Lizzie – Shirley Jackson

6038e8ea66c3a3b6c747d9937a5cd531_w600_h_mw_mh_cs_cx_cyTRAMA:    La protagonista, Elizabeth Richmond, ventitré anni, i tratti insieme eleganti e anonimi di una “vera gentildonna” della provincia americana, non sembra avere altri progetti che quello di aspettare “la propria dipartita stando il meno male possibile”. Sotto un’ingannevole tranquillità, infatti, si agita in lei un disagio allarmante che si traduce in ricorrenti emicranie, vertigini e strane amnesie. Un disagio a lungo senza nome, finché un medico geniale e ostinato, il dottor Wright, dopo aver sottoposto la giovane a lunghe sedute ipnotiche, rivelerà la presenza di tre personalità sovrapposte e conflittuali: oltre alla stessa Elizabeth, l’amabile e socievole Beth e il suo negativo fotografico Betsy, “maschera crudele e deforme” che vorrebbe fagocitare e distruggere, con il suo “sorriso laido e grossolano” e i suoi modi sadici, insolenti e volgari, le altre due. È solo l’inizio di un inabissamento che assomiglierà, più a che un percorso clinico coronato da un successo terapeutico, a una discesa amorale e spietata nelle battaglie angosciose di un Io diviso, apparentemente impossibile da ricomporre: tanto che il dottor Wright sentirà scosse le fondamenta non solo della sua dottrina, ma della sua stessa visione del rapporto tra l’identità e la realtà. (fonte: ibs.it)

 

I casi di questo genere sono comunemente conosciuti come di “doppia” o di “multipla personalità”, a seconda del numero di persone rappresentate; il termine più corretto tuttavia sarebbe quello di personalità frammentata, perché ogni personalità secondaria costituisce solo una parte del normale, complessivo io.

“Lizzie” è il secondo romanzo di Shirley Jackson che leggo. Con questa autrice è stato come in un incantesimo: mi è bastato saggiare le prime pagine di Abbiamo sempre vissuto nel castello (1962) per innamorarmi del suo stile particolare, insinuante, inquieto e placido allo stesso tempo. Lizzie è a mio parere un libro singolare, sia per lo stile che per la trama (bisogna considerare anche l’anno d’uscita, il 1954!), ma soprattutto per i sentimenti contrastanti che riesce a suscitare durante la lettura. Come ho già avuto modo di affermare, Shirley Jackson riesce ad insinuarsi con la sua scrittura fino in profondità, creando un apparente equilibrio dentro di noi che distrugge lei stessa attraverso la follia e la perversione dei suoi personaggi. Personaggi – ovviamente – tutt’altro che tipici, considerando il fatto che in uno se ne rinchiudono già tre!

In questa storia dai risvolti pulp, ci addentriamo in un viaggio negli abissi del disturbo della personalità multipla. A tratti veramente inquietante e disturbante, a tratti quasi divertente, l’argomento della personalità multipla esposto dalla magica penna della Jackson non è soltanto affascinante e interessante, ma direi quasi perturbante (almeno per me che di personalità multiple ne sapevo e ne so veramente poco).
A contornare un argomento così intrigante ci ritroviamo un piccolo ma determinante ventaglio di personaggi che con la loro evoluzione tessono la trama della storia e incrementano il nostro interesse: come andrà a finire?
Dall’eccentrico Dottor Wright all’insolente e chiassosa Betsy, dalla dolce e serena Beth alla timorosa Elizabeth, in un vortice di sensazioni e di brividi lungo la schiena, questi personaggi ci accompagneranno durante l’evolversi della vicenda, ci confonderanno e ci faranno cambiare idea un milione di volte, ma alla fine riusciremo, grazie a loro, ad inserire tutti i tasselli al loro posto.

Quali segreti nasconde il disturbo di Lizzie? Quale personalità avrà il sopravvento? Io ovviamente non vi svelo niente, ma vi anticipo che il finale vi gelerà il sangue nelle vene!

Di seguito la scheda del libro e alcuni link interessanti:

Editore: Adelphi
Pagine: 318
Prezzo: 20,00€

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