L’ estate del cane bambino – Mario Pistacchio e Laura Toffanello

copertina

Divorato voracemente, amato in modo sofferto, “L’estate del cane bambino” si prospetta una delle migliori letture del mio 2017.

In una pesino sconosciuto nel veneziano di nome Brondolo, è estate e sei ragazzini giocano a palla, fumano le loro prime sigarette e cercano di scampare a qualsiasi tipo di lavoro estivo imposto dai propri genitori per stare insieme il più possibile. Il loro luogo d’incontro: la Base, dove si sentono liberi come i grandi.
Sono Vittorio, Michele, Stalino, Menego, Ercole e il suo fratellino Narciso.
Brondolo, all’apparenza un piccolo paesino tranquillo, racchiude una piccola comunità segnata da oscurità, leggende, famiglie ambigue e cose non dette ed è la location perfetta per una storia di sparizioni.
Ad un certo punto della narrazione infatti un bambino scompare e il bambino in questione è proprio Narciso, fratello di Ercole. Al suo posto arriva Houdini, un piccolo cane nero e scodinzolante che abbaia di felicità alla canzone di Claudio Villa che amava Narciso e che sa distinguere i giocatori sulle figurine. Il passo successivo è semplice: Houdini è Narciso, trasformato dal Morto della leggenda paesana.

Dopo la scomparsa, tutta Brondolo si attiva per la ricerca del piccolo Narciso. Vengono immediatamente incolpati i ragazzi e messi in punizione. La gente, il parroco, i genitori sono sicuri del fatto che loro sappiano dove si nasconda Narciso. Tra falsi allarmi, ricerche estenuanti e giorni passati a setacciare il paese e le vicinanze, Narciso non si riesce a trovare. I prossimi sviluppi li lascio al lettore, in modo che possa lasciarsi trasportare da questa storia amara e per nulla banale.

Di speciale questo libro ha molte cose. Innanzitutto la narrazione particolareggiata e segnata da tinte fosche. Poi i personaggi caratterizzati alla perfezione e inseriti magistralmente nel passaggio delicato dall’infanzia all’età adulta e non solo dal punto di vista anagrafico: le vicende che si susseguono e le scoperte sconcertanti fanno sì che Vittorio e i suoi amici, in quell’estate, crescano all’improvviso.

“Non si invecchia mai un po` alla volta. C’è un momento preciso, nella vita, in cui ti accorgi che è successo. È una certezza, e non contano gli anni che hai. Capita quando smetti di andare avanti e ti scopri a guardarti alle spalle. Scruti il tempo che se n’è andato. Lì dietro sono rimasti i tuoi unici amici, i ricordi, l’illusione che niente possa mai finire davvero.”

“L’estate del cane bambino” è un libro malinconico e allo stesso tempo tenero e profondo. Una lettura intensa che ti prende allo stomaco, una scrittura che ho apprezzato tantissimo e che riesce a fare di questo libro sia un romanzo di formazione, sia un romanzo che parla di violenza, di vendetta e di perdono. Una storia sulla difficoltà di diventare adulti che vi lascerà un senso di smarrimento nel quale dovrete ancora riflettere a lungo prima di iniziare la prossima lettura.

Una menzione particolare a nonno Cesilio, personaggio fenomenale che si fa amare senza condizioni e che è un punto di luce all’interno della narrazione.

 

Scheda del libro

Titolo: l’estate del cane bambino
Autori: Mario Pistacchio, Laura Toffanello
Editore: 66th and 2nd
Prezzo: 16,00€
Pagine: 218 p.

 

 

 

 

 

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