La pietra di paragone – Edith Wharton

La pietra di paragone di Edith Wharton ha una protagonista particolare: Margaret Aubin. Margaret è stata una scrittrice di grande talento e, cosa importante, al momento del racconto è morta ormai da qualche anno. Eppure pur essendo morta il suo fantasma sembra aleggiare e premere sulla coscienza del vero protagonista della storia.

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Glennard è un giovane che si occupa di investimenti, ma purtroppo non ha i mezzi finanziari per poter sposare la donna di cui è innamorato, Miss Trent. La loro relazione, pur non essendo mai stata ratificata da una proposta di matrimonio, va avanti da anni. Miss Trent lo ama, nonostante Glennard spesso la consideri quasi un cane fedele, più che una donna da amare.

Sul giornale appare una notizia: uno studioso vorrebbe scrivere una biografia di Margaret Aubin e chiede a chiunque la conosca in vita di dare riscontro di lettere o documenti che possano aiutarlo a delinearla al meglio. Glennard potrebbe fare al caso suo: d’altronde ha conosciuto Margaret tanti anni prima, tra di loro si era instaurato un rapporto particolare, durato nel tempo e concretizzato da uno scambio epistolare. L’idea di cedere quei pacchi di lettere allo studioso lo attira, ma allo stesso tempo viene preso dal dilemma morale. La coscienza vince e quegli incarti tornano nascosti nei cassetti.

Ma qualcosa cambia per Glennard: Miss Trent è stata invitata dalla ricca zia a fare un viaggio in Europa. La separazione e il distacco gli accendono un campanello d’allarme. E se nei cassetti della sua scrivania fosse custodito il segreto della ricchezza?

Il pensiero si tramuta in azione: le lettere vengono vendute, Glennard nasconde di essere stato lui il destinatario dell’intimità della sua cara amica e di essere lui stesso il venditore. Passano un paio di anni: le lettere di Margaret Aubyn sono state pubblicate e portano grande profitto. Tutti le leggono e tutti allo stesso tempo provano disprezzo per essere entrati nell’intimo di una donna che in quelle parole si apre ad un amico. Glennard e Miss Trent sono benestanti e felici: ma qualcosa attanaglia l’animo di lui.

Edith Wharton è maestra nel raccontare i costumi della società americana del suo tempo e questo lungo racconto o romanzo breve ne è l’esempio. In poco più di cento pagine scopriamo tutte le sfaccettature di Glennard: la sua volontà, i suoi dubbi, i suoi timori e la sua crudeltà. Due grandi protagonisti quindi, una scrittrice morta di cui si parla solamente e l’agire di un uomo che proprio per i suoi desideri e vizi è reale. Poi tutti gli altri personaggi secondari, tra cui Miss Trent, fidanzata prima e moglie poi, carattere leale e fedele all’inizio, silenzioso e distaccato poi. E poi Flamel, confidente all’inizio, collezionista di opere letterarie, colui che spinge Glennard alla pubblicazione, perchè Margaret Aubyn per lui è diventata una proprietà di tutti.

Il problema morale attraversa tutto il libro: se una persona muore, è giusto che quello che ha scritto e detto in forma privata venga trasmesso ai posteri solo perchè è famosa? Quanto è labile il confine tra privato e pubblico per chi è conosciuto da molti?

Pubblicato nel 1900 La pietra di paragone, scritto vent’anni prima del capolavoro L’età dell’innocenza, ci mostra il talento di una grande scrittrice, che avrebbe rimescolato le tematiche presenti, in tutte le sue opere successive. Il titolo purtroppo è disponibile nell’unica stampa del 1995 de La Tartaruga edizioni, acquistabile quasi esclusivamente usato. Se riuscite però, non fatevelo scappare!

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: La Tartaruga edizioni
Pagine: 134
Prezzo: 24.000 lire (usato al Libraccio sui 6€)
Voto: 7/10

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