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La profezia di mezzanotte di Irena Brignull

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Avete presente i libri per bambini? O meglio, avete presente la sezione dei libri per ragazzi, che spesso viene snobbata dai “grandi”, o anche dagli adolescenti, ma che, invece, contiene delle perle come la saga di Harry Potter?

Beh, è lì che ho visto questo libro, questa bellissima creatura dalla copertina colorata e dal titolo molto poetico: La profezia di mezzanotte. Sembra una favola. Ebbene, sembra.

Questa storia, invece, non è affatto una favola per bambini, ma, piuttosto, si tratta una favola gotica, con dei contenuti anche molto profondi. Quei contenuti dei libri da “ragazzi” che spesso vengono ignorati da noi “grandi”.

La profezia di mezzanotte parla di due bambine legate dal destino, da una magia potente che grava su di loro come una maledizione. E una di loro è una strega.

La storia di queste due ragazzine è in bilico sul confine tra il mondo “reale” e quotidiano, quello a cui Poppy appartiene, dove siamo abituati a vivere, e quello di Ember, il mondo delle streghe, della magia. Le due realtà s’incontrano, si scontrano, proprio come accade a queste due ragazzine: un incontro non certo casuale, volto a condurle sulla strada verso il loro destino.

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Una delle cose che colpisce maggiormente è la magia dell’amicizia che viene a instaurarsi tra le protagoniste, un sentimento che va oltre le apparenze, oltre le convenzioni, qualcosa di puro che è difficile da trovare.

“L’amicizia le appariva anche meglio di come l’aveva immaginata. Aveva tutti i colori di un’alba, che trasforma il nero in lucentezza, ed era piena di promesse di calore e luce a venire”.

In questo romanzo, la magia è concepita in modo molto peculiare: essa è strettamente legata alla natura, ha il gusto dell’arcaico, ma a momenti possiede una vera e propria personalità. Come tutto, in questo romanzo, essa incarna una dualità quasi contraddittoria: la magia, infatti, ha il suo aspetto di ordine, che comprende le formule per pozioni e incantesimi, ma si affida anche molto all’istinto, alle emozioni e alle sensazioni, che sono capaci di smuoverla e animarla in modo anche molto violento.

La concezione di magia che l’autrice esprime si va a localizzare tra quella caratteristica di saghe come Harry Potter e Signore degli anelli, ma ricorda molto anche le storie più classiche ambientate a Salem, e ancora la magia dei romanzi urban fantasy di Sergej Luk’janenko. È una magia pura e inquietante, innocente e sanguinosa.

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In questa storia dove l’eccezionale esiste, temi profondi e delicati vengono esplorati: non solo l’adolescenza, con i suoi problemi, e il bullismo, ma anche l’isolamento, il “sentirsi diversi”. E ancora, su altri versanti, la violenza, la genitorialità e i legami familiari, l’amicizia, l’amore.

Essere madri… ci fa impazzire!”

Tutto sembra dividersi in un dualismo perfetto che si rivela essere sempre qualcosa di più, in un’ottica che vuole andare oltre le categorie antitetiche come il bene e il male, per toccare tutte le sfumature dei comportamenti e delle emozioni umane.

La comunicazione tra i personaggi, o la sua mancanza, è basilare per comprendere i delicati meccanismi che vengono a instaurarsi, così ben psicologicamente caratterizzati. La magia, nonostante invada gran parte della storia, non soppianta la psicologia dei personaggi, le loro reazioni emotive e, anzi, le dà fondamento, nutre le personalità dei protagonisti.

Ambizione, paura, resa, amore fraterno e non: sono solo alcuni dei sentimenti che più affondano le loro radici nei cuori delle protagoniste e di tutti i personaggi che vorticano loro attorno.

Il romanzo è il primo di una saga e lascia con tante domande e con un sentimento di attesa: cosa succederà?

Un romanzo bellissimo e che mi sento di consigliare sia ai ragazzi della stessa età delle protagoniste (14 anni), ma anche ai più grandi e a coloro che non si aspettano troppo dai libri per ragazzi: con questo titolo, vi ricrederete!

Scheda libro

Titolo: La profezia di mezzanotte
Autore: Irena Brignull
Editore: De Agostini
Pagine: 415
Prezzo: 14, 90€

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La trilogia dei Sogni

Buongiorno lettori! Oggi voglio parlarvi di una serie young adult che ho appena finito di leggere: “La trilogia dei sogni” di Kerstin Gier. Ho già avuto modo di conoscere questa scrittrice tedesca grazie alla lettura della “Trilogia delle gemme” e da quel momento sono rimasta completamente ammaliata dal suo stile. La Gier è stata infatti in grado di creare una storia originalissima basata sui viaggi nel tempo e di raccontarla con uno spirito brioso, ironico ed esilarante, facendo subito scattare quella trilogia in vetta alla mia personalissima classifica di romanzi young adult. Non potevo quindi lasciarmi sfuggire l’occasione di leggere “La trilogia dei sogni”, nella speranza che anche questa fosse all’altezza di quanto letto precedentemente. Le mie aspettative non sono state assolutamente deluse e la Gier mi ha regalato nuovamente quel turbinio di emozioni che solo lei è in grado di creare. Ho divorato in pochi giorni questi libri e attendo con ansia che ne scriva altri!

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La trilogia dei sogni si compone dunque di tre libri:

  • Silver – Il libro dei sogni
  • Silver – La porta di Liv
  • Silver – L’ultimo segreto

Liv Silver ha 15 anni e insieme alla sorella Mia, alla bambinaia Lottie e alla cagnolina Buttercup, si è da poco trasferita nella lussuosa abitazione londinese di Ernest, il nuovo compagno della madre. Dopo aver conosciuto il fratellastro Grayson, Liv inizia a fare dei sogni alquanto bizzarri, in cui le capita spesso di incontrare lui e i suoi amici. In uno di questi sogni, si trova ad esempio a spiare i ragazzi mentre sono impegnati in uno strano rituale esoterico in un cimitero. La stranezza di questi sogni è che sembrano incredibilmente reali ma è ancor più strano e inspiegabile come mai quei ragazzi sembrano sapere cose che sono accadute soltanto nei suoi sogni. Liv sa che le stanno nascondendo qualcosa e, da brava amante di Sherlock Holmes, è intenzionata a tutti i costi ad arrivare fino in fondo a questo mistero.

La prima cosa che colpisce dei libri di Kerstin Gier è il carattere ironico e pungente delle sue protagoniste femminili. Il romanzo è narrato in prima persona da Liv che descrive gli avvenimenti, commentando ogni azione ed ogni personaggio con un’ironia pungente e in maniera esilarante e travolgente. Più di una volta infatti mi sono sorpresa a ridere di gusto per quello che leggevo. Oltre alla protagonista, è impossibile non amare un personaggio che fa da cornice a tutto il romanzo, senza il quale la storia non avrebbe avuto la stessa bellezza: Lottie. Lottie ha iniziato a lavorare da ragazzina come bambinaia delle sorelle Silver, ma è poi rimasta con loro anche quando sono diventate grandi e indipendenti. Lei, infatti, si è sempre stata una seconda mamma per le due ragazze, sopperendo alle mancanze della madre, sempre in giro a causa del suo lavoro. Il rapporto tra Lottie, Mia e Liv è meraviglioso e dolce come il profumo dei dolci che Lottie prepara quasi giornalmente; è infatti convinta di poter risolvere qualsiasi problema con le sue prelibatezze.

Nei romanzi della Gier non manca mai una dolce storia d’amore, che non sconfina mai nello smielato o nel volgare. Nella trilogia dei sogni troviamo infatti Liv alle prese con il suo primo amore, Henry Harper, uno degli amici di Grayson, ragazzo bellissimo ma che nasconde anche molti segreti.

La narrazione durante i tre libri che compongono questa trilogia, non ha mai abbassamenti di tono e non risulta mai ripetitiva o noiosa. I libri si leggono tutto d’un fiato e uno dietro l’altro.

Il motivo fantasy alla base di questi romanzi, cioè l’esistenza di un mondo onirico nel quale i protagonisti si aggirano, è molto originale anche se non ha lo stesso mordente e la stessa caratterizzazione caleidoscopica che invece contraddistinguevano i viaggi nel tempo della Trilogia delle Gemme. Questo elemento però è marginale perché lo stile di questa scrittrice e i suoi personaggi renderebbero divertente e accattivante anche la lettura di un libro di ricette.

Il racconto di Liv è inframmezzato dagli articoli del Tittle-Tattle Blog, scritti da un misterioso personaggio “Secrecy”, di cui nessuno conosce l’identità ma che sembra conoscere i segreti, che vengono puntualmente svelati, di tutti i ragazzi della Frognal Accademy, la scuola frequentata da Liv. Il lettore è chiamato a recuperare i vari indizi durante la lettura per cercare di scoprire chi sia Secrecy, la cui identità verrà svelata solo alla fine dell’ultimo libro.

Il Tittle-Tattle Blog della Frognal Academy con gli ultimi pettegolezzi, le novità più attuali e gli scandali più scottanti della nostra scuola. 

CHI SONO: Mi chiamo Secrecy. Sono in mezzo a voi e conosco i vostri segreti.

Durante la scrittura di questa recensione ho anche scoperto che il “Tittle Tattle Blog” esiste davvero! Vi sono riportati sia gli articoli effettivamente presenti nella storia, che articoli nuovi ed è possibile anche commentare e interagire con la scrittrice e gli altri lettori! E’ infatti un blog a tutti gli effetti, che purtroppo è scritto interamente in tedesco. In questo modo Kerstin Gier ha creato un’illusione fantastica in cui i suoi personaggi e le sue storie si materializzano e diventano reali, un pò come i sogni di Liv. È un peccato che però possano goderne soltanto i lettori tedeschi.

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http://www.tittletattleblog.de/

La realtà virtuale creata dall’autrice non si ferma al Tittle-Tattle Blog: ha infatti creato anche un gioco online (http://silber-finale.de/). Durante i suoi sogni Liv si ritrova in uno sconfinato corridoio, dove si affacciano le porte di tutte le persone del mondo. Ogni porta è protetta da una serie di sistemi di sicurezza, in particolare indovinelli ed enigmi. Se questi vengono risolti, è possibile entrare nel sogno del proprietario della porta. Allo stesso modo, ogni giocatore è invitato a creare e personalizzare la propria porta e a raccontare un sogno che potrà essere letto dagli altri giocatori solo se riusciranno a risolvere l’indovinello messo a protezione della propria porta. Nel gioco è possibile infatti vagare nello stesso corridoio in cui si svolge la vicenda della trilogia ed è possibile cliccare sulla porta di qualsiasi giocatore, risolvere l’indovinello e accumulare premi. Purtroppo anche questo è in lingua tedesca! Kerstin Gier ha quindi creato un intero mondo al di fuori dei suoi libri, in cui comunica e crea un rapporto bellissimo con i suoi lettori.

Di questa scrittrice adoro non solo lo stile leggero e mai banale di raccontare, ma adoro anche il suo gusto artistico in fatto di copertine per i suoi libri. Le edizioni tedesche sono infatti molto diverse da quelle italiane, come si vede dalle immagini.

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Trovo le copertine tedesche incantevoli e anche molto più in linea con lo stile brillante ed effervescente di questi romanzi. Le copertine italiane, per quanto belle, sono completamente diverse e suggeriscono un contenuto molto più gotico e oscuro. Trovo quindi che sia un gran peccato che nella versione italiana non sia stato mantenuto il design originale.

In conclusione, posso dire con assoluta certezza che Kerstin Gier è, a mio parere, una delle migliori scrittrici urban-fantasy e young adult dei nostri giorni e i suoi libri non possono mancare nelle librerie di tutti gli amanti di questo genere letterario.

Se non lo avete ancora fatto, correte in libreria e buona lettura!


Scheda del libro

  • Titolo: Silver – Il libro dei sogni / La porta di Liv / L’ultimo segreto
  • Autore: Kerstin Gier
  • Editore: Corbaccio
  • Prezzo: 9.90 € / 16.40 € / 16.40 €

Kipferl alla vaniglia di Lottie

Alla fine del secondo libro di questa trilogia, Kerstin Gier ha riportato la ricetta dei famosi “Kipferl alla vaniglia di Lottie adatti per ogni stagione” e ho deciso di provare a farli per la nostra rubrica Book&Food! Sono davvero buonissimi e facilissimi da fare! Di seguito trovate la ricetta così come è riportata sul libro:

Ingredienti:

  • 200g di burro
  • 100g di zucchero
  • 1 bacca di vaniglia
  • 100g di mandorle macinate
  • 250g di farina
  • Zucchero a velo e una bustina di zucchero vanigliato

PicMonkey Image.jpgMescolare lo zucchero e il burro fino ad ottenere un impasto morbido e cremoso (1). Tagliare la bacca per lungo e grattare l’interno nell’impasto (io per semplicità ho usato due bustine di vanillina). Aggiungere la farina e le mandorle e impastare. Creare una palla e lasciarla riposare in frigorifero per un’ora (2). Stendere l’impasto in modo tale da ottenerne un rotolo e da questo ritagliare bastoncini di circa 2 cm (io ho tagliato dei bastoncini molto più lunghi, di circa 10cm) (3). Dar loro la tipica forma ricurva e infornare per 10 minuti a 190°C sul ripiano intermedio fino a quando si dorano (4). Lasciarli raffreddare e spolverarci su lo zucchero a velo e vanigliato precedentemente mescolati.

Distribuirli a tutti quelli che hanno bisogno di essere consolati, insieme a parole di incoraggiamento, come <<andrà tutto bene>> o <<insieme ce la faremo>>.

Come dicevo prima, Kerstin Gier è in grado di rendere divertente anche una ricetta!

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Buon appetito!

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The Siren

the siren.jpgOggi vi parlo di un libro uscito meno di un mese fa, “The Siren” di Kiera Cass, autrice di successo grazie alla saga di “The Selection”. Questo romanzo è in realtà antecedente alla scrittura della serie che l’ha resa famosa. Nei ringraziamenti, Kiera Cass si rivolge ai suoi lettori dicendo:

Questo è il primo romanzo che ho scritto. È quello che mi ha fatto capire che volevo continuare a scrivere. È quello che in origine non è riuscito a percorrere la strada editoriale tradizionale. L’unico motivo per cui adesso è nelle vostre mani è che avete amato così tanto quello che ho creato da dargli una seconda possibilità. È tutto merito vostro.

E noi lettori non possiamo che ringraziare l’autrice per averci regalato questo romanzo dolce, intenso e coinvolgente.

“The Siren” è un romanzo urban-fantasy che narra la storia di Kahlen, una ragazza degli anni ‘30, la cui vita, fino a quel momento perfetta e spensierata, viene sconvolta dal naufragio della nave su cui stava viaggiando con la famiglia. Il suo destino sarà diverso da quello degli altri passeggeri e riuscirà a salvarsi dalla morte grazie a Madre Oceano, che le darà la possibilità di vivere una seconda vita. Tutto questo però ha un prezzo. Kahlen infatti verrà trasformata in una sirena e per 100 anni, insieme ad altre sirene che diventeranno le sue nuove sorelle, dovrà rinunciare ad avere una vita normale e la sua voce sarà mortale per qualsiasi umano la oda. I primi 80 anni della sua nuova esistenza trascorrono senza problemi, fino a quando incontrerà Akinli, un ragazzo dolce e bellissimo, che riuscirà a conquistare la sirena con la sua semplicità e con la sua capacità di riuscire a comprendere a fondo la sua anima nonostante il suo mutismo. Da quel momento, sarà difficile per la giovane sirena ignorare il sentimento che inizia a nascere nel suo cuore e continuare a vivere seguendo le regole di Madre Oceano.

Siren è dunque ambientato in un mondo in cui le sirene non sono solo figure mitologiche ma esistono davvero e girano per le nostre strade. Kiera Cass dona però alle sue sirene un aspetto e una caratterizzazione completamente innovativi rispetto allo stereotipo tradizionale, ritagliando per loro uno spazio ben definito nel panorama del fantasy. Infatti non troviamo ragazze metà donne e metà pesce, con lunghe code dalle squame iridescenti, che vivono nelle profondità degli abissi. Le sirene di “The Siren” sono ragazze dall’aspetto del tutto umano, dal viso meraviglioso e appositamente magnetico per attrarre gli umani. Quando si tuffano nell’oceano il sale crea sul loro corpo un abito meraviglioso, che si dissolve dopo poche ore, una volta fuori dall’acqua. Queste sirene sono inoltre in grado di vivere tranquillamente sulla terra ferma, dove possono condurre una vita quasi normale, frequentando locali, visitando monumenti o biblioteche e andando a fare shopping. L’unica cosa che non possono fare è parlare, in quanto il suono della loro voce è mortale per gli umani, che vengono in questo modo stregati e attratti nelle acque di Oceano, dove troveranno la morte. Per 100 anni queste sirene sono al servizio di Madre Oceano e periodicamente, circa una volta all’anno, dovranno cantare per lei, causando naufragi e morte di svariate persone, per permetterle di nutrirsi.

Non avevamo molte regole, ma quelle poche erano perentorie.Rimanere in silenzio in presenza di altri, finché non era il momento di cantare.E quando quel momento arrivava, farlo senza esitazione.

Siren è un romanzo autoconclusivo. Dopo tanti romanzi fantasy che si dilatano in trilogie, quadrilogie o più, è bello leggere un romanzo che abbia un inizio e una fine in un solo libro. Non ci sono punti morti o ripetitivi nella narrazione, anche se viene meno, a mio parere, una profonda caratterizzazione dei personaggi. In una narrazione più estesa, si avrebbe modo inoltre di conoscere qualche particolare in più sul mondo ideato dall’autrice.

La protagonista è la vera colonna portante di tutto il romanzo ed è impossibile non amarla per la sua capacità di restare umana anche in seguito alle atrocità che è costretta a commettere.  Per tutto il romanzo infatti il lettore prova la stessa angoscia e lo stesso turbamento emotivo che Kahlen soffre a causa della sua nuova vita e del suo essere portatrice di morte. Quello che però manca è una maggiore descrizione e caratterizzazione delle altre sirene che vivono con la protagonista, che appaiono più come comparse che come personaggi con un ruolo importante nella storia.

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Non ho apprezzato molto com’è stata sviluppata la storia d’amore tra Kahlen e Akinli: i due ragazzi si innamorano perdutamente l’uno dell’altra solo dopo un paio di incontri. Questa breve storia d’amore finisce prematuramente, per la decisione di Kahlen di non rivedere più Akinli, per via della sua natura immortale.

Osservai Akinli, il suo sorriso illuminava la folla, un carisma naturale emanato dalla sua persona. Era stata una cosa speciale, bella addirittura, ma non era sopportabile. Alla fine qualcosa avrebbe suscitato i suoi sospetti. Perché non mi ammalavo mai? Perché il mio peso non cambiava? Perché ogni tanto ero costretta a scomparire?

L’estremo struggersi di dolore della protagonista in seguito alla separazione mi è apparso inverosimile, vista la brevità della loro frequentazione. Avrei preferito una storia d’amore più lunga, con il racconto di qualche altro loro incontro, che mi avrebbe permesso di immedesimarmi e tifare maggiormente per il loro amore. Avrei preferito, in sostanza, una storia che mi restasse nel cuore e che mi facesse provare più empatia verso i sentimenti dei protagonisti.

Un elemento innovativo che l’autrice introduce nel mondo delle sue sirene è il ruolo dell’oceano. L’oceano diventa infatti un personaggio a tutti gli effetti, con una personalità ben distinta, caratterizzata da sentimenti profondi ma anche da debolezze. L’oceano diventa infatti Madre Oceano e il rapporto di odio-amore tra lei e Kahlen è molto intenso e ricco di spunti di riflessione. Per la sirena infatti, Oceano è la cosa più vicina ad una famiglia e traspare tutto l’amore che prova per questo essere eterno. Allo stesso tempo però Oceano è la responsabile della sua natura assassina, cosa per la quale soffre continuamente e non riesce ad accettare e perdonare.

Mi aveva detto di vivere, non sapevo come dirLe che il solo essere in vita non era sufficiente per chiamarlo vivere

In conclusione, nonostante alcune piccole critiche, la lettura di questo romanzo è stata di gran lunga piacevole. La scrittrice ha uno stile di scrittura leggero, scorrevole e soprattutto coinvolgente, infatti, leggerò sicuramente altri suoi lavori e sono infatti curiosa di leggere “The Selection”. Non bisogna dimenticare che questo è stato il primo romanzo scritto dall’autrice e sono quasi certa che nelle sue opere successive abbia uno stile più definito e maturo. Posso dare quindi un voto decisamente positivo e consigliarne la lettura a tutti coloro che desiderano rifugiarsi per qualche ora in un mondo nuovo che ha l’odore del mare e il sapore del sale.

Buona lettura!


Scheda del libro:

  • Titolo: The Siren
  • Autore: Kiera Cass
  • Editore: Sperling & Kupfer
  • Pagine: 287
  • Prezzo: 17.90 €