Gli accoppiati – Jennifer Miller e Jason Feifer

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“Gli accoppiati” è un romanzo scritto a quattro mani che colpisce al primo sguardo per la copertina: bianco, rosa, giallo e nero sono gli unici colori presenti a costruire uno scorcio di un palazzo newyorchese. La seconda cosa che colpisce è la frase presente sulla fascetta dell’editore, con il commento del “The Washington post” Sexy, divertente e provocatorio. A quel punto il lettore onnivoro o la lettrice attratta dall’idea di leggere qualcosa di leggero e divertente aprirà il libro e ne leggerà la quarta di copertina.

La trama è molto originale, almeno così sembra da quella colonna: Lucas e Carmen sono due giornalisti della rivista Empire, lui trapiantato a New York per suo desiderio, lei più grande di lui di una decina d’anni, tiene una rubrica hot, raccontando gli scabrosi incontri sessuali con gli uomini della città. I due si incontreranno una sera per caso in un locale e finiranno a letto assieme. La mattina dopo Lucas lascerà l’appartamento di Carmen senza neanche saperne esattamente l’identità e, poche settimane dopo, leggerà il resoconto sessuale della loro notte, venendo attaccato da stereotipi e commenti sulla sua incapacità a fare sesso.

Da quì Lucas risponderà via lettera anonima, firmata Bravo Ragazzo, su un’altra rivista e avrà inizio il gioco e lavoro di botta e risposta via lettere e articoli sul giornale dopo gli incontri settimanali sessuali organizzati dal loro capo Jay Jay.

Ecco, questa trama lascia immaginare di trovarsi davanti due possibili romanzi: un romanzo leggero, divertente e che faccia ridere, che ricordi un po’ Sex and the city, oppure un romanzo contemporaneo che affronta tematiche sessuali per cercare magari con il sorriso e la finzione letteraria di superare alcuni tabù.

Invece quello che ci si trova davanti è tutt’altro genere: innanzi tutto penso che sia costruito male. Sarebbe stato interessante leggere capitoli con punti di vista di Carmen e Lucas alternati, invece la maggior parte di essi sono tutti dal punto di vista di Lucas, poi per quanto le pagine scorrono non creano riso o divertimento, ma noia.

I personaggi sono insopportabili, non hanno una buona descrizione a tutto tondo e anche le poche volte che c’è qualche riferimento psicologico viene tutto “rovinato” dall’ennesima frecciatina e dall’ennesimo tentativo di creare situazioni imbarazzanti per i due che così si possono punzecchiare. Non sono personaggi forti, non regalano grandi emozioni: Lucas è un ragazzino che non riesce a tirare fuori un po’ di furbizia ma che si comporta da bambino viziato, miracolosamente pur essendo l’ultimo arrivato nel giornale viene invitato a feste  strepitose, gli si chiede di scrivere articoli di grande importanza, quando il ruolo per cui è stato assunto è semplicemente quello di fact checking (ovvero di controllare quello che viene scritto negli articoli). Carmen si atteggia da donna di gran mondo, è innamorata del suo capo con cui ha avuto una relazione, si comporta in maniera infantile con Lucas.

E’ un romanzo un po’ borderline: troppo lungo e noioso per essere un chick lit (ricordiamo che sono più di 400 pagine), troppo confusionario e ricco di elementi piccanti, messi lì per non si sa quale ragione, per essere un romanzo piacevole e di qualche insegnamento.

Non riesco a consigliarlo, probabilmente è da leggere e provare, non sono riuscita a coglierci nulla di bello e positivo oltre alla fluidità e alla velocità di lettura.

SCHEDA DEL LIBRO

Editore: Longanesi
Pagine: 445
Prezzo: 19.00€
Voto: 4/10

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