Planimetria di una famiglia felice – Lia Piano

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Il libro di cui vi parlo oggi è un romanzo un po’ strano. Innanzi tutto il titolo è particolare: Planimetria di una famiglia felice. Il richiamo ai progetti architettonici e alla geometria è abbastanza palese e quella che ne esce fuori è una descrizione di una famiglia anormale ma felice.

Siamo negli anni settanta: la voce narrante è quella della Nana, la bimba che supera a malapena il metro di altezza, che ha sei anni e che racconta di come la famiglia dopo aver a lungo viaggiato senza mai stabilirsi da qualche parte, si sia trasferita in una grandissima villa a Genova. La famiglia è così composta: il padre che fuma la pipa e vuole costruire una barca nel seminterrato, la madre che perde sempre gli occhiali in casa e che ha scelto come domestica/cuoca/istitutrice per i bambini una donna calabrese analfabeta, con più di dieci figli e il marito che entra ed esce dalla galera. Concepita Maria viene scelta perchè la madre vede in lei una persona portafortuna e che non può essere mandata via. E Maria con la sua lingua che è un misto tra italiano e calabrese si occupa della casa, anche se viene inseguita da Marco, figlio maggiore della famiglia, che nella sua adolescenza è in preda agli ormoni e ha la mania di girare nudo per casa e di tentare di accoppiarsi con lei. Poi c’è Gioele, figlio di mezzo, che balbetta e farnetica.

Nana è quella con meno personalità tra tutti: come un libro dalle pagine bianche assiste e vive in funzione dei fratelli e dei genitori, assimilando come una spugna ciò che può imparare facendone esperienza: e così impara la fedeltà dei cani, quando i genitori dopo averne preso uno decidono di prenderne altri tre, visto che hanno tre figli. Ma poi così c’è un cane in più e viene deciso che il primo sarà il guardiano di tutti.  Impara l’arte della cova quando prendendo diverse uova di pulcini li mettono nella vasca da bagno coprendoli con delle coperte e illuminandoli con delle lampade; e una volta nati i pulcini si imparerà a costruire un pollaio in giardino e lo si farà non con conoscenze di costruzioni o di precisione, ma provando direttamente sul campo: se le travi reggono allora va bene, se i sassi messi uno contro l’altro reggono allora la costruzione è stabile.

E poi imparerà a capire che cos’è l’amore, quando il suo amato cane fuggirà sulle colline per inseguire una cagnolina, quando Marco comincerà a cantare canzoni d’amore, quando Gioele si innamorerà di Silvia e la terrà sempre per mano. Imparerà a rendersi conto dello spazio quando in una gita in barca, dove apprenderà l’arte della navigazione, vedrà per la prima volta Genova dal mare, in tutta la sua lunghezza

Guardai dritto davanti alla prua: laggiù in fondo riluceva la linea dell’orizzonte. Dietro di noi apparve invece, lunga e lontana, Genova. Ma allora esisteva davvero, non se l’erano inventata loro, come le città del nessun dove che mamma mi raccontava prima di dormire. Genova era vera, solo che da terra si nascondeva. Era sempre uno spicchio tra le case, il lampo che si affaccia un istante tra i vicoli per svanire subito, come le ombre cinesi di papà sul muro. Era grandissima. Spostai lo sguardo da levante a ponente: strade scogliere chiese palazzi ciminiere muri ponti sopraelevate caruggi e navi. E poi indietro: tetti terrazze altane camini ringhiere lenzuoli al vento. Gerani rossi fioriti e balconi. Non finiva mai. In alto, sulle colline, luccicavano fortezze, santuari e un bosco di antenne.

Leggendo queste pagine assistiamo alla vita di questa famiglia strana e felice, che spesso si trova a dover fare i conti con la realtà e con il dover in qualche modo adeguarsi alla normalità. Poi si ride, si ride tanto nella lettura e ci si immedesima negli occhi di una bambina di sei, poi sette, poi otto e infine nove anni, cresciuta anche di qualche centimetro, che vede e vive il mondo in una maniera tutta sua. Se si presta orecchio si può sentire anche il rumore del vento, attraverso le finestre della casa, che corre tra quelle scale, stanze, come lo spettatore dei momenti di questa famiglia.

“Planimetria di una famiglia felice” è una storia bella, divertente, sicuramente particolare e un po’ diversa dalla norma per alcuni versi, ma piena di felicità e affetto, ricca di momenti che magari abbiamo tutti vissuto, ma che abbiamo dimenticato e chiuso nel comodino. Davvero un bell’esordio per Lia Piano e grazie a Bompiani per averci creduto e averlo portato sugli scaffali.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Bompiani
Pagine: 154
Prezzo: 15€
Voto: 9/10

 

 

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