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I kill giants – Joe Kelly, Ken JM Niimura

712BvnU17hLBuongiorno lettori,
oggi vi parlo di un graphic novel che ho avuto la fortuna di acquistare grazie a una delle tante offerte che Bao Pubishing mette a disposizione dei suoi lettori durante l’anno (a questo proposito vi consiglio di seguire la loro pagina Facebook per essere sempre aggiornati sulle novità e sulle promozioni). Inizialmente devo ammettere che ero un po’ indecisa visto che si parlava di ebook e che non avevo mai letto nessun fumetto sul Kindle. Il prezzo (0.99 centesimi) e il fatto che i disegni fossero in bianco e nero mi hanno convinta a provarci. Sulle prime ho avuto qualche difficoltà a capire come funzionasse la lettura, stupidamente zumavo, ma dopo un po’ ho iniziato ad avere il mal di mare. Poi mia figlia (nb. di due anni) prende il Kindle e mi dice “No mamma, così” e mi mostra come mettere in evidenza ogni singola tavola: EUREKA. E’ chiaro che quello che ha fatto mia figlia sia stato puramente casuale, ma da quel momento il mal di mare è passato e la lettura è andata spedita. Anzi, per chi non è abituato a leggere le graphic novel e si perde nelle pagine cercando di capire quale sia l’ordine corretto di lettura, quella tramite Kindle potrebbe essere la chiave di svolta: è il dispositivo a passare in automatico da una tavola all’altra seguendo il giusto ordine.

Comunque, tralasciando questi dettagli tecnici (o imbranati) torniamo al racconto. Ad avermi incuriosito in particolar modo è stato il fatto che, di questo graphic novel, sia uscita una trasposizione cinematografica (la trovate su Netflix)

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La storia è quella di Barbara, una ragazzina delle elementari che, a suo dire, ha un compito molto particolare:

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Capisci subito, già dal modo in cui viene disegnata, che Barbara non è una bambina come le altre e, così come ci si può aspettare, questa sua diversità la porterà a isolarsi e a calamitare su di sé l’attenzione dei bulli della scuola. Rinchiusa in un mondo tutto suo, con in testa il compito arduo di prepararsi all’arrivo dei giganti e affrontarli, Barbara non permetterà a nessuno di avvicinarsi a lei. Ostile come solo i ragazzini in fase di crescita sanno essere, lei manterrà un piglio scontroso anche a casa, casa in cui il lettore avvertirà, insieme alla protagonista di questa storia, una forte sensazione di angoscia: perché Barbara non sale mai al piano di sopra? Chi è che la chiama? Perché ha così paura, tanto da andare a nascondersi un luogo sicuro, scomparendo al mondo? Ed ancora, dove sono i genitori? Vediamo, nella storia, la sorella maggiore che si occupa (senza successo) dei due fratelli più piccoli ma gli accenni ai genitori sono pochi. Scopriamo, andando avanti nel racconto, che è il padre è andato via. Ma la madre? E’ suo il nome che viene pronunciato e cancellato all’interno dei discorsi?

Questo è un racconto di crescita, una storia delicata che mostra quanto possa essere dura per una bambina crescere trovandosi improvvisamente senza un punto di riferimento, senza una guida, in una fase in cui tutto intorno a te sembra troppo complicato, allora rispondi al mondo con l’unica arma in tuo possesso: la fantasia. Con tutte queste domande e tantissima curiosità, la storia prosegue fino ad arrivare alla tempesta.

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Una tempesta che si abbatte sulla cittadina e dentro il cuore di Barbara, lampi che annunciano l’arrivo del Titano, uno scontro che servirà per capire tante cose, per portare alla luce la verità. Inutile dirvi che durante quella battaglia ho versato litri e litri di lacrime. Bellissima. Così com’è bellissima la chiusura del graphic novel che lascia nel lettore un po’ di leggerezza e sollievo.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Bao Publishing
Pagine: 200
Prezzo: 15.00€
Voto: 9/10

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Stella di mare – Giulio Macaione

91VKSMzYnhL.jpgBuongiorno lettori,
oggi vi parlo di “Stella di mare” l’ultima graphic novel di Giulio Macaione. In volume a colori (bicromia) di 176 pagine, una siciliana come me ritrova un po’ di sano ossigeno e colori di casa. Ambientato a Cefalù, durante il periodo estivo, sfogliavo le pagine perdendomi nei vicoli di questo splendido paese della mia amatissima Sicilia e mi sembrava di essere là. Tra le strade calde, con il profumo di salsedine e il cicalio nelle campagne intorno. La resa dei colori e dei disegni è davvero impressionante. Io, da profana, sfogliavo le pagine ed era tutto un “Incredibile” “Wow” “Ma che meraviglia è?”. Quindi, dal punto di vista grafico, la graphic novel parte già con una promozione piena  e sfido chiunque a contraddirmi.

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Arriviamo alla storia. Il protagonista di questo racconto è Stefano. Ventiquattro anni, tutta una vita davanti da vivere ma… ma sembra spento, annoiato, si lascia trascinare dai giorni senza nessuno scopo se non attendere il ritorno sull’isola di Marina, la ragazza che passa ogni estate a Cefalù e con cui lui, ogni estate, si “intrattiene”. Stefano è innamorato. Innamorato da star male di questa ragazza misteriosa che fa perdere le tracce di sé ogni volta che lascia l’isola per rientrare al nord, alla sua vita. Stefano è talmente tanto perso e invaghito di lei che a un certo punto sembra voler giustificare l’indifferenza di Marina fuori dal contesto estivo (non gli ha dato un numero di telefono, sui social lei non esiste, ect) da convincersi che forse, come Marina gli aveva confidato quando erano piccoli, lei è una sirena. Una sirena che torna una volta l’anno sull’isola per trascorrere del tempo con lui. Romantico, no?

Ad affiancare Stefano nella storia ci sarà anche un pescatore scorbutico e schivo, beffeggiato dai compaesani perché, dice, ha visto le sirene. Sirene che hanno trascinato in fondo al mare un suo amico quando, insieme, erano a pesca a largo delle coste siciliane.

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Ci ritroveremo, da lettori, a divorare pagina dopo pagina perché il mistero di queste sirene si infittisce. Avrà ragione Stefano riguardo Marina? Il nome e l’aspetto in effetti sembrano confermarlo. Avrà ragione il pescatore? Il dolore che sta vivendo è quello causato da una verità a cui nessuno vuole prestare ascolto? Ma questa verità, sarà quella che tutti ci aspettiamo o c’è qualcosa di non detto, di nascosto?

La storia è bella, tanto, purtroppo però è stata anche troppo breve. E’ come se io, assetata, mi fossi ritrovare a poter bere solo un bicchiere d’acqua. Ho finito di leggere e mi sono sentita “sospesa”. Per prolungare ancora un po’ il piacere della lettura sono tornata indietro e ho ricominciato, sfogliando le pagine, provando a vedere se, con una seconda rilettura, forse potevo notare qualcosa di più dai disegni. Insomma, promuovo “Stella di mare” perché sarei una pazza a non farlo, ma consiglio di aspettare un sostanzioso sconto per l’acquisto.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Bao Publishing
Pagine: 176
Prezzo: 18.00€
Voto: 7/10

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31° Salone Internazionale del libro di Torino

Buongiorno lettori, oggi vogliamo raccontarvi il nostro Salone del libro di Torino! Per tutti gli amanti dei libri e della letteratura è un appuntamento immancabile; io ho avuto modo di andarci anche negli ultimi due anni, ma quello di quest’anno è stato speciale perchè avevo con me le mie colleghe e amiche Sara, Daniela, Patrizia e Barbara. Di seguito riporteremo le nostre impressioni e i nostri pareri, oltre ovviamente alle foto di tutto il gran popò di roba che abbiamo ovviamente acquistato 😀 In blu scriverò io, Lydia. Purtroppo dovendo far combaciare anche gli impegni familiari ho potuto partecipare al Salone solo il sabato, è stata una giornata molto impegnativa ma proficua.

Innanzi tutto c’è da dire che sicuramente per potersi godere appieno il salone del libro sono necessari ALMENO due giorni, per riuscire a incastrare il libero girovagare e acquistare libri e fare le file per gli eventi e i firmacopie. Ma racconterò con ordine la giornata di sabato!

Sono partita da Cuneo alle ore 8.12 e sono arrivata a Torino Porta Nuova alle 9.40. Ad aspettarmi c’erano Sara, Daniela e Patrizia; dopo una ricca colazione al McDonald della stazione siamo corse a prendere la metro, direzione Lingotto. A causa della moltitudine di gente ci siamo dovute dividere su due treni e, dopo le file per entrare, io, Sara e Daniela eravamo alle 11 davanti allo stand Bao, obiettivo: firmacopie e sketch della coppia Turconi-Radice. Accanto le file per Daniel Cuello e ZeroCalcare. Purtroppo dopo mezz’ora abbiamo dovuto abbandonare la fila e rimandare il tutto alle 14, troppe persone davanti. Ho quindi approfittato del momento per fare alcuni acquisti: Stronze si nasce di Felicia Kingsley (in vista del firmacopie di autrici romance della Newton compton del pomeriggio) e I doni della vita di Irene Nèmirovsky, dallo stand Newton&Compton editori,  la nuova edizione di W.I.T.C.H. uscita in questi giorni per Panini, con la nuova cover di Mirka Andolfo. Poi di corsa in sala BookStock per la conferenza di Stefano Turconi e Teresa Radice su Non stancarti di andare, in collaborazione con Emergency alle 12.

Tappa successiva è stato lo stand di La Corte editore, per comprare il nuovo romanzo di Alessia Coppola in anteprima assoluta, Vision che uscirà solamente in autunno in libreria (e ovviamente la foto e l’autografo di rito erano d’obbligo :D)

Dopo un pranzo leggero, io e Daniela siamo andate di corsa allo Stand Bao per il nostro sketch e autografo di Non stancarti di andare. Come sempre Stefano Turconi è bravissimo e mi ha regalato una bellissima Iris che disegna. Mentre Daniela proseguiva facendo la fila per Daniel Cuello, io, Sara e Patrizia siamo andate a trovare lo stand di ABE Editore, dove ci siamo immerse in mezzo a copertine e libri bellissimi e abbiamo acquistato le bellissime Imbustastorie, di cui prossimamente vi parlerò sempre qui sul blog. Ho comprato inoltre un libro di racconti giapponesi. Alle 15 sono cominciati gli sketch di Mirka Andolfo, autrice di graphic novel come Contronatura Sacro/Profano, allo stand Panini: mi sono fatta disegnare una simpaticissima Irma.

Dopo essere passate dalla Giulio Perrone editore e aver avuto modo di provare i loro nuovissimi e coloratissimi gadget, con il logo BOOK PUSHER, attimo di pausa e riposo sotto la magica torre di libri, meditando sul nuovo stato di povertà acquisito in poche ore. Ma le 16.30 si avvicinavano e con questo orario anche il firmacopie organizzato dalla Newton&Compton con tutte le sue autrici di romance. Ricevute le dediche di Lucrezia Scali e Felicia Kingsley di corsa allo stand feltrinelli e ho fatto il mio ultimo acquisto della giornata: A panda piace questo nuovo libro qui di Giacomo Bevilacqua, da cui ho avuto il piacere di ricevere uno splendido sketch e con cui ho fatto una bellissima foto. 

E il mio salone si è concluso così: stanca, sudata, più povera, ma molto più soddisfatta e felice. Salutandovi con la foto del mio bottino, lascio la parola alle mie colleghe!

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Salve a tutti, lettori! Sono Daniela e adesso vi racconterò la mia personalissima esperienza al Salone Internazionale del Libro di Torino. Non entrerò nel merito della giornata in cui il gruppo di Leggendo a Bari era “operativo” in massa (ovvero il sabato) perché ve ne ha già abbondantemente parlato Lydia. 

Più che altro vorrei cercare di raccontarvi la fantastica atmosfera che si respira tra quegli stand. Gli espositori, gli autori, gli editori, I LETTORI! Si respira un’aria di festa, sembrava quasi un mondo parallelo. Per me, al mio primo anno, è stato quasi come abitare un sogno. Credo di aver finalmente capito come possa essersi sentito Pinocchio al suo ingresso nel Paese dei Balocchi. E credo anche di aver capito come si sia sentito nel momento in cui si trasforma in un ciuchino: è stata la stessa sensazione che ho percepito io rientrando a Bari con il portafoglio quasi completamente vuoto (ma, si sa, nel nostro disperato status di lettori compulsivi povertà is a state of mind)! 

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Il mio bottino del SalTo18

Ho passato due giorni fantastici tra stand, firmacopie e conferenze. Ho ritrovato fumettisti che adoro riuscendo ad avere un loro sketch (ma rinunciando ad altri… sigh!), ho scoperto nuovi autori, incontrato persone ma, soprattutto, ho vissuto quest’esperienza speciale con persone speciali: le mie amiche del gruppo di lettura!

Vi lascio con i tre sketch ricevuti da autori che ritengo abbiano un talento enorme: Daniel Cuello (meravigliosa scoperta), i coniugi Teresa Radice e Stefano Turconi (sempre più teneri e sempre disponibili) e Giacomo Bevilacqua (sempre più simpatico e caciarone).

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Insomma, è stato un Salone magnifico! E, parafrasando il titolo di quest’anno, chissà se un giorno, tutto questo… potrà ripetersi! (Piccolo spoiler: stiamo già lavorando per l’anno prossimo! Incrociamo le dita!)

 

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Non bisogna dare attenzioni alle bambine che urlano

20180516_112618Buongiorno lettori, oggi vi parlo della graphic novel “Non bisogna dare attenzioni alle bambine che urlano” che mi ha fatto compagnia durante il mio viaggio di ritorno da Torino. Prima di salire sull’aereo la scena è stata più o meno questa:

“Uh che bella Babi, quando la leggerai?”
“Mhm ora vediamo”
*Un’ora e venti minuti dopo…*
“Ragazzeeee io l’ho già finita *-* “

Intanto voglio iniziare dicendo che la cosa che più ho AMATO di questa lettura è stata…la musica. No, non sono pazza (o almeno, non lo sono più del solito). All’interno delle tre storie che compongono “Non bisogna dare attenzioni alle bambine che urlano” è tutto un suonare di jingle pubblicitari e canzoni che negli anni 90 ci hanno fatto perdere la testa. Una trovata davvero geniale che aiuta il lettore a immergersi completamente nell’epoca in cui è ambientato il libro. Voi non avete idea di quanto sia stato difficile non canticchiare durante la lettura con il rischio di far scappare i miei vicini di posto. Stare lì, leggere e concedersi qualche secondo di “Com’è che faceva?” per poi ritrovare il ritmo giusto e farsi una risata ripensando a ciò che facevamo quando in radio girava quel pezzo musicale.

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Altra cosa fantastica sono stati i tantissimi riferimenti a quei magici anni (sono una nostalgica, sì). La smemo, il walkman, le videocassette, i poster con Leonardo di Caprio in regalo con Cioè, Spice Girls su mtv ect. Sfido chiunque sia cresciuto in quel periodo a non emozionarsi di fronte alle “chicche” che le due autrici hanno inserito tra le pagine di questa graphic novel:

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“Non bisogna dare attenzioni alle bambine che urlano” è diviso in tre storie. La prima è quella di Giulia, occhialuta ragazzina timida che brama dalla voglia di diventare amica della popolare Federica. Assisteremo al suo salto “sociale”, a ciò a cui in quell’età sei disposto a fare pur di piacere a chi, senza un vero motivo, idolatri. Il finale vi farà sorridere, assicurato!

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Anna

La protagonista del secondo racconto invece è Anna. Conosciamo lei, i suoi amici skater e il tornando che presto stravolgerà la sua vita: Marilena. Quest’ultima è la classica ragazza difficile, quella che non viene mai a scuola, che senti litigare in macchina con il padre a cui si rivolge neanche fosse l’amico stronzo. Con lei farà le sue prime follie e con lei scoprirà se stessa per poi…Ehy, mica vorrete lo spoiler no?

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Clarice

Clarice è l’ultima a chiudere questo ciclo di racconti ed è anche la più cazzuta. L’ho A D O R A T A. Però ragazze, carissime autrici, voi mi avete fatto soffrire da morire quando ha preso in mano quelle dannate forbici. Cioè mi sono sentita male io per lei e ho dovuto spiegare ai miei capelli lunghi che quelle brutte cose non succedono davvero. Scherzi a parte, Clarice è diversa dalle due ragazzine che l’hanno preceduta. Clarice non è una bambina che urla, non cerca di piacere, non vuole essere la prima se non quando è sulla pista a gareggiare. È determinate come poche e rimarrà coerente fino alla fine ponendo la ciliegina sulla torta a questa godibilissima graphic novel.

Che altro dire? Abbiamo tantissime domande da fare alle due autrici. Che dite, proviamo a intervistarle??

SCHEDA LIBRO

AUTORI:  di Eleonora Antonioni e Francesca Ruggiero
EDITORE: Eris Edizioni
PAGINE: 176
PREZZO: 17.50 euro

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Quartieri lontani – Jiro Taniguchi

51P8g6U541L._SX345_BO1,204,203,200_Nakahara Hiroshi è un uomo di mezza età come tanti altri. Una moglie, due figlie che vede poco, una vita che scorre lenta e tutta uguale divisa tra ufficio e notti a bere fuori casa. Un giorno, di rientro dal lavoro, Hiroshi si accorge di aver sbagliato treno e di essere salito in quello diretto verso il suo paese natale. Approfitta di questa distrazione per scendere dal treno e fare un giro tra le strade che lo hanno visto bambino, fino ad arrivare al cimitero, proprio di fronte alla tomba della madre. E’ lì che Hiroshi perde i sensi ed è sempre lì che si risveglia bambino. Tornato indietro nel tempo, all’epoca dei suoi quattordici anni, si ritroverà tra le mani la possibilità di rivivere nuovamente il suo passato con l’esperienza e la consapevolezza di un uomo adulto.

Sarà un figlio maturo, uno studente modello, sarà quello che porterà su di sé lo sguardo della più bella della classe. Ogni cosa sembra promettere una seconda chance di rifare tutto per bene e Hiroshi inizia quasi a dimenticare chi è per godere invece della leggerezza di quegli anni ritrovati. Tutto sembra perfetto, tutto tranne un ricordo che piomba come un macigno nella mente del ragazzo: il padre, proprio alla fine di quell’estate, abbandonerà la famiglia scomparendo per sempre. Ed è a questo punto che Hiroshi decide che forse quel salto temporale serve proprio ad evitare che questo succeda. Sarà compito suo capire cosa è successo e dov’è scomparso il padre.

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I disegni di Jiro Taniguchi sono qualcosa di superlativo. Non lo conoscevo (beata ignoranza) ma ho perso diverso tempo a riguardare le tavole in bianco e nero che compongono questa graphic novel. Mangaka di livello altissimo, cattura il lettore come solo i grandi scrittori sanno fare. Parole e disegni di fondono perfettamente e mi sento infatti di suggerirlo anche a chi, non avvezzo alle graphic novel, teme di non riuscire a seguire la storia se frammentata da disegni. Voglio anche trascrivere qui una frase che lo descrive benissimo e che ho letto su wikipedia quando sono andata a informarmi a fine lettura: La poetica ed il ritmo narrativo posato, tipicamente giapponesi, ed il tratto chiaro e leggero, più vicino alla tradizione europea, fanno d’altronde di Jirō Taniguchi un vero e proprio outsider del panorama fumettistico nipponico, del quale egli stesso ha più volte dichiarato di non sentirsi del tutto parte integrante.

Quartieri Lontani è una storia malinconica, ferma nel tempo. E’ tanta dolcezza quella che ti resta attaccata al cuore a fine lettura. Dolcezza e l’idea di averla sognata, questa storia.

PS: Se vi può interessare esiste il film” Quartieri lontani” di Sam Garbarski.
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SCHEDA LIBRO

Editore: Coconino Press
Pagine: 414
Prezzo: 22€

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Cronache del BGeek 2017

Buongiorno! Sono Lydia e scrivo questo articolo come un diario di bordo per raccontarvi dei tre giorni passati in fiera al BGeek 2017, dal 9 all’11 giugno, qui a Bari. Il Bgeek per il terzo anno di fila rappresenta una delle fiere più prestigiose della regione, affiancandosi al Wondercon come manifestazione cittadina. Quest’anno erano tanti gli ospiti italiani e internazionali, tanti i cosplay e le iniziative, ma cominciamo a raccontare.

9 giugno 2017: Apertura cancelli alle ore 14.30 circa, appena entrati ci si sente immersi in un’atmosfera di colori; sono tanti gli stand di fumetti, funko pop, action figure, gadgets di telefilm e film. Ho avuto modo inizialmente di andare allo stand BGeek dove numerosi artisti svolgevano sketch e autografavano le loro opere. Ho incontrato Teresa Radice e Stefano Turconi, che hanno lavorato per la Disney ai tempi della serie Witch e per Topolino e hanno pubblicato con la BAO Publishing la graphic novel “Il porto proibito”. Sono riuscita a farmi autografare il libro, il numero 69 di witch in cui avevano lavorato entrambi e mi sono fatta disegnare Irma. Alla fine la bambina che è in me è stata molto felice!

Ho avuto il piacere di parlare anche con Lorenza Di Sepio, autrice della serie Simple & Madama famosissima per i suoi sketch su facebook e, vista la mania mia passione per il cartone “La bella e la bestia” non ho potuto fare a meno di comprare il volume “Il bello e la bestia”, su cui Lorenza ha disegnato uno sketch con il mio ritratto e il suo (divertente è stato il momento in cui ho dovuto dirle come mi chiamo e dirle dove inserire la Y :P). Il primo giorno si è concluso con l’acquisto di due paia di orecchini in fimo da una creativa presente anche l’anno scorso: un paio di margherite e un paio di panda!

10 giugno 2017:  Il secondo giorno di fiera inizia con la presentazione del libro “Wolfheart: La ragazza lupo” di Alessia Coppola (restate sintonizzati sul blog perchè presto ci sarà un articolo specifico sulla presentazione :D). Alessia è una donna fantastica, è riuscita a regalare grandi emozioni in 20 minuti di chiacchierata, ovviamente ne ho approfittato per comprare una copia del libro e farmela autografare U_U

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Poi ho assistito a due talk: prima quello di Giacomo Bevilacqua e di Federico Torti sul mondo del fumetto, è stata un’oretta molto interessante e divertente, con la simpatia di due fumettisti che hanno fatto sorridere con la loro sincerità. Alle 14.30 invece c’era il talk con Teresa Radice e Stefano Turconi: è stato interessante ascoltare questa coppia di artisti che hanno creato un capolavoro, “Il porto proibito” e ascoltarne la genesi scoprendo ciò che accade nell’ “officina” di uno sceneggiatore e di un disegnatore. 

Infine, tra un firmacopie con Giacomo Bevilacqua, acquisti di quaderni della Bella e la bestia, si è concluso anche questo secondo giorno di BGeek.

11 giugno 2017:  Quest’ultimo giorno di BGeek è cominciato nel pomeriggio verso le 17, avevo delle tappe da fare ben precise (dopo 3 giorni di giri): ho comprato dalla NPE la graphic novel di Edward Mani di forbice (Tim Burton <3), dallo stand Star comics i due volumi di uno shojo manga uscito da poco dai tratti dolcissimi, dallo stand di una creativa (I Capricci di Colombina sui social) due paia di orecchini in fimo, uno con delle rose azzurre/blu e uno de La bella e la bestia con Belle in versione “borghese” e Chicco :3 

E dopo aver fatto una capatina al Paiolo Magico ed essere stata smistata dal Cappello parlante in Corvonero (la secchia che è in me ne è molto felice!) è venuto il momento del concerto conclusivo de Le stelle di Hokuto, band che ha cantato canzoni di telefilm, film, anime, cartoni animati, videogiochi. Ho concluso questa fiera in bellezza e mi ritengo molto soddisfatta!

Vi lascio con le foto scattate da Daniela.

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Il team di Leggendo a Bari *-*

Ciao, lettori! E anch’io, Sabrina, vi racconto com’è andato il mio Bgeek, premettendo che conosco questa fiera dalla sua nascita, e sono, quindi, un’appassionata di queste occasioni per liberare la fantasia e l’immaginazione e lasciarsi trasportare dalla creatività… e dagli acquisti! Purtroppo, ho potuto partecipare alla fiera solo il sabato e la domenica!

10 giugno 2017: Ho iniziato il Bgeek alla grande, e dopo la fila per l’entrata (sotto un sole caldo e insistente), mi sono messa in ghingheri insieme a un’amica. Per questa giornata, nessun cosplay vero e proprio per me, solo uno stile un po’ più… dark!

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Dopo aver assistito un po’ a un workshop di sceneggiatura, ho avuto il piacere di rivedere la scrittrice Alessia Coppola e di assistere alla sua presentazione di Wolfheart con Daniela, Sara, Lydia e la mia amica. Inutile dire che ho preso il suo libro, e che non vedo l’ora di divorarlo. Alessia è stata anche tanto cara da lasciarmi una bellissima dedica!

Subito dopo, ho seguito la presentazione di Everlasting di Anita Book, una scrittrice che avevo già avuto il piacere di leggere e conoscere! Davvero dolce, e dall’animo poetico! Nel pomeriggio, ho avuto la fortuna di riuscire a farmi fare uno sketch dal bravissimo Flaviano Armetaro! Il resto della giornata è trascorso tra foto ai cosplayer e acquisti!

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11 giugno 2017: Giornata nelle vesti di Wanda Maximoff, la strega di Avengers, ho passato la giornata tra foto e giri per la fiera. Una perla della giornata è stata sicuramente la possibilità di incontrare David Lloyd, e di ottenere un suo autografo e sketch!

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Sono stata anche felicissima di incontrare una ragazza disegnatrice a cui ho commissionato il disegno di un mio personaggio (del romanzo che mi frulla per la testa). Per concludere in bellezza, il concerto delle Stelle di Hokuto è stata la ciliegina sulla torta!