Le grandi donne del Medioevo – Ludovico Gatto

le-grandi-donne-del-medioevo-x1000Ludovico Gatto è uno storico e docente universitario; ha compiuto studi specialistici sul Medioevo e, nello specifico di questo saggio, sulla presenza femminile nel periodo.

Nei libri di storia, in genere, grandi donne sono assenti, non vengono nominate, semplicemente vengono ignorate. Ma Gatto ha voluto evidenziare come ciò non sia realistico, poichè abbiamo avuto larga presenza di donne importanti per la politica, la religione e la cultura, anche se certamente in numero inferiore rispetto agli uomini. La sua analisi comincia dalle regine e imperatrici: abbiamo Irene, imperatrice di Bisanzio, che si è arrogata il ruolo unico di Imperatrice e che tra il 797 e l’802 ha raggiunto il culmine della sua potenza, considerata despota tra la destituzione del figlio Costantino VI e il colpo di Stato promosso da Niceforo; tra le regine abbiamo Eleonora d’Aquitania, vissuta tra XII-XIII secolo, che riuscì ad esercitare un forte ascendente sul sovrano consorte Luigi VII; Isabella di Francia, Costanza di Altavilla, madre del grande Federico II, Costanza d’Aragona, prima consorte di quest’ultimo, oltre alle tutte sue successive spose, sono solo alcune delle regine menzionate e descritte da Gatto.

Abbiamo poi le religiose: in una religione antifemminista come il cristianesimo, che con San Paolo e con la Genesi induce a credere in un’inferiorità del sesso femminile, rispetto a quello maschile, abbiamo delle paladine, delle donne diventate sante, tra cui la madre di Sant’Agostino, Santa Monica, Giovanna d’Arco, la pulzella d’Orleans, protagonista nella guerra dei Cent’anni, bruciata sul rogo.

Numerose donne, soprattutto in età successiva a quella medievale, sarebbero state grandi sviluppatrici di circoli letterari e culturali, ma già in questa età di mezzo c’è qualche nome di riguardo di cui tener conto. Per esempio c’è Christine de Pizan, forse l’unico caso di donna che abbia ottenuto un certo rendimento praticando la scrittura. Protagoniste poi della vita politica italiana, a noi più vicina, celebri sono state Matilde di Canossa, Caterina Sforza e, forse famosa per la lascivia, Lucrezia Borgia. Termina l’elenco di queste figure femminili, la Papessa Giovanna, che per lungo tempo si finse uomo.

Ludovico Gatto ha scritto un lungo saggio per cercare di cambiare l’ideologia comune dell’assenza femminile nella storia medievale, che ci sia riuscito o meno è da interpretare. Devo dire che ho trovato questo saggio un po’ troppo prolisso, probabilmente troppo didattico, sicuramente per l’entourage culturale e professionale dello scrittore. La lettura mi è stata difficoltosa, probabilmente sarebbe più da studiare che da leggere per piacere, ma nulla toglie che possa essere una buona lettura per gli specialisti del settore.

Scheda del libro

Editore: Newton&Compton editori
Pagine: 480
Prezzo: 12,00 euro

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