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La vita fino a te – Matteo Bussola

9788806236359_0_0_0_75“La vita fino a te” di Matteo Bussola è un libro sull’amore, anzi: sugli amori. Quelli vissuti, quelli sperati, quelli esasperati e quelli durati giusto il tempo di un bacio “che sapeva di vigorsol e di birra” una sera d’estate in Spagna, fino ad arrivare “all’amore che resta”, quello per la sua compagna Paola e per le tre figlie: “la luce dei suoi giorni”.

Chi segue Matteo su facebook ormai ha imparato a conoscere bene il suo stile di scrittura, sapendo che dietro un sorriso e una risata potrebbe nascondersi la trappola di un finale che strappa via una lacrima o un brivido di commozione. Unico nel suo genere, Bussola è la cosa più bella che ci abbia regalato un social network: nasce disegnatore, per una lettera scritta a Fedez diventa un fenomeno virale e poi fenomeno e basta. E’ la parte bella del web, è ciò di cui noi lettori avevamo bisogno per tornare a respirare dolcezza con qualcosa – made in Italy -. Questo suo ultimo libro racconta, con la sua solita spontaneità, stralci di vita, episodi accaduti e pezzi di dialoghi in cui i dettagli fanno la differenza anzi, sono la componente fondamentale: leggi e ti sembra che quelle stesse persone ti stiano comparendo davanti, quasi le vedi, quasi riesci a toccarle. Ti immedesimi nelle situazioni che vive, talvolta comiche altre volte un po’ meno e ti fornisce gli spunti necessari per riflettere su cose sopra cui spesso non ti soffermi.

Bussola ha una grande capacità: monopolizza il lettore, lo coinvolge senza però stancarlo. Riesce a farti piangere e ridere contemporaneamente. Chiami la tua amica per dirle, tra le lacrime e le risate “No, davvero, questo libro DEVI leggerlo per forza” e stai già lì a piazzarle il romanzo dentro il carrello di Amazon.

 Il senso di questo libro è racchiuso tutto nel finale, lo capisci soltanto nelle ultime pagine dopo un percorso fatto di brevi ma significativi paragrafi, e riesce a sorprenderti ancora una volta, anche quando ormai sei pronto a deporlo in libreria e invece lo riapri e ricominci da capo.

“Sono rimasto sentendo che l’amore che resta può fondarsi anche su quello che non torna, ma solo se permetti all’amore che non torna di essere la strada che ti porta verso l’amore che resta.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Einaudi
Pagine: 202
Prezzo:
17,00€

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Non bisogna dare attenzioni alle bambine che urlano

20180516_112618Buongiorno lettori, oggi vi parlo della graphic novel “Non bisogna dare attenzioni alle bambine che urlano” che mi ha fatto compagnia durante il mio viaggio di ritorno da Torino. Prima di salire sull’aereo la scena è stata più o meno questa:

“Uh che bella Babi, quando la leggerai?”
“Mhm ora vediamo”
*Un’ora e venti minuti dopo…*
“Ragazzeeee io l’ho già finita *-* “

Intanto voglio iniziare dicendo che la cosa che più ho AMATO di questa lettura è stata…la musica. No, non sono pazza (o almeno, non lo sono più del solito). All’interno delle tre storie che compongono “Non bisogna dare attenzioni alle bambine che urlano” è tutto un suonare di jingle pubblicitari e canzoni che negli anni 90 ci hanno fatto perdere la testa. Una trovata davvero geniale che aiuta il lettore a immergersi completamente nell’epoca in cui è ambientato il libro. Voi non avete idea di quanto sia stato difficile non canticchiare durante la lettura con il rischio di far scappare i miei vicini di posto. Stare lì, leggere e concedersi qualche secondo di “Com’è che faceva?” per poi ritrovare il ritmo giusto e farsi una risata ripensando a ciò che facevamo quando in radio girava quel pezzo musicale.

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Altra cosa fantastica sono stati i tantissimi riferimenti a quei magici anni (sono una nostalgica, sì). La smemo, il walkman, le videocassette, i poster con Leonardo di Caprio in regalo con Cioè, Spice Girls su mtv ect. Sfido chiunque sia cresciuto in quel periodo a non emozionarsi di fronte alle “chicche” che le due autrici hanno inserito tra le pagine di questa graphic novel:

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“Non bisogna dare attenzioni alle bambine che urlano” è diviso in tre storie. La prima è quella di Giulia, occhialuta ragazzina timida che brama dalla voglia di diventare amica della popolare Federica. Assisteremo al suo salto “sociale”, a ciò a cui in quell’età sei disposto a fare pur di piacere a chi, senza un vero motivo, idolatri. Il finale vi farà sorridere, assicurato!

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Anna

La protagonista del secondo racconto invece è Anna. Conosciamo lei, i suoi amici skater e il tornando che presto stravolgerà la sua vita: Marilena. Quest’ultima è la classica ragazza difficile, quella che non viene mai a scuola, che senti litigare in macchina con il padre a cui si rivolge neanche fosse l’amico stronzo. Con lei farà le sue prime follie e con lei scoprirà se stessa per poi…Ehy, mica vorrete lo spoiler no?

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Clarice

Clarice è l’ultima a chiudere questo ciclo di racconti ed è anche la più cazzuta. L’ho A D O R A T A. Però ragazze, carissime autrici, voi mi avete fatto soffrire da morire quando ha preso in mano quelle dannate forbici. Cioè mi sono sentita male io per lei e ho dovuto spiegare ai miei capelli lunghi che quelle brutte cose non succedono davvero. Scherzi a parte, Clarice è diversa dalle due ragazzine che l’hanno preceduta. Clarice non è una bambina che urla, non cerca di piacere, non vuole essere la prima se non quando è sulla pista a gareggiare. È determinate come poche e rimarrà coerente fino alla fine ponendo la ciliegina sulla torta a questa godibilissima graphic novel.

Che altro dire? Abbiamo tantissime domande da fare alle due autrici. Che dite, proviamo a intervistarle??

SCHEDA LIBRO

AUTORI:  di Eleonora Antonioni e Francesca Ruggiero
EDITORE: Eris Edizioni
PAGINE: 176
PREZZO: 17.50 euro

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Gli angeli dei libri di Daraya – Delphine Minoui

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“Vorrei scrivere un libro sulla biblioteca di Daraya […] Un giorno, alla fine del 2013, i suoi amici gli chiedono aiuto. Tra le rovine di una casa sbriciolata, hanno trovato dei libri che vogliono assolutamente recuperare. “Libri?” ripete lui stupito. Nel cuore della guerra, quell’idea gli sembra assurda. Che senso ha salvare libri quando non si riescono a salvare vite?”

Io faccio parte di quella categoria di lettori che solo in rarissimi casi legge la trama preferendo piuttosto scoprire il libro durante la lettura e lasciarsi guidare all’acquisto dal titolo o dalla copertina. In questo caso il murales dello street artist siriano Abu Malek al-Shami e il titolo hanno fatto immediatamente l’occhiolino in mia direzione convincendomi a tornare indietro e recuperare il libro dallo scaffale della libreria.

“Gli angeli dei libri di Daraya” è un libro che racconta, tramite la penna dell’autrice e giornalista Delphine Minoui, la storia di alcuni ragazzi siriani e del loro fantastico progetto di realizzare una biblioteca durante l’assedio della cittadina di Daraya durato ben quattro anni.

Quattro anni di bombe. Quattro anni di terrore. Quattro anni in cui questi ragazzi giravano tra le macerie in cerca di libri da portare in salvo e stipare nella loro biblioteca sotterranea. Al sicuro dalle bombe. Fuori dalla portata dell’oppressione.

“Mi parla di bombardamenti incessanti. Di pance vuote. Di minestre di foglie con cui ingannare la fame. E di quelle letture sfrenate per nutrirsi la mente. Davanti alle bombe, la biblioteca è la loro fortezza nascosta. I libri, le loro armi d’istruzione di massa.”

Un autore che stimo molto una volta disse che i libri servono anche a raccontare la verità là dove facciamo finta di non vedere. Potremo nasconderci, credere a ciò che i giornali raccontano, fare come gli struzzi e mettere la testa sotto la sabbia ma lì, sopra la mensola di una libreria, ci sarà sempre questo testo a raccontare il terrore di quegli anni e ciò che è accaduto. La verità dei reietti. Dei senza voce.

“Chiudere gli occhi significa condannare al silenzio. Assad ha voluto mettere Daraya tra parentesi, chiuderla tra le virgolette. Io vorrei eliminare le une e aprire le altre.”

Senza romanzare niente, l’autrice ripercorre i primi contatti con i ragazzi della resistenza di Daraya e a mano a mano che la storia prosegue impariamo a conoscere loro e le loro peculiarità. Ahmad sarà il primo a comparire sul monitor del computer per parlare, tramite Skype, di ciò che sta accadendo. Da lì verranno fuori nuovi nomi, altre storie. Leggere questo libro al sicuro, nella propria casa, in un paese in cui il massimo della preoccupazione è tutta concentrata a ciò che succede nel reality di turno trasmesso in tv, è davvero strano. Pensare che ci siano persone che in quello stesso momento vivono in uno scantinato cercando di sfuggire a delle bombe che, senza motivo apparente, piovono sulle loro case, ti fa sentire – sbagliata -. Pensare che nel 2018 ci sia ancora chi è costretto a subire mentre che i paesi più potenti, quelli che avrebbero i mezzi per intervenire, rimangono invece a guardare fa male. Sapere che l’Onu è solo una sigla senza nessun valore o potere effettivo ti fa riconsiderare tutta la tua esistenza.

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Questo è un libro che insegna molto. Che apre gli occhi.

“In quella sacca di libertà che si sono creati, la lettura è il loro nuovo sostegno. Leggono per sondare il passato occultato. Per imparare, Per evitare di impazzire. Per evadere. I libri come sfogo. Una melodia di parole contro il diktat delle bombe.”

Barili bomba, gas sarin, razzi, cannonate, napalm. Assad non si è risparmiato contro questa città fino ad ottenere la resa totale e incondizionata. Ma noi lettori arriveremo alla fine del libro sapendo che il popolo della Siria sta provando a rialzare la testa e vedremo, seppur ancora lontana, una luce di speranza per il futuro di quella terra.

“Un libro dev’essere la scure che spacca il mare gelato dentro di noi”

Scheda del libro

Editore: La nave di Teseo
Pagine: 172
Prezzo: 17.00 euro

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Festa del papà: quali libri regalare?

A volte penso che mio padre sia una fisarmonica. Quando lui mi guarda e sorride e respira, sento le note.
(Markus Zusak)

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Quest’anno abbiamo deciso di lanciare il nostro “booksegnale” e chiedere aiuto agli amici della libreria Libriamoci per farci dare qualche consiglio su dei libri da regalare ai papà in previsione della loro festa il 19 marzo. Stefania e Christian si sono dimostrati come sempre di grande aiuto ed ecco alcuni dei titoli che ci hanno segnalato. Sono tutti libri illustrati pieni di colori ed emozioni, sicuramente adatti a papà che hanno bambini con cui poter condividere la lettura,  accoccolati sul divano,  sfogliando insieme queste perle fatte di immagini e parole ❤

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Gaetano e Zolletta – Un posto perfetto
Di Silvia Vecchini e Sualzo
Bao publishing

Gaetano, un papà intraprendente e dalle mille risorse, è disposto a tutto pur di trovare un posto unico e speciale da condividere con il suo piccolo Zolletta. Lo condurrà perfino sulla Luna, prima di scoprire che in fondo, per suo figlio, il posto perfetto non è poi così lontano da raggiungere, anzi è lì, proprio tra le sue braccia. Un fumetto dolce e divertente che con grande naturalezza racconta l’avventura di un papà e del suo bambino alla ricerca di un’esperienza speciale che li unisca ancora di più.

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Di Anthony Browne
Orecchio Acerbo

Non è sempre tutto rose e fiori il rapporto tra padri e figli. In questo meraviglioso albo dell’artista Anthony Browne, Anna ha un papà troppo occupato per badare a lei e questo la getta in uno stato di profonda solitudine. L’unica compagnia sono i gorilla, quelli dei suoi libri, dei suoi disegni. È talmente ossessionata che per il suo compleanno ha chiesto un gorilla vero, ma tutto quello che trova nel cuore della notte ai piedi del suo letto è un gorilla giocattolo. Dopo la delusione iniziale, il gorilla inizia a crescere fino a diventare vero. Così vero (e gentile) che l’accompagnerà a vivere tutte quelle piccole esperienze che avrebbe tanto voluto vivere con suo padre. Al termine di questa notte meravigliosa, Anna troverà ad aspettarla un papà affettuoso e bendisposto. Gorilla è un libro che abbatte i muri della realtà per dare voce all’immaginazione e all’inconscio di una bambina dai desideri inappagati, un libro incantevole in cui i bambini (e forse anche i genitori) si immedesimeranno con grande facilità.

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Chiedimi cosa mi piace
Di Bernard Waber e Suzy Lee
Terre di mezzo

Potrebbe essere una giornata come tante quella raccontata in “Chiedimi cosa mi piace”, in cui un papà e una bambina vanno fare una passeggiata nel parco, ma basta poco perché si trasformi nella giornata ideale. La narrazione è basata interamente su un gioco, un rapido susseguirsi di domande e risposte in cui il papà chiede (dietro comando) e la bambina risponde. Questo dialogo serrato lascia emergere l’energia e la spensierata felicità della bambina che piano piano contagerà il papà. Vengono fuori i gusti, le riflessioni spontanee e la grande intimità tra i due. A incorniciare il tutto i colori caldi e vibranti dell’autunno, le foglie che cadono e le anatre che emigrano.

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Blogtour di “Solitude: L’ultima guardiana” – Intervista all’autrice

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Eccoci alla seconda tappa del Blogtour di Solitude: L’ultima guardiana di Francesca Maggi. In questa tappa avrete modo di scoprire qualcosa in più di questa giovane autrice tramite la sua intervista. Ma, prima, eccovi la sinossi del romanzo!

Thea ha lunghi capelli neri, un cappuccio scuro sempre calato sulla fronte e non ama andare a scuola. Ne ha cambiate parecchie, ultimamente, a causa del lavoro dei suoi genitori. È la scusa che accampa nell’ufficio della sua nuova preside, che l’ammette all’anno scolastico non senza riserve, in completo di tweed e sguardo indagatore. Thea Jacobs è in realtà una giovane guardiana della Terra: deve preservare il pianeta dal disequilibrio tra bene e male ed è in guerra con le ombre scatenate dall’ira vendicativa di Aimon, discendente delle forze di Caos. È in pericolo: i nemici hanno fatto piazza pulita dei suoi compagni guardiani e lei deve fuggire, o la Terra ne subirà amare conseguenze. Intorno, anche le ultime persone care vengono meno e Thea rimane sola, fatta eccezione per Lucas, il suo compagno di banco. È un umano così mediocre… le fa una corte spietata e le è sempre fra i piedi. Colta in flagrante nell’atto di uccidere un nemico sotto mentite spoglie, Thea non ha più alternative e decide di coinvolgere il ragazzo in un’avventura che li porterà a scoprire mondi paralleli aldilà di ogni immaginazione. Salti spazio-temporali, portali magici, creature alate di innata bellezza aspettano i due compagni di scuola, così diversi eppure così vicini, entrambi alla ricerca del vero senso dell’amore e in balìa di quei poteri tutti umani che ognuno di noi possiede ma che nessuno mai si rende conto di avere.

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Titolo: Solitude: L’ultima guardiana
Genere romanzo: Fantasy YA
Casa Editrice: Libromania
Prezzo: 2,99€

Le parole dell’autrice

Nome?

Francesca Maggi

Da dove vieni?

Sono nata vicino a Reggio Emilia, cresciuta in provincia di Milano e ora vivo a Milano.

Mai senza?

Smartphone. Non per i social ma per le mappe, ho un pessimo senso dell’orientamento.

Se dovessi esprimere tre desideri?

Tutti per mio figlio, e per il mondo in cui dovrà vivere: che tutti i bambini abbiano la possibilità di studiare e imparare; che gli uomini imparino ad amare la natura e la terra; che ci sia il rispetto per l’altro.

La tua vita in un tweet?

Mamma, moglie, scrittrice, e un lavoro vero. Non ho ancora deciso cosa fare da grande.

Letture di riferimento e autori preferiti?

Leggo molto in base all’umore. Passo con estrema facilità dai romanzi gialli alle saghe fantasy, dai YA distopici ai romanzi d’amore. Amo Jane Austen, Tolkien, Carrisi, Camilleri, Camilla Lackberg.

Le letture di riferimento variano a seconda di ciò su cui sto lavorando. Di solito però mi concentro su romanzi per ragazzi e young adult, credo sia importante capire cosa amino i propri lettori. Ahimè, ho un background in marketing.

Come mai un romanzo fantasy?

Per caso ho rivisto delle vecchie foto della mia scuola del Wisconsin, quando trascorsi là un anno di liceo. Immediatamente ho visualizzato Thea, così bella e misteriosa mentre attraversava i corridoi cercando di non dare nell’occhio. Da quell’immagine è partito tutto. Ho iniziato a costruirle intorno un’identità, altri personaggi, e un fantasy era il modo migliore per poter dare libero sfogo alla mia immaginazione. Inoltre mi piace scrivere di ragazzi per ragazzi. È un’età a cui mi sento ancora molto vicina e legata.

Come nascono i tuoi personaggi? C’è qualche collegamento con la realtà?

Tutti i personaggi hanno caratteristiche reali: in loro ritrovo me stessa, mio marito, i miei genitori, amici o conoscenti. Nessuno però corrisponde uno a uno con la realtà. C’è sempre una parte di assoluta fantasia.

Come puoi riassumere ai lettori questo romanzo? Qual è il messaggio finale che vuoi trasmettere?

Solitude non racconta una storia vera, ma i suoi protagonisti lo sono. Sono adolescenti che si trovano a destreggiarsi tra amicizie, primi amori e il desiderio di trovare una propria identità. Ed è proprio a loro che è indirizzato questo romanzo, perché attraverso la lettura possano identificarsi con i personaggi e capire l’importanza di valori che troppo spesso nella nostra società passano in secondo piano: amicizia, sacrificio, rispetto per l’altro, e il coraggio di portare avanti le proprie idee contro tutti gli stereotipi.

Prossimo romanzo? Ci sarà un sequel?

Sì, sono già al lavoro sul secondo capitolo, a cui spero seguirà un terzo per concludere quella che nella mia testa è nata come una trilogia. Terminata questa saga vorrei cambiare genere e dedicarmi a qualcosa di diverso. Vedremo dove mi porterà l’ispirazione.

Non perdetevi le altre tappe del Blogtour! Ecco qui la prima su La Fenice Magazine!

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Intervista a Giada Sundas

Buongiorno lettori,
oggi vi proponiamo l’intervista fatta a Giada Sundas, una mamma super, autrice di un libro divertentissimo di cui potrete trovare qui la recensione -> Recensione di “Le mamme ribelli non hanno paura” 
Buona lettura ❤
00000000000000216803-280x280Sappiamo tutti che gestire il proprio tempo con un bambino piccolo è complicato. Per citare il tuo libro: spesso tocca fingere una dissenteria per rimanere un po’ da soli e avere dieci minuti di pace. E’ stato difficile per te trovare lo spazio per scrivere questo libro? Come ti sei organizzata? Dobbiamo ringraziare Moreno? 
 
Non è stato facile, ho dovuto incastrare tutti i tasselli come si fa con il Tetris. Considerando anche che l’ho scritto in appena due mesi, la maggior parte della stesura è avvenuta di notte. È stato un periodo durissimo e stressante per me.
 
“I giorni di una mamma” è stato, probabilmente, il tuo post più condiviso. Ti aspettavi che diventasse virale?
 
Assolutamente no. Tra l’altro ricordo bene com’è nato: nel letto, prima di addormentarmi, mi venne in mente e lo scrissi con il cellulare. Siccome era molto tardi, il mattino dopo l’avevo dimenticato. L’ho ritrovato tra le note dopo settimane e pubblicato senza nemmeno rileggerlo. Quando ho riaperto Facebook, dopo qualche ora, per poco non mi è venuto un colpo.
 
Nel libro troviamo anche altri tuoi post famosi. E’ stato difficile inserirli all’interno del libro trovandogli un posto nell’arco narrativo?
 
Non troppo, il libro segue una linea temporale ed è bastato inserirli seguendo l’ordine degli avvenimenti.
 
Qual è il capitolo a cui sei più affezionata?
 
Quello del post parto. Contiene tutti i miei peggiori e migliori sentimenti. È un uragano di sensazioni. Quando lo rileggo mi sembra di tornare indietro nel tempo.
 
Parliamo di Matteo Bussola. Chi ti segue (o chi segue Bussola) conosce il vostro rapporto. Lui è stato tra i primi a pubblicizzare, con orgoglio, l’uscita del tuo libro. Ci vuoi raccontare come vi siete conosciuti? Possiamo definirlo un “papà ribelle”?
 
Matteo, per me, è stato il segnale che la vita mi ha voluto mandare per spingermi a fare grandi progetti. Ci siamo conosciuti ad una sua presentazione e lui, un giorno, davanti a decine di persone ha detto “ricordatevi di qesta ragazza, sarà la promessa dell’anno”. In tutto questo Matteo ha una buona parte di merito, lo ringrazio ogni giorno per l’aiuto che mi ha dato. E sì, è un papà super ribelle.
 
“Ma un altro quando lo fai??” è la domanda che tutte le mamme, con un solo figlio, si sentono porre ogni giorno. Noi ti rigiriamo la domanda ma riferendoci naturalmente al tuo prossimo libro. Alla fine di “Le mamme ribelli non hanno paura” hai inserito un piccolo spoiler su un progetto a cui stai lavorando. Ci puoi anticipare qualcosa?
 
Ho in mente un romanzo storico, come già anticipato, che non nascerà a breve. Ora sto lavorando ad altri progetti per il 2018. Non vi spoilero nulla per adesso.
 
Noi di Leggendo a Bari siamo, prima di tutto, un gruppo di lettura dal vivo. A tutti gli autori poniamo la stessa domanda: cosa ne pensi dei gruppi di lettura? Ne hai mai fatto parte? Da autrice li ritieni una risorsa importante?
Mi piace il concetto di “gruppo di discussione”, ovvero leggere un libro e discuterne insieme ad altri.
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Dopo tanta nebbia – Gabriela Genisi

9788845426476_0_0_0_75.jpgCi sono due cose che noi donne facciamo davvero fatica a sopportare. La prima è la nostalgia di casa e la seconda è l’umidità che ci gonfia i capelli rendendoli uno schifo. La neo promossa a questore Lolita Lobosco si ritrova a dover fare i conti con entrambe le cose e non ne è affatto felice. Promossa e trasferita a Padova, ritroviamo la divertente protagonista dei romanzi di Gabriella Genisi alle prese con un nuovo ambiente e fin da subito una cosa è chiara sia a Lolita che al lettore: adattarsi per lei non sarà semplice. Nuovi colleghi, nuove abitudini, nuove temperature con cui fare i conti. Cercare di trovare Bari in giro, tra piccoli locali e panzerotti dal sapore (quasi) di casa non sarà sufficiente a calmare l’animo insofferente di Lolita. Ma potrà riuscirci forse il bel collega dalle origini siciliane che sembra portare un minimo di senso a questa trasferta padovana?

Intanto per Lolita il lavoro non si ferma. Nella prima parte del libro ci troviamo a fare i conti con un presunto caso di bullismo. Un ragazzo è scomparso e dietro questa storia sembra sia stato costruito un invalicabile muro di omertà e silenzio. La Genisi è stata bravissima a rendere l’idea di chiusura e cattiveria dei vari personaggi che il lettore incontra durante le indagini. La rabbia è il sentimento che vi accompagnerà nel corso delle investigazioni e anche con la chiusura della storia non potrete fare a meno di pensare a quanto letto.

Nella seconda parte del libro ritroviamo Bari. Lolita riesce a farsi ricollocare nella sua amata città e anche qui, come è abitudine nei suoi libri, ritorniamo ad affrontare un nuovo caso di omicidio. I racconti di Lolita Lobosco, lo stile narrativo di Gabriella Genisi, tutto rimanda quasi a una sceneggiatura televisiva, Ogni storia la riesci a visualizzare perfettamente come se fosse un nuovo episodio da mandare in play su Netflix e infatti non mi ha stupito sapere che i diritti televisivi sono stati acquistati da Luca Zingaretti (Montalbano sono! cit.) per farne una serie tv. E mentre aspetto di sapere chi sarà l’attrice che dovrà caricarsi addosso la responsabilità di interpretare la bellissima commissaria pugliese, vado a preparare qualche manicaretto usando le ricette che si trovano, come sempre, a fine libro!

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SCHEDA DEL LIBRO

EDITORE: Sonzogno
PAGINE: 204
PREZZO: 14.00 EURO