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Il Priorato dell’Albero delle Arance – Samantha Shannon

Il Priorato dell’Albero delle Arance di Samantha Shannon è stato annunciato, pubblicizzato, divinizzato ovunque ed infine, dopo anche un ritardo dovuto alla consegna, è arrivato nelle librerie di tutta Italia lo scorso 30 novembre nella collana Oscar Fantastica di Mondadori.

Quarto libro dell’autrice inglese, parrebbe sia il primo di una nuova serie ma anticipo già che questo libro è assolutamente autoconclusivo quindi, se siete lettori che non amate le saghe (siano esse lunghe o corte), potete benissimo lasciarvi immergere nelle atmosfere di questo romanzo senza dovervi sentire obbligati a leggere il seguito (se ci sarà).

Ad Occidente esiste un reginato, il Reginato di Inys, la cui sovrana, Sabran Nona, è salita al trono in tenera età. Sabran fa parte dell’antica Casata di Berethnet e ha sulle spalle un grosso fardello: è suo compito garantire una discendente così da poter scongiurare il pericolo del risveglio del Senza Nome.

Ma Sabran ancora non ha trovato uno sposo ed inoltre oscure ombre incombono su di lei e attentano alla sua vita. Ma, oltre ai cavalieri di corte, accanto alla regina c’è Ead Duryan.

Ead è una delle ancelle a servizio della regina ma nessuno conosce la sua vera identità poiché la giovane è una maga al servizio del Priorato dell’Albero delle Arance, una congrega segreta formata da sole donne con lo scopo di proteggere il mondo dai wyrm (draghi sputafuoco malvagi) e dai loro terribili e possenti padroni.

Nello stesso momento, in Oriente, la giovane Tanè prosegue il suo cammino per diventare Cavaliere dei Draghi. Ma, proprio nel momento in cui sembrerà aver raggiunto tutto quello che ha sempre desiderato, si ritroverà a dover prendere delle decisioni che cambieranno inevitabilmente il suo destino.

E mentre Oriente ed Occidente continuano a essere divisi le forze dell’Armata Draconica si risvegliano e porteranno i cammini di queste tre giovani donne ad incontrarsi.

Il priorato dell'albero delle arance

La penna di Samantha Shannon ha saputo creare un mondo fantastico: Oriente, Occidente e Meridione i punti cardinali di questo mondo.

A dare vita a questo mondo ci pensano i personaggi abilmente descritti e perfettamente caratterizzati con cui è estremamente facile entrare in empatia o provare una forte antipatia.

Il tutto condito da intrighi di corte, passioni, magia e tanta azione.

È un romanzo con una forte componente femminile: pur non mancando personaggi maschili degni di nota, sono le protagoniste a reggere le colonne di questa storia. Donne estremamente diverse tra loro ma tutte contraddistinte da un carattere forte e da una tenacia senza eguali.

Ma le nostre protagoniste non sono solo delle donne forti: hanno le loro paure, sono preda di incubi e sottomesse all’amore. Molti saranno gli sbagli che si troveranno a fare e amare saranno le conseguenze ma il tutto serve a renderle molto più reali e vicine al lettore.

Per quanto la mole possa far “paura”, in realtà il libro si legge molto velocemente grazie ad uno stile semplice ed avvincente e ad un linguaggio facilmente comprensibile (ad aiutare anche un glossario posto alla fine del volume).

Inizialmente si potrà avere qualche difficoltà dovuta alla moltitudine di personaggi, casate e regni. Ma, superati i primi capitoli, tutto diventerà più chiaro e la lettura procederà spedita.

Una menzione particolare va alla veste grafica del romanzo curata fin nei minimi particolari e che conquista sin dalla prima occhiata.

Ho letto che qualcuno ha paragonato Il Priorato dell’Albero delle Arance all’opera di George R.R. Martin, Il trono di spade, ma personalmente non trovo molti punti in comune tra le due opere.

Il Priorato dell’Albero delle Arance di Samantha Shannon è un romanzo che vive di vita propria e che conquisterà il lettore con un nuovo fantastico mondo e tutti i suoi personaggi.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Mondadori
Pagine: 800
Prezzo: 26.00
Voto: 10/10

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La Corte di Nebbia e Furia – Sarah J. Maas

La Corte di Nebbia e Furia è il secondo volume della tetralogia firmata da Sarah J. Maas e pubblicata, a gran richiesta, da Mondadori.

Qualche mese fa avevo già recensito (qui) il primo volume quindi quest’articolo potrebbe contenere spoiler. Per cui, se non avete letto il primo volume, il consiglio è di chiudere qui e ritornarci in un secondo momento.

Alla fine del primo volume abbiamo lasciato una Feyre cambiata: dopo essere morta per mano della perfida Amarantha nel Regno sotto la Montagna, i Sette Signori Supremi di Prythian avevano fatto convergere i loro poteri nel suo corpo restituendole la vita.

Da questa rinascita Feyre non ne esce solo cambiata fisicamente (ormai è diventata anche lei una Fae a tutti gli effetti) ma soprattutto interiormente. Non passa notte senza che l’orrore di quello che è accaduto nel Regno sotto la Montagna torni a visitarla, tormentandola con incubi che le impediscono di riposare e di trattenere dentro di sé il cibo con cui si nutre.

Oltre a questi incubi, anche il rapporto con Tamlin ormai le crea disagio. Il Signore Supremo della Corte di Primavera, infatti, liberato dal maleficio, è diventato troppo protettivo nei suoi confronti. Sa che il cambiamento in Fayre è potente, che lei è diventata potente, ma non vuole affrontare in alcun modo la situazione e la rilega, sempre più, in un ruolo che non le appartiene: una specie di castellana dedita all’organizzazione di feste e cene. Una bella bambolina da sfoggiare in alcune occasioni mentre, per il resto del tempo, deve rimanere chiusa in casa.

Le cose si complicano ulteriormente quando Rhysand, Signore Supremo della Corte della Notte, si presenta per far valere il patto stipulato con Feyre nel Regno sotto la Montagna: in cambio del suo aiuto la ragazza è costretta a passare una settimana al mese alla Corte della Notte insieme a lui.

La valenza di questo patto inasprisce a tal punto i rapporti con Tamlin che, proprio il giorno del matrimonio, Feyre si accorge che c’è qualcosa che non va. Che se dovesse sposare Tamlin in quel momento sarebbe tutto completamente sbagliato e cerca una via di fuga che, inaspettatamente, arriva proprio da Rhysand.

Inizia così, per Feyre, un periodo di rinascita sia fisica che spirituale. Imparando a conoscere i suoi immensi poteri e la sua grande forza fisica, si riapproprierà della sua essenza e rimarginerà quel vuoto pieno di incubi ed orrore.

Ma l’orrore non è finito: Amarantha era solo un assaggio. Si prepara una guerra che coinvolgerà anche gli esseri umani; le alleanze e la fedeltà di alcuni non saranno così certe e l’unica cosa che rimane è combattere.

Riuscirà Feyre ad affrontare tutto quello che si prepara? E il suo amore per Tamlin troverà conferma? Quale sarà la parte giocata da Rhysand in tutto questo?

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Per questo secondo volume, Sarah J. Maas ci regala un intreccio davvero degno di nota. Smessi i panni de La Bella e la Bestia ci ritroviamo davanti un romanzo pieno di colpi di scena in cui le scene d’azione si amalgamano alla perfezione con le scene d’amore e di sesso.

Accanto al mondo di Prythian si aprono nuovi scenari, il lettore viene portato per mano a scoprire e visitare le altri Corti e gli altri luoghi inesplorati nel precedente romanzo.

Sicuramente lo stile è migliorato, c’è una maggiore impronta personale, una maturità artistica che traspare dalle pagine. Rimane comunque uno stile fluido, di facile lettura, che cattura il lettore fino all’ultima pagina.

Si evidenza anche un maggiore dettaglio per quanto riguarda la caratterizzazione e la psicologia di tutti i personaggi che copre una larga fetta del romanzo creando quel legame tra lettore e protagonisti indispensabile per la riuscita di un buon romanzo.

La Corte di Nebbia e Furia di Sarah J. Maas è, al momento, il libro migliore della tetralogia (il terzo volume, La Corte di Ali e Rovina arriverà nelle librerie il 17 settembre 2019) e vi consiglio assolutamente di leggerlo dando un’ulteriore possibilità a questa saga fantasy.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Mondadori
Pagine: 622
Prezzo: 17.90€
Voto: 8.5/10

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La mano scarlatta – Cassandra Clare

Lo scorso 25 giugno la Mondadori ha portato, nelle librerie italiane, un altro libro che si va ad unire alla fitta schiera di libri già pubblicati sotto il marchio Shadowhunters: sto parlando de La mano scarlatta di Cassandra Clare.

Cronologicamente collocato tra Città del fuoco celeste (ultimo della serie The Mortal Instruments) e Signora della mezzanotte (primo della serie Dark Artificies), in questo romanzo i protagonisti assoluti sono lo stregone Magnus Chase e il giovane shadowhunter Alec Lightwood.

I due stanno da poco insieme: Alec è alla sua prima esperienza amorosa dopo aver finalmente trovato il coraggio di ammettere la propria omosessualità. Magnus, invece, è da molto tempo che non si concede di provare i sentimenti che Alec ha suscitato in lui.

Per rodare il loro rapporto e per conoscersi meglio, lontano da New York e da tutti i problemi derivanti dalle loro origini, i due decidono di concedersi un viaggio in Europa.

Ma, quella che doveva essere a tutti gli effetti un’esperienza piacevole, viene presto rovinata. Infatti, mentre sono a Parigi, Magnus e Alec si trovano improvvisamente coinvolti in un attacco di demoni. A seguito di questo attacco ricevono la visita dello stregone Tessa Grey che li informa dell’esistenza di un culto, denominato  La mano scarlatta, fondato secoli prima proprio da Magnus.

Lo stregone non ricorda nulla, non ricorda di aver fondato nessun culto, né dove né tantomeno per chi. Si trovano così costretti a seguire le tracce del culto per scoprire la verità e non rischiare che il passato di Magnus ostacoli la loro felicità futura.

Da Parigi a Roma, passando per Venezia, ritroviamo molti personaggi che abbiamo conosciuto nei precedenti libri. Ma i protagonisti assoluti sono Magnus e Alec: due personalità diverse ma complementari, due anime che si sono trovate ma che devono trovare il giusto equilibrio tra passato, presente e futuro.

L’amore ti cambia. L’amore cambia il mondo. Quell’amore non puoi perderlo, indipendentemente da quanto a lungo vivi. Fidati dell’amore. Fidati di lui.

La mano scarlatta

Con la sua penna scorrevole e con il suo linguaggio semplice, Cassandra Clare ci riporta in grande stile nel mondo Shadowhunter: demoni, forze oscure, angeli e amore sono i cardini di questo mondo.

Perfetta anche la caratterizzazione psicologica dei personaggi: i dubbi e le paure dei protagonisti vengono messi in risalto senza appesantire la narrazione. Anche i personaggi secondari sono ben caratterizzati e giocano un ruolo fondamentale all’interno del romanzo.

Cassandra Clare con La mano scarlatta ha messo a segno un altro colpo vincente regalando una storia in cui azione e sentimenti si mescolano sapientemente (e non ha lasciato i fan di Shadowhunters “orfani” del loro mondo).


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Mondadori
Pagine: 319
Prezzo: 19.00€
Voto: 9/10

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Il prigioniero del cielo – Carlos Ruiz Zafón

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Il prigioniero del cielo, terzo volume della tetralogia del Cimitero dei Libri Dimenticati, cerca di dare delle risposte alle domande che i libri precedenti avevano lasciato nella mente del lettore, di comporre un puzzle di indizi disseminati ovunque, ciò nonostante, mai, la scrittura di Carlos Ruiz Zafón si presenti rasserenata e risolutrice.
Sempre nell’animo del lettore rimane un’amara inquietudine, una richiesta di senso, una percezione di vuoto incolmabile.
Nel dicembre dell’anno 1957 a Barcellona Daniel Sempere – protagonista indiscusso de “L’ombra del vento – si occupa della libreria di famiglia assieme al padre e all’ormai amico fidato Fermín.
Un giorno entra in libreria uno strano individuo, evidentemente segnato nel corpo dagli orrori della guerra, che compra una preziosa edizione de “Il Conte di Montecristo”, pagandola quasi il triplo del valore originale, e, dopo aver apposto una dedica alquanto inquietante, chiede a Daniel di consegnarla immediatamente a Firmín.

A Firmín Romero de Torres che è tornato
dal mondo dei morti e possiede la chiave del futuro.
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Come un vero e proprio sigillo infernale questa dedica spalanca la porta di un passato oscuro e lascia che antichi fantasmi facciano visita a un presente apparentemente tranquillo e a Daniel che, per scoprire molteplici verità nascoste, dovrà addentrarsi in un labirinto costellato di maledizioni e di torbidi sospetti.
Firmín, protagonista secondario dei volumi precedenti, diverrà il punto focale di questo romanzo, il punto di congiunzione, facendo venire a galla gli aspetti più oscuri e inaspettati del suo vissuto che si profila come una ferita infetta ancora pulsante.
Firmín, novello Mattia Pascal, era stato quasi costretto a cambiare identità, a diventare un fantasma, un individuo che in realtà “non esiste”:

Durante la guerra civile e grazie ai sinistri uffici dell’ispettore Fumero, che a quei tempi, prima di passare dalla parte dei fascisti, faceva da macellaio al soldo dei comunisti, il mio amico era finito in galera, dove stava per perdere la ragione e la vita. Quando era riuscito a tornare in libertà, vivo per puro miracolo, aveva deciso di adottare un’altra identità e di cancellare il proprio passato. Moribondo, aveva preso in prestito un nome visto su un vecchio manifesto che annunciava una corrida nell’Arena Monumental. Così era nato Firmín Romero de Torres, un uomo che inventava la propria storia giorno dopo giorno.

La narrazione, sull’onda del flashback, si muove, attraverso due registri temporali, tra passato e presente, tra le vicende del 1939 raccontate da Firmín e quelle del 1957 raccontate da Daniel; il gioco prospettico e polifonico che ne deriva è senza dubbio ben riuscito.
È proprio questo andirivieni temporale a conferire al romanzo di Zafón un tratto realistico che non riesce a controbilanciare perfettamente il tratto poetico della penna dello scrittore, ma anche a far luce sui tratti più oscuri e incomprensibile di un’intricata vicenda

 

 


 

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Mondadori
Pagine: 352
Prezzo: 12,00 €
Voto: 7/10

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Un letto per due – Beth O’Leary

Uscito per Mondadori il 4 giugno, Un letto per due di Beth O’Leary è il romanzo adatto per l’estate: frizzante e scorrevole ma non “vuoto”.

Tiffy è una giovane donna che lavora un una piccola casa editrice in cui ricopre il ruolo di editor junior. Si occupa principalmente di manuali sul fai da te e sul bricolage. Reduce dalla fine della sua relazione inizia a cercare un appartamento in cui trasferirsi che possa permettersi con il suo piccolo stipendio.

Leon è un infermiere, lavora in una clinica che offre cure palliative a malati gravi e terminali. Lavora di notte e dorme di giorno. Il fratello, Richie, si trova in prigione con un’accusa di rapina a mano armata. Leon, convinto della sua innocenza, decide di ingaggiare un avvocato per poter affrontare la seduta d’appello ma ha bisogno di soldi. Decide così di mettere un annuncio sul giornale: cerca qualcuno con cui dividere il proprio appartamento. Si tratterà di una vera e proprio comproprietà, anche per quanto riguarda il letto.

Ed è in questo annuncio che s’imbatterà Tiffy: l’appartamento sarà suo dalle sei di pomeriggio alle nove del mattino, non incontrerà mai Leon e dovrà dormire sul lato sinistro dell’unico letto disponibile nell’appartamento. Il prezzo è accessibile e quindi c’è poco da pensarci, resta solo da trasferirsi.

Inizia così, tra Leon e Tiffy, una strana convivenza fatta di bigliettini lasciati ovunque per la casa, di pasti cucinati e lasciati da far assaggiare all’altro e di abiti e oggetti di Tiffy sparsi per tutto l’appartamento.

Nel frattempo le loro vite procedono su binari paralleli senza mai incrociarsi. E se Tiffy sta facendo passi avanti, per Leon le cose non vanno altrettanto bene.

Ma quanto può durare una convivenza senza incontrarsi mai? A questo punto ci mette lo zampino il destino ed una mattina, finalmente, ci sarà un incontro tra i due coinquilini. Un incontro oltremodo imbarazzante che cambierà il corso della storia. Della loro.

Un letto per dueBeth O’Leary ci regala una storia fresca e frizzante, una storia d’amore e di rivincita, una storia che dice “Hey! Anche quando pensi che tutto sia perduto, non disperare! Il sole, prima o poi, arriva proprio per tutti!”.

Per alcuni versi mi ha molto ricordato lo stile di Anna Premoli e un po’ di Sophie Kinsella. La spensieratezza, il sorriso che spunta frequentemente durante la lettura, la fluidità con cui lo si legge.

Naturalmente non mancano i discorsi un po’ più seri, si parla anche di stalking e di relazioni malate, di violenza psicologica e di ricatto morale. Ma anche questi argomenti sono toccati con grande naturalezza e non rendono pesante la lettura.

Un letto per due è il romanzo ideale per l’estate, da portare sotto l’ombrellone per un totale relax.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Mondadori
Pagine: 372
Prezzo: 18.50€
Voto: 6.5/10

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Il rumore del mondo – Benedetta Cibrario

Parrà strano e banale (è parso strano anche a me, a dire il vero) ma credo che, quest’anno, decidere la cinquina finalista del Premio Strega ed infine il vincitore sarà davvero una scelta ardua e sofferta.

Il rumore del mondo di Benedetta Cibrario (uscito per Mondadori il 2 ottobre 2018) è un libro insieme delicato e forte che, per alcuni versi, mi ha ricordato i romanzi di Jane Austen e la loro raffinatezza.

Anne Bacon è una giovane diciannovenne della borghesia inglese. Il padre, un commerciante di stoffe rimasto vedovo, si è costruito da solo la sua fortuna e ha lavorato affinché le proprie figlie diventassero delle vere signorine.

Il romanzo si apre con Anne che, in viaggio per raggiungere il suo novello marito in Italia, contrae il vaiolo. Contrariamente a quanto ci si poteva aspettare, la giovane si salva, ma il vaiolo lascia tracce evidenti sia fisicamente (pelle danneggiata) che emotivamente.

Una volta arrivata a Torino Anne capirà, infatti, che il vaiolo non le ha solo deturpato la pelle ma le ha anche rovinato il futuro. Il marito, Prospero Carlo Carando di Vignon, trovandosi davanti questa ragazza così sciupata ed evidentemente provata dalla malattia, non riuscirà più a comprendere come possa aver preso la decisione di sposarla e deciderà di vivere la sua vita come uomo sposato solo “sulla carta”.

Inaspettatamente troverà comunque un modo per andare avanti a dispetto di tutto, del marito invischiato in una storia d’amore con un’altra donna, del paese straniero e in fermento nel quale si trova, ed anche dell’iniziale ostilità del suocero.

Il rumore del mondo

Ammetto di aver provato un certo senso di panico davanti alla mole non indifferente del romanzo. Ma Benedetta Cibrario è riuscita a raccontare, in un arco narrativo della durante di dieci anni (1838 – 1848), una storia di rivincita e riscatto in un modo molto semplice e poetico.

Una narrazione ricca di dettagli e ben costruita aiutano il lettore ad immedesimarsi nella protagonista. Inoltre, accanto alla storia di Anne, ci vengono raccontate le storie dei personaggi che girano intorno a questa vicenda con una particolare attenzione al risvolto psicologico di ognuno di noi.

La storia viene magistralmente amalgamata con quella che è la realtà storica e sociale del tempo, lo sfondo di un’Italia e di un’Europa sull’orlo delle rivoluzioni che ne hanno cambiato la “faccia”, arricchendo così un quadro già perfetto.

Come dicevo all’inizio, in alcuni punti mi è sembrato di rivivere le atmosfere di alcuni dei romanzi di Jane Austen, in particolare sulle descrizioni della campagna piemontese. Ma anche in alcuni punti caratteriali della protagonista: Anne sarà una ragazza che, lontana da casa e dai suoi affetti più cari, non si darà per vinta. Sarà capace di risollevarsi (dalla malattia e dall’ostilità del marito) e di reinventarsi per trovare il suo posto nel mondo.

Un grande libro (in tutti i sensi) con un grandissimo insegnato firmato da un’abilissima penna tutta italiana.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Mondadori
Pagine: 756
Prezzo: 22.00€
Voto: 7.5/10

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L’amore si moltiplica – The Pozzolis Family

“Oh Oh mio Dio, amica! Aspetti un bambino! Cioè, non so se hai capito, ma in pancia hai mio nipote! Gliel’hai già detto che la sua zia preferita è a Milano e che adesso prende un volo e vi raggiunge? Musi, non sai quanto io sia felice! Se si potessero mettere in fila tutte le particelle di felicità che sprizzo dai pori, ci potrei costruire un ponte che arriva fin lì da te. Anzi, da voi…”

41J3f5BhszL._SX324_BO1,204,203,200_E così che comincia la lunga mail destinata alla migliore amica di Alice, una sorella per lei, la persona che conosce meglio di chiunque altro e che vive a circa 14000 km di distanza e che alle tre del mattino ora australiana (le 18:00 circa in Italia) le invia l’immagine di una ecografia. Una sola immagine. Senza testo e senza oggetto.

Alice impazzisce dalla gioia, piange, consuma pacchetti di fazzoletti, fa progetti su come arrivare da lei, guarda fusi orari e voli, vorrebbe abbracciarla, stringerla  fortissimo a sé, rassicurarla… la sua Clara Musette detta Musa.

Nel frattempo, approfittando del fatto che in Australia è notte fonda e che l’amica non le risponde al telefono, decide di scriverle una mail che dura temporalmente due giorni – giorni in cui, tra una riga e l’altra, scorre anche la vita vera, la routine giornaliera, in cui ci sono cose da fare e ne succedono delle altre – che Alice non si esime dal raccontare alternandone a trattati di vita da mamma.

Perché nessuno meglio di una donna che è già mamma conosce perfettamente quali sono le perplessità, i dubbi, le paure che nascono nella testa di una donna che vede per la prima volta un test di gravidanza positivo.

E così si finisce per “parlare” di notti insonni, di alimentazione, di allattamento, di dpp (data presunto parto), di travaglio, di permanenza in ospedale con tanto di decalogo delle cose fastidiose che fanno i parenti, della preparazione della valigia e di molto altro ancora. Consigli e spiegazioni che per una futura mamma sono sicuramente una manna dal cielo.

E in mezzo a tutto questo Alice si racconta, racconta di com’è essere la mamma di Giosuè e Olivia, dell’amore che si moltiplica quando arriva un secondo figlio, dei cambiamenti ma anche della maggiore esperienza nell’affrontare la vita con un secondo bambino.

Ma questa mail/libro è anche altro. E’ la storia di un’amicizia vera e duratura nel tempo nonostante la distanza. E’ il voler ribadire che “siamo sorelle per scelta” e niente e nessuno cambierà il fatto che ci saremo sempre l’una per l’altra. E’ il voler ricordare e celebrare una vita passata insieme. Ma soprattutto c’è la volontà di Alice di voler incoraggiare un’amica a non lasciarsi prendere dai dubbi e dai timori. Clara a sua volta ha avuto un pessimo esempio di madre, che da quando è nata non ha fatto altro che accusarla di essere la causa della sua infelicità. L’ha maltrattata, mai accettata. Ma lei non sarà così, lei sarà una mamma perfetta e Alice questo lo sa e vorrebbe che anche la sua amica ne fosse consapevole, che se ne convincesse. La sua migliore amica che sta per diventare madre. La sua migliore amica che di figli non ne avrebbe voluti.

Quello che ci troviamo a leggere, come avrete intuito da quanto ho già scritto sopra, è un manuale di “sopravvivenza” per una neomamma. Ironico, divertente, al suo interno troviamo la freschezza a cui ci hanno abituato i Pozzolis con i loro video (se non li seguite fatelo, risate assicurate con questa pazza famiglia) e mi sento di consigliarlo a chi, genitore, deve ancora diventarlo. Per chi invece non ha ancora figli vi avviso: è pieno di spoiler e potreste cambiare idea e decidere di prendere una tartaruga al posto di fare un bambino!

Scheda del libro

Editore: Mondadori
Pagine: 177
Prezzo: 17,90€
Voto: 7/10