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Il Mago – Lev Grossman

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Cosa succederebbe se nel nostro mondo, spesso grigio e triste, esistesse la magia? E se esistesse una scuola per maghi? No, non parlo di una scuola come quella di Harry Potter. Ma più come un’università, dove spesso non tutto è rose e fiori…

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È ormai da un paio d’anni che va in onda, in America, la serie tv The Magicians, tratta da questo romanzo, che parla di Quentin, un ragazzo molto intelligente e dotato, ma che si trova male nel mondo reale e preferisce sfuggirvi, tramite la lettura di libri fantasy. E che scopre, quando viene invitato alla scuola di magia di Brakebills, che si trova male nel mondo reale perché lui fa parte di un altro mondo, più entusiasmante, ma anche denso di pericoli.

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Il libro, abbastanza diverso dalla serie tv, è molto riflessivo, inizia con una nota grigia che è in linea con lo stato d’animo del protagonista: Quentin è un personaggio atipico, psicologicamente complesso e depresso, che non si vergogna di ammettere a se stesso le sue parti e pensieri più oscuri. L’ammissione alla scuola di Brakebills arriva come un’ancora che lo salva da un baratro, una fuga verso il “senso”.

Quentin, infatti, può risultare essere un protagonista difficile, a causa del suo mal di vivere, del suo bisogno costante di un motivo che dia una svolta e un senso alla sua vita, e la sua tendenza innata a rovinare tutto ciò che possiede a causa del suo senso di insoddisfazione. Nonostante entri in contatto con numerosi e interessanti personaggi, resta sempre lui il centro di tutto.

Questo libro non è il classico fantasy: certo, vi è la magia, vi sono cose ed eventi straordinari. Ma va oltre. Tratta di temi come l’infelicità, l’emarginazione, la competizione, il sentirsi superiori alla massa, ma soli.

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La magia, poi, è caratterizzata come se fosse una scienza misteriosa, cosa che rende il tutto più reale, ma anche più inquietante.

Sicuramente, questo libro è un approfondimento godibile, specie psicologico, e fondamentale per gli amanti della serie tv, ma presenta alcune lacune e risulta lento e confuso in certi punti. Rimane, comunque, un bel libro da leggere, specie per gli amanti dell’introspezione e per chi cerca un fantasy diverso, con un protagonista atipico e più simile alle parti più oscure di noi stessi.

 

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Pagine: 430
Prezzo: 14,00 euro

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Il colore della magia – Terry Pratchett

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Chi abbia mai letto un libro di Terry Pratchett conosce il suo fantasy peculiare, dall’umorismo pungente, e non vede l’ora di tornare, di romanzo in romanzo, nuovamente ad Ankh-Morpork, nel Mondo Disco: un luogo al confine della magia, dove la terra è piatta e posa sul dorso di A’Tuin, un’enorme testuggine che nuota lentamente nel golfo interstellare.

Il colore della magia è il primissimo romanzo che ha dato il via a questa saga senza limiti e confini, dove Terry Pratchett ambientò una serie di personaggi e creature fantastiche, ma, al tempo stesso, buffe e dai tratti peculiari. Che comunque si sposano bene e rispecchiano magnificamente la psicologia di persone che, durante la lettura, ci sembra di vedere in carne e ossa davanti agli occhi e con cui possiamo facilmente immedesimarci.

Il Mondo Disco è un posto dove si possono incontrare personaggi bizzarri: maghi inetti, eroi grossolani, ladri scapestrati e assassini vanitosi, e persino Morte in persona, che certe volte fatica a star dietro alla sua prossima vittima.

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In questo mondo fantastico, il nostro protagonista, Scuotivento, un mago non particolarmente dotato, si trova a fare da guida a un forestiero che sembra sprigionare magia e ricchezze da ogni poro: che fine farebbe, in una terra piena di mascalzoni, questa innocente creatura di un altro mondo? Ma la vera protagonista della storia è pur sempre la magia, che ha quasi forma, volontà e, soprattutto, un colore particolare.

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Tra fughe, missioni impossibili, giochi pericolosi e inganni, i nostri due improbabili protagonisti si ritrovano ad affrontare un’avventura, sotto le mosse di Dei capricciosi, sognando sempre un mondo “diverso”, terribilmente simile al nostro.

Ogni libro di questo autore, purtroppo scomparso ormai da qualche anno, è un viaggio al limite dell’immaginazione, ma è anche una riflessione sulla vita, sulla morte, sull’inettitudine, sul bene e sul male. Sempre una garanzia, che non delude mai.

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SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Salani
Pagine: 206
Prezzo: 13,90 euro 

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Il libro dei viaggi nel tempo di Roma – Claudio Colaiacomo

20180108_142237Oggi vogliamo parlarvi di un bellissimo libro pubblicato dalla Newton & Compton. Un’edizione curatissima nei minimi dettagli, con una copertina accattivante in simil pelle e una grafica steampunk per il titolo, “Il libro dei viaggi nel tempo di Roma” di Claudio Colaiacomo si colloca, nella mia personalissima classica, come il libro più bello letto nel 2017. L’idea, molto interessante, di raccontare gli eventi più importanti che si sono svolti a Roma nel corso dei secoli, è resa davvero bene dall’autore che ci accompagna direttamente sul luogo in cui si è scritta la storia: l’esecuzione di Giordano Bruno a Campo de’ Fiori, l’assassinio di Giulio Cesare, l’alluvione più devastante del Tevere, sono solo alcuni esempi di ciò che andremo a leggere.

I capitoli si aprono con la destinazione e, scritta in corsivo, una breve descrizione su quella che sarà la “missione” di quel particolare viaggio temporale.

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A seguire ci troviamo ad osservare l’evento raccontato direttamente dalla voce dell’autore. Lui ci spiega cosa ci circonda, ma ci lascia la possibilità di figurare in prima persona i dettagli intorno a noi, i rumori, le voci in lontananza. Non si può fare a meno di immergersi completamente nella storia così come, durante una sessione di gioco di ruolo, non si può evitare di far battere il cuore all’impazzata quando chi guida la storia ci avvisa di un imminente pericolo. E’ tutto studiato e reso benissimo per fare in modo che l’esperienza di lettura si trasformi in una stupefacente esperienza di viaggio.

All’interno del libro, ad impreziosire ulteriormente i racconti, troviamo diverse illustrazioni in bianco e nero che accompagnano la lettura. Il baldacchino del Bernini, una riproduzione litografica del ratto delle sabine, una ricostruzione della Domus Aurea e tanto altro, tutto al servizio del lettore che potrà prendersi il suo tempo per godere dei dettagli appena descritti osservando i disegni che li accompagnano.

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Questo è uno di quei libri che arricchiscono chi li legge. Tanti sono gli aneddoti interessanti che ti porteranno a dire sorpreso “Ma dai, non lo sapevo!” e tante le storie che avrai voglia, durante una serata con amici, di condividere. Per questo motivo voglio ringraziare la Newton&Compton e Claudio Colaiacomo per il bellissimo viaggio nel tempo. Ora potrò girare per Roma e osservarla sotto una luce diversa.

SCHEDA DEL LIBRO:

Editore: Newton&Compton
Pagine: 376
Prezzo: € 10,00

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Recensione di “Il Grande Grabski” di Marco Rinaldi

grankDurante il corso della nostra vita, abbiamo bisogno di persone che ci sostengano affettivamente e psicologicamente. Spesso si tratta di genitori, del proprio partner e, in alcuni casi, dello psicoterapeuta. Una figura che può aiutare un individuo a fare i conti coi propri problemi, specialmente con i propri conflitti interni.

È quello che fa Maurizio, un giovane uomo in cerca della sua strada, circondato da tante persone che dovrebbero essere supportive, ma che… spesso non lo sono. Da qui la decisione di rivolgersi a Grabski, uno psicoanalista che inizia a farsi carico del caso di Maurizio, in cerca di se stesso.

Ma i problemi di Maurizio non finiscono qui.

Maurizio è un uomo insicuro, molto attaccato e dipendente dagli altri, in cerca di conferme. Non fa altro che passare dall’affidarsi a una persona a un’altra, e il suo rapporto particolare con le donne lo spinge sempre a mettersi in una situazione di subordinazione, si fa facile vittima delle manipolazioni.

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Ed è ciò succede anche con Grabski, che diventa centro delle priorità di Maurizio, che basa la sua vita e impiega tutte le sue risorse, specie economiche, nella relazione con lo psicoterapeuta.

Lui, da parte sua, però, non risulta essere molto equilibrato: passa da una “fede” psicoanalitica all’altra, utilizza Maurizio come “cavia” inconsapevole delle sue tecniche. Si fa giudice e manipolatore del suo paziente, utilizzando tutti i cliché e gli stereotipi della psicologia e psicoterapia per convincere Maurizio a fare ciò che vuole, più che ciò che si sente di fare.

…come sempre nella mia vita, per le cose importanti avevo bisogno di un intermediario…

Maurizio, incredibilmente, diventa raccoglitore delle ansie altrui, costruisce la sua identità e personalità indefinite sui bisogni del suo psicoterapeuta e delle altre persone che nella sua vita non fanno altro che ferirlo e spingerlo ad essere ancor più “malato” psicologicamente.

Attraverso una scrittura chiara, sarcastica, irriverente e ben scorrevole, l’autore mostra una storia realistica, incredibilmente amara ma che non rinuncia a un pizzico di comicità. La vita di Maurizio è dura, ma lui non si arrende mai.

Il finale dona un senso di speranza ma, al tempo stesso, dà anche di rassegnazione, senza risparmiarci una sfumatura leggermente inquietante.

Alcune cose non si possono cambiare, specie non con uno psicoterapeuta ancora in cerca delle sue certezze. La psicoterapia è un trattamento complesso, a volte conta solo la forza d’animo.

 

Scheda libro

Autore: Marco Rinaldi
Editore: Fazi Editore
Pagine: 235
Prezzo: € 16,00

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I 5 libri consigliati dal libraio

Buongiorno lettori,
oggi iniziamo una nuova rubrica che coinvolge direttamente i nostri “spacciatori di sogni”, alias i librai. Ogni mese chiederemo a dei librai di fiducia di dirci CINQUE titoli che si sentono di suggerire ai lettori. Speriamo, in questo modo, di conoscere e farvi scoprire tanti libri interessanti che per un motivo o per un altro sono passati inosservati ai nostri occhi.

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Partiamo con i consigli degli amici di Libriamoci, una graziosa libreria indipendente che si trova a Bitritto. Se andrete a trovarli non potrete fare a meno di innamorarvi della loro vetrina, dello spazio interno con i divanetti e della scelta meravigliosa che i due librai hanno fatto per noi lettori sui loro scaffali. Ah, sapete che c’è anche un giardino dove, con la bella stagione, organizzano tanti eventi? Se volete saperne di più ed essere informati sulle loro iniziative seguiteli su facebook alla pagina “Libreria Libriamoci”. Intanto vi lasciamo con i loro consigli di lettura:

24204945_1962532647097071_1572092621_nLaila Jufresa 
“Umami”

“Romanzo profondo ma dalla scrittura lieve, che racconta con delicatezza, in un meccanismo narrativo temporale a ritroso, le vite dei protagonisti, abitanti di un piccolo comprensorio alla periferia di Città del Messico, con la storia di ognuno che si riflette e si svela in quella degli altri. Una piccola meraviglia. Scritto da Laja Sufresa, edito da Sur”

Trama: Nel romanzo d’esordio di Laia Jufresa si incrociano i destini di una ragazzina che sogna di coltivare mais in cortile, un antropologo vedovo, una giovane pittrice che inventa colori, due musicisti, una mamma hippy e un papà contabile.

Nel corso dell’afosa estate di Città del Messico, mentre Ana è intenta ad allestire il suo orticello, scopriamo le storie dei suoi vicini, tra segreti e non detti che solo poco a poco ci permettono di completare il puzzle della narrazione. Chi era davvero mia moglie? Perché mamma se n’è andata? Com’è possibile che una bambina che sapeva nuotare sia affogata? Queste e molte altre sono le domande alle quali i deliziosi personaggi del romanzo tentano di dare risposta tornando, ognuno a modo suo, a interrogare un passato che è ancora più presente che mai.

24251942_1962533247097011_1489564692_nGeorge Saunders
“Lincoln nel Bardo” 

“Doloroso (a volte straziante) e allo stesso tempo divertente, densissimo delle molte voci e altrettante storie che lo animano, “Lincoln nel Bardo” di George Saunders (Feltrinelli) è un autentico capolavoro, un libro geniale impossibile da dimenticare.”

Trama: Febbraio 1862, la Guerra civile è iniziata da un anno, e il presidente degli Stati Uniti, Abraham Lincoln, è alle prese con ciò che sta assumendo tutti i contorni di una catastrofe. Nel frattempo Willie, il figlio prediletto di undici anni, si ammala gravemente e muore. Verrà sepolto a Washington, nel cimitero di Georgetown. A partire da questa scheggia di verità storica – i giornali dell’epoca raccontano che Lincoln si recò nella cripta e aprì la bara per abbracciare il figlio morto – Saunders mette in scena un inedito Aldilà romanzesco popolato di anime in stallo. Il Bardo del titolo, un riferimento al “Libro tibetano dei morti”, allude al momento di passaggio in cui la coscienza è sospesa tra la morte e la prossima vita. È questo il limbo in cui si aggirano moltitudini di creature ancora troppo attaccate all’esistenza precedente, come Willie, che non riesce a separarsi dal padre, e il padre, che non riesce a separarsi dal figlio. Accompagnati da tre improbabili guide di ascendenza dantesca, assisteremo allo sconvolgimento prodotto nel mondo di queste anime perse dall’arrivo di Willie Lincoln, che è morto e non lo sa, e di suo padre, il presidente, che è come morto ma deve vivere per il bene del proprio paese. Sentiremo le voci – petulanti, nostalgiche, stizzose, accorate – degli spiriti e il controcanto della storia. Leggeremo nei pensieri di Lincoln e nella mente di suo figlio, uniti da un amore che trascende il dolore e il distacco fisico. Il romanzo si svolge in una sola notte, eppure abbraccia le epoche e arriva fino a noi, spaziando in un territorio dove tutto è possibile, dove la logica convive con l’assurdo, le vicende vere con quelle inventate, dove tragedia e farsa non sono due categorie distinte e separate ma un’unica realtà indifferenziata e contraddittoria, che proprio per questo appare spaventosa e viene negata. Come si può vivere, amare e compiere grandi imprese, sapendo che tutto finisce nel nulla? Probabilmente la risposta non esiste, ma Saunders affronta questo nucleo emotivo con tutta l’onestà e la partecipazione che può metterci uno scrittore alle prese con interrogativi così enormi.

24272956_1962533547096981_2053222459_nElizabeth Strout 
“Tutto è possibile” 

“Bellissimo l’ultimo romanzo di Elizabeth Strout. Attraverso uno stile limpido, una scrittura elegante e una struttura polifonica, le storie dei protagonisti dei vari racconti (i loro sogni, paure, delusioni, riscatti) si sfiorano dando luce ad un vivido affresco della provincia americana. (Giulio Einaudi ed.)”

Trama: Ad Amgash, Illinois, le vetrine dell’unica libreria ospitano l’ultima fatica di una concittadina, Lucy Barton, partita molti anni prima alla volta della sfavillante New York e mai più ritornata. E non vi è abitante del paese che non voglia accaparrarsene una copia. Perché quel libro, un memoir a quanto pare, racconta senza reticenze la storia di miseria e riscatto di una di loro, e insieme racconta la storia di tutti loro, quelli che sono rimasti fra le distese di mais e di soia del minuscolo centro del Midwest, con il suo carico di vergogna e desiderio, di gentilezza e rancore. A Patty Nicely la lettura di quelle memorie regala una dolcezza segreta, come avesse «un pezzo di caramella gialla appiccicata in fondo alla bocca». Patty, da bambina tanto graziosa da meritare, insieme alle sorelle, l’appellativo di «Principessina Nicely», è oggi una vecchia e grassa vedova, ancora tormentata dalla vergogna di un antico scandalo familiare e zimbello dei ragazzini della zona. Eppure lei, dal libro di Lucy Barton, si sente finalmente capita. Livida e aggressiva appare invece la reazione di Vicky, sorella maggiore di Lucy, quando, con il fratello Pete, invecchiato in solitudine senza mai davvero crescere, i tre si ritrovano nella casa di famiglia per la prima volta dopo diciassette anni. Vicky, rimasta al palo delle occasioni mancate, non perdona alla sorella scrittrice di aver tagliato i ponti con un passato insopportabile, di avercela fatta, e le parole che i tre fratelli si scambiano sono coltelli che affondano nella carne viva dei loro ricordi di bambini. Eppure Vicky si è presentata all’incontro con un commovente velo di rossetto sulle labbra, e Pete, nel disperato tentativo di rendere la casa casa, ha comprato un tappeto nuovo. Certo, le cicatrici sono quasi più della carne, per i personaggi di questi racconti; certo, «siamo tutti quanti un casino, e anche se ce la mettiamo tutta, amiamo in modo imperfetto». Ma se ci si può rinnamorare ben oltre i settant’anni su un lungomare italiano, come capita a Mississippi Mary; se si può trovare sollievo dal dolore indicibile dell’esistenza in un momento di assoluta condivisione nella stanza anonima di un bed and breakfast, come capita a Charlie Macauley; se si può scovare un amico, un amico vero, nel retro di un teatrino amatoriale, proprio alla fine di ogni cosa, come capita a Abel Blaine, allora tutto, ma proprio tutto, è possibile.

24252231_1962533877096948_887709201_nLuca Tortolini e Daniela Tieni
“Il catalogo dei giorni” 

“Ci sono giorni felici e giorni tristi, giorni carichi di rabbia e giorni popolati dai rimpianti, giorni dedicati all’attesa e giorni che non si ripeteranno mai più. Chiunque ritroverà istanti della propria vita e si rispecchierà nelle parole, mai banali, di Luca Tortolini e nelle oniriche illustrazioni di Daniela Tieni (Kite edizioni).”

Trama: La nostra vita è fatta di giorni. Decine, centinaia, migliaia di giorni. Ma come sono questi giorni? Felici, tristi, pieni di risentimento, di dubbi, di possibilità mai diventate realtà? Sono giorni trionfanti, o di sconfitte laceranti, giorni colmi d’amore o rabbia, di paura di non essere riusciti, o peggio di non essere noi stessi? Questo libro ce li racconta, in una carrellata veloce di diapositive che scorrono, e vanno via. Perchè sono loro, i giorni, a comporre la nostra vita.

24252120_1962534130430256_629945078_nMichele Cuevas e Erin E. Stead
“Il postino dei messaggi in bottiglia”

“Un albo leggero e dolce come un venticello di primavera, quella brezza delicata così carica di desiderio verso la stagione che verrà. La stessa voglia che anima il postino, protagonista di questa storia, in attesa di provare quella gioia che quotidianamente dona agli altri quando consegna ai legittimi destinatari i messaggi in bottiglia; un’immagine romantica delle lettere che purtroppo non riceviamo più e simbolo di quel piacere nell’attesa quasi dimenticato. Scritto da Michelle Cuevas e illustrato da Erin E. Stead (Babalibri)”

Trama: Determinato e solitario, il postino dei messaggi in bottiglia sa bene che quel che deve portare a destinazione non sono solo messaggi, ma frammenti di vita, ricordi, sogni. Il suo è un lavoro della massima importanza. È suo dovere aprire ogni bottiglia arrivata dall’oceano e assicurarsi che venga consegnata. Quando un giorno arriva dal mare, senza mittente e senza destinatario, un invito a una festa

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Intervista a Giada Sundas

Buongiorno lettori,
oggi vi proponiamo l’intervista fatta a Giada Sundas, una mamma super, autrice di un libro divertentissimo di cui potrete trovare qui la recensione -> Recensione di “Le mamme ribelli non hanno paura” 
Buona lettura ❤
00000000000000216803-280x280Sappiamo tutti che gestire il proprio tempo con un bambino piccolo è complicato. Per citare il tuo libro: spesso tocca fingere una dissenteria per rimanere un po’ da soli e avere dieci minuti di pace. E’ stato difficile per te trovare lo spazio per scrivere questo libro? Come ti sei organizzata? Dobbiamo ringraziare Moreno? 
 
Non è stato facile, ho dovuto incastrare tutti i tasselli come si fa con il Tetris. Considerando anche che l’ho scritto in appena due mesi, la maggior parte della stesura è avvenuta di notte. È stato un periodo durissimo e stressante per me.
 
“I giorni di una mamma” è stato, probabilmente, il tuo post più condiviso. Ti aspettavi che diventasse virale?
 
Assolutamente no. Tra l’altro ricordo bene com’è nato: nel letto, prima di addormentarmi, mi venne in mente e lo scrissi con il cellulare. Siccome era molto tardi, il mattino dopo l’avevo dimenticato. L’ho ritrovato tra le note dopo settimane e pubblicato senza nemmeno rileggerlo. Quando ho riaperto Facebook, dopo qualche ora, per poco non mi è venuto un colpo.
 
Nel libro troviamo anche altri tuoi post famosi. E’ stato difficile inserirli all’interno del libro trovandogli un posto nell’arco narrativo?
 
Non troppo, il libro segue una linea temporale ed è bastato inserirli seguendo l’ordine degli avvenimenti.
 
Qual è il capitolo a cui sei più affezionata?
 
Quello del post parto. Contiene tutti i miei peggiori e migliori sentimenti. È un uragano di sensazioni. Quando lo rileggo mi sembra di tornare indietro nel tempo.
 
Parliamo di Matteo Bussola. Chi ti segue (o chi segue Bussola) conosce il vostro rapporto. Lui è stato tra i primi a pubblicizzare, con orgoglio, l’uscita del tuo libro. Ci vuoi raccontare come vi siete conosciuti? Possiamo definirlo un “papà ribelle”?
 
Matteo, per me, è stato il segnale che la vita mi ha voluto mandare per spingermi a fare grandi progetti. Ci siamo conosciuti ad una sua presentazione e lui, un giorno, davanti a decine di persone ha detto “ricordatevi di qesta ragazza, sarà la promessa dell’anno”. In tutto questo Matteo ha una buona parte di merito, lo ringrazio ogni giorno per l’aiuto che mi ha dato. E sì, è un papà super ribelle.
 
“Ma un altro quando lo fai??” è la domanda che tutte le mamme, con un solo figlio, si sentono porre ogni giorno. Noi ti rigiriamo la domanda ma riferendoci naturalmente al tuo prossimo libro. Alla fine di “Le mamme ribelli non hanno paura” hai inserito un piccolo spoiler su un progetto a cui stai lavorando. Ci puoi anticipare qualcosa?
 
Ho in mente un romanzo storico, come già anticipato, che non nascerà a breve. Ora sto lavorando ad altri progetti per il 2018. Non vi spoilero nulla per adesso.
 
Noi di Leggendo a Bari siamo, prima di tutto, un gruppo di lettura dal vivo. A tutti gli autori poniamo la stessa domanda: cosa ne pensi dei gruppi di lettura? Ne hai mai fatto parte? Da autrice li ritieni una risorsa importante?
Mi piace il concetto di “gruppo di discussione”, ovvero leggere un libro e discuterne insieme ad altri.
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Dopo tanta nebbia – Gabriela Genisi

9788845426476_0_0_0_75.jpgCi sono due cose che noi donne facciamo davvero fatica a sopportare. La prima è la nostalgia di casa e la seconda è l’umidità che ci gonfia i capelli rendendoli uno schifo. La neo promossa a questore Lolita Lobosco si ritrova a dover fare i conti con entrambe le cose e non ne è affatto felice. Promossa e trasferita a Padova, ritroviamo la divertente protagonista dei romanzi di Gabriella Genisi alle prese con un nuovo ambiente e fin da subito una cosa è chiara sia a Lolita che al lettore: adattarsi per lei non sarà semplice. Nuovi colleghi, nuove abitudini, nuove temperature con cui fare i conti. Cercare di trovare Bari in giro, tra piccoli locali e panzerotti dal sapore (quasi) di casa non sarà sufficiente a calmare l’animo insofferente di Lolita. Ma potrà riuscirci forse il bel collega dalle origini siciliane che sembra portare un minimo di senso a questa trasferta padovana?

Intanto per Lolita il lavoro non si ferma. Nella prima parte del libro ci troviamo a fare i conti con un presunto caso di bullismo. Un ragazzo è scomparso e dietro questa storia sembra sia stato costruito un invalicabile muro di omertà e silenzio. La Genisi è stata bravissima a rendere l’idea di chiusura e cattiveria dei vari personaggi che il lettore incontra durante le indagini. La rabbia è il sentimento che vi accompagnerà nel corso delle investigazioni e anche con la chiusura della storia non potrete fare a meno di pensare a quanto letto.

Nella seconda parte del libro ritroviamo Bari. Lolita riesce a farsi ricollocare nella sua amata città e anche qui, come è abitudine nei suoi libri, ritorniamo ad affrontare un nuovo caso di omicidio. I racconti di Lolita Lobosco, lo stile narrativo di Gabriella Genisi, tutto rimanda quasi a una sceneggiatura televisiva, Ogni storia la riesci a visualizzare perfettamente come se fosse un nuovo episodio da mandare in play su Netflix e infatti non mi ha stupito sapere che i diritti televisivi sono stati acquistati da Luca Zingaretti (Montalbano sono! cit.) per farne una serie tv. E mentre aspetto di sapere chi sarà l’attrice che dovrà caricarsi addosso la responsabilità di interpretare la bellissima commissaria pugliese, vado a preparare qualche manicaretto usando le ricette che si trovano, come sempre, a fine libro!

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SCHEDA DEL LIBRO

EDITORE: Sonzogno
PAGINE: 204
PREZZO: 14.00 EURO