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L’età straniera – Marina Mander

Buongiorno lettori,
oggi vi parlo di “L’età straniera” di Marina Mander, uno dei dodici finalisti al Premio Strega di quest’anno. Inizio subito lasciandovi la trama del libro.

9788829700011Trama: Leo non studia molto, ma è bravo a scuola. Non fuma tanto, ma un po’ d’erba sì. Ha una madre, Margherita, che lavora come assistente sociale e un padre che è stato matematico, è stato intelligente, è stato vivo l’ultima volta nel mare e poi è scomparso tra le onde con il pigiama e le ciabatte. Leo odia i pigiami, le ciabatte e non si fida più del mare, forse di nessuno. Odia tutte le cose fino a quando nella sua vita non arriva Florin, un ragazzino rumeno che non studia, non ha una casa, non ha madre né padre – o magari sì ma non ci sono – e si prostituisce. Florin si prostituisce e la madre di Leo decide di ospitarlo, sistemandolo nella camera del figlio, perché l’appartamento è piccolo e perché «forse potete farvi bene l’un l’altro». Leo che non ha mai fatto l’amore con nessuno e Florin che fa l’amore con tutti condividono la stessa stanza. Leo pensa di odiare Florin, che comunque è meglio di una cosa, è vivo. Leo è tutto cervello e Florin è tutto corpo: questo pensa Leo, che racconta la storia. La “scimmia” lo chiama, come una delle tre scimmiette: Iwazaru, quella che non parla. In realtà entrambi i ragazzi sono ancora forti di una fragile interezza, perché sono adolescenti e hanno ferite profonde ma corpi e sentimenti giovani. Comincia così, tutta storta, l’avventura del loro viaggio a occidente, fra estraneità e appartenenza: mistico per Leo – in continuo contatto con un tribunale immaginario che cerca di convincerlo di avere ucciso il padre – e fisico per Florin – in balia di uomini violenti in un mondo più violento ancora. 

Leo è la voce narrante di questo romanzo, è lui che ci racconta quello che succede ed è lui che ci trasporta dentro la sua vita, una vita da adolescente per niente facile e in costante lotta con se stesso. Leo, infatti, combatte con un demone grosso come un pianeta che ha, nel romanzo, le sembianze del padre morto suicida in mare. Il libro si divide in due parti, i capitoli si alternano con la realtà e un tribunale interiore con cui il protagonista fa i conti ogni volta che si addormenta. In questo tribunale lui è il colpevole, di tutto: della morte del padre, dell’assenza di rapporti sociali in cui vive, del cattivo comportamento verso la madre ecc. Ogni incubo termina sempre con il medesimo grido: “Mamma, aiuto, muoio”. Tre semplici parole che, messe insieme, creano un’invocazione disperata che mi lasciava, ogni volta, con il cuore stretto in una morsa.

Confezionati bene anche se hai l’interno dentro, impara un altro modo di spaccarti in due, ma senza mai darlo troppo a vedere, mi raccomando, è questo l’essenziale. E se dentro di te ci fosse davvero il nulla, rivestilo di diamanti.

 

L’età straniera è questa, è quel momento della propria vita in cui non ci si conosce o riconosce, dove l’IO ancora non è ben definito e noi stessi siamo i primi a non sapere come affrontare l’esistenza, dove ci sono solo domande e poche risposte e ci sentiamo soli, come chi arriva per la prima volta in un posto nuovo e ha la netta percezione di essere un puntino nella folla o, come nel libro, una goccia dentro un mare sconfinato. Questo è, a tutti gli effetti, un romanzo di formazione ben costruito in cui l’autrice accompagna il suo protagonista attraverso le sue paure e le sue angosce risvegliandolo da un torpore in cui, a inizio libro, sembra destinato a vivere per sempre.

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Bello lo stile di scrittura, a volte un po’ crudo, ma d’altronde non ci si potrebbe aspettare niente di troppo diverso da un diciassettenne cinico e ironico com’è Leo. Nonostante i diversi punti positivi che ho indicato sopra, questo è stato un libro che ho dovuto prendere a piccole dosi. Leo non è facile da leggere, a volte ti indispone e proprio come se fossi io la madre lo devo spedire in camera sua a riflettere sulle brutture che ha detto o sui comportamenti che ha avuto. C’erano momenti, durante la lettura, in cui mi soffermavo su una frase e sulla bellezza con cui era costruita, altre invece provavo così tanto fastidio da dover interrompere tutto e riporre il libro fino al giorno dopo. Non sono d’accordo con chi ha definito questo romanzo “brioso e divertente”, perché per me è un libro che tira parecchi pugni, sarà forse perché da mamma vedere questo ragazzo così duro anche a causa dell’assenza della madre che lo ha messo da parte, ignorandone le sofferenze, mi ferisce. Ad ogni modo attendo curiosa di sapere se finirà nella cinquina e faccio un grosso in bocca al lupo all’autrice.


SCHEDA DEL LIBRO: 

Editore: Marsilio Editore
Pagine: 206
Prezzo: 26.00€
Voto: 7/10