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Blogtour di “Solitude: L’ultima guardiana” – Intervista all’autrice

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Eccoci alla seconda tappa del Blogtour di Solitude: L’ultima guardiana di Francesca Maggi. In questa tappa avrete modo di scoprire qualcosa in più di questa giovane autrice tramite la sua intervista. Ma, prima, eccovi la sinossi del romanzo!

Thea ha lunghi capelli neri, un cappuccio scuro sempre calato sulla fronte e non ama andare a scuola. Ne ha cambiate parecchie, ultimamente, a causa del lavoro dei suoi genitori. È la scusa che accampa nell’ufficio della sua nuova preside, che l’ammette all’anno scolastico non senza riserve, in completo di tweed e sguardo indagatore. Thea Jacobs è in realtà una giovane guardiana della Terra: deve preservare il pianeta dal disequilibrio tra bene e male ed è in guerra con le ombre scatenate dall’ira vendicativa di Aimon, discendente delle forze di Caos. È in pericolo: i nemici hanno fatto piazza pulita dei suoi compagni guardiani e lei deve fuggire, o la Terra ne subirà amare conseguenze. Intorno, anche le ultime persone care vengono meno e Thea rimane sola, fatta eccezione per Lucas, il suo compagno di banco. È un umano così mediocre… le fa una corte spietata e le è sempre fra i piedi. Colta in flagrante nell’atto di uccidere un nemico sotto mentite spoglie, Thea non ha più alternative e decide di coinvolgere il ragazzo in un’avventura che li porterà a scoprire mondi paralleli aldilà di ogni immaginazione. Salti spazio-temporali, portali magici, creature alate di innata bellezza aspettano i due compagni di scuola, così diversi eppure così vicini, entrambi alla ricerca del vero senso dell’amore e in balìa di quei poteri tutti umani che ognuno di noi possiede ma che nessuno mai si rende conto di avere.

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Titolo: Solitude: L’ultima guardiana
Genere romanzo: Fantasy YA
Casa Editrice: Libromania
Prezzo: 2,99€

Le parole dell’autrice

Nome?

Francesca Maggi

Da dove vieni?

Sono nata vicino a Reggio Emilia, cresciuta in provincia di Milano e ora vivo a Milano.

Mai senza?

Smartphone. Non per i social ma per le mappe, ho un pessimo senso dell’orientamento.

Se dovessi esprimere tre desideri?

Tutti per mio figlio, e per il mondo in cui dovrà vivere: che tutti i bambini abbiano la possibilità di studiare e imparare; che gli uomini imparino ad amare la natura e la terra; che ci sia il rispetto per l’altro.

La tua vita in un tweet?

Mamma, moglie, scrittrice, e un lavoro vero. Non ho ancora deciso cosa fare da grande.

Letture di riferimento e autori preferiti?

Leggo molto in base all’umore. Passo con estrema facilità dai romanzi gialli alle saghe fantasy, dai YA distopici ai romanzi d’amore. Amo Jane Austen, Tolkien, Carrisi, Camilleri, Camilla Lackberg.

Le letture di riferimento variano a seconda di ciò su cui sto lavorando. Di solito però mi concentro su romanzi per ragazzi e young adult, credo sia importante capire cosa amino i propri lettori. Ahimè, ho un background in marketing.

Come mai un romanzo fantasy?

Per caso ho rivisto delle vecchie foto della mia scuola del Wisconsin, quando trascorsi là un anno di liceo. Immediatamente ho visualizzato Thea, così bella e misteriosa mentre attraversava i corridoi cercando di non dare nell’occhio. Da quell’immagine è partito tutto. Ho iniziato a costruirle intorno un’identità, altri personaggi, e un fantasy era il modo migliore per poter dare libero sfogo alla mia immaginazione. Inoltre mi piace scrivere di ragazzi per ragazzi. È un’età a cui mi sento ancora molto vicina e legata.

Come nascono i tuoi personaggi? C’è qualche collegamento con la realtà?

Tutti i personaggi hanno caratteristiche reali: in loro ritrovo me stessa, mio marito, i miei genitori, amici o conoscenti. Nessuno però corrisponde uno a uno con la realtà. C’è sempre una parte di assoluta fantasia.

Come puoi riassumere ai lettori questo romanzo? Qual è il messaggio finale che vuoi trasmettere?

Solitude non racconta una storia vera, ma i suoi protagonisti lo sono. Sono adolescenti che si trovano a destreggiarsi tra amicizie, primi amori e il desiderio di trovare una propria identità. Ed è proprio a loro che è indirizzato questo romanzo, perché attraverso la lettura possano identificarsi con i personaggi e capire l’importanza di valori che troppo spesso nella nostra società passano in secondo piano: amicizia, sacrificio, rispetto per l’altro, e il coraggio di portare avanti le proprie idee contro tutti gli stereotipi.

Prossimo romanzo? Ci sarà un sequel?

Sì, sono già al lavoro sul secondo capitolo, a cui spero seguirà un terzo per concludere quella che nella mia testa è nata come una trilogia. Terminata questa saga vorrei cambiare genere e dedicarmi a qualcosa di diverso. Vedremo dove mi porterà l’ispirazione.

Non perdetevi le altre tappe del Blogtour! Ecco qui la prima su La Fenice Magazine!

CalendarioBT

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Intervista a Giada Sundas

Buongiorno lettori,
oggi vi proponiamo l’intervista fatta a Giada Sundas, una mamma super, autrice di un libro divertentissimo di cui potrete trovare qui la recensione -> Recensione di “Le mamme ribelli non hanno paura” 
Buona lettura ❤
00000000000000216803-280x280Sappiamo tutti che gestire il proprio tempo con un bambino piccolo è complicato. Per citare il tuo libro: spesso tocca fingere una dissenteria per rimanere un po’ da soli e avere dieci minuti di pace. E’ stato difficile per te trovare lo spazio per scrivere questo libro? Come ti sei organizzata? Dobbiamo ringraziare Moreno? 
 
Non è stato facile, ho dovuto incastrare tutti i tasselli come si fa con il Tetris. Considerando anche che l’ho scritto in appena due mesi, la maggior parte della stesura è avvenuta di notte. È stato un periodo durissimo e stressante per me.
 
“I giorni di una mamma” è stato, probabilmente, il tuo post più condiviso. Ti aspettavi che diventasse virale?
 
Assolutamente no. Tra l’altro ricordo bene com’è nato: nel letto, prima di addormentarmi, mi venne in mente e lo scrissi con il cellulare. Siccome era molto tardi, il mattino dopo l’avevo dimenticato. L’ho ritrovato tra le note dopo settimane e pubblicato senza nemmeno rileggerlo. Quando ho riaperto Facebook, dopo qualche ora, per poco non mi è venuto un colpo.
 
Nel libro troviamo anche altri tuoi post famosi. E’ stato difficile inserirli all’interno del libro trovandogli un posto nell’arco narrativo?
 
Non troppo, il libro segue una linea temporale ed è bastato inserirli seguendo l’ordine degli avvenimenti.
 
Qual è il capitolo a cui sei più affezionata?
 
Quello del post parto. Contiene tutti i miei peggiori e migliori sentimenti. È un uragano di sensazioni. Quando lo rileggo mi sembra di tornare indietro nel tempo.
 
Parliamo di Matteo Bussola. Chi ti segue (o chi segue Bussola) conosce il vostro rapporto. Lui è stato tra i primi a pubblicizzare, con orgoglio, l’uscita del tuo libro. Ci vuoi raccontare come vi siete conosciuti? Possiamo definirlo un “papà ribelle”?
 
Matteo, per me, è stato il segnale che la vita mi ha voluto mandare per spingermi a fare grandi progetti. Ci siamo conosciuti ad una sua presentazione e lui, un giorno, davanti a decine di persone ha detto “ricordatevi di qesta ragazza, sarà la promessa dell’anno”. In tutto questo Matteo ha una buona parte di merito, lo ringrazio ogni giorno per l’aiuto che mi ha dato. E sì, è un papà super ribelle.
 
“Ma un altro quando lo fai??” è la domanda che tutte le mamme, con un solo figlio, si sentono porre ogni giorno. Noi ti rigiriamo la domanda ma riferendoci naturalmente al tuo prossimo libro. Alla fine di “Le mamme ribelli non hanno paura” hai inserito un piccolo spoiler su un progetto a cui stai lavorando. Ci puoi anticipare qualcosa?
 
Ho in mente un romanzo storico, come già anticipato, che non nascerà a breve. Ora sto lavorando ad altri progetti per il 2018. Non vi spoilero nulla per adesso.
 
Noi di Leggendo a Bari siamo, prima di tutto, un gruppo di lettura dal vivo. A tutti gli autori poniamo la stessa domanda: cosa ne pensi dei gruppi di lettura? Ne hai mai fatto parte? Da autrice li ritieni una risorsa importante?
Mi piace il concetto di “gruppo di discussione”, ovvero leggere un libro e discuterne insieme ad altri.
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Se prima eravamo in due – Fausto Brizzi

se prima eravamo in due“Oggi io, i tuoi e i miei nonni siamo tutti dentro di te, come un imbuto dell’amore che ha travasato anni di parole, desideri e sentimenti in un contenitore speciale ed unico. Tu“.

Dopo il diario di una mamma ribelle è arrivato il momento di parlare anche di un papà, famoso, che racconta della sua esperienza come genitore. Con “Se prima eravamo in due” il regista Fausto Brizzi ci vuole rendere partecipi di questa assurda avventura che è la paternità. Fausto, già famoso con “Ho sposato una vegana”, torna sugli scaffali con un diario destinato alla figlia in cui racconta passo dopo passo (partendo dalla gravidanza) le cose che hanno caratterizzato l’arrivo di Penny e tutti i cambiamenti che sono poi sopraggiunti alla sua nascita.

Iniziamo con un piccolo plauso a Claudia, la moglie dello scrittore. Devo darle atto di essere una donna spiritosa perchè, se fosse stata anche solo un minimo permalosa, probabilmente questo libro sarebbe finito in un falò insieme al marito. Dico questo perchè Claudia purtroppo, per il lettore, è un personaggio difficile da digerire. Più che racconti famigliari a volte sembra di leggere le cronache di un piccolo regime dittatoriale in cui i sudditi, (n.b. il papà) soccombono al volere incontrastato del capo di stato (n.b. la mamma) e quasi sempre finiscono ai lavori forzati (n.b. dieta e seitan a colazione). Sono stati fin troppi i momenti in cui era difficile capire come potesse, il nostro povero protagonista,  accettare così questo ruolo marginale in cui era stato relegato. Della serie: “Io partorisco sotto atroci sofferenze, quindi tu non puoi scegliere neanche il colore dei calzini che la bimba dovrà mettere alla nascita”. Insomma, spesso durante la lettura ho avuto voglia di richiudere il libro proprio perchè Claudia era, lasciatemelo dire, antipatica e insopportabile.

Per fortuna però questo libro non è solo Claudia e il suo ruolo di mamma (vegana e salutista). “Se prima eravamo in due” è ricco di momenti divertenti in cui si ha la fortuna di poter entrare nella testa di un papà a scoprire l’importanza che ha, per lui, quell’esserino che tiene tra le braccia. Troviamo quindi tra le pagine tante scene simpatiche di panico e confusione, altre che già fanno intuire che il feeling tra una bambina e suo padre è unico e inevitabile e poi infiniti attimi di dolcezza che riempiono il cuore di chi legge. Un esempio potrebbe esserlo questa spiegazione sul motivo per cui i nonni sono così pazzamente innamorati dei propri nipoti:

Oggi che sono padre capisco perchè i nonni impazziscono all’arrivo dei nipoti. Un nipote è un bis insperato del tuo artista preferito. E’ un elisir di lunga vita, un secondo giro sulla giostra quando ormai credevi che il luna park avesse chiuso. Un nipotino è l’immortalità.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Einaudi
Pagine: 120
Prezzo: 13.00€

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Cronache dall’Eternità: Principessa del Tempo

biblioOggi vi parlerò di le Cronache dall’Eternità: Principessa del Tempo di Helena Paoli. La storia parla di una ragazza molto giovane che, nonostante abbia tutta la vita davanti, si ritrova a dover intraprendere un viaggio prematuramente: quello che prende inizio dopo la sua morte. La morte, in tal caso, infatti, è solo l’inizio, perché è proprio da allora in poi che Juliet scoprirà l’esistenza di altri mondi diversi dal suo. Ma, nonostante ciò, il suo percorso non sarà facile, e il viaggio più importante sarà quello che dovrà intraprendere con se stessa, per ritrovare i suoi ricordi.

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La scrittura di Helena Paoli è articolata e carica di dettagli, emozioni, sensazioni, che accompagnano il lettore nell’avventura di Juliet: un viaggio durante il quale incontrerà vari personaggi, alcuni temibili, come la Regina; altri, invece, conquisteranno pian piano il suo cuore, tanto da andare a sfidare le sue certezze, specie in campo sentimentale…

Il viaggio di Juliet non sarà certo un viaggio facile, nei meandri di nuovi mondi abitati da regine, angeli, creature che lei inizialmente stenta a capire. Ma, prima che lei possa rendersene pienamente conto, si ritroverà a far fronte alla verità: ovvero, che lei appartiene a questi mondi più di quanto possa credere. Una profezia, infatti, sembra parlare proprio di lei…

Il finale è aperto, aperto soprattutto a fronte di una prossima avventura: lascia con il fiato sospeso e la curiosità di saperne di più. Cosa succederà a Juliet, divisa tra più mondi? Quale sarà la strada che intraprenderà e la decisione che prenderà tra una parte del suo cuore e l’altra? Potremo saperlo solo nel prossimo libro…

 

SCHEDA LIBRO

Autore: Helena Paoli
Editore: Bibliotheka Edizioni
Pagine: 304
Prezzo: 12,75€

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“Silverwood Lake” di Simona Binni

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La copertina della graphic novel “Silverwood Lake”.

Oggi sono qui per parlarvi di una graphic novel, un genere che non trattiamo spesso nonostante sia di nostro gradimento qui tra le admin!

Mi capita spesso di andare in libreria e comprare libri a caso solo perchè la copertina mi attirava particolarmente ed è proprio questo il motivo per cui mi sono ritrovata ad acquistare questo libro: i colori pastello e questi disegni mi hanno conquistata subito!

Non ho provato neanche a cercare uno straccio di trama, ma alla fine sono rimasta piacevolmente sorpresa dall’originalità della storia.

Tutto è ambientato in America, dove Diego, giornalista abbandonato dal padre in tenera età, si ritrova ad affrontare un viaggio e un soggiorno in un camping per homeless al fine di poterne carpire informazioni utili per un dossier a riguardo. Questo viaggio però gli farà cambiare idea su tante cose e lo metterà difronte a tante situazioni drammatiche a cui non era pronto.

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Il libro è tutto sui toni pastello. I disegni sono rilassanti e lineari, molto semplici da seguire.

L’unica pecca, per me, è stata la velocità con cui sono spiegati certi eventi. La graphic novel non è molto lunga perciò qualche pagina in più, forse, sarebbe stata l’ideale per capire meglio certe dinamiche. Per il resto, però, sono rimasta davvero sorpresa dalla trama che non è assolutamente leggera, anzi fa molto riflettere e lascia un velo di malinconia al lettore. Disegni splendidi con uno stile inconfondibile! Ve lo consiglio se siete amanti del genere e se adorate i libri ben rilegati, belli anche solo da avere e sfogliare!

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Una delle tavole contenute nel libro.

Per quanto riguarda la nostra Book Challenge 2017, ho usato questo libro per la categoria “Libro con un animale in copertina”.

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Scheda libro

Autore: Simona Binni
Editore: Tunuè
Pagine: 168
Prezzo: 16,90€

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Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut

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Quando ho incominciato a leggere questo libro mi sono chiesta cosa potessero avere a che fare tra loro la fantascienza e una storia di guerra. Cosa ci potesse essere di più diverso.

Kurt Vonnegut ha trovato il giusto equilibrio, la giusta mescolanza di fantasia e realtà, che riuscisse a spiegare in maniera realistica, ma anche critica, cos’è la guerra, quali sono i suoi orrori, specie perché coloro che la combattono al posto dei “grandi”, altri non sono che “bambini”.

Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini non è un libro da leggere alla leggera: è intenso, carico di humor nero; è di fantascienza, ma descrive anche la realtà con estrema crudezza. È la proiezione che una mente geniale è riuscita a produrre, di un disastro.

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Immagine di Dresda dopo il bombardamento avvenuto durante la notte tra il 13 e il 14 febbraio 1945

Il focus è sul bombardamento di Dresda, avvenuto durante la seconda guerra mondiale, ma le vicende di Billy Pilgrim, il protagonista, vi girano attorno come se volessero sviare il lettore, ma al tempo stesso accompagnarlo verso la più terribile realtà. La narrazione della sua vita è discontinua, frammentaria, l’ordine cronologico va a perdersi di fronte al meraviglioso e orribile “potere” di Billy di poter saltare da un momento all’altro della sua vita senza avere controllo di essa. Un potere alieno, che Billy subisce nella consapevolezza che la morte non sia qualcosa di definitivo, che tutto sia già scritto, destinato e irrimediabile.

Billy guarda la sua vita passargli davanti in maniera passiva, una vita vissuta in funzione di una giovinezza di orrori, di una innocenza rubata da uno dei più terribili avvenimenti possibili.

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Kurt Vonnegut durante il servizio militare, nei primi anni quaranta

Kurt Vonnegut ha vissuto la guerra sulla sua pelle, è scampato alla morte sotto il cielo di Dresda per pura fortuna. Si ripromette di raccontare la sua storia, ma è difficile trovare il modo giusto per rendere ciò che ha vissuto. È così che scrive della sua esperienza della guerra e del bombardamento di Dresda come meglio può, attraverso simboli e proiezioni, tra cui spicca la figura dello scrittore squattrinato Kilgore Trout: le sue opere, la cui trama è esplicata in poche righe, sono vere e proprie critiche al mondo, che mettono in discussione non solo la società umana, ma anche la religione, le ideologie, la guerra.

Le vicende di Billy, ciò che pensa, le sue reazioni alle mostruosità della guerra, le sue convinzioni a cui il lettore resta in dubbio se credere o no: si riassumono tutte alla luce della concezione che ha della vita, vista come effimera, come qualcosa di estremamente fragile.

Billy sembra costruirsi da sé il mezzo per sopravvivere allo scempio materiale ed emotivo che lo circonda, e tramite racconti di rapimenti alieni, viaggi nel tempo e mondi paralleli, lancia un messaggio, crea una metafora attraverso cui esplicare il suo silenzioso urlo di aiuto, attraverso cui fuggire all’orrore di ciò che ha vissuto.

Alla fine, poco importa se le vicende fantascientifiche e strambe che Billy racconta siano accadute realmente o no: cosa c’è di più assurdo della guerra in sé, dove migliaia di persone muoiono per un sì o per un no, dove “bambini” agghindati da soldati si ammazzano tra loro per conto di altri?

“Così va la vita” è ciò che Billy si ripete, che pensa con abitudine quasi ossessiva, per giustificare qualsiasi morte, qualsiasi orrore che lo circonda. Come se le cose, semplicemente gli capitassero: tratto imparato, secondo lui, dagli alieni tralfamadoriani, che sanno bene come terminerà l’universo e lo accettano. Così lui accetta tutto ciò che gli accade, consolandosi con la convinzione che ogni momento esisterà sempre anche dopo che è trascorso, in un altro luogo. Nulla muore mai veramente.

Sembra quasi voler dire che l’unico modo di sopravvivere a un evento così cruento e spietato come il bombardamento di Dresda sia, appunto, accettare che queste cose succedono. Come se la colpa non fosse di nessuno. La capacità e la consapevolezza di poter agire e influenzare la direzione della propria vita è persa, perché farebbe troppo male pensare che ciò che accade è da attribuire anche alle proprie decisioni. Fa troppo male pensare che qualcuno abbia voluto davvero tutto questo.

Si può reagire solo così, all’orrore.

Mattatoio n. 5, un titolo emblematico che tramite il nome di un luogo in cui la morte regna sovrana e l’accostamento di un numero casuale, vuole esplicare ancora una volta quanto la vita non dipenda da noi, quanto il caso non guardi in faccia a nessuno. Che sia il 5 o il 6, sembra poca la differenza. Ma la differenza, in realtà, è quella tra la vita e la morte.

Scheda del libro

Titolo: Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini
Autore:
 Kurt Vonnegut
Pagine: 196
Editore: Feltrinelli
Prezzo: 9,00 €

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La signora dei funerali

image_bookIl libro di cui vi parlo oggi è “La signora dei funerali” di Madeleine Wickham, pseudonimo di Sophie Kinsella, autrice famosissima grazie alla serie di “I love shopping”, della quale leggo per la prima volta un romanzo.

Questa lettura mi ha positivamente sorpresa. “La signora dei funerali” è davvero un libro piacevole, scritto in maniera scorrevole e accattivante, con solo qualche punto discutibile che nel complesso non rovina quello che è un ottimo  romanzo.

Fleur Danexy è una bellissima donna che per guadagnarsi da vivere usa un espediente particolare: è solita imbucarsi a funerali di gente facoltosa, cercando di ammaliare gli inconsolabili vedovi con l’intento finale di rubare qualche migliaio di sterline per poi scomparire nel nulla. È un trucco che spesso le riesce e che decide di ripetere con Richard Favour, facoltoso gentleman inglese. Fleur si imbuca al funerale della defunta moglie dell’uomo e facendo forza sulla sensibilità di Richard, riesce in poco tempo a conquistarlo. Questa volta però accadrà qualcosa di diverso dal solito e il piano di Fleur non andrà a buon fine.

Quelli come te non finiscono mai distrutti. Sono gli altri che restano distrutti. Quelli che hanno la disgrazia di entrare in contatto con voi, quelli che vi accettano nella loro vita, quelli che sono così stupidi da fidarsi di voi. E non ha senso aspettarsi che persone del genere provino dispiacere x come si sono comportati. Devi soltanto farle uscire dalla tua vita il più rapidamente possibile e poi dimenticartene. Non bisogna continuare a tormentarsi

Il libro è scritto in terza persona e si contraddistingue per uno stile brillante e fresco in grado di coinvolgere il lettore. La vicenda si svolge tra Londra e Greyworth, luogo esclusivo di residenza dell’alta borghesia inglese, dove Fleur viene invitata a trascorrere l’estate in compagnia della famiglia di Richard. Qui conoscerà sua cognata Gilian, il dolce e brillante figlio minore, Anthony, l’insicura e fragile figlia maggiore, Philippa, e il suo ambizioso marito, Lambert. È impossibile non notare una lieve nota satirica nella descrizione degli esponenti di questa società, sempre impegnati solo e soltanto in svaghi superficiali come partite di bridges, golf o tea pomeridiani. Per Fleur si preannuncia dunque un’altra difficile sfida perché dovrà  ancora una volta integrarsi in una nuova famiglia senza che nessuno scopra i suoi veri intenti.

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Quella che superificialmente può sembrare solo una semplice commedia romantica nasconde anche qualcosa di più oscuro. La definizione che meglio si addice a questo romanzo è quella di commedia amara. Ogni personaggio sembra infatti avere un lato nascosto e l’autrice dimostra davvero una grande maestria nel delineare e caratterizzare in maniera approfondita tutti i personaggi. Della stessa Emily, la tanto amata e venerata defunta moglie di Richard, si sveleranno nel corso della narrazione aspetti che faranno vacillare l’immagine di madre e moglie perfetta che l’ha accompagnata quando era in vita. Lo stesso finale non si può definire un “happy ending”. Attenzione spoiler – Com’era infatti intuibile, Fleur alla fine decide di non derubare il povero Richard e la vicenda si conclude con il ritorno della donna a Greyworth. Il motivo per cui Fleur decide di tornare tra le braccia di Richard non è molto chiaro. Non si riesce infatti a capire se la donna contraccambi l’amore dell’uomo o sia semplicemente stanca di condurre una vita instabile e sfuggente e abbia quindi deciso di sfruttare la situazione per sistemarsi e vivere una vita tranquilla. Quello voluto dall’autrice è di sicuro un finale non convenzionale che non segue i canoni tipici della commedia romantica, in cui è l’inaspettato e passionale amore verso l’uomo che inizialmente Fleur voleva derubare, a far cambiare lei e il suo stile di vita. Anzi, direi che non c’è una vera e propria storia d’amore in questo romanzo. Sono infatti anche stata portata a pensare che tra Fleur e il viscido Lambert, che ha sposato Philippa solo ed esclusivamente per soldi, personaggio che si fa odiare durante tutto il romanzo, non vi sia poi troppa differenza. -Fine spoiler

Sono ancora indecisa se questo finale mi abbia soddisfatta o meno, ma è di sicuro un finale non banale e che fa riflettere. L’unico elemento negativo che posso attribuire a questo romanzo è proprio il modo in cui è scritto il finale. Tutta la vicenda è infatti risolta così velocemente (nel giro di appena due-tre pagine) che il romanzo sembra quasi interrotto a metà. Manca inoltre una descrizione degli eventi successivi: ad esempio, non si capisce se Richard scoprirà mai il fallito tentativo di Fleur di derubarlo, oppure cosa ne sarà della povera Philippa o degli altri personaggi. Sicuramente avrei preferito che questi aspetti fossero approfonditi per non lasciare il lettore con una sensazione di incompletezza.

In conclusione, la lettura di questo romanzo mi ha portata a scoprire un’autrice che non conoscevo e di cui sicuramente leggerò altri lavori; per cui consiglio caldamente la lettura di questo libro, leggero ma profondo allo stesso tempo.

Buona lettura!


Scheda del libro

  • Titolo: La signora dei funerali
  • Autore: Madeleine Wickham
  • Editore: Mondadori
  • Pagine: 285
  • Prezzo: 9.50 €