La profezia dei Romanov – Steve Berry

La profezia dei Romanov di Steve Barry è un romanzo pubblicato per la prima volta nel 2004 in lingua originale. In Italia arrivò solo l’anno dopo, nel 2005, grazie alla casa editrice Tea Libri.

Letto nell’ambito della mia rubrica su La Russia dei Romanov si discosta dai libri letti finora, romanzi puramente storici, in quanto ambientato in epoca moderna unisce storia, fantasia e thriller in un mix micidiale. Ma andiamo per ordine.

Il romanzo si apre con un prologo ambientato nel 1916: Rasputin viene urgentemente convocato dalla zarina Alessandra in quanto lo zarevic Alessio è preda di una delle sue crisi dovute all’emofilia. 

Dopo aver curato e calmato il bambino lo starec però appare delirante: inizia a parlare di una profezia, di rivoluzione, di dodici morti e della salvezza di qualcuno.

Subito dopo facciamo un lungo balzo temporale e ci ritroviamo nella Mosca dei giorni nostri. Qui l’avvocato americano Miles Lord si trova con il suo capo Taylor Hayes per appoggiare la candidatura di Stefan Baklanov come nuovo zar di Russia.

Dopo settant’anni di comunismo ferreo e altri di un governo debole il popolo russo ha infatti votato per tornare alla monarchia e Baklanov sembra il discendente più prossimo allo zar Nicola II, deceduto nel 1918. Compito di Miles è trovare materiale per favorirne la candidatura e la conseguente elezione.

Ma le ricerche non producono il materiale sperato. Anzi, il risultato di queste ricerche potrebbe mandare tutto a monte. Incappato in alcuni documenti segretati, l’avvocato Lord viene a conoscenza di una profezia riguardante i Romanov e di una ben più fondata testimonianza secondo cui la famiglia imperiale non è completamente deceduta a Ekaterinburg nel 1918.

Questa scoperta mette in serio pericolo Lord: scampato a ben tre agguati viene soccorso da un uomo che si dice a capo di una società segreta, una Sacra Compagnia il cui compito è quello di difendere lo zar e la sua discendenza.

Inizia così una lunga avventura, un viaggio contro il tempo in due continenti, alla ricerca della discendenza diretta dello zar Nicola II, contro la mafija per portare a compimento una profezia di quasi un secolo prima.

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Steve Berry cattura l’attenzione del lettore con uno stile accattivante dalla prosa semplice e incisiva. Troviamo sapientemente mixate tra loro la realtà storica della rivoluzione d’ottobre e della tragica fine della dinastia Romanov e l’azione del thriller più puro, con quel pizzico di fantasia data dalla profezia di Rasputin.

Il ritmo della narrazione è serrato, il lettore resta concentrato sulle pagine e sulla lettura in un pathos crescente, curioso di sapere come si evolverà la storia.

Il protagonista, Miles Lord, è uno di quei personaggi perfettamente caratterizzati: un passato non facile, un amore per una terra che non è la sua, una curiosità innata e uno spirito d’iniziativa invidiabile.

Per alcuni tratti ammetto che la storia mi ha ricordato il più famoso Codice Da Vinci di Dan Brown ma questo non ha assolutamente inficiato il piacere della lettura.

Quando ho scelto questo titolo per la rubrica sulla dinastia Romanov non ero certa di cosa mi sarei trovata ad affrontare e sono stata molto indecisa se lasciare intatta la mia decisione o orientarmi verso altri titoli. Alla fine ho deciso che andava bene così.

La profezia dei Romanov di Steve Berry è un romanzo che ha avuto l’abilità di ridare vita, seppur nella finzione, ad una delle stirpi imperiali più famosa e potente di sempre regalandole un finale alternativo. Un finale che forse si sarebbe davvero meritata.


SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Tea Libri
Pagine: 392
Prezzo: 9.00€
Voto: 8/10

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