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L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre – Marilù Oliva

Fin dai primi anni scolastici sono rimasta affascinata dai miti greci, da quelle storie che venivano tramandate oralmente e che hanno attraversato i millenni per arrivare fino a noi. L’Odissea omerica fa parte di questo grande calderone di storie e favole: tutti conoscono almeno un minimo l’intreccio, il titolo stesso viene spesso utilizzato nella lingua italiana comunemente.

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E’ il racconto del ritorno a casa di Ulisse/Odisseo (a seconda che lo si voglia chiamare alla greca o alla latina), dopo la fine della guerra di Troia, cadenzato da avventure e sventure, fino al ricongiungimento con Penelope e la vendetta contro i Proci. Il poema viene rielaborato da Marilù Oliva, cambiando genere, diventando prosa, raccontato dai punti di vista delle donne che nell’Odissea hanno incontrato il nostro eroe, lo hanno bloccato o aiutato e sono rimaste affascinate dalla sua mente e dal suo carattere.

Partiamo così dalla dea Calipso, che sull’isola Ogigia ha trattenuto Odisseo: il poema ci ha mostrato una donna forte e infatuata dell’eroe, che gli ha impedito il ritorno a casa per sette lunghi anni. Le giornate si scandivano tra pianti di nostalgia in riva al mare e notti d’amore accanto alla dea. Un incantesimo legava l’uomo che non poteva fuggire, solo la decisione di Zeus aveva fatto sì che potesse andarsene dall’isola, pur continuando fino all’ultima notte a giacere con Calipso.

Poi abbiamo la dolce e ingenua Nausicaa, principessa dei Feaci, che accolse Odisseo e lo portò presso il padre. L’autrice si sofferma sui sentimenti crescenti della ragazza, che racconta l’episodio dell’aedo Demodoco. Le avventure della guerra di Troia e il ritratto dell’eroe vengono cantati, provocando commozione in quest’ultimo che assiste come ospite anonimo. Assistiamo così all’innamoramento di Nausicaa, un amore impossibile che non potrà mai sbocciare, ma che colpisce per il realismo dei sentimenti e delle emozioni, dandoci un aspetto più umano della vicenda rispetto al poema.

Viene poi Circe, dea o maga, la donna più rivoluzionaria tra tutte: non potendo come donna in pace ergersi sopra agli uomini, destinata come femmina ad essere soggiogata dal maschio, ha scelto gli incantamenti, diventando la strega spietata che trasforma gli uomini in animali. La trama omerica non viene tradita: Odisseo riesce a scampare alla magia grazie al consiglio di Mercurio, spingendo Circe ad aiutarlo e a consigliarlo sui passi successivi da compiere nel viaggio. Ma viene data nuova forza a questa donna, una forza che ci dimostra che Circe ha scelto una strada solitaria e per questo rivoluzionaria. Mentre Calipso avrebbe vissuto tutta la sua vita con Odisseo, optando per il proprio piacere, mentre Nausicaa nel suo romanticismo di fanciulla si sarebbe voluta sposare, Circe continua a incantare i marinai che giungono sull’isola e continuerà a farlo anche dopo Odisseo.

Passando poi per le sirene, che sono protagoniste di un paio di pagine, e per il punto di vista della serva Euriclea, arriviamo a Penelope, simbolo della donna fedele, che ha aspettato per vent’anni di rivedere il suo sposo: colei che ha complottato l’intrigo della tela, colei che viene descritta come la moglie ideale, che piange mentre il marito lontano si dedica a tanti amori e donne.

A fare da legame tra tutte queste donne abbiamo gli intermezzi di Atena, la dea della sapienza, nata dal cranio di Zeus: colei che sempre ha seguito Odisseo facendogli da angelo custode, colei che consiglia Telemaco e lo spinge al viaggio che nel poema viene identificato con la parte della Telemachia. L’Atena che racconta dei proci, che racconta della discesa agli Inferi e parla per epiteti, colei che come divinità fa da spettatrice e da deus ex machina della vicenda, dove può.

L’Odissea raccontata da Penelope, Circe, Calipso e le altre è un modo alternativo per leggere l’Odissea, declinata al femminile, dando largo spazio al ruolo svolto da queste donne, che non sono semplici comparse, ma sono coloro che hanno in qualche modo dato una svolta, volenti o no, al viaggio di Odisseo. Non solo mezzi per soddisfare il piacere fisico dell’eroe o per aiutarlo, ma anche donne che sono protagoniste della loro vita. Donne che pur nella subalternità costretta dal loro sesso, hanno agito dimostrando il loro carattere e la loro personalità.

Se le tante donne incontrate non gli avessero teso una mano, Odisseo – forse- sarebbe ancora in viaggio.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Solferino
Pagine: 218
Prezzo: 16.00€
Voto: 8/10

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Matrigna – Teresa Ciabatti

9788828200338_0_0_300_75Buongiorno lettori,
oggi vi parlo di un libro scoperto grazie all’occhio esperto del nostro libraio di fiducia (Libriamoci – Bitritto) che, tra gli eventi organizzati, aveva programmato anche un incontro con l’autrice Teresa Ciabatti. Incuriosita dal titolo e dal fatto che mai, nessuno dei loro ospiti, era stato scelto a caso, sono andata a leggere la trama e ho ceduto all’irrefrenabile voglia di leggerlo.

Trama: Andrea è un bambino speciale: capelli biondi, occhi azzurri, tutta la dolcezza del mondo. Noemi è una bambina ordinaria: capelli castani, occhi marroni, un fisico sgraziato. Ma cosa succede quando il bambino speciale sparisce, durante la festa di Carnevale? Uno sconosciuto, una ladra di figli altrui, un trafficante, un parente, stretto, strettissimo? E la sorella, non avrebbe dovuto tenerlo per mano? Domande che a nove anni puoi solo rimuovere, ma che ti restano dentro nonostante la fuga in città, l’università, gli amici, il fidanzato, il lavoro. Nonostante una vita normale. E quel passato troppo prossimo può tornare tutto insieme, all’improvviso, basta una telefonata. Noemi da Roma è richiamata al paese, là dove tutto è cominciato e dove tutto è finito. Ma al posto della madre sconfitta e ingrigita che si aspetta, trova una donna frivola e bionda che insieme a un giovane amico esce la sera, frequenta locali, pianifica viaggi e cambi di casa. Chi è Luca e cosa lo lega a un’indagine archiviata, a un bambino mai ritrovato?

Quella di Teresa è una scrittura particolare, ha uno stile preciso che immagino già mi aiuterà a distinguerla se dovessi incontrarla in qualche altro libro. Fatto per lo più di descrizioni di sentimenti, il romanzo scorre veloce e impetuoso (aggettivo non usato a caso, la sensazione sarà proprio quella di essere su una barca in balia delle onde, che in questo caso sono i sentimenti della protagonista, in mezzo a una tormenta che non sembra voler mai finire) e ti lascia, dopo ogni capitolo, la voglia di continuare ad andare avanti, di vedere e scoprire di più perché sì, è vero che l’evento principale (la scomparsa del fratellino) è raccontata subito, già nella trama, ma il lettore ha la netta sensazione che ci sia altro. Diffida. Quella madre che potrebbe sembrare una vittima inizia a infastidire chi legge, perché chi dovrebbe assicurare imparzialità nei sentimenti provati per i figli invece si rivela la prima a fare un distinguo. Il bambino piccolo, bello e adorato, la sorella più grande un fantasma. Poi le parti si invertono, il bambino scompare, diventa lui il fantasma e lei, la ragazzina? Crescerà accudita, ora?  E quindi la fame di “conoscenza” della storia si fa sempre più grande e al termine del romanzo ci si ritrova sazi e soddisfatti.

Lei sosteneva che non c’era un altro bello come Andrea, e non lo dico perché è mio figlio, precisava. Era successo che una conoscente in paese le avesse suggerito di fargli fare pubblicità, sfilate di moda. È adatto, perfetto.Cosa si prova a essere la sorella del bambino speciale, Noemi?Le volte che ho desiderato che non fosse nato, le volte che ho immaginato di essere al posto suo per ricevere attenzione, quelle volte si alternavano alla voglia di proteggerlo. Succedeva in mezzo alla gente, mi pareva minuscolo, in pericolo, e avrei voluto gridare: non fategli del male.

La cosa particolare di questa storia è anche l’umanità che viene raccontata. I protagonisti sono tutti credibili, tanto che addirittura viene spesso spontaneo paragonarli a persone conosciute, a situazioni famigliari che hai sentito ed è per questo che “Matrigna” ti permette di fare una cosa che adoro: parlarne. Parlarne durante una chiacchierata su altri temi, verrà spontaneo raccontare pezzi di questo libro, belle frasi lette, considerazioni fatte dall’autrice tramite i suoi personaggi. Non sarà una lettura che dimenticherò facilmente. Grazie a chi lo ha scritto e a chi lo ha pubblicato.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore:  Solferino
Pagine: 204
Prezzo: 16.50€
Voto: 8/10