONVOLGENTE finale del libro!

Una particolarità di questo libro è l’impaginazione e il modo in cui è stato organizzato. Chiaramente, Maddy è segregata in casa, quindi la maggior parte delle conversazioni tra lei e Olly avviene attraverso sms, email e messaggi via chat. Per non renderli solo come una banale lista di messaggi, tutti gli sms o le schermate internet che vengono consultate dalla ragazza nella storia, vengono disegnate esattamente come dovrebbero essere nella realtà.

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Questi sono solo due esempi, ma il libro ne è pieno!

Nonostante si tratti di una storia d’amore adolescenziale, questo aspetto non pesa al lettore e la narrazione è davvero scorrevole anche grazie a queste illustrazioni inserite tra un capitolo e l’altro.

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Maddy e Olly in una scena del film.

Il film ha fortunatamente mantenuto la stessa trama senza stravolgere irreparabilmente nulla. Forse, un tema che viene toccato poco, è quello della famiglia di Olly di cui si sa veramente poco, mentre dal libro è possibile farsi un’idea molto più dettagliata della relazione travagliata tra i suoi genitori.

Molto belli i colori e le musiche scelte come colonna sonora. Nonostante questo, il film non mi ha particolarmente colpito perchè momenti abbastanza drammatici sono stati resi con scene veloci e poco dettagliate mentre dal libro, ovviamente, i momenti di pathos si percepiscono tutti nei momenti giusti e con la dovuta intensità.

Ho apprezzato invece la scelta di rendere gli sms tra Maddy e Olly come se fossero un dialogo tra i due in un luogo della loro immaginazione, una stanza in cui solo loro possono accedervi. Altrimenti, sarebbe stata un’ora e mezza di film in cui avremmo dovuto leggere solo tanti messaggi sullo schermo.

E’ comunque un film da vedere almeno una volta, mentre il libro è da acquistare e conservare perchè le illustrazioni sono davvero ben fatte e a volte spiegano perfettamente lo stato d’animo di Maddy.

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SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 310
Prezzo: 17,90€

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Valerian e la Città dei Mille Pianeti – Christie Golden. Tra fumetto, film e libro…

Prima di cominciare a leggere questa recensione, cliccate qui e fate partire la giusta colonna sonora per questa lettura 🙂

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Oggi vi parlo di Valerian, un titolo di cui sono venuta a conoscenza grazie all’uscita dell’omonimo film (che tra l’altro, trovate ancora nelle sale!).  Premetto che la fantascienza non è il mio genere, ma questo mi aveva davvero incuriosita vista la trama e le ambientazioni incredibili.

Valerian è  proprio il nome del giovane protagonista, un agente speciale degli umani che lavora in giro per lo spazio con la sua partner Laureline. Il loro compito è quello di mantenere l’ordine dell’universo, soprattutto in seguito ad alcuni disordini dovuti ad alcune misteriose forze oscure che non vedono di buon occhio questa unione tra le varie specie viventi. Nonostante il continuo rifiuto da parte di Laureline, Valerian continua costantemente a fare avances alla sua partner, sperando di abbattere quelle barriere che li costringono ad essere solo due semplici colleghi. Infine, inviati nella metropoli di Alpha per una missione, i due agenti si ritroveranno ad affrontare quelle stesse forze oscure che minacciano l’equilibrio e la pace intergalattica.

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Gli agenti Valerian (Dane Dehaan) e Laureline (Cara Delevingne) in una scena del film.

“Valerian e la Città dei Mille Pianeti” è il titolo del libro che, bisogna specificare, è basato sul film. Ebbene si, di solito si ha sempre il processo inverso, un libro come base di partenza per la creazione di una pellicola. In questo caso invece il processo è stato completamente diverso.

La storia di Valerian nasce infatti da un fumetto degli anni ’60 creato da Pierre Christin e dal disegnatore Jean-Claude Mézières e intitolato “Valèrian et Laureline”. Anche in questo caso la storia narra le vicende del giovane Valerian alle prese con varie missioni ai confini dell’universo insieme alla sua partner Laureline (qui con dei brillanti capelli rossi).

 

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Al centro, Laureline e Valerian nel fumetto originale.

Ricapitolando quindi, in ordine cronologico abbiamo: fumetto, film e libro.

Nonostante si tratti quindi di una trasposizione letteraria di quella che è invece a sua volta la trasposizione cinematografica del fumetto, il libro risulta molto scorrevole e davvero ben scritto.

Non è la prima volta che vengono pubblicati libri basati su film o su videogiochi (si veda la saga di Assassin’s Creed, di cui, all’incirca per ogni gioco per console uscito, si ha un libro che ne descrive gli eventi), ma in questo caso davvero non si nota o percepisce questo dettaglio. Le descrizioni sono precise e dettagliate e la narrazione non si limita ad una sterile trasposizione scritta delle scene del film.

Un libro che consiglio: vivace e scorrevole, dolce e allo stesso tempo simpatico. Riuscirà Valerian a conquistare la bella Laureline? Lo scoprirete solo leggendo… o andando a cinema! 😛

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SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 300
Prezzo: 17,90€