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Valerian e la Città dei Mille Pianeti – Christie Golden. Tra fumetto, film e libro…

Prima di cominciare a leggere questa recensione, cliccate qui e fate partire la giusta colonna sonora per questa lettura 🙂

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Oggi vi parlo di Valerian, un titolo di cui sono venuta a conoscenza grazie all’uscita dell’omonimo film (che tra l’altro, trovate ancora nelle sale!).  Premetto che la fantascienza non è il mio genere, ma questo mi aveva davvero incuriosita vista la trama e le ambientazioni incredibili.

Valerian è  proprio il nome del giovane protagonista, un agente speciale degli umani che lavora in giro per lo spazio con la sua partner Laureline. Il loro compito è quello di mantenere l’ordine dell’universo, soprattutto in seguito ad alcuni disordini dovuti ad alcune misteriose forze oscure che non vedono di buon occhio questa unione tra le varie specie viventi. Nonostante il continuo rifiuto da parte di Laureline, Valerian continua costantemente a fare avances alla sua partner, sperando di abbattere quelle barriere che li costringono ad essere solo due semplici colleghi. Infine, inviati nella metropoli di Alpha per una missione, i due agenti si ritroveranno ad affrontare quelle stesse forze oscure che minacciano l’equilibrio e la pace intergalattica.

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Gli agenti Valerian (Dane Dehaan) e Laureline (Cara Delevingne) in una scena del film.

“Valerian e la Città dei Mille Pianeti” è il titolo del libro che, bisogna specificare, è basato sul film. Ebbene si, di solito si ha sempre il processo inverso, un libro come base di partenza per la creazione di una pellicola. In questo caso invece il processo è stato completamente diverso.

La storia di Valerian nasce infatti da un fumetto degli anni ’60 creato da Pierre Christin e dal disegnatore Jean-Claude Mézières e intitolato “Valèrian et Laureline”. Anche in questo caso la storia narra le vicende del giovane Valerian alle prese con varie missioni ai confini dell’universo insieme alla sua partner Laureline (qui con dei brillanti capelli rossi).

 

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Al centro, Laureline e Valerian nel fumetto originale.

Ricapitolando quindi, in ordine cronologico abbiamo: fumetto, film e libro.

Nonostante si tratti quindi di una trasposizione letteraria di quella che è invece a sua volta la trasposizione cinematografica del fumetto, il libro risulta molto scorrevole e davvero ben scritto.

Non è la prima volta che vengono pubblicati libri basati su film o su videogiochi (si veda la saga di Assassin’s Creed, di cui, all’incirca per ogni gioco per console uscito, si ha un libro che ne descrive gli eventi), ma in questo caso davvero non si nota o percepisce questo dettaglio. Le descrizioni sono precise e dettagliate e la narrazione non si limita ad una sterile trasposizione scritta delle scene del film.

Un libro che consiglio: vivace e scorrevole, dolce e allo stesso tempo simpatico. Riuscirà Valerian a conquistare la bella Laureline? Lo scoprirete solo leggendo… o andando a cinema! 😛

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SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Sperling & Kupfer
Pagine: 300
Prezzo: 17,90€

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Lizzie – Shirley Jackson

6038e8ea66c3a3b6c747d9937a5cd531_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyTRAMA:    La protagonista, Elizabeth Richmond, ventitré anni, i tratti insieme eleganti e anonimi di una “vera gentildonna” della provincia americana, non sembra avere altri progetti che quello di aspettare “la propria dipartita stando il meno male possibile”. Sotto un’ingannevole tranquillità, infatti, si agita in lei un disagio allarmante che si traduce in ricorrenti emicranie, vertigini e strane amnesie. Un disagio a lungo senza nome, finché un medico geniale e ostinato, il dottor Wright, dopo aver sottoposto la giovane a lunghe sedute ipnotiche, rivelerà la presenza di tre personalità sovrapposte e conflittuali: oltre alla stessa Elizabeth, l’amabile e socievole Beth e il suo negativo fotografico Betsy, “maschera crudele e deforme” che vorrebbe fagocitare e distruggere, con il suo “sorriso laido e grossolano” e i suoi modi sadici, insolenti e volgari, le altre due. È solo l’inizio di un inabissamento che assomiglierà, più a che un percorso clinico coronato da un successo terapeutico, a una discesa amorale e spietata nelle battaglie angosciose di un Io diviso, apparentemente impossibile da ricomporre: tanto che il dottor Wright sentirà scosse le fondamenta non solo della sua dottrina, ma della sua stessa visione del rapporto tra l’identità e la realtà. (fonte: ibs.it)

 

I casi di questo genere sono comunemente conosciuti come di “doppia” o di “multipla personalità”, a seconda del numero di persone rappresentate; il termine più corretto tuttavia sarebbe quello di personalità frammentata, perché ogni personalità secondaria costituisce solo una parte del normale, complessivo io.

“Lizzie” è il secondo romanzo di Shirley Jackson che leggo. Con questa autrice è stato come in un incantesimo: mi è bastato saggiare le prime pagine di Abbiamo sempre vissuto nel castello (1962) per innamorarmi del suo stile particolare, insinuante, inquieto e placido allo stesso tempo. Lizzie è a mio parere un libro singolare, sia per lo stile che per la trama (bisogna considerare anche l’anno d’uscita, il 1954!), ma soprattutto per i sentimenti contrastanti che riesce a suscitare durante la lettura. Come ho già avuto modo di affermare, Shirley Jackson riesce ad insinuarsi con la sua scrittura fino in profondità, creando un apparente equilibrio dentro di noi che distrugge lei stessa attraverso la follia e la perversione dei suoi personaggi. Personaggi – ovviamente – tutt’altro che tipici, considerando il fatto che in uno se ne rinchiudono già tre!

In questa storia dai risvolti pulp, ci addentriamo in un viaggio negli abissi del disturbo della personalità multipla. A tratti veramente inquietante e disturbante, a tratti quasi divertente, l’argomento della personalità multipla esposto dalla magica penna della Jackson non è soltanto affascinante e interessante, ma direi quasi perturbante (almeno per me che di personalità multiple ne sapevo e ne so veramente poco).
A contornare un argomento così intrigante ci ritroviamo un piccolo ma determinante ventaglio di personaggi che con la loro evoluzione tessono la trama della storia e incrementano il nostro interesse: come andrà a finire?
Dall’eccentrico Dottor Wright all’insolente e chiassosa Betsy, dalla dolce e serena Beth alla timorosa Elizabeth, in un vortice di sensazioni e di brividi lungo la schiena, questi personaggi ci accompagneranno durante l’evolversi della vicenda, ci confonderanno e ci faranno cambiare idea un milione di volte, ma alla fine riusciremo, grazie a loro, ad inserire tutti i tasselli al loro posto.

Quali segreti nasconde il disturbo di Lizzie? Quale personalità avrà il sopravvento? Io ovviamente non vi svelo niente, ma vi anticipo che il finale vi gelerà il sangue nelle vene!

Di seguito la scheda del libro e alcuni link interessanti:

Editore: Adelphi
Pagine: 318
Prezzo: 20,00€

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“La metà che manca” di Graham Jackson, un thriller a quattro mani

WhatsApp Image 2017-06-10 at 16.09.07Per iniziare questa recensione è assolutamente necessaria una premessa: sto per parlare del libro di un’amica. Ebbene sì! Sarebbe stato inutile e non trasparente nei confronti del lettore parlarne in termini vaghi: “L’autore ha scritto…”, “L’autore ha uno stile…”, “Qui L’autore…”. E a me piace essere chiara. La nostra Barbara del gruppo di lettura (e admin di IRead la Tana del Lettore) ha scritto un libro a quattro mani con la sua amica Elena (ex admin della pagina appena citata). Il lettore adesso potrebbe interrompere la lettura della recensione, caricandosi di pregiudizi e cliché come “è sua amica, ne parlerà sicuramente bene”, “recensione truccata”, “complotto” 😀 ma io vi invito a rimanere con me, perché sì, questo libro mi è piaciuto, e lo dico con totale leggerezza d’animo e con sincerità assoluta, e vi spiego perché.

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Dopo questo preambolo doveroso passiamo quindi a parlare di Graham Jackson . Chi è Graham Jackson? Uno pseudonimo, questo è certo. Barbara ed Elena, e anche questo è certo. Ma perché questa scelta? Barbara ci ha raccontato che Jackson e Graham erano i nomi di due personaggi con i quali giocavano in un gdr online e un bel giorno, mentre cercavano di costruire l’ambientazione e la storia per una nuova giocata è arrivato il lampo di genio: “perché non scrivere un libro?”. Ed ecco come nasce La metà che manca.

Sinossi:
La metà che manca inizia quando ancora non c’è niente a mancare e non ci sono frammenti da rimettere insieme. Il 23 ottobre del 1993 Zoe e Dominic Marshall sono ancora convinti che i casi che risolvono sul campo li immunizzino dal diventare dei bersagli. Ma che succede quando, improvvisamente, si viene travolti dal peggiore degli incubi? Ciò che si annida dentro un crimine innesca un processo che trasforma normalità in mostruosità, mostruosità in normalità. Si può evitare il caos? Si può evitare di annegare nel senso di colpa, cedendo alla disperazione o, peggio, alla follia?

«Anna!? ANNA!» Zoe non gli aveva detto che un nome breve l’avrebbe aiutato a non soffocare nel caso in cui la sua bambina fosse scomparsa. È un nome che nasce con lo scopo di essere gridato nei corridoio di una scuola ormai deserta. Dove sei, Anna?

Zoe e Dominic sono due detective. Impastano le mani quotidianamente in crimini, omicidi, casi infelici, rapimenti. Ma Zoe e Dominic sono anche i genitori di Anna. Nessuna abitudine e nessuna corazza acquistata col tempo può salvarli o rendere il loro dolore diverso da quello di qualsiasi altro genitore. Si apre così il libro, con una sparizione abominevole che li getterà nel caos.
Seguiremo passo passo le indagini dei due e il loro coinvolgimento emotivo. Le sensazioni e le emozioni dei personaggi non lasciano il tempo che trovano e sono minuziose, incisive, reali.

Le scene di riflessione e introspezione si alternano all’azione, all’adrenalina pura. Secondo me è più che giusto che in un thriller come si deve sia dato tutto lo spazio necessario ai personaggi, alle loro sensazioni e ai loro sentimenti perché ciò giustifica e ci aiuta a capirne le azioni e l’evolversi della trama. In ciò, La metà che manca, riesce perfettamente.

Ho adorato tantissimo la descrizione del rapporto tra Zoe e Dominic, che subisce una naturale incrinatura e poi un riavvicinamento doloroso ma coraggioso.
Certe parti raggiungono poi un picco di suspense e di angoscia veramente incredibili! Vi ritroverete a sfogliare freneticamente le pagine per capire come andrà a finire quella scena, quel momento topico (ammetto di aver anche sbirciato la fine di qualche capitolo per l’impossibilità di gestire l’ansia xD).

Concludo con il dire che ciò che si può notare subito, e che il lettore attento potrà apprezzare già dalle prime pagine, è la totale assenza di dissonanza tra la scrittura di entrambe le mani. Il lavoro condotto sul testo è eccezionale, sicuramente pieno di riletture, accortezze e aggiustamenti affinché Graham Jackson risulti Graham Jackson. Non riuscirete mai a capire chi ha scritto cosa e questo non fa che donare linearità e scorrevolezza alla lettura. Il lavoro certosino delle due autrici si rispecchia anche nel testo nudo e crudo. L’uso di font particolari per le firme, le lettere o i documenti per le indagini. Rapporti polizieschi veramente realistici e allegati di vario genere minuziosi e dettagliati. Dietro questo libro c’è veramente tanto lavoro e si vede!
Del finale poi, dico solo che sarà sorprendente e disarmante.

Lo consiglio agli amanti del genere e non.

 

SCHEDA DEL LIBRO

Autore: Graham Jackson

Titolo: La metà che manca

Pagine: 312

Editore: Lettere Animate

Prezzo: 13€ – 1,50€

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L’ estate del cane bambino – Mario Pistacchio e Laura Toffanello

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Divorato voracemente, amato in modo sofferto, “L’estate del cane bambino” si prospetta una delle migliori letture del mio 2017.

In una pesino sconosciuto nel veneziano di nome Brondolo, è estate e sei ragazzini giocano a palla, fumano le loro prime sigarette e cercano di scampare a qualsiasi tipo di lavoro estivo imposto dai propri genitori per stare insieme il più possibile. Il loro luogo d’incontro: la Base, dove si sentono liberi come i grandi.
Sono Vittorio, Michele, Stalino, Menego, Ercole e il suo fratellino Narciso.
Brondolo, all’apparenza un piccolo paesino tranquillo, racchiude una piccola comunità segnata da oscurità, leggende, famiglie ambigue e cose non dette ed è la location perfetta per una storia di sparizioni.
Ad un certo punto della narrazione infatti un bambino scompare e il bambino in questione è proprio Narciso, fratello di Ercole. Al suo posto arriva Houdini, un piccolo cane nero e scodinzolante che abbaia di felicità alla canzone di Claudio Villa che amava Narciso e che sa distinguere i giocatori sulle figurine. Il passo successivo è semplice: Houdini è Narciso, trasformato dal Morto della leggenda paesana.

Dopo la scomparsa, tutta Brondolo si attiva per la ricerca del piccolo Narciso. Vengono immediatamente incolpati i ragazzi e messi in punizione. La gente, il parroco, i genitori sono sicuri del fatto che loro sappiano dove si nasconda Narciso. Tra falsi allarmi, ricerche estenuanti e giorni passati a setacciare il paese e le vicinanze, Narciso non si riesce a trovare. I prossimi sviluppi li lascio al lettore, in modo che possa lasciarsi trasportare da questa storia amara e per nulla banale.

Di speciale questo libro ha molte cose. Innanzitutto la narrazione particolareggiata e segnata da tinte fosche. Poi i personaggi caratterizzati alla perfezione e inseriti magistralmente nel passaggio delicato dall’infanzia all’età adulta e non solo dal punto di vista anagrafico: le vicende che si susseguono e le scoperte sconcertanti fanno sì che Vittorio e i suoi amici, in quell’estate, crescano all’improvviso.

“Non si invecchia mai un po` alla volta. C’è un momento preciso, nella vita, in cui ti accorgi che è successo. È una certezza, e non contano gli anni che hai. Capita quando smetti di andare avanti e ti scopri a guardarti alle spalle. Scruti il tempo che se n’è andato. Lì dietro sono rimasti i tuoi unici amici, i ricordi, l’illusione che niente possa mai finire davvero.”

“L’estate del cane bambino” è un libro malinconico e allo stesso tempo tenero e profondo. Una lettura intensa che ti prende allo stomaco, una scrittura che ho apprezzato tantissimo e che riesce a fare di questo libro sia un romanzo di formazione, sia un romanzo che parla di violenza, di vendetta e di perdono. Una storia sulla difficoltà di diventare adulti che vi lascerà un senso di smarrimento nel quale dovrete ancora riflettere a lungo prima di iniziare la prossima lettura.

Una menzione particolare a nonno Cesilio, personaggio fenomenale che si fa amare senza condizioni e che è un punto di luce all’interno della narrazione.

 

Scheda del libro

Titolo: l’estate del cane bambino
Autori: Mario Pistacchio, Laura Toffanello
Editore: 66th and 2nd
Prezzo: 16,00€
Pagine: 218 p.

 

 

 

 

 

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Strade di notte – Gajto Gazdanov

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Il tassista è un mestiere le cui storie da raccontare farebbero davvero invidia anche ad un romanziere dei più affermati. Passeggeri misteriosi, passati da scoprire o solo da immaginare partendo da piccoli dettagli colti per caso.

E’ questo quello che fa il protagonista di questo libro, un tassista russo che percorre ogni notte le strade di una Parigi desolata a bordo del suo taxi, scorgendo figure e ombre misteriose sui marciapiedi della capitale.

Si tratta però di una Parigi quasi decaduta, un paesaggio notturno dove si scorgono le figure più variegate: dalle prostitute agli ubriachi, dai mendicanti ai nobili decaduti. E lì dove il lavoro dovrebbe frenarlo, la curiosità porta il nostro tassista a lasciare il suo mezzo per andare ad esplorare di persona quelle strade e quei sobborghi che tanto lo attirano.

Viene narrata così una sequenza di episodi legati sempre a quelle strade di notte e a quei personaggi che assillano la vita notturna dei quartieri più malfamati della città.

E’ un libro breve, che si legge in un paio di sere e che fa riflettere su quello che albergava per le strada di Parigi di sera fino a qualche anno fa e che forse vi è ancora!

Personalmente, avrei preferito più misteri, più intrighi da scoprire, più passati sconvolgenti, invece ci si trova davanti ad una serie di episodi legati tutti alle vite di prostitute della zona. Meno coinvolgente di quello che speravo ma comunque una bella storia a tratti malinconica.

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SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Fazi Editore
Pagine: 237
Prezzo: 16,50€

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MISDIRECTION di LUCIA BIAGI – Eris Edizioni

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MISDIRECTION

 

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Cari lettori, sono qui oggi per parlarvi di questa particolarissima graphic novel. Partirò immediatamente con un commento super professionale, assai tecnico e di assoluta rilevanza: ADORO LA BICROMIA DI QUESTO FUMETTO! Perché mentire? È stata la prima cosa che ho notato e che mi ha colpito: questo gioco di colori freddi, verde acqua e viola, in poche sfumature, che rendono le tavole compatte e davvero gradevolissime alla vista. Perché qui non stiamo parlando di un libro, e una graphic novel si porta dietro non solo la responsabilità di una storia ben riuscita, ma anche il dovere di una buona veste grafica che colpisca; e Misdirection di Lucia Biagi rispetta entrambe le condizioni.

Trama da http://www.erisedizioni.org

Misdirection è l’arte di distogliere l’attenzione e rendere possibile un trucco di magia, ingannando i sensi e la mente. Misdirection è Federica d’estate in montagna coi nonni, senza preoccupazioni, che gioca col suo smartphone, registra il suo diario vocale e non ha voglia di pensare al liceo che sceglierà a settembre. E le uscite con Noemi, l’amica più grande che la porta di nascosto in discoteca e la fa sentire speciale quando le confida i suoi segreti.

Ma dopo una nottata passata a ballare, Noemi non le risponde al cellulare. Dovevano incontrarsi, ma l’amica non è dove dovrebbe essere, lì c’è solo il suo smartphone e Federica non ce la fa davvero a non preoccuparsi per lei.

Misdirection è una ragazza che non si trova da nessuna parte, a cui potrebbe essere successo qualcosa, anche se sembra non importi a nessuno. Misdirection è la mancanza di lucidità che si può avere a tredici anni, Misdirection è la storia di una ragazzina che vuole solo sapere che fine ha fatto la sua amica, e quando l’avrà trovata, spera con tutte le sue forze, a quel punto andrà tutto bene.

In un determinato punto della lettura, uno dei personaggi (un amico della nostra protagonista Federica) parla di una tecnica specifica che consisterebbe nel far credere allo spettatore che un determinato elemento sia rilevante e molto importante per poi fargli scoprire che in realtà serviva solamente a confonderlo e a distrarlo dal vero oggetto della narrazione. In questo concetto ritroviamo un po’ il punto focale di questo fumetto: una ragazza scomparsa, due amici alla ricerca della verità. Sembrerebbe quasi uno di quei thriller oscuri che celano una storia di rapimento e violenza, ma alla fine ci ritroviamo d’innanzi ad una storyline che ci accompagna verso un punto preciso: la riflessione e la consapevolezza di determinati argomenti che, a quanto pare, all’autrice stanno molto a cuore: i social network e le sue conseguenze, ma più precisamente la condizione femminile e il labile rapporto tra la libertà di scegliere e ciò che ne consegue all’interno della società per una ragazza.  Questa graphic novel attraversa pregiudizi, meschinità, maschilismo e logica di branco maschile (e non) fino a portarci a riflettere sul diritto delle ragazze di essere libere di spogliarsi da ogni peso che sembra gravare in più su di loro.lucia-biagi-misdirection-04-1000x600

La narrazione procede per tutto il fumetto quasi statica, senza picchi eccessivi e ciò, a mio parere, viene accentuato dalle tavole fredde e rotondeggianti, con un disegno “calmo” ed espressioni placide.shapeimage_12

Misdirection è un’esperienza di lettura atipica, ma che ho apprezzato davvero tanto. Complimenti a Lucia Biagi e ad Eris Edizioni per aver sfornato questo prodotto particolare dalle tematiche delicate ma assai attuali.

 

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Titolo: Misdirection
Autore: Lucia Biagi
Pagine: 208 pagine in bicromia
Prezzo: 17,00€
Editore: Eris Edizioni (collana Kina)

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#GruppoDiLetturaDay: LE NOTTI BLU di CHIARA MARCHELLI candidato al premio strega 2017

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Le notti blu, candidato al Premio Strega 2017

Cosa sono le notti blu? Le notti blu sono le notti in cui non riesci a dormire e tutto si fa denso, quelle notti statiche, immobili, nelle quali sono solo i pensieri a muoversi e a turbinare. Sono ore che non passano e che affollano il buio colpito dalla luce azzurrina di una cucina dove un uomo si ritrova ancora a fare quel latte caldo con il miele. Un rito dal sapore amaro, un rito che era soltanto suo e di suo figlio e che adesso, dolorosamente, Michele continua ad eseguire senza poter mai porgere una seconda tazza.

 

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Chiara Marchelli

Michele e Larissa sono i genitori di Mirko, una coppia normalissima ma sulla quale grava un peso che non dovrebbe poter esistere: il suicidio di un figlio. Si apre subito così il romanzo di Chiara Marchelli, con uno stralcio di vita in una cucina ordinaria, dove dopo cinque anni, il dolore, impastato con la quotidianità, continua ad esistere nella vita di questi genitori.

 

Con una scrittura asciutta che assomiglia ad una fredda lastra di raggi X, l’autrice ci racconta le vicende di questa famiglia mutilata e il dolore tremendo e implacabile che regola ormai le loro vite.

Michele e Larissa però sono rimasti sempre uniti, sempre insieme a supportarsi. Perché il fardello è più facile da portare in due e il dolore condiviso ci fa sentire meno soli e forse, meno disperati. Ma accade poi qualcosa nelle loro vite, una telefonata che stravolgerà la loro giù precaria routine. Caterina, moglie di Mirko, trova un documento che riguarda un riconoscimento di paternità da parte del legale di una donna. Questo ritrovamento scombussola e incrina ogni certezza nella vita dei tre personaggi. Come se non bastasse, nel dolore si insinua anche la scomoda domanda: Conosciamo davvero chi amiamo?
Ed è a questo punto che Michele e Larissa si dividono. Il primo vede in un possibile nipote uno spiraglio di luce che, nonostante tutto, lo riavvicinerebbe a suo figlio. Larissa invece ci vede tradimento, menzogna e non riesce ad accettare che Mirko possa averle mentito.

Chiara Marchelli con il suo stile asettico e pulito, ma non per questo privo di intrinseco sentimento, ci mostra la frattura che si crea nella coppia, tra chi vorrebbe solo sopravvivere e chi invece vorrebbe provare a vedere cosa si cela al di là di una possibilità di salvezza.
Bellissima l’analisi psicologica dei personaggi e commovente il “gioco emotivo” tra Larissa e Michele che si feriscono, si allontanano, ma con un piccolo minuscolo gesto tornano a capire quanto siano essenziali l’uno per l’altra, fino ad allontanarsi di nuovo, pentirsi e tornare a ricordare il loro affetto.

In conclusione, davvero una lettura intensa e stimolante narrata attraverso i pensieri e i flussi di coscienza di chi resta. Personaggi che rimangono nel cuore, raccontati da una penna che sa parlare di dolore.

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Giulio Perrone Editore

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Book Media Events di Isabella Borghese

 

 

 Scheda del libro

Autore: Chiara Marchelli
Titolo: Le notti blu
Casa editrice: Giulio Perrone
Pagine: 236
Prezzo: 15€ – 7,99€