Curarsi tramite i libri: Le parole degli altri di Michaël Uras

18033864_10208386927342466_4887936051061127644_nCi vuole molta disponibilità a mettersi in gioco per poter iniziare un percorso di psicoterapia; al tempo stesso, e da un certo punto di vista, ci vuole altrettanta voglia di mettersi in discussione quando si legge, specie se si leggono classici o libri impegnati. Nel romanzo “Le parole degli altri” di  Michaël Uras si uniscono queste due componenti: il protagonista, infatti, mette insieme la sua passione per la lettura e per i libri e la voglia di aiutare gli altri per inventarsi un nuovo lavoro. Quello del biblioterapeuta.

Se consideriamo la parola biblioterapeuta comprendiamo che dovrebbe trattarsi di una figura che cura gli altri tramite i libri: ed è proprio quello che Alex cerca di fare, ovvero aiutare i suoi pazienti, persone in crisi e in difficoltà con se stesse, tramite letture particolari, perfette per il paziente e per il periodo vitale che sta vivendo.

L’autore, infatti, mette il lettore davanti alle cartelle “cliniche” che Alex, il nostro protagonista atipico e particolare, compila per ciascun suo paziente, nel tentativo di trovare la lettura perfetta per lui: una lettura in cui ritrovarsi, con protagonisti in cui immedesimarsi. Propone un percorso di autoconsapevolezza fatto di carta e inchiostro.

Il romanzo è carico di citazioni dei libri più disparati e di perle di saggezza sulla vita che solo un letterato potrebbe sfornare. Il tutto, avviene mentre Alex segue i suoi pazienti, nel continuo tentativo di condurli a risolvere i propri problemi. E nel continuo tentativo di risolvere anche i suoi.

Il romanzo procede con un andamento atipico, molto lento: il suo proseguimento è simile a quello di una biografia o di un monologo molto filosofico, mentre le vicende si susseguono in maniera placida. Il protagonista stesso, infatti, sembra vivere in un momento di stasi della sua vita, in cui non gli è ben chiaro cosa debba fare.

Nonostante ciò la lettura è stata piacevole, anche considerando l’ambiguità del lavoro del protagonista: bisognerebbe considerare che, per svolgere un lavoro simile, ci vorrebbero ben due lauree complete di specializzazione in lettere (per approfondire la conoscenza di tutte le tipologie di romanzi utili nelle diverse occasioni e per i diversi pazienti), ma, soprattutto, in psicologia e psicoterapia. Queste due, infatti, nel romanzo non vengono considerate, ed è chiaro che il protagonista non possiede conoscenze in tal senso, se non una spiccata sensibilità alla sofferenza altrui.

Forse è proprio per questo che il romanzo mi è sembrato un po’ irrealistico: il sogno di un amante della letteratura, con il grande desiderio di utilizzarla per aiutare il prossimo. Ma, insomma, non c’è bisogno del lavoro di un biblioterapeuta per cercare una cura nei libri per la propria anima.

SCHEDA DEL LIBRO

Autore: Michaël Uras
Editore: Casa Editrice Nord
Pagine: 280
Prezzo: 16,90€

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