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Dopo tanta nebbia – Gabriela Genisi

9788845426476_0_0_0_75.jpgCi sono due cose che noi donne facciamo davvero fatica a sopportare. La prima è la nostalgia di casa e la seconda è l’umidità che ci gonfia i capelli rendendoli uno schifo. La neo promossa a questore Lolita Lobosco si ritrova a dover fare i conti con entrambe le cose e non ne è affatto felice. Promossa e trasferita a Padova, ritroviamo la divertente protagonista dei romanzi di Gabriella Genisi alle prese con un nuovo ambiente e fin da subito una cosa è chiara sia a Lolita che al lettore: adattarsi per lei non sarà semplice. Nuovi colleghi, nuove abitudini, nuove temperature con cui fare i conti. Cercare di trovare Bari in giro, tra piccoli locali e panzerotti dal sapore (quasi) di casa non sarà sufficiente a calmare l’animo insofferente di Lolita. Ma potrà riuscirci forse il bel collega dalle origini siciliane che sembra portare un minimo di senso a questa trasferta padovana?

Intanto per Lolita il lavoro non si ferma. Nella prima parte del libro ci troviamo a fare i conti con un presunto caso di bullismo. Un ragazzo è scomparso e dietro questa storia sembra sia stato costruito un invalicabile muro di omertà e silenzio. La Genisi è stata bravissima a rendere l’idea di chiusura e cattiveria dei vari personaggi che il lettore incontra durante le indagini. La rabbia è il sentimento che vi accompagnerà nel corso delle investigazioni e anche con la chiusura della storia non potrete fare a meno di pensare a quanto letto.

Nella seconda parte del libro ritroviamo Bari. Lolita riesce a farsi ricollocare nella sua amata città e anche qui, come è abitudine nei suoi libri, ritorniamo ad affrontare un nuovo caso di omicidio. I racconti di Lolita Lobosco, lo stile narrativo di Gabriella Genisi, tutto rimanda quasi a una sceneggiatura televisiva, Ogni storia la riesci a visualizzare perfettamente come se fosse un nuovo episodio da mandare in play su Netflix e infatti non mi ha stupito sapere che i diritti televisivi sono stati acquistati da Luca Zingaretti (Montalbano sono! cit.) per farne una serie tv. E mentre aspetto di sapere chi sarà l’attrice che dovrà caricarsi addosso la responsabilità di interpretare la bellissima commissaria pugliese, vado a preparare qualche manicaretto usando le ricette che si trovano, come sempre, a fine libro!

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SCHEDA DEL LIBRO

EDITORE: Sonzogno
PAGINE: 204
PREZZO: 14.00 EURO

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Come vivo ora – Meg Rosoff, tra pagine e pellicola…

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Di solito i libri di poche pagine non mi convincono mai appieno. Si leggono in meno tempo, ma mi chiedo sempre come sia possibile delineare dei personaggi e una storia a cui affezionarsi davvero in poche righe. Inizio quindi a leggere piena di pregiudizi e un po’ scettica e devo dire che, nella maggior parte dei casi, quei pregiudizi si sono scoperti veritieri.
Nel caso di Come vivo ora, invece, in poco meno di 180 pagine, si viene catapultati in un mondo afflitto dalla piaga di una guerra tra Nemici sconosciuti, riuscendo a percepire perfettamente il disagio del conflitto e cosa sono costretti a subire i civili che sperano solo nella fine delle ostilità.

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Piper e i suoi fratelli corrono in una scena del film

I protagonisti sono dei ragazzi, una in particolare, Daisy, che si è trasferita dall’America all’Inghilterra per passare le vacanze con dei cugini che non ha mai visto prima. Durante la sua permanenza nella tenuta di campagna della zia, Daisy si ritrova a conoscere questi suoi strani quanto adorabili parenti: Piper, la piccola della casa, dolce e socievole; Isaac, un ragazzino silenzioso che ama gli animali al punto di capirli con un solo sguardo; Edmond, gemello di Isaac, più spigliato rispetto al fratello; Osbert, il fratello maggiore e unico personaggio entusiasta della guerra. La giovane Daisy, con problemi di autostima e anoressia, viene travolta dall’energia dei cugini che la coinvolgono in gite al lago e scampagnate all’insegna del divertimento. E’ in questo contesto che Daisy scopre cos’è l’amore, avvicinandosi al cugino Edmond, ricambiata.
Durante la permanenza di Daisy, la zia parte per questioni di lavoro e i ragazzi si ritrovano a gestire la tenuta da soli fino a quando il conflitto non raggiunge anche le sperdute campagne inglesi e la loro casa viene sequestrata dai militari con l’intento di renderla una base operativa.
I ragazzi verranno separati, subiranno violenze e patiranno la fame ma andranno avanti con l’unico intento di ritrovarsi a tutti i costi.

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Il cugino Isaac, nel film interpretato da Tom Holland

La cosa che risulta forse difficile al lettore, è immaginarsi questa storia ambientata nel nostro mondo e ai giorni nostri. Non si tratta infatti di un vero e proprio romanzo distopico, non c’è una nuova società o una nuova Terra. Tutto è ambientato nella reale Inghilterra, ma il velo di mistero che si crea attorno a questo fantomatico “Nemico” resta irrisolto dall’inizio alla fine del libro. L’importanza, infatti, non viene data a chi ha generato il conflitto, bensì a cosa devono sopportare coloro che non c’entrano nulla con la guerra.

Si tratta di una narrazione molto scorrevole e realistica. Gli episodi descritti tengono il lettore incollato ad ogni parola fino a farlo commuovere per ogni difficoltà che i ragazzi devono affrontare pagina dopo pagina.

Ma veniamo a noi…

Nel 2013, da questo romanzo è stato tratto un film, intitolato anch’esso “Come vivo ora”.
photo_09Nonostante io abbia letto prima il libro e poi abbia guardato il film, in realtà sono venuta a conoscenza prima di quest’ultimo. La pellicola infatti, nonostante sia stata abbastanza snobbata dalla critica, presenta, nel ruolo della giovane Daisy, un nome importante come quello di Saoirse Ronan (Espiazione, Amabili Resti, The Host, Grand Budapest Hotel).

Ma questo film mi è piaciuto o no?

La risposta è: SI, ma è come se si trattasse di una storia completamente diversa. E non sto parlando di dettagli irrilevanti dimenticati dal regista durante la trasposizione, parlo di personaggi inventati, protagonisti ammazzati inutilmente e isterismi inutili inseriti per condire il tutto tra una cosa e l’altra.

Per prima cosa, la gerarchia dei fratelli è completamente cambiata: Piper resta la più piccola; Isaac diventa il fratello intermedio ed estroverso pronto a coinvolgere l’intera famiglia in una battuta di pesca con un entusiasmo che neanche i bambini il giorno di Natale; Edmond diventa il fratello maggiore introverso con uno sguardo da ragazzo complesso che solo a vederlo ti viene la sconfidenza ma no, Daisy lo trova irresistibile.

Ma il cambiamento più incredibile da libro a film, in fondo, non lo subiscono i cugini, bensì la stessa Daisy, che arriva dall’America con questo stile emo/alternativo da adolescente degli anni 2000 e con problemi mentali non indifferenti che la portano ad una ossessione maniacale per la pulizia e l’autocontrollo auto-inflitto attraverso frasi-mantra ripetute nella mente all’infinito. Addio tenera Daisy che prende per mano Piper per andare in giro per le campagne inglesi, benvenuta isterica pazza col tasso di acidità di uno yogurt andato a male!

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Saoirse Ronan nei panni di Daisy in una scena del film

Non mi esprimerò sul finale del film che rasenta la fantascienza. E’ un finale commovente e di per sè anche bello, ma COMPLETAMENTE differente da quello del libro, nel bene e nel male!

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Da sinistra: Piper, Isaac, Daisy ed Edmond

In conclusione, leggete il libro e guardate il film consapevoli di stare per guardare una storia che c’entra poco con quella originale, a parte per pochi dettagli e una linea guida generale!

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SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Feltrinelli
Pagine: 176
Prezzo: 13,00€

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[Segnalazione] Diario di un fantasma -Nicolas de Crécy

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Una delle più intense riflessioni a fumetti sul disegno e sul processo creativo:
Diario di un fantasma, l’opera più autobiografica e introspettiva di Nicolas de Crécy.

Dopo Il celestiale bibendum (vincitore del premio Attilio Micheluzzi al Comicon 2016 come Miglior Fumetto Straniero) e La Repubblica del catch (tra i titoli della selezione ufficiale di Angoulême 2016), Eris edizioni è lieta di presentare al pubblico italiano un’altra straordinaria creazione di questo grande maestro del fumetto francese che segna una nuova tappa nel viaggio alla scoperta del suo genio visionario. Pubblicato in Francia nel 2007 per Futurpolis (e ovviamente entrato nella selezione ufficiale di Angoulême 2008), Diario di un fantasma è il suo graphic novel più autobiografico, in cui indaga il suo rapporto con il disegno. Per svincolarsi dal racconto autobiografico tout court, molto di moda all’epoca dell’uscita del libro, de Crécy sceglie la fiction e trasforma se stesso in uno dei personaggi della storia.
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Diario di un fantasma racconta infatti le vicende di un disegno pubblicitario, un bozzetto in divenire senza una forma definita che, accompagnato per le strade del Giappone da un manager che lo vorrebbe celebrità del marketing, tenta di perfezionarsi ispirandosi alle star e agli idoli pubblicitari che regnano ovunque nel paese. Convinto di aver assimilato quanto basta per compiere notevoli progressi, incontra sul volo di ritorno verso la Francia proprio Nicolas de Crécy. Il fumettista lo induce a rappresentare un suo viaggio in Brasile per poi inoltrarsi in una dimensione sempre meno fisica: quella del processo creativo, delle difficoltà di conciliare un lavoro su commissione e la voglia di esplorare e portare la proprio arte sempre un po’ più in là. Al centro della narrazione c’è il disegno, il rapporto con la rappresentazione del reale, lo statuto e il ruolo dell’immagine nella nostra società e il lavoro dell’artista, in un mix di elementi e di culture diverse che tanto hanno toccato de Crécy e che rappresentano in gran parte l’universo creativo da cui prendono vita tutti i suoi lavori: dalla Francia, sua patria natale in cui ha studiato e si è formato, alla sua esperienza con il Giappone, al rapporto che si può avere con il disegno in paesi così diversi come il Brasile. Presentato in anteprima a Napoli Comicon 2017 in occasione della presenza di Nicolas de Crécy stesso (per la prima volta presente in Italia a un festival di fumetto), Diario di un fantasma è un’opera imprescindibile per chi ama l’arte, non solo quella a fumetti.
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224 pagine – 17×24 cm Bicromia – Brossurato 18,00 € 
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The Midnight Sea – Release Party

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Chi dice che il lunedì porta solo cose brutte? Oggi infatti la Dunwich Edizioni ci fa un bel regalo con il #releaseparty di Midnight Sea. Noi adoriamo la copertina e ancora di più la trama. Siete pronti a scoprirla?? Partiamo prima con i 5 buoni motivi per leggerlo u.u

5 motivi

Trama: Nazafareen vive per la vendetta. È una ragazza dell’isolato clan Four-Legs e tutto ciò che sa dei Water Dog del Re è che legano a sé delle creature malvagie chiamate daeva per proteggere l’impero dai non-morti. Ma quando arrivano degli esploratori per reclutare persone con il dono, afferra al volo l’opportunità di unirsi alle loro file per dare la caccia ai mostri che le hanno ucciso la sorella. Segnata dal dolore, è disposta a pagare ogni prezzo, anche se significa legarsi a un daeva chiamato Darius. Umano solo nell’aspetto, possiede un potere terrificante, controllato da Nazafareen. Ma i bracciali d’oro che li uniscono hanno un indesiderato effetto collaterale. Ciascuno prova le emozioni dell’altro, e l’umana e il daeva cominciano a diventare pericolosamente intimi. Mentre inseguono un nemico mortale lungo l’arida Great Salt Plain fino alla scintillante capitale Persepolae, dissotterrando i segreti del passato di Darius, Nazafareen è costretta a mettere in dubbio la schiavitù dei daeva e la sua stessa lealtà nei confronti dell’impero. Ma con un male antico che si agita al nord e un giovane conquistatore che controlla l’ovest, il destino dell’intera civiltà potrebbe essere in pericolo…

                 THE MIDNIGHT SEA di Kat Ross
Prezzo: 14.90€ – 3.99€ | Pagine: 300The Midnight Sea - promo
Link per acquistarlo

Informazioni sull’autore: Kat Ross ha lavorato come giornalista delle Nazioni Unite per dieci anni prima di ritirarsi felicemente a fare ciò che le piace di più: inventare cose. È l’autrice del thriller distopico Some Fine Day e della serie Il Quarto Elemento.
Adora i miti, i mostri e scenari da apocalisse. Per altre informazioni sui libri di Kat, puoi trovarla alla pagina katrossbooks.com.

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“Il Ballo” di Irene Némirovsky

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Irene Némirovsky

Ero in cerca di un libro con meno di 180 pagine da leggere per la nostra challenge, quando mi sono imbattuta in questo breve racconto. “Il Ballo” di Irene Némirovsky, in realtà era nella mia libreria da tanto tempo, forse troppo, e così, dopo aver sbirciato il numero delle pagine, mi sono immersa nella lettura.

La storia è molto breve e narra le vicende della famiglia Kampf, una famiglia arrichitasi tutta d’un tratto grazie ad una giocata in Borsa del padre, il signor Kampf. La figlia quattordicenne Antoinette si ritrova ad affrontare giorno dopo giorno gli improbabili rimproveri di una madre che da semplice cittadina del popolo vuole elevarsi ad aristocratica grazie alla grande somma di denaro conquistata dal marito. Quest’ultima decide allora di organizzare un ballo con cui potrà far sfoggio di tutto il lusso che ha acquisito in poco tempo, davanti a nobili e aristocratici che a mala pena conosce…

image_bookLa narrazione è molto scorrevole e in meno di 150 pagine, Irene Némirovsky riesce a delineare il profilo di una famiglia intera, badante e insegnante di piano comprese.

Mi sono ritrovata molto nel pensiero della giovane Antoinette, che voleva a tutti i costi scappare da quei legami familiari che non le appartenevano, da quelle persone così diverse da lei. Anche il finale mi ha fatto sorridere ed è per questo che ve lo consiglio se volete una lettura veloce e senza impegno. Si tratta di poche pagine ma di una storia che vi resterà impressa nella mente.

“Era l’attimo, l’istante impercettibile in cui si incrociavano “sul cammino della vita”: una stava per spiccare il volo, l’altra per sprofondare nell’ombra. Ma non lo sapevano.”

(Il Ballo – Irene Némirovsky)

NB: preciso che ho letto il libro in questa edizione da 0,99€ pubblicata dalla Newton Compton ma, non essendo più in commercio, inserirò nella scheda a seguire i dati dell’altra edizione che potete trovare ancora nelle librerie!

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Scheda libro
Autore: Irene Némirovsky
Editore: Adelphi
Pagine: 83
Prezzo: 8€

OPPURE

Scheda libro
Autore: Irene Némirovsky
Editore: Newton Compton – Mammut
Pagine: 1584
Prezzo: 9,90€

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Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut

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Quando ho incominciato a leggere questo libro mi sono chiesta cosa potessero avere a che fare tra loro la fantascienza e una storia di guerra. Cosa ci potesse essere di più diverso.

Kurt Vonnegut ha trovato il giusto equilibrio, la giusta mescolanza di fantasia e realtà, che riuscisse a spiegare in maniera realistica, ma anche critica, cos’è la guerra, quali sono i suoi orrori, specie perché coloro che la combattono al posto dei “grandi”, altri non sono che “bambini”.

Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini non è un libro da leggere alla leggera: è intenso, carico di humor nero; è di fantascienza, ma descrive anche la realtà con estrema crudezza. È la proiezione che una mente geniale è riuscita a produrre, di un disastro.

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Immagine di Dresda dopo il bombardamento avvenuto durante la notte tra il 13 e il 14 febbraio 1945

Il focus è sul bombardamento di Dresda, avvenuto durante la seconda guerra mondiale, ma le vicende di Billy Pilgrim, il protagonista, vi girano attorno come se volessero sviare il lettore, ma al tempo stesso accompagnarlo verso la più terribile realtà. La narrazione della sua vita è discontinua, frammentaria, l’ordine cronologico va a perdersi di fronte al meraviglioso e orribile “potere” di Billy di poter saltare da un momento all’altro della sua vita senza avere controllo di essa. Un potere alieno, che Billy subisce nella consapevolezza che la morte non sia qualcosa di definitivo, che tutto sia già scritto, destinato e irrimediabile.

Billy guarda la sua vita passargli davanti in maniera passiva, una vita vissuta in funzione di una giovinezza di orrori, di una innocenza rubata da uno dei più terribili avvenimenti possibili.

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Kurt Vonnegut durante il servizio militare, nei primi anni quaranta

Kurt Vonnegut ha vissuto la guerra sulla sua pelle, è scampato alla morte sotto il cielo di Dresda per pura fortuna. Si ripromette di raccontare la sua storia, ma è difficile trovare il modo giusto per rendere ciò che ha vissuto. È così che scrive della sua esperienza della guerra e del bombardamento di Dresda come meglio può, attraverso simboli e proiezioni, tra cui spicca la figura dello scrittore squattrinato Kilgore Trout: le sue opere, la cui trama è esplicata in poche righe, sono vere e proprie critiche al mondo, che mettono in discussione non solo la società umana, ma anche la religione, le ideologie, la guerra.

Le vicende di Billy, ciò che pensa, le sue reazioni alle mostruosità della guerra, le sue convinzioni a cui il lettore resta in dubbio se credere o no: si riassumono tutte alla luce della concezione che ha della vita, vista come effimera, come qualcosa di estremamente fragile.

Billy sembra costruirsi da sé il mezzo per sopravvivere allo scempio materiale ed emotivo che lo circonda, e tramite racconti di rapimenti alieni, viaggi nel tempo e mondi paralleli, lancia un messaggio, crea una metafora attraverso cui esplicare il suo silenzioso urlo di aiuto, attraverso cui fuggire all’orrore di ciò che ha vissuto.

Alla fine, poco importa se le vicende fantascientifiche e strambe che Billy racconta siano accadute realmente o no: cosa c’è di più assurdo della guerra in sé, dove migliaia di persone muoiono per un sì o per un no, dove “bambini” agghindati da soldati si ammazzano tra loro per conto di altri?

“Così va la vita” è ciò che Billy si ripete, che pensa con abitudine quasi ossessiva, per giustificare qualsiasi morte, qualsiasi orrore che lo circonda. Come se le cose, semplicemente gli capitassero: tratto imparato, secondo lui, dagli alieni tralfamadoriani, che sanno bene come terminerà l’universo e lo accettano. Così lui accetta tutto ciò che gli accade, consolandosi con la convinzione che ogni momento esisterà sempre anche dopo che è trascorso, in un altro luogo. Nulla muore mai veramente.

Sembra quasi voler dire che l’unico modo di sopravvivere a un evento così cruento e spietato come il bombardamento di Dresda sia, appunto, accettare che queste cose succedono. Come se la colpa non fosse di nessuno. La capacità e la consapevolezza di poter agire e influenzare la direzione della propria vita è persa, perché farebbe troppo male pensare che ciò che accade è da attribuire anche alle proprie decisioni. Fa troppo male pensare che qualcuno abbia voluto davvero tutto questo.

Si può reagire solo così, all’orrore.

Mattatoio n. 5, un titolo emblematico che tramite il nome di un luogo in cui la morte regna sovrana e l’accostamento di un numero casuale, vuole esplicare ancora una volta quanto la vita non dipenda da noi, quanto il caso non guardi in faccia a nessuno. Che sia il 5 o il 6, sembra poca la differenza. Ma la differenza, in realtà, è quella tra la vita e la morte.

Scheda del libro

Titolo: Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini
Autore:
 Kurt Vonnegut
Pagine: 196
Editore: Feltrinelli
Prezzo: 9,00 €

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La signora dei funerali

image_bookIl libro di cui vi parlo oggi è “La signora dei funerali” di Madeleine Wickham, pseudonimo di Sophie Kinsella, autrice famosissima grazie alla serie di “I love shopping”, della quale leggo per la prima volta un romanzo.

Questa lettura mi ha positivamente sorpresa. “La signora dei funerali” è davvero un libro piacevole, scritto in maniera scorrevole e accattivante, con solo qualche punto discutibile che nel complesso non rovina quello che è un ottimo  romanzo.

Fleur Danexy è una bellissima donna che per guadagnarsi da vivere usa un espediente particolare: è solita imbucarsi a funerali di gente facoltosa, cercando di ammaliare gli inconsolabili vedovi con l’intento finale di rubare qualche migliaio di sterline per poi scomparire nel nulla. È un trucco che spesso le riesce e che decide di ripetere con Richard Favour, facoltoso gentleman inglese. Fleur si imbuca al funerale della defunta moglie dell’uomo e facendo forza sulla sensibilità di Richard, riesce in poco tempo a conquistarlo. Questa volta però accadrà qualcosa di diverso dal solito e il piano di Fleur non andrà a buon fine.

Quelli come te non finiscono mai distrutti. Sono gli altri che restano distrutti. Quelli che hanno la disgrazia di entrare in contatto con voi, quelli che vi accettano nella loro vita, quelli che sono così stupidi da fidarsi di voi. E non ha senso aspettarsi che persone del genere provino dispiacere x come si sono comportati. Devi soltanto farle uscire dalla tua vita il più rapidamente possibile e poi dimenticartene. Non bisogna continuare a tormentarsi

Il libro è scritto in terza persona e si contraddistingue per uno stile brillante e fresco in grado di coinvolgere il lettore. La vicenda si svolge tra Londra e Greyworth, luogo esclusivo di residenza dell’alta borghesia inglese, dove Fleur viene invitata a trascorrere l’estate in compagnia della famiglia di Richard. Qui conoscerà sua cognata Gilian, il dolce e brillante figlio minore, Anthony, l’insicura e fragile figlia maggiore, Philippa, e il suo ambizioso marito, Lambert. È impossibile non notare una lieve nota satirica nella descrizione degli esponenti di questa società, sempre impegnati solo e soltanto in svaghi superficiali come partite di bridges, golf o tea pomeridiani. Per Fleur si preannuncia dunque un’altra difficile sfida perché dovrà  ancora una volta integrarsi in una nuova famiglia senza che nessuno scopra i suoi veri intenti.

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Quella che superificialmente può sembrare solo una semplice commedia romantica nasconde anche qualcosa di più oscuro. La definizione che meglio si addice a questo romanzo è quella di commedia amara. Ogni personaggio sembra infatti avere un lato nascosto e l’autrice dimostra davvero una grande maestria nel delineare e caratterizzare in maniera approfondita tutti i personaggi. Della stessa Emily, la tanto amata e venerata defunta moglie di Richard, si sveleranno nel corso della narrazione aspetti che faranno vacillare l’immagine di madre e moglie perfetta che l’ha accompagnata quando era in vita. Lo stesso finale non si può definire un “happy ending”. Attenzione spoiler – Com’era infatti intuibile, Fleur alla fine decide di non derubare il povero Richard e la vicenda si conclude con il ritorno della donna a Greyworth. Il motivo per cui Fleur decide di tornare tra le braccia di Richard non è molto chiaro. Non si riesce infatti a capire se la donna contraccambi l’amore dell’uomo o sia semplicemente stanca di condurre una vita instabile e sfuggente e abbia quindi deciso di sfruttare la situazione per sistemarsi e vivere una vita tranquilla. Quello voluto dall’autrice è di sicuro un finale non convenzionale che non segue i canoni tipici della commedia romantica, in cui è l’inaspettato e passionale amore verso l’uomo che inizialmente Fleur voleva derubare, a far cambiare lei e il suo stile di vita. Anzi, direi che non c’è una vera e propria storia d’amore in questo romanzo. Sono infatti anche stata portata a pensare che tra Fleur e il viscido Lambert, che ha sposato Philippa solo ed esclusivamente per soldi, personaggio che si fa odiare durante tutto il romanzo, non vi sia poi troppa differenza. -Fine spoiler

Sono ancora indecisa se questo finale mi abbia soddisfatta o meno, ma è di sicuro un finale non banale e che fa riflettere. L’unico elemento negativo che posso attribuire a questo romanzo è proprio il modo in cui è scritto il finale. Tutta la vicenda è infatti risolta così velocemente (nel giro di appena due-tre pagine) che il romanzo sembra quasi interrotto a metà. Manca inoltre una descrizione degli eventi successivi: ad esempio, non si capisce se Richard scoprirà mai il fallito tentativo di Fleur di derubarlo, oppure cosa ne sarà della povera Philippa o degli altri personaggi. Sicuramente avrei preferito che questi aspetti fossero approfonditi per non lasciare il lettore con una sensazione di incompletezza.

In conclusione, la lettura di questo romanzo mi ha portata a scoprire un’autrice che non conoscevo e di cui sicuramente leggerò altri lavori; per cui consiglio caldamente la lettura di questo libro, leggero ma profondo allo stesso tempo.

Buona lettura!


Scheda del libro

  • Titolo: La signora dei funerali
  • Autore: Madeleine Wickham
  • Editore: Mondadori
  • Pagine: 285
  • Prezzo: 9.50 €