La cicala dell’ottavo giorno – Mitsuyo Kakuta

La cicala dell’ottavo giorno è un romanzo di Mitsuyo Kakuta pubblicato in Italia nel 2014 ed edito da Neri Pozza.

Protagonista della vicenda è Kiwako, una donna di ventisei anni. Kiwako tempo prima aveva iniziato a frequentare il suo capo, uomo d’affari già sposato in un’altra città, avevano iniziato una relazione extraconiugale, con continue promesse di divorzio da parte dell’uomo. Una volta che la moglie aveva scoperto il loro rapporto aveva iniziato a mandare lettere e fare chiamate persecutorie a Kiwako attaccandola ripetutamente. La cosa si era protratta anche quando Kiwako, rimasta incinta, sotto pressione dell’uomo, aveva abortito. Dopo poco però anche la moglie era rimasta incinta e aveva partorito una bambina: Erina.

Kiwako dopo aver lasciato il lavoro e la casa in cui viveva ha iniziato a pedinare spesso la coppia e, una volta scoperta la nascita della piccola, ha iniziato a provare il desiderio di vederla. Approfittando del momento in cui i due lasciavano da sola tutti i giorni la bambina per circa venti minuti, lasciando addirittura la porta aperta, Kiwako si è introdotta nella casa, ha preso in braccio Erina e ha sentito che non poteva più lasciarla.

La fuga diventa necessaria, Kiwako sa di aver compiuto un gesto estremo e di non poter tornare indietro, Erina diventa Kaoru, la figlia mai nata e che la donna ha sempre desiderato. La fuggiasca ha da parte molto denaro, ereditato dalla morte del padre, oltre che una cospicua somma risparmiata negli anni di lavoro. In treno viaggiano lontano, entrando in contatto con un’ex amica dell’università di Kiwako e una signora sconosciuta, molto strana, che le ospita per quasi una settimana.

Una donna sopra un furgone sembra essere la soluzione definitiva, d’altronde Kiwako non ha un lavoro, nè un marito, nè tanto meno possiede i documenti della piccola: la donna infatti fa parte de la Casa dell’Angelo, una comunità che offre ospitalità alle donne, una specie di setta in cui le ospiti cambiano nome, hanno un posto sicuro dove vivere, completamente escluso ed indipendente dall’esterno. Dopo questa tappa la fuga continuerà per alcuni anni, fino a che la giustizia farà il suo corso e Kiwako verrà separata dalla bambina con cui avrebbe voluto passare il resto della sua vita.

La seconda parte del romanzo è invece dedicata ad Erina, diventata ormai adulta, che racconta con dei flashback a Chigusa, vissuta anche lei nella Casa dell’Angelo, ciò che è successo dopo essere tornata dalla sua vera famiglia. Apprendiamo quindi dei problemi coniugali della coppia, di questa famiglia in cui la bambina prima e la ragazza poi non è mai riuscita a sentirsi parte, di come abbia cercato di fuggire da essa il prima possibile e di come abbia ripercorso alcune tappe fondamentali della vita di Kiwako stessa.

Due donne legate da un filo, un rapporto impossibile, in cui si perde il senso della distinzione tra giustizia e ingiustizia, tra bene e male. Ci si pone tante domande, ci si chiede quale sia la colpa originale, come si possa rimediare ad essa. La cicala dell’ottava giorno è un romanzo estremamente duro in alcuni punti, ma molto bello ed emozionante, ricco di elementi psicologici su cui riflettere. E’ interessante anche il titolo scelto, il richiamo alla vita delle cicale che solitamente muoiono dopo sette giorni sulla terra, dopo aver passato sette anni sotto terra; c’è il credere che magari qualche cicala riesca a sopravvivere al settimo giorno e arrivando all’ottavo riesca a vivere anche cose belle in mezzo a quelle brutte che la vita mette di fronte a tutti gli esseri viventi. Una metafora estremamente intelligente, tenera, a cui le esistenze di Kiwako ed Erina sembrano inesorabilmente avvicinarsi.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Neri Pozza
Pagine: 398
Prezzo: 18,00€
Voto: 8/10

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