0

Rosa Montero: intervista all’autrice

ClickHandler.ashx

Rosa Montero ( Madrid, 3 gennaio 1951)

Qualche giorno fa abbiamo pubblicato la recensione di In carne e cuore di Rosa Montero edito da Adriano Salani Editore (se ve la siete persa la potete trovare qui).

Rosa Montero è una nota giornalista e scrittrice spagnola insignita di numerosi premi. Nonostante sia una donna dai molti impegni ha trovato il tempo di rispondere a qualche domanda dando vita a questa intervista.

 

Soledad Alegra è la protagonista di questa storia. Una donna professionalmente affermata ma sentimentalmente molto sola. Per la costruzione di questo personaggio ha forse giocato un ruolo importante quella che è adesso la nostra società, che vede le donne inseguire il proprio appagamento professionale a scapito, a volte, della vita privata?

In effetti, no. Non era quello che avevo in mente, anche perché non credo che sia quello che accade nella civiltà occidentale. Forse trenta o quarant’anni fa sì, ma oggi non più… Forse lo è ancora per quanto riguarda talune professioni, come gli ambasciatori per esempio, costretti a cambiare spesso residenza. In qual caso, sì… gli uomini sono certamente meno disposti a seguire le loro mogli, e perciò la maggior parte delle ambasciatrici, ovvero delle donne che hanno intrapreso la carriera diplomatica, non hanno un partner fisso.  Però, come ho già, detto, non era questo ciò a cui pensavo quando ho scritto il romanzo, tanto è vero che il protagonista principale della storia potrebbe essere benissimo anche un uomo. Bisognerebbe solo modificare qualche dettaglio, ma in sostanza Soledad potrebbe benissimo essere un uomo. È forse questo è il motivo per cui molti lettori uomini si sono identificati con lei.

Quando la protagonista decide di rivolgersi a un sito di accompagnatori il suo scopo principale è quello di far ingelosire il suo precedente amante. Invece poi nasce quasi una vera e propria relazione anche se non di quelle ritenute “classiche”. Qui si nota un cambio quasi repentino nelle intenzioni e nei sentimenti della donna. Con questo cambiamento ha forse voluto mettere un accenno su quanto la mancanza d’amore possa, a un certo punto della vita, portare anche a commettere degli errori?

L’amore vero non è esente da errori. Tutti abbiamo bisogno di qualcuno da amare. Per alcuni l’amore è come una droga. Come diceva Sant’Agostino: «Amiamo l’amore», ovvero: amiamo la sensazione di essere innamorati più che la persona in carne e ossa. La passione è un’invenzione, ci inventiamo l’altro secondo quelle che sono le nostre necessità. Per questo, quando la realtà scopre ciò che c’è dietro il miraggio, spesso l’amore finisce. Soprattutto se non siamo capaci di farlo diventare un amore sincero e quotidiano, che consiste nel conoscere davvero l’altro, dargli il giusto peso, amarlo, andarci d’accordo, trovare un compromesso, rispettare le differenze, rispettare, cioè, tutto quell’enorme lavoro di pazienza e perseveranza che è l’amore sincero tra due persone. Perciò, tornando alla tua domanda, “gli errori” fanno parte di tutti i sentimenti appassionati proprio perché tutta la passione è un’invenzione. Poi, con una buona dose di fortuna e con il duro lavoro, si può farla diventare una relazione reale.

Adam rappresenta un personaggio un po’ controverso eppure molto attuale: ragazzi che emigrano e che tentano di far fortuna prostituendosi in attesa che qualcosa si smuova. La sua caratterizzazione è ben definita e particolareggiata. È stato difficile entrare così in profondità in quello che è un focus maschile?

Non direi… Ci sono molti personaggi maschili nei miei romanzi, in tre di essi il protagonista è un uomo. Indossare i panni di un altro, uomo o donna che sia, è sempre un viaggio verso l’altro. Nei miei libri ci sono personaggi femminili che hanno meno a che fare con chi sono io nella realtà rispetto ad Adam, e che infatti ho sviluppato con maggiore difficoltà. Per questo credo che, alla fine, Adam e Soledad si assomiglino parecchio.

Non ho potuto fare a meno di notare che, ad un certo punto della narrazione, lei ha voluto inserire la sua presenza come un cammeo all’interno dell’opera. La percezione è stata quella di aver voluto inserire un elemento reale per dare più veridicità alla storia. Com’è stato scrivere di sé all’interno del proprio libro? La Rosa Montero che troviamo nel romanzo potrebbe avere “In carne e cuore” sul suo comodino? Cosa ne penserebbe? 

Credo che il confine tra realtà e fantasia sia molto sottile e sfumato. Finzione e realtà si mescolano costantemente nelle nostre vite. Per esempio, i nostri ricordi sono invenzioni: ciò che ricordiamo sono racconti che facciamo a noi stessi, e che cambiano man mano che cambiamo noi o invecchiamo. E si dà il caso che io adori giocare con questo tipo di storie. Il romanzo rappresenta proprio questo confine sfumato dal quale attingo personaggi e fatti reali intrecciandoli alla fantasia. La direttrice della biblioteca, per esempio, Ana Santos Aramburo, è davvero la direttrice della Biblioteca Nazionale. È un’amica che non sapeva che la stessi trasformando in un personaggio… Per quanto mi riguarda, mi sono divertita un mondo a vedermi attraverso gli occhi della protagonista, che mi detesta. Peraltro le critiche di Soledad sono pienamente giustificate, perché davvero io mi sento molto come un Peter Pan. Però è anche vero che mi piace esserlo, credo anzi che a scrivere, a creare, sia proprio la mia “bambina” interiore. Anche se questo al mio personaggio dà un fastidio incredibile. Ad ogni modo, quella è una parte importante del romanzo, perché faccio dire a Soledad che anche la vita immaginaria è una forma di vita e questo la sprona a finire il suo libro meglio di quanto lo abbia iniziato.

Nei ringraziamenti finali viene chiesto espressamente al lettore di non fare parola di quello che si viene a scoprire durante la narrazione. È la prima volta, nella mia vita da lettrice, che mi trovo davanti a una richiesta del genere. Quindi la domanda che sorge spontanea è: cosa l’ha spinta a inserire questa specie di postilla a fine libro?

Il libro è strutturato intorno a una trama molto forte che è essenziale per il romanzo. Se la trama fosse svelata prima ancora di leggere, si rovinerebbe tutto, perché questo tipo di romanzo presuppone una certa dose di suspense e di sospetto che deve arrivare fino alla fine. I lettori ormai sono abituati a non rivelare il finale dei romanzi polizieschi, diciamo che sono stati educati a farlo, ma questo non è un giallo ed ero certa che se non avessi chiesto a miei lettori di mantenere una certa forma di discrezione, tutti avrebbero potuto commentarlo, specialmente in rete o sui giornali, rovinando l’effetto e il piacere della lettura. Fortunatamente questa richiesta di silenzio ha funzionato, perciò grazie a tutti quelli che hanno voluto mantenere il silenzio sul finale.

Come blog nato da un gruppo di lettura, non possiamo fare a meno di chiudere quest’intervista con una domanda che poniamo a tutti gli scrittori che abbiamo la fortuna di poter intervistare: cosa ne pensa dei book club? Sono diffusi in Spagna o, come in Italia, stentano ancora a prendere piede?

Amo ogni forma di scambio e di confronto tra lettori e scrittori, amo questi circoli di amici che si formano intorno alla condivisione della lettura. In Spagna ce ne sono molti e sono molto attivi. Per fortuna.

Ringraziamo Rosa Montero per la disponibilità, la Salani Editore nella persona di Matteo Columbo per aver fatto da tramite ed infine (ma non meno importante) un grazie enorme a Sara Minervini che ha curato la traduzione dell’intervista dallo spagnolo all’italiano.

Annunci
1

In carne e cuore – Rosa Montero

Il mese di maggio è stato uno dei mesi più proficui in quanto ad uscite editoriali di un certo peso. Una di queste pubblicazioni, edita da Salani, è In carne e cuore di Rosa Montero.

Soledad è una donna di sessant’anni professionalmente affermata e appagata. Curatrice di mostre, attualmente ingaggiata dalla Biblioteca National per curare una mostra dal titolo “Gli scrittori maledetti”, una vita agiata. Ma, come contrappeso a questo appagamento professionale, la donna si sente completamente sola.

La vita è un breve intervallo di luce tra due nostalgie: la nostalgia di ciò che non si è ancora vissuto e quella di ciò che non si potrà più vivere. E il momento in cui bisogna agire è così confuso, così sfuggente ed effimero, che lo si spreca guardandosi attorno storditi.

Ci troviamo di fronte ad una donna dai tratti cinici, che non ha mai voluto costruirsi una storia ed una famiglia, che non prova nessun instinto materno. In compenso si circonda di amanti, tutti più giovani di lei. Perché Soledad ambisce alla passione, ai desideri della carne.

Ed è per vendicarsi di Mario, il suo amante che l’ha lasciata perché la moglie aspetta un bambino, che una sera Soledad accede ad un sito che offre servizi di intrettenimento per donne. E, scorrendo le varie foto dei gigolò presenti sul sito, decide di ingaggiare Adam.

20170601_195801

Adam è alto, atletico, ha trentadue anni, un fisico mozzafiato. Il loro incontro, all’inizio con il solo scopo di far ingelosire Mario, sfocia ben presto in una forte attrazione sessuale. Soledad inizia a provare qualcosa di forte per questo ragazzo, lo cerca e cerca di tenerlo legato a sè pagandogli provvigioni extra e con continui regali.

Ma Adam non è quello che sembra. E tra un incontro e l’altro Soledad si ritroverà invischiata in una rete oscura che metterà a dura prova tutta la sua esistenza.

Rosa Montero, nota giornalista e scrittrice spagnola, ci regala un romanzo che scava nella profondità dell’animo umano con un linguaggio semplice e scorrevole. Inoltre, durante la narrazione, complice la costruzione della mostra, ci sono continui richiami alla letteratura spagnola e agli scrittori che ne hanno dato lustro.

La Adriano Salani Editore mette a segno un altro colpo. Un romanzo che ti tiene incollato alle pagine e che ti porta a riflettere su quanto quello che si vede da fuori non è esattamente quello che succede all’interno delle vite.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Adriano Salani
Pagine: 222
Prezzo: 16,80€