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Come vivo ora – Meg Rosoff, tra pagine e pellicola…

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Di solito i libri di poche pagine non mi convincono mai appieno. Si leggono in meno tempo, ma mi chiedo sempre come sia possibile delineare dei personaggi e una storia a cui affezionarsi davvero in poche righe. Inizio quindi a leggere piena di pregiudizi e un po’ scettica e devo dire che, nella maggior parte dei casi, quei pregiudizi si sono scoperti veritieri.
Nel caso di Come vivo ora, invece, in poco meno di 180 pagine, si viene catapultati in un mondo afflitto dalla piaga di una guerra tra Nemici sconosciuti, riuscendo a percepire perfettamente il disagio del conflitto e cosa sono costretti a subire i civili che sperano solo nella fine delle ostilità.

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Piper e i suoi fratelli corrono in una scena del film

I protagonisti sono dei ragazzi, una in particolare, Daisy, che si è trasferita dall’America all’Inghilterra per passare le vacanze con dei cugini che non ha mai visto prima. Durante la sua permanenza nella tenuta di campagna della zia, Daisy si ritrova a conoscere questi suoi strani quanto adorabili parenti: Piper, la piccola della casa, dolce e socievole; Isaac, un ragazzino silenzioso che ama gli animali al punto di capirli con un solo sguardo; Edmond, gemello di Isaac, più spigliato rispetto al fratello; Osbert, il fratello maggiore e unico personaggio entusiasta della guerra. La giovane Daisy, con problemi di autostima e anoressia, viene travolta dall’energia dei cugini che la coinvolgono in gite al lago e scampagnate all’insegna del divertimento. E’ in questo contesto che Daisy scopre cos’è l’amore, avvicinandosi al cugino Edmond, ricambiata.
Durante la permanenza di Daisy, la zia parte per questioni di lavoro e i ragazzi si ritrovano a gestire la tenuta da soli fino a quando il conflitto non raggiunge anche le sperdute campagne inglesi e la loro casa viene sequestrata dai militari con l’intento di renderla una base operativa.
I ragazzi verranno separati, subiranno violenze e patiranno la fame ma andranno avanti con l’unico intento di ritrovarsi a tutti i costi.

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Il cugino Isaac, nel film interpretato da Tom Holland

La cosa che risulta forse difficile al lettore, è immaginarsi questa storia ambientata nel nostro mondo e ai giorni nostri. Non si tratta infatti di un vero e proprio romanzo distopico, non c’è una nuova società o una nuova Terra. Tutto è ambientato nella reale Inghilterra, ma il velo di mistero che si crea attorno a questo fantomatico “Nemico” resta irrisolto dall’inizio alla fine del libro. L’importanza, infatti, non viene data a chi ha generato il conflitto, bensì a cosa devono sopportare coloro che non c’entrano nulla con la guerra.

Si tratta di una narrazione molto scorrevole e realistica. Gli episodi descritti tengono il lettore incollato ad ogni parola fino a farlo commuovere per ogni difficoltà che i ragazzi devono affrontare pagina dopo pagina.

Ma veniamo a noi…

Nel 2013, da questo romanzo è stato tratto un film, intitolato anch’esso “Come vivo ora”.
photo_09Nonostante io abbia letto prima il libro e poi abbia guardato il film, in realtà sono venuta a conoscenza prima di quest’ultimo. La pellicola infatti, nonostante sia stata abbastanza snobbata dalla critica, presenta, nel ruolo della giovane Daisy, un nome importante come quello di Saoirse Ronan (Espiazione, Amabili Resti, The Host, Grand Budapest Hotel).

Ma questo film mi è piaciuto o no?

La risposta è: SI, ma è come se si trattasse di una storia completamente diversa. E non sto parlando di dettagli irrilevanti dimenticati dal regista durante la trasposizione, parlo di personaggi inventati, protagonisti ammazzati inutilmente e isterismi inutili inseriti per condire il tutto tra una cosa e l’altra.

Per prima cosa, la gerarchia dei fratelli è completamente cambiata: Piper resta la più piccola; Isaac diventa il fratello intermedio ed estroverso pronto a coinvolgere l’intera famiglia in una battuta di pesca con un entusiasmo che neanche i bambini il giorno di Natale; Edmond diventa il fratello maggiore introverso con uno sguardo da ragazzo complesso che solo a vederlo ti viene la sconfidenza ma no, Daisy lo trova irresistibile.

Ma il cambiamento più incredibile da libro a film, in fondo, non lo subiscono i cugini, bensì la stessa Daisy, che arriva dall’America con questo stile emo/alternativo da adolescente degli anni 2000 e con problemi mentali non indifferenti che la portano ad una ossessione maniacale per la pulizia e l’autocontrollo auto-inflitto attraverso frasi-mantra ripetute nella mente all’infinito. Addio tenera Daisy che prende per mano Piper per andare in giro per le campagne inglesi, benvenuta isterica pazza col tasso di acidità di uno yogurt andato a male!

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Saoirse Ronan nei panni di Daisy in una scena del film

Non mi esprimerò sul finale del film che rasenta la fantascienza. E’ un finale commovente e di per sè anche bello, ma COMPLETAMENTE differente da quello del libro, nel bene e nel male!

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Da sinistra: Piper, Isaac, Daisy ed Edmond

In conclusione, leggete il libro e guardate il film consapevoli di stare per guardare una storia che c’entra poco con quella originale, a parte per pochi dettagli e una linea guida generale!

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SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Feltrinelli
Pagine: 176
Prezzo: 13,00€

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Attenta a quello che desideri, Coraline Jones!

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Chi non ha mai desiderato di cambiare qualcosa della propria vita? Anche solo un piccolo dettaglio?

Ma desiderare qualcosa di diverso da quello che si ha già e scappare dalla realtà delle cose, alle volte, porta solo guai, ed è questo il messaggio nascosto dietro questo breve capolavoro scritto da Neil Gaiman!

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*RISCHIO SPOILER*

La piccola Coraline Jones, curiosa e avventurosa ragazzina di città, trasloca con i suoi genitori in una bizzarra casa rosa di campagna. Appena trasferiti, i genitori della piccola si rimettono al lavoro sui loro computer dando a Coraline poche attenzioni. La bimba decide così di avventurarsi in giardino, zona ancora inesplorata della casa, e qui conosce il giovane Wybie, un impertinente ragazzo la cui nonna è la proprietaria dei “Pink Palace apartments”, la casa rosa divisa in appartamenti in cui abitano la famiglia di Coraline, un domatore di topi da Circo e una coppia di vecchie soubrette degli anni ’30. Wybie regala a Coraline una bambola di pezza che le somiglia spaventosamente dicendole di averla trovata in soffitta e di aver pensato subito a lei. Sempre in cerca di attenzioni da parte dei genitori, la piccola Coraline scopre una porticina nascosta dietro la tappezzeria del salone e costringe la madre ad aprirla, speranzosa di trovarvi chissà quale luogo pronto per essere esplorato. Si trova però davanti ad un muro di mattoni e demoralizzata chiude la porticina scatenando ennesime lamentele da parte della madre. Durante la notte però, sentendo rumori sospetti, Coraline si avvicina alla porta in salone e scopre che il mattoni che aveva trovato la mattina stessa, avevano lasciato spazio ad un corridoio nascosto. Incuriosita, vi entra e si ritrova in un salotto identico a quello di casa sua. Tutta la casa è esattamente come quella della sua famiglia, solamente più colorata e vivace. In questo strano mondo parallelo, la piccola ritrova anche i suoi genitori, ma in una veste diversa: sono l’Altra-Madre e l’Altro-Padre, due figure identiche a quelle dei suoi veri mamma e papà ma con un paio di bottoni neri cuciti sugli occhi. L’Altra-Madre e l’Altro-Padre cercano di ingraziarsi Coraline con doni, giochi e attività che fanno scaturire nella piccola, il desiderio di non tornare più a casa. Inizia così un periodo di continue visite alla casa dei suoi Altri-Genitori, tra divertimenti e banchetti prelibati, tutte cose che nella sua vita normale non avrebbe mai. I toni cambiano però quando Coraline si rende conto che l’Altra-Madre vuole averla tutta per sè per cucirle un paio di bottoni sugli occhi. Tornando a casa attraverso il corridoio dietro la porta, la piccola nota che i suoi veri genitori sono spariti. Li trova solo poco tempo dopo dietro ad uno specchio, ma non sapendo come salvarli, si lascia prendere dallo sconforto. Solo dopo essersi fatta forza, capisce che le risposte le riceverà sicuramente nell’Altro-Mondo e si avventura per un’ennesima volta, stavolta per sfidare l’Altra-Madre e farsi riconsegnare i suoi genitori. Il gioco è semplice: Coraline deve ritrovare in poco tempo le tre anime dei tre bambini che l’Altra-Madre aveva ucciso in passato con lo stesso tranello inflitto a Coraline, altrimenti la piccola dovrà farsi cucire i bottoni sugli occhi e dovrà vivere con l’Altra-Madre per sempre. Dopo varie peripezie e scontri, Coraline riesce a trovare le tre piccole biglie che custodiscono le anime e scappa dal mondo, richiudendo a chiave la porticina. Le disavventure però non sono finite! Nonostante il ritorno dei suoi veri genitori, Coraline si rende conto di essere seguita dalla mano dell’Altra-Madre che si era staccata durante lo scontro finale. La mano punta a rubare la chiave a Coraline per poter riaprire la porta, ma la furba bambina con uno stratagemma, fa cadere mano e chiave in fondo ad un pozzo nascosto in giardino. Le avventure sono finalmente terminate e Coraline si ritrova ad apprezzare tutto d’un tratto quello che ha senza volerne cambiare una virgola.

     

*FINE SPOILER*

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La stramba casa rosa di campagna.

Coraline è un romanzo horror/fantasy per ragazzi e di certo non lo consiglierei a dei bambini. Nonostante il messaggio sia adatto a tutti, soprattutto ai più piccoli, il libro si presenta molto inquietante con descrizioni di luoghi misteriosi e dark.

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La piccola Coraline.

 Nel 2009 vi fu una trasposizione cinematografica del racconto. Il regista Henry Selick decise di utilizzare la tecnica dello Stop-Motion. Ogni singolo oggetto era realizzato quindi in un materiale simile alla plastilina in modo tale da poterne modificare le pose e la forma a piacimento del regista. Per realizzare quindi una semplice scena in cui Coraline camminava, bisognava spostare in avanti un poco la gamba, riprendere per una frazione di secondo, interrompere la ripresa, spostare di nuovo la gamba un po’ più avanti rispetto alla mossa precedente, riprendere per un’altra frazione di secondo, interrompere nuovamente la ripresa e così via fino a ottenere una scena fluida di pochi secondi in cui la bambina muoveva solo qualche passo in avanti.

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Il film e la scelta di realizzarlo in 3D, resero, se possibile, ancora più inquietante l’Altra-Madre, le cui mani, alle volte ossute, alle volte formate da aghi e spilli, si spingevano fuori dallo schermo fino a ghermire il pubblico! 

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La mano dell’Altra-Madre scappa e insegue Coraline per rubarle la chiave della porta.

“Tu non capisci, vero? Io non VOGLIO tutto ciò che desidero. Nessuno lo vuole. Non veramente. Che divertimento sarebbe, se potessi avere tutto ciò che desidero, senza problemi? Non avrebbe nessun VALORE.”

[Coraline]

Una frase che in breve racconta un’intera avventura! In meno di 200 pagine, Neil Gaiman riesce a trasmettere un messaggio importante per grandi e piccini. Le grottesche descrizioni e i luoghi fantastici, rendono questo racconto scorrevole e intrigante. Il film, non da meno, riesce a trasmettere al 100% le ambientazioni descritte nel libro. 

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Ciliegina sulla torta? Una colonna sonora dai cori senza senso, scritta in una lingua inesistente, che rende la visione più suggestiva e inquietante allo stesso tempo! (Per ascoltarla, cliccare qui).

A presto e alla prossima lettura! :3 

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Editore: Mondadori
Pagine: 184
Prezzo: 10,50 euro

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La Straordinaria Invenzione di Hugo Cabret, tra pagine e pellicola

Quando ci si trova davanti ad un film tratto da un libro le reazioni dei lettori sono molteplici: c’è chi inorridisce anche solo al pensiero di vedere il proprio libro preferito trasposto sul grande schermo, chi invece non vede l’ora di ammirare in carne ed ossa i personaggi che fino ad allora ci si era solo immaginati, chi parte prevenuto e sa già che il libro è sempre meglio e chi invece, tranne in rari casi, considera libro e film due cose separate e continua ad apprezzare entrambi senza la necessità di dover condannare qualcuno per le proprie preferenze. Io mi reputo parte di quest’ultima categoria ed è per questo che nella maggior parte dei miei articoli troverete paragoni tra libri e i loro rispettivi film. Tanto lo sappiamo, gli unici che tutti condanneremo sono quelli che guardano solo film perchè non vogliono leggere!

Disonore su di voi, disonore sulle vostre famiglie e disonore sulle vostre mucche!

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Per puro caso oggi mi sono imbattuta nel libro “La Straordinaria Invenzione di Hugo Cabret” da cui è tratto il film “Hugo Cabret”, distribuito nelle sale italiane nel lontano 2011. Il film è un must del palinsesto natalizio dei canali tv, quindi vi sarà capitato di imbattervi almeno una volta nella sua pubblicità, il libro invece è parecchio snobbato nonostante si tratti di un’ottima lettura per ragazzi.

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La storia è quella di Hugo, un bambino rimasto orfano, che vive nascosto nella stazione di Parigi. Hugo si occupa del controllo di tutti gli orologi della stazione a insaputa di chi vi lavora e passeggia ogni giorno e, nel tempo libero, aggiusta un automa, ovvero un piccolo uomo robot, che il padre aveva trovato poco prima di morire. Tra un furto di bulloni e l’altro, Hugo conosce il proprietario del chiosco dei giocattoli della stazione e la sua figlioccia Isabelle, che lo accompagnerà in un’avventurosa ricerca alla scoperta di cosa si cela realmente dietro il mistero dell’automa e del suo messaggio nascosto.

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Il libro è una piccola opera d’arte che alterna capitoli narrati e bellissimi disegni che immortalano ciò che non viene descritto a parole dall’autore. La narrazione è scorrevole e i vocaboli sono semplici, proprio perchè si tratta di un libro rivolto soprattutto ai più giovani.

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E’ uno di quei casi in cui posso dirvi che libro e film combaciano alla perfezione. Nulla è stato travisato nel passaggio dalla carta alla pellicola e anzi, ogni singola parola è stata trasposta perfettamente e potrete trovare interi passaggi del libro all’interno dei dialoghi.

A volte la sera vengo qui anche se non devo regolare gli orologi, solo per guardare la città. Mi piace immaginare che il mondo sia un unico grande meccanismo. Sai, le macchine non hanno pezzi in più. Hanno esattamente il numero e il tipo di pezzi che servono. Così io penso che se il mondo è una grande macchina, io devo essere qui per qualche motivo. E anche tu.

La dolcezza e la furbizia del protagonista sono presentati al pubblico da (all’epoca molto giovane) Asa Butterfield, che con i suoi occhi azzurri e innocenti ti fa quasi innamorare involontariamente del piccolo Hugo.

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La giovane Isabelle è invece Chloe Grace Moretz, conosciuta con gli anni al pubblico per aver interpretato personaggi come Hit Girl nel film di anti-supereroi “Kick Ass” e per la recente interpretazione di Carrie nell’omonimo film basato sul romanzo di Stephen King.

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Film come “Hugo Cabret” sono un vanto anche per l’Italia! La scenografie degli italiani Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo gli hanno fatto vincere 1 su 5 Premi Oscar (su 11 Nominations) nel 2012.

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Tra le scenografie in mostra compaiono i grandi orologi usati per il film.

Se siete curiosi di fare un viaggio all’interno del mondo dei primi cortometraggi, degli automi e degli illusionisti, vi consiglio questa magica storia che vi porterà alla scoperta di un mestiere ormai quasi scomparso, quello dell’orologiaio.

Che si tratti del libro o del film, però, questa scelta spetta solo a voi 😛

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