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Se prima eravamo in due – Fausto Brizzi

se prima eravamo in due“Oggi io, i tuoi e i miei nonni siamo tutti dentro di te, come un imbuto dell’amore che ha travasato anni di parole, desideri e sentimenti in un contenitore speciale ed unico. Tu“.

Dopo il diario di una mamma ribelle è arrivato il momento di parlare anche di un papà, famoso, che racconta della sua esperienza come genitore. Con “Se prima eravamo in due” il regista Fausto Brizzi ci vuole rendere partecipi di questa assurda avventura che è la paternità. Fausto, già famoso con “Ho sposato una vegana”, torna sugli scaffali con un diario destinato alla figlia in cui racconta passo dopo passo (partendo dalla gravidanza) le cose che hanno caratterizzato l’arrivo di Penny e tutti i cambiamenti che sono poi sopraggiunti alla sua nascita.

Iniziamo con un piccolo plauso a Claudia, la moglie dello scrittore. Devo darle atto di essere una donna spiritosa perchè, se fosse stata anche solo un minimo permalosa, probabilmente questo libro sarebbe finito in un falò insieme al marito. Dico questo perchè Claudia purtroppo, per il lettore, è un personaggio difficile da digerire. Più che racconti famigliari a volte sembra di leggere le cronache di un piccolo regime dittatoriale in cui i sudditi, (n.b. il papà) soccombono al volere incontrastato del capo di stato (n.b. la mamma) e quasi sempre finiscono ai lavori forzati (n.b. dieta e seitan a colazione). Sono stati fin troppi i momenti in cui era difficile capire come potesse, il nostro povero protagonista,  accettare così questo ruolo marginale in cui era stato relegato. Della serie: “Io partorisco sotto atroci sofferenze, quindi tu non puoi scegliere neanche il colore dei calzini che la bimba dovrà mettere alla nascita”. Insomma, spesso durante la lettura ho avuto voglia di richiudere il libro proprio perchè Claudia era, lasciatemelo dire, antipatica e insopportabile.

Per fortuna però questo libro non è solo Claudia e il suo ruolo di mamma (vegana e salutista). “Se prima eravamo in due” è ricco di momenti divertenti in cui si ha la fortuna di poter entrare nella testa di un papà a scoprire l’importanza che ha, per lui, quell’esserino che tiene tra le braccia. Troviamo quindi tra le pagine tante scene simpatiche di panico e confusione, altre che già fanno intuire che il feeling tra una bambina e suo padre è unico e inevitabile e poi infiniti attimi di dolcezza che riempiono il cuore di chi legge. Un esempio potrebbe esserlo questa spiegazione sul motivo per cui i nonni sono così pazzamente innamorati dei propri nipoti:

Oggi che sono padre capisco perchè i nonni impazziscono all’arrivo dei nipoti. Un nipote è un bis insperato del tuo artista preferito. E’ un elisir di lunga vita, un secondo giro sulla giostra quando ormai credevi che il luna park avesse chiuso. Un nipotino è l’immortalità.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Einaudi
Pagine: 120
Prezzo: 13.00€

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Cronache dall’Eternità: Principessa del Tempo

biblioOggi vi parlerò di le Cronache dall’Eternità: Principessa del Tempo di Helena Paoli. La storia parla di una ragazza molto giovane che, nonostante abbia tutta la vita davanti, si ritrova a dover intraprendere un viaggio prematuramente: quello che prende inizio dopo la sua morte. La morte, in tal caso, infatti, è solo l’inizio, perché è proprio da allora in poi che Juliet scoprirà l’esistenza di altri mondi diversi dal suo. Ma, nonostante ciò, il suo percorso non sarà facile, e il viaggio più importante sarà quello che dovrà intraprendere con se stessa, per ritrovare i suoi ricordi.

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La scrittura di Helena Paoli è articolata e carica di dettagli, emozioni, sensazioni, che accompagnano il lettore nell’avventura di Juliet: un viaggio durante il quale incontrerà vari personaggi, alcuni temibili, come la Regina; altri, invece, conquisteranno pian piano il suo cuore, tanto da andare a sfidare le sue certezze, specie in campo sentimentale…

Il viaggio di Juliet non sarà certo un viaggio facile, nei meandri di nuovi mondi abitati da regine, angeli, creature che lei inizialmente stenta a capire. Ma, prima che lei possa rendersene pienamente conto, si ritroverà a far fronte alla verità: ovvero, che lei appartiene a questi mondi più di quanto possa credere. Una profezia, infatti, sembra parlare proprio di lei…

Il finale è aperto, aperto soprattutto a fronte di una prossima avventura: lascia con il fiato sospeso e la curiosità di saperne di più. Cosa succederà a Juliet, divisa tra più mondi? Quale sarà la strada che intraprenderà e la decisione che prenderà tra una parte del suo cuore e l’altra? Potremo saperlo solo nel prossimo libro…

 

SCHEDA LIBRO

Autore: Helena Paoli
Editore: Bibliotheka Edizioni
Pagine: 304
Prezzo: 12,75€

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“Silverwood Lake” di Simona Binni

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La copertina della graphic novel “Silverwood Lake”.

Oggi sono qui per parlarvi di una graphic novel, un genere che non trattiamo spesso nonostante sia di nostro gradimento qui tra le admin!

Mi capita spesso di andare in libreria e comprare libri a caso solo perchè la copertina mi attirava particolarmente ed è proprio questo il motivo per cui mi sono ritrovata ad acquistare questo libro: i colori pastello e questi disegni mi hanno conquistata subito!

Non ho provato neanche a cercare uno straccio di trama, ma alla fine sono rimasta piacevolmente sorpresa dall’originalità della storia.

Tutto è ambientato in America, dove Diego, giornalista abbandonato dal padre in tenera età, si ritrova ad affrontare un viaggio e un soggiorno in un camping per homeless al fine di poterne carpire informazioni utili per un dossier a riguardo. Questo viaggio però gli farà cambiare idea su tante cose e lo metterà difronte a tante situazioni drammatiche a cui non era pronto.

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Il libro è tutto sui toni pastello. I disegni sono rilassanti e lineari, molto semplici da seguire.

L’unica pecca, per me, è stata la velocità con cui sono spiegati certi eventi. La graphic novel non è molto lunga perciò qualche pagina in più, forse, sarebbe stata l’ideale per capire meglio certe dinamiche. Per il resto, però, sono rimasta davvero sorpresa dalla trama che non è assolutamente leggera, anzi fa molto riflettere e lascia un velo di malinconia al lettore. Disegni splendidi con uno stile inconfondibile! Ve lo consiglio se siete amanti del genere e se adorate i libri ben rilegati, belli anche solo da avere e sfogliare!

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Una delle tavole contenute nel libro.

Per quanto riguarda la nostra Book Challenge 2017, ho usato questo libro per la categoria “Libro con un animale in copertina”.

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Scheda libro

Autore: Simona Binni
Editore: Tunuè
Pagine: 168
Prezzo: 16,90€

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Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut

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Quando ho incominciato a leggere questo libro mi sono chiesta cosa potessero avere a che fare tra loro la fantascienza e una storia di guerra. Cosa ci potesse essere di più diverso.

Kurt Vonnegut ha trovato il giusto equilibrio, la giusta mescolanza di fantasia e realtà, che riuscisse a spiegare in maniera realistica, ma anche critica, cos’è la guerra, quali sono i suoi orrori, specie perché coloro che la combattono al posto dei “grandi”, altri non sono che “bambini”.

Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini non è un libro da leggere alla leggera: è intenso, carico di humor nero; è di fantascienza, ma descrive anche la realtà con estrema crudezza. È la proiezione che una mente geniale è riuscita a produrre, di un disastro.

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Immagine di Dresda dopo il bombardamento avvenuto durante la notte tra il 13 e il 14 febbraio 1945

Il focus è sul bombardamento di Dresda, avvenuto durante la seconda guerra mondiale, ma le vicende di Billy Pilgrim, il protagonista, vi girano attorno come se volessero sviare il lettore, ma al tempo stesso accompagnarlo verso la più terribile realtà. La narrazione della sua vita è discontinua, frammentaria, l’ordine cronologico va a perdersi di fronte al meraviglioso e orribile “potere” di Billy di poter saltare da un momento all’altro della sua vita senza avere controllo di essa. Un potere alieno, che Billy subisce nella consapevolezza che la morte non sia qualcosa di definitivo, che tutto sia già scritto, destinato e irrimediabile.

Billy guarda la sua vita passargli davanti in maniera passiva, una vita vissuta in funzione di una giovinezza di orrori, di una innocenza rubata da uno dei più terribili avvenimenti possibili.

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Kurt Vonnegut durante il servizio militare, nei primi anni quaranta

Kurt Vonnegut ha vissuto la guerra sulla sua pelle, è scampato alla morte sotto il cielo di Dresda per pura fortuna. Si ripromette di raccontare la sua storia, ma è difficile trovare il modo giusto per rendere ciò che ha vissuto. È così che scrive della sua esperienza della guerra e del bombardamento di Dresda come meglio può, attraverso simboli e proiezioni, tra cui spicca la figura dello scrittore squattrinato Kilgore Trout: le sue opere, la cui trama è esplicata in poche righe, sono vere e proprie critiche al mondo, che mettono in discussione non solo la società umana, ma anche la religione, le ideologie, la guerra.

Le vicende di Billy, ciò che pensa, le sue reazioni alle mostruosità della guerra, le sue convinzioni a cui il lettore resta in dubbio se credere o no: si riassumono tutte alla luce della concezione che ha della vita, vista come effimera, come qualcosa di estremamente fragile.

Billy sembra costruirsi da sé il mezzo per sopravvivere allo scempio materiale ed emotivo che lo circonda, e tramite racconti di rapimenti alieni, viaggi nel tempo e mondi paralleli, lancia un messaggio, crea una metafora attraverso cui esplicare il suo silenzioso urlo di aiuto, attraverso cui fuggire all’orrore di ciò che ha vissuto.

Alla fine, poco importa se le vicende fantascientifiche e strambe che Billy racconta siano accadute realmente o no: cosa c’è di più assurdo della guerra in sé, dove migliaia di persone muoiono per un sì o per un no, dove “bambini” agghindati da soldati si ammazzano tra loro per conto di altri?

“Così va la vita” è ciò che Billy si ripete, che pensa con abitudine quasi ossessiva, per giustificare qualsiasi morte, qualsiasi orrore che lo circonda. Come se le cose, semplicemente gli capitassero: tratto imparato, secondo lui, dagli alieni tralfamadoriani, che sanno bene come terminerà l’universo e lo accettano. Così lui accetta tutto ciò che gli accade, consolandosi con la convinzione che ogni momento esisterà sempre anche dopo che è trascorso, in un altro luogo. Nulla muore mai veramente.

Sembra quasi voler dire che l’unico modo di sopravvivere a un evento così cruento e spietato come il bombardamento di Dresda sia, appunto, accettare che queste cose succedono. Come se la colpa non fosse di nessuno. La capacità e la consapevolezza di poter agire e influenzare la direzione della propria vita è persa, perché farebbe troppo male pensare che ciò che accade è da attribuire anche alle proprie decisioni. Fa troppo male pensare che qualcuno abbia voluto davvero tutto questo.

Si può reagire solo così, all’orrore.

Mattatoio n. 5, un titolo emblematico che tramite il nome di un luogo in cui la morte regna sovrana e l’accostamento di un numero casuale, vuole esplicare ancora una volta quanto la vita non dipenda da noi, quanto il caso non guardi in faccia a nessuno. Che sia il 5 o il 6, sembra poca la differenza. Ma la differenza, in realtà, è quella tra la vita e la morte.

Scheda del libro

Titolo: Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini
Autore:
 Kurt Vonnegut
Pagine: 196
Editore: Feltrinelli
Prezzo: 9,00 €

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La signora dei funerali

image_bookIl libro di cui vi parlo oggi è “La signora dei funerali” di Madeleine Wickham, pseudonimo di Sophie Kinsella, autrice famosissima grazie alla serie di “I love shopping”, della quale leggo per la prima volta un romanzo.

Questa lettura mi ha positivamente sorpresa. “La signora dei funerali” è davvero un libro piacevole, scritto in maniera scorrevole e accattivante, con solo qualche punto discutibile che nel complesso non rovina quello che è un ottimo  romanzo.

Fleur Danexy è una bellissima donna che per guadagnarsi da vivere usa un espediente particolare: è solita imbucarsi a funerali di gente facoltosa, cercando di ammaliare gli inconsolabili vedovi con l’intento finale di rubare qualche migliaio di sterline per poi scomparire nel nulla. È un trucco che spesso le riesce e che decide di ripetere con Richard Favour, facoltoso gentleman inglese. Fleur si imbuca al funerale della defunta moglie dell’uomo e facendo forza sulla sensibilità di Richard, riesce in poco tempo a conquistarlo. Questa volta però accadrà qualcosa di diverso dal solito e il piano di Fleur non andrà a buon fine.

Quelli come te non finiscono mai distrutti. Sono gli altri che restano distrutti. Quelli che hanno la disgrazia di entrare in contatto con voi, quelli che vi accettano nella loro vita, quelli che sono così stupidi da fidarsi di voi. E non ha senso aspettarsi che persone del genere provino dispiacere x come si sono comportati. Devi soltanto farle uscire dalla tua vita il più rapidamente possibile e poi dimenticartene. Non bisogna continuare a tormentarsi

Il libro è scritto in terza persona e si contraddistingue per uno stile brillante e fresco in grado di coinvolgere il lettore. La vicenda si svolge tra Londra e Greyworth, luogo esclusivo di residenza dell’alta borghesia inglese, dove Fleur viene invitata a trascorrere l’estate in compagnia della famiglia di Richard. Qui conoscerà sua cognata Gilian, il dolce e brillante figlio minore, Anthony, l’insicura e fragile figlia maggiore, Philippa, e il suo ambizioso marito, Lambert. È impossibile non notare una lieve nota satirica nella descrizione degli esponenti di questa società, sempre impegnati solo e soltanto in svaghi superficiali come partite di bridges, golf o tea pomeridiani. Per Fleur si preannuncia dunque un’altra difficile sfida perché dovrà  ancora una volta integrarsi in una nuova famiglia senza che nessuno scopra i suoi veri intenti.

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Quella che superificialmente può sembrare solo una semplice commedia romantica nasconde anche qualcosa di più oscuro. La definizione che meglio si addice a questo romanzo è quella di commedia amara. Ogni personaggio sembra infatti avere un lato nascosto e l’autrice dimostra davvero una grande maestria nel delineare e caratterizzare in maniera approfondita tutti i personaggi. Della stessa Emily, la tanto amata e venerata defunta moglie di Richard, si sveleranno nel corso della narrazione aspetti che faranno vacillare l’immagine di madre e moglie perfetta che l’ha accompagnata quando era in vita. Lo stesso finale non si può definire un “happy ending”. Attenzione spoiler – Com’era infatti intuibile, Fleur alla fine decide di non derubare il povero Richard e la vicenda si conclude con il ritorno della donna a Greyworth. Il motivo per cui Fleur decide di tornare tra le braccia di Richard non è molto chiaro. Non si riesce infatti a capire se la donna contraccambi l’amore dell’uomo o sia semplicemente stanca di condurre una vita instabile e sfuggente e abbia quindi deciso di sfruttare la situazione per sistemarsi e vivere una vita tranquilla. Quello voluto dall’autrice è di sicuro un finale non convenzionale che non segue i canoni tipici della commedia romantica, in cui è l’inaspettato e passionale amore verso l’uomo che inizialmente Fleur voleva derubare, a far cambiare lei e il suo stile di vita. Anzi, direi che non c’è una vera e propria storia d’amore in questo romanzo. Sono infatti anche stata portata a pensare che tra Fleur e il viscido Lambert, che ha sposato Philippa solo ed esclusivamente per soldi, personaggio che si fa odiare durante tutto il romanzo, non vi sia poi troppa differenza. -Fine spoiler

Sono ancora indecisa se questo finale mi abbia soddisfatta o meno, ma è di sicuro un finale non banale e che fa riflettere. L’unico elemento negativo che posso attribuire a questo romanzo è proprio il modo in cui è scritto il finale. Tutta la vicenda è infatti risolta così velocemente (nel giro di appena due-tre pagine) che il romanzo sembra quasi interrotto a metà. Manca inoltre una descrizione degli eventi successivi: ad esempio, non si capisce se Richard scoprirà mai il fallito tentativo di Fleur di derubarlo, oppure cosa ne sarà della povera Philippa o degli altri personaggi. Sicuramente avrei preferito che questi aspetti fossero approfonditi per non lasciare il lettore con una sensazione di incompletezza.

In conclusione, la lettura di questo romanzo mi ha portata a scoprire un’autrice che non conoscevo e di cui sicuramente leggerò altri lavori; per cui consiglio caldamente la lettura di questo libro, leggero ma profondo allo stesso tempo.

Buona lettura!


Scheda del libro

  • Titolo: La signora dei funerali
  • Autore: Madeleine Wickham
  • Editore: Mondadori
  • Pagine: 285
  • Prezzo: 9.50 €
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Attenta a quello che desideri, Coraline Jones!

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Chi non ha mai desiderato di cambiare qualcosa della propria vita? Anche solo un piccolo dettaglio?

Ma desiderare qualcosa di diverso da quello che si ha già e scappare dalla realtà delle cose, alle volte, porta solo guai, ed è questo il messaggio nascosto dietro questo breve capolavoro scritto da Neil Gaiman!

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*RISCHIO SPOILER*

La piccola Coraline Jones, curiosa e avventurosa ragazzina di città, trasloca con i suoi genitori in una bizzarra casa rosa di campagna. Appena trasferiti, i genitori della piccola si rimettono al lavoro sui loro computer dando a Coraline poche attenzioni. La bimba decide così di avventurarsi in giardino, zona ancora inesplorata della casa, e qui conosce il giovane Wybie, un impertinente ragazzo la cui nonna è la proprietaria dei “Pink Palace apartments”, la casa rosa divisa in appartamenti in cui abitano la famiglia di Coraline, un domatore di topi da Circo e una coppia di vecchie soubrette degli anni ’30. Wybie regala a Coraline una bambola di pezza che le somiglia spaventosamente dicendole di averla trovata in soffitta e di aver pensato subito a lei. Sempre in cerca di attenzioni da parte dei genitori, la piccola Coraline scopre una porticina nascosta dietro la tappezzeria del salone e costringe la madre ad aprirla, speranzosa di trovarvi chissà quale luogo pronto per essere esplorato. Si trova però davanti ad un muro di mattoni e demoralizzata chiude la porticina scatenando ennesime lamentele da parte della madre. Durante la notte però, sentendo rumori sospetti, Coraline si avvicina alla porta in salone e scopre che il mattoni che aveva trovato la mattina stessa, avevano lasciato spazio ad un corridoio nascosto. Incuriosita, vi entra e si ritrova in un salotto identico a quello di casa sua. Tutta la casa è esattamente come quella della sua famiglia, solamente più colorata e vivace. In questo strano mondo parallelo, la piccola ritrova anche i suoi genitori, ma in una veste diversa: sono l’Altra-Madre e l’Altro-Padre, due figure identiche a quelle dei suoi veri mamma e papà ma con un paio di bottoni neri cuciti sugli occhi. L’Altra-Madre e l’Altro-Padre cercano di ingraziarsi Coraline con doni, giochi e attività che fanno scaturire nella piccola, il desiderio di non tornare più a casa. Inizia così un periodo di continue visite alla casa dei suoi Altri-Genitori, tra divertimenti e banchetti prelibati, tutte cose che nella sua vita normale non avrebbe mai. I toni cambiano però quando Coraline si rende conto che l’Altra-Madre vuole averla tutta per sè per cucirle un paio di bottoni sugli occhi. Tornando a casa attraverso il corridoio dietro la porta, la piccola nota che i suoi veri genitori sono spariti. Li trova solo poco tempo dopo dietro ad uno specchio, ma non sapendo come salvarli, si lascia prendere dallo sconforto. Solo dopo essersi fatta forza, capisce che le risposte le riceverà sicuramente nell’Altro-Mondo e si avventura per un’ennesima volta, stavolta per sfidare l’Altra-Madre e farsi riconsegnare i suoi genitori. Il gioco è semplice: Coraline deve ritrovare in poco tempo le tre anime dei tre bambini che l’Altra-Madre aveva ucciso in passato con lo stesso tranello inflitto a Coraline, altrimenti la piccola dovrà farsi cucire i bottoni sugli occhi e dovrà vivere con l’Altra-Madre per sempre. Dopo varie peripezie e scontri, Coraline riesce a trovare le tre piccole biglie che custodiscono le anime e scappa dal mondo, richiudendo a chiave la porticina. Le disavventure però non sono finite! Nonostante il ritorno dei suoi veri genitori, Coraline si rende conto di essere seguita dalla mano dell’Altra-Madre che si era staccata durante lo scontro finale. La mano punta a rubare la chiave a Coraline per poter riaprire la porta, ma la furba bambina con uno stratagemma, fa cadere mano e chiave in fondo ad un pozzo nascosto in giardino. Le avventure sono finalmente terminate e Coraline si ritrova ad apprezzare tutto d’un tratto quello che ha senza volerne cambiare una virgola.

     

*FINE SPOILER*

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La stramba casa rosa di campagna.

Coraline è un romanzo horror/fantasy per ragazzi e di certo non lo consiglierei a dei bambini. Nonostante il messaggio sia adatto a tutti, soprattutto ai più piccoli, il libro si presenta molto inquietante con descrizioni di luoghi misteriosi e dark.

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La piccola Coraline.

 Nel 2009 vi fu una trasposizione cinematografica del racconto. Il regista Henry Selick decise di utilizzare la tecnica dello Stop-Motion. Ogni singolo oggetto era realizzato quindi in un materiale simile alla plastilina in modo tale da poterne modificare le pose e la forma a piacimento del regista. Per realizzare quindi una semplice scena in cui Coraline camminava, bisognava spostare in avanti un poco la gamba, riprendere per una frazione di secondo, interrompere la ripresa, spostare di nuovo la gamba un po’ più avanti rispetto alla mossa precedente, riprendere per un’altra frazione di secondo, interrompere nuovamente la ripresa e così via fino a ottenere una scena fluida di pochi secondi in cui la bambina muoveva solo qualche passo in avanti.

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Il film e la scelta di realizzarlo in 3D, resero, se possibile, ancora più inquietante l’Altra-Madre, le cui mani, alle volte ossute, alle volte formate da aghi e spilli, si spingevano fuori dallo schermo fino a ghermire il pubblico! 

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La mano dell’Altra-Madre scappa e insegue Coraline per rubarle la chiave della porta.

“Tu non capisci, vero? Io non VOGLIO tutto ciò che desidero. Nessuno lo vuole. Non veramente. Che divertimento sarebbe, se potessi avere tutto ciò che desidero, senza problemi? Non avrebbe nessun VALORE.”

[Coraline]

Una frase che in breve racconta un’intera avventura! In meno di 200 pagine, Neil Gaiman riesce a trasmettere un messaggio importante per grandi e piccini. Le grottesche descrizioni e i luoghi fantastici, rendono questo racconto scorrevole e intrigante. Il film, non da meno, riesce a trasmettere al 100% le ambientazioni descritte nel libro. 

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Ciliegina sulla torta? Una colonna sonora dai cori senza senso, scritta in una lingua inesistente, che rende la visione più suggestiva e inquietante allo stesso tempo! (Per ascoltarla, cliccare qui).

A presto e alla prossima lettura! :3 

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Editore: Mondadori
Pagine: 184
Prezzo: 10,50 euro

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L’ultima tentazione – Val McDermid

Trovthumbnail_l%27ultima_tentazioneandomi tra le mani questo libro e leggendone la trama ho pensato subito che potesse essere il genere di libro che ti tiene incollata alla pagine, con un ritmo incalzante e all’ultimo respiro. Alla fine della lettura, purtroppo, non posso dire di aver confermato la speranza iniziale.

Carol Jordan, ispettore inglese, viene ingaggiata per un’operazione sotto copertura in Germania. Scopo dell’operazione è ridurre in manette un grosso mafioso di origine polacca, Tadeusz Radecki, che opera in svariati ambiti della malavita: spaccio di droghe, commercio di armi e clandestini.  Punto forte di questa copertura è la straordinaria somiglianza di Carol con Katerina, compagna di Radecki morta in un incidente stradale.

Contemporaneamente, una serie di omicidi a danni di psicologi che hanno in comune la sperimentazione sugli esseri umani, richiede l’intervento di Tony Hill, noto profiler e collega di Carol.

Le due operazioni si trovano così ad essere svolte parallelamente con l’aiuto della polizia tedesca.

Vari personaggi e vari punti di vista si alternano durante la narrazione, portando avanti i due casi quasi in parallelo e intersecandoli con le esperienze personali dei vari personaggi.

Nei primi capitoli mi ha un po’ disturbato il continuo salto, all’interno dello stesso capitolo, da un POV all’altro senza alcun ‘preavviso’. Sorpassato questo mio personalissimo ostacolo la narrazione è proseguita senza intoppi. La scrittura è scorrevole e la storia è buona ma credo che poteva essere sviluppata in maniera migliore.

In entrambe le indagini ho trovato lo svolgimento troppo semplicistico.

Carol riesce ad infiltrarsi troppo facilmente e altrettanto facilmente riesce ad entrare nelle grazie di Radecki. Lui viene presentato, al momento dell’incontro con Carol, come un uomo devastato dalla morte  della sua compagna. Quindi il suo invaghirsi di Carol immediatamente e il suo dichiarare che la prima sensazione di aver ancora accanto Katerina è passata perché si è innamorato di lei suona abbastanza inverosimile.

Inoltre, pur non conoscendo come possano svolgersi i traffici illeciti, trovo davvero troppo semplicistico tutto lo svolgersi dei vari ‘affari’, troppo alla ‘luce del sole’ senza che nessuno riesca a trovare una prova per incastrarli.

Unico elemento che ho trovato veritiero è stata la figura del braccio destro di Radecki, Darko Krasic, che continua a non fidarsi di Carol e continua a pedinarla ed a indagare sul suo conto.

Anche il momento in cui Carol viene scoperta l’ho trovato alquanto inverosimile e tutta l’azione successiva troppo veloce e forzata. L’happy ending voluto inserire a tutti i costi, infine, mi ha definitivamente lasciato l’amaro in bocca.

Anche sull’altra indagine le cose sono presentate in maniera molto superficiale. Non si sa praticamente nulla del serial killer, per un caso fortuito si scopre che i tre omicidi, perpetrati in tre nazioni diverse, sono imputabili alla stessa persona.

Solo sulla base delle scene del crimine lo psicologo Tony Hill inizia ad indagare sul serial killer e, per incredibili colpi di fortuna (non mi sento di definirli colpi di genio), riesce subito ad inquadrare il giusto profilo psicologico ed anche il movente che è assolutamente criptico e difficile da capire con una semplice indagine.

Altrettanto facilmente riescono a rintracciarlo e a scoprire la sua identità e a mettersi in contatto con lui. Facilmente riescono a metterlo in difficoltà e a fargli confessare tutto. Anche qui il finale mi ha lasciata un po’ perplessa.

La storia aveva davvero un buon potenziale e poteva essere sviluppata in altro modo. Poteva essere un buon thriller ed invece risulta essere un libro che inizialmente si trascina e che, infine, lascia un po’ delusi.

EDITORE: Timecrime
PAGINE: 507
PREZZO: 17.00 euro

(in collaborazione con Thrillernord)