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Il fuoco – Laura Bates

Il fuoco di Laura Bates è un romanzo pubblicato nel gennaio di quest’anno dalla casa editrice Rizzoli.

L’autrice è molto conosciuta per la sua lotta al bullismo e alle discriminazioni sessuali. È infatti la fondatrice del progetto Everyday Sexism e scrive su numerose testate giornalistiche su argomenti di lotta al femminismo.

Anche questo romanzo nasce dalla voglia di denunciare comportamenti sessisti e di bullismo ma, purtroppo, c’è un punto particolare in cui fallisce miseramente.

Anna è un’adolescente come tante e, seppur ancora molto giovane, ha patito già troppo: il padre è morto di tumore e poi c’è stato un piccolo incidente nella sua vecchia scuola che le ha creato non pochi problemi.

Nella speranza di lasciarsi tutto alle spalle, lei e sua madre si trasferiscono in una piccola cittadina della Scozia. Anna butta il suo smartphone, rimuove i suoi profili social, diventa invisibile al mondo.

Proprio nel momento in cui tutto sembra andare per il meglio, quando Anna sembra iniziare a trovare il suo spazio nella nuova realtà, ecco però che rispunta fuori l’incidente che l’ha fatta trasferire: si tratta di una sua foto da lei scattata che la ritrae nuda e che lei aveva mandato al ragazzo che le piaceva.

Dopo quella foto c’erano state richieste di altre foto, sempre più spinte, a cui lei, ingenuamente, aveva dato seguito. Non immaginando che, proprio quel ragazzo, avrebbe iniziato a far girare quelle sue foto per internet, sui social, nelle chat private rendendo, di fatto, la vita di Anna un inferno.

E, adesso che queste foto l’hanno raggiunta anche in Scozia, l’unica cosa che le rimane da fare è rifugiarsi in una ricerca scolastica che le farà conoscere Maggie, una ragazza accusata di stregoneria secoli prima in quello stesso villaggio. Oltre che cercare di combattere, sola, la guerra contro il bullismo.

Il fuoco

Ed è qui che, secondo me, l’autrice ha preso una grossissima cantonata: quello che subisce Anna è un reato conosciuto con il nome di revenge porn e come tale va denunciato alle autorità competenti.

Non bisogna combattere da soli contro i mulini a vento, sperando di scomparire e lasciando che le acque si calmino da sole. Bisogna denunciare. Non c’è altra strada. Far passare il messaggio che qui viene dato e cioè che non serve denunciare e che, anzi, la colpa è di chi subisce questo reato (infatti Anna viene espulsa dalla prima scuola e cercano di farlo anche da questa) è del tutto sbagliato.

Purtroppo, in un libro di questo tenore, il messaggio sbagliato che viene passato vanifica tutto il resto.

Perché il libro è ben scritto, la Bates ha una notevole proprietà di linguaggio ed uno stile che facilita la lettura. Per il lettore è difficile staccarsi dalle pagine, anche la componente magica inserita con la storia di Maggie è ben amalgamata con la parte reale del racconto.

Ma, torno a ripetere, il tutto viene a cadere nel momento in cui, chiudendo il libro all’ultima pagina, tutto quello che rimane è la rabbia per un messaggio totalmente sbagliato che passa.

Il fuoco di Laura Bates aveva tutte le potenzialità per essere un bellissimo romanzo di riflessione ma è stato totalmente sprecato.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Rizzoli
Pagine: 350
Prezzo: 18.00€
Voto: 6/10

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I fiori nascosti nei libri – Silvia Montemurro

I fiori nascosti nei libri di Silvia Montemurro è stato pubblicato da Rizzoli lo scorso 28 gennaio.

La scelta della data di pubblicazione, a ridosso della Giornata della Memoria, non credo sia casuale visto il tema trattato nel romanzo.

Il romanzo di Silvia Montemurro si dipana su due livelli temporali diversi: uno nel presente, narrato da Chiara; un altro nel passato, a partire dal 1939 (anno dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale), narrato dal punto di vista di Irena.

Chiara è una giovane promettente stilista che abita a Firenze. La storia si apre con Chiara in procinto di partire per Sankt Moritz dove è stata invitata ad allestire una sfilata con la sua collezione primaverile.

Seppur scioccata ed incredula, Chiara parte ma, arrivata al confine con la Svizzera, viene bloccata a causa di una bufera di neve che le impedisce di proseguire il viaggio. Grazie al doganiere, viene indirizzata a passare la notte in una villa, Villa Garbald, gestita dal vecchio Arold e dal figlio Thomas.

Ma il suo soggiorno a Villa Garbald sarà tutt’altro che innocuo: prima la presenza di un ritratto che raffigura una donna che sembra proprio lei. Poi inizierà a trovare delle lettere. In queste lettere viene raccontata la storia di Irena.

Irena, la ragazza del ritratto, era una ragazza polacca che aveva trovato rifugio in Svizzera durante la Seconda Guerra Mondiale per sfuggire alle leggi razziali. Qui, insieme ad altre giovani di buona famiglia, impara l’arte della tessitura. Inoltre conosce Toni, un contrabbandiere italiano, con cui nasce un’intensa storia d’amore.

Ma cosa accomuna Chiara e Irena? E perché è così importante che Chiara conosca tutta la sua storia?

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Con una penna elegante e fluida, Silvia Montemurro ci racconta la storia di due donne, di due vita diverse eppure strettamente legate.

Ci racconta di come la Seconda Guerra Mondiale abbia toccato inevitabilmente la vita di tutti, anche di quelli che, apparentemente, erano in salvo.

Ci racconta la storia di un amore forte capace di sopravvivere agli anni e di come, in nome di quell’amore, si possono anche commettere sbagli a cui poi è difficile rimediare.

La caratterizzazione psicologica di Irena è perfetta. Avrei preferito un approfondimento anche su altri personaggi. Ad esempio il personaggio di Arold non sono riuscita bene ad inquadrarlo.

Tuttavia, I fiori nascosti nei libri di Silvia Montemurro si è rivelato una lettura piacevole, adatta a passare qualche ora in totale relax.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Rizzoli
Pagine: 
297
Prezzo: 18.50€
Voto: 6.5/10

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Finale – Stephanie Garber

Finale di Stephanie Garber è il capitolo conclusivo della trilogia di Caraval. È stato chiesto, l’abbiamo aspettato e finalmente, il 3 dicembre 2019, la Rizzoli l’ha distribuito nelle librerie di tutta Italia.

Qualche mese fa vi avevo parlato qui del primo volume della trilogia in cui facevamo la conoscenza con le sorelle Dragna, Rossella e Donatella, e con la meraviglia del circo itinerante di Caraval guidato da Legend, il Mastro di Caraval.

Nel primo volume era Rossella a dover giocare a Caraval nella speranza di poter salvare la sorella. Nel secondo volume, Legend, è Tella che gioca a Caraval per scoprire che fine ha fatto sua madre, Paloma, scomparsa improvvisamente quando lei e Rossella erano solo due bambine.

Il libro si chiude con Tella che si sacrifica per salvare sua madre e che, a sua volta, viene salvata da Legend (la cui identità viene finalmente rivelata).

Il terzo volume si apre da qui, da Tella che aspetta il risveglio di sua madre per capire cosa sia successo in passato. Ma questo non è l’unico problema da affrontare: per salvare Tella, Legend ha dovuto liberare tutti i Fati, esseri magici dagli enormi poteri che amano sottomettere il genere umano.

Tra giochi di potere, relazioni in bilico e tanti colpi di scena, Tella e tutti gli altri protagonisti dovranno lottare per sconfiggere i Fati e lasciare che il mondo continui a vivere in pace.

Finale

Se nel primo volume di questa trilogia Stephanie Garber ci presenta un mondo fatto di magia e di compromessi, nei due successivi inserisce anche un elemento oscuro, malvagio e quasi tangibile.

Durante tutta la prima parte ho trovato la narrazione un po’ sottotono ma poi c’è stato un netto miglioramento e lo stile semplice e frizzante dell’autrice regala una conclusione di trilogia degna di nota.

Le voci narranti e i punti di vista, in questo caso, sono quelle di entrambe le sorelle Dragna e tramite loro veniamo a conoscenza anche delle caratteristiche e delle debolezze degli altri protagonisti.

Forse alcune scelte narrative sono risultate un po’ banali e scontate ma questo non ha assolutamente inficiato la lettura.

Finale di Stephanie Garber è una degna conclusione di una trilogia che gli amanti del fantasy non possono farsi assolutamente sfuggire.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Rizzoli
Pagine: 492
Prezzo: 19.00€
Voto: 8.5/10

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L’opale perduto – Lauren Kate

L’opale perduto di Lauren Kate è uscito il 3 settembre per Rizzoli e segna il ritorno della Kate in libreria.

Piccola premessa: se vi aspettate il solito fantasy a cui ci ha abituato Lauren Kate vi dico già che non lo è.

L’opale perduto si apre con un prologo in una gelida serata in una Venezia del 1725 in cui la protagonista del romanzo, Violetta, ha cinque anni e si trova nella soffitta dell’ospedale degli Incurabili dove abita insieme ad altri orfani. Qui assiste alla scena di una madre che abbandona il figlio nella ruota, un bambino della sua stessa età. Quello che le rimarrà impresso di quella notte, oltre all’aspetto del bambino, sarà la canzone che la madre canta mentre abbandona il figlio.

A dieci anni da questo evento ritroviamo Violetta, ormai quindicenne, a cui inizia a stare stretta la vita agli Incurabili. Un giorno, salendo nella sua amata soffitta, non sarà sola. Troverà infatti un ragazzo, Mino, abile suonatore di violino, che l’accompagnerà nelle sue fughe sul tetto e con cui nascerà qualcosa.

Ma, nel momento in cui Mino dichiarerà a Violetta il suo amore e le chiederà di fuggire con lui, lei rifiuterà mettendo davanti all’amore la sua passione per il canto e la sua carriera all’interno degli Incurabili.

Basterà questo a separare i due giovani? Venezia nasconde una miriade di segreti e tra i suoi canali, infiniti eppure minuscoli, giace un segreto che sarà presto rivelato: chi è il padre di Mino? E perché fu abbandonato in quella lontana notte del 1725?

L'opale perduto

Lauren Kate ha abituato il suo pubblico alle sue storie fantasy ma qui, di fantastico, non c’è proprio nulla.

Ammetto che, inizialmente, ero molto scettica: nei primi tre capitoli succede già di tutto. I due ragazzi si incontrano, si innamorano, lui le propone di fuggire, lei rifiuta, i due si lasciano in malo modo. A quel punto mi sono domandata: cosa potrà mai succedere nelle 300 e più pagine che mi separano dal finale se già è tutto qui?

La risposta è presto data: ci viene raccontato un percorso di crescita, di rinunce, di sbagli e di adattamenti. Un percorso per entrambi difficile e costellato di difficoltà.

E tutto questo ci viene raccontato con lo stile fluido e scorrevole tipico di Lauren Kate. Uno stile alla portata di tutti che, con parole semplici, ci racconta sì una storia di un amore tormentato ma, soprattutto, la crescita di due giovani dalle origini ignote in una Venezia che risulta da un lato molto frivola ma dall’altro estremamente chiusa e fredda.

Grande ammirazione per la componente psicologica di questo romanzo: senza perdersi in psicologia spicciola e da quattro soldi e senza usare inutili spiegazioni, l’autrice ci lascia percepire tutto quello che passa nella mente di Mino e Violetta facendoci immergere nelle loro menti senza appesantire il racconto.

L’opale perduto di Lauren Kate è il libro perfetto per chi ama le storie d’amore che non siano semplici o scontate. Un ritorno in grande stile dopo alcuni libri che, a mio parere, erano un po’ sottotono rispetto alle reali capacità di questa scrittrice.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Rizzoli
Pagine: 352
Prezzo: 18.00€
Voto: 7.5/10

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Caraval – Stephanie Garber

Caraval di Stephanie Garber edito da Rizzoli è uno di quei libri di cui sono venuta a conoscenza tramite quel posto meraviglioso che è Instagram, abitato dai meravigliosi bookstagramer che attentano continuamente alle mie già magre finanze.

Questa è l’inutile premessa che vi spiega, più o meno, come sono venuta a conoscenza di questo romanzo fantasy. Naturalmente la prima cosa che mi ha colpito è stata la copertina bellissima (come anche quella del suo seguito, Legend), mi sono poi informata sulla trama, poi ho scaricato un estratto sul mio Kindle (adoro questa possibilità) ed infine ho proceduto all’acquisto. Inutile dirvi che ho divorato il libro e che non vedo l’ora di cominciare il seguito.

Caraval racconta la storia di due sorelle, Rossella e Donatella, succubi di un padre autoritario e violento. Entrambe hanno dei doveri e dei ruoli da rispettare essendo figlie del governatore delle Isole Conquistate. Ma, mentre Rossella è più pacata e riflessiva, Donatella è il suo opposto: impulsiva e testarda.

Quando erano bambine la loro nonna allietava le giornate con i racconti sulle splendide meraviglie di Caraval, un gioco itinerante pervaso dalla magia, al termine del quale il vincitore ha diritto ad un premio. Rossella passa alcuni anni della sua adolescenza a scrivere a Mastro Legend, proprietario di Caraval, per chiedergli se fosse possibile avere il gioco nelle loro terre senza mai ricevere risposta.

Ma un giorno, a pochi giorni dal suo matrimonio, Rossella riceve da Mastro Legend una lettere con tre biglietti per partecipare al gioco. Fosse per lei non andrebbe da nessuna parte, il matrimonio è vicino e non ce la farebbe mai a partire e tornare in tempo. Senza contare che la paura per le possibili ripicche del padre è un ulteriore freno.

Ma Donatella non è dello stesso parere e, con l’aiuto del bellissimo marinaio Julian, decide di partire per Caraval e di portare con sé Rossella.

Arrivati lì però Donatella viene misteriosamente rapita proprio da Legend e a Rossella non resta altra scelta che rimanere e giocare. Perché solo arrivando fino alla fine e vincendo il gioco potrà ritrovare sua sorella.

La magia pervade tutto, il tempo scorre in maniera diversa e l’ansia di ritrovare sua sorella la spingerà a fidarsi anche di persone che, forse, sono diverse da quello che sembrano.

Tra illusioni, magia, misteri e assurde scoperte Rossella giocherà e vedrà cambiare radicalmente la sua vita.

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Stephanie Garber è riuscita a creare, con la sua penna, un mondo magnifico e a tratti anche un po’ inquietante. Le atmosfere cupe e pregne di magia sembrano farsi reali durante la lettura e la perfetta caratterizzazione dei vari personaggi riescono a far sentire al lettore tutte le loro emozioni.

Rossella, la protagonista, inizialmente potrebbe sembrare una ragazza succube e facilmente manipolabile ma, nel corso della storia, si rivela una donna forte e con un carattere deciso. Naturalmente non mancano i dubbi e la situazione la porterà a fare alcuni sbagli ma si tratta di un personaggio assolutamente positivo che crescerà durante la storia.

La scrittura è scorrevole nonostante in alcuni punti venga usato un linguaggio abbastanza ricercato. Anche la veste grafica è degna di nota: ad ogni inizio capitolo la pagina è decorata con una particolare filigrana.

Insomma: Caraval di Stephanie Garber è un piccolo gioiellino della letteratura fantasy che vi consiglio assolutamente di acquistare e leggere.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Rizzoli
Pagine: 429
Prezzo: 18.00€
Voto: 7.5/10

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Falso in bilancia – Selvaggia Lucarelli

41WObLyJAWL._SX319_BO1,204,203,200_Buongiorno lettori,
come stanno andando le vostre vacanze? State arrostendo al sole? Oggi vi parlo di un libro che ha tutto il potenziale di essere il romanzo adatto a finire nella vostra borsa per il mare. Leggero, tematica che fa sorridere e stile di scrittura come sempre affascinante: parlo dell’ultimo romanzo di Selvaggia Lucarelli “Falso in bilancia”. Come sempre i titoli della Lucarelli sfruttano un gioco di parole per fare un piccolo spoiler ai lettori (così è stato anche per “Dieci piccoli infami”) e quindi come potrete immaginare qui Selvaggia ci parla di chili di troppo. Vi lascio la trama.

Questa cosa di nascere affamati è una maledizione mica da poco. Io mi immagino il Sommo Creatore del Metabolismo che con sadico, casuale cinismo distribuisce culo e dannazioni metaboliche a tutti noi prima di nascere. “Tu mangerai quel che vuoi senza ingrassare”, “Tu nascerai già chiatto di costituzione e resterai chiatto con tutte le diete del mondo” e infine: “Tu invece nascerai magro ma avrai una fame eterna e se vorrai rimanere magro dovrai resistere giorno dopo giorno, quindi tanti saluti e buona vita!Cosa succede se in gravidanza ingrassi di venti chili e il tuo ginecologo (insieme a una stramaledetta bilancia professionale) si trasforma nel nemico numero uno? E se hai una mamma che ti nutre a verdura e poco più perché a lei il cibo non interessa e che a un certo punto decide di fare lo sciopero della fame per solidarietà con Pannella? Cosa accade se la tua migliore amica ti dà della grassona per errore (suo) o se, a quarant’anni, ti fidanzi con un cuoco che vuole viziarti in ogni momento con succulenti manicaretti? Ecco, succede quello che Selvaggia ci racconta in questo spassosissimo libro, dove si confessa e ci mostra la realtà che (quasi) tutti noi viviamo costantemente: il conflitto con il nostro peso e con l’immagine che rappresenta in questa società che tenta incessantemente di condizionarci. Contando sul fatto che siamo tutti accomunati dallo stesso miraggio: quello che un giorno potremo scegliere un super potere che non sarà l’invisibilità, o passare attraverso i muri o volare. Sceglieremo di mangiare senza ingrassare. Convinti che il nostro sogno prima o poi si avvererà.

Come dicevo, questo è un romanzo che si lascia divorare con estrema facilità, sia perché il lettore ha l’impressione di fare una chiacchierata con l’autrice stessa e quindi, in religioso silenzio, ascolta interessato i suoi tanti aneddoti (anche questo è un romanzo autobiografico), sia perché la Lucarelli ha un modo di scrivere talmente trascinante e vivace che tutto quello che mette su carta viene “bevuto” dal lettore in dieci nano secondi. Ha un modo di costruire le battute che raramente si trova in giro (almeno nel panorama italiano femminile) e in tutti gli anni che la seguo mai mi è capitato di soffermarmi su un suo scritto (anche su Facebook) e pensare “Madò, ma che palle”. Che siano post di racconti dei suoi viaggi (ndr che spero presto vengano pubblicati in una raccolta perché meritano davvero di essere riletti tutti) o post di inchiesta, la Lucarelli riesce a far leggere 3000 battute anche al tipo che nella sua vita ha letto solo la lista degli ingredienti della confezione dei cerali la mattina e che neanche l’ha mai finita tutta.

Tornando al romanzo, Selvaggia ci racconta della sua vita da affamata cronica. Un pozzo senza fondo, la Lucarelli ha vissuto la sua vita ponendosi sempre la stessa domanda “Cosa si mangia oggi?”. Certo, leggere queste cose, dei suoi problemi di peso e della difficoltà ad accettarsi mi ha reso, soprattutto all’inizio del libro, un po’ perplessa. Come chiunque si trovi nella situazione di vivere con dei chili di troppo, guardo con diffidenza chi parla di ciccia e poi, a guardarla bene, è una gran figa. Insomma, non sembra credibile che una come Selvaggia possa comprendere la sensazione di disagio che si prova a lottare dentro un camerino con un paio di jeans troppo stretti. Stavo quindi per gridare all’impostore e terminare la lettura senza darle altre possibilità, ma poi sono andata avanti e ho capito. Ho capito che poteva essere vero. Che siamo tutte pazze, noi donne. Che ci facciamo davvero troppe pippe mentali, che viviamo male il nostro corpo sempre, che useremo sempre il peso come arma per ferire anche se, come donne, sappiamo che il body shaming è la cosa più ignobile che una persona possa subire. Ricordo la pubblicità in cui una ragazza in carne si reca in spiaggia, piazzandosi poco distante da un gruppetto di ragazze perfette e fiera dei suoi chili di troppo si alza per andare a fare il bagno. Quando l’ho vista ho pensato “Seh, fosse così facile”. Non era credibile per me. In questo libro invece c’è un percorso di accettazione che è Selvaggia stessa che ha dovuto affrontare. Ci racconta come ha fatto, ci spiega che la vita è troppo breve per trascorrerla a nasconderci a causa di una forma fisica che non ci fa sentire a nostro agio.

Vi dico solo che lei, la Lucarelli, dopo praticamente un’intera esistenza a dover combattere contro chi le imponeva di etichettare il cibo come il nemico da eliminare, ha trovato la felicità tra le braccia di un giovane splendido cuoco. E ora è felice.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Rizzoli
Pagine: 196
Prezzo: 17.00 euro
Voto: 7/10

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Oltre il bosco – Melissa Albert

Nuovo giro, nuova corsa, nuovo libro! Ebbene si, non mi fermo mai! Anche oggi sono qui per parlarvi di un altro romanzo d’esordio.

Oltre il bosco è la storia di Alice, diciassettenne sempre in fuga con la madre per le vie dell’America. Lei e la madre Ella non si sono mai stabilite in un luogo poiché a seguirle c’era sempre la sfortuna: se rimanevano in un posto più del dovuto ecco che succedevano cose strane (incendi, incidenti, morti).

Sullo sfondo di questo continuo spostarsi c’è la nonna di Alice, Althea Proserpine, un’autrice diventata famosa per un raccolta di fiabe macabre. Alice non ha mai conosciuto Althea, né tantomeno Ella le ne ha mai parlato. La ragazza non riesce nemmeno a leggere le fiabe della nonna poiché il volume è introvabile.

Ma un giorno arriva la notizia che Althea Proseripine è morta e qualcosa, nel modo di fare di Ella, cambia. Cambia a tal punto che decide di fermarsi in un luogo, sposarsi e cercare di dare stabilità alla loro vita.

Alice in questa stabilità non si trova bene, non si trova bene con Harold e con sua figlia Audrey, non si trova bene nell’esclusiva scuola in cui è stata iscritta. Con l’unica eccezione di Ellery Finch, un compagno di scuola che riesce a penetrare nella sua corazza.

Ed è da Ellery Finch che Alice andrà quando un giorno, tornando da scuola, troverà la casa deserta ed imperniata di uno strano odore di muffa ed umido e scoprirà che sua madre è scomparsa.

Inizierà così un lungo viaggio alla ricerca di Ella che condurrà i due giovani sempre più vicini ad Hezel Wood, la dimora in cui Althea Proserpine si era rinchiusa negli ultimi anni della sua vita. Un viaggio che aprirà ad Alice un mondo che non si aspettava, un mondo dove la realtà si intreccia con la fantasia, un mondo in cui le macabre favole raccontate dalla nonna sembrano non siano inventate ma straordinariamente reali.

Riuscirà Alice ad arrivare ad Hezel Wood e ritrovare sua madre? E cosa accadrà andando a fondo nelle loro vite passate?

Oltre il bosco

Melissa Albert, scrittrice per diverse testate giornalistiche americane, debutta con questo suo romanzo che ricorda un giallo adattato ad un fantasy.

Personalmente l’ho trovata una scelta azzardata e non molto riuscita perché la componente fantasy, che spicca soprattutto nelle ultime 200 pagine, mi ha fatto storcere non poco il naso. L’idea di partenza era brillante e sarebbe stata anche innovativa se fosse stata ben amalgamata.

Si ha la sensazione, durante la lettura, che ad un certo punto si sia cambiato libro. La protagonista ha lo stesso nome del romanzo che stavi leggendo un minuto prima ma adesso la storia è cambiata.

Credo che il problema principale sia che, a parte qualche accenno iniziale, la parte del fantasy sia stata completamente messa da parte nella maggior parte del libro e poi messa così, all’improvviso, come spuntata fuori dal nulla.

Non c’è omogeneità nelle due componenti e questo lascia il lettore un po’ interdetto.

Nonostante questo, però, la scrittura è scorrevole e semplice. La storia procede fluida e induce la curiosità del lettore. La protagonista principale, Alice, è caratterizzata abbastanza bene mentre gli altri personaggi sono lasciati in una sorta di limbo da cui non si riesce a capire né il carattere né le motivazioni per alcune scelte.

Niente da eccepire, invece, per quel che riguarda la veste grafica: la copertina è bellissima.

Insomma, come dicevo prima, l’idea di partenza era ottima ma lo sviluppo della trama mi ha personalmente lasciata insoddisfatta.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Rizzoli
Pagine: 329
Prezzo: 17.00€
Voto: 5.5/10