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Grimoire. Il preludio – Francis Reed

nuovo profilo libroBuongiorno lettori,
oggi vi parlo di un fantasy uscito a marzo per Lettere Animate. Facciamo una piccola premessa: leggere fantasy, per me, è complicato. Lo è perché non sempre trovo un libro che riesca a non farmi pensare ad altre storie, ad ambientazioni già lette e conosciute, a somiglianze con altre saghe famose. Con Grimoire, di Francis Reed, ho avuto invece la fortuna di immergermi nel racconto senza “deja vù” di alcun tipo. Mi sono goduta la storia inventata dall’autore e ho terminato la lettura soddisfatta di quello che mi era stato appena raccontato. Dopo questo piccolo spoiler, in cui appunto vi anticipo che il libro mi è piaciuto, vi lascio la trama:

Celata agli occhi del mondo, una strega oscura minaccia la pace che da secoli regna tra i popoli del Continente, decisa a vendicarsi dei soprusi subiti dalla sua stirpe. Al Bianco Concilio, una congrega di streghe animata da nobili intenti, spetta l’arduo compito di contrastare la minaccia, cercando alleati anche presso i popoli che, storicamente, hanno sempre osteggiato ed aborrito la magia in ogni sua forma. Basteranno il coraggio ed un nemico comune, ad abbattere secoli di conflitti e pregiudizi?

Il primo di una serie di libro ancora da pubblicare, Grimoire serve come introduzione a una storia raccontata in maniera scorrevole e senza troppi fronzoli. Lo stile di Francis Reed ti fa pensare di non trovarti di fronte a un autore emergente ma di star leggendo qualcosa su cui è stata riversata gran cura. Iniziando con dei personaggi che, sulle prime, crediamo gli unici protagonisti, proseguiremo conoscendo altre persone e scoprendo sempre più dettagli del mondo in cui ci troviamo. Le streghe e la magia, ad esempio, sono banditi, vengono cacciate e la magia non è il fido alleato a cui siamo abituati a pensare. Quello che ho apprezzato di più in questa storia è stata la caratterizzazioni dei personaggi. Il lettore non ha difficoltà a immedesimarsi in prima persona e a provare simpatie o antipatie, ma questi sentimenti possono mutare e quando un “ipotetico” cattivo mi fa quasi simpatia, allora penso sempre alla stessa cosa: la storia funziona. Perché molto spesso ci ritroviamo di fronte a personaggi tagliati con l’accetta, chi è stronzo, rimane stronzo, non ci sono sfumature. In questo libro invece Francis Reed ci spiega cosa c’è dietro, il personaggio viene presentato a 360 gradi e il lettore è libero di cogliere tutte le motivazioni dietro alle azioni e a trarne le dovute conclusioni. Io, per esempio, ho amato il principe. Odiato e trovato fastidioso nei primi capitoli in cui veniva descritto, ho cambiato idea man mano che la storia andava avanti. Rimane, per me, il personaggio migliore.

Senza voler raccontare troppo della trama, voglio dirvi perché questo è un libro che merita di essere letto: c’è, da parte di Francis Reed, la voglia di raccontare una storia per il piacere di condividere con qualcuno un mondo di fantasia nato nella sua mente. C’è uno studio dietro la struttura del romanzo che ti fa pensare “Qua siamo di fronte a una saga che lascerà il segno”. Non manca l’epica, non manca il mistero e non manca la voglia di saperne di più. Se andrete a leggere le altre recensioni su questo romanzo tutte dicono la stessa identica cosa: dateci il seguito. Vi sfido a trovare un autore emergente che suscita la medesima curiosità con una sua prima pubblicazione.

Non metto il massimo a questo libro perché a mio parere la storia si interrompe un po’ troppo presto. Avrei aggiunto almeno un centinaio di pagine in più per ritornare a ricollegare la prima parte.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Lettere Animate
Pagine: 161
Prezzo: 8.99€
Voto: 7/10

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Mia figlia è un’astronave – Francesco Mandelli

41I0vWLIFSLBuongiorno lettori,
da quando sono diventata mamma tendo sempre ad adocchiare in libreria i titoli e le copertine che richiamano alla “genitorialità”, per questo motivo quando ho visto e letto la trama di “Mia figlia è un’astronave” non ho resistito alla voglia di leggerlo. Ammetto che mi ha sorpreso anche scoprire che l’autore fosse Francesco Mandelli, non avevo idea scrivesse (ndr questo è il suo secondo romanzo) e  la cosa mi ha incuriosito ancora di più. Prevedevo scintille e scene comiche quasi assicurate visto che stavo per leggere di un neo padre alle prese una bambina piccola. Ero partita assaporando già vicende dolci, di un papà forse imbranato ma che alla fine sarebbe stato in grado di commuovermi. Sarà andata così? Intanto vi lascio la trama:

 

Napo è uno di quelli che, se può sbagliare qualcosa, la sbaglia. Ha quasi trent’anni e vive ancora come un adolescente, complici il lavoro di musicista e una storia d’amore finita decisamente male. Avrebbe bisogno del consiglio di un padre, ma il suo è un tipo davvero strano – un avvocato con la passione per l’edilizia – e tra loro è un continuo duello a chi combina il guaio peggiore. Poi, durante una festa, arriva il colpo di fulmine con una ragazza, Viola, che come per magia pare essere la grande occasione per diventare finalmente adulto. Se non fosse che è già fidanzata con un altro… Jacopo è tutto il contrario di Napo: preciso, maturo e affidabile, a volte persino troppo. Da quando è diventato papà della piccola Vittoria, ha scoperto non solo la gioia più assoluta ma anche una naturale predisposizione a fare il “mammo”, insospettabile persino per lui. Avere figli però non è solo rose e fiori: col passare del tempo, certi istinti giovanili tornano a farsi vivi, le notti insonni si accumulano, mentre fatalmente si complica il rapporto con la sua compagna… Viola. Senza abbandonare la naturale vena umoristica che colora tutte le espressioni del suo poliedrico talento, con questo romanzo Francesco Mandelli rivela il suo lato più tenero e profondo, raccontando con disarmante sincerità le paure degli uomini, eterni adolescenti e padri imperfetti.

La prima parte del libro mi ha catturata e messa in rete, esattamente come mi aspettavo la lettura è stata piacevole e veloce, ricca di scene che mi hanno fatto ridere e ricordare con divertimento similitudini con la mia situazione (parto, ritorno a casa con un neonato, ecc). Il protagonista di questi capitoli è Jacopo e con lui, il lettore, avrà un colpo di fulmine. Umano senza rasentare mai il patetico, si empatizza con lui immediatamente perché è esattamente quello che ci si aspetta da un uomo quando la sua vita viene stravolta dall’arrivo di un figlio: panico e confusione allo stato puro. Ma così come succede anche nella vita reale, Jacopo ha una reazione a questa travolgente novità che è l’essere genitore e trova il suo equilibrio con la piccola Vittoria e ci regala momenti di pura tenerezza.

“Io sto solo cercando di darmi un ruolo, un ruolo che non ho, ovviamente, perché quando vedi la tua compagna partorire ti rendi conto di quanto tu, uomo, considerato il sesso forte, non saresti stato in grado di sostenere nemmeno la metà del dolore e della fatica del parto, avresti già chiesto la sostituzione come nel calcio, ti saresti messo a piangere, avresti implorato l’epidurale una settimana prima.”

Poi il libro però prende una piega strana. Nella storia si intrufola Napo e tutto inizia ad andare a rotoli. Con Viola, la compagna di Jacopo, il lettore non riesce proprio a trovare mai un feeling, io la mal sopporto perfino ora che il libro ormai l’ho finito da tempo. Sarà perché fa tutto quello che io non potrei mai fare, sarà che ferisce il personaggio che invece ho adorato di più, sarà che boh… non posso fare spoiler, ma proprio no. Lei e Napo finiscono nel girone “Gadral” (ndr medicinale che aiuta a superare la gastrite) del mio personale inferno.

Nei capitoli finali si ritrova un po’ di piacere nella lettura (quelli centrali sono stati davvero imbarazzanti e fastidiosi) e si ritorna ad apprezzare il libro. Questo era un romanzo con un buon potenziale di gradimento, ma è stato come se l’autore avesse voluto strafare narrando più del dovuto. Con qualche capitolo in meno forse e più spazio a Jacopo penso che sarei stata propensa a dare a questo romanzo un bel voto alto. Così, invece, dovrà accontentarsi della sufficienza.

SCHEDA LIBRO:

Editore: DEA Planeta
Pagine: 260
Prezzo: 17,00 euro
Voto: 6/10

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Il tatuatore – Alison Belsham

il-tatuatore-x1000Buongiorno amici lettori ❤
ogni tanto capita che tra le nostre letture finisca qualcosa che non riesce a convincerci totalmente. Oggi, infatti, vi parlo di un libro che mi ha lasciato con qualche dubbio e non del tutto soddisfatta. “Il Tatuatore” di Alison Belsham racconta di un killer dalle abitudini tutt’altro che carine: scuoia vive le sue vittime per asportare parti della loro pelle. A fare la scoperta del corpo che darà il via al caso è Mirna, una tatuatrice di Brighton. A seguire le indagini, invece, troviamo il giovane ispettore Francis Sullivan. Saranno loro a portare ricostruire le prove e a farci compagnia durante tutto il libro. Tra le cose che non mi hanno convinto devo inserire anche il metodo di scrittura. Troppo semplice e a tratti banale, non riusciva a coinvolgermi e quindi mi ritrovavo a fare da spettatore annoiato di fronte alle scene che mi venivano proposte. Poche sono state le volte in cui la narrazione è riuscita a superare la barriera pagine/lettore e a farmi vivere con l’ansia tipica dei thriller le vicende raccontate. Abbiamo molte (moltissime) scene cruente, momenti di psicosi del killer, scaramucce tra protagonisti, tatuatori che si improvvisano detective e detective che dovrebbero fare altro nella vita (magari i tatuatori?). Insomma, mi aspettavo qualcosa di più da questo libro anche perché ne ho sentito parlare bene da buona parte delle mie colleghe bookblogger e anche su Amazon, viaggia su una media alta di recensioni a cinque stelle. Purtroppo, come sappiano, i gusti dei lettori variano da persona e persona e nel mio caso questo romanzo non è riuscito in nessun modo a farmi superare l’osticità provata nel leggerlo. Fatemi sapere se voi avete invece apprezzato il libro di Alison Belsham, parliamone e datemi qualche spunto su cui riflettere per rivalutarne il mio giudizio. In conclusione? Approfittate di qualche offerta della Newton Compton per prenderlo e dategli una chance perché a me non sono piaciuti anche libri ben più famosi e quotati di questo, quindi mai fidarsi a pieno di una blogger 😀

SCHEDA LIBRO:
Editore: Newton Compton
Pagine: 363
Prezzo: 12 euro

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Mamme coraggiose per figli ribelli – Giada Sundas

8615938Buongiorno lettori,
oggi vi parlo del libro di un’autrice famosissima tra le mamme (e le zie, e le cugine e tutte le donne che seguono la sua pagina per farsi due risate con i suoi post): Giada Sundas e il suo “Mamme coraggiose per figli ribelli”. Devo essere sincera con voi, avendo amato molto il suo primo libro ero un pochino scettica per questa nuova uscita. Temevo, infatti, che Giada avesse già detto tutto quello che c’era da dire sul tema figli e l’essere genitore. Che le battute fossero finite e che gli argomenti potessero risultare ripetitivi a chi aveva già letto “Le mamme ribelli non hanno paura”.

Con mia grande sorpresa…mi sbagliavo! Intanto, quella presentata, è l’esperienza di Giada nell’essere madre di una bambina (Mya) ormai cresciuta e quindi se, come me, avete acquistato il primo libro con una neonata a tenervi sveglie la notte, potete godere di questo e prepararvi a quello che vi toccherà affrontare con l’arrivo dei “terrible two” e via dicendo. Mya cresce e mamma Giada e papà Moreno la seguono. Continuo a dire che questo è, secondo me, un libro godibilissimo anche per chi non ha figli. Le battute di Giada colpiscono sempre, il suo modo di scrivere ti fa venire voglia di conoscerla e fartela amica (ma non di essere invitata a cena da lei! Se lo fa non cadete nella trappola e suggerite di ordinare una pizza, mi raccomando).

In questo testo, come dicevo, leggiamo le (dis)avventure di una mamma alle prese con una duenne che parla, fa i capricci, dice cose bellissime che solo i bambini possono pensare e facciamo un po’ di autoanalisi per capire che no, una mamma non deve per forza essere una super eroina perfetta. Sbagliare è concesso, non dobbiamo farne una tragedia e…non siamo le uniche a farlo. Troviamo, come sempre, diversi post già scritti da Giada sia nella sua pagina facebook che sulla rivista de “Il Libraio”, per chi ha la memoria corta come me sarà bello rispolverare alcune perle tipo:

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Personalmente, ho fatto un mucchio di foto alle citazioni di Giada mandandole in giro tra amiche e nonne (sì, PERFINO alla suocera ho inviato uno screenshot che la riguardava)

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Insomma, se questo libro ti fa venire voglia di scrivere pure a tua suocera per ridere con lei (e non di lei!) allora vuol dire che Giada ha fatto davvero un ottimo lavoro anche con questo secondo volume.

Unica nota negativa? Il termine “ribelle”, proprio non lo posso leggere più associato a figli e genitori dopo la furba (per me) mossa di marketing delle più note favole della buonanotte.

SCHEDA LIBRO: 

Editore: Garzanti
Pagine: 200
Prezzo: 17.60 euro

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Non bisogna dare attenzioni alle bambine che urlano

20180516_112618Buongiorno lettori, oggi vi parlo della graphic novel “Non bisogna dare attenzioni alle bambine che urlano” che mi ha fatto compagnia durante il mio viaggio di ritorno da Torino. Prima di salire sull’aereo la scena è stata più o meno questa:

“Uh che bella Babi, quando la leggerai?”
“Mhm ora vediamo”
*Un’ora e venti minuti dopo…*
“Ragazzeeee io l’ho già finita *-* “

Intanto voglio iniziare dicendo che la cosa che più ho AMATO di questa lettura è stata…la musica. No, non sono pazza (o almeno, non lo sono più del solito). All’interno delle tre storie che compongono “Non bisogna dare attenzioni alle bambine che urlano” è tutto un suonare di jingle pubblicitari e canzoni che negli anni 90 ci hanno fatto perdere la testa. Una trovata davvero geniale che aiuta il lettore a immergersi completamente nell’epoca in cui è ambientato il libro. Voi non avete idea di quanto sia stato difficile non canticchiare durante la lettura con il rischio di far scappare i miei vicini di posto. Stare lì, leggere e concedersi qualche secondo di “Com’è che faceva?” per poi ritrovare il ritmo giusto e farsi una risata ripensando a ciò che facevamo quando in radio girava quel pezzo musicale.

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Altra cosa fantastica sono stati i tantissimi riferimenti a quei magici anni (sono una nostalgica, sì). La smemo, il walkman, le videocassette, i poster con Leonardo di Caprio in regalo con Cioè, Spice Girls su mtv ect. Sfido chiunque sia cresciuto in quel periodo a non emozionarsi di fronte alle “chicche” che le due autrici hanno inserito tra le pagine di questa graphic novel:

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“Non bisogna dare attenzioni alle bambine che urlano” è diviso in tre storie. La prima è quella di Giulia, occhialuta ragazzina timida che brama dalla voglia di diventare amica della popolare Federica. Assisteremo al suo salto “sociale”, a ciò a cui in quell’età sei disposto a fare pur di piacere a chi, senza un vero motivo, idolatri. Il finale vi farà sorridere, assicurato!

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Anna

La protagonista del secondo racconto invece è Anna. Conosciamo lei, i suoi amici skater e il tornando che presto stravolgerà la sua vita: Marilena. Quest’ultima è la classica ragazza difficile, quella che non viene mai a scuola, che senti litigare in macchina con il padre a cui si rivolge neanche fosse l’amico stronzo. Con lei farà le sue prime follie e con lei scoprirà se stessa per poi…Ehy, mica vorrete lo spoiler no?

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Clarice

Clarice è l’ultima a chiudere questo ciclo di racconti ed è anche la più cazzuta. L’ho A D O R A T A. Però ragazze, carissime autrici, voi mi avete fatto soffrire da morire quando ha preso in mano quelle dannate forbici. Cioè mi sono sentita male io per lei e ho dovuto spiegare ai miei capelli lunghi che quelle brutte cose non succedono davvero. Scherzi a parte, Clarice è diversa dalle due ragazzine che l’hanno preceduta. Clarice non è una bambina che urla, non cerca di piacere, non vuole essere la prima se non quando è sulla pista a gareggiare. È determinate come poche e rimarrà coerente fino alla fine ponendo la ciliegina sulla torta a questa godibilissima graphic novel.

Che altro dire? Abbiamo tantissime domande da fare alle due autrici. Che dite, proviamo a intervistarle??

SCHEDA LIBRO

AUTORI:  di Eleonora Antonioni e Francesca Ruggiero
EDITORE: Eris Edizioni
PAGINE: 176
PREZZO: 17.50 euro

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Gli angeli dei libri di Daraya – Delphine Minoui

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“Vorrei scrivere un libro sulla biblioteca di Daraya […] Un giorno, alla fine del 2013, i suoi amici gli chiedono aiuto. Tra le rovine di una casa sbriciolata, hanno trovato dei libri che vogliono assolutamente recuperare. “Libri?” ripete lui stupito. Nel cuore della guerra, quell’idea gli sembra assurda. Che senso ha salvare libri quando non si riescono a salvare vite?”

Io faccio parte di quella categoria di lettori che solo in rarissimi casi legge la trama preferendo piuttosto scoprire il libro durante la lettura e lasciarsi guidare all’acquisto dal titolo o dalla copertina. In questo caso il murales dello street artist siriano Abu Malek al-Shami e il titolo hanno fatto immediatamente l’occhiolino in mia direzione convincendomi a tornare indietro e recuperare il libro dallo scaffale della libreria.

“Gli angeli dei libri di Daraya” è un libro che racconta, tramite la penna dell’autrice e giornalista Delphine Minoui, la storia di alcuni ragazzi siriani e del loro fantastico progetto di realizzare una biblioteca durante l’assedio della cittadina di Daraya durato ben quattro anni.

Quattro anni di bombe. Quattro anni di terrore. Quattro anni in cui questi ragazzi giravano tra le macerie in cerca di libri da portare in salvo e stipare nella loro biblioteca sotterranea. Al sicuro dalle bombe. Fuori dalla portata dell’oppressione.

“Mi parla di bombardamenti incessanti. Di pance vuote. Di minestre di foglie con cui ingannare la fame. E di quelle letture sfrenate per nutrirsi la mente. Davanti alle bombe, la biblioteca è la loro fortezza nascosta. I libri, le loro armi d’istruzione di massa.”

Un autore che stimo molto una volta disse che i libri servono anche a raccontare la verità là dove facciamo finta di non vedere. Potremo nasconderci, credere a ciò che i giornali raccontano, fare come gli struzzi e mettere la testa sotto la sabbia ma lì, sopra la mensola di una libreria, ci sarà sempre questo testo a raccontare il terrore di quegli anni e ciò che è accaduto. La verità dei reietti. Dei senza voce.

“Chiudere gli occhi significa condannare al silenzio. Assad ha voluto mettere Daraya tra parentesi, chiuderla tra le virgolette. Io vorrei eliminare le une e aprire le altre.”

Senza romanzare niente, l’autrice ripercorre i primi contatti con i ragazzi della resistenza di Daraya e a mano a mano che la storia prosegue impariamo a conoscere loro e le loro peculiarità. Ahmad sarà il primo a comparire sul monitor del computer per parlare, tramite Skype, di ciò che sta accadendo. Da lì verranno fuori nuovi nomi, altre storie. Leggere questo libro al sicuro, nella propria casa, in un paese in cui il massimo della preoccupazione è tutta concentrata a ciò che succede nel reality di turno trasmesso in tv, è davvero strano. Pensare che ci siano persone che in quello stesso momento vivono in uno scantinato cercando di sfuggire a delle bombe che, senza motivo apparente, piovono sulle loro case, ti fa sentire – sbagliata -. Pensare che nel 2018 ci sia ancora chi è costretto a subire mentre che i paesi più potenti, quelli che avrebbero i mezzi per intervenire, rimangono invece a guardare fa male. Sapere che l’Onu è solo una sigla senza nessun valore o potere effettivo ti fa riconsiderare tutta la tua esistenza.

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Questo è un libro che insegna molto. Che apre gli occhi.

“In quella sacca di libertà che si sono creati, la lettura è il loro nuovo sostegno. Leggono per sondare il passato occultato. Per imparare, Per evitare di impazzire. Per evadere. I libri come sfogo. Una melodia di parole contro il diktat delle bombe.”

Barili bomba, gas sarin, razzi, cannonate, napalm. Assad non si è risparmiato contro questa città fino ad ottenere la resa totale e incondizionata. Ma noi lettori arriveremo alla fine del libro sapendo che il popolo della Siria sta provando a rialzare la testa e vedremo, seppur ancora lontana, una luce di speranza per il futuro di quella terra.

“Un libro dev’essere la scure che spacca il mare gelato dentro di noi”

Scheda del libro

Editore: La nave di Teseo
Pagine: 172
Prezzo: 17.00 euro

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Festa del papà: quali libri regalare?

A volte penso che mio padre sia una fisarmonica. Quando lui mi guarda e sorride e respira, sento le note.
(Markus Zusak)

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Quest’anno abbiamo deciso di lanciare il nostro “booksegnale” e chiedere aiuto agli amici della libreria Libriamoci per farci dare qualche consiglio su dei libri da regalare ai papà in previsione della loro festa il 19 marzo. Stefania e Christian si sono dimostrati come sempre di grande aiuto ed ecco alcuni dei titoli che ci hanno segnalato. Sono tutti libri illustrati pieni di colori ed emozioni, sicuramente adatti a papà che hanno bambini con cui poter condividere la lettura,  accoccolati sul divano,  sfogliando insieme queste perle fatte di immagini e parole ❤

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Gaetano e Zolletta – Un posto perfetto
Di Silvia Vecchini e Sualzo
Bao publishing

Gaetano, un papà intraprendente e dalle mille risorse, è disposto a tutto pur di trovare un posto unico e speciale da condividere con il suo piccolo Zolletta. Lo condurrà perfino sulla Luna, prima di scoprire che in fondo, per suo figlio, il posto perfetto non è poi così lontano da raggiungere, anzi è lì, proprio tra le sue braccia. Un fumetto dolce e divertente che con grande naturalezza racconta l’avventura di un papà e del suo bambino alla ricerca di un’esperienza speciale che li unisca ancora di più.

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Di Anthony Browne
Orecchio Acerbo

Non è sempre tutto rose e fiori il rapporto tra padri e figli. In questo meraviglioso albo dell’artista Anthony Browne, Anna ha un papà troppo occupato per badare a lei e questo la getta in uno stato di profonda solitudine. L’unica compagnia sono i gorilla, quelli dei suoi libri, dei suoi disegni. È talmente ossessionata che per il suo compleanno ha chiesto un gorilla vero, ma tutto quello che trova nel cuore della notte ai piedi del suo letto è un gorilla giocattolo. Dopo la delusione iniziale, il gorilla inizia a crescere fino a diventare vero. Così vero (e gentile) che l’accompagnerà a vivere tutte quelle piccole esperienze che avrebbe tanto voluto vivere con suo padre. Al termine di questa notte meravigliosa, Anna troverà ad aspettarla un papà affettuoso e bendisposto. Gorilla è un libro che abbatte i muri della realtà per dare voce all’immaginazione e all’inconscio di una bambina dai desideri inappagati, un libro incantevole in cui i bambini (e forse anche i genitori) si immedesimeranno con grande facilità.

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Chiedimi cosa mi piace
Di Bernard Waber e Suzy Lee
Terre di mezzo

Potrebbe essere una giornata come tante quella raccontata in “Chiedimi cosa mi piace”, in cui un papà e una bambina vanno fare una passeggiata nel parco, ma basta poco perché si trasformi nella giornata ideale. La narrazione è basata interamente su un gioco, un rapido susseguirsi di domande e risposte in cui il papà chiede (dietro comando) e la bambina risponde. Questo dialogo serrato lascia emergere l’energia e la spensierata felicità della bambina che piano piano contagerà il papà. Vengono fuori i gusti, le riflessioni spontanee e la grande intimità tra i due. A incorniciare il tutto i colori caldi e vibranti dell’autunno, le foglie che cadono e le anatre che emigrano.