Le colline, il tramonto, un cane -Sara Staffolani

Emily Dickinson

Buongiorno lettori, oggi vi parlo de Le colline, il tramonto, un cane di Sara Staffolani, edito flower-ed, dedicato ad Emily Dickinson. Come vedete continua il loop nelle biografie di questa casa editrice. Anche questa volta la lettura non mi ha delusa, nonostante di base ci fosse un mah. Ho studiato Emily Dickinson al liceo e ho letto alcune sue poesie: non mi aveva mai particolarmente colpito e, nonostante questo, continuavo ad essere attratta dal suo personaggio. Una vita segregata in casa, senza mai sposarsi, scrivendo poesie dense di spiritualità. Questa era la mia impressione, non proprio positiva ecco, di questa poetessa. Meno male che ciò non mi ha fermata dal leggerne la biografia che Sara Staffolani ha scritto. E’ stata una piacevole sorpresa.

Mi piace molto lo stile di scrittura dell’autrice, che ho avuto già modo di apprezzare in C’è sempre il sole dietro le nuvole, la vita dedicata a Jean Webster (che se vi interessa ho recensito qui). In questo libretto si concentra su quella che viene considerata la più grande poetessa americana: Emily Dickinson.

Nata nel 1830 nel Massachussets, aveva un fratello e una sorella, Austin e Vinnie e, insieme alla sorella, ebbe la fortuna di condurre una vita agiata che permise loro di non doversi sposare per forza. Entrambe, infatti, non abbandonarono mai la casa paterna, a differenza del fratello che per continuare la stirpe dei Dickinson fu spinto al matrimonio con una cara amica di Emily, Susan e si trasferì nella villa vicina, permettendo scambi continui tra le due case. Per quanto non avesse mai ricevuto un particolare affetto da parte dei genitori, volle loro molto bene e fu molto affezionata al padre, nonostante avesse imposto una rigida educazione puritana ai figli. Pur essendo i suoi genitori molto religiosi, Emily visse la sua vita senza un particolare credo, cercava sempre (e ciò si nota nelle sue poesie) la spiritualità, qualcosa di metafisico, ma non lo riconosceva nella religione cattolica. Divertenti sono gli aneddoti che l’autrice riporta nel libro per raccontare i tentativi del padre e delle insegnanti del college a professare il il cristianesimo e a seguirne il credo.

Emily descrive il padre come un uomo austero, autoritario e freddo, ma era consapevole del suo cuore tenero, in quanto come lei, amava gli animali e voleva molto bene ai suoi tre figli, anche se non glielo aveva mai dimostrato. Il rapporto con la madre era anche difficile, Emily riconoscerà una figura materna nella zia Lavinia, che purtroppo verrà presto a mancare nella sua vita. In compenso l’attaccamento tra i tre fratelli era molto forte, al punto che Emily e Vinnie arriveranno a difendere e coprire il fratello quando questi, dopo il matrimonio con Susan, si innamorerà di una donna sposata, Mabel Loomis Todd, che avrà un ruolo dominante nella pubblicazione postuma dell’opera dickinsoniana.

Infatti Emily Dickinson rigettava la fama poetica dovuta alla pubblicazione delle sue poesie, ben poche furono comunque pubblicate in riviste durante la sua vita. La sua formazione continuò al college, da cui fu ritirata a causa di alcuni problemi di salute (probabilmente attacchi epilettici), ma ebbe modo di farsi una grande cultura e di apprezzare grandi nomi della letteratura, tra cui: Shakespeare, George Eliot, Elizabeth Barrett Browning e il marito, le sorelle Bronte. Tra queste ultime sentiva la forte affinità intellettuale con Anne, la sorella più giovane, che nei suoi romanzi sentiva molto la componente spirituale ed ebbe una vita molto sedentaria.

Anche se non si sposò mai sappiamo della sua grande ammirazione e del suo profondo affetto per il reverendo Charles Wadsworth. Del loro rapporto purtroppo non ci sono rimaste tracce, se non qualche biglietto e si presume che i due abbiano dovuto rinnegare il loro legame, dal momento che il reverendo era sposato. Emily iniziò ad avere dei problemi alla vista, divenne fotosensibile e cominciò così la sua segregazione volontaria in casa. Aveva la sua stanza al piano superiore della casa paterna, tante finestre da cui vedere il giardino pieno di fiori e piante, il suo cagnolino Carlo che, oltre a tenerle compagnia, la comprendeva più di chiunque altro. Aveva poco più di venticinque anni e rifiutava così di avere rapporti sociali al di la di coloro che la venivano a trovare a casa.

Cominciò a scrivere senza sosta e tra il 1858 e il 1862 compose più di seicento poesie, che raccolse in fascicoli rilegati, ben quaranta volumetti. Un grande corpus poetico quindi che sarebbe andato distrutto se fossero state seguite le volontà dell’autrice, morta nel 1886. Fortunatamente la sorella e l’amante del fratello decisero di lavorare assieme alla pubblicazione di questi versi di cui fu riconosciuta la bellezza, permettendo di conoscere finalmente il genio di chi li aveva scritti e regalando così un tassello molto importante alla letteratura americana ottocentesca.

Ovviamente la biografia di Sara Staffolani non tralascia nulla che non sia importante e ci descrive anche i dettagli più intimi di questa donna: dalla scelta di indossare sempre vestiti bianchi, colore simbolo di purezza, al grande affetto che la legava al cagnolino Carlo; dalla timidezza nei confronti degli estranei all’attaccamento nei confronti della madre, verso cui riconobbe un grande amore durante la sua malattia. Eventi ed emozioni si susseguono in queste pagine, permettendoci così di apprezzare una donna così fuori dall’ordinario, per la vita e per l’opera.

Una parola muore
quando è detta
Dice qualcuno −
Io dico che proprio
Quel giorno
Comincia a vivere.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Flower-ed
Pagine: 198
Prezzo: 15.50€
Voto: 8/10

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...