Intervista a Guido Mina di Sospiro

Oggi vi lasciamo con un’intervista all’autore di “Sottovento e sopravvento” (recensione che trovate QUI ) Guido Mina Di Sospiro. E’ stato davvero interessante sentire, direttamente dalla voce dell’autore, i piccoli dettagli che hanno reso possibile la stesura di questo romanzo. Il dietro le quinte di un libro fatto di tanti piccoli dettagli che lo rendono una lettura fatta di riflessioni e punti di vista su cui soffermarsi per andare oltre le righe scritte.

Nella prima parte del libro si alternano le storie di Chris e di Ruth. Entrambe storie complicate che portano a riflettere su temi importanti come, nel caso di Chris, l’essere diversi rispetto alla società che ci circonda per un difetto fisico. Il personaggio però reagisce facendo del suo difetto e dell’iniziale derisione della gente un suo punto di forza. Quanto è stato difficile la costruzione di questo personaggio con tutte le sue sfaccettature caratteriali?

Chris non è stato difficile perché l’ho messo in un contesto irlandese che io ormai conosco molto bene avendo ambientato un altro libro in quella splendida terra. L’unica cosa che lo contraddistingue dagli irlandesi del suo stesso ceto è questa inspiegabile attrazione per la ricerca dei tesori. E’ una cosa sulla quale capitombola per caso quando sente questi inglesi che sono ormeggiati accanto alla sua barca e che parlano di questi tesori nelle Antille. E’, in realtà, una professione di fede più che per soldi. Una cosa abbastanza comune in certi ambienti marinai. Il motivo che spinge un uomo a diventare un cacciatore di tesori è difficile da spiegare, anche loro non ci riescono. Ma una volta che sono destinati a questo diviene un percorso abbastanza lineare. Pensano solo a quello, non è detto che si arricchiscano, anzi, ha un effetto collaterale. Infatti si chiama – caccia – al tesoro, perché risveglia questo brivido antico del cacciatore.

Il secondo personaggio che abbiamo nominato prima è Ruth. Qui la storia sembra partire da un fallimento della ragazza che la porta poi a scoprire la verità sulla sua nascita e la spinge a partire alla ricerca della sua famiglia biologica ed adottando il nome di battesimo: Marisol. Qui ci si aspetterebbe una sorta di evoluzione del personaggio che, invece, rimane inerme e si lascia trasportare dagli eventi fino a quando, delusa dal risultato della sua ricerca, decide di tornare ad essere semplicemente Ruth e di rinunciare a scoprire la verità. Come mai ha deciso di contrapporre alla personalità battagliera e sognatrice di Chris una donna così razionale e, a tratti, fredda?

Per giocare su questo contrasto razionale/irrazionale, sottovento/sopravento. Per una volta ho voluto fare un uomo irrazionale e la donna razionale. Ho invertito le parti. Lei inizialmente è terribilmente algida e cerabrale e quando il suo mondo fatto di logica crolla, si trova persa.

Nelle ultime due parti i protagonisti giungono infine su un’isola deserta che scoprono poi essere la meta del loro viaggio. Ma, al momento del ritrovamento del tesoro, capiscono che quello che cercavano non era l’oro ma una sorta di crescita interiore e la consapevolezza di sé che hanno, inconsciamente, maturato durante tutta questa avventura. Può raccontarci della loro crescita all’interno della storia?

E’ una ricerca continua da entrambe le parti. Chris cerca un tesoro che però non riesce a trovare e così anche Ruth si impegna in due ricerche, quella filosofica e poi quella della sua identità e questa cosa li accomuna: sono due personaggi che hanno voglia di cercare e ricercarsi, ma non vicendevolmente. Poi però si trovano. Si cambiano. Non potrebbero essere più opposti Chris e Marisol ma alla fine si uniscono e si trovano più solidi di prima.

Tutto il romanzo ha questa narrazione un po’ onirica e filosofeggiante. Alcuni punti possono apparire anche un po’ ostici. Quindi una domanda sorge spontanea : il suo tipo di scrittura pensa sia rivolto ad una fascia specifica di lettori o, con un po’ d’impegno, può essere estesa a tutti?

Penso che non ci sia un target specifico. E’ stato apprezzato dalle donne per i tratti “pirateschi” e certi lo hanno paragonato anche alla storia di La bella e la bestia. La bella cubana, il gigante gobbo, con i capelli lunghi. Non so bene a chi sia rivolto. Io, naturalmente, spero a tutti. Mi diranno i lettori se è così.

Lei vive in America e lì i gruppi di lettura sono ormai una realtà consolidata. Da un po’ di anni anche in Italia sono stati creati questi gruppi di lettura. Li considera una realtà capace di poter rilanciare la lettura anche in Italia?

Sono i nostri alleati, sono i nostri amici. I book club sono la linfa degli scrittori. Sono, secondo me, una tradizione molto bella. In America ne esistono molti, anche con tantissimi membri. Spero che questa cosa possa diventare una realtà consolidata anche in Italia.

Autrici: Babibooksdolcedany84

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