Sotto il peso delle nuvole – Christian Spinello

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Quasi duecento pagine dense di scrittura e una storia che, con una trama ben strutturata, elabora immagini e concetti ben definiti. Un personaggio particolare quello di Bastiano Dal Sasso che, probabilmente, racchiude nel suo nome un destino già segnato. Bastiano infatti rimanderebbe all’espressione idiomatica “bastian contrario”. Bastiano è tutto e il contrario di tutto e la Grande Guerra, alla quale partecipa, non fa altro che evidenziare gli aspetti più contrastanti dell’animo umano. Ma è il cognome a ridargli una marcata identità: lui infatti è “dal sasso” dell’Altipiano di Asiago che è partito per andare a combattere ed è lì che ritornerà dopo la fine dell’infausta esperienza sul campo di battaglia. La guerra cambierà la vita di tutti gli uomini, compresa quella del protagonista. Dal Sasso abbandonerà i suoi genitori e la sua amata e promessa sposa Imelda per abbracciare la propria canna di ferro.

“In quella torva mattinata senza nuvole né scorci d’azzurro, velata da un lenzuolo grigio e fuligginoso, gli uomini in trincea, poveri diavoli, stavano accovacciati come miserabili alla carità. Ognuno abbracciava la propria canna di ferro col buco. Quella era l’unica amante consentita, nessun’altra.”

La guerra crudele aveva cancellato tutto, tutti i suoni della natura, tutti i rumori del mondo, isolando gli uomini come bestie in gabbia, in trincea.

“Il tempo della cuccagna, in quelle budelle di terra, era insomma un ricordo che gli anni di guerra avevano fatto scivolare lontano. Il profumo della polenta che borbotta nella caldiera sul fuoco del camino, il tambureggiare sinfonico del picchio crodaiolo in primavera, la neve che scende lieve e s’accomoda sui davanzali delle baite, erano immagini sfuocate che precipitavano nell’oblio”.

La guerra, in questo romanzo, va di pari passo con un altro filo conduttore, l’amore per Imelda. Sarà questo a tenere in vita Bastiano che stringerà per tutto il tempo il rosario regalatogli da questa. I due giovani si scambieranno lettere intrise di amore, speranza, progetti, voglia di costruire qualcosa in mezzo allo sfacelo della guerra. La parola umana, spesso sottovalutata, riceverà il giusto peso in un momento privo di umanità.

“Le lettere erano balsamo per le fibre degli uomini in trincea, morfina che attenuava dolori di cuore, nutrimento che smorzava crampi allo stomaco. Le parole scritte, poste una davanti all’altra, creavano ponti, univano ciò che la guerra aveva crudelmente separato. Soprattutto sgombravano la testa dei soldati dalla molesta sensazione di smarrimento. Lo sconforto, senza quelle iniezioni di serenità, s’aggrappava come rantana nel cantone di una casa abbandonata.”

Ma, le lettere non sempre portano gioia, spesso recano notizie infauste come quella della morte dei genitori che fa precipitare Bastiano nella disperazione più spettrale, facendogli assaporare un calice troppo amaro. Finita la guerra, il nostro protagonista tornerà nella sua terra natia, che si presenterà sfregiata, spoglia, morta, rasa al suolo, priva di speranza, povera di uomini, mancante di passato e di memoria, privata di identità. Un grido disperato che si allarga a tutta la terra.

“Vite innocenti, misere, costrette loro malgrado alla polvere e al sudore, erano state occultate. Memorie, storie e culture, cancellate per sempre dalla faccia della terra.”

L’ultimo colpo, inflitto a un uomo già provato dal dolore, dalla rassegnazione, dall’amarezza, sarà la rivelazione fattagli dall’amico fidato e maestro di gioventù Italo Stern: anche Imelda è stata rapita dalla guerra. Questa amara notizia sarà il colpo finale inflitto a Bastiano e tramuterà quest’ultimo in una belva. La modalità della scoperta della morte dell’amata ha in sé elementi del tutto fuori dal comune, quasi delle avvisaglie, dei segnali propri di credenze, superstizioni e tradizioni popolari. Prima l’uomo nero, poi le fattucchiere, ed infine il cuculo, sono chiari segnali di sventura. Solo però le parole di Italo rendono questi presagi, prima incastonati in una realtà quasi onirica, verità. Da qui per Bastiano inizierà una nuova vita verso il Delta. La terra natia e Italo non tarderanno a richiamare Bastiano con rivelazioni che lo porteranno a mettere da parte l’idea di iniziare un nuova vita lontano, diviso dal suo passato.

Un romanzo che reca in sé la sofferenza, le paure, le angosce degli uomini durante il conflitto bellico, un romanzo che racconta, in modo puntuale e preciso, il senso di precarietà e caducità della vita umana. L’uomo è schiacciato dal suo passato, dai suoi sbagli, dai suoi rimpianti e dei suoi rimorsi.

“Ma il sonno non arrivava ancora. A bussare alla porta, invece, erano rimorsi e rimpianti che lo mettevano al chiodo. Il richiamo della montagna era forte e la tristezza lo avvolgeva nella sua fredda coperta. La vita di pianura s’era rivelata diversa da come aveva immaginato all’inizio. Fatiche e pensieri erano rimasti, se non addirittura aumentati. Continuava a usare le mani, a vincare la schiena e a camminare storto. Il cielo non era sgombro. Le nuvole, seppur più alte, non smettevano di fargli sentire il loro peso.”

Senza filtri, Christian Spinello, accompagna il lettore in luoghi e tempi passati, dà lui la possibilità di ascoltare i rumori del mondo, sentire gli odori della terra, toccare con mano la realtà di un tempo che fu e che ci è dato solo attraverso i ricordi dei padri.

Tra richiami ungarettiani visibili nel lessico e nelle immagini belliche evocate e descrizioni verghiane, l’unica pecca che il lettore potrebbe notare in questo romanzo, a mio avviso, è il ritmo troppo lento che accompagna tutte le avventure/ disavventure del Dal Sasso. Ma forse, a ben vedere, è proprio l’argomento principale, quella della guerra e di tutte le sue ricadute, a esigere dalla scrittura questo tipo di ritmo. La lentezza della scrittura è il riflesso del bellum che rallenta le vite degli uomini, le deforma, le porta in un luogo senza tempo, senza spazio, senza terra, senza cielo.

SCHEDA DEL LIBRO

Autore: Christian Spinello
Editore: Bibliotheka
Pagine: 184
Prezzo: € 13,00

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