La mia anima è un giardino – Carmela Giustiniani

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Quando ero bambina mi è capitato tra le mani un libro in un’edizione bellissima de La piccola principessa: il volume era arricchito da illustrazioni che riuscivano a rendere al meglio gli ambienti del collegio dove la piccola Sara Crewe era ospite prima come studentessa, poi come serva. Successivamente ho letto Il giardino segreto sempre della stessa autrice, Frances Hodgson Burnett, e con Mary, Colin e Dicon mi sono innamorata della natura inglese e  di questo giardino nascosto e meraviglioso oggetto del titolo.

Ho visto anche gli adattamenti cinematografici degli anni ’90: quindi appena ho potuto ho approfittato per comprare la biografia che Carmela Giustiniani, già apprezzata in Chiamatemi Elizabeth, ha scritto su Frances Hodgson Burnett. Il volumetto, come tutti quelli che ho già avuto modo di sfogliare e leggere della casa editrice flower-ed, è sempre piccino, una biografia che non angustia per lunghezza e non annoia, andando a toccare i tratti salienti della vita della scrittrice. Copertina floreale, piena di rosa, rossi, bianchi e azzurri.

Frances Hodgson nacque in Inghilterra nel 1849: terza di cinque figli viveva da piccola Lady di una famiglia inglese benestante. Aveva grande fantasia, amava leggere e inventare storie per deliziare le sorelline più piccole. A quindici anni fu costretta  a trasferirsi con la madre e i fratelli in America: il padre era morto da qualche anno, la madre aveva tentato di portare avanti l’attività commerciale del marito senza riuscirci e nel 1865 dovettero attraversare l’Atlantico cercando miglior fortuna. Prima di questo viaggio Frances passò dal vivere come una ricca signorina a bazzicare per le strade di Manchester, entrando così in contatto con la vera povertà. Infatti per quanto in ristrettezze la famiglia Hodgson stava molto meglio dei vicini più poveri. Apprese quindi ben presto le differenze sociali esistenti: come la povertà fosse molto più espansa rispetto alla ricchezza e ne fu profondamente toccata.

In America iniziò a lavorare, per aiutare il bilancio familiare, mentre il fratello maggiore era impiegato nel negozio dello zio materno. Nel Tennessee aveva come vicini di casa i Burnett: il figlio, poco più grande di lei, Swan Burnett fu per lei un grande amico e divenne anni dopo suo marito. Insieme ai lavoretti Frances iniziò a scrivere e grazie alla sua fervida immaginazione ebbe la fortuna di vedere i suoi racconti pubblicati. Non sognava la fama più del denaro che avrebbe aiutato la famiglia. Una volta venuta a mancare anche la madre il bisogno di denaro divenne sempre più impellente.

A ventiquattro anni si sposò con Swan Hodgson: la loro unione fu una parabola. Frances era convinta un po’ come tutte le donne del tempo che sposarsi l’avrebbe aiutata: se non altro il matrimonio le avrebbe permesso più libertà come scrittrice. Di Swan si innamorò e da lui ebbe due figli maschi, non arrivò mai la sospirata figlia femmina che avrebbe potuto riempire di vestitini, pizzi e trine e a cui avrebbe potuto regalare bambole. Il successo romanzesco arrivò con Il piccolo Lord, opera divenuta celebre, Frances ricordava se stessa bambina, ricordava i pensieri e il vedere il mondo con occhi infantili, riuscì quindi al meglio a rendere la vita di un bambino che da povero diventa di colpo ricco. Altro tema importante del romanzo era il rapporto tra Inghilterra e America: Frances pur essendo nata inglese e riconoscendosi come donna di buona famiglia inglese, visse molto tempo negli Stati Uniti.

Continuarono le opere importanti: Sara Crewe che da racconto lungo fu poi ampliato per diventare romanzo, La piccola principessa, e successivamente Il giardino segreto. Ma questi sono solo i più conosciuti, perchè la sua bibliografia fu ricchissima, divenne una scrittrice ammirata da tanti suoi contemporanei: Oscar Wilde, Henry James. Viaggiò in Europa, in Italia. Divorziò pure, quando ormai l’amore tra lei e Swan era finito, per sposare un uomo più giovane di lei di dieci anni.

La sua fu una vita ricca, importante, sensibile alle tematiche sociali si dedicò spesso ad azioni caritatevoli: scrisse racconti, romanzi di genere soprannaturale, per bambini e ragazzi, libri indirizzati ad un pubblico adulto, opere teatrali e sceneggiature.

In Italia è stata tradotta solo una piccola parte di esse, ma anche quel poco spinge a volerla conoscere meglio, a voler conoscere colei che in Sara Crewe ha messo molto di se stessa, tra cui forse la cosa che preferiva: il piacere di raccontare e di esplorare i meandri della sua fantasia.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Flower-ed
Pagine: 70
Prezzo: 12.00€
Voto: 8/10

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