0

L’Eredità di Mezzanotte di Irena Brignull

fotoLe streghe, hanno una cattiva fama. Sono tremende e potenti. E uno stregone?

Il sequel di La Profezia di Mezzanotte, intitolato L’eredità di Mezzanotte, dell’autrice Irena Brignull, è una nuova avventura tra sentimenti violenti, magie e maledizioni pericolose e rapporti familiari che portano, inesorabilmente, verso guai seri.

Già durante la lettura del primo libro di questa duologia (qui potete trovare la recensione) mi ero accorta di trovarmi di fronte a una storia fuori dall’ordinario, pregna non solo di magia, ma di oscurità, conflitto, passione. Una passione che caratterizza bene le relazioni particolari che legano i personaggi di questa storia.

Rapporto madre e figlia, tra sorelle, rapporti d’amore: tutte queste dinamiche sono pervase dalla passione, da un sentimento di urgenza, unione, e quasi disperazione.

La magia, che lega le streghe come sorelle, è la stessa che separa, che maledice, che le emargina e fa temere il mondo esterno, l’universo maschile, l’amore. La nascita di un figlio maschio, che tra le streghe è un tabù.

Durante questa lettura, di cui non vi andrò a descrivere i particolari per evitare spoilers, ho ritrovato l’atmosfera particolare, magica e al tempo stesso inquietante, che tanto avevo amato nel primo libro della saga.

Le cose sono molto cambiate dalla fine del primo libro, gli equilibri nel clan delle streghe si sono rotti, certi personaggi hanno cambiato idea su molte cose, e la regina, nonostante la profezia, non ha ancora preso il suo posto.

Poppy ed Ember, protagoniste supreme del primo libro, vengono messe da parte in molti momenti per mostrare al lettore la storia pregressa, le loro origini: veniamo a scoprire il passato di Charlock, la madre di Poppy, e della sua amica Betony, il cui ruolo diverrà sempre più importante. E, ancora, Sorrel, la “regina mancata” si ritroverà ad affrontare nuovamente sua madre, la temibile Raven.

Netti sono i rispecchiamenti: l’amicizia e la sorellanza, ancora una volta, sono una delle tematiche chiave di questa narrazione. L’amicizia che lega, ma anche quella che tradisce. E la sorellanza che diviene, invece, motivo di invidia e seme della distruzione.

giphy

Il rapporto madre e figlia, e madre e figlio, è poi ancor più problematico: la figura materna è vista come potente, suprema, capace di crescere e proteggere. E, al tempo stesso, è ingannatrice, perché la maternità non viene mai vissuta veramente, viene incastrata in giochi perversi. E nella narrazione ce n’è per tutti i gusti: dalla madre soffocante, incapace di vedere i bisogni della propria prole, a quella che, invece, abbandona e non si permette più il lusso di pretendere, ma che non dona neanche amore.giphy (1).gifL’amore è l’altro punto focale. In una società, come quella piccola ed emarginata delle streghe, dove l’uomo viene visto come seme del male e della discordia, l’amore non può essere altro che catastrofe, maledizione. Motivo di separazione, tradimento e sofferenza. Ma ne vale davvero la pena?

Ma è la giusta via, odiare l’amore? Non permettere all’altro, all’uomo, di combattere accanto alle streghe, permettersi di amare e lasciarsi amare? Condividere il potere?

giphy (2)

I personaggi di questa saga sono combattuti tra oscurità e luce, e alcuni sono caratterizzati più da una o dall’altro. Ma, inevitabilmente, è verso l’oscurità che vengono attratti: oscurità non intesa come cattiveria, ma come un percorso oscuro in cui la sofferenza viene abbracciata come una vecchia compagnia, viene utilizzata come guida perché la fiducia nella luce è poca. Sono personaggi forti che sanno che non serve fuggire, non per sempre, perché, prima o poi, la verità uscirà fuori e arriverà il momento di affrontarla. Ed è proprio quello che succede a Poppy, allontanata dall’amore, dalla madre ingombrante e da quella che non lo è affatto, separata persino dall’unica persona che abbia mai considerato come una sorella. Ma cosa ritroverà al suo ritorno? Un abbraccio, o una guerra in atto? Sarà lei a salvare, o verrà salvata?

Nulla è semplice, tutto è in conflitto e in lotta, non tanto tra bene e male e tra giusto e sbagliato. Ma in equilibrio, dove una scelta può cambiare tutto. E l’unica via giusta, al contrario da come tutto il resto del mondo sembra suggerire, è quella dettata dal proprio istinto. Dal proprio cuore.

 

SCHEDA DEL LIBRO

Titolo: L’eredità di mezzanotte
Autore: Irena Brignull
Editore: De Agostini
Pagine: 432
Prezzo: 14, 90€

Annunci
20

Blogtour Iron Flowers – Identikit dei personaggi

Untitled design(3)

Ed eccoci qui alla seconda tappa del blogtour del romanzo Iron Flowers di Tracy Banghart, un bellissimo romanzo per chi ama il fantasy, la distopia e le donne forti!

Oggi andremo a vedere i personaggi più importanti, e più intriganti, di questa storia! Vi ricordiamo di seguire tutte le tappe del blogtour: in palio, due bellissimi premi!

Untitled  design(2).png

***

Identikit dei personaggi

adelaide-kane-906550l
Nome: Nomi

Dove si trova: Bellacqua

Caratteristiche fisiche: occhi color ambra, capelli castani

Ruolo: sorella di Serina, e sua ancella

Tratti caratteriali: ribelle, irriverente, le regole le stanno strette. Sempre molto allegra, ambiziosa.

Ha sempre desiderato essere un ragazzo, come suo fratello gemello Renzo, per poter fare tutto quello che alle donne è precluso, come leggere (che lei, in realtà, ha imparato a fare lo stesso). Non sa tenere a freno la lingua, odia le repressioni e, in generale, non fa mai quello che gli si dice di fare.
I ragazzi, in genere, non le interessano, come non le interessa trovare uno sposo, che in ogni caso non potrebbe scegliere da sé. Fare l’ancella per sua sorella, nel caso lei fosse scelta come Grazia, sarebbe l’unico modo per conservare un po’ della sua libertà. Anche se lei sa bene che non potrà mai essere libera come vorrebbe, che le donne non potranno mai esserlo: farebbe di tutto per poter cambiare lo stato delle cose.

***

serina

Nome: Serina

Dove si trova: Bellacqua

Caratteristiche fisiche: capelli color nocciola lunghi fino alla vita, occhi castano scuro, pelle perfetta

Ruolo: sorella di Nomi, aspirante Grazia

Tratti caratteriali:  posata, ubbidiente, misurata nelle parole e nei gesti.

Ha imparato che compiacere gli altri e accondiscendere gli uomini è l’unico modo per sopravvivere. Il suo obiettivo è diventare una Grazia, per poter avere una vita più facile per sé, ma soprattutto per la propria famiglia. Sa bene che Nomi, sua sorella, è una ribelle che spesso tende a mettersi nei guai, ed è molto preoccupata per lei e cerca sempre di proteggerla. È anche per questo che vuole diventare una Grazia, così da portare con sé sua sorella come ancella, e tenerla d’occhio affinché sia al sicuro.

***

nick-bateman
Nome:
Malachi

Dove si trova: Bellacqua

Caratteristiche fisiche: occhi scuri, capelli corti castani, labbra carnose, avvenente e muscoloso.

Ruolo: Erede, figlio del Supremo

Tratti caratteriali: È arrogante, severo, pretenzioso

Essendo il figlio del Supremo, è abituato ad avere tutto quello che vuole. Non si aspetta che qualcuno gli resista o gli si opponga, specie per quanto riguarda le donne. Nel momento in cui trova qualcuno che non lo accondiscende, la prende come una sfida personale.

***

HD-Ben-Barnes-Wallpapers-01


Nome:
Asa

Dove si trova: Bellacqua

Caratteristiche fisiche: capelli scuri più lunghi del fratello e arruffati, occhi scuri

Ruolo: fratello di Malachi

Tratti caratteriali: tende a defilarsi, in realtà è molto divertente ed è un attento osservatore

È abituato a vivere nell’ombra del fratello. Al tempo stesso, il suo ruolo gli sta stretto, vuole evadere e odia le ingiustizie. È anche molto competitivo, adora le sfide, e ha un buon senso dell’umorismo. A volte vorrebbe fuggire dalla propria vita, e pensa che il regno del padre e del fratello abbia molti aspetti sbagliati e ingiusti.

***

00acc6c964240db1c01c04f3232368dd
Nome: Valentino (Val)

Dove si trova: Monte Rovina

Caratteristiche fisiche: abbronzato, occhi chiari, capelli scuri

Ruolo: guardia di Monte Rovina

Tratti caratteriali: è misterioso, in realtà molto buono e disponibile

È giunto fino a Monte Rovina per salvare una persona cara. Non essendoci riuscito, si arrovella per la sua colpa e cerca di convincere le ragazze a non buttarsi giù dalla scogliera, come in realtà avrebbe voglia di fare lui stesso nei momenti di sconforto.

***

Per poter vincere le due copie in brossura del romanzo dovete seguire queste semplici regole:

• Iscrivervi sul blog.
• Commentare in maniera sensata, lasciando inoltre una mail di riferimento, tutte le quattro tappe del Blogtour (trovate i link delle altre tre in fondo).
• Seguirmi su Instagram (@leggendoabari) o su Facebook qualora non possediate un profilo ig (iRead la tana del lettore).

Segui le altre tappe:

Sweetbook.it

Sproloqui di Deb

Living among the book

1

Intervista a Sabrina Pennacchio

FB_IMG_15209438331132325

Un po’ di tempo fa è uscita sul blog la recensione di At world’s end: Wanted pirates di Sabrina Pennacchio, un romanzo storico e avventuroso che racconta una storia di pirati e onore. Oggi ospitiamo l’autrice sul blog per una piccola intervista!

Benvenuta Sabrina, oggi sei qui per raccontarci un po’ di te, del tuo romanzo e della tua vita da scrittrice.
Innanzitutto, volevo chiederti com’è nata la tua passione per la scrittura?

Ciao e inizialmente grazie per avermi invitata! La mia passione è nata più o meno a 13 anni. Sin da bambina ho sempre disegnato manga, e di conseguenza scrivevo le storie dei miei personaggi. Poi, un giorno, finite le scuole medie, rimasi così delusa dal finale di un’opera che mi venne da scriverne uno alternativo. Scoprii il mondo delle Fanfiction e bum!

Perché hai scritto un romanzo proprio sulla figura del pirata?

Perché non avevo mai scritto nulla sui pirati. Sono un tipo di persona a cui piace scrivere sempre cose diverse. Da quando scrissi il mio primissimo romanzo a 14 anni, mi sono sperimentata sempre più sulla stesura di opere diverse e con tematiche altrettanto diverse da quelle precedenti.

A cosa ti sei ispirata per la scrittura di questo romanzo?

A dire la verità, a nulla in particolare. Un giorno cercavo su internet qualcosa sui pirati per scrivere il libro, la storia di Calico Jack mi piacque e decisi di inventarci sopra qualcosa che avevo in testa da un po’.

Da lettrice, noto una sorta di connessione tra Calico Jack e Jean Read, come se fossero due facce della stessa medaglia, due opposti che, in qualche modo, sono collegati. Ci racconti un po’ del rapporto tra questi due personaggi?

Jack è ciò che una donna trova affascinante: passione, pericolo, una continua avventura, insomma. Jean, invece, è ciò che una donna desidera: sicurezza, amore e un futuro felice.

Entrambi sono i miei bambini adorati! Il loro rapporto è di puro odio, ma al tempo stesso hanno trovato, nell’altro, quel degno avversario, quel degno divertimento che non avevano mai trovato sino ad ora.

In parte credo che, sotto sotto, provino una sorta di ammirazione verso l’altro. Ma proprio sotto sotto! Mi piacerebbe scrivere qualcosa su di loro, in futuro, uno spin-off o non so, un “anni dopo” o “nel mentre di”.

Marina subisce un cambiamento nel romanzo, cresce e forse passa da essere una ragazza a essere una vera donna. Com’è stata la creazione di questo personaggio? Senti di somigliarle, in qualche modo?

Marina non mi somiglia per niente. Diciamo che raramente tendo a dare il mio carattere ai personaggi, anche perché si muovono da soli, a un certo punto della storia!

Lei doveva essere la classica nobildonna dell’800, incapace di fare qualcosa da sola, senza seguire una determinata etichetta o modo di vivere; però, appunto, man mano ha sviluppato un lato di sé che mi rende fiera come “madre”!

Che messaggio senti di aver voluto mandare attraverso questo romanzo?

Non sempre ciò che vediamo corrisponde alla verità dei fatti. Le azioni spesso sono spinte da conseguenze che ci segnano, ci cambiano e ci peggiorano, molto spesso. Non è nulla di giustificabile, assolutamente, ma mi piacerebbe che si capisse che non bisogna fermarsi alle apparenze e che, soprattutto, qualsiasi cosa orribile la vita ci metta davanti, dobbiamo avere la forza di superarla e pensare “la mia vita, il mio futuro vale molto di più di ciò che oggi ho subito”. Perché la vita è una sola, se permettiamo ad altri di distruggercela, potremmo perdere l’opportunità di conoscere cose molto più belle di quelle esperienze brutte che abbiamo subito.

Hai altri progetti di scrittura in corso?

Sto revisionando il famoso romanzo scritto a 14 anni, di cui ti ho parlato qualche domanda prima! È un romanzo per ragazzi, qualcosa di scolastico e molto semplice (in fondo, l’ho scritto quando ero piccolissima), ma è un qualcosa che mi rende fiera perché è ciò che mi ha portato qui oggi. Lo revisiono, lo sistemo e lo mando all’editore sperando che lo apprezzi e decida di pubblicarlo. Sarà una saga vampiresca (lo so, ormai di vampiri se ne sono visti tanti in giro, la mia pecca è che ero piccola e ho permesso ad altre storie di anticiparmi con la pubblicazione!). Tenetevi aggiornati sulla mia pagina Facebook per sapere come va, e intanto sperate con me che venga accettato~

0

At world’s end: Wanted pirates di Sabrina Pennacchio

caliko jack

La figura del pirata, nel nostro immaginario, è dipinta come avventurosa, affascinante ma, anche e soprattutto, pericolosa. Rimaniamo ammaliati dalla vita libera e sregolata che questi uomini conducevano, in balia delle onde del mare, su grandi navi, tra la ricerca di un tesoro e la razzia di una nave mercantile. Spesso ignoriamo quanto i pirati siano stati, e sono ancora in certe parti del mondo, dei combattenti, ladri, spesso assassini, senza rispetto per le regole e senza cuore.

 

È più o meno quello che fa anche la protagonista del romanzo che ho da poco finito di leggere: At world’s end: Wanted pirates di Sabrina Pennacchio.

Marina Charlotte Surcouf è una ragazza perbene, in procinto di tornare alla sua dimora dopo anni passati a studiare all’estero, e, soprattutto, in procinto di sposare il suo promesso sposo, nonché amico d’infanzia, Jean Read. Nutre dentro di sé, però, una malsana curiosità per i pirati e per la loro vita avventurosa. Senza sapere che, a breve, conoscerà uno dei pirati più temibili e misteriosi che ci siano in circolazione: Calico Jack.

 

giphy.gif

Le vicende di questo romanzo, che si dipanano nel lontano XVIII secolo, hanno il gusto dell’avventura, delle battaglie che fanno trattenere il fiato, ma anche dei pericoli che la vita per mare può comportare: Marina, infatti, si ritrova a far fronte alla vita da “pirata” a tutto tondo, con i suoi pericoli, rappresentati soprattutto dagli altri pirati e… da Calico Jack. Un pirata che nasconde un segreto, che sa mostrare un sorriso truce ma anche compassione, e che mostrerà i suoi lati peggiori, spesso nascondendo ciò che di meglio ha dentro di sé.

Jean Read, il promesso sposo, e il padre di Marina, dal canto loro, faranno di tutto per salvarla, ma mettersi contro i pirati, si sa, non è mai facile.

 

giphy (1).gif

Il romanzo di Sabrina Pennacchio è una grande avventura ben scritta, densa di particolari. Ogni capitolo ti lascia con un punto interrogativo, spingendoti a continuare la lettura. I due uomini tra cui Marina si trova sospesa, Calico Jack e Jean Read, sono molto diversi, ma forse entrambi condividono una fiamma dentro di loro che non li fa mai arrendere, specie quando si tratta di Marina.

Ho trovato la lettura molto piacevole e particolare. Il personaggio di Marina subisce sicuramente un cambiamento dall’inizio del romanzo alla fine, in qualche modo cresce, e ciò la porta a compiere la scelta decisiva. La scelta che, personalmente, trovo più giusta.

Tra battaglie e segreti di famiglia, At world’s end. Wanted pirates si rivela essere un romanzo per nulla banale e una lettura avventurosa.

E ora, tutti all’arrembaggio!

 

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Writerseditor

Prezzo: 15,00 euro

Pagine: 272

0

La signora della morte di Terry Goodkind

goodDi streghe ce ne sono tante, e nella mia vita da amante del genere fantasy ho letto di streghe di ogni tipo. Ma mai avevo incontrato, tra le pagine di un libro, una strega così forte, bella e temibile come Nicci, la protagonista di La signora della morte di Terry Goodkind, primo libro di una trilogia tutta dedicata a questa figura femminile che non deve mai chiedere per farsi rispettare.
Il romanzo è il primo di una trilogia, sì, ma il mondo in cui è ambientata questa storia fantasy vecchio stile è comune a quello di una lunghissima saga scritta dallo scrittore, e che sicuramente i lettori più fedeli del genere conosceranno, visto che ne è stata tratta anche una, seppur breve, serie tv: sto parlando della saga La spada della verità.
Nonostante, appunto, questo libro sia l’inizio di una nuova avventura, il mondo magico in cui le vicende si srotolano è lo stesso, ricco di un passato intricato che è possibile esplorare con gli altri volumi.
La storia è molto “classica”, e Nicci, una strega potente, bellissima e spietata, ma, ormai, volta al bene, si ritroverà a intraprendere un viaggio con due accompagnatori particolari. Durante il proseguimento di questo viaggio, non mancheranno di incappare in vari ostacoli e difficoltà magiche da risolvere: perché il mondo ha da poco mutato le sue leggi, la magia è cambiata e le profezie sono scomparse. Nonostante ciò, proprio una profezia indica Nicci e Nathan, uno dei suoi accompagnatori, ex profeta e mago che ha perso il controllo della sua magia, come il fulcro di un cambiamento più netto e, addirittura, della salvezza del mondo.
Lo stile dello scrittore è carico di descrizioni, ricco di spessore, e a tratti può risultare lento, come i grandi e vecchi fantasy più classici, ma non per questo la lettura non procede con facilità e, anzi, risulta molto piacevole. I dettagli più macabri e sconveniente non vengono tralasciati, e spesso viene utilizzato un linguaggio secco che non lascia spazio all’immaginazione. Le tematiche trattate sono, tra le più importanti, la subordinazione tra più forte e più debole, ma anche tra uomo e donna: Nicci stessa si è ritrovata e si ritrova tuttora a dover fare i conti con le discriminazioni verso il genere femminile e la violenza. Inoltre, importante è la tematica della magia come potere ma anche come fardello e responsabilità.
Un’altra caratteristica molto apprezzabile della scrittura di Terry Goodkind è che spesso mostra il punto di vista di più personaggi, e non solo dei protagonisti; abbiamo scorci di pensieri, riusciamo a comprendere e a venire a conoscenza delle intenzioni persino dei nemici di Nicci e della sua compagnia, degli esseri più immondi e dei mascalzoni più vili. Nonostante siano, spesso, personaggi secondari che portano solo grane, è bella l’intenzione dell’autore di portare il lettore nella mente anche degli avversari minori, e non solo di quelli importanti, come se, appunto, il pensiero di tutti i pezzi della scacchiera della storia sia importante.
La strega della morte è un libro colosso, perché porta su di sé il peso di continuare le vicende in un mondo già ben costruito, che vive da sé nelle prime saghe dello scrittore ma che, nonostante ciò, ha ancora tanto da dare, tanto da raccontare.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Newton Compton Editori
Pagine: 572
Prezzo: 14.90€

0

Assassinio sull’Orient Express – Agatha Christie

assassinio

È uscito, alla fine dello scorso anno, il nuovo adattamento cinematografico del celebre romanzo Assassinio sull’Orient Express di Agatha Christie. Dopo essere rimasta folgorata dalla visione del film, ho deciso di procedere con la lettura del romanzo. Devo dire che non avevo proprio avuto una buona impressione della tanto acclamata autrice, dopo aver letto Dieci piccoli indiani, che mi era parso troppo macchinoso.

Con Assassinio sull’Orient Express, però, devo dire che mi sono ricreduta, e penso che il merito vada quasi totalmente alla figura carismatica e particolare di Hercule Poirot.

poi

La narrazione risulta essere, specialmente all’inizio, molto impersonale, in terza persona; è eccezionale notare, però, come si arricchisca di momenti estremamente introspettivi, specie del protagonista, che catturano il lettore. Nonostante ciò, Poirot, come eccezionale personaggio il quale è, si svela soprattutto nei dialoghi e nel parlato, mostrando la propria psicologia e il proprio metodo di indagare ma, soprattutto, di pensare. E si rivela essere, appunto, una mente estremamente interessante.

Successivamente al delitto, fino al quale la narrazione procede lenta e tranquilla, si arriva nel cuore delle vicende, e una cosa che ho trovato molto accattivante è l’espediente utilizzato per far conoscere ai lettori i vari personaggi, tramite, appunto, gli interrogatori condotti da Poirtot. I sospettati coinvolti sono tutti molto diversi e variegati, sia per quanto riguarda il loro lavoro e aspetto, sia per quanto riguarda la loro nazionalità. Nonostante ciò, si nota, comunque, una nota di fondo di razzismo e intolleranza, anche presente in Dieci piccoli indiani: questo potrebbe, appunto, ricondursi al periodo storico in cui la scrittrice narrava, ma viene comunque da chiedersi se non rispecchiasse le proprie idee.

as

La narrazione procede veloce e accattivante fino a giungere al finale, dove si ritrovano delle tematiche già presenti in Dieci piccoli indiani, evidentemente cari alla Christie. Stavolta, però, emerge prepotente non solo il concetto di giustizia, ma anche un grande conflitto morale, che Poirot è costretto, in qualche modo, ad affrontare e sbrogliare.

Assassinio sull’Orient Express mi ha meravigliato e tenuto attaccata alle pagine: si è rivelata essere una lettura avvincente e appassionante persino per me, che non sono amante, in particolare, di questo genere.

 

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Mondadori
Pagine: 215
Prezzo: 13,50 euro

1

Il Mago – Lev Grossman

mago.jpg

Cosa succederebbe se nel nostro mondo, spesso grigio e triste, esistesse la magia? E se esistesse una scuola per maghi? No, non parlo di una scuola come quella di Harry Potter. Ma più come un’università, dove spesso non tutto è rose e fiori…

giphy (3)

È ormai da un paio d’anni che va in onda, in America, la serie tv The Magicians, tratta da questo romanzo, che parla di Quentin, un ragazzo molto intelligente e dotato, ma che si trova male nel mondo reale e preferisce sfuggirvi, tramite la lettura di libri fantasy. E che scopre, quando viene invitato alla scuola di magia di Brakebills, che si trova male nel mondo reale perché lui fa parte di un altro mondo, più entusiasmante, ma anche denso di pericoli.

giphy (4).gif

Il libro, abbastanza diverso dalla serie tv, è molto riflessivo, inizia con una nota grigia che è in linea con lo stato d’animo del protagonista: Quentin è un personaggio atipico, psicologicamente complesso e depresso, che non si vergogna di ammettere a se stesso le sue parti e pensieri più oscuri. L’ammissione alla scuola di Brakebills arriva come un’ancora che lo salva da un baratro, una fuga verso il “senso”.

Quentin, infatti, può risultare essere un protagonista difficile, a causa del suo mal di vivere, del suo bisogno costante di un motivo che dia una svolta e un senso alla sua vita, e la sua tendenza innata a rovinare tutto ciò che possiede a causa del suo senso di insoddisfazione. Nonostante entri in contatto con numerosi e interessanti personaggi, resta sempre lui il centro di tutto.

Questo libro non è il classico fantasy: certo, vi è la magia, vi sono cose ed eventi straordinari. Ma va oltre. Tratta di temi come l’infelicità, l’emarginazione, la competizione, il sentirsi superiori alla massa, ma soli.

giphy (5).gif

La magia, poi, è caratterizzata come se fosse una scienza misteriosa, cosa che rende il tutto più reale, ma anche più inquietante.

Sicuramente, questo libro è un approfondimento godibile, specie psicologico, e fondamentale per gli amanti della serie tv, ma presenta alcune lacune e risulta lento e confuso in certi punti. Rimane, comunque, un bel libro da leggere, specie per gli amanti dell’introspezione e per chi cerca un fantasy diverso, con un protagonista atipico e più simile alle parti più oscure di noi stessi.

 

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Pagine: 430
Prezzo: 14,00 euro